PROFESSIONAL SERVICE FIRMS
Obiettivi del corso
A fronte dell’importanza che i servizi professionali rivestono nelle economie avanzate, ci poniamo l’obiettivo
di: - Studiare gli elementi caratterizzanti tali servizi, che rendono peculiare le loro forme di organizzazione
e di gestione
- Comprendere le logiche e gli strumenti da applicare nella gestione professional service firms (società
di consulenza, università – centri di ricerca, ospedali, studi professionali di grosse dimensioni)
- Rafforzare la comprensione delle specificità gestionali delle imprese professionali, da cui derivare
indicazioni strategiche ed operative per i manager chiamati a gestirne gli sviluppi strategici e
organizzativi
- Approfondire la conoscenza delle dinamiche strategiche organizzative e gestionali di contesti
aziendali di primaria importanza nelle società moderne
- Sviluppare logiche e strumenti da applicare in tali contesti.
Temi affrontati
Perché le PSF sono diverse
La professione come chiave della diversità
L’evoluzione della professione e degli archetipi organizzativi
Tempo per un cambiamento paradigmatico
La corporate governance
Perché le PSF hanno bisogno di strategie particolari
Perché le PSF hanno bisogno di sistemi particolari di gestione delle risorse umane
Le PSF e le relazioni con i clienti
Le PSF e i processi di internazionalizzazione
Le PSF sono diverse perché hanno caratteristiche diverse: la chiave della diversità è la professione.
Quali sono le professioni? →
Appartengono a un ordine percorso di accesso più articolato e Avvocati, , revisore contabile,
lungo accountant, notaio, ingegneri,
Gli ordini hanno una funzione originaria di salvaguardia del cliente. architetto, commercialisti (anche con
→ PROTETTE – REGOLAMENTATE funzioni di consulenti), medico,
infermiere, giudice
→
Appartengono a un albo percorso di accesso sub conditio ma Geometra, finance consultant*
più semplice
Storicamente non avevano un percorso di accesso Consulente, professore, finance
→ DEREGOLAMENTATE con tendenza alla regolamentazione consultant*, amministratore
condominio, tecnico di riabilitazione
Sono tutte professioni intellettuali (servizio sotto forma di consiglio) o con una competenza elevatissima.
Queste professioni sono a salvaguardia dell’attività svolta a favore del cliente: il cliente non ha nessuno
strumento per valutare ex post ed ex ante l’attività del professionista. Gli ordini stabiliscono la tariffa minima.
I processi di scambio relativi al primo gruppo sono caratterizzati dall’irrazionalità del cliente che si può trovare
in situazioni particolari.
Video professioni liberali
Le libere professioni pesano il 12% a livello europeo e più del 14% in Italia.
Le libere professioni svolgono una funzione pubblica pur essendo private: è questo il motivo per cui sono da
sempre regolamentate.
Dicotomia tra liberalizzazione e regolamentazione, quindi tra professionisti che vogliono maggiori libertà e
l’antitrust.
Professioni intellettuali:
• Protette – Regolamentate: Meccanismo di accesso più stringente e appartenenza all’ordine
• Non Protette – Non Regolamentate: Professioni aperte o non del tutto aperte, ci sono
associazioni/collegi professionali/albi
LE PROFESSIONI REGOLAMENTATE IN ITALIA
Circa 3 milioni di professionisti regolamentati (differentemente distribuiti nelle diverse aree di attività:
economico, giuridica, tecnica, sanitaria) corrispondente a quasi il 14% circa della popolazione occupata.
Il numero di professionisti ogni 1000 abitanti è 38 (considerando tutti gli ordini professionali).
La quota di donne iscritte agli albi professionali è il 62%.
Gli ordini
Le attività professionali il cui esercizio è consentito dalla legge solo in seguito all’iscrizione in ordini o collegi
sono definite professionali regolamentate.
Gli ordini e i collegi professionali sono enti di diritto pubblico, sottoposti nella maggior parte dei casi alla
vigilanza del Ministero della Giustizia.
