ORGANIZZAZIONE AZIENDALE MIZZAU - 2020/2021 DIANA FEDERICO 16/02/21
Non esiste una definizione formale da Codice civile (come per l’azienda), le organizzazioni infatti sono
difficili da vedere, sono astratte ma se ne vedono gli effetti anche da come interagiamo con esse. Non
possiamo sapere tuttavia, da clienti, come funzionano dall’interno. Le organizzazioni sono reali nel senso
che si applicano a qualcosa di reale, che sia un’impresa, un’azienda, un’istituzione, un ente pubblico,
un’associazione o una fondazione. All’interno di un’organizzazione vi sono partecipanti e membri
(dipendenti e addetti). Per capire come funziona un’organizzazione bisogna utilizzare chiavi
interpretative→le organizzazioni possono avere forme manageriali o più vicine ai partecipanti etc.
un’organizzazione è uno strumento che le persone usano per coordinare le proprie azioni, con
Definizione:
l’obiettivo di ottenere output di valore (profitto, servizi erogati, migliorare condizioni sociali..)
Le organizzazioni sono entità:
Guidate da obbiettivi più o meno definiti, o comunque con un’idea di finalismo (molteplici, mutevoli o
• contestati)
Formate da persone (al di là dell’uso della tecnologia), le organizzazioni non possono prescindere
• dalle persone sebbene l’organizzazione non coincida con le persone che ne fanno parte in un
determinato momento, ma è in grado di funzionare anche con un ricambio del personale
Progettate come sistemi di attività strutturate e coordinate→c’è un’imposizione
• Aperte all’ambiente esterno→contingenze→vi è una struttura interna ma con uno scambio col
• proprio ambiente esterno, poichè per alcune risorse critiche ne dipendono, e incidono su di esso.
Può essere studiata a se stante le une dalle altre, ma ovviamente ci sono dei confini di
quest’organizzazione e che molto viene scambiato con l’esterno. Per es. i fornitori che forniscono
prodotti e servizi di cui ha bisogno il sistema sanitario.
Cosa significa organizzare? E’ l’azione, un processo, mentre l’organizzazione può essere considerato uno
strumento, che possiamo fotografare in un momento e descrivere.
Questa azione processo si manifesta :
Progettazione organizzativa (organization design)→l’insieme delle scelte riguardanti l’allocazione e
• la combinazione di risorse e attività organizzative; la progettazione organizzativa significa selezionare
degli aspetti della struttura e della cultura in modo che possa raggiungere determinati obbiettivi
(aspetti che possono essere tangibili e intangibili e che ci dicono qualcosa sull’organizzazione).
Essa aiuta i membri dell’organizzazione a guardare e a rispondere all’ambiente esterno in modi diversi
e spinge individui e gruppi a comportarsi in un certo modo.
Struttura organizzativa→il sistema formale di compiti e relazioni (microstruttura, più è definita, più
• funziona, attraverso per esempio la motivazione) di autorità (gerarchia) che regola le modalità di
coordinamento tra le persone e di utilizzo delle risorse per raggiungere gli obbiettivi organizzativi; in
base a dove sono collocate le persone avranno dei diritti di utilizzazione delle risorse, o di proprietà
Comportamento organizzativo (organizational behaviour)→lo studio del comportamento umano in
• contesti organizzativi, l'interfaccia tra il comportamento umano e l'organizzazione, e l'organizzazione
stessa nel caso dell’individuo, del gruppo, e di altre organizzazioni
Abbiamo l’ambiente estero; le esigenze economiche e sociali dell’impresa e dell’istituzione.
Le 3 unità sono: l’individuo con la sua personalità; egli interagisce all’interno di gruppi, un livello intermedio
tra individuo e organizzazione (ad es. tutti quelli che appartengono ad una certa funzione). Tutto questo
interagisce con la parte di organizzazione della struttura organizzativa (organigramma, struttura del lavoro,
livelli gerarchici..).
Tutto questo produce la “buona” organizzazione cioè preoccuparmi di qual è il risultato finale, di come tutto
ciò va ad influire sulla performance economico-finanziaria, o quella di sostenibilità sociale.. o il
raggiungimento dell’obiettivo.
->slide con esempi di buona e cattiva e organizzazione. 17/02/21
La disciplina organizzativa studia e suggerisce le modalità attraverso le quali gli attori organizzativi (persone
e gruppi di persone) allocano e miscelano, utilizzano risorse scarse (denaro e investimenti, energie e tempo,
competenze, impegno personale,…) per realizzare obiettivi di economicità e di soddisfazione personale.
