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Appunti di Medicina Interna

Appunti di medicina interna:

Programma trattato:
Diagnosi
Dolore toracico
Versamento pleurico
Aneurismi
Angina Pectoris
Pericardite
Malattie dell'aorta
Embolia polmonare
Aritmie
Ittero
Diabete
Scompenso cardiaco
Edema
Edema polmonare
Tiroide
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Esame di Medicina interna docente Prof. P. Scienze mediche

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è essenziale perché agisce come un lubrificante tra il torace e i polmoni quando si respira, quindi

evita l’attrito. Lo spazio tra la parete toracica e i polmoni dove si accumula il liquido, si chiama

pleura. Il versamento può essere monolaterale (solo a sinistra o a destra) oppure bilaterale, inoltre

si definisce saccato quando si sposta in base alla posizione del soggetto. In questo caso si definisce

basale se sta alla base del polmone, mentre si dice apicale se si trova nell’apice (parte superiore). Si

parla di versamento organizzato quando il liquido si modifica e diventa tessuto fibroso, in questo

caso può ostacolare la respirazione.

Aneurismi : cause e rischi

Un’altra causa di alterazioni patologiche dell’apparato cardiovascolare trae origine

dall’indebolimento di zone della parete arteriosa. Ciascuna area indebolita, quando incomincia a

dilatarsi, viene definita con il termine di aneurisma.Tale indebolimento può essere correlato a varie

malattie delle arterie o può sussistere indipendentemente da esse.

Quando un tratto indebolito di pareti arteriose cede, può verificarsi una rapida emorragia interna

che mette in pericolo la vita del paziente. I tessuti che si trovano a valle del tratto lesionato

dell’arteria possono subire un danno a causa del fatto che il sangue ossigenato, che sarebbe dovuto

giungere attraverso l’arteria interessata, viene disperso prima di arrivare a destinazione. Nel caso di

rottura di grandi arterie la morte, dovuta a shock emorragico, può sopraggiungere nel giro di

pochissimo tempo. Se la rottura riguarda un’arteria dell’encefalo, può verificarsi un grave ictus. La

gravità dipende dalla sede della lesione e dalla quantità di sangue fuoriuscito dal vaso.

Gli impulsi elettrici che si generano nel cuore sono responsabili delle contrazioni ritmiche

dell’organo e del conseguente pompaggio del sangue nel sistema circolatorio dell’organismo. Un

malfunzionamento del sistema elettrico del cuore generalmente da luogo ad aritmie. Il termine

indica la presenza di ritmo cardiaco irregolare o l’assenza di pulsazioni. Fra le aritmie sono comprese

la bradicardia ( frequenza eccessivamente bassa inferiore ai 60 battiti al minuto), la tachicardia (

frequenza cardiaca eccessivamente elevata, superiore a 100 battiti al minuto) oppure i casi in cui vi

sia assenza di polso come accade nell’arresto cardiaco, causata da alterazioni del ritmo fra cui la

fibrillazione ventricolare, le tachicardie ventricolari, la dissociazione elettromeccanica e l’asistolia.

tali condizioni meritano un approfondimento maggiore.

Un’altra complicanza che talora si osserva nei casi di infarto del miocardio è rappresentata

dall’incapacità meccanica nel cuore di pompare sangue. La carenza di afflusso di sangue ossigenato

causa la morte delle cellule e di una porzione di tessuto miocardico; tale area non è più in grado di

contrarsi, contribuendo alla funzione di pompa del cuore. Se l’area in questione è abbastanza estesa,

può compromettere l’azione di pompa di tutto il cuore. Ciò può portare all’arresto cardiaco, shock,

edema polmonare oppure a insufficienza cardiaca congestizia. Una minoranza di pazienti con

cardiopatia ischemica acuta va incontro a rottura del cuore, determinata dal fatto che l’area

necrotica di tessuto cardiaco cede e si rompe. Ciò si verifica a distanza di giorni dall’episodio di

cardiopatia acuta.

Una dissezione aortica è una grave condizione in cui il tessuto dell’aorta si lacera creando un lume,

che viene definito falso lume, nello strato interno dell’aorta. La lacerazione dell’intima aortica

(tonaca intima), attraverso cui il sangue penetra nella parete aortica, separa la tonaca media

dall’avventizia. La dissezione aortica è di solito fatale.

La Dissezione aortica, chiamata anche aneurisma dissecante, è una patologia relativamente rara.

Chiunque può sviluppare questo problema, ma più spesso si verifica negli uomini tra i 60 ei 70 anni

di età. I sintomi di dissezione aortica possono imitare quelli di altre malattie, ciò spesso porta a

ritardi nella diagnosi. Tuttavia, quando una dissezione aortica è diagnosticato precocemente e

trattata, la possibilità di sopravvivenza migliora notevolmente.

Sintomi

I sintomi possono essere simili a quelli di altri problemi cardiaci, come ad esempio un attacco di

cuore. I tipici segni e sintomi includono:

- Improvviso forte dolore alla schiena o al torace, spesso descritto come una sensazione di

strappo, o taglio, che si irradia al collo o lungo la schiena

- Perdita di coscienza (svenimento)

- Mancanza di fiato

- Debolezza o paralisi

- Sudorazione

- Alta pressione sanguigna

- Pulsazioni diverse a seconda del braccio

I fattori di rischio per la dissezione aortica sono:

- Incontrollata ipertensione, che si trova in almeno due terzi di tutti i casi

- Indurimento delle arterie (aterosclerosi)

- Pareti arteriose indebolite (aneurisma aortico pre-esistente)

- Un difetto della valvola aortica (valvola aortica bicuspide)

- Restringimento dell’aorta (coartazione aortica)

CAUSE DI DOLORE TORACICO

lschemia e lesione miocardica: L'ischemia miocardica si verifica quando il rifornimento di ossigeno

al cuore non è sufficiente a soddisfare le esigenze metaboliche. Questa discrepanza può derivare da

una diminuzione dell'apporto di ossigeno, da un aumento delle richieste di ossigeno o da entrambi

i fattori. La più comune causa di ischemia miocardica è l'ostruzione delle arterie coronarie dovuta

ad aterosclerosi; quando vi è ostruzione, episodi ischemici transitori sono usualmente precipitati da

un incremento delle richieste di ossigeno a causa di uno sforzo fisico. Comunque, l'ischemia può

derivare anche da stress psicologico, febbre o pasti abbondanti, oppure dalla compromissione della

distribuzione di ossigeno a causa di anemia, ipossia o ipotensione. (Una cosa molto importante da

ricordare è che quando si parla di ischemia miocardica e infarto riguarda il ventricolo sinistro. Può

capitare anche che riguardi gli atri ma sarà specificato. Stessa cosa se riguarda l’infarto del ventricolo

destro.) Il ventricolo sinistro è quello che lavora di più, e quindi ha bisogno di un tasso ematico molto

più elevato.

