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Appunti pedagogia sociale presi in classe riordinati

il termine pedagogia sociale deriva dal latino paedos + ago = bambino + condurre. Bisogna notare

che il termine scelto è ago e non duco, dalla voce del verbo ducere, questo perchè con il verbo ago

si pone l'attenzione su chi è condotto mentre con il verbo duco si pone l'attenzione sull'azione di chi

conduce, ovvero il comandante.

Il termine è una specie di ossimoro perchè i due termini accostati formano uno iato. La pedagogia

senza ambiente non sarebbe pedagogia. L'ambiente è il territorio e tutto deriva dalla Francia.

L'ambiente è

microcosmo: il nostro ambito in cui viviamo e lo diamo per scontato perchè è parte di noi, è

ciò che ci appartiene

Mentre il macrocosmo non è il nostro ambiente.

La divisione microcosmo e macrocosmo riporta a un'altra importante divisione ovvero quella tra:

genotipo e fonotipo.

Genotipo = appartiene a noi stessi, è una parte del gene e del DNA ed è la parte prinicpale di

cui siamo costituiti.

Fenotipo = quello che è fuori da noi. Ci attrae più o meno e noi andiamo a vedere cos'è = è

la parte variabile di noi che noi scambiamo con gli altri. Essendo una parte variabile cambia in tutte

le situazioni. È la parte che vive e subisce anche la nostra crescita e vediamo come storicamente

muta. È la parte variabile aperta a modificazioni non solo dall'esterno ma può mutare anche il

modo di pensiero.

I centri di interesse Ovide Decroly fu il fondatore di una scuola a Bruxelles all'inizio del 900 e

sosteneva che ai bambini sarebbe stato più facile educarli attraverso quello che loro sentivano più

vicino a loro. Ovvero lui parlava di “centri di interesse”. Secondo lui il bambino possiede dei centri

di interesse. Sarebbe meglio spiegargli le cose che lui stesso tocca, vede e può capire. Se vai, per

esempio, a parlargli sotto un albero di alberi, gli riesci a spiegare che albero è. Quando si insegna,

secondo Decroly, bisogna suscitare l'interesse della persona si deve dire una cosa e farla “vedere”. I

centri di interesse sucessivamente portano alla funzione di globalizzazione.

Differenza tra insegnamento educazione e formazione

insegnare = deriva dal latino “insigno”, per spigarlo la cosa migliore è fare un esempio pratico. Il

maestro spiega la geografia e spiega la Danimarca, sucessivamente interroga il bambino e gli chiede

“qual'è la capitale della Danimarca?” e il bambino gli risponde “copenaghen”. Ecco questo è un

esempio di insegnare. Infatti insegnare significa cogliere nel segno, colpire il bersaglio,

nell'insegnamento tutte le cose vengono semplificate.

Educazione = sempre seguendo lo stesso esempio di prima, il maestro dopo aver ascoltato la

risposta esatta gli parla anche della lingua e della forma di governo presente in quello sttao, in quel

modo approfondisce le informazioni, gli spiega realmente cosa c'è nella capitale e in questo modo

si passa alla forma. L'educazione è un interesse guidato che andando avanti arriva a formarci.

La formazione = è proprio quando alla teoria si da una forma, è il punto più pratico ed è il punto più

alto. In questo modo si entra in un circuito individuale.

Il tempo del Bambino

il bambino vive, mentre l'adulto pensa. L'adulto è schiavo del tempo e vive rincorrendo tutte e perde

il sapore dei momenti, per lui il tempo è tiranno. Mentre il bambino è senza tempo, il tempo del

bambino è inginocchiato al volere del bambino. “Festinalente” = affrettati lentamente = fai quello

che vuoi fare ma fallo con meditazione

Lo spazio del bambino

lo spazio dell'adulto implica un possesso, una proprietà che noi usiamo chiamare proprietà provata.

