Appunti di museologia
Definizione di museo e tipologie
Il museo prende nome dalle Muse, figlie di Zeus e della Memoria. Esso è un’istituzione permanente, in quanto deve conservare per le generazioni future il patrimonio culturale, e dunque non è pensabile che un museo possa essere provvisorio o avere una data di scadenza. Non deve avere fini di lucro, e quindi le attività museali non devono seguire la logica del profitto di mercato, e le proprie entrate devono essere sempre finalizzate alle attività istituzionali perseguite dal museo. Il museo deve essere al servizio della società, quindi gli scopi che persegue devono essere universali e deve essere aperto al pubblico.
Il museo è un'istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e dello sviluppo, aperto al pubblico, che compie ricerche sulle testimonianze materiali dell'uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, di educazione e di diletto. (ICOM statuto articolo 2).
ICOM International Council of Museum. È un’organizzazione internazionale non governativa dei musei e dei professionisti museali, e serve a preservare, assicurare la continuità e comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale. Ha sede presso l’UNESCO e fu fondata nel 1992.
L’ICOM elenca cinque finalità per i musei:
- Acquisizione: un museo deve costantemente ampliare le proprie collezioni;
- Conservazione: il museo deve garantire la conservazione più adeguata ed idonea del patrimonio posseduto;
- Ricerca: un museo non deve limitarsi a conservare, ma deve anche studiare il patrimonio posseduto;
- Comunicazione: un museo deve sempre diffondere la conoscenza del patrimonio posseduto, attraverso tutti gli opportuni strumenti di comunicazione scientifica e di massa (stampa, multimedialità, convegni, ecc.);
- Esposizione: un museo deve esporre il proprio patrimonio, così da consentire a tutti la visione diretta delle opere possedute.
Oltre all’ICOM, vi sono altre associazioni che si occupano della tutela dei beni patrimoniali:
- L’AMACI: associazione musei d’arte contemporanea italiani.
- L’ANMLI: nata nel 50' ed è l’associazione nazionale dei musei locali e istituzionali italiani e ha il fine di tutelare il patrimonio artistico, naturale e storico di proprietà degli enti locali e istituzionali.
- L’ANMS: nata nel 72' e rappresenta i musei, orti botanici, giardini zoologici, acquari e centri di interesse scientifico.
- L’AMEI: nata nel 96' e si occupa della conservazione dei musei religiosi italiani. Queste associazioni hanno approvato recentemente (2005) un documento chiamato carta nazionale delle professioni museali, per ribadire l’importanza di tali professioni.
Esiste un documento UNESCO che classifica i musei in 11 classi:
- Musei d’arte;
- Musei territoriali;
- Musei di storia e archeologia;
- Musei generali (collezioni miste);
- Musei di storia e scienze naturali;
- Altri musei;
- Musei della scienza e della tecnica;
- Monumenti storici e aree archeologiche;
- Musei di etnografia e antropologia;
- Giardini zoologici/orti botanici/acquari/riserve naturali;
- Musei specializzati.
Il museologo Henri Riviere distinse invece i musei in 4 gruppi:
- Musei d’arte;
- Musei delle scienze dell’uomo;
- Musei delle scienze della natura;
- Musei delle scienze e delle tecniche.
Nel passato il museo era il luogo dove l'oggetto era esposto al pubblico in modo piatto, asettico, con il risultato di allontanare i visitatori curiosi ed attirare solamente gli specialisti. Oggi si tende ad attirare maggiormente il pubblico e fare in modo che il museo svolga non solo opera di conservazione, ma soprattutto opera di diffusione culturale e divulgazione scientifica.
La nuova definizione di museo
La nuova definizione di museo, fornita dal codice dei beni culturali e del paesaggio, ha individuato una nuova concezione di museo come servizio pubblico, basato sull’equilibrio di due elementi: qualità della conservazione delle collezioni e qualità dei servizi erogati al pubblico. La Carta della qualità dei servizi risponde all’esigenza di fissare principi e regole nel rapporto tra le amministrazioni che erogano servizi e i cittadini che ne usufruiscono. Essa rappresenta uno strumento di comunicazione e di informazione che permette ai cittadini di conoscere i servizi offerti, le modalità e gli standard promessi, di verificare che gli impegni assunti siano rispettati, di esprimere le proprie valutazioni anche attraverso forme di reclamo.