Per la comprensione della fìsiopatologia dell'ischemia miocardica ha un'importanza determinante il

concetto di richiesta e apporto di sangue e ossigeno al miocardio. In condizioni normali, a ogni

determinata richiesta di 02, il miocardio viene rifornito con sangue ricco di ossigeno per prevenire

l'ipoperfusione di miociti e il successivo sviluppo di ischemia e infarto. l principali fattori che

determinano la richiesta di ossigeno da parte del miocardio sono la frequenza cardiaca, la

contrazione miocardica e la tensione parietale del miocardio (stress). Un adeguato apporto di

ossigeno al miocardio richiede una soddisfacente capacità di trasporto di ossigeno da parte del

sangue (determinato dai livelli di ossigeno inspirati, dalla funzione polmonare, e dalla

concentrazione e funzione dell'emoglobina) e un adegualo livello di circolazione coronarica. Il

sangue scorre attraverso le arterie coronarie secondo un flusso fasico, in particolare durante la fase

di diastole.

La normale circolazione coronarica è influenzata e controllata dalle richieste di ossigeno da parte

del cuore. Normalmente i vasi di resistenza intramiocardica presentano un'enorme capacità di

dilatazione. Per esempio, il diverso fabbisogno di ossigeno da parte del cuore, nel corso dell'esercizio

fisico o in caso di stress emotivo, in fluisce sulla resistenza vascolare coronarica e in questa maniera

regola l'apporto di ossigeno e substrato al miocardio (regolazione metabolica). l vasi di resistenza

coronarici si adattano anche alle alterazioni fisiologiche della pressione sanguigna al fine di

mantenere la circolazione coronarica a livelli appropriati secondo i bisogni del miocardio

(autoregolazione).

Restringendo il lume delle arterie coronarie, l'aterosclerosi limita gli appropriati aumenti della

perfusione quando la richiesta di flusso è maggiore, come avviene durante l'attività fisica. Quando

la riduzione luminale è signiticativa, la perfusione miocardica, in condizioni basali, si riduce. Il flusso

coronarico può anche essere ridotto da spasmo, trombi arteriosi e, raramente, da emboli coronarici.

Anomalie congenite possono causare ischemia miocardica e infarto in età infantile, ma sono

estremamente rare in età adulta.

L'ischemia miocardica può anche verifìcarsi se le richieste di ossigeno da parte del miocardio sono

estremamente aumentate e quando il flusso coronarico può essere limitato, come accade nel caso

di una stenosi aortica. Una riduzione della capacità di trasporto di ossigeno da parte del sangue,

come si osserva nell'anemia grave o in presenza di carbossiemoglobina, raramente può determinare

ischemia miocardica di per sé.

Differenze tra precarico e post carico:

- Il precarico è la forza richiesta per produrre l'allungamento delle fibre miocardiche: in pratica

indica il carico imposto al miocita prima della sua contrazione. Quindi più sangue c’è nel

ventricolo, più aumenta il precarico. E più determina il consumo di ossigeno.

- Il postcarico è la tensione ventricolare durante la sistole, cioè la somma di tutte le resistenze

che si oppongono allo svuotamento del cuore. Aumenta in caso di riduzione del calibro dei

vasi a valle (con aumento delle resistenze periferiche) o in caso di aumento del volume

ematico a valle. Maggiore il postcarico, maggiore diviene il lavoro cardiaco. Le resistenze che

si incontrano sono dovute alla quantità di sangue che si trova nel sistema vascolare e la

diminuzione del raggio delle pareti dei vasi sanguigni arteriosi.

ANGINA PECTORIS

Il dolore toracico dell'ischemia miocardica è un dolore viscerale che è solitamente descritto come

un senso di pesantezza, oppressione o costrizione. Altri comuni aggettivi usati per il dolore toracico

sono: urente, bruciante e lancinante. Alcuni pazienti negano di sentire "dolore", ma possono

presentare dispnea o un vago senso di ansia. Il termine "acuto" viene talora usato da i pazienti per

descrivere l' intensità, più che la qualità del dolore. La sede del dolore nell'angina pectoris è

usualmente retrosternale; la maggior parte dei pazienti non localizza il dolore in una piccola area. Il

dolore può irradiarsi al collo, alla mandibola, ai denti, alle braccia o alle spalle, rispecchiando la

comune origine, nelle corna posteriori del midollo spinale, dei neuroni sensitivi che innervano il

cuore e queste altre aree del corpo. Alcuni pazienti si presentano con indolenzimento nelle sedi di

irradiazione del dolore come unico sintomo di ischemia. Meno comune è l'irradiazione sotto

l'ombelico o al dorso. L'angina pectoris stabile si instaura gradualmente in seguito a sforzo fisico,

stress emotivo o pasti pesanti. Il riposo o il trattamento con nitroglicerina sublinguale porta

tipicamente alla risoluzione dei sintomi entro qualche minuto. Episodi anginosi possono essere

scatenati da qualunque stress fisiologico o psicologico che induca tachicardica. La maggior parte

della perfusione miocardica si realizza durante la diastole, cioè quando vi è la minima pressione che

si oppone al flusso coronarico nel ventricolo sinistro. Dal momento che la tachicardia diminuisce la

percentuale di tempo nel quale il cuore è in diastole, essa riduce la perfusione miocardica.

ANAMNESI

Il tipico paziente affetto da angina lamenta disturbi al torace, di solito descritti come senso di

pesantezza, pressione, oppressione, soffocamento. Quando al paziente si chiede di localizzare il

punto in cui avverte tale sensazione, pone abitualmente la mano sullo sterno, a volte con il pugno

chiuso, per indicare un disturbo sottosternale schiacciante. L'angina ha di solito un andamento

crescente e decrescente, dura di solito dai 2 ai 5 minuti e si può irradiare sia alla spalla che a

entrambe le braccia. Può anche diffondersi o irradiarsi fino al dorso, alla regione interscapolare, alla

base del collo, alla mascella, ai denti. L'angina è raramente localizzata sotto l'ombelico e sopra la

mandibola. Sebbene gli episodi di angina siano tipicamente causati dallo sforzo (per es., esercizio

fisico, fretta o attività sessuale) o da emozioni (per es., stress, rabbia, spavento o frustrazione) e

cessano con il riposo, possono anche verificarsi in questa fasee, in modo particolare, mentre si è in

posizione supina.

