Scienze e Tecnologie Alimentari - UniMi
Appunti di lezioni di:
Microbiologia
Industriale
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 01
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE - lezione 01
Le BIOTECNOLOGIE CLASSICHE hanno radici antichissime. I latti fermentati hanno tradizioni
lunghissime. Il settore alimentare è uno dei campi di applicazione più vasto e più remoto.
Elaborazione spontanea di materie prime alimentari da parte di microrganismi ambientali.
Fermentazione del succo d'uva, produzione di aceto, tipi di latte fermentato (yogurt e Kefyr),
produzione di formaggi, fermentazione di ortaggi (crauti)
La microbiologia è più recente e nasce con l’invenzione del microscopio.
Identificazione dei responsabili dei processi (→ microbiologia)
Le conoscenze acquisite hanno convertito le biotecnologie classiche da tecnologie sfruttate
passivamente a sistemi di trasformazione pilotati e controllati.
La moderna MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE deriva dall'applicazione di agenti microbici
selezionati per specifiche esigenze di processo.
L’evoluzione dello stiudio dei microrganismi
- Egizi (4000 a.C.): primi esperimenti sulla lievitazione
- Produzione di lievito da pane (1781): prodotto che derivava dall’industria della birra. Ma
contenendo luppolo, dava un gustro amaro al pane. perciò si sono scelte un gruppo di cellule
specifiche per il pane.
- Produzione di acido lattico (1881): acidulante. Viene venduto acido lattico da microrganismi.
- Scoperta della penicillina (Fleming, 1928-29): Fleming studiò gli streptococchi tramite una
piastra che presentava una muffa. Attorno alla muffa nota che non è presente neanche una
colonia di streptococco. (Penicillium). Nascita antibiotico.
Molti MO patogeni hanno sviluppato dei meccanismi di resistenza verso antibiotici che già
conosciamo. quindi si ha uno sfruttamento di MO su larga scala.
- Nascita tecnologia DNA Ricombinante (1972-73): Cohen - Boyer e Rosalind Franklin
BIOTECNOLOGIA
Biotecnologie Microbiche —> trovano applicazione nella microbiologia Industriale
Biotecnologia in senso stretto: attività relativa alla biologia molecolare.
Biotecnologia in senso lato: Operazioni di Biologia applicata a diversi settori.
La Biotecnologia si configura come: l’applicazione deliberata e controllata di agenti biologici
semplici cellule microbiche, vegetali, animali, vive o morte, o componenti cellulari in operazioni
tecnologiche utili, per la produzione sia di BENI che di SERVIZI.
BENI:
- biomasse microbiche per nutrizione animale e umana
- commodities chimiche (acido citrico, acido glutammico, alcuni aminoacidi)
- specialità (antibiotici, vitamine) (ES: integratori)
- starters, enzimi (agenti chiave della moderna tecnologia alimentare) (ES: per produzione di
latti fermentati - detergenti biodegradabili.)
- probiotici e vaccini (MO che se ingerito è in grado di arrivare fino all’intestino per colonizzare
l’intestino e ristabilire la flora batterica o comunque svolgere funzione di equilibrio e
benessere dell’uomo.)
- inoculanti del suolo (azoto fissatori) e delle piante (lotta biologica)
SERVIZI:
- trattamento di rifiuti liquidi e solidi (inquinanti delle falde acquifere - depurazione delle acque
per ridurre le concentrazioni di inquinanti) 1
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 01
- valorizzazione di residui agro - industriali (il settore agricolo ha degli scarti che possono
essere arrivare a 50% di ciò che raccolgono. Si cerca quindi di valorizzarli con dei
microrganismi che riescono a sviluppare metano dai residui agro-alimentare.)
- diagnostica mirata (anticorpi monoclonali) e terapia mirata (anticorpi monoclonali come
carriers di farmaci) . ()ES: composti con attività anti-tumorale)
Connessioni tra discipline scientifiche e tecnologiche nella messa a punto di un processo
biotecnologico.
FERMENTAZIONE
Definizione storica: Processo microbico di trasformazione di zucchero in etanolo e anidride
carbonica
Definizione in senso stretto: Vere fermentazioni (anaerobie) - lattica, propionica, butirrica ….
Definizione in senso lato: Processo che utilizza un microrganismo (indipendentemente dalle
condizioni, sia in aerobiosi sia in anaerobiosi)
Fermentazioni tradizionali: Processi di produzione di lievito da pane, birra e vino (bevande
alcoliche in generale), aceto, prodotti del settore lattiero-caseario
Fermentazioni moderne: Sviluppate dal 1945. con bioreattore controllato e uso consapevole di
MO.