Si basa su dei “principi fondamentali” che sono:
- Uguaglianza e imparzialità: I servizi garantiscono un uguale trattamento a tutti i cittadini, senza distinzione di nazionalità, sesso, lingua, religione, opinione politica;
- Continuità: l’istituto garantisce continuità e regolarità nell’erogazione dei servizi. In caso di difficoltà e impedimenti si impegna ad avvisare gli utenti e ad adottare tutti i provvedimenti necessari per ridurre al minimo i disagi;
- Partecipazione: l’istituto promuove l’informazione sulle attività svolte e, nell’operare le scelte di gestione, tiene conto delle esigenze manifestate e dei suggerimenti formulati dagli utenti;
- Efficienza ed efficacia: il direttore e lo staff dell’istituto perseguono l’obiettivo del continuo miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio, adottando le soluzioni tecnologiche, organizzative e procedurali più funzionali allo scopo.
Il D.M. 10 Maggio 2001
Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei: è il documento con valore di atto di indirizzo, valido per tutti i musei italiani, che riconosce al museo lo status di istituto. È anche strumento di valutazione della qualità degli stessi. Vi sono due obblighi:
- Il museo deve avere uno statuto o un regolamento;
- Ci deve essere un responsabile delle collezioni e attività.
I soggetti che si occupano dei musei italiani sono gli enti pubblici (stato, regioni), gli enti ecclesiastici (diocesi) e i privati (associazioni culturali).
- I musei pubblici: sono quelli per i quali l’ente pubblico manifesta titolarità sulla proprietà delle collezioni e la gestione del patrimonio. La natura pubblica del museo non va confusa con la proprietà della sede che può essere privata;
- I musei statali: non hanno personalità giuridica quindi non redigono statuti o regolamenti, essi sono organi del ministero dei beni culturali;
- I musei degli enti locali: sottostanno agli statuti e regolamenti degli enti cui appartengono, quindi prevedono una grande responsabilità delle regioni (metà dei musei italiani sono così). La maggior parte dei musei italiani sono civici, sorti di conseguenza alla soppressione degli enti ecclesiastici e all’acquisizione dei loro beni con lo scopo di accumulare testimonianze archeologiche del territorio e comunità;
- I musei ecclesiastici: fanno riferimento ai beni di proprietà ecclesiastica che sono conservati negli edifici di culto o in musei diocesani, parrocchiali, o semplici raccolte di arte sacra;
- I musei universitari: ospitano strumenti scientifici, reperti fossili, collezioni naturalistiche o etnoantropologiche;
- Musei privati: possono essere assoggettati a visita del pubblico solo in caso di eccezionale interesse delle collezioni.
Nell’ambito dello studio dei musei distingu
- Museologia: è quella disciplina che si occupa dei progetti di cambiamento e innovazione dei musei partendo dalla conoscenza approfondita della loro origine. È una scienza sociale che, in unione con un substrato di conoscenze specialistiche (umanistiche/scientifiche), si occupa di individuare obiettivi, vincoli e potenzialità comunicative dell'allestimento e del patrimonio museale;
- Museografia: è quella disciplina che studia gli allestimenti dei musei. Si occupa di come collocare le opere, per meglio conservarle e osservarle, della successione delle sale, dei percorsi ecc. Si occupa inoltre di tutti quegli aspetti tecnici (dalla illuminazione alla climatizzazione) che servono a ottimizzare la conservazione delle opere. È una scienza nata nel XVIII secolo con Neickel; egli intendeva per museografia una descrizione di musei, gallerie, gabinetti e degli oggetti contenuti suddivisi in naturalia e artificialia;
- Museotecnica: è un termine ancora ambiguo e che molti usano come sinonimo di museografia o allestimento. È quella branchia che si occupa degli aspetti più pratici per garantire il funzionamento di un museo, quali la gestione del personale, gli aspetti amministrativi, la gestione dei diritti economici, i rapporti con le istituzioni pubbliche e private, e così via.
Il progetto museologico
Linee guida nell’elaborazione museologica:
- Fase concettuale e di verifica ambientale: fin dall'inizio il progetto deve essere confrontato e messo in relazione con gli spazi disponibili. Adeguamento del progetto delle risorse finanziarie e pianificazione dell'intervento delle sponsorizzazioni;
- Fase di sviluppo progettuale: include il progetto museografico (macroallestimento: individuazione e predisposizione della sede del museo, che può essere nuova o un edificio già realizzato e riadattato), i dettagli dell’esposizione (microallestimento: tutto ciò che riguarda la disposizione interna alle vetrine, i mezzi di trasporto e la segnaletica di orientamento, informativa e didattica;
- Fase funzionale: l'esposizione è aperta al pubblico, si attivano monitoraggi sui visitatori in merito agli effetti percettivi;
- Fase valutativa: si valutano gli effetti sui visitatori e sul territorio.
