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Politia sociale III modulo

La politica sociale dovrebbe limitarsi a correggere le disfunzioni della società (in particolare dell’economia), secondo altri essa presuppone un qualche interesse generale e logicamente prioritario per il benessere di tutti i cittadini, nel senso che tale benessere dovrebbe essere considerato una delle responsabilità principali dello Stato. Lo studio della politica sociale è lo studio di ciò che lo Stato fa per il benessere dei cittadini. Poiché il benessere dei cittadini è determinato dalle loro stesse azioni e da quelle di altri, comprese le azioni di organizzazioni collettive di vario tipo, che dire del ruolo dello Stato in relazione al benessere prodotto da tali soggetti? Quali tipi di azioni hanno un impatto sul benessere?

Individualismo e stato di natura

La questione dell’individualismo potrebbe essere ricondotta alle tesi filosofiche sullo “stato di natura”. È utile riferirsi alla posizione filosofica individualistica secondo la quale le persone si rapportano le une alle altre nel “mercato”, e tali relazioni rappresentano gli elementi chiave dell’organizzazione di tutte le attività sociali. La legittimazione del capitalismo e dall’altro la contestazione di alcune delle attività svolte dallo Stato rendono questo punto di partenza obbligato.

La prospettiva dell’uomo economico individualista considera l’allocazione del reddito determinato dalle attività di mercato come la forma più appropriata; il reddito viene guadagnato attraverso il lavoro o altre forme di partecipazione al mercato, con investimenti, acido della terra della proprietà; una volta che si sia assicurato tale reddito, l’individuo comprese scelte di consumo, acquistando tra le altre cose anche servizi, come l’istruzione e le cure sanitarie. Risparmiando o ricorrendo a qualche dispositivo di mercato come le assicurazioni private, egli può pensare di rispondere anche a bisogni futuri ma prevedibili di salvaguardia del reddito o di cura.

Teoria del mercato

Secondo la teoria del mercato, la regolazione delle attività economiche nasce spontaneamente della reciprocità: il fatto che gli individui siano legati l’uno all’altro da una serie di relazioni di scambio li induce a non strutturare i vantaggi economici immediati in modi che comprometterebbero la realizzazione di quelli a lungo termine. Uno dei principali messaggi di Smith, uno dei padri fondatori della teoria economica, afferma che se l’interesse personale rappresenta, come anche la nuova destra sostiene, il motore di ogni economia efficiente, esso deve tuttavia essere perseguito nel contesto di una concezione condivisa di ciò che costituisce comportamento ragionevole, una concezione che tuttavia è lo Stato a dover promuovere.

Relazioni familiari e sociali

Anche il modello individualistico di società riconosce in genere che vi sono relazioni di parentela, che possono sfuggire ai principi di scambio del mercato; per esempio, all’interno delle famiglie si provvede le persone dipendenti – ai membri o troppo giovani o malati – sopranazionali il reddito disponibile. Ne segue per implicazione diretta che è all’interno delle famiglie che hanno luogo molti dei trasferimenti di risorse tra generazioni, compresa la trasmissione ereditaria dei beni. Gran parte degli scambi intrafamiliari per in natura anziché in moneta, rappresentando, in effetti, la famiglia il luogo delle attività di cura per eccellenza.

Quest’ultimo genere di scambio richiede talvolta non solo che qualcuno assista mentre altri sono assistiti, ma anche qualche membro della famiglia resti a casa mentre gli altri partecipano al mercato del lavoro. Esso tende, cioè a produrre una divisione sessuale delle responsabilità che spesso può assegnare alle donne una posizione di svantaggio. Le famiglie possono essere nucleari o invece estendersi a reti parentali assai ampie; è quindi possibile che gli interscambi e la divisione del lavoro coinvolgano molte persone. Dal punto di vista della società, le reti parentali estese possono apparire come piccole organizzazioni di “comunità”.