Molti soggetti presentano una soglia fissa per l'angina, che insorge in maniera prevedibile a un certo

livello di attività, come per esempio quando si salgono due rampe di scale a passo normale. In questi

pazienti, la stenosi coronarica e l'apporto di ossigeno al miocardio sono fissi, e l'ischemia viene

scatenata da un aumento della richiesta di ossigeno da parte del miocardio; in questo caso si parla

di angina da sforzo stabile. In altri pazienti, la soglia per l'angina può variare considerevolmente

nell'ambito della stessa giornata e da un giorno all'altro. Un paziente può riferire sintomi dopo sforzi

di modesta entità al mattino (come una breve passeggiata o il radersi), e a mezzogiorno può essere

capace di compiere sforzi maggiori senza sintomi. L'angina da sforto migliora diminuendo o

interrompendo le attività in 1-5 minuti, e anche più rapidamente a riposo e dopo assunzione di

nitroglicerina sublinguale.

Un dolore al torace tagliente e repentino o un dolore prolungato e lieve, localizzato nella regione

sottomammaria sinistra sono raramente dovuti a ischemia miocardica. Comunque, specialmente

nelle donne e nei diabetici, l'angina pectoris può essere localizzata in aree atipiche e non risultare

strettamente correlata ai fattori scatenanti. Inoltre, il sintomo può peggiorare e diminuire nel corso

di giorni, settimane o mesi.

Mentre l'angina stabile è caratterizzata da un senso di peso al torace o al braccio che raramente è

descritto come dolore, l’angina instabile viene definita come un'angina pectoris o un disturbo

ischemico equivalente con almeno una delle seguenti caratteristiche: compare a riposo (o con un

minimo sforzo) e di solito dura oltre 10 minuti; è intensa e di recente insorgenza (cioè entro le 4-6

settimane precedenti). Possono manifestarsi in un paziente a riposo o al risveglio e la nitroglicerina

sublinguale può non avere effetto o condurre solo a un transitorio miglioramento. Sintomi

d'accompagnamento comprendono sudorazione, dispnea, nausea e cefalea con sensazione di "testa

leggera". L'esame obiettivo può essere completamente normale nei pazienti con dolore toracico

dovuto a cardiopatia ischemica.

Pericardite

Nella pericardite il dolore è ritenuto secondario all'infiammazione dell'adiacente pleura parietale,

poiché la maggior parte del pericardio è probabilmente insensibile al dolore. Perciò la pericardite

infettiva, che usualmente coinvolge le superfici della pleura adiacente, tende a essere associata a

dolore, mentre le condizioni che causano solo in fiammazione locale (per es., infarto del miocardio

e/o uremia) e il tamponamento miocardico tendono a produrre un dolore lieve o a essere indolori.

L'adiacente pleura parietale riceve la sua innervazione sensitiva da diverse sorgenti, cosicché il

dolore della pericardite può essere avvertito in aree che vanno dalla spalla al collo, all'addome e al

dorso. Tipicamente, il dolore è retrosternale ed è aggravato dalla tosse, dal respiro profondo e dai

cambiamenti di posizione, tutti fattori che provocano movimenti delle superfici pleuriche. Il dolore

è spesso aggravato dalla posizione supina e alleviato dalla posizione seduta o piegata in avanti.

Meno comune è un dolore gravativo stabile che simula un infarto miocardico acuto.

FUNZIONI DEl PERICARDIO

Il pericardio è un sacco costituito da due strati: il pericardio viscerale, una membrana sierosa, il

quale è separato da una piccola quantità (1 5-50 ml) di fluido, prodotto per ultrafiltrazione

plasmatica, dal pericardio parietale fibroso. Il pericardio normale, esercitando una forza restrittiva,

impedisce l'improvvisa dilatazione delle camere cardiache, particolarmente dell'atrio e del

ventricolo destro, nel corso dell'esercizio o in condizioni di ipervolemia. Il pericardio, inoltre,

delimita la posizione anatomica del cuore, riduce gli attriti con le strutture adiacenti, previene la

dislocazione dell'organo, impedisce la torsione dei grandi vasi e contribuisce probabilmente a

ritardare la diffusione delle infezioni polmonari e pleuriche al cuore.

• Sierosa: Membrana sottile che delimita cavità chiuse nell’adulto o nell’embrione. Sono

presenti nel torace e nell’addome e prendono rapporto con vari organi degli apparati

digerente, respiratorio, circolatorio e urogenitale: sono dette sierose perché nelle cavità che

esse delimitano si raccolgono piccole quantità di un liquido simile al siero. [Peritoneo, pleura

e pericardio]

• Mucose: Il termine mucosa, o membrana mucosa, indica la tonaca che riveste le cavità

dell'organismo comunicanti direttamente o indirettamente con l'esterno, appartenenti agli

apparati respiratorio, digerente, urogenitale, e la cui superficie si mantiene costantemente

umida grazie alla presenza di ghiandole che producono muco. [Sistema linfatico, colo, naso,

bocca ecc]

Malattie dell'aorta

La dissezione aortica è una condizione potenzialmente fatale dovuta al diffondersi di un ematoma

subintimale entro la parete aortica. L'ematoma può svilupparsi a partire da una lacerazione

dell'intima dell'aorta o a causa della rottura dei vasa vasorum all'interno della tonaca media

dell'aorta. Questa sindrome si può realizzare dopo traumi dell'aorta. Dissezioni non traumatiche

sono rare in assenza di ipertensione arteriosa e/o condizioni associate a deterioramento delle

componenti elastiche o muscolari della media all'interno della parete aortica. La degenerazione

cistica della media si osserva in diverse malattie del tessuto connettivo, comprese le sindromi di