EQUAZIONE IN FORMA SEMPLIFICATA DI UN PROCESSO BIOTECNOLOGICO
cellule - metaboliti primari -
metaboliti secondari - enzimi -
prodotti di biotrasformazione
ingegneria di processo
S + X ————> P
Substrato Cellule microbiche Fermentazione prodotto
+ recupero
Microrganismo
Fermentazioni tradizionali
Allestite (e in alcuni casi lo sono tuttora) impiegando una popolazione mista presente nelle
materie prime o in ambienti particolari (ad. es. alimenti fermentati e bevande alcoliche)
Sviluppo di processi su larga scala
Impiego di colture pure a seguito dell’individuazione e isolamento dei responsabili dei processi
microbiologici (circa 120 anni fa)
Ceppi ottenuti con una procedure di isolamento a partire da habitat naturale
Ingegneria genetica
Messa a punto processi che prevedono l’impiego di microrganismi ricombinanti
Microrganismi GRAS
Ceppi Generally Recognized As Safe (FDA) ad es. per l’ottenimento di prodotti ad uso
alimentare)
Collezioni ufficiali
Istituzioni che costituiscono un punto di riferimento. Fonti di microrganismi di interesse passato,
presente e futuro Compito istituzionale: mantenere i ceppi esistenti raccoglierne dei nuovi
distribuire su richiesta colture pure (possono anche fungere da riferimento – ceppi type). 2
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 01
Substrato
Scelta. Ruolo fondamentale nello sviluppo di un processo fermentativo in funzione del tipo del
microrganismo e del prodotto
Economicità. Dall’accoppiata microrganismo-substrato dipende l’economicità dell’intero
processo . Il costo può essere anche normato dalla scelta che si attua nelle scelte alimentari.
Forma grezza. I substrati impiegati su larga scala sono materie prime grezze, costituite da residui
agro-industriali o surplus agricoli.
Fattori da considerare nella scelta del substrato:
Costo e disponibilità - Facilità di trasporto e stoccaggio (conservazione di prodotti che magari
non sono sempre disponibili ES: frutta non di stagione) - Sterilizzabile (fonzamentale per
eliminare tutti i MO presenti in un terreno colturale) - Ininfluente nei riflessi delle variabili di
fermentazione (aerazione, agitazione e controllo della schiuma) - Ottenimento di alte rese di
conversione e fermentazione - Minima formazione di prodotti secondari - Assenza di problemi
di tipo igienico-sanitario (tossicità) o di sicurezza (infiammabile, esplosivo).
Prodotto
Produzione. Lo sviluppo di un processo fermentativo dipende dalle conoscenze scientifiche,
associate alle richieste del mercato
Economicità. Influenzata dalla resa associata alla procedura di isolamento e purificazione, in
relazione al valore del prodotto.
Ruolo dei singoli metaboliti nei confronti della cellula
Metaboliti primari. Essenziali per la vita e la riproduzione della cellula
Metaboliti secondari. Non essenziali per lo sviluppo e la riproduzione della cellula 3
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 02
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE - lezione 02
I prodotti
- Del metabolismo primario: Essenziali per la vita e la riproduzione della cellula. Il MO li
sviluppa in fase di crescita.
- Del metabolismo secondario: Non essenziali per lo sviluppo e la riproduzione della cellula. Il
MO li sviluppa in fase stazionaria.
Biomasse microbiche
In funzione del contenuto
Impiego integrale funghi superiori commestibili
• biomasse per dietetica
• alghe
• biomasse proteiche per mangimistica
•
Impiego per estrazione lisati di lieviti
• estratti proteico-vitaminici
• lipidi
• enzimi
• RNA e derivati
•
in caso di biomassa, si scarica il fermentatore quando si è in fase crescente (prima della fase
stazionaria.)
In funzione dell’attività
Substrati o ambienti complessi lievito per panificazione
• starters
• fermenti lattici
• colture azotofissatrici
• colture insetticide
• vaccini
• colture per fanghi attivi
•
Molecole particolari biomasse impiegabili in biotrasformazioni
•
Metaboliti primari
ES: alcoli (etanolo) polialcoli (glicerolo, mannitolo ....) carboidrati vitamine nucleotidi ed
• • • • •
acidi nucleici lipidi proteine acidi organici (lattico, butirrico, propionico, acetico, citrico,
• • •
fumarico .....) amminoacidi e loro intermedi (acido glutammico, lisina ....)