Non è sempre definito se questi obiettivi sono condivisi da tutti i partecipanti; essendo organizzazioni
aziendali gli obiettivi sono principalmente di economicità ossia la sostenibilità economica e l’evitare lo
spreco di risorse. Le persone che partecipano all’organizzazione devono allo tempo tempo vivere bene
all’interno di essa.
I parametri di riferimento sono:
Efficienza: rapporto tra risultati prodotti e risorse impegnate
• Efficacia: rapporto tra risultati raggiunti e obiettivi; grado di raggiungimento degli obiettivi stessi che può
• prescindere da quante risorse sono state utilizzate per conseguire gli obiettivi
Equità: grado di giustizia con cui i margini economici e di crescita sono distribuiti tra coloro che
• cooperano, che riguarda per es. il rapporto tra sforzo profuso di ciascuna persona e ricompensa ricevuta,
anche in comparazione ai colleghi; quanto le persone vengono tenuto in conto.
Gli elementi costitutivi dell’impresa moderna, proposta da Chandler:
1. La specializzazione del lavoro: quanto più il lavoro è diviso, tanto più è maggiore l’economicità (divisione
del lavoro -> dimensione orizzontale -> scuola classica).
2. La gerarchia (relazione capo-subordinato): -> dimensione verticale
3. L’assetto manageriale (con specifiche competenze di gestione delle persone e delle relazioni), quindi
una competenza specifica dei manager, ossia dei dipendenti dell’organizzazione che hanno queste
competenze di gestione delle persone (come la supervisione di altri).
Scuola di pensiero classica
Taylorismo, organizzazione scientifica del lavoro, Fordismo
Uno dei primi approcci che entrano nella teoria organizzativa.
Video di Raiplay: vediamo questa evoluzione delle modalità di organizzazione del lavoro all’interno della fabbrica, da
modalità più casuali assegnate a modalità più pianificazione -> scomposizione dei diversi compiti nella maniera migliore
possibile, e la conseguente misurazione dei tempi e la ricerca di trovare la sequenza che minimizzi i tempi per essere
efficienti.
Gli ingegneri che effettuano questi scomposizioni, e l’analisi della sequenza migliore e i tempi ideali entro i quali stare, e
quindi la figura del caposquadra come operaio che sorveglia che gli operai non facciano altro che seguire quello che
l’ufficio programmazione ha programmato.
Poi tema della differenza di applicazione di possibili evoluzioni di questo approccio che può essere interpretato come
un qualcosa che favorisce un maggior sfruttamento della manodopera, ma non è necessariamente così, l’intento di
Taylor era una maggiore efficienza.
Infine, vediamo il tema della direzione di una maggiore partecipazione degli operai agli interessi e risultati della
produzione. Per abbattere questa barriera è richiesto agli operai un impegno maggiore (engagement) che richiede
anche maggiori ricompense.
Nel 1903 viene fondata la Ford, dove Henry dice che l’unico modo per sopravvivere è raggiungere una fetta più grande
di clienti. Crea un auto standardizzata modello T?, dove potevi anche scegliere il colore. Il lavoro era organizzato in
squadre di 10. 400 macchine al giorno non erano sufficienti per raggiugnere l’obiettivo.
Nel 1913 la Ford sperimenta un’innovazione: la catena di montaggio, che cambia la storia dell’automobile.
Rete complessa di carrelli e nastri trasportatori che fanno arrivare nelle postazioni i pezzi, gli operai non potevano
fermarsi. Molti lasciano il lavoro dopo poche settimane, ma la manodopera non mancava. La produzione aumentata e il
prezzo scendeva. Nel 1914 Ford aumenta il salario.
L’idea sembra essere venuta dalla macellazione dei bovini.
La “rivoluzione” dell’organizzazione scientifica del lavoro
Taylor era un ingegnere, il suo contributo non fu solo sul tema dell’efficienza ma anche nella direzione di
modificare il rapporto tra imprenditori e lavoratori con questo tema di non contrapposizione di interessi.
Come si possono raggiungere questi obiettivi? Attraverso un metodo scientifico che adatta la scientificità di
quello che si applica alla conoscenza scientifica, o lo sviluppo di prodotti, cercando di definire mansioni
specifiche analizzando le capacità dei singoli lavoratori, e quindi assegnando mansioni in base alle loro
capacità e premiando i più produttivi (generano motivazione!).
