Il sistema finanziario
Svolge una funzione fondamentale all’interno di un’economia di mercato poiché trasferisce risorse
finanziare da soggetti (famiglie – risparmio) in surplus (reddito – consumo) verso quelli che spendono in
misura superiore alle proprie capacità (imprese – pubblica amministrazione) e che si trovano, quindi, in una
situazione di deficit per cui necessitano di ricorrere al finanziamento esterno. Le principali funzioni svolte
dal sistema finanziario sono:
Funzione creditizia o allocativa: trasferimento delle risorse finanziarie dai risparmiatori (in surplus)
alle imprese (in deficit);
Funzione monetaria in senso stretto: garanzia di un’efficiente funzionamento del sistema dei
pagamenti;
Funzione monetaria in senso ampio: trasmissione degli impulsi di politica economica al sistema
economico.
Inoltre, il sistema finanziario permette di semplificare gli scambi agevolando la ricerca della controparte
nelle negoziazioni; il contenimento dei costi di transazione; l’informazione su strumenti e operatori
finanziari; il trasferimento dei rischi (si ricorre al mercato finanziario per modificare il profilo di rischio
relativo alla posizione di un soggetto economico).
Un sistema finanziario moderno si può definire come “un insieme organizzato di mercati, intermediari e
strumenti finanziari”.
Gli strumenti finanziari sono dei contratti aventi ad oggetto diritti e prestazioni a natura finanziaria;
I mercati finanziari sono i luoghi in cui vengono scambiati gli strumenti finanziari;
Gli intermediari finanziari sono soggetti o imprese che svolgono un’attività finanziaria di
produzione e negoziazione degli strumenti finanziari e l’offerta di servizi ad essi connessi.
In Italia sono considerati intermediari finanziari: la Banca Centrale Europea (BCE), la Banca Centrale
Nazionale (Banca d’Italia); gli altri istituti di credito (banche commerciali e di investimento). Il
funzionamento del sistema finanziario avviene grazie a regole stabilite e controlli effettuati dalle autorità di
vigilanza preposte. Per rendere efficiente e funzionale il processo di trasferimento delle risorse, il sistema
finanziario definisce le forme contrattuali, sviluppa i mercati come luogo di incontro di soggetti con
esigenze finanziare contrapposte, produce informazioni sui prezzi.
CLASSIFICAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI
Mercato finanziario: costituisce il luogo in cui domanda e offerta di strumenti e servizi finanziari si
incontrano. La creazione di questi mercati avviene durante un lungo arco temporale poiché occorre del
tempo per poter definire le regole degli scambi essendo necessario instaurare un certo livello di fiducia
negli scambi tra gli operatoti di mercato. Tali mercati vengono formati per una duplice motivazione: 1)
contribuiscono alla riduzione dei costi di transazione degli scambi grazie alle conoscenze possedute dagli
intermediari finanziari relativamente ai luoghi e al momento in cui si può effettuare una determinata
operazione sul mercato; 2) favoriscono la specializzazione produttiva degli operatori che offrono le attività
finanziarie. Nell’ambito dei mercati finanziari si distingue tra:
Mercato creditizio: intermediari specializzati, ricorrendo ad operazioni di raccolta ed erogazione di
prestiti, soddisfano, attraverso il proprio bilancio, le esigenze degli operatori di mercato;
Mercato mobiliare: trovano esecuzione le operazioni che hanno ad oggetto titoli destinati a
circolare tra i vari operatori. Questo mercato si caratterizza per il suo livello di elevata mobilità e
trasferibilità. Qui agiscono gli intermediari che hanno il compito di emettere e negoziare non solo
strumenti finanziari, ma erogano altresì servizi di consulenza;
Mercato assicurativo: gli operatori si coprono dai rischi puri trasferendoli con la stipulazione di
contratti specifici (assicurazioni) con operatori specializzati (assicuratori);
Mercato dei servizi di pagamento: gli operatori regolano i corrispettivi delle proprie transazioni con
strumenti e procedure dedicate;
Mercato monetario: include le operazioni a breve termine rivolte all’assestamento temporaneo
della posizione di liquidità degli agenti del mercato;
Mercato obbligazionario: consente le transazioni dei titoli di debito emessi dalle imprese
(corporate bonds), dallo Stato sovrano (titoli di Stato);
Mercato azionario: le transazioni qui hanno ad oggetto le azioni ed altri strumenti che
rappresentano partecipazioni al capitale delle imprese;
Mercato degli strumenti derivati: si negoziano le varie tipologie di strumenti derivati.
