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Il concetto di educazione

Il termine pedagogia rimanda al concetto di educazione. Il termine educazione ha una definizione che vede Dewey come punto di riferimento fondamentale. L'educazione è un insieme di processi volto a favorire e a orientare la crescita della persona umana verso l'autonomia, la socializzazione e la responsabilità personale. L'educazione non riguarda solo il singolo, ma anche la società. Ogni società cura questi processi mediante specifiche istituzioni che perpetuano se stesse, le proprie tradizioni, le proprie ideologie. Tali società si trasformano, si rinnovano e si ristrutturano costantemente, grazie ai processi educativi. La scuola è una di queste istituzioni: la scuola, tramite la riproduzione degli apprendimenti, consente la trasmissione dell'educazione.

La pedagogia secondo Franco Cambi

Secondo Franco Cambi, la pedagogia è la scienza dell'educazione. La pedagogia è l'insieme dei saperi che si occupa di educazione. Se prima lo abbiamo definito come un processo, ora parliamo di pedagogia come sapere pedagogico. La pedagogia nasce in un contesto culturale preciso: in Grecia, con Eschilo.

Origini della pedagogia in Grecia

Il vocabolo paideia compare per la prima volta all'inizio dell'opera di Eschilo, I sette contro Tebe, nell'accezione di nutrimento, allevamento, accoglienza, e in quella di Aristofane, Le nuvole, dove l'autore presenta una satira della nuova filosofia e dei nuovi metodi educativi che accomuna a Socrate. Paideia, in greco, significa bambino. In Grecia l'infanzia non esisteva. Il bambino cominciava ad essere preso in considerazione solo dai 7 anni in poi. La formazione del bambino come soggetto già adulto era un processo fondamentale al fine di costruire una buona società. La paideia è quel processo che riguarda il soggetto e che dà forma alla propria individualità, è il processo sulla formazione dell'uomo. La pedagogia è quel sapere che si occupa della formazione umana. La formazione è educazione.

La filosofia di Laeng

Secondo Laeng, la pedagogia "comprende l'arte dell'educazione, la scienza di quell'arte, e la filosofia di quella scienza". Laeng definisce la pedagogia come l'arte (o disciplina, o sapere) dell'educazione, la scienza di quell'arte (cioè scienza dell'educazione).

Socrate e la pedagogia

La paideia greca nasce in Grecia con Socrate. Socrate morì suicida nel 399 a.C. Nel dialogo Apologia di Socrate, Socrate definì il concetto di pedagogia. La pedagogia, per Socrate, è un processo di crescita e di sviluppo dei giovani. Il processo deve portare allo sviluppo di una mente libera e critica. L'insegnante è un educatore che orienta il giovane verso un percorso di crescita e costruzione del proprio sé come cittadino della polis. La formazione, cioè la paideia, avviene sempre per formare cittadini, cioè individui responsabili della polis. Socrate ci ha insegnato che l'educazione non è solo per sé stessi, ma anche per gli altri. Furono due le accuse che portarono Socrate al suicidio: l'accusa di aver corrotto i giovani e l'accusa di non aver fatto osservare a questi il rispetto per gli dèi.

Dal concetto greco di paideia a Humanitas

Il concetto di educazione si trasforma e, dal concetto greco di paideia, diventa un concetto latino di Humanitas. L'Humanitas latina è la soggettività delle passioni e delle emozioni. Dopo la nascita di Cristo, abbiamo una chiesa che veicola educazione. La paideia Christi è la formazione e l'educazione dell'uomo a immagine e somiglianza di Cristo.

Umanesimo e Rinascimento

Nel momento dell'Umanesimo e del Rinascimento, l'uomo capisce di non essere tanto a immagine e somiglianza di Cristo, così l'educazione si trasmette attraverso lo studio di testi latini e greci: l'Humanae litterae.

La Bildung e l'Illuminismo

Un movimento contemporaneo all'Illuminismo nato in Germania è la Bildung, cioè la formazione umana dell'uomo. Due personaggi fondamentali di questo movimento furono Goethe e Schiller. Goethe scrisse "Wilhelm Meister", un romanzo che racconta di un giovane che si appassiona alle arti teatrali. Schiller pubblicò 13 lettere intitolate "Lettere sull'educazione estetica dell'uomo". Imparare, alla fine, è una dimensione della formazione dell'uomo. Entrambi si concentrarono sulla formazione del sé, oltre che crescita culturale di una persona. Rispetto alla paideia, la Bildung aggiunge una consapevolezza di sé nei processi di formazione che fino a quel momento non era tanto presa in considerazione.