Nella progettazione bisogna tener presente dell'ubicazione della città (fruibilità del museo: possibilità di essere raggiunto facilmente, disponibilità di posti auto, accesso ecc..), dei percorsi espositivi e dei servizi complementari. Infatti, già sul piano urbanistico, il museo deve annunciarsi, prima di essere visibile, con segnali che derivano dalla corrente simbologica internazionale: se occupa spazi pubblici deve coordinarsi con la segnaletica adottata nella città in cui si trova; in altri spazi può offrire, a fini promozionali, una segnaletica specifica (nome, luogo, immagine, sede, raccolte, ecc..). La mancanza di spazi sufficienti ad illustrare l'aumento dei servizi offerti dal museo spesso causa confusione è una vera e propria stratificazione dei messaggi. Occorre prevedere spazi per parcheggi, che non ostacolino l'accesso ai visitatori.
Nella progettazione di un museo è consigliabile creare una varietà di percorsi espositivi, dotati di autonomia ma connessi tra loro, per tener conto della varietà del pubblico dei visitatori. L'organizzazione degli spazi espositivi deve favorire la visita, non ostacolarla. I percorsi museali possono essere:
- Percorsi unidirezionali: usato nei musei storico-artistici, presenta pannelli centrali che danno la possibilità di essere aggirati a destra/sinistra. Spesso il visitatore dimentica di guardare le opere sulla parete opposta a quella della prima scelta di direzione effettuata;
- Percorsi unidirezionali sdoppiati: tragitti con scorrimento veloce e percorso di visita parzialmente libero. Permette di scegliere sale o le sezioni senza risolvere l’unidirezionalità del percorso.
Nei musei i percorsi più diffusi sono:
- Percorsi arteriali: i più facili da allestire ma creano affollamento perché obbligano a seguire la direzione;
- Percorsi a pettine: ancora svantaggio dell’affollamento, non consigliati per le esposizioni che seguono un ordine storico, scientifico o sequenziale;
- Percorsi a stella o radiali: sono molto chiari, il visitatore sceglie il cammino, approccio costruttivista sulla costruzione della conoscenza;
- Percorsi a sbocchi: assoluta libertà di movimento.
Lo spazio esterno può essere utilizzato per presentare le attività del museo mediante un'organizzazione opportuna o l’utilizzo di oggetti e strutture architettoniche legate al museo stesso. L'atrio deve prevedere diversi servizi necessari al funzionamento del museo: biglietteria, guardaroba, banco informazioni, presentazione del contenuto del museo, boutique, smistamento dei percorsi, accesso alle varie zone.
Oltre alle spedizioni vere e proprie, in un museo e ben prevedere:
- Sale per conferenze, dibattiti, incontri ecc…;
- Sale da proiezione;
- Spazi per la sosta e ristoro;
- Spazi per bambini;
- Spazi aperti, verde, ecc…;
- Biblioteca, mediateca.
Allestimento
Degli allestimenti dei musei si occupa in genere la museografia. Tuttavia alcuni aspetti degli allestimenti riguardano scelte non solo tecniche, ma di natura più propriamente culturale, che coinvolgono anche la museologia. Nella prassi museale, si sono strutturate tre tipologie fondamentali di allestimento:
- Il museo delle meraviglie: è quello che tende a colpire l’osservatore con allestimenti molto scenografici, soprattutto usando luci molto suggestive o percorsi fuori dall’ordinario. Spesso questo tipo di allestimento viene usato per valorizzare una singola opera o uno specifico gruppo di opere. Deriva dalla Wunderkammer ed è molto diffusa nelle pinacoteche e nelle collezioni contenenti oggetti di varia natura;
- Il museo razionale: è quello più diffuso, soprattutto nei musei scientifici, e tende a collocare i pezzi da esporre secondo precise categorie logiche;
- Il museo evocativo: è allestito secondo la logica di ricreare ambienti il più possibile fedeli al contesto originario in cui erano inserite le opere da esporre. È diffuso nei musei archeologici e storici, in quanto punta ad evocare momenti storici e personaggi che hanno avuto impatti nella società.
Il museo, dunque, ci permette di oltrepassare l’ambito dell’esperienza sensibile immediata attraverso i suoi oggetti che non sono mai anonimi: a differenza delle cose, questi oggetti portatori di significato, o semiofori, hanno la prerogativa di mettere in comunicazione il visibile con l’invisibile, ossia con eventi o persone lontani nello spazio o nel tempo, se non addirittura con esseri situati al di fuori di entrambi (morti, antenati, divinità).
Gli elementi tipici dell’allestimento sono:
- Pannelli e divisori: psicologicamente, una sala di grandi dimensioni genera un rifiuto, così si ricorre ai pannelli. Presentare un oggetto nello spazio vuoto rafforza il vincolo tra oggetto e persona ma spesso è un impatto troppo diretto e può dare disagio, come nell'accumulazione, dove sono present
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