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Organizzazione aziendale 2016-2017 Basaglia

Introduzione

1. L’organizzazione dell’azienda è l’insieme delle risorse e delle persone, con interessi differenti, che interagiscono al fine di contemperare i propri interessi.

L’organizzazione delle aziende impone il rispetto di tre condizioni: quella di efficacia, quella di efficienza (rapporti tra i mezzi impiegati e i risultati conseguiti) e quella di giustizia.

Caso: Telecom Italia

La Telecom Italia opera nel settore delle comunicazioni ed è un’azienda grande che impiega più di 50 mila dipendenti in Italia e più di 14 mila in Brasile. Ha un grado di complessità molto elevato.

L’organigramma: rappresentazione formale della macrostruttura organizzativa dell’azienda.

L’assetto organizzativo comprende il nome dell’amministratore delegato, ovvero del direttore d’impresa, e le unità organizzative che comprendono altri livelli: mediostruttura e micro-struttura.

La carriera ci dà informazioni aggiuntive (es. sui motivi per cui scegliere TIM).

TIM: marchio commerciale, Telecom Italia: ragione sociale.

La cultura organizzativa trova semplificazione sui valori su cui si fonda l’azienda.

I valori sono principi che guidano chi lavora all’interno dell’azienda. Nel sito vengono presentati tramite un video su YouTube.

Le politiche gestione sono, per esempio, i servizi offerti a supporto dei propri dipendenti per aiutarli nel bilanciamento della vita privata e del lavoro. L’individuo opera sia per gli interessi personali che per gli obiettivi dell’organizzazione.

Caso: Ferrari F1 perfection (video)

Il cambio delle gomme deve avvenire in una frazione di secondi. Cosa serve?

  • Individuazione chiara delle posizioni, dei ruoli dei singoli dipendenti
  • Standardizzazione delle competenze
  • Team di meccanici efficiente
  • Fabbisogni
  • Tante prove

Caso: Il trono di spade (La battaglia dei bastardi)

Pochi minuti di una battaglia epica con alle spalle una buona organizzazione:

  • 600 dipendenti+attori
  • 500 comparse allenate
  • 160 tonnellate di ghiaia
  • 70 cavalli veri addestrati a cadere
  • 25 giorni
  • 25 controfigure
  • Trasporto in Irlanda

Totale 10 milioni di dollari 1

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I tre casi mettono in evidenza la multidimensionalità dell’organizzazione aziendale che richiede un modello che sia in grado di coglierla. Il modello in questione è composto da 5 dimensioni principali e dalla dimensione trasversale del potere.

Le tre prospettive

L’insieme di questi tre esempi mette in evidenza gli aspetti che dobbiamo individuare quando le dimensioni dell’azienda sono molteplici. Esse possono essere legate alla struttura sociale, alla struttura fisica, alla tecnologia e ai valori della cultura.

Lo schema concettuale comprende sia soggetti interni che esterni all’azienda; a queste cinque dimensioni si aggiungerà quella del potere (sesta dimensione).

Questo schema viene visto da tre diverse prospettive teoriche differenti:

1) Ottica moderna: Le organizzazioni sono delle entità reali oggettive, che operano in un mondo reale; se sono ben progettate e gestite, esse sono dei sistemi di decisione e azione che si ispirano ai criteri della razionalità, dell’efficienza e dell’efficacia con degli obiettivi ben definiti.

Essa permette di avere leggi universali e le organizzazioni sono viste come delle entità oggettive che possono essere studiate in modo scientifico.

Quest’ultime possono essere misurate (dati, traduzione quantitativa). Questa visione è oggettiva e più positiva rispetto alle altre.

2) Ottica simbolica: Le organizzazioni sono continuamente costruite e ricostruite dai loro membri, attraverso delle interazioni mediate simbolicamente. Le organizzazioni sono delle realtà costruite socialmente, nelle quali i significati emergono dalla comprensione di sé e degli altri, all’interno dei contesti organizzativi.

Sono comunità di persone che attribuiscono un significato all’organizzazione. Questa è un’ottica soggettiva.

3) Ottica postmoderna/critica: Le organizzazioni sono siti in cui si sviluppano rapporti di potere e si manifestano fenomeni di oppressione, di irrazionalità, cattiva comunicazione o, in alternativa, arene di divertimento e ironia. Le organizzazioni sono dei testi prodotti dal linguaggio. È possibile riscriverli per emanciparci dalla follia umana e dalla degradazione.