Comunità e beneficenza

Quello di comunità è un concetto complesso, cui sono stati attribuiti molti diversi significati, e che spesso è stato utilizzato per indicare le obbligazioni volontarie che secondo chi utilizza questo termine dovrebbero esistere. La comunità è un insieme molto ampio di istituzioni sociali – da quelle di livello più basso, rappresentate dalle reti parentali estese, tribù e vicinati, fino alle forme di organizzazione sociale più ampie regolate da qualche obbligazione reciproca.

Per indicare i molti modi in cui le comunità forniscono denaro e servizi a particolari individui si utilizza in genere il termine “beneficenza”. La risposta può trarre origine da particolari sentimenti nei confronti di altri specifici, da norme sociali che prescrivono il modo giusto di comportarsi nei confronti dei propri simili, o ancora dall’identificazione di regole di reciprocità.

Il ruolo dello Stato

Lo stato è considerato sia un prodotto delle istituzioni sociali, sia un’imposizione su di esse. Lo stato può intervenire per modificare la distribuzione originaria del reddito sia agendo direttamente sul funzionamento del mercato, sia ridistribuendo tale reddito dopo che i processi economici hanno prodotto i loro effetti; può fornire servizi, o, infine, regolamentare per legge le attività attraverso cui altri forniscono denaro e servizi. Le istituzioni dello stato non si occupano del benessere sociale nella stessa misura in tutte le società.

Tali differenze sono un riflesso delle peculiarità culturali o ideologiche che caratterizzano le diverse società: altre volte rimandano al ruolo che altre potenti istituzioni, come le chiese le associazioni di volontariato, le organizzazioni sindacali e di categoria e persino le imprese industriali e commerciali, chiedono di svolgere nel campo della politica sociale. Queste differenze hanno indotto alcuni autori a parlare di società senza stato, è stata utilizzata in riferimento alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti.

A seconda del paese, lo Stato svolge un ruolo più o meno decisivo e autonomo nel processo di policy making; ed è appunto in particolare nelle cosiddette “società senza stato” che la prospettiva individualistica dell’uomo economico ha esercitato la più forte influenza; essa ha cercato di limitare il ruolo dello stato e quello di guardiano notturno.

Strutture di governo e sussidiarietà

È particolarmente importante riconoscere che i servizi dello stato possono essere organizzati da diversi tipi di strutture di governo. Il termine stato comprende sia le strutture di governo regionali, sia gli enti locali che operano al di sotto del livello dello stato nazionale; talvolta, al di sopra dei singoli paesi, intervengono anche organismi sopranazionali.

Molte e diverse istituzioni sociali possono rispondere ai bisogni di un individuo - dalla famiglia fino allo stato nazionale. È impossibile analizzare tali istituzioni come se fossero semplici alternative: esse interagiscono tra loro, collaborano, nutrono aspettative l’una nei confronti dell’altra, e talvolta sono anche in condizione di controllarsi o regolamentarsi reciprocamente.

L’economia del welfare, è la dottrina della sussidiarietà proposta dalla teoria sociale cattolica, la quale afferma che “una comunità di ordine superiore non dovrebbe interferire con la vita interna di una comunità di ordine inferiore, privando quest’ultima delle sue funzioni; essa dovrebbe piuttosto sostenerla in caso di bisogno e aiutarla a coordinare le sue attività con quelle del resto della società”.

Nella maggior parte dei casi, per “comunità di ordine superiore” si intende lo stato nazione, sebbene il termine “sussidiarietà” occupi un posto preminente anche nel dibattito sul ruolo dell’Unione Europea. Importante comprendere in che misura la vita democratica induca le altre istituzioni da un lato a dotarsi di alcuni dei requisiti dello stato, e dall’altro a premere su di esso perché si assuma i compiti cui esse non riescono ad assolvere da sole; d’altra parte, anche coloro che controllano lo stato aspirano ad imporre particolari obblighi alle altre istituzioni.

