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Progettare:

- Significati: significa operazione di scrittura professionale, mediante cui definire e tradurre

in passi concreti un determinato intervento educativo. Dal latino pro (davanti) e iacere

(gettare), prende il significato di progettare, una prospettiva rivolta al futuro, un

miglioramento.

- Livelli: ha due tipi di livelli, un livello macro, che intende il progetto di un servizio educativo,

di un intervento a livello territoriale o sociale, rivolto ad una particolare categoria di

soggetti beneficiari; e un livello micro, che intende progetti individualizzati di intervento

all’interno dei servizi educativi.

- Funzioni: è il principale strumento di lavoro dell’educatore professionale, nei diversi ambiti

di intervento. È uno strumento fondamentale per riflettere ed interrogarsi su come fare e

nasce in relazione ai bisogni ed alle domande delle persone, che ne sono i protagonisti.

- Competenza: competenza chiave per l’apprendimento permanente, necessarie per la

crescita personale, la cittadinanza attiva, l’inclusione e l’occupazione.

Le competenze sono 8: comunicazione nella madrelingua e nelle lingue straniere,

competenza matematica e di scienza, competenza digitale, imparare ad imparare,

competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa, consapevolezza ed espressione culturale.

Il consiglio europeo del 22 maggio 2018 rinnova le competenze della raccomandazione del

2006, ma le amplia in base alle trasformazioni sociali, culturali ed economiche. Viene posta

l’accento su: capacità di risoluzione di problemi, pensiero critico, capacità di collaborare,

capacità di progettare, agire in modo autonomo e responsabile.

- Legge ‘Iori’: disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico,

educatore professionale socio-sanitario e pedagogista.

- LEGGE “=%, COMMA 594 – 601; GAZZETTA UFFICIALE N.302 DEL 29.12.2017; ENTRATA IN

VIGORE 1.1.2018

La qualifica di educatore professionale socio‐peda gogico è attribuita con laurea L19 e ai sensi

delle disposizioni del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65.

» La qualifica di pedagogista è attribuita a seguito del rilascio di un diploma di laurea abilitante

nelle classi di laurea magistrale LM‐50 Programmazione e gestione dei servizi educativi, LM‐57

Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua, LM‐85 Scienze pedagogiche o

LM‐93 Teorie e metodologie dell'e‐learning e della media education.

L'educatore professionale socio-pedagogico è un professionista che svolge funzioni intellettuali

con proprie autonomia scientifica e responsabilità deontologica, con l'uso di strumenti

conoscitivi specifici di tipo teorico e metodologico, per la progettazione, programmazione,

intervento e valutazione degli esiti degli interventi educativi e supervisione, indirizzati alla

persona e ai gruppi, in vari contesti educativi e formativi, per tutto il corso della vita, nonché

con attività didattica di ricerca e di sperimentazione.

Il pedagogista è un professionista di livello apicale, specialista dei processi educativi e

formativi, con proprie autonomia scientifica e responsabilità deontologica, che svolge funzioni

di progettazione, coordinamento, intervento e valutazione pedagogica, in vari contesti

educativi e formativi, sia nei comparti socio-assistenziale e socio-educativo, sia nel comparto

socio-sanitario con riguardo agli aspetti socio- educativi, nonché attività didattica, di ricerca e

di sperimentazione.

- Competenze dell'educatore professionale socio- pedagogico:

1) progetta, programma, realizza e valuta interventi e trattamenti educativi e formativi

diretti alla persona negli ambiti e nei servizi individuati dalla legge;

2) accompagna e facilita i processi di apprendimento in contesti di educazione

permanente;

3) coopera alla definizione delle politiche formative;

4) coopera alla pianificazione e alla gestione di servizi di rete nel territorio;

5) collabora all'attuazione dei sistemi integrati per la gestione e la valorizzazione delle

risorse umane e per lo sviluppo di competenze.

- International Association of Social Educators – Le competenze professionali

dell’educatore sociale in Europa (redatto in 6 lingue europee):

o Risposta dal basso al ritardo istituzionale del riconoscimento della professione

educativa;

o Traduzione italiana del documento a cura dell’ANEP (Associazione Nazionale

Educatori Professionali): http://aieji.net/wp-

content/uploads/2011/09/Professional-competences-IT.pdf;

o Competenze fondamentali: competenze per intervenire, valutare e riflessive;

o Competenze centrali: personali e relazionali, sociali e comunicative, organizzative,

saperi teorici, competenze metodologiche e deontologiche;

o Competenza sociale e comunicativa: essere capaci di collaborare e partecipare al

lavoro di équipe, anche a livello interdisciplinare;

o Competenza organizzativa: «..saper progettare e promuovere le attività ed i

processi socio-educativi, così come documentarli e valutarli dal punto di vista delle

finalità e dei metodi socio- educativi. Definire gli obiettivi, progettare e

sistematizzare l’insieme della pratica educativa all’interno dell’istituzione in cui

lavora…»

- Domande guida: chi sono i destinatari? Quali sono gli obiettivi? Esiste coerenza tra gli

obiettivi e le attività proposte? Quali le modalità di valutazione degli esiti?

