3 marzo
lunedì 3 marzo 2014
10:34 ~Lessico di base delle scienze dell'educazione~
EDUCAZIONE: (da non confondere con pedagogia. E' un agire) serie di azioni che favoriscono lo sviluppo
integrale (deve avere dei vantaggi dall'educazione in tutta la sua persona, no alla specializzazione precoce
perché dal punto di vista pedagogico devo lavorare nella complessità della persona) del soggetto persona,
(può riguardare qualunque persona non solo i bambini) dal punto di vista fisico, corporeo, motorio e
sensoriale, intellettuale, sociale, morale ed affettivo-emotivo verso la piena coscienza di sé e il pieno
dominio di sé,(deve favorire l'autonomia di sé, deve creare indipendenza) e verso la rispondenza reciproca
alle esigenze della comunicazione e cooperazione sociale, nella partecipazione ai valori. (è una persona che
inizia ad aderire a dei valori)
Si divide in:
FORMALE: l'insegnamento formale è istituzionalizzato, controllato e gerarchizzato, che copre l'arco
della scuola di base ala scuola media superiore sino all'università e costituisce il modello educativo
dominante.
NON FORMALE: quelle attività di apprendimento organizzate e sistematiche che avvengono fuori
dalla scuola e che costituiscono una seconda opportunità per chi non ha potuto frequentare la scuola
(educazione degli adulti)
INFORMALE: processo permanente e non strutturato, grazie al quale maturano conoscenze,
attitudini, opinioni attraverso l'esperienza e i rapporti con gli altri; un tipo di educazione importante
che però non sostituisce né quella formale né quella non formale.
PEDAGOGIA: studia l'educazione. È la teorizzazione del fatto, dell'evento educativo, è la sua riflessione,
dottrina, sapere intorno all'educazione (ora si parla di scienze dell'educazione). Il rapporto che c'è tra
pedagogia e educazione è il rapporto che c'è tra teoria e prassi nel quale si colgono le relazioni tra l'una e
l'altra.
DIDATTICA: una delle scienze dell'educazione ed è importante perché riguarda un tema molto specifico:
l'insegnamento. È la scienza e l'arte dell'insegnamento; è teoria e prassi aiuto sistematico offerto al
soggetto in età evolutiva che impregna un ambiente specializzato, adatto a tale scopo. Essa riguarda il
modo di procedere del fatto educativo attraversato da una intenzionalità pedagogica.
METODO: in pedagogia è insieme dei principi, delle norme, delle avvertenze e dei mezzi che guidano il
processo educativo rendendolo efficace.
METODOLOGIA: studio critico dei metodi adottati in situazioni educative e didattiche; è un discorso sul
metodo fatto proprio sia dal filosofare che dalle scienze dell'uomo e della natura.
ISTRUZIONE: atto e contenuto della trasmissione del sapere: anche sistema istituzionale organizzato e
programmato dell'insegnamento. Sostanzialmente si intende la scuola.
FORMAZIONE
(1): formazione generale processo attraverso il quale le potenzialità soggettive pervengono a
maturazione (formazione interiore, bildung) a seguito dell'interazione con l'ambiente, la
partecipazione al patrimonio sociale e di cultura e il sostegno di figure istituzioni e luoghi (famiglia,
chiesa, gruppi, associazioni, organizzazione del tempo libero). Nell'educazione dobbiamo puntare alla
bildung, dare a tutti la possibilità di arrivare al massimo delle proprie potenzialità. (Scuola di Barbiana
in cui Don Milani ha fatto costruire una piscina per dare a tutti la possibilità di provare e
eventualmente scoprire di avere un talento innato per il nuoto)
(2): formazione professionale, corsi di formazione/aggiornamento. Processo attraverso il quale
apprende quanto è necessario per svolgere un ruolo particolare.
Legati maggiormente all'ambito sociale. Riguardano il rapporto tra le persone che imparano e insegnano e il
gruppo della società in cui vivono:
INCULTURAZIONE: acquisizione di modelli culturali propri del gruppo di appartenenza. Modo in cui le
persone imparano le culture in cui vivono.
ACCULTURAZIONE: quando abbiamo gruppi diversi che sono in contatto tra loro ci sono dei fenomeni
di trasformazione culturale.
