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APPUNTI DI

ORGANIZZAZIONE DEL

SERVIZIO SOCIALE

Importante: in caso di conflitto tra i propri valori e l’organizzazione, indirizzare l’utente

verso altre organizzazioni, per consentigli il processo di aiuto.

Il prefetto può andare contro il codice deontologico, il problema è il contenuto della

richiesta, il prefetto è solo una via di trasmissione.

Un’opzione potrebbe essere quella di prendere tempo, adottando degli espedienti che

stanno al confine, dentro la legalità, ad esempio contattare telefonicamente l’utente, o

usare la scusa del non riuscire a contattarlo. L’importante è prendere tempo, in modo da

costruire una strategia. In modo da allargare la situazione potersi difendere in caso si

finisse in tribunale.

Se il capo è un as si hanno più possibilità di poter andare contro a quello che si dice,

utilizzando altre risorse oltre quelle deontologiche, anche creative e interpretative.

Innovazione dai margini: cambiare le cose, partendo dal modificare l’ambiente.

01/03/2021

I tre casi visti richiamano un conflitto tra i tre mandati (professionale, sociale,

istituzionale9. Questi casi in qualche modo vanno gestiti. Il nuovo codice richiama la

necessità di gestire questi conflitti e quindi di attivarli, personalmente ma non da soli. Gli

articoli del codice non ci dicono cosa fare in questi casi, ma dobbiamo saperli applicare,

però richiede l’essere espressivi, avere le giuste competenze, sia come professionisti che

come persone in cui entrano elementi non professionali, ed esempio le emozioni). La

riflessività aiuta a pensare al miglior modo per agire, m non basta l’aver studiato o

l’essersi laureati bene, ma deve essere una riflessività situata, con riferimento al caso e

alla specifica situazione. Per tradurre i principi deontologici occorre essere riflessività, e

alare questa riflessività in contesti specifici che possono essere sfavorevoli e favorevoli.

L’obiettivo in un conflitto tra mandati non è quello che ci dà più soddisfazione, ma riuscire

ad avere quello che è meglio per la nostra professionalità e il fine del nostro lavoro. Si

deve tenere in mente che l’organizzazione è un campo da gioco, in cui chi gioca è un

attore strategico, che può fare strategie e attuarle, l’organizzazione non è solo un datore di

lavoro ma anche un campo in cui si svolgono dinamiche.

Nei servizi sociali vengono escluse le attività dei servizi sanitari, ma si deve tenere cono

che c’è una parte dedicata all’integrazione re i due i servizi socio-sanitari.

02/03/2021

Se gli utenti si riuniscono con un obiettivo comune, e si mettono in contatto con un

ambiente, diventano un organizzazione in funzione ci ostruzione organizzativa, ma in

maniera informale e non forale (senza uno statuto quindi). L’utente da singolo non

rappresenta un’organizzazione. Si pensa all’organizzazione in maniera duplice:

- Strutture: in cui l’organizzazione è situata al suo interno.

- Processi: cioè intendere l’organizzazione per organizzare.

09/03/2021

Aziendalizzazione: tendenza ambivalente verso l’introduzione e strumenti della PA.

Burocrazia: modello dell’istituzione che ispira il suo funzionamento. La burocrazia è carica

di stereotipi (lentezza, risposte tutte uguali). La burocrazia è un ideal tipo di modello

organizzativo a cui la legge ispira il modo in cui vene fatta.

Ci sono due ideal tipo: quello della burocrazia per le organizzazioni pubbliche. Mentre la

tendenza verso l’organizzazione è la tendenza burocratica che si spinge verso la logica

aziendale.

Aziendalizzazione insieme di analisi e proposte che sollecitano i regolatori pubblici a

ritenere che l’aziendalizzazione sia un cambiamento di sviluppo positivo per il welfare

pubblico, mostrandone i successi gli anni ’80, il sistema viene contaminato da

verso

logiche aziendali. In questo passaggio c’è una dottrina che spinge verso l’aziendalizzazione

e si tratta della New Public Management.

Controllo di gestione: introdotto in Italia negli anni ’90, voleva contrastare l’idea di scarsa

efficienza da dell’organizzazione pubblica derivante dallo scarso controllo. Anche se si

tratta di un controllo organizzativo, in realtà controlla anche chi ci lavora.