MERCATO VALUTARIO: Qui si scambiano le valute. Il prezzo al quale avviene lo scambio di una valuta viene
denominato tasso di cambio. La quotazione delle valute avviene secondo due diverse modalità:
1) Certo per incerto: indica la quantità di moneta estera (incerta) corrispondente ad un’unità di
moneta nazionale (certa),
2) Incerto per certo: fa riferimento alla quantità variabile di moneta domestica (incerta) necessaria
per ottenere in cambio un’unità di moneta estera (certa).
Le valute si possono scambiare attraverso due operazioni differenti:
1) Operazioni a pronti: le transazioni si concludono nell’immediato al tasso di cambio corrente (il
tasso spot o spot rate);
2) Operazioni a termine: permettono di definire oggi il tasso di cambio al quale effettuare lo scambio
di una data transazione in futuro (forward rate).
MERCATI REGOLAMENTATI: Si identificano per la presenza di un’organizzazione e di specifiche regole di
funzionamento istituzionalizzate, trasparenti, non discrezionali che assicurano la negoziazione corretta ed
ordinata che consentono l’esecuzione più efficiente degli ordini. La CONSOB concede l’autorizzazione
all’esercizio dei mercati regolamentati con la conseguente iscrizione ad un apposito elenco quando il
regolamento risulta conforme alla disciplina interna e comunitaria ed è idoneo ad assicurare la trasparenza
dei mercati, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori. Il gestore del mercato
deve fornire alla CONSOB tutte le informazioni utili per accertarsi che il mercato regolamentato abbia
instaurato tutti i dispositivi necessari per poter operare come tale. La CONSOB pronuncia la decadenza
dell’autorizzazione previamente rilasciata a quei mercati che non se ne avvalgano per un periodo di 12
mesi. La CONSOB può procedere con la revoca dell’autorizzazione del mercato regolamentato se:
L’autorizzazione è stata ottenuta presentando false dichiarazioni;
Non vengono più soddisfatte le condizioni a cui è subordinata l’autorizzazione;
Vengono violate in maniera grave e sistematica le disposizioni;
Cessi il proprio funzionamento da più di sei mesi o rinunci espressamente all’autorizzazione.
MERCATI OVER THE COUNTER (OTC): Sono mercati non regolamentati nei quali gli strumenti finanziari
scambiati vengono definiti a seconda delle esigenze degli acquirenti. I contratti sono sempre bilaterali e
possono mancare tutti o alcuni dei seguenti elementi che caratterizzano i mercati regolamentati:
Il luogo fisico delle negoziazioni;
I prezzi ufficiali delle attività finanziarie oggetto di scambio;
L’impiego di contratti standard;
La presenza di organi centrali che si occupano della vigilanza e del controllo sull’andamento delle
operazioni di mercato.
MERCATO PRIMARIO E MERCATO SECONDARIO
Il mercato primario: si negoziano strumenti di nuova emissione (obbligazioni o azioni) che vengono emessi
per fronteggiare nuovi progetti o incrementare la produttività delle imprese. Queste tipologie di titoli
vengono emessi con la finalità di approvvigionarsi di ulteriori fondi. Le investment banks forniscono
consulenza su prezzi, numero di titoli da emettere e supportano nell’effettuare la prima collocazione sul
mercato. Gli strumenti sul mercato primario possono essere offerti al pubblico (offerta pubblica di
sottoscrizione – OPS) o, in alternativa, possono anche divenire oggetto di un collocamento privato se
l’emittente preferisce un acquirente istituzionale. Oggetto di emissione possono essere sia titoli azionari
delle società che procedono con la loro prima quotazione o titoli di nuova emissione di società già quotate.
Sono altresì offerti all’interno del mercato primario i titoli di Stato emessi dal MEF. Dunque, questo
mercato consente agli agenti in esso operanti di posizionare i propri titoli ed ai risparmiatori di sottoscriverli
fornendo la liquidità agli intermediari.
Il mercato secondario: al suo interno possono vendersi ad acquistarsi titoli già in circolazione. Una volta
avvenuta l’emissione dei titoli sul mercato primario, dove si avvia la negoziazione, i titoli possono poi essere
scambiati sul mercato secondario. Gli acquirenti sono rappresentati da operatori economici (consumatori,
imprese, Governo) che dispongono di un reddito in eccesso (surplus), mentre i venditori sono operatori che
hanno la necessità di liquidare i propri investimenti. Le transazioni si eseguono mediante un intermediario
specializzato che si interpone tra i soggetti dello scambio, mentre l’emittente iniziale del titolo non viene
più coinvolto nelle transazioni. Sono degli esempi gli MTA (Mercato Telematico Azionario) in Italia, il LSE
(London Stock Exchange) in Regno Unito, NYSE (New York Stock Exchange) negli Stati Uniti d’America. Sul
mercato secondario gli operatori economici possono effettuare negoziazioni in modo veloce ed efficiente
senza dover affrontare costi diretti per la ricerca della controparte. Mercato primario e secondario sono
connessi tra loro dato che il primo può crescere solamente in presenza del secondo e quest’ultimo deve
essere alimentato dal primo per poter esistere.