È la più negativa, mette in evidenza le contraddizioni.

L’organizzazione aziendale è una disciplina che comprende aspetti legati alla sociologia (impatto dell’ambiente), economia e ingegneria (per disegnare la struttura organizzativa), psicologia sociale, psicologia (ruolo dell’individuo all’interno delle organizzazioni). 2

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La storia della teoria dell’organizzazione

Adam Smith (1723-1790) 1776

L’organizzazione aziendale come disciplina è nata da un insieme di teorie classiche che hanno introdotto i concetti sui quali si basa.

Il fondatore è Adam Smith, filosofo morale ed economista scozzese vissuto nella fine del ‘700 (inizio prima rivoluzione industriale). Il suo libro si intitola: Saggio sulla natura e sulle cause della ricchezza delle nazioni.

Giunge alla conclusione che la divisione del lavoro porta ad un incremento della produttività che porta ad un miglioramento dell’efficienza. Più è elevata la divisione del lavoro più aumenta la produttività e l’organizzazione diventa più efficiente.

Parte dall’analisi della manifattura degli spilli: per realizzare uno spillo potremmo individuare 18 operazioni distinte che possono essere svolte da 18 persone differenti o da un’unica persona. Smith dice che più dividiamo le operazioni tra un numero più elevato di persone, più il sistema produttivo diventa efficiente. Perché in qualche modo ciascun individuo che segue un certo numero di operazioni si specializza migliorando le sue abilità, sviluppa le sue competenze e risparmia tempo nel passare da un’operazione all’altra.

La divisione del lavoro deve essere di pari passo con la specializzazione dei compiti della forza lavoro e per fare questo è necessaria una differenziazione dei compiti in un processo produttivo e una specializzazione della forza lavoro. Dopo la divisione del lavoro bisogna coordinare. Si passa dall’artigiano all’operaio.

Karl Marx (prospettiva critica) (1818-1883) 1848

Di origine tedesca, scrisse le sue opere principali in Inghilterra durante la prima rivoluzione industriale. Marx dice che il fatto per cui le organizzazioni cominciano ad identificare sempre di più la divisione del lavoro, porta ad un aumento manageriale sempre più spinto perché c’è una continua ricerca dell’efficienza (che diventa senza fine).

E di fatto, nel momento in cui vogliamo recuperare produttività alla fine, secondo Marx tra i vari fattori che devono sottostare alla ricerca dell’efficienza c’è la forza lavoro. All’interno dell’organizzazione abbiamo due interessi in conflitto tra loro: l’interesse del capitale (>) e quello del lavoro. Questa relazione di potere è sbilanciata a favore del capitale che attraverso il controllo manageriale ha obiettivo di incrementare la produttività, efficienza e la remunerazione del capitale.

Il lavoratore diventa sempre di più un accessorio della macchina, in questo caso subentra l’alienazione, ovvero il distacco tra l’operaio (che non beneficia di ciò che produce) e l’attività svolta. In questo caso l’operaio perde competenze e professionalità, perché la divisione del lavoro banalizza il suo contenuto. La divisione del lavoro portata alle estreme conseguenze incrementa il controllo manageriale e aumenta l’alienazione dei lavoratori (conseguenze sociali negative). 3

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Caso: Martire del potere. Filippo II di Spagna ovvero: la scoperta della burocrazia

Il re lavora. Verso le otto di mattina, quando si sveglia, il segretario privato gli porta i primi documenti al letto. Filippo legge velocemente, scarabocchia correzioni, ordini, brevi commenti sul bordo delle carte. Alle nove e mezza il re si alza dal letto, viene rasato e vestito dagli alti cortigiani. Poi va a messa. Dopodiché fino alle dodici udienze.

Il re assume il pranzo in silenzio, seduto, mentre i cortigiani in piedi tacciono. Una breve pennichella, poi inizia il vero lavoro: ancora atti, lettere, memorandi in un flusso che non finisce mai. Giorni normali finiscono alle nove; in tempi di crisi il re si attarda sui documenti e gli atti fino a notte fonda.