Procedure di rendicontazione: l’idea che l’organizzazione pubbliche devono rendere conto

ai propri stakeholder, rendere conto di quello che fanno e come lo fanno, quindi deve saper

raccontarsi meglio anche nell’aspetto economico gestionale 8spendere bene le risorse

pubbliche. Effettuare nuovi processi di contrattazione: le organizzazioni pubbliche sono

state messe in condizioni di acquistare beni e servizi da organizzazioni private, delegando

beni e servizi di cui sono titolari a terzi in presenza si avrebbe fatto lezione in aula al

es:

polo piagge, l’organizzazione di riferimento è l’università, e il fare lezione è una co

-produzione dell’università, per farlo allora ci si riferisce ai professori, in questo caso guidi.

L’università necessita del servizio di portierato, per averlo f contratti con dei terzi, che non

sono prodotti dell’università come il professore.

Questo processo ha alimentato il bisogno di un nuovo management pubblico.

La tendenza verso la logica di aziendalizzazione si è manifestata quando c’è stata un

urgenza di riformare i servizi pubblici.

L’ideal tipo di dirigente pubblico è colui che ha una preparazione giuridica, che riesce ad

interpretare le leggi, ad imporle e orientare i servizi. È un ibrido tra manager burocratico e

quello aziendale. Da cui ne deve nascere un manager sociale.

15/03/2021

Crescita del ruolo del terzo settore omogeneo di organizzazione privata senza fini

settore

di lucro, operano in molti settori. Le organizzazioni del terso settore vengono riconosciute

definitivamente nella legge 833/78 per la prima volta

Nel secondo dopo guerra lo stato era visto come gestore degli interventi, gli si chiedeva di

fare le leggi, di implementare le leggi. Questa idea si è riconfigurata a partire dalla metà

degli anni ’70 lo stato ha il compito di regolare il sistema e lasciar fare ad altri soggetti

altre attività. Quindi si ha l’idea di stato che regola e che lascia agli altri le attività, anche

privati.

Dagli anni 80 la crescita del terzo settore ha portato un configurazione dei servizi del

welfare si tende verso il welfare mix. Vi è l’idea che il welfare sia andato verso un

welfare di partnership con altri soggetti di diversa natura, bensì enti privati. C’è l’idea che

per poter funzionare, il welfare e servizi, abbiano bisogno degli enti privati.

Esistono su varie scale istituzioni pubbliche che applicano le leggi riformulandole in base al

proprio territorio. Le istituzioni pubbliche non si accordano solo tra di oro ma anche con i

privati per erogare il miglior servizio possibile al minor costo possibile.

Ideal tipo della governance: governo che avviene tra istituzioni pubbliche e private, con

connessioni ispirate dalla gerarchia e anche dall’accordo, che lascia a ogni soggetto uno

spazio di manovra governance multilivello: istituzioni su varie scale. Questa logica ispira

alla programmazione sociale locale partecipata (piano di zona).

Il new public management 8fare il meglio spendendo meno) ha portato delle conseguenze

negative: stili di lavoro più rapidi, più pressanti, ispirati ad un modello analisi-trattamento-

risposta, asciando poco spazio all’ascolto e valutazione del caso.

18/03/2021

Reazioni che i social workers hanno avuto dalle ferite manageriali:

Resistenza: Occorre la collaborazione di altri, come colleghi del servizio o attori collettivi,

ad esempio le organizzazioni sociali di cui si fa parte. Per creare la resistenza verso

orientamenti che si ritengono aggressivi le organizzazioni professionali possono essere un

alleato importante. Un’attivazione resistente delle social worker si è osservata negli anni

della crisi dell’austerità, in cui si ha assistito a crisi finanziaria gestita in Europa da una

politica di austerità: invece di aumentare la spesa sociale si è reagito con un taglio delle

risorse per il welfare state, generando una situazione con più bisogni sociali ma meno

risorse. Questo ha interessato le social workers attraverso le organizzazioni di cui fanno

parte (di rilievo l’esempio spagnolo. Vedere il saggio del prof e mattutini).