MERCATO MONETARIO E MERCATO DI CAPITALI
Il mercato monetario: qui avvengono sia l’emissione che lo scambio di una moltitudine di titoli di debito e
strumenti finanziari con scadenza nel breve termine, in genere fino a 12 mesi. Trattandosi di titoli a breve
scadenza, i loro prezzi non subiscono, generalmente, grandi oscillazioni. Questo mercato non possiede una
sede fisica, ma gli scambi hanno luogo per mezzo telefonico o attraverso un computer, per cui si può anche
parlare di mercato OTC (over the counter). Il mercato primario si caratterizza per possedere un alto livello
di liquidità. In esso si possono scambiare diversi strumenti finanziari, tra i quali:
Titoli di stato: in Italia ne esistono varie tipologie:
BOT (Buoni ordinari del Tesoro): hanno una durata da 3-6 o 12 mesi. Sono emessi in un’asta
competitiva. Al termine dell’anno il MEF pubblica il calendario per le emissioni dei 12 mesi
successivi. I collocamenti avvengono a metà mese per i titoli con scadenza annuale e a fine
mese soltanto se lo Stato ha esigenze di cassa. Le emissioni flessibili avvengono in presenza
di specifiche necessità di liquidità. I contratti si regolano 2 giorni dopo la conclusione. Sono
negoziati sul mercato MOT (Mercato telematico delle obbligazioni);
CTZ (Certificati del tesoro a Zero Coupon): hanno una durata di 24 mesi e vengono emessi
con asta marginale mensile contemporaneamente ai BOT semestrali. Vengono negoziati sul
mercato MOT ed i contratti vengono regolati a 3 giorni dopo la conclusione. I titoli di stato
a zero coupon sono strumenti che non prevedono la corresponsione di cedole periodiche.
La remunerazione è rappresentata dal rendimento implicito uguale al differenziale tra
valore nominale e prezzo di emissione;
CCT (Certificati di Credito del Tesoro): hanno una durata di 7 anni e sono emessi mediante
asta marginale. Le cedole sono semestrali e sono date dal rendimento annuale dei BOT a
sei mesi registrato nell’asta precedente all’inizio del godimento della cedola moltiplicato
per 0,5 e aumentato di uno spread di 15 punti base. Sulla remunerazione dei titoli incide
anche lo scarto di emissione (valore nominale). Sono negoziati sul mercato MOT ed i
contratti si regolano 3 giorni dopo la conclusione;
CCTeu (Certificati di Credito del Tesoro): hanno una durata di almeno 5 anni ed, in genere,
di 7 anni. Pagano cedole semestrali pari al tasso Euribor rilevato i 2 giorni antecedenti al
pagamento della cedola. Sulla remunerazione incide lo scarto di emissione. Si scambiano
sul MOT con regolazione a 3 giorni dopo la conclusione;
BTP€ (Buoni del Tesoro Pluriennali indicizzati all’inflazione europea): sono titoli a medio-
lungo termine (da 5 a 30 anni), sono emessi mensilmente in concomitanza dell’asta di fine
mese. Il capitale viene rimborsato a scadenza e le cedole semestrali sono rilasciate a
seconda dell’andamento dell’inflazione europea. Si scambiano sul MOT ed i contratti si
regolano 3 giorni dopo la conclusione;
BTP Italia: hanno una scadenza a 4 anni e garantiscono protezione contro l’aumento del
livello dei prezzi in Italia. Il capitale e le cedole si rivalutano a seconda dell’andamento
dell’inflazione in Italia a scadenza semestrale;
BTP (Buoni del tesoro Pluriennali): hanno una scadenza che va dai 3 ai 15 anni, pagano
cedole semestrali a tasso fisso costante. I titoli a 3 anni sono emessi 2 volte al mese, quelli a
5 e 10 anni sono emessi mensilmente, quelli a 15 – 30 anni sono emessi altresì su base
mensile. Sono negoziati sul MOT ed i contratti si regolano a 3 giorni dopo la conclusione.