Marfan. Circa la metà di tutte le dissezioni aortiche nelle donne sotto i 40 anni di età si verifica

durante la gravidanza. Quasi tutti i pazienti con dissezione acuta presentano intenso dolore toracico,

ma alcuni pazienti con dissezione cronica non manifestano sintomi. Diversamente dal dolore della

cardiopatia ischemica, quello dovuto a dissezione aortica tende a raggiungere rapidamente l'acme,

provocando spesso un collasso a causa della sua intensità. Generalmente viene insegnato che gli

aggettivi usati per descrivere il dolore riflettono il processo in atto nelle pareti aortiche - "lacerante"

e "squarciante"; dati più recenti, tuttavia, indicano che, alla presentazione, il sintomo più comune è

l'improvvisa insorgenza di un dolore grave e trafìttivo. La localizzazione spesso è correlata alla sede

e all'estesione della dissezione. La dissezione che inizia nell'aorta ascendente e si estende all'aorta

discendente, pertanto, tende a causare dolore anteriormente sul torace, fino a estendersi al dorso,

tra le scapole. l reperti obiettivi possono anche rispecchiare l'estensione della dissezione aortica che

compromette il flusso nelle arterie che da essa si diramano. La perdita del polso arterioso in una o

entrambe le braccia, un ictus o una paraplegia, quindi, possono essere tutte conseguenze

catastrofiche della dissezione aortica. Gli ematomi che si estendono in direzione prossimale e

coinvolgono le coronarie o l'apparato val volare aortico possono provocare un infarto miocardico

acuto o un'insufficienza aortica acuta. La rottura dell'ematoma nello spazio pericardico provoca

tamponamento pericardico. Un'altra malattia dell'aorta che può causare dolore toracico è

l'aneurisma dell'aorta toracica. Gli aneurismi aortici sono frequentemente asintomatici, ma possono

provocare dolore toracico o altri sintomi per compressione delle strutture adiacenti. Il dolore tende

a essere costante, profondo e talvolta molto intenso.

Anatomia dell’aorta

L'aorta è il condotto attraverso il quale il sangue espulso dal ventricolo sinistro raggiunge il letto

arterioso sistemico. La parete aortica è formata da: una tonaca intima sottile composta

dall'endotelio, dal tessuto connettivo sottoendoteliale e dalla lamina elastica interna; una tonaca

media più spessa che contiene cellule muscolari lisce e matrice extracellulare; una tonaca avventizia,

composta principalmente da tessuto connettivo, la quale comprende i vasa vasorum e i nervi

vascularis. Oltre a fungere da condotto vascolare, le proprietà viscoelastiche e di compliance che

caratterizzano l'aorta ne fanno una sorta di serbatoio elastico: durante la sistole, infatti, l'aorta si

distende per permettere la conservazione di parte della gittata sistolica e dell'energia elastica,

mentre durante la diastole il ritorno elastico consente la prosecuzione del flusso in direzione dei

distretti periferici. Essendo continuamente esposta a pressioni elevate e a deformazioni di

stiramento, l'aorta è particolarmente soggetta a lesioni o patologie secondarie a traumi meccanici.

POLSO ARTERIOSO

Il polso si avverte più facilmente poggiando uno o due dita sull’arteria radiale, all’altezza

dell’articolazione del polso. I battiti arteriosi possono essere percepiti anche con la palpazione in

corrispondenza dell’arteria carotide (alla base del collo), omerale (nel lato interno del braccio),

femorale (nella piega inguinale), podalica (nel piede) o tibiale posteriore (dietro il malleolo interno,

rilievo osseo dell’estremità inferiore della tibia, all’altezza della caviglia). La rilevazione del polso,

atto medico di routine, consiste nel valutarne l’intensità e il ritmo. Quando si parla di “polso

arterioso” ci si riferisce al movimento (pulsante) impresso alla parete di una arteria dal movimento

del sangue al suo interno. La pressione all’interno delle grandi arterie non è costante, ma varia fra

un massimo (pressione sistolica) ed un minimo (pressione diastolica). Ad ogni sistole ventricolare il

cuore invia un volume di sangue nel sistema vascolare e fa partire contemporaneamente un’onda

sfigmica. La pulsazione che si avverte alla palpazione della porzione periferica di una arteria non è

infatti costituita dal passaggio di un volume di sangue “spedito” dalla corrispondente sistole

ventricolare fino a livello del segmento palpato, ma dalla semplice “onda di deformazione” che si

viene a creare sul sistema arterioso. La formazione dell’onda sfigmica è dovuta alle particolari

caratteristiche di elasticità possedute dalle pareti delle arterie, in particolare quelle di calibro più

elevato.

Embolia polmonare

Si ritiene che il dolore toracico da embolia polmonare sia dovuto a distensione dell'arteria

polmonare o a infarto di un segmento del polmone adiacente alla pleura. L'embolia polmonare

massiva può provocare un dolore retrosternale suggestivo di infarto miocardico acuto. Più

comunemente, piccoli emboli provocano infarti polmonari focali che causano dolore laterale e di

tipo pleuritico. l sintomi di accompagnamento comprendono la dispnea e, occasionalmente,

l'emottisi. Generalmente si riscontra tachicardia. Determinate alterazioni elettrocardiografiche,

sebbene non sempre riscontrabili, possono confermare la diagnosi. L’embolia polmonare può essere

mortale o asintomatica.

Definizione di embolo: l'embolia è l'ostruzione di un'arteria o di una vena, causata da un corpo

estraneo al normale flusso sanguigno, che viene denominato embolo e che può essere un coagulo

di sangue, una bolla d'aria o di altri gas (sub), generalmente azoto, o altre formazioni di dimensioni

tali da ostruire un vaso arterioso o venoso. Nei casi più gravi in cui essa interessi un'arteria, l'embolia

può provocare la morte del soggetto colpito per ischemia cerebrale, polmonare o cardiaca. Per

l'embolia da coaguli ematici, che è il tipo più frequente di embolia. Il più frequente è il

tromboembolo, quando un trombo si stacca dalla parete del vaso che lo contiene e migra in altra

regione del circolo potendo ostruire altri vasi in distretti più importanti.

Il trombo è una massa solida costituita da fibrina contenente piastrine, globuli rossi e bianchi, che si

forma per coagulazione del sangue all'interno di un sistema cardiovascolare non interrotto: questa

caratteristica lo distingue dal coagulo, che invece si forma all'esterno del sistema cardiovascolare

quando esso presenti un'interruzione, oppure all'interno di un sistema cardiovascolare dopo la

morte dell'individuo. I trombi possono formarsi in qualsiasi punto del sistema cardiovascolare e

sono sempre ancorati alla parete del vaso.