La loro funzione principale è quella di garantire il cittadino sulla competenza e la professionalità dei propri
iscritti, nei vari settori in cui sono previsti.
A tale scopo, formano e pubblicano ciascuno il proprio albo, procedendo alla sua revisione periodica.
Ordini e collegi tutelano inoltre i propri iscritti, possono fornire pareri sulle controversie professionali,
reprimono gli abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell’esercizio della professione
(codice etico).
Accesso ed esercizio dell’attività professionale
Per l’iscrizione ad un ordine o ad un collegio è necessario il possesso di qualifiche professionali o
l’accertamento delle specifiche professionalità.
Per l’accesso e l’esercizio dell’attività professionale occorre superare, se previsto, un esame di Stato di
abilitazione delle professioni.
Per sostenerli occorre essere in possesso del titolo di studio richiesto per ciascun profilo professionale.
L’accesso alle professioni regolamentate è libero, nel senso che sono vietate le limitazioni alle iscrizioni agli
albi professionali che non siano fondate sul possesso o il riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la
qualifica e l’esercizio professionale.
Anche l’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale
e tecnico.
Non sono previsti limiti del numero di persone che possono esercitare la professione, con attività anche
abituale e prevalente, su tutto o parte del territorio dello Stato. Le professioni sono in crescita.
LE PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE IN ITALIA
Chi svolge una professione che richiede conoscenze intellettuali e tecniche molto elevate senza però
necessario possesso titolo di studio e appartenenza ad un ordine.
Circa 4 milioni di professionisti non regolamentati. Il fenomeno del professionalismo è in continua crescita.
Le associazioni professionali
Coloro che esercitano professioni non organizzate in ordini o collegi possono costituire associazioni a
carattere professionale di natura privatistica, su base volontaria, al fine di valorizzare le competenze degli
associati e garantire l’applicazione della disciplina, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto
delle regole sulla concorrenza.
Le associazioni professionali di questo tipo non hanno un carattere di rappresentanza esclusiva (possono
esistere infatti più associazioni per la stessa attività professionale) e non hanno scopo di lucro.
Compito delle associazioni è garantire la trasparenza delle attività e degli assetti associativi, la dialettica
democratica tra gli associati, l’osservanza dei principi deontologici
Le associazioni promuovono inoltre la formazione permanente dei propri iscritti e adottano un codice di
condotta. Vigilano sulla condotta professionale dei loro associati e stabiliscono le sanzioni da applicare in
caso di violazione del codice di condotta.
Anche i professionisti non iscritti ad alcuna associazione possono svolgere le medesime attività. Questa è una
delle differenze con le professioni regolamentate da ordini o collegi professionali, per le quali l’iscrizione ai
relativi albi o elenchi è invece un requisito obbligatorio-
Caratteristiche dei professionisti
Vi sono due diverse prospettive per individuare i professionisti:
- Sulla base delle caratteristiche del servizio che erogano e delle organizzazioni presso cui operano
- Sulla base della loro appartenenza a una categoria professionale protetta
Hanno una specificità legata al fatto che esiste un ordine che ha il diritto di includere ed escludere i membri
sulla base di criteri in entrata e in uscita determinati dai membri dell’ordine stesso.
Professions are as such because an organization with the right to include abd exclude members based on both
a set of entrance criteria determined by the profession itself and a peer review of their behaviour exists
(Lowendahl, 2000).
Adottiamo una prospettiva più ampia per individuare i professionisti e le professional service firms dando
particolare importanza alle professioni caratterizzate dall’intelletto.
Consideriamo professione quell’attività che richiede conoscenze intellettuali e tecniche molto elevate.
Esistono 2 categorie di professionisti:
- Regolamentate (3 milioni di professionisti)
- Non regolamentate (4 milioni di professionisti)
Le professioni regolamentate o protette
Possono essere esercitate solo in seguito all’iscrizione in ordini o collegi.
Per l’iscrizione ad un ordine è necessario il possesso di qualifiche professionali (titolo di studio richiesto per
ciascun profilo professionale).