Economia di mercato

In un’economia di mercato perfetta, le persone si procurano un reddito o vendendo beni, o vendendo il proprio lavoro, o ancora assicurandosi un profitto a compensazione degli investimenti effettuati o delle proprie attività imprenditoriali. Simili approcci sembrano assumere che il tipo di distribuzione del reddito prodotto dal mercato debba essere la norma, implicando che i meccanismi economici debbano precedere ogni altro principio distributivo, ma in realtà, l’interesse a determinare “adeguati” compensi economici e livelli di reddito indispensabili per consentire agli individui di soddisfare i propri bisogni o di assolvere ai loro doveri precede la nascita dei mercati.

Le comunità hanno sempre prestato attenzione ai processi di trasferimento del reddito, di qualunque tipo fossero. Via via che i sistemi economici si sono sviluppati, la richiesta di trasferimenti di risorse è stata portata avanti attraverso diversi tipi di azione collettiva, dalle rivolte alimentari, all’organizzazione delle corporazioni di mestiere, fino alla nascita dei moderni sindacati. Gli stati nazionali si sono fatti carico di queste istanze mettendo a punto altri strumenti, dalla legislazione sul salario minimo e il controllo dei prezzi, alle politiche di salvaguardia del reddito.

Trasferimenti non di mercato

Non sono solo gli stati a realizzare trasferimenti non di mercato, neppure nelle complesse società industriali di oggi. La più importante istituzione di trasferimento è la famiglia; una caratteristica chiave dell’istituzione del matrimonio è facilitare le seguenti forme di scambio o aiuto:

  • I trasferimenti tra generazioni e tra famiglie che segnano l’inizio della convivenza
  • I meccanismi che assicurano agli individui un certo livello di risorse lungo tutto il ciclo di vita
  • I trasferimenti tra genitori e figli
  • La condivisione delle risorse tra genitori

Accanto ai doveri di aiuto dettati dalle relazioni di parentela, troviamo un secondo genere di trasferimenti di reddito non di mercato: quelli indotti dal riconoscimento di una comunità di interessi - la collaborazione tra vicini, l’aiuto reciproco in caso di disastri o sciagure, l’appoggio prestato a colleghi o compagni di lavoro. Queste forme di riconoscimento di interessi comuni e responsabilità reciproche conducono al costituirsi di istituzioni il cui scopo è agevolare i trasferimenti: società di mutuo soccorso, sindacati, logge, società di credito edilizio ecc.

Bisogna distinguere tra la sollecitudine per coloro che riconosciamo legati a noi da vincoli comunitari diretti, e la preoccupazione per il benessere degli estranei. L’obiettivo è sottolineare che, per come abbiamo proposto di intenderlo, il termine beneficenza rimanda a un ampio insieme di trasferimenti che interessano sia membri diversi della stessa società, sia, in effetti, società diverse.

I trasferimenti che coinvolgono le famiglie e le comunità sono spesso relativamente indipendenti sia dai mercati sia dai governi. Quanto alla vita economica, le principali forme di trasferimento consistono nello scambiare merci, nel vendere il proprio lavoro o nel ricavare un utile da investimenti o attività imprenditoriali. Tuttavia, accanto a queste, vi sono anche altri tipi di attività economiche. Le possiamo interpretare come estensioni delle categorie fondamentali ora elencate, ma tenendo presente che esse sono il frutto del riconoscimento da parte degli attori del mercato che vi sono bisogni complessi che le transazioni economiche quotidiane non sono in grado di soddisfare.

La prima di tali estensioni consiste nell’inclusione del pacchetto salariale di alcuni specifici benefici il cui obiettivo è rispondere ai bisogni alle obbligazioni a lungo termine dei lavoratori. Il più importante di questi benefici accessori è rappresentato dalla pensione, che possiamo definire come salario differito, anche se il suo onere ricade in realtà sulle attività economiche della generazione dei lavoratori. Gli altri benefici fanno fronte ad alcuni problemi a più breve termine e comprendono sus.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Scienze Sociali Prof.
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