Estratto del documento

Pedagogia generale

La pedagogia è la scienza generale dell’educazione e della formazione dell’uomo. Scienza perché ha un linguaggio specifico e una strategia conoscitiva (un metodo che non è empirico sperimentale e cerca l’oggettività come nelle scienze naturali, ma che utilizza l’interpretazione, tipica delle scienze umane, e la soggettività). Generale perché affronta ogni aspetto relativo alla formazione e all’educazione. Al centro di tutta la riflessione pedagogica c’è l’uomo.

La pedagogia è in continuo mutamento, fa ricerca spingendosi al di là di ciò che già conosce, non è una scienza esatta ed esaustiva, non è incontrovertibile ma si mette in discussione, è confutabile. Tutto ciò che riguarda l’uomo contribuisce a formarlo (o de-formarlo) o a educarlo (o dis-educarlo): è una scienza umana.

La pedagogia generale è necessaria e fondante per le scienze pedagogiche, è orientante per le scienze dell’educazione ed è di riferimento per le scienze della formazione. La pedagogia è transdisciplinare e dialoga con le altre scienze, non è autartica ed autosufficiente. Il pensiero pedagogico sviluppa teorie sulle prassi umane, lo fa in modo autonomo o connettendosi con le altre scienze. Ogni interpretazione pedagogica opera sulle prassi, procedendo attraverso teorie. La pedagogia non studia specificatamente il bambino, ma si occupa dell’uomo di qualsiasi età, prescindendo dal sesso, dal ceto sociale, dalla religione... quindi è universale.

Essa evita stereotipi, dogmatismi, tutte le forme di nichilismo. Pure utilizzando la strada dell’interpretazione, l’essenza personale non è mai conoscibile fino in fondo. La ricerca articola il discorso pedagogico, che contribuisce a costruire una semantica che ruoti attorno all’educazione e alla formazione. La pedagogia è una scienza libera che studia liberamente la libertà nella formazione dell’uomo.

Pedagogia fondamentale

Quando essa affronta i fondamenti di educazione e formazione è indicata come pedagogia fondamentale. Il nucleo della riflessione pedagogica è dato dalla conoscenza (teoretica: si conosce per conoscere; poietica: si conosce per produrre teorie e metateorie; pratica: si conosce per agire e dare vita alla prassi).

La pedagogia si interroga costantemente sui propri sviluppi, sulle sue conoscenze e sui suoi fondamenti, quindi è critica, problematica e dialettica. È autonoma e rifiuta ogni indottrinamento, condizionamento, ideologia, conformismo (es. quando è ideologia, come la pedagogia cristiana, perde la libertà). È libera e bandisce ogni modello di educazione o formazione. Non è didascalica o parametrica perché non vuole suggerire o consigliare. Si avvale anche dei contributi dati dalla tecnologia, ma assumendoli sempre criticamente.

Etimologicamente ha origini antichissime derivando dal greco paidagoghia: agoghè (accompagnare, condurre) + pais (fanciullo), in Grecia il pedagogo era colui che accompagnava i bambini a scuola. [Vedi “Dalla scholè allo schooling”]

Le due guerre mondiali inquinarono il dibattito culturale e lo sviluppo libero delle scienze umane come la pedagogia, ciò ritarderà il confronto critico tra le varie “pedagogie”, che tuttavia si avvierà negli anni Sessanta. Nel 21° secolo la pedagogia ha una identità complessiva ancora in via di definizione anche a causa dell’ultima grande opposizione che riguarda la modernità: quella tra culture nichiliste e culture umanisticamente fondate.

Formazione

La formazione è uno dei due oggetti centrali della pedagogia. Indica il processo del “prendere forma” dell’uomo, del dare forma alla propria umanità in modo singolare ed irripetibile. Si parla di autoformazione di sé e da sé perché un altro soggetto non può dar forma alla nostra umanità, infatti si tratta di un processo di trasformazione che avviene spontaneamente e ci accompagna per tutta la vita. La formazione riguarda l’uomo pensato nella sua continua tensione all’armonia (occorre che la formazione dell’uomo sia vissuta in modo armonioso).

Il processo di formazione è lento, laborioso, è un viaggio, una continua scoperta, è irto di difficoltà, ma è anche apportatore di gioia e appagamento: non è un percorso lineare, ma è discontinuo. La formazione avviene nella parte nascosta e profonda della nostra interiorità e riguarda il dare forma alla nostra essenza, alla nostra coscienza, alla nostra interiorità liberamente. La formazione coinvolge il mondo interiore del soggetto per porlo di fronte agli altri mondi: un mondo dell’intimità che incontra i mondi dell’ulteriorità.