Lo spazio di una persona è il suo spazio vitale, dove arriva la sua proprietà = la proiezione di sé al

di fuori. Il bambino al contrario, non ha il concetto di proprietà privata. Jean Piaget ci fa un esempio

molto utile al caso, quando il bambino ha un auto, per il bambino l'auto si anima e lui è dentro

l'oggetto e ne conosce i segreti. Quando qualcuno si avvicina a lui con la sua auto lui vorrebbe dirgli

quello che sente ma l'adulto non lo capisce. Lo scopo del bambino è farti conoscere l'anima

dell'oggetto che possiede. Da questo esempio vediamo che la porprietà del bambino è quell'essere

che si espande al di fuori del bambino nell'oggetto.

Alice Salomon

è colei che ha parlato per la prima volta di servizi sociale. Il lavoro sociale, secondo lei, si basava

sulla carità e sulla beneficenza. Secondo lei uno stato non può stare senza servizi sociali, e il lavoro

sociale per lei era un lavoro proprio del genere femminile perchè le donne erano propense ad attività

di cura. Questo lavoro di prendersi cura però doveva essere valutato in modo superiore rispetto alla

beneficenza e così il lavoro della donna sarebbe prevalso. Per questi motivi la Salomon andò a

parlare con il Ministro dell'educazione della repubblica di Weimar per dirgli che non era possibile

che la situazione andasse avanti in questo modo. Il ministro rispose emanando un editto che disse

che tutti gli uomini avrebbero dovuto aiutare in casa. La Salomon una volta uscito l'editto rispose al

ministro che non era questo che voleva ma voleva che fosse lo stato a prendersi cura di quello che

era successo. In questo modo nasceva la politica sociale. Nel 1923 durante la conferenza di

Washington i servizi sociali vennero riconosciuti come vera e autentuca professione. E la alice

Salomon continuò la sua vita per potere avanti il movimento femminista e quello per la pace.

Storia: com'è nata la pedagogia sociale?

Il termine pedagogia sociale è nato in Germania, usato per la prima volta da Mager il quale

intendeva che dato che si occupava di tutti i soggetti minori e della loro educazione era sicuramente

sociale, in realtà ha fatto un errore perchè l'educazione poteva essere anche individuale. Il termine

pedagogia significa fondamento teorico e teoretico che sta alla base di tutti i principi educativi,

mentre il termine sociale si occupa di tutto quello che è relazione con l'altro. Infatti Mager ha

ragione ragione ad attribuire il temrine sociale al termine pedagogia perche la comunicazione con

l'altro ha valore sociale. Dopo Mager interviene Natorp che è il primo a teorizzare l'idea della

pedagogia sociale. Lui sapeva che la pedagogia doveva essere sociale e sosteneva che però il

pensiero tedesco fosse troppo individualista. Nella pedagogia sociale vi era una necessità

fondamentale che era quella di avere consapevolezza dell'altro, partendo dalla relazione con l'altro,

infatti, avviene la formazione di una propria coscienza individuale. In una società ideale per lui il

bene di uno era anche un bene di un altro. La vita con gli altri significa insegnare a sé stessi. Non

solo questo può avvenire parlando, con le parole bensì anche il fare educativamente è altrettanto

valido. Il fare infatti, significa entrare in una relazione sociale diretta. Il formarsi significa formarsi

non solo a livello di opera ma formarsi anche a livello di pensiero = si forma così il carattere

esperenziale.

=> l'educazione appartiene al mondo dell'esperienza.

=> la volontà educativa sociale nasce dalla coscienza individuale

per quanto riguarda Natorp gli obiettivi educativi erano basati su un nuovo metodo basato sulla

responsabilità e sulla solidarietà. In questo modo si ha un passaggio dall'individualismo a una

società dove c'era maggior bisogno di partecipazione. Natorp auspicava l'eliminazione dei divari tra

le classi che però non accadde mai in nessuna parte al mondo.