In base alla composizione si distinguono tre tipi di trombi, dovuti ai diversi effetti possibili della

velocità del flusso ematico e della rapidità della coagulazione:

- Trombi bianchi: formati da piastrine, fibrina e pochi globuli rossi e pochi globuli bianchi; sono

peculiari delle arterie, dove il flusso veloce non permette di catturare globuli rossi;

- Trombi rossi o "da stasi": formati da piastrine, fibrina e molti globuli rossi e molti globuli

bianchi; sono peculiari delle vene, per la lentezza del flusso;

- Trombi variegati: presentano zone chiare e zone rosse alternate, a causa di un lento

processo di aggregazione piastrinica che ha intrappolato alcuni globuli rossi nei momenti di

bassa velocità del flusso ematico (condizione che si verifica, ad esempio, dopo ogni

contrazione a livello del cuore e del primo tratto dell'aorta).

In base alle dimensioni si distinguono in trombi:

- ostruttivi: che occludono l'intero lume del vaso;

- parietali: che non occludono tutto il vaso;

- a cavaliere: situati sullo sprone di una biforcazione.

Infine i trombi si possono ancora suddividere per sede:

- arteriosi: sono quelli che causano gli infarti; si formano in particolare nelle coronarie, nelle

arterie cerebrali e in quelle degli arti inferiori;

- venosi: sempre occlusivi, si formano in sede di dilatazione del vaso (varici) o di ulcere; si

formano per il 90% negli arti inferiori ma possono interessare anche gli arti superiori, la

prostata, le vene ovariche ed uterine;

- intracardiaci: localizzati in particolare negli atri

- aneurismatici: localizzati nel falso lume di aneurismi arteriosi.

Malattie gastrointestinali

Un dolore esofageo da reflusso di acido proveniente dallo stomaco, da spasmo, ostruzione o altri

tipi di lesione può essere difficile da distinguere dalle sindromi miocardiche. Il reflusso acido

tipicamente causa un dolore urente profondo, che può essere esacerbato dall'alcol, dall'acido

acetilsalicilico o da alcuni cibi; questo dolore è spesso alleviato dagli antiacidi o da altre terapie che

riducano l'acidità. Lo spasmo esofageo si può realizzare in presenza o in assenza di reflusso acido e

provoca un dolore compressivo indistinguibile dall'angina. Un pronto miglioramento dello spasmo

esofageo è spesso ottenuto con farmaci antianginosi, come la nifedipina sublinguale, il che provoca

ulteriore confusione tra queste sindromi. Un dolore toracico può anche derivare da lesioni

dell'esofago. Anche malattie del segmento gastrointestinale sottodiaframmatico, come la malattia

ulcerosa peptica, le malattie delle vie biliari e la pancreatite, possono causare dolore toracico.

Queste condizioni causano di solito dolore addominale in associazione con senso di peso toracico e

i sintomi non sono solitamente correlati a uno sforzo. La colecistite causa un dolore intenso un'ora

o più dopo i pasti.

Pneumotorace. L'insorgenza improvvisa di un dolore toracico di tipo pleuritico, accompagnato da

difficoltà respiratoria, deve far sorgere il sospetto diagnostico di pneumotorace spontaneo o di

embolia polmonare. Tali condizioni possono manifestarsi in assenza di un evento scatenante, in

soggetti senza affezioni polmonari, come pure in conseguenza di malattie polmonari. Lo

pneumotorace consiste nella presenza di aria nello spazio pleurico.

Il mediastino è la porzione mediana del torace interposta tra i sacchi pleurici. Si divide in tre

compartimenti. Il mediastino suteriore si estende dallo sterno, anteriormente, al pericardio e ai vasi

brachiocefalici posteriormente. Contiene la ghiandola timica, i linfonodi mediastinici anteriori e le

arterie e le vene mammarie interne. Il mediastino medio è situato tra il mediastino anteriore e

quello posteriore e comprende il cuore, l'aorta ascendente e l'arco dell'aorta, le vene cave, le arterie

e le vene brachiocefaliche, i nervi frenici, la trachea, i bronchi principali e i linfonodi a essi contigui,

le arterie e le vene polmonari. Il mediastino posteriore è compreso tra il pericardio e la trachea

anteriormente e la colonna vertebrale posteriormente. Contiene l'aorta toracica discendente,

l'esofago, il dotto toracico, le vene azygos ed emiazygos e il gruppo dei linfonodi mediastinici

posteriori.

Aritmie

I tipi di aritmie sono:

- Contrazioni premature atriali. Questi sono i primi movimenti extra che hanno origine negli

atri (cavità superiori del cuore). Esse sono innocue e non richiedono trattamento.

- Contrazioni ventricolari premature (PVC). Queste sono tra le più comuni aritmie e si

manifestano in persone con o senza malattia cardiaca . Questo è il classico battito cardiaco

saltato, tutti noi di tanto in tanto possiamo provarlo. In alcune persone, però può essere

collegato a stress, troppa caffeina o nicotina, o troppo esercizio. Ma a volte, la PVC può

essere causata da malattie cardiache o squilibrio elettrolitico.

- La fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale è una irregolarità del ritmo cardiaco che causa

una anomala contrazione degli atri, le camere superiori del cuore.

- Flutter atriale. Si tratta di una aritmia causata da un rientro dello stimolo elettrico negli atri.

Il flutter atriale è di solito più organizzato e regolare della fibrillazione atriale. Questa aritmia

si verifica più spesso nelle persone con malattie cardiache e nella prima settimana dopo un

intervento chirurgico al cuore. Converte spesso in fibrillazione atriale.

- Tachicardia parossistica sopraventricolare. Una rapida frequenza cardiaca, di solito con un

ritmo regolare, proveniente da sopra i ventricoli. PSVT inizia e finisce improvvisamente. Ci

sono due tipi principali: tachicardie a percorso accessorio e tachicardie da rientro nodale AV.

- Tachicardia ventricolare. E’un ritmo cardiaco rapido proveniente dai ventricoli del cuore. La

rapidità impedisce al cuore di riempirsi adeguatamente di sangue, quindi, meno sangue

viene pompato verso il corpo. Questa può essere una aritmia grave, soprattutto in persone

con malattie cardiache, e può essere associato a più sintomi.

- Fibrillazione ventricolare. E’ molto pericolosa, è la peggiore tra le aritmie. Il tessuto

ventricolare si depolarizza creando una grave irregolarità dell’attività elettrica. Questa è

un’emergenza medica che deve essere trattata con la rianimazione cardiopolmonare (RCP)

e la defibrillazione il più presto possibile.