•
- Metaboliti di degradazione isolabili, prodotti finali o intermedi del metabolismo
energetico (fermentativo od ossidativo)
- Riversati nel terreno colturale, ove si accumulano e da cui vengono estratti
- Derivano dalla degradazione del substrato fonte di carbonio ed energia (ad es. un
carboidrato) presente in elevata concentrazione.
Metaboliti secondari
- Classe conosciuta anche come prodotti di biosintesi
- Possono avere un ruolo metabolico definito (o comunque individuabile) Talvolta il ruolo è
secondario o non precisabile
- Esistono punti di interconnessione tra metabolismo primario e secondario 1
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 02
—> I metaboliti secondari vengono generalmente prodotti a partire dai metaboliti primari o loro
intermedi, che fungono quindi da precursori
- Metaboliti di particolare importanza nell’ambito della microbiologia industriale
- Sono stati oggetto di sviluppo di numerosi processi su larga scala
Prodotti complessi
Entrano in larga misura nel settore alimentare
=
Prodotti non isolabili costituiti dall’insieme del substrato trasformato contenente gli stessi
microrganismi responsabili della modificazione.
ES: Preparazioni alimentari (bevande alcoliche • aceto • tipi di latte fermentato • prodotti caseari
• cibi orientali fermentati) - Conservazioni alimentari (• vegetali fermentati (crauti, olive ....)
• foraggi insilati • stagionatura di carni insaccate) - Lavorazioni diverse (• macerazione di fibre
tessili (canapa, lino, juta) • trattamento di rifiuti liquidi e solidi)
Prodotti da DNA ricombinante
Di difficile classificazione in relazione alla eterogeneità
ES: generi di batteri - funghi unicellulari (lieviti) - funghi filamentosi (muffe e funghi a carpoforo)
- alghe 2
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 03
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE - lezione 03
!!!!!
Resa di conversione (Y) = Quanto più elevato è il valore della resa di conversione, tanto
maggiore è la quota di substrato convertito in prodotto.
È un numero adimensionale che va da 0 a 1.
Questo indica l’efficienza
Y = prodotto formato [g] / substrato consumato [g]
Per le Biomasse Microbiche
Min ( = 0) —> prodotto formato = 0
max ( = 1) —> prodotto formato = substrato consumato. Substrati in stato ridotto (ad es.
n-paraffine) può raggiungere il valore 1.
Solitamente Y è circa 0.5 per le biomasse microbiche carboidratici. Su 100g di substrato,
si hanno 50g di prodotto formato.
Per prodotti complessi
non è possibile determinarla
Resa di fermentazione = Esprime i grammi di prodotto (espressi generalmente in peso
secco), per litro di brodocoltura.
Esprime i grammi di prodotto che ottengo per ogni litro di coltura.
Questo è maggiormente sull’ambito impiantistico.
Per le Biomasse Microbiche
Per le biomasse, è intorno a (20 - 40) g L -1
il massimo si raggiunge con 60 gL per il processo industriale di produzione di lievito
-1
per panificazione (Saccharomyces cerevisiae).
Resa di fermentazione = g L -1
Per prodotti complessi
non è possibile determinarla
!!!!!
COMPOSIZIONE DEI TERRENI COLTURALI
Il terreno colturale deve fornire al microrganismo tutte le sostanze nutritive necessarie:
alla crescita - alla produzione di energia - alla biosintesi dei metaboliti desiderati
Il terreno colturale deve contenere (nutriliti): fonti di carbonio - fonti di azoto - sali
inorganici - vitamine o altri fattori di crescita - eventuali precursori.
!!!!!
I terreni colturali possono essere suddivisi in:
Terreni sintetici
- costituiti da materie prime chimicamente pure
- impiegati generalmente a livello di laboratorio
- di più facile standardizzazione qualitativa e quantitativa
- in genere forniscono crescita microbica e produzione di metaboliti limitate 1
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 03
⇨ non utilizzati in ambienti di grandi produzioni industriali, non si utilizzano in aziende
alimentari
Terreni complessi
- contenenti materie prime grezze
- utilizzati su larga scala
- limitata standardizzazione qualitativa e quantitativa
- più economici rispetto a quelli sintetici
- in genere forniscono crescita microbica e produzione di metaboliti elevate
⇨ utilizzati in ambienti di grandi produzioni industriali, si utilizzano in aziende alimentari.
Nei terreni sintetici, non si forma la schiuma durante i processi fermentativi mentre è
generalemnte presente nei terreni complessi.