Depositi interbancari: si tratta di depositi eseguiti da una banca presso altre banche per un certo
periodo di tempo ad uno specifico tasse di interesse;
Operazioni pronti contro termine: sono contratti con cui un venditore (una banca o un
intermediario finanziario) cede titoli di proprietà di un acquirente (titoli di Stato o obbligazioni) con
l’impegno di riacquistarli nel breve termine (entro un anno). Si tratta di operazioni poste in essere
principalmente da privati che necessitano di fondi o che intendono investire nel breve periodo
elevati, ma temporanei flussi di liquidità. Questa operazione (conosciuta anche come vendita con
patto di riacquisto) si fonda su una doppia compravendita di titoli o valuta cioè in una vendita a
pronti contro un acquisto a termine o viceversa. Generalmente gli scambi hanno ad oggetto titoli di
Stato. Nel casi di vendita a pronti e di riacquisto a termine, l’operatore cede nell’immediato i titoli o
la valuta e ne riacquista altrettanti alla scadenza. In tal modo riesce a far fronte ad una necessità
immediata di liquidità, mentre il compratore effettua un investimento nel breve periodo;
Commercial paper (o cambiale finanziaria): è uno strumento negoziato sui mercati internazionali
usati da quelle società che raccolgono fondi per finanziare il proprio fabbisogno di capitale
circolante nel breve periodo ad un tasso di interesse inferiore rispetto al credito bancario. Questo
strumento è generalmente venduto ad una banca che poi, a sua volta, lo rivende sul mercato. La
commercial paper può essere cartolarizzata nel senso che la banca emette delle obbligazioni aventi
come garanzia la commercial paper in modo che la sua liquidità è messa nuovamente a
disposizione per altri impieghi;
Certificati di deposito: sono titoli vincolati e trasferibili che attribuiscono al possessore il diritto al
rimborso del capitale più degli interessi. Hanno un taglio minimo di 100€, una durata che può
variare da 3 fino a 18 mesi e possono presentare un tasso fisso o anche variabile. Quindi, il cliente
deposita presso una banca una certa somma di denaro e la vincola per un lasso specifico di tempo.
A sua volta, la banca si obbliga a restituire la somma di denaro in oggetto al termine stabilito. E’
difficile ottenere un rimborso anticipato poiché è assente un mercato apposito per lo scambio dei
certificati di deposito;
Accettazione bancaria: rappresenta un credito di firma ed è una forma di raccolta di fondi a breve
termine che usano le imprese. Consiste in una cambiale tratta con cui il soggetto traente (impresa)
ordina ad una banca (trattario), che pone la propria firma di accettazione, di pagare una certa
somma di denaro ad una scadenza fissa che può andare dai 3 ai 12 mesi. Dopo aver ottenuto
l’accettazione, la banca diviene obbligata principale in base a quanto stabilito dalla legge
cambiaria e l’impresa traente può negoziare il titolo sul mercato monetario al fine di ottenere la
liquidità necessaria. Il traente si impegna verso la banca accettante a rimetterle, entro la scadenza,
la liquidità necessaria alla sua estinzione.
Il mercato di capitali: in questo mercalo si realizzano emissione e negoziazione di capitale (azioni) e debito
(obbligazioni) a medio e lungo termine. Società ed enti statali rappresentano i principali emittenti.
Considerata la lunga scadenza degli strumenti scambiati, questi ultimi sono tipicamente soggetti a maggiori
fluttuazioni di prezzo rispetto ai titoli scambiati nel breve periodo. Il valore degli strumenti finanziari in
circolazione dipende dalla numerosità dei titoli emessi e dal loro presso di mercato.
Gli strumenti finanziari derivati: I prodotti derivati sono così denominati poiché il loro valore “deriva”
dall’andamento del valore di un’attività finanziaria ovvero dal verificarsi di un evento futuro che può
essere osservato in maniera oggettiva. Questi ultimi (attività/evento) rappresentano il “sottostante” del
prodotto derivato. Questi strumenti possono usarsi per 3 motivi principali:
1) Diminuire il livello di rischio di un portafoglio preesistente con una finalità di copertura (hedging);
2) Assumere un profitto privo di rischio con transazioni combinate sul derivato;
3) Conseguire un profitto privo di rischio attraverso transazioni combinate sul derivato e sul
sottostante in modo da ottenere eventuali differenze di valorizzazione (arbitraggio).
Le principali tipologie di strumenti finanziari derivati sono:
SWAP: Due parti si accordano per scambiarsi flussi di pagamenti ad una data certa. I pagamenti si
possono esprimere nella medesima valuta o con valute di
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