- La sindrome del QT lungo. L’intervallo QT è l’area sull’elettrocardiogramma che rappresenta

il tempo necessario per il muscolo cardiaco di contrarsi e di rilassarsi. Quando l’intervallo

QT è più lungo rispetto al normale, aumenta il rischio di torsione di punta, una pericolosa

forma di tachicardia ventricolare. La sindrome da QT lungo è una condizione ereditaria che

può causare morte improvvisa nei giovani. Può essere trattata con farmaci antiaritmici,

pacemaker, cardioversione elettrica, defibrillazione, cardioverter impiantabile-

defibrillatore, o ablazione.

- Bradiaritmie. Si tratta di ritmi cardiaci lenti, che possono derivare da malattie del sistema di

conduzione elettrica del cuore. Gli esempi includono la disfunzione del nod, del seno e blocco

cardiaco.

- Disfunzione del nodo del seno. Un ritmo cardiaco lento a causa di un anomalo SA (sinus)

nodo. Significativa disfunzione del nodo del seno che va trattata con un pacemaker.

- Blocco cardiaco. Un ritardo o blocco completo dell’impulso elettrico che viaggia dal nodo del

seno ai ventricoli. Il livello del blocco o il ritardo potrebbe verificarsi nel nodo AV o nel

sistema HIS-Purkinje. Le conseguenze variano,del battito cardiaco irregolare a se gravi,

arresto cardiaco.

L’ECG è la registrazione, nel tempo, dell’attività elettrica del cuore. L’ECG normale presenta una

serie di onde positive e negative, indicate con le lettere da P a T. La distanza tra due onde è detta

tratto o segmento. Rappresenta un periodo in cui non si

registrano differenze di potenziale. I periodi che

comprendono tratti ed onde, sono definiti intervalli.

Esempio intervallo P-Q o P-R (inizio onda P - inizio onda Q).

• Onda P: Depolarizzazione atri

• Complesso QRS: Depolarizzazione ventricoli: setto, apice,

base

• Onda T: Ripolarizzazione ventricoli

Non è visibile, nell’ECG un’onda di ripolarizzazione degli atri, perché la contemporanea

depolarizzazione ventricolare, maschera le variazioni di potenziale relative a quest’evento.

• Segmento P-R: (fine onda P - inizio complesso QRS). Gli atri

sono totalmente depolarizzati.

• Segmento S-T: (fine onda S - inizio onda T). I ventricoli sono

totalmente depolarizzati .

• Intervallo P-R: Tempo conduzione atrioventricolare

• Intervallo Q-T: Tempo depolarizzazioneripolarizzazione

ventricolare

Una aritmia può essere silenziosa e non provocare alcun sintomo. Un medico è in grado di rilevare

un battito cardiaco irregolare durante un esame fisico prendendo il polso o tramite un

elettrocardiogramma (ECG).

Quando i sintomi di un’aritmia si verificano, possono includere:

Palpitazioni (sensazione di palpitazioni cardiache, o la sensazione che il cuore sia in fuga).

Sensazione di battiti nel petto.

Vertigini

Svenimento.

Mancanza di respiro.

Fastidio al torace.

Debolezza o affaticamento.

Il trattamento dipende dal tipo e dalla gravità della tua aritmia. Alcune persone con aritmie non

richiedono alcun trattamento. Per altri, i trattamenti possono includere farmaci, o modifiche dello

stile di vita, in alcuni casi può essere però necessario ricorrere a procedure chirurgiche. Una varietà

di farmaci sono disponibili per il trattamento delle aritmie. Questi includono:

Beta-bloccanti.

Anticoagulanti o terapia antiaggregante.

Esistono sicuramente linee guida che possono aiutare i pazienti affeti da aritmie:

Smettere di fumare.

Limitare il consumo di alcol.

Limitare o interrompere l’uso di caffeina.

Stare lontano da stimolanti utilizzati in caso di tosse e raffreddore.

Un pacemaker è un dispositivo che invia piccoli impulsi elettrici al muscolo cardiaco. Il pacemaker

soprattutto impedisce al cuore di battere troppo lentamente. Il pacemaker è un generatore di

impulsi che trasmette questi segnali al muscolo cardiaco. I pacemaker più recenti hanno molte

caratteristiche sofisticate che sono progettate per aiutare a gestire le aritmie e la funzione del cuore.

Fibrillazione atriale

Si parla di fibrillazione atriale quando il battito cardiaco diventa irregolare e accelerato. La

fibrillazione atriale è il disturbo cronico del ritmo cardiaco più frequente – interessa l'1-2% della

popolazione – e le probabilità di sviluppare tale condizione aumentano con l'avanzare dell'età.

Si definisce fibrillazione atriale un battito cardiaco accelerato (tachiaritmia) che origina nelle camere

cardiache superiori, i cosiddetti atri, impedendo loro di funzionare correttamente

(disorganizzazione dell'attività atriale). In tali circostanze, gli atri non sono più in grado di espellere

tutto il sangue, che rimarrà in parte all'interno delle camere con il rischio di formazione di coaguli.

Le possibili cause della fibrillazione atriale sono molteplici e includono:

difetti delle valvole cardiache

difetti cardiaci congeniti

enfisema o altre pneumopatie

esposizione a sostanze stimolanti, quali ad esempio farmaci, caffeina o tabacco, o consumo di alcol

insufficienza cardiaca

attacchi di cuore

ipertensione

ipertiroidismo o altri squilibri metabolici

un precedente intervento di cardiochirurgia

malattia del nodo del seno (quando il pacemaker naturale del cuore smette di funzionare

correttamente)

apnea notturna

stress dovuto a polmonite, intervento chirurgico o altra malattia

infezioni virali

La fibrillazione atriale, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di una malattia cardiovascolare,

ma può verificarsi anche in soggetti che non soffrono di alcuna cardiopatia. In tal caso, si usa parlare

di fibrillazione atriale isolata.

Alcuni individui affetti da fibrillazione atriale non mostrano alcun sintomo e vivono ignari della loro

condizione fino a che questa non viene rilevata dal medico durante un esame obiettivo. Coloro che,

al contrario, manifestano un quadro sintomatologico possono lamentare:

palpitazioni, ossia sensazioni di cuore in gola, battito cardiaco irregolare o anomalo o tuffo al cuore

debolezza

stordimento

confusione

difficoltà respiratorie

dolore al torace

La fibrillazione atriale può essere:

Parossistica: quando il battito cardiaco torna spontaneamente alla normalità si parla di fibrillazione

atriale parossistica. Questa condizione può essere associata a sintomi transitori, di durata variabile

da pochi minuti a ore, ma che si risolvono in maniera spontanea.