L’organizzazione del lavoro prima di Taylor, era disordinata rispetto all’organizzazione perfetta e ben
pianificata nei tempi e nei metodi di Taylor. Come funzionava:
-i metodi di lavoro erano personali
-mancava un sistema di regolazione o di organizzazione del lavoro che fosse omogeneo e trasparente, era
casuale e approssimativo
-arbitrio dei capireparto, c’era un principio di gerarchia, che agivano in base alle loro inclinazioni personali
-questo portava ad uno spreco di risorse
-fenomeno del soldiering, ossia un rallentamento sistematica intenzionale degli operai, un far finta di
lavorare, la cui causa poteva essere la pigrizia, o dovuto a questa generale disorganizzazione e l’arbitrio,
abusi..
-ignoranza dei datori di lavoro circa il tempo necessario per ciascun lavoro, ignoravano le info pratiche.
Vediamo i principi di questa applicazione del metodo scientifico all’org. del lavoro.
Viene affermato il primato assoluto dell’organizzazione su ogni componente sociale che vi lavora, quindi
non bisogna favorire qualcuno, ma di sviluppare un metodo che possa essere di beneficio per tutti
(lavoratori, dirigenti, proprietà).
I principi dell’organizzazione scientifica del lavoro :
Studio scientifico dei metodi di lavorazione
• Selezione e addestramento sistematico della manodopera
• “Intima e cordiale collaborazione” tra dirigenti e manodopera, in funzione della performance complessiva
• dell’organizzazione
Distribuzione del lavoro tra amministrazione e manodopera, qui si creano delle distinzioni di competenza e
• gerarchiche.
1 Studio scientifico dei metodi di lavorazione
Selezione di un gruppo di lavoratori abili, se il compito è pesante si selezionano persone con
• caratteristiche fisiche adatte.
Scomposizione e analisi dei singoli movimenti con cui veniva prodotto un determinato pezzo, in modo che
• qualora venivano visti movimenti inutili, o passaggi da correggere per risparmiare tempo e materiali
potevano essere corretti.
Correzione e eliminazione dei movimenti inutili
• Ricomposizione del lavoro in base al montaggio dei singoli movimenti risultati più razionali ed efficienti
• Fissazione dei tempi di lavorazione in base alla somma dei tempi registrati per i singoli movimenti. In
• questa fase si studio dei tempi ideali c’è la sperimentazione di qual è il miglior tempo entro il quale può
essere svolto un movimento da parte di un lavoratore abile.
A questo punto la tabella è pronta per essere trasferita ai capisquadra, che devono controllare che tutto
viene seguito nei tempi previsti. Questo è il lavoro di coloro che sono ingegneri, a un livello superiore degli
operai, che lavorano in un ufficio programmazione
2 Selezione e addestramento scientifico della manodopera
Secondo il principio di “one man, one job”, ossia il fatto che una persona si occupi sempre di un compito,
• diventando sempre più brava -> critica: noia, ripetizione attività
Training on the job: il fatto di poter insegnare a qualcuno a svolgere i movimenti nella sequenza e tempi
• corretti
3 Intima e cordiale collaborazione tra direzione e manodopera
Convincere gli operai uno alla volta: non trattare gli operai come una massa indistinta
• Aumentare la ricompensa economica
• Pagamenti a cottimo per superare i tempi di lavoro fissati dai cronometristi; per chi riesce a superare
• questi tempi si premiano con un bonus, paga variabile (secondo la quantità prodotta).
4 Distribuzione del lavoro tra amministrazione e manodopera
Invece di essere composta solo da operai, ci deve essere (secondo Taylor) un dirigente ogni 3 operai.
Perciò, dalla disorganizzare e dall’approssimazione delle fabbriche precedenti, si passa alla organizzazione
razionale attraverso l’applicazione di questi principi. La catena di montaggio è successiva all’idea di Taylor.
Critiche al Taylorismo
Rigidità, che da quindi poco spazio ad eventuali cambiamenti e innovazioni che si possono avere
• nell’organizzazione del lavoro.
Mancanza di innovazione
• Problemi motivazionali (a parte il denaro)
• Assenza della dimensione sociale (alienazione), il fatto che questa eccessiva specializzazione del lavoro, e
• concentrazione su poche mansioni. (soprattutto nella catena di montaggio, dove non si muovono
nemmeno)
Fordismo
Il usa e sfrutta i principi di Taylor aggiungendo qualcosa, e avendo come obiettivo la
massimizzazione della produttiva del lavoro, e la conseguente standardizzazione dei prodotti, cioè il fatto di
offrire un prodotto standard uguale per tutti, che massimizza l’attenzione all’efficenza.