SOCIALIZZAZIONE: interazione sociale. Processo maggiormente legato al rapporto con le persone. Per
esempio le relazioni tra i generi, come si parla, come ci si da il turno per entrare in una stanza, il
modo in cui le mamme accudiscono i bambini, i rapporti più o meno stretti tra le generazioni. È il
processo mediante il quale l'individuo diventa membro della propria società e a sua volta partecipe di
una cultura societaria.
10 marzo
lunedì 10 marzo 2014
10:31 ~Apprendere e convivere nella complessità globalizzata~
L'idea che ci si fa dell'educazione e del proprio compito dell'educazione dipende dall'idea che ci si fa
dell'uomo e del suo destino. Cambia l'idea che abbiamo di una persona adulta di società in società.
(esempio: quante lingue dovrebbe sapere una persona adulta?).
Non si può mai guardare all'educazione e alle discipline che se ne occupano, prescindendo dalla loro
contestualizzazione filosofica, religiosa, politica, sociale e economica. (siamo in periodo di crisi, come
possiamo fare perché le persone che educhiamo possano in un futuro affrontare un futuro di insicurezza
economica? Avremo per esempio bisogno di una scuola che non prepara ad un solo lavoro, ma che prepara
a diventare versatili e a non specializzare)
Una parte importante della ricerca in educazione è quella che si chiama ricerca empirica (basata
sull'esperienza) assumendo come principi orientativi:
La sperimentazione (vedo se le cose funzionano e come possono funzionare)
l'interdisciplinarità
Il controllo metodologico
Interesse prevalente verso gli aspetti oggettivabili o quanto meno osservabili
Procedure e progressi di apprendimento (come le persone imparano, se più con una lezione frontale
o più con una lezione interattiva. Giochi di ruolo come metodo di insegnamento)
Innovazione didattica nelle varie discipline (innovare il modo in cui insegno)
l'applicazione delle tecnologia info-telematiche (importante ma non è sufficiente riempire la scuola di
computer o dare un pc in mano a un bambino o a un insegnante)
l'organizzazione e la funzionalità del sistema scolastico
I rapporti della scuola con il mondo dell'economia
Attenzione alle questioni relative ai processi di apprendimento e all'istruzione. l'uomo ben educato viene
identificato in colui che sa apprendere, e cioè che ha allenato l'intelligenza a risolvere problemi e che si è
impadronito degli strumenti necessari per sapersi orientare nelle varie situazioni in cui è chiamato a
operare. (non è importante imparare quanto "imparare come si impara")
Fine ultimo dell'educazione (secondo questa impostazione)
Il "sapere organizzato" che, in quanto processo di "istruzione", consiste nel garantire all'individuo
l'autosufficienza della propria condotta cognitiva, intesa come capacità di procurare, trasformare e
trasferire conoscenze e informazioni.
Impostazione basata su due principali orientamenti della ricerca in ambito educativo:
Teorie costruttivistiche e della complessità (il sapere si costruisce ogni volta e i bambini riscoprono
ogni volta il sapere)
Teorie più recenti della ricerca cognitiva es: intelligenze multiple (ci sono molti modi di essere
intelligenti e quindi ci sono molti modi di risolvere i problemi. C'è chi ha una intelligenza
maggiormente legata agli aspetti logici e riuscirà meglio nei compiti logici, c'è chi ha una intelligenza
più di carattere visivo e lavora meglio con gli input di immagini e chi ha una sensibilità maggiore per
gli aspetti musicali, chi emotivo e così via)
Conseguenze:
La conoscenza non è una rappresentazione del mondo esterno ma è una costruzione appropriata
all'ambiente percepito dall'organismo
La conoscenza non è fatta di certezze ma di pluralità dei punti di vista, dei metodi nonché da ipotesi
(e anche da errori)
Non c'è un unico tipo di intelligenza ma una pluralità di processi e di stili cognitivi, e con diverse
modalità di apprendere
Apprendimento (approccio A, il più tradizionale)
Con l'impostazione lineare sequenziale si configura come l'acquisizione di contenuti specifici pre-strutturati
e dati una volta per tutte.