Permanente: in presenza di una fibrillazione atriale permanente, i sintomi perdurano in genere fino

a che non vengono trattati.

Alcuni tipi di fibrillazione atriale sono innocui, altri invece possono avere gravi implicazioni.

Chiunque sia affetto da una malattia cardiovascolare, inclusi coloro che hanno subito un intervento

di cardiochirurgia, è esposto a un rischio di fibrillazione atriale più elevato e le possibilità di

sviluppare una fibrillazione atriale aumentano con l'avanzare dell'età. Anche le persone con

problemi di salute cronici o con una storia familiare di fibrillazione atriale sono a maggiore rischio.

Una fibrillazione atriale può essere infine scatenata anche da una smoderata ingestione di alcolici.

Diagnosticare una condizione di fibrillazione atriale è importante, perché questo problema cardiaco

può contribuire allo sviluppo di un infarto. La diagnosi, tuttavia, può rivelarsi difficile in quanto la

fibrillazione atriale è un evento imprevedibile e i sintomi non sono sempre evidenti.

Fibrillazione ventricolare: sintomi, cause e cure

La fibrillazione ventricolare è un problema del ritmo cardiaco che si verifica quando il cuore batte

con rapidi impulsi elettrici irregolari. Questo fa sì che camere di pompaggio del cuore (i ventricoli)

“tremino” inutilmente, invece di pompare il sangue. Durante la fibrillazione ventricolare, la

pressione del sangue precipita, tagliando il rifornimento di sangue agli organi vitali. La fibrillazione

ventricolare è spesso innescata da un attacco di cuore.

La fibrillazione ventricolare è una situazione di emergenza che richiede cure mediche immediate.

Una persona con fibrillazione ventricolare crollerà in pochi secondi e presto andrà in arresto

cardiocircolatorio. Il trattamento di emergenza per la fibrillazione ventricolare comprende la

rianimazione cardiopolmonare (RCP) e la defibrillazione.

I trattamenti per le persone a rischio di fibrillazione ventricolare includono farmaci e dispositivi

impiantabili in grado di ripristinare un ritmo cardiaco normale.

Sintomi

Perdita di coscienza o svenimento sono il segno più comune di fibrillazione ventricolare.

Primi sintomi di fibrillazione ventricolare

E’ possibile che si possano avere altri segni e sintomi che iniziano circa un’ora prima che il cuore

vada in fibrillazione ventricolare. Questi includono:

Dolore toracico

Battito cardiaco accelerato (tachicardia)

Vertigini

Nausea

Mancanza di respiro

In presenza dei sintomi di fibrillazione ventricolare, cercare aiuto medico di emergenza. Attenersi

alla seguente procedura:

Chiamare il 118

Iniziare la rianimazione cardiopolmonare (se il paziente va in arresto) per aiutare a mantenere il

flusso di sangue agli organi fino a quando non sarà disponibile un defibrillatore.

Defibrillatori automatici esterni (DAE), possono fornire una scossa elettrica che può riavviare i battiti

cardiaci. I defibrillatori portatili automatici sono programmati per consentire uno shock solo al

momento opportuno.

Per capire come la fibrillazione ventricolare si verifica, bisogna prendere in considerazione ciò che

dovrebbe accadere nel corso di un normale battito cardiaco.

Quando il cuore batte, gli impulsi elettrici che causano la contrazione devono seguire un percorso

preciso attraverso il cuore. Qualsiasi interruzione in questi impulsi può causare un battito cardiaco

irregolare (aritmia). Il cuore è diviso in quattro sezioni. Le camere su ogni metà del cuore formano

due pompe adiacenti, con una camera superiore (atrio) e una camera inferiore (ventricolo).

Nel corso di un battito del cuore, la contrazione inizia dopo il nodo del seno, ovvero un piccolo

gruppo di cellule nell’ atrio destro, che inviano un impulso elettrico che causa la contrazione.

L’impulso viaggia poi al centro del cuore, al nodo atrio-ventricolare. Da qui, l’impulso esce dal nodo

atrio-ventricolare e viaggia attraverso i ventricoli, causando la contrazione che pompa il sangue in

tutto il corpo.

Non è sempre facile comprendere ciò che provoca la fibrillazione ventricolare. Ma la causa più

comune è un problema con gli impulsi elettrici che viaggiano attraverso il cuore, dopo un primo

attacco di cuore, o problemi derivanti da una cicatrice nel tessuto muscolare cardiaco. Alcuni casi di

fibrillazione ventricolare iniziano con un rapido battito cardiaco chiamato tachicardia ventricolare.

Questo veloce battito regolare del cuore è causato da impulsi elettrici anomali che iniziano nei

ventricoli.

La maggior parte dei casi di tachicardia ventricolare si verifica in persone con una qualche forma di

problema al cuore legato a cicatrici o danni all’interno del muscolo del ventricolo. A volte la

tachicardia ventricolare può durare 30 secondi o meno (non sostenuta) e non causare alcun

sintomo. Ma, può essere un segno gravi problemi cardiaci. Se la tachicardia ventricolare dura più di

30 secondi, di solito porta a palpitazioni, vertigini o svenimenti. Se non trattata porterà a fibrillazione

ventricolare.

Nella fibrillazione ventricolare, rapidi e caotici impulsi elettrici causano delle contrazioni impropri

negli atri invece di pompare il sangue. Senza un efficace battito cardiaco, la pressione del sangue

precipita immediatamente tagliando il rifornimento di sangue agli organi vitali tra cui il cervello. La

maggior parte delle persone perde coscienza in pochi secondi e richiede immediata assistenza

medica, tra cui la rianimazione cardiopolmonare (RCP). Le probabilità di sopravvivenza sono migliori

se la rianimazione viene continuata fino a quando il cuore ha un ritmo normale, a seguito di una

defibrillazione. Senza RCP o defibrillazione,il decesso avviene in pochi minuti. La maggior parte dei

casi di fibrillazione ventricolare sono legati a una qualche forma di malattia cardiaca.