Pedagogia come scienza dell'educazione

La pedagogia è la teorizzazione dei processi sociali, culturali, individuali che producono inculturazione, apprendimento, formazione personale, presenti in tutte le culture e le società. L'educazione può essere intesa come l'insieme di quattro processi:

  • Il processo della crescita biologica. I processi biologici sono naturali e uguali per tutti, ma possono essere modellati o modificati a seconda dell'ambiente (ex. un bambino che nasce da una madre alcolista). La crescita biologica ha molto a che vedere con l'educazione. In particolare, sono gli psicologi che si occupano di crescita biologica ed educazione.
  • Il processo dell'inculturazione. L'inculturazione è un processo educativo che si sviluppa in famiglia e a scuola. Grazie all'inculturazione, il bambino prende parte alla società di appartenenza. In particolare, è la sociologia che studia l'inculturazione.
  • Il processo dell'apprendimento.
  • Il processo della formazione umana dell'uomo.

Dimensione teorica e pratica dell'educazione

Se la pedagogia è più riferibile ad una dimensione teorica, l'educazione è più riferibile alla dimensione pratica. L'educazione può essere intesa come l'atto o gli atti direttivi che permettono di trarre fuori (ex-ducere) e di nutrire (edere) il soggetto attraverso una con-formazione sociale e una guida individuale. L'atto direttivo è un atto che dà una direzione e che impone qualcosa.

Sapere e consapevolezza di sé

La semantica è l'area del tirare fuori, del portare via dall'interiorità del soggetto qualcosa che questo ha già. In realtà, il bambino ha già dentro un duo sapere che è quello dell'umanità. L'insegnante tira fuori e modella quello che il bambino ha già dentro. Il ruolo dell'insegnante è quello di formare il soggetto, modellando il bambino attraverso il corpo, la mente e le emozioni. Il nutrire deriva dall'area scemata diseducazione come edere. Edere significa nutrirsi del sapere e delle conoscenze. L'educazione con-forma. Con-formare significa fare con gli altri. Ciò differenzia il concetto di educazione (che con-forma) dal concetto di formazione.

Il processo educativo e l'auto-formazione

Il processo educativo deve sviluppare la formazione. La formazione è e deve diventare un'auto-formazione. La formazione diventa auto-formazione quando l'insegnante fa un buon lavoro. Il soggetto guida la sua formazione continuando ad acquisire sempre nuove forme di cultura: la formazione dell'uomo è continua e sempre in trasformazione per tutto l'arco della sua vita. In altri termini, l'apprendimento per tutto l'arco della vita è il long life for learning.

Definizione di soggetto, individuo e persona

Quando uso il termine soggetto mi riferisco ad una dimensione generica dell'uomo come essere umano. Il soggetto è quindi un termine che permette in modo neutro di riferirsi al genere umano. Il termine individuo nasce con Hobbes, alla fine del 1500 e si riferisce ad un gruppo di uomini che non hanno niente a che fare l'uno con l'altro. In questo senso, l'individuo non partecipa alla costruzione di una comunità umana. Il termine persona è un termine etrusco che vuol dire maschera. La persona è sempre connotata dal punto di vista etico e morale. La persona umana possiede un valore e il diritto alla vita.

La formazione e le sue direzioni

La formazione è un passaggio della vita che riguarda il modo in cui si interviene sul soggetto da parte dell'esperienza in due direzioni. La prima direzione è l'acquisizione di cultura: il soggetto amplia la sua visione del mondo attraverso la conoscenza, la cultura, appunto. La cultura si apprende grazie a tutto ciò che appartiene ad un'acquisizione di esperienza e di attività. La seconda direzione è la dimensione personale: essa, particolarmente nella scuola primaria, è l'ambito della formazione dell'uomo che permette alla cultura di essere veramente importante. È la conoscenza di sé, delle proprie emozioni, della propria persona: conoscenza di sé è sapere cosa fare di fronte ad emozioni positive e negative. La conoscenza di sé dipende solamente da noi stessi. Sapere ed essere vanno sempre di pari passo. La formazione è apprendimento ma è anche conoscenza come consapevolezza di sé.