Con Ford viene introdotta la catena di montaggio per cui gli operai non si devono muovere, quindi si
risparmiamo ancora di più i tempi di lavorazione.
La differenza principale tra Taylor e Ford è che il primo è un ingegnere focalizzato sui metodi di
organizzazione del lavoro, mentre il secondo è un imprenditore.
Standardizzazione del lavoro e supervisione diretta degli operai, dei movimenti del proprio posto all’interno
della catena di montaggio (disporre cose in modo tale che gli operai possano lavorare al meglio).
A livello di business è l’integrazione verticale per evitare incertezza dall’esterno, per produrre tutti i pezzi
che servono per produrre le auto in modo da non dipendere da altri fornitori.
Nel 1912 Taylor si lamenta che nessuno ha applicato interamente i suoi metodi.
Nel 1913 Ford fa partire la prima catena di montaggio, prendendo i principi di Taylor e portandoli
all’estremo.
Una critica mossa è quella dei ritmi di lavoro troppo elevati.
Ford influisce anche a livello di società con frasi in cui riconosce il debito intellettuale delle sue realizzazioni
a colore che hanno riflettuto su sti temi (anche Taylor).
Ford ambisce non solo a un qualcosa che riguarda le auto, ma alla generalizzazione di questi principi ad
altre industrie (tutte quelle manifatturiere), proponendo principi universali.
Recapitolando: la prima caratteristica dell’impresa moderna è la specializzazione del lavoro, organizzando
meglio il lavoro nella definizione dei compiti (e anche dei tempi) che vengono assegnati a persone
competenti che svolgono quel piccolo pezzo di lavoro.
Scuola di pensiero amministrativo-burocratica gerarchia,
Il secondo principio che Chandler sottolinea è la dove passiamo ad altri 2 pensatori.
Questa caratteristica riguarda la segmentazione, differenziazione verticale, e quindi la distinzione tra livelli
gerarchici. Henri Fayol,
Il primo contributo lo da un ingegnere, direttore di miniere, e ha come obiettivo una teoria
generale del management, che si occupa soprattutto delle competenze delle funzioni delle persone che
devono dirigere.
Sostiene che gestire significa conseguire l’efficacia e l’efficienza presidiando lo svolgimento, accanto alle
funzioni tecnica, commerciale, finanziaria…, anche della funzione direzionale, che ha proprie specificità.
La funzione direzionale consiste in: programmare, organizzare, comandare, coordinare (cooperare),
completare, controllare (qualità).
Fayol immagina che l’organizzazione abbia il suo capo al vertice e poi vi sia una divisione secondo un
criterio funzionale, ossia che le unità organizzative sotto la direzione siano differenziate le une dalle altre per
similarità delle capacità tecniche delle persone che le occupano.
Essa ha 2 caratteristiche fondamentali poiché è universale (ossia applicabile ad altri contesti) e diffusa!
Dovrebbe essere appresa e formalizzata attraverso il metodo scientifico, perchè porta a conseguenze
positive.
Fayol sviluppa 14 principi generali di direzione:
1. Divisione del lavoro, idea della specializzazione per aumentare efficienza e produttiva
2. Autorità e responsabilità, cioè l’influire sui comportamenti altrui ma con responsabilità
3. Disciplina, dove ogni dirigente deve esse ordinato
4. Unità di comando, dove la struttura è fatta in un modo tale per cui un determinato ordine viene dal
vertice, ed è solo quell’unità che ha il potere di dare ordini; ci deve essere chiarezza nel chi è
responsabile di una attività, nel chi risponde a chi.
5. Unità di direzione, rappresenta la proprietà, fa l’interesse generale
6. Subordinazione degli interessi particolari dell’interesse generale, idea dove tutti i partecipanti hanno
interesse nell’organizzazione che raggiunga obiettivi
7. Retribuzione del personale, leva fondamentale
8. Centralizzazione, che riguarda le decisioni, significa che esse vanno prese al vertice, sono concentrate
in un punto dell’organizzazione; in quante mani è concentrata la capacità decisionale.
9. Gerarchia, c’è una determinata visione in livelli gerarchici, ciascuno
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