Analisi dei bisogni
Individualizzazione di obiettivi
Selezione e pianificazione dei contenuti
Organizzazione di esperienza di apprendimento predisposte in modo sequenziale
Valutazione in grado di regolare i diversi passaggi previsti sul piano curricolare
Apprendimento (approccio A, il più tradizionale) -> problem solving
Con l'impostazione costruttivistica si configura come una costruzione da parte del soggetto in una
situazione concreta, sulla capacità di trasformare l'informazione in conoscenza utilizzabile
Motivazione degli allievi
Valorizzazione del lavoro cooperativo
Porre gli allievi in situazioni problematiche
Nuove modalità di valutazione (saper valutare non sono le competenze tradizionali ma anche altri
aspetti, a me non interessa che uno abbia imparato 10 contenuti ma mi interessa che abbia imparato
a ragionare)
Approccio positivo con le nuove tecnologie
Conseguenze approccio B
Imparare a imparare
Pensare senza mai chiudere i concetti
Apprendere per interconnessione
Muoversi e imparare nei diversi contesti
Una "testa ben fatta" più che una testa molto piena.
12 marzo
mercoledì 12 marzo 2014
14:00 ~Apprendere e convivere nella complessità globalizzata~
Gli studi empirici sono affiancati dalla riflessione e dall'indagine sul senso e sul ruolo dell'agire
educativo in società come quelle contemporanee che sono segnate da importanti cambiamenti.
Società di oggi: (alcune definizioni)
Della tarda mobilità
Post-moderna
Liquida (società in cui l'elemento più evidente e visibile è la velocissima tendenza a cambiare,
mescolare e rimescolare)
Globalizzata
Dell'informazione
Due ordini principali di cambiamento:
Sempre maggiore pluralismo, non c'è più un unico principio ideale condiviso, continuo
cambiamento.
Rivoluzione portata dalle applicazioni della tecnologia info-telematica, grandi flussi e quantità di
immagini, cambia la nostra percezione della realtà e il nostro atteggiamento nei confronti della
vita.
Quali risposte dell'educazione
Non solo a livello di tecniche didattiche, ma a livello di significati, valori e obiettivi. Dobbiamo chiederci
che significato ha quello che insegniamo, che valore hanno le cose che ci vengono insegnate, e
dobbiamo portare avanti degli obiettivi che dipendono dai valori che portiamo avanti.
Come facciamo a trovare valori/obiettivi condivisi se la società è cosi volubile, liquida? = L'educazione
alla cittadinanza, ovvero il rapporto tra politéia (da polis, città. E' la convivenza, lo stare nella città) e
paidéia (fanciullo, come si educa a convivere): "come costruire una civiltà del convivere?"
Come formare cittadini che siano "giusti" ovvero capaci di distinguere il bene e il male e di
perseguirlo attraverso la lealtà e la solidarietà dei cittadini virtuosi?
Tre approcci:
l'educazione ai valori condivisi
Individuare alcuni valori comuni coerenti con l'idea di una società desiderabile (democrazia,
giustizia, integrità, tolleranza)
Alla scuola si chiede di veicolare questi valori accomunati
La tesi del soggettivismo radicale
Non ci sarebbe altro bene che l'esercizio della libertà personale nell'ambito di una pari dignità
per tutti gli esseri umani. La formazione dovrebbe permettere stadi si autorealizzazione
progressivamente più complessi (identità multipla accanto ad altre identità multiple)
3. La pedagogia del "noi" comunitario
l'io è sempre "situato" in una rete di pratiche sociali, e la vera libertà è sempre "situata"
La convivenza è un'esperienza che vive di sentimenti, codici etici informali, rapporti
interpersonali (si veda per es. l'importanza della narrazione)
EDUCAZIONE E PERSONA
Importanza della formazione di un carattere personale (disciplina di sé senso di responsabilità,
senso critico, coscienza interiore)
La persona si forma nell'apertura agli altri (inter-soggettività)
Il dialogo rende il discepolo co-protagonista del processo educativo
Un "cammino comune" nel quale maestro e discepolo si riconoscono reciprocamente come
soggetti (Sincerità, disponibilità, interazione, comprensione)
Centralità della "parola" nel riconoscimento della dignità della persona
24 marzo
lunedì 24 marzo 2014
10:18 ~Famiglia, famiglie e educazione dei figli~
Non possiamo parlare con facilità oggi di un unico tipo di famiglia. La famiglia diventa un luogo più
complesso.
La famiglia è un oggetto studiato da molte discipline come ad esempio: psicologia, sociologia, diritto, storia,
demografia ecc. (demografia: studia la popolazione. Es: famiglie giovani o meno giovani, a che età nascono i
figli.)
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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