Marketing dei prodotti agroalimentari:
Marketing: esempio di bicchieri, bicchiere standard, bicchiere con cuori per San Valentino, bicchiere con
figura Disney. Mostra come sia possibile creare un prodotto che il consumatore percepisce con un valore
superiore rispetto il prodotto standard ed è disposto a pagare un prezzo superiore.
Un altro esempio è la tazza di caffè Starbucks. Le caffetterie starbuck scelgono con attenzione dove essere
collocate e hanno un logo che le contraddistingue e le fa vedere da lontano. Sul sito è possibile trovare
anche i valori nutrizionali del prodotto. Un altro elemento che concorre a creare valore è il valore etico.
Un caffè costa 70 centesimi in più rispetto a un caffè normale.
La starbucks è riuscita a dare un valore ai loro prodotti e quindi si colloca in una struttura di mercato che è
quella di concorrenza monopolistica. L’azienda qui può esercitare un potere di mercato ed realizzare
extraprofitti perché il consumatore considera i prodotti
difficilmente sostituibili.
La differenza fra ricavo medio (y) e costo medio (x) è il mio
profitto medio che moltiplicato per il volume di produzione da
l’area verde che il profitto che l’azienda può avere in concorrenza
monopolistica.
Nel mercato perfettamente concorrenziale non esistono extra profitti.
L’azienda in questo caso può vendere a prezzo di
equilibrio di mercato (E) nel grafico a sinistra.
Qui si ha libera entrata e uscita dal mercato, entrando
nuove aziende cambia il punto di equilibrio e quindi il
prezzo a cui l’azienda può vendere tutta la sua
produzione. Le aziende smettendo di vendere quando
il prezzo di equilibrio di mercato è pari al costo di
produzione. La strategia del marketing serve a
consentire all’impresa di ambire ad extraprofitti, che
nel mercato perfettamente concorrenziale non
sarebbe possibile. Quindi:
Cos’è il marketing? È comunicazione, distribuzione del valore, ma anche creazione di un prodotto di valore.
È un processo di pianificazione ed esecuzione delle attività di ideazione, determinazione del prezzo,
promozione e distribuzione dei beni, servizi e idee, al fine di creare uno scambio che soddisfi sia gli obiettivi
degli individui che delle organizzazioni.
Un altro esempio di marketing è la promozione dell’uso del casco da bicicletta per bambini.
Una definizione più recente è quella americana: il marketing è costituito da attività, istituzione e processi
per creare, comunicare, consegnare e scambiare valori fra clienti, partner e società.
Il marketing implica uno scambio, coinvolge diversi attori, crea un valore, implica decisioni riguardo al
prodotto, al prezzo, alla distribuzione e alla produzione, si pone come obiettivo la soddisfazione del cliente
e riguarda sia individui che organizzazione.
Il marketing è uno scambio di informazioni che vanno dal produttore al cliente ed un altro scambio di
pagamento e informazioni che vanno dal cliente al produttore.
Si può parlare di businnes to business marketing quando è tra produttori; businnes to consumer quando è
tra produttore e consumatore ed infine consumer to consumer quando è tra consumatori ed è quello più
importante al momento soprattutto grazie ad internet.
Il primo tipo è il marketing per cui un’azienda vende ad un’altra azienda, il terzo è il passaggio tra due
consumatore.
L’obiettivo del marketing è la soddisfazione del cliente, perché vuole instaurare relazioni durevoli con i
propri clienti.
Solo nel secondo dopoguerra il consumatore ottiene una certa importanza nel marketing, prima le aziende
producevano beni e servizi senza considerare ciò che il consumatore desiderava.
Il valore si crea con decisioni, strategie che riguardano il prodotto, prezzo, distribuzione e promozione.
Il prodotto può essere un bene tangibile, un servizio (il cui consumo avviene contestualmente alla
produzione), delle idee (possono servire per l’aumento della qualità della vita della collettività).
Ogni azienda crea valore attraverso l’ideazione di nuovi prodotti, servizi o idee.
La Mercedes ad esempio crea valore anche attraverso l’opzione di aprire la macchina senza usare la chiave,
cercare la chiave con un segnale visivo e sonoro che si attiva col cellulare.
La Nike ha realizzato invece un app che include programmi di allenamento, consigli nutrizionali e consigli sul
benessere per migliorare lo stile di vita degli utenti. Ogni programma è condotto da Nike master trainer ed
è progettato per essere flessibile ai vari utenti. Altrimenti la Nike produce dei caschi delle biciclette che in
caso di caduta avvertono direttamente il pronto intervento.
Un grande flop sono stati gli occhiali Google che sono stati ritirati nel 2015 e hanno dovuto ripensare ad un
progetto da zero.
Il valore di un prodotto viene messo in relazione al prezzo, il rapporto deve essere coerente.
Il primo prezzo è quello della Mercedes il cui prodotto è associato ad un’alta qualità, mentre il secondo è
l’idea che offre un prodotto con un disegno semplice, che il cliente può montare da solo riducendo il costo
del servizio.
È importante comunicare il valore e distribuire il prodotto in modo tale da valorizzarlo. Questo è il caso
della Nike, dove la creazione di valore associata al prodotto riguarda un prodotto basato sull’innovazione.
Il prezzo è vasto, ci sono prodotti altamente tecnici quindi con prezzi elevati e prodotti più semplici con
prezzi