Luogo di lavoro: l’Escorial, il palazzo completato dopo 21 anni di lavoro nel 1584. Filippo regnava sull’impero ereditato dal padre, l’imperatore Carlo V, un regno su cui il sole mai tramontava. Il padre, grande carismatico, che per tenere insieme il regno aveva viaggiato nove volte in Germania, sei volte in Spagna, quattro in Francia e due volte in Nord Africa e Inghilterra, e alla cui morte tutti avevano pianto.

Filippo non voleva diventare un imperatore viaggiante. I sudditi dovevano andare da lui, ma venivano filtrati dai suoi uffici. Filippo vuole liberarsi dal potere dei nobili e del clero, che riuniti in incontrollabili commissioni “diventano i veri signori del paese, stimati e temuti più del re”. Ecco a cosa gli serve la macchina burocratica con al centro lui nell’Escorial: a centralizzare il potere e “detronizzare” i nobili e il clero, a non delegare quello che poteva decidere lui solo!

E il potere dei nobili era elevato. Basta leggere il giuramento dei nobili aragonesi al re: “Noi, che non siamo peggiori di Voi, giuriamo nelle Vostre mani, Voi che non siete migliore di noi, che Vi riconosciamo come nostro re, se Voi siete disposto a rispettare le nostre libertà e i nostri diritti. Ma se non lo fate, allora no”.

La macchina burocratica serviva a Filippo anche a tenere insieme un impero immenso, un compito simile a quello attuale della globalizzazione dei mercati: l’impero spagnolo doveva mantenere la propria posizione di prima potenza mondiale, ma era costituito da elementi molto eterogenei, dalla arcaica costituzione spagnola alle moderne repubbliche cittadine in Italia.

Nei più di quarant’anni del suo regno Filippo costituisce pezzo dopo pezzo il suo sistema di governo, conosciuto come assolutismo. La detronizzazione strisciante dei nobili viene compensata con una serie di posti nell’amministrazione, nell’esercito e a corte. Grandi imprese e guerre le lascia però a figure carismatiche, chiamate appositamente dal di fuori della burocrazia, troppo statica per compiti come quello di sconfiggere i Turchi a Lepanto, o di governare i dinamici Paesi Bassi.

Che differenza esiste secondo Voi tra l’essere un nobile aragonese o un alto funzionario con un posto a corte, nell’amministrazione o nell’esercito?

Commento: Carlo V, figura carismatica, cerca di rompere i legami di sangue, la tradizione e cerca di creare una macchina burocratica che gli permetta di riprendere il controllo sull’impero tramite la distribuzione di compiti a chi ritiene più affidabili.

Distingue i cortigiani che tendono a perdere potere nell’impero e i funzionari diventano i tenutari del reale potere. Il rischio è di perdere il controllo della burocrazia.

Max Weber (1864-1920)

Pubblica due libri importanti in Germania: “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo” nel 1904 e “Economia e società” nel 1921, tramite i quali propone la teoria del potere e dell’autorità, dall’altra l’idea di burocrazia (potere legato agli uffici, spersonalizzazione).

Per Weber esiste una lotta per il potere nella società e nelle organizzazioni, chi la vince ottiene il dominio (dominazione) quando c’è un’elevata probabilità che certi comandi siano obbediti da un certo numero di persone o da un certo gruppo sociale. Affinché vi sia una dominazione possono esistere due basi fondamentali:

  • Base legittima: Autorità (obbedienza accettata dagli individui). Esistono tre possibili fonti di questa autorità:
    • Tradizione (es. riti dei nobili: giuramento al re, potere ereditario). Prevale l’appartenenza rispetto alla competenza.
    • Carisma: eccezionalità attribuita dai seguaci ad un individuo (muore con la morte della persona), es. morte di Steve Jobs.
    • Razionalità: insieme di regole e di leggi formali formulate in modo razionale che dovrebbero disciplinare le attività o rappresentare i suoi punti di riferimento.

Secondo Weber la burocrazia è la forma più pura di esercizio della razionalità. Quest’ultima si divide in razionalità formale (che si occupa dei mezzi) e in razionalità sostanziale (che riguarda l’individuazione dei fini).

L’individuazione dei mezzi deve sempre essere accompagnata dall’individuazione dei fini. La razionalità diventa rischiosa quando diventa un fine di per sé. Se si determinano solamente i mezzi trascurando i fini si rischia che la burocrazia diventi una “Gabbia di ferro”.