Successivamente a Natorp, Nohl prende posto sulla scena. Nohl trasforma il fatto di solidarietà-

responsabilità e parla di pedagogia dei bisogni. Nohl mette come obiettivo della società educante la

formazione del carattere. Resta il ruolo della relazione per la conoscenza, il prendersi cura ma

l'obiettivo principale è la formazione dei caratteri e per far questo bisogna prevenire gli stati di crisi.

La prevenzione in Nohl è importantissima. Quando una popolazione povera esprime bisogni pè

necessario intervenire ma la cosa migliore sarebbe prevenire perchè spesso quando si cura è troppo

tardi.

Per quanto riguarda la storia della pedagogia sociale in Italia i primi pedagogisti si formarono

intorno agli inizi del 900 quando decade il fulcro della famiglia.

Iben sucessivamente parla di una pedagogia dei bisogni e si chiede: cosa sono i bisogni? I bisogni

sono qualcosa che abbiamo dentro, un'idea di soddisfare certe nostre pulsioni. A livello sociologico

intendiamo le risorse che occorrono per sopravviverem vivere e vivere bene ovvero sono le qaualità

della vita. Il bisogno è avere dei servizi, avere una società che si adoperi per far si che la vita sia una

vita ben spesa.

Il pianeta condiviso

nel pianeta condiviso si affronta il tema centrale della pedagia della condivisione. Il tema che è

presente il quasi tutti i capitoli è il tema della decresta. Un'analisi generale del libro ci mostra che

viene messo in evidenza il fatto che il mondo di oggi è corrotto e si stra lentamente frantumando e

una delle poche soluzione e attuare un a cammino di decrescita che parta dalle persone nuove,

camnbiate, dall'uomo chiamato planetarius. Infatti le persone devono rendersi conti, è la chiave di

volta sta in questo che non devono vivere di possibilità ma di necessità. Come Darwin parlava

dell'evoluzione della specie, così l'uomo ha le capacità e la possibilità di evolversi. Deve per farlo,

uscire dall'idea di necessità ed entrare nell'iodea di possibilità. E per far questo deve acquisire una

personalità che ci da la possibilità di confrontarci con gli altri.

Jean Piaget

definisce due momenti dell' infanzia:

I infanzia = dai 0 ai 3 anni, finsice quando la nostra identità confluisce con il sé. Riconosciamo la

nostra identità e ci rendiamo conto che potremmo essere diversi dai nostri genitori. Abbiamo

l'urgenza di essere noi stessi

II infanzia = dai 3 ai 5 anni. Entriamo nel mondo della scuola. Il bambino scopre le possibilità di

essere diverso dai genitori e tutto questo lo porta a essere originale. Il termine orginila ha due

significati: origo = origine ovvero qualcosa che ci contraddistingue fin dalla nascita e un secondo

temine che indica creatività e deriva dall'identità formata.

Origine + identità = originalità

nell'originalità si riscontra la creatività che fa riemergere l'identità del bambino.

Nel bambino vanno avanti a crearsi due punti fondamentali:

-rincorsa al conoscere e al conoscersi

-manipolazione mentale delle cose e degli argomenti

conoscersi infatti serve per appropriarsi di qualcosa di interiore

condivisione

tentativo di condividerer le cose e le persone. Bisogna togliere le cose e ridursi all'essenzialità e

perciò significa tornare bambini, prendere delle cose profonde alla leggera. Bisogna evitare che

l'umanità si mangi tutte le risorse ma bisogna mettere in evidenza le risorse dell'essere: la

condivisione e la condividialità.

Homo planetatius

è il vagabondo del sapere, l'uomo che va alla ricerca della solidarietà verso gli altri, colui che

guarda e comprende, naviga nel suo spazio che si ricrea → il bambino → saper vedere il bambino

significa saper vedere le qualità migliori delle persone.

Etica dell'essenziale

Bisogna ritrovare la nostra qualità migliore ritrovando la nostra innovatività partendo dalla nostra

creatività.

Janus Korczak

il bambino per Korczak è:

-poeta


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bagliuz

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in servizio sociale
SSD:
Docente: Arkel Dario
Università: Genova - Unige
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bagliuz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Arkel Dario.

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