I tipi di apprendimento

Esistono 3 tipi di apprendimento:

  • L'apprendimento formale, cioè l'apprendimento in uscita rispetto al processo di apprendimento stesso. Esso prevede una certificazione che può essere ricevuta solo dentro quelle strutture, come la scuola o le Università, che tramandano apprendimenti formali.
  • L'apprendimento non formale che non è formalizzato da un curricolo riconosciuto universalmente. Un esempio è il teatro, che è presente nelle scuole.
  • L'apprendimento informale, cioè quegli apprendimenti che non sono sottoposti a una costruzione curricolare definita. Dentro la scuola esistono degli apprendimenti informali, ma fuori da essa il luogo di apprendimento informale per eccellenza è la famiglia che ha il compito di educare. Dentro le istituzioni formali, invece, l'apprendimento informale è tacito.

Dentro i processi umani e le istituzioni questi 3 tipi di apprendimento si incrociano e si intrecciano.

La pedagogia come scienza dell'educazione

La pedagogia è la scienza dell'educazione che ha come proprio oggetto di riflessione il processo formativo. Al tempo di Socrate, la pedagogia era l'arte della paideia non sottoponibile a metodo scientifico (se è vero ciò che dico o no) perché non si avevano gli strumenti adatti. Fino alla fine dell' '800, la pedagogia era una parte della filosofia, fino a quando Dewey iniziò a concepire la pedagogia come la scienza dell'educazione, tanto che proprio quest'ultimo, nel 1929, pubblicò l'opera Le fonti di una scienza dell'educazione. Alla fine dell' '800 ci fu una trasformazione radicale del concetto di scienza con Galileo: Galileo verificò le sue affermazioni attraverso degli esperimenti. L'affermazione risultava tale perché, inoltre, era riproducibile: la veridicità e la riproducibilità definivano la dimensione della scienza. Alle affermazioni pedagogiche ed educative mancavano proprio la veridicità e la riproducibilità. Dewey le applicò entrambe alla pedagogia.

Evoluzione della pedagogia nel '800

La psicologia nacque proprio in ambito scientifico nel 1870-1880, poiché si cominciò a misurare gli effetti della memoria nei laboratori tedeschi. Alla fine dell' '800 molte discipline si ridefinirono a partire dal linguaggio e dai metodi di effettuazione degli esperimenti. Riguardo alla pedagogia, Dewey sostenne che era necessario che la pedagogia si costituisse come una scienza. La pedagogia deve avere un proprio linguaggio, dei propri metodi di analisi e di verifica delle sue affermazioni. Le asserzioni pedagogiche dovranno andare a costituire un insieme di conoscenze riproducibili e verificabili.

Identità della pedagogia attuale

La pedagogia attuale ha una sua identità specifica perché è una scienza. Ma è una fra le scienze dell'educazione che sono la sociologia, la psicologia, l'antropologia, la linguistica, la biologia e la storia. Oltre che scienze umane, queste si chiamano anche scienze dell'educazione perché si occupano del processo formativo dell'uomo. La pedagogia:

  • Raccorda, in quanto tiene fermo l'oggetto comune e il senso dei processi educativi e/o formativi;
  • Orienta, in quanto fornisce ai saperi dell'educazione una direzione, un obiettivo, un traguardo;
  • Coordina, in quanto pone in sequenza e in simmetria saperi diversi;

le scienze dell'educazione. Alla pedagogia generale tocca un lavoro riflessivo e interpretativo.

Funzioni della pedagogia attuale

Le funzioni della pedagogia attuale sono 3:

  • Accompagnare i saperi dell'educazione;
  • Intenzionare, cioè fissare l'orizzonte intenzionale dei saperi dell'educazione;
  • Decantare nei saperi l'orizzonte intenzionale dei processi educativi.

Dewey sosteneva che la pedagogia fosse la scienza dell'educazione, mentre le altre erano scienze dell'educazione quando andavano a interessarsi dell'uomo e della sua educazione. Dewey scrisse l'opera Scuola e società (in originale School and society) di cui:

  • L'edizione originale è del 1899;
  • L'edizione italiana è del 1949;
  • L'edizione ultima è del 1997, ripubblicata della Nuova Italia.

Paradigma delle scienze dell'educazione

Il paradigma deweyano è stato sorpassato dal paradigma delle scienze dell'educazione: esse sono tutte sullo stesso livello costituitesi tra il 1960-1970 con Mialaret. Mialaret è un matematico che studia pedagogia in un'università francese. Studiando didattica della matematica mette a punto un modello educativo dove sono centrali gli stadi di Piaget. Per insegnare, secondo Mialaret è fondamentale conoscere la psicologia. Con libretto Introduzione alla pedagogia (1966, casa editrice La Nuova Scuola di Brescia), la pedagogia sparisce totalmente per far spazio ad una visione psicologica del bambino e dell'educazione del bambino.