  • Base illegittima: Quando c’è un’obbedienza forzata (negativa).

La burocrazia è un antidoto al clientelismo, al nepotismo e all’abuso di potere, però tende ad autoalimentarsi cioè si muove senza raggiungere gli obiettivi per cui è stata creata (rischio).

L’obiettivo di Weber è quello di gestire il passaggio da una società agricola e feudale (tradizioni e carisma) ad una società industriale (burocrazia = razionalità). Bisogna trasferire il potere dalle persone agli uffici per poter gestire il passaggio direzionale della figura carismatica e quindi di proseguire anche dopo la sua morte.

Frederick Taylor (1856-1915) 1911

Ingegnere americano, ha un approccio più sistematico all’organizzazione. Scrive “L’organizzazione scientifica del lavoro (OSL)” nel 1911, seconda rivoluzione industriale.

Taylor sostiene che anche il management deve adottare un approccio scientifico basato sull’osservazione e sulla sperimentazione, misurazione quantitativa delle attività svolte che si basa su un’analisi minuziosa dei compiti svolti dalle persone (tasks). Per l’individuazione dei tempi e dei metodi, per incrementare la produttività e l’efficienza organizzativa, si utilizza il sistema di tempi-metodi. Adam Smith dava una formulazione generale. L’attività di progettazione e quella di produzione sono distinte e devono essere svolte da persone diverse.

Taylorismo: movimento che ha un’applicazione pratica molto importante detta Fordismo. Henry Ford sviluppa nel 1913 la catena di montaggio.

I tempi di realizzazione di una Ford T passano da 12h 30min, a 5h e 50min, a 93 min. Si ha una produzione di massa che sfocia nel consumo di massa; il lavoratore svolge due funzioni: da una parte è un soggetto lavoratore, dall’altra è un soggetto consumatore.

Aumenta la remunerazione degli operai Ford che contribuisce all’alimentazione del consumo; per permettere ciò è necessario che tutto il salario sia speso per l’acquisto di automobili Ford o di determinati beni, non di tutti. Nell’ottica Fordista c’è un forte controllo manageriale anche sulla vita privata degli operai che devono dedicare tutte le proprie energie al funzionamento della catena di montaggio; un servizio effettivo si occupa degli operai controllando la loro vita lavorativa e quella privata (proibizionismo alcolico). 5

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Conseguenze del taylorismo: netta divisione tra l’attività di esecuzione e quella di progettazione, ossia l’operaio doveva diminuire al minimo la necessità di pensare e doveva occuparsi solamente dell’esecuzione del proprio compito:

“L’operaio deve essere come il gorilla ammaestrato” Cit. Taylor

Ciò comporta un’accentuazione dell’alienazione.

Es. di Taylorismo: McDonald’s e Call Center (manuale di procedure a cui le persone devono attenersi).

Caso: Charlie Chaplin, Tempi moderni (Film)

Commento: Frame negativo;

  • Il management decide la velocità dei macchinari e quindi dell’esecuzione dell’attività di ciascun operaio.
  • Gestione dei tempi: obbligo di timbrare il cartellino quando si va e si rientra dalla pausa.
  • Controllo direzionale sugli operai e su tutto lo stabilimento per evitare tempi morti.
  • Tempi monitorati e misurati.
  • “Feeding machine for workers” proposta al direttore aziendale: operazione automatizzata per evitare attività superflue alle attività produttive e per il pranzo degli operai (ingegnerizzazione spinta).

Caso: La classe operaia va in paradiso (Film 1971)

Commento: Se l’operaio va sotto alla norma e ai tempi del cottimo, viene multato. Metafora dei bambini simile al Gorilla di Taylor (non si può fare di testa propria ma bisogna seguire lo script del management).

Elton Mayo

Psicologo industriale americano degli anni ’30. Insieme ad un team di ricercatori viene incaricato di condurre un esperimento in un’azienda: la Western Electric Company. Essi variano il livello di illuminazione del luogo di lavoro e notano che all’aumentare delle luci aumenta la produttività e che abbassando le luci continua ad aumentare la produttività e si raggiunge, in entrambi i casi, l’efficienza aziendale.

Il loro obiettivo è quello di capire quali sono i fattori fisici (procedure, macchinari) che incidono sul lavoro, ignorando quelli psicologici. I lavo

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maddylubrini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Basaglia Stefano.
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