Per l’accesso e l’esercizio dell’attività professionale occorre superare un esame di Stato di abilitazione
all’esercizio delle professioni.
Gli ordini e i collegi professionali sono enti di diritto pubblico, sottoposti nella maggior parte dei casi alla
vigilanza del Ministero della Giustizia.
La loro funzione principale è quella di garantire il cittadino sulla competenza e la professionalità dei propri
iscritti (poiché è un servizio intangibile difficilmente valutabile dal cliente).
L’esercizio della professione è libero e fondato sull’autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e
tecnico.
I professionisti nell’ordinamento
Art. 2229 c.c.
a) Iscrizione in appositi albi professionali e esclusività delle professioni
b) Attuazione di leggi speciali che regolino lo svolgimento delle singole professioni (extra codice)
c) Norme deontologiche che i professionisti devono rispettare
Art. 2230
a) Carattere intellettuale della prestazione
b) Discrezionalità e autonomia del professionista nell’esecuzione della prestazione
c) Il semplice compimento di un’attività come oggetto della prestazione (il professionista non è
responsabile del risultato della prestazione, ma solo dell’oggetto della prestazione→ obbligo di mezzi e
non di risultato)
Le professioni protette
Le professioni protette sono quelle “professioni intellettuali il cui esercizio è subordinato all’iscrizione in albi
o elenchi ed appartenenti ad enti, denominati ordini o collegi professionali” (SGCM, 1997).
Responsabilità degli ordini:
- Certificare la conoscenza e la competenza del singolo professionista
- Definire criteri di ingresso/uscita nella/della categoria
- Creare norme etiche e deontologiche che i professionisti sono tenuti a rispettare
- Controllare i professionisti
- Garantire il continuo aggiornamento
- Lobbying (tendenza alla liberalizzazione per ridurre la protezione delle professioni)
Questi ordini rappresentano una sorta di comunità (prospettiva sociologica): “a community within a
community” (Goode, 1957). La comunità dei professionisti ha in qualche modo delle regole di
funzionamento che la caratterizza da altri livelli sociali.
I professionisti sono individui che condividono un’identità comune, ideali e codici etici comuni (es. codice
deontologico) di un comune self-concept. I professionisti di distinguono per un proprio stile distintivo e
dimostrano la loro esclusività tramite l’utilizzo di un linguaggio specifico.
Si autoregolano, si caratterizzano per elevato potere sociale anche in interazione con il cliente.
Prospettiva organizzativa:
- Elevato livello di istruzione
- Elevato livello di qualificazione/expertise
- Sono soggetti a un processo di training (normalmente accompagnato a un altro professionista)
comune a tutti i professionisti in quello specifico settore
- Sono frequentemente in stretto contatto con il mondo della ricerca nello specifico della loro area di
expertise
- Sono soggetti a norme professionali che regolano l’azione professionale
- Sono difficili da rimpiazzare
- Continuo aggiornamento
La professione protetta è una vocazione che può essere definita nei seguenti tre aspetti:
1) è fondata sulla conoscenza;
2) si sostanzia nell’applicazione di tale conoscenza per la risoluzione di problemi del cliente in cui
l’attenzione altruistica nei confronti di quest’ultimo assume un ruolo di primaria importanza rispetto al
perseguimento di obiettivi egoistici quali il profitto o lo status individuale;
3) è condotta nel rispetto di codici etici e deontologici propri della professione il cui controllo è demandato
ai pari e il cui mancato rispetto comporta l’esclusione della professione.
Tali peculiarità rappresentano la principale linea di confine tra professionisti e altre categorie professionali.
Le caratteristiche delle professional communities
• I membri delle comunità professionali sono uniti da un forte senso di identità professionale;
• I membri delle comunità professionali difficilmente lasciano la comunità di appartenenza;
• I membri della comunità professionale condividono il medesimo set di valori;
• La definizione dei ruoli all’interno della comunità è egualmente distribuita tra i membri che la
compongono;
• All’interno della particolare area di expertise, i professionisti condividono un linguaggio proprio della
professione, solo parzialmente comprensibile da parte degli outsider;
• La comunità professionale ha potere sui suoi membri;
• I confini della comunità sono chiari e hanno principalmente una natura di tipo sociale;
• La comunità professionale si “riproduce” attraverso il controllo sulla selezione dei futuri professionisti
attraverso appositi processi di training e di recruitment comuni.