Fattori di rischio

Diversi fattori possono aumentare il rischio di fibrillazione ventricolare, tra cui:

Un precedente episodio di fibrillazione ventricolare

Un attacco di cuore pregresso

Un difetto cardiaco con cui si nasce (cardiopatie congenite)

Cardiomiopatia

Le lesioni che causano danni al muscolo cardiaco, come la folgorazione

L’uso di droghe illegali, come la cocaina o le metanfetamine

Diagnosi

La fibrillazione ventricolare è sempre diagnosticata in una situazione di emergenza. I medici

riconoscono una fibrillazione ventricolare in base ai risultati di:

Monitoraggio del cuore. Un monitor cardiaco leggerà gli impulsi elettrici che fanno battere il cuore

è mostrerà in che modo il cuore batte

Pulsazioni. Nella fibrillazione ventricolare, il polso sarà difficile da sentire o può essere assente

Esami per diagnosticare la causa della fibrillazione ventricolare

Dopo i medici diagnosticano e trattano la fibrillazione ventricolare, cercano di comprendere quale

è la causa. Ulteriori test per trovare la causa della fibrillazione ventricolare, possono includere:

Elettrocardiogramma (ECG). Questo è il primo test fatto per diagnosticare un attacco cardiaco, che

è la causa più comune della fibrillazione ventricolare. Questo test registra l’attività elettrica del

cuore tramite elettrodi attaccati alla pelle. Gli impulsi vengono registrati come onde visualizzate su

un monitor o stampata su carta. Poiché un muscolo cardiaco danneggiato non conduce gli impulsi

elettrici, in genere l’ECG può mostrare se un attacco di cuore si è verificato o è in corso.

Gli esami del sangue. Enzimi cardiaci lentamente entrano nel sangue se il cuore è stato danneggiato

da un attacco di cuore. I medici del pronto soccorso prelevano campioni di sangue per verificare la

presenza di questi enzimi.

La radiografia del torace. Una radiografia del torace consente al medico di controllare la dimensione

e la forma del cuore e dei vasi sanguigni.

Ecocardiogramma. Questo test utilizza onde sonore per produrre un’immagine del cuore.

Cateterizzazione coronarica (angiografia). Questo test può mostrare se le arterie coronarie sono

ridotte o bloccate. Un colorante liquido viene iniettato nelle arterie del cuore attraverso un tubo

lungo e sottile (catetere) che è alimentato attraverso un’arteria, di solito nella gamba. Poiché il

colorante riempie le arterie, le arterie diventano visibili ai raggi X, rivelando aree di blocco.

Inoltre, mentre il catetere è in posizione, il medico può curare il blocco eseguendo una angioplastica.

L’angioplastica utilizza minuscoli palloni che passano attraverso un vaso sanguigno e in una arteria

coronarica per ampliare l’area bloccata. Nella maggior parte dei casi, un tubo di maglia (stent)

inoltre è posizionato all’interno dell’arteria per mantenerla aperta e impedire il restringimento

futuro.

Tomografia computerizzata (TAC) o risonanza magnetica (MRI). Anche se più comunemente usato

per verificare la presenza di scompenso cardiaco, questi test possono essere utilizzati per

diagnosticare problemi al cuore.

Trattamenti e cure

Trattamenti di emergenza per la fibrillazione ventricolare mirano a ristabilire il flusso di sangue

attraverso il corpo il più rapidamente possibile per evitare danni al cervello e ad altri organi. Dopo

che il flusso di sangue viene ripristinato, se necessario, si dovranno eseguire opzioni di trattamento

per aiutare a prevenire futuri episodi di fibrillazione ventricolare.

Trattamenti di emergenza

Rianimazione cardiopolmonare (RCP). Questo trattamento può aiutare a ripristinare il flusso di

sangue attraverso il corpo imitando il movimento di pompaggio del cuore. La rianimazione

cardiopolmonare può essere eseguita da chiunque, a patto che si conosca la procedura.

In un’emergenza medica, la RCP può essere iniziata prima che arrivi il personale medico. Ma deve

essere eseguita solo su pazienti in arresto cardiocircolatorio. Vista la complessità dell’argomento ed

il continuo variare dei parametri del 118, non verranno spiegati in questo articolo le procedure per

eseguira una corretta rianimazione.

Defibrillazione. La scossa elettrica attraverso la parete toracica rsetta il battito cardiaco portando il

cuore a funzionare normalmente. In questo modo spesso il ritmo cardiaco riprende.

Lo shock può essere somministrato dal personale di emergenza o da soccorritori se parliamo di

defibrillatori automatici. La maggior dei defibrillatori sono facili da usare e danno istruzioni vocali

durante il loro utilizzo ( in pratica parlano).

I defibrillatori per uso pubblico sono programmati per riconoscere la fibrillazione ventricolare e

inviare uno shock solo quando è opportuno. Questi defibrillatori portatili sono disponibili in un

numero crescente di luoghi pubblici, anche in aeroporti, centri commerciali, casinò, centri

benessere, e centri per anziani. In italia, attualmente è presente in molte ambulanze, ma purtroppo

molto spesso non è presente in luoghi pubblici, centri sportivi etc.

Trattamenti per prevenire episodi futuri

Se il medico ritiene che la fibrillazione ventricolare è causata da un cambiamento nella struttura del

cuore, come ad esempio tessuto sfregiato da un attacco di cuore, può raccomandare di prendere i

farmaci o un intervento medico per ridurre il rischio di fibrillazione ventricolare futuro.

Le opzioni di trattamento possono includere:

Farmaci. I medici utilizzano vari farmaci anti-aritmici di emergenza o per il trattamento a lungo

termine della fibrillazione ventricolare. Una classe di farmaci chiamati beta-bloccanti sono

comunemente usati nei pazienti a rischio di fibrillazione ventricolare o arresto cardiaco improvviso.

Altri farmaci possibili sono inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) inibitori,

calcio-antagonisti o un farmaco chiamato Amiodarone (Cordarone, Pacerone).

Defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD). Quando la situazione si stabilizza, il medico può

raccomandare l’impianto di un ICD. L’ICD controlla costantemente il ritmo cardiaco. Se viene rilevato

un ritmo che è troppo lento, invia un segnale elettrico che passa al cuore, come con un pacemaker.

Se rileva la tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare, invia scosse a bassa o ad alta energia

per ripristinare il ritmo normale. L’ICD può essere più efficace del trattamento farmacologico nel

ridurre la probabilità di avere una aritmia fatale.

Angioplastica e posizionamento di stent. Questa procedura è per il trattamento di una grave

malattia coronarica. Se la fibrillazione ventricolare è stato causata da un attacco di cuore, questa

procedura può ridurre il rischio di futuri episodi di fibrillazione ventricolare.


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filo4

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in fisioterapia
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filo4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Medicina interna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze mediche Prof.

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