Ciascuno di noi è unico al mondo per la sua originalità ed originarietà ed è un mondo di informazioni che incontra altri mondi quando parla, ama, incontra un’altra persona… perciò la formazione è un viaggio, una continua scoperta dentro noi stessi ma anche verso altri mondi da noi ignorati precedentemente. Dare forma a noi stessi è necessario per poter incontrare davvero e in modo autentico l’altro.

Per costruire, dare forma alla nostra identità è necessaria la libertà. L’esperienza umana incide sulla formazione dell’uomo (vivere significa formarsi), e la capacità di scegliere tra le tante esperienze possibili quelle formative decide l’evolversi dell’edificazione della sua identità futura.

L'amicizia e l'amore

L’amicizia è un’enunciazione dell’assonanza spirituale tra più persone che si costruisce nel tempo; in essa vi sono disponibilità, solidarietà, affetto, purezza, autenticità, fiducia, stima, reciprocità, consonanza, accoglienza, empatia, pudore, riservatezza, ritegno, silenzio, pause, comprensione, entusiasmo, simpatia, libertà, equilibrio; ci permette di conoscere meglio noi stessi in quanto è promotore e stimolo della propria identità; alcuni non proveranno mai la vera amicizia, altri più di una volta; è un percorso di ricerca che compiamo con l’altro ed è un “esperirsi” vicendevolmente; vive nella diversità e nel rispetto di essa; non ci sono compromessi, narcisismi, abitudini e pretese; non nasce per interesse, ma per affinità; è un linguaggio segreto che vive con il dialogo fatto di gesti, parole ma anche di silenzi; può dissolversi e spegnersi se scompare la comunione dei sentimenti; ogni rapporto amicale è irripetibile; ha un’etica, un’estetica e una poetica; non deve essere idealizzata e non segue schemi, regole, metodo; Kant la definisce “sublime” e raggiungibile solo se c’è un’educazione all’amicizia; vive di progetti ma anche di casualità.

L’amore costituisce la parte più umana del fondamento dell’uomo ed è l’origine e il fine dell’esistenza umana dell’uomo; solo chi resta sé stesso e non si adatta ed uniforma all’altro nutre il sentimento dell’amore, che vive nella libertà; occorre vivere l’amore come un assorbimento reciproco senza per questo smarrirsi (spesso il desiderio di fondersi nell’altro si scontra con il bisogno della propria autonomia); è un atto spirituale che non può essere né analizzato né spiegato; “tende all’esaltazione, abbandonato a sé stesso comincerà ad estendersi fin dove gli sarà possibile”; è un flusso che scaturisce continuamente, come da una fonte; è un vincolo per l’animo, che dona una sua parte; solo chi ama è uno spirito veramente libero perché amare è un processo vitale; le forme prioritarie sono l’amore fraterno, filiale etc… e quando vengono a mancare rimane un vuoto incolmabile; esistono anche l’amore per gli animali, per sé stessi, per il possesso, per Dio, per la conoscenza; “l’uomo conosce solo ciò che ama” Goethe; l’educatore deve amare il proprio educando per educare nell’amore all’amore.

Formazione e civiltà

Per formarsi occorre essere in pace con l’altro e con noi stessi. Per formarsi ci vuole la civiltà, in quanto l’evoluzione formativa dell’uomo progredisce solo in un contesto civile di intercultura, interrazzialità. La formazione ha una dimensione dialogica che prevede che l’incontro con l’altro sia vissuto nel rispetto, nell’ascolto, nella cura… no all’annichilimento.

Un uomo che si forma non cadrà nell’uso delle “sostanze” che ne mutano la natura biochimica, non diventa un suddito del denaro e del potere che producono la nientificazione dell’uomo e della sua formazione, non cede ai vizi di una società stupida, non si con-forma alla massa diventando più controllabile ma mantiene viva la sua criticità personale senza subordinarsi a una pubblica opinione.

L’uomo si de-forma quando tradisce la propria umanità fingendo che non esista, quando rinuncia all’autenticità, quando si estranea da sé e si riduce ad essere un indistinto individuo nientificandosi. Una scuola che deforma ignora che ogni soggetto abbia il proprio e unico percorso formativo e lo fa privando il soggetto di libertà, ignorando la presenza del disagio, inibendo il pensiero, conformando e standardizzando, istruendo senza educare.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 10
Appunti di pedagogia generale, libro consigliato "Trattato di pedagogia generale" di Mario Gennari Pag. 1 Appunti di pedagogia generale, libro consigliato "Trattato di pedagogia generale" di Mario Gennari Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 10.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di pedagogia generale, libro consigliato "Trattato di pedagogia generale" di Mario Gennari Pag. 6
1 su 10
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lorenza.talocchi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Kaiser Anna.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community