- Il progetto educativo: un vestito su misura.

o Nel lavoro educativo gli interventi sono sempre in relazione ai bisogni e alle

domande delle persone;

o Come un sarto, l’educatore deve possedere flessibilità nel saper adattare il vestito,

il modello e la stoffa ai bisogni e alle specificità del soggetto (Brandani, Tomisich,

2013, p.26);

o Il progetto educativo come un cartamodello che deve essere declinato sui bisogni di

ciascuna persona (Brandani, Tomisich, 2013, p.26);

o » ….E come un vestito deve saper valorizzare i punti di forza e le risorse

- Due modalità differenti di intervento: progettare per rispondere ad un bisogno o

progettare per rispondere ad un problema.

o Come risposta al bisogno: Cerca di dare risposta ai bisogni espressi dai soggetti in

difficoltà. Rapporto più finalizzato alla sostituzione: io operatore mi metto al tuo

posto per rispondere al bisogno (spesso utilizzato nei servizi socio- sanitari);

o Come risposta al problema: Questa modalità di intervento cerca di capire le cause

che generano il bisogno e si focalizza non solo sulle difficoltà ma anche sulle

potenzialità. Viene preso in carico non solo il bisogno della persona, ma la persona,

nella sua globalità, coinvolgendolo nel percorso educativo. L’intervento non è

orientato solo sul «fare» dell’operatore, ma anche sul «far fare» al soggetto.

Approccio partecipativo: rapporto circolare in cui sia l’educatore che l’educando,

con ruoli diversi, sono attori del cambiamento;

La progettazione: elemento fondante!

- Alcune caratteristiche della progettazione educativa:

o Temporaneità: la dimensione temporale ne scandisce gli obiettivi e le attività;

o Flessibilità: tiene conto dei cambiamenti ed evita rigidità;

o Apertura: promuovere il diritto di ogni persona, anche nelle condizioni più avverse,

di immaginarsi in un futuro diverso;

o Perfettibilità: degli interventi e degli obiettivi;

o Concretezza: di azioni, risorse, tempi, finalità

- Estensioni della competenza progettuale:

1. Analisi dei contesti

2. Utilizzare modelli e criteri

3. Identificare obiettivi, bisogni e problemi educativi

4. Attivare processi di progettazione partecipata

5. Gestire e organizzare spazi e tempi

6. Gestire le risorse

7. Monitoraggio, valutazione ed autovalutazione degli interventi

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1. Analisi dei contesti

2. Utilizzare modelli e criteri

3. Identificare obiettivi, bisogni e problemi educativi

4. Attivare processi di progettazione partecipata

5. Gestire e organizzare spazi e tempi

6. Gestire le risorse

7. Monitoraggio, valutazione ed autovalutazione degli interventi

Queste sette estensioni sono le basi, le fondamenta del progettare, per cui l’educatore che progetta;

colloca il progetto in uno specifico contesto territoriale; utilizza e applica modelli e criteri progettuali;

riconosce e traccia le finalità educativa del progetto; organizza e gestisce spazi e tempi secondo una logica

di sostenibilità e partecipazione condivisa; valuta e monitora l'andamento del progetto e gli esiti.

Ciascuna di queste 7 estensioni oh fondamenti della competenza progettuale, si declina in 5 dimensioni:

1) dimensioni pedagogiche

2) dimensioni didattiche

3) dimensioni educative

4) dimensioni sociali

5) dimensioni culturali

Dimensione pedagogica: dobbiamo prestare attenzione alle teorie e alla letteratura di riferimento;

consapevolezza di agire all'interno di un approccio pedagogico; rispondere a delle domande (perché faccio

questa scelta? perché penso che questa situazione possa migliorare? perché penso che quel ragazzo possa

superare questa difficoltà?)

Dimensione didattica: dobbiamo prestare attenzione agli aspetti metodologici dell'azione progettuale e alla

pianificazione del percorso e la sua definizione in step precisi

Dimensione educativa: dobbiamo prestare attenzione alla pratica educativa quotidiana, al confronto tra

colleghi e con altri professionisti, e rispondere a delle domande (dove siamo? quali sono i confini del nostro

campo di azione? quali le risorse disponibili?)

Dimensione sociale: dobbiamo prestare attenzione ai riferimenti normativi, alle risorse del territorio, alla

dimensione intergenerazionale

Dimensione culturale: dobbiamo prestare attenzione ai saperi della cultura di riferimento, al confronto e

l’apertura a culture altre, al confronto con la tradizione e i suoi vincoli; la necessità di andare contro e di

sfidarli

Abbiamo due livelli di progettazione:

 livello micro: progetti educativi individualizzati rivolti a singole persone (bambini, adolescenti,

adulti) che si trovano in situazioni di vulnerabilità o che hanno necessità di supporto e

accompagnamento educativo personalizzato;

 livello macro: progetti educativi rivolti a particolari fasce di destinatari o servizi, finalizzati alla

promozione di maggiore benessere e al miglioramento della qualità di vita o risoluzione di

particolari problematiche in uno specifico territorio.

La prima estensione - analizzare i contesti:

- a livello macro è l'analisi dell'ambito territoriale di riferimento, del problema, della situazione di

rischio e dei bisogni a cui rispondere; verifica della fattibilità

- a livello micro è l’inquadramento della situazione problematica,

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ang18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di didattica e progettazione educativa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Pandolfi Luciano.
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