Le professioni non regolamentate o non protette
Possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, su base volontaria, al fine di
valorizzare le competenze degli associati e garantire l’applicazione della disciplina.
Le associazioni professionali non hanno un carattere di rappresentanza esclusiva, anche i professionisti non
iscritti ad alcuna associazione posso svolgere le medesime attività.
I paradigmi di regolamentazione a livello europeo
Esiste una diversa regolamentazione delle professioni (protette e non) all’interno dell’Unione Europea.
Possono essere individuati 3 modelli:
• Paradigma I (UK)
Approccio di Common Law con limitato intervento dello Stato
▶ Larga autonomia di regolamentazione associativa
▶ Forte matrice volontaristica delle norme
▶
• Paradigma II (Francia e Germania)
Approccio di Civil Law con importante ruolo e intervento dello Stato nella regolamentazione
▶ del fenomeno professionale e associativo
• Paradigma III (Italia)
Approccio misto con varianti continentali per gli ordini delle professioni regolamentate e con
▶ varianti di stampo anglosassone per l’area vasta delle professioni non regolamentate.
L’evoluzione delle professioni (a livello europeo)
• Aumento delle professioni intellettuali protette e non
• Aumento del numero di professioni (consulenti di direzione e organizzazione, internal auditors, esperti
del temporary e del turn around management, social media manager)
• Evoluzione dei modelli di organizzazione del lavoro delle professioni
• Maggior liberalizzazione delle professioni protette e maggior regolamentazione per quelle non protette
Il futuro delle norme sulle professioni
Principi generali:
• Libertà di concorrenza
• Presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale
• Differenziazione e pluralità di offerta (maggior specializzazione e creazione di organizzazioni professionali
con più professioni)
• Garanzia di effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione
relativamente ai servizi offerti:
- i servizi non sono standardizzati quindi la recensione del cliente precedente potrebbe non essere
utile
- gli ordini e le norme sono sempre stati contrari a una graduatoria
Prospettive evolutive per le professioni in UE:
• La distinzione fra professioni regolamentate e non è destinata a perdere di pregnanza
• La libertà di stabilimento dei professionisti è destinata a perdere pregnanza (i professionisti possono
lavorare in qualsiasi paese)
• L’esistenza di un ordine o società incide soprattutto sul tasso di concorrenza all’interno della categoria e,
quindi, sulla distribuzione dei fatturati fra i vari iscritti
• Nei paesi dove il tasso di regolamentazione è basso, i professionisti tendono ad aggregarsi in
organizzazioni complesse e strutturate, con specializzazioni di aree e grandi ricavi
• Per aumentare il grado di trasparenza del mercato dei professionisti lo strumento più adeguato è quello
dell’autoregolamentazione
• La qualità dei servizi erogati è il miglior deterrente a comportamenti anticoncorrenziali al ribasso
• Il mercato dei clienti isola ed espelle i free riders che si sottraggono al sistema condiviso delle norme
• Gli ordini e i vari organi rappresentativi assumono un ruolo di reale governo della propria categoria grazie
a funzioni di controllo e disciplinari, fissando i criteri e i contenuti della formazione per accedere alla
professione e la formazione richiesta per conservarne lo status.
Professioni e concorrenza
Le professioni si distinguono dalle altre occupazioni per alcune caratteristiche che le sottraggono alle
tradizionali logiche del mercato: si tratta, infatti, di occupazioni orientate al servizio, all’interno delle quali
viene applicato un corpus sistematico e specialistico di conoscenze per intervenire su questioni altamente
rilevanti per la società, in ragione del loro legame con valori fondamentali come la salute o la giustizia.
Orientamento legislativo corrente: “abolizione delle indebite restrizioni”.
DALLE PROFESSIONI ALLE ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI
Le PSF sono aziende co
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