- Resilienza critica: alternativa alla resistenza. Figura meno esplicita e oppositiva, in

cui si cerca un equilibrio alle regole che vengono imposte (si dice si) e quello che è

il senso profondo del mestiere dell’as (dire no), così da attenuare il portato negativo

delle disposizioni ricevute. Questa figura sa bene dentro il lavoro quotidiano dell’as,

negli escamotage che l’as si inventa per agire attivamente contro le disposizioni,

ma non in modo netto ed esplicito.

Gli as non sono vittime del sistema.

L. 83371878 “Istituzione del servizio Sanitario Nazionale” storia contemporanea della

legislazione sanitaria italiana. Mette in moto un processo di innovazione dei servizi.

Ovviamente già prima c’era una legge, ma questa porta innovazioni molto importanti. Ci

sono quattro tenenze, tra queste:

- Universalismo: creare un SSN universale, verso qualsiasi persona in qualsiasi situazione

di bisogno, a prescindere dai mezzi a sua disposizione o dalla categoria occupazionale o a

cui appartiene. Aperta a tutti. L’idea è quella che ogni persona in stato di bisogno deve

essere messa in condizione di poter usufruire i servizi di cui ha bisogno.

- Territorializzazione: l’organizzazione chiave del SSN sono le USL. Si riconosce a livello

locale un importanza cruciale. I servizi sanitari sono gestiti e programmati a livello locali da

organizzazioni dedicate, le USL enti strumentali dei comuni, hanno l’onere di

programmare ed erogare i servizi sanitari locali e sono sotto il controllo dei comuni ( ora

non è così, ma rima si ed è importante conoscerlo). Le Usl sono organismi strumentali dei

comuni. Ogni USL deve venir suddivisa in strumenti di base, secondo l’idea che un

organizzazione pubblica si avvicina al cittadini, più l’organizzazione pubblica si può mette

in condizione a fornire servizi efficaci all’utente. L’organizzazione specifica di ogni USL

deve seguire il piano regionale. Con questa legge viene introdotto un sistema è fatto a più

livelli. A livello nazionale gli enti devono redigere un piano sanitario nazionale, e

quest’ultimo deve essere coerente con il piano sanitario locale.

- Riconoscimento del terzo settore: la L. 833 riconosce esplicitamente il ruolo del terzo

settore, per il servizio sanitario pubblico. Il terzo settore pur avendo e conservando

autonomia e propria dignità, hanno un ruolo esplicitamente positivo per il sistema dei

servizi pubblici. è la prima volta che una legge statale riconosce il ruolo del terzo settore il

sistema pubblico.

Anni 80: la legge viene implementata. Ma ci sono dei problemi. Queta legge rappresentava

una grande vittoria per tutti, ma l’attuazione ha posto dei problemi:

- L’assegnazione dell’egemonia delle USL sui comuni: il controllo dei comuni sulle

USL. Si vede bene che le Usl vengono usate politicamente dalle forze politiche a

livello comunale e quindi port aa performance molto basse. I comuni, non sempre,

piazzano dentro le USL soggetti che non hanno competenze sanitarie e gestionali,

ma messe lì per motivi di allocazione politica e non porta dei buoni risultati per

l’erogazione dei servizi. Porta un connoto negativo.

- L’inefficacia dei meccanismi di coordinamento e controllo delle USL: vennero dati

alle USL molti oneri e onori, ma ciò che è mancato era un sistema di meccanismi di

controllo e coordinamento su quello che le Usl facevano. Le USL dimostravano una

larga autonomia, cosa positiva, però c’è un aspetto di vizio, cioè in assenza id

vincoli di spesa ben chiari ogni singola USL dispone l’assetto come gli pare creando

dei buchi di bilancio deficit spending, cioè spendere più di quello consentito.

- Inadempienze regionali: le regioni sono chiamate a definire il numero di USL dentro

la regione e approvare periodicamente il PSN. Viene fatto in modo eterogeneo, c’è

chi si muove velocemente e chi più lentamente. In assenza di PSR e l’Usl non

possono applicare il PSL al territorio e se lo fanno lo fanno senza linee guida. Le

regioni tendono a identificare e definire un numero molto elevato d USL secondo

una retorica positiva è perché vogliono servizi più vicini ai cittadini, da una retorica

negativa è che le Regioni volevano soddisfare l’opinione pubblica: più USL più

poltrone soddisfatte.

La L. 833 deve quindi essere modificata.

Un altro importante elemento ri

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Clamutt00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione del servizio sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Guidi Mattia.
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