Ottimizzazione di un terreno colturale
nella messa a punto di un terreno colturale per un processo industriale
a. considerazioni legate al metabolismo microbico
1. massima resa di conversione Prodotto/Substrato
2. massima resa di fermentazione (g L )
-1
3. massima velocità di formazione del prodotto
4. minima formazione di prodotti secondari indesiderati
b. rifornimento costante nel tempo delle materie prime
c. standardizzazione delle materie prime
d. inconvenienti tecnologici legati alle materie prime (aerazione, agitazione - schiuma;
estrazione e purificazione prodotto.....)
e. costi 2
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 03
Composizione dei terreni colturali
!!!!! Fonti di carbonio
Classificazione in base alla fonte —> Le fonti di carbonio possono essere classificate in
Fonti rinnovabili (di origine naturale)
• La CO2 è la più semplice, rinnovabile e disponibile fonte di carbonio
Fonti non rinnovabili (di origine petrolchimica)
• Alcoli a corta catena (alcani)
Classificazione in base alla composizione —>
1. Fonti carboidratiche
- In forma pura
monosaccaridi: prevalentemente glucosio (come sciroppo da idrolizzati di
amido)
disaccaridi: saccarosio e lattosio
oligosaccaridi: maltodestrine, intermedi di degradazione dell'amido
polisaccaridi: amido, generalmente da mais (altre fonti patata, avena ...) e
cellulosa
- In forma grezza
melasso (di barbabietola, di canna)
corn molasse
liscivio solfitico
orzo maltizzato
siero di latte
residui cellulosici
2. Fonti non carboidratiche
1. Fonti carboidratiche in forma grezza:
Melasso ORIGINE CARATTERISTICHE
Barbabietola
contiene circa il 50% di saccarosio; ricco di
Residuo del processo di cristallizzazione fattori di
del saccarosio crescita [tiamina, riboflavina, ac. folico....].
Canna
contiene 30% saccarosio e 20-30 % zucchero
invertito più elevato contenuto biotina
High test molasse contiene 70% zucchero
Da sciroppo di canna invertito
Corn molasse o hydrol contiene 60%
Residuo del processo da mais zuccheri, limitato contenuto proteico, alta
concentrazione salina. 3
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 03
Sottoprodotto dell'industria saccarifera
! Residuo dalla cristallizzazione del saccarosio
! Ottenibile dalla lavorazione - della barbabietola (Beta vulgaris), soprattutto in Europa
!
- della canna da zucchero (Saccharum officinarum) in alcuni paesi dell’America centrale
e meridionale, dove si hanno climi temperati.
Prodotti vegetali diversi, la barbabietola è un tubero e la parte zuccherina è nel tubero
stesso mentre la canna da zucchero è un fusto e la parte zuccherina sta nel fusto stesso.
Origine da bietola: Europa, USA, Russia, Ucraina e da canna: Brasile, India, Cina,
Messico, Australia, Tailandia - Mauritius.
Come si estrae. Tagliare a strisce sottili il vegetale, poi immesso in acqua calda. gli
zuccheri passano in soluzione. In questa fase, il saccarosio lascia la matrice vegetale per
essere solubilizzato in acqua calda. Il residuo vegetale non ha pi zuccheri e viene
smaltito mentre le acque sono ricche di saccarosio, zuccheri. Viene filtrata l’acqua e le
componensi solide inutili. Successivamente la soluzione viene scaldata e quindi l’acqua
evapora così da concentrarsi lo zucchero fino a cristallizzazione. I cristalli vengono
separati e lavati e si continua la fomazione di cristalli fino a quando non è convenniente
il processo.
Il melasso si presenta:
- I melassi si presentano come sciroppi viscosi, di colore bruno
- I melassi di barbabietola e di canna presentano composizione diversa
Composizione:
Zucchero invertito chimato così perchè inverte il piano della luce polarizzata rispetto al
saccarosio.
La biotina è molto presente in canna da zucchero e quasi assente in barbabietola. Le
vitamine possono sviluppare il benessere dei MO. Se si utilizza il melasso ada canna,
non si hanno bisogno di aggiunte integrali di vitamine perchè sono gia presenti. Questa
4
MICROBIOLOGIA INDUSTRIALE 03
differenza è anche la causa di chi si trova in zone di clima temperato e ha soltanto
melasso da bietola, ricerca comunque del melasso da canna da zucchero per integrare
la quota vitaminica.
Altri melassi
- Il termine melasso identifica (in senso stretto) il residuo finale della cristallizzazione del
saccarosio (da barbabietola o da canna da zucchero)
- In senso lato il termine melasso identifica altri sottoprodotti o residui di processi
estrattivi per l’ottenimento di zuccheri, diversi dal saccarosio
Corn molasse o hydrol
- Costituito dalle acque madri del processo di produzione del glucosio da amido d
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