La visione di Bruner

Negli Stati Uniti d'America, invece, un'altra grande voce è quella di Bruner che sostiene che la psicologia non ha niente a che fare con la formazione dell'individuo. Bruner è uno psicologo cognitivista collocabile tra la fine degli anni 50 e la metà degli anni 80. Per insegnare non è più necessario un approccio pedagogico globale, ma è necessario conoscere tutti gli stadi di sviluppo del bambino.

La ricostruzione postbellica e lo sviluppo scientifico

Intorno agli anni 50, in America, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ci troviamo davanti ad una ricostruzione degli asseti globali. Il mondo si divise in due parti: Americani e Inglesi da una parte e Russi dall'altra. Si intraprende la corsa verso lo sviluppo che passa attraverso il progresso tecnologico, la conquista dello spazio (1957, lo Sputnik viene lanciato nello spazio col cane Laica). In America si diffonde l'idea che l'istruzione conformi menti brillanti per formare menti scientificamente progredite. Il processo di studio scientifico viene messo sotto accusa e sotto osservazione. In pedagogia esistono le antinomie pedagogiche. L'antinomia è una contraddizione che non può essere eliminata. La pedagogia è fatta di antinomie.

Le antinomie pedagogiche

Le antinomie formali della pedagogia sono quelle fra:

  • Scienza e filosofia (se credo al discorso scientifico, non posso fare filosofia e se credo alla filosofia non posso fare discorsi scientifici);
  • Teoria e prassi;
  • Teche e arte;
  • Sapere razionale e teche.

Le antinomie pratico-teoriche sono quelle classiche tra educare e istruire e formare, tra autorità e libertà, tra cultura e professione nell'istruzione/formazione. Le antinomie pratico-educative sono quelle tra maestro e scolaro, tra genitori e figli.

Rinnovamento della pedagogia nel Settecento

La pedagogia ha un momento di rinnovamento nel Settecento che coincide con la bildung. Il Settecento è un secolo importante perché avviene un rinnovamento globale dell'uomo e sull'uomo: cadono gli stati assoluti. L'evento precedente alla caduta degli stati assoluti e l'Illuminismo. L'uomo non viene più definito secondo una prospettiva religiosa e inizia a nascere la scienza moderna dell'Ottocento.

Caratteristiche fondamentali della pedagogia del Settecento

I caratteri fondamentali della pedagogia del Settecento sono:

  • La laicizzazione dell'educazione: l'educazione non si trasferisce più esclusivamente attraverso strutture religiose, come quelle dei gesuiti. La laicizzazione non è abbandonare la religione, ma è la costruzione di un processo educativo scisso dalla visione religiosa dell'uomo. Anche le scuole non vengono più dirette da religiosi;
  • Il razionalismo pedagogico: l'uomo comincia a pensarsi separato da istituzioni religiose. La formazione dell'uomo diventa un'auto-formazione perché l'uomo è capace di pensare sé stesso in autonomia che qualcun altro ha pensato per lui.

La scuola inizia a diventare il luogo dove il bambino capisce sé stesso per realizzare una propria fortuna. La pedagogia diventa lo strumento, la disciplina e il modello di pensiero per formare gli individui capaci di sviluppare una tensione verso una ragione illuminata. La nuova pedagogia è laica, razionale, scientifica, orientata a valori sociali e civili, critica verso le tradizioni, le istituzioni, le credenze e le prassi educative, impegnata a riformare la società anche sul versante educativo. La pedagogia è critico-razionalistica, cioè è capace di rivedere radicalmente i propri principi tradizionali, di ripensarli dalle fondamenta. Tale critica investe ogni ambito educativo: dalla famiglia, alla religione, alla società alla scuola.

Rousseau e la pedagogia moderna

Rousseau (1712-1778) è l'iniziatore della pedagogia moderna assieme a Pestalozzi e Fröbel. Inizia ad essere dominante una nuova visione dell'uomo e la trasformazione delle istituzioni da assolute a democratiche. Non solo si rinnova il pensiero dell'uomo, ma anche il pensiero istituzionale. Rousseau è il teorico di uno stato democratico: nel marzo 1762 scrive e pubblica Il contratto sociale dove pone le basi dello stato moderno che vuole costruire una comunità: l'uomo non è uomo perché è fine a sé stesso, ma perché è in relazione con altri uomini.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher likelikelike di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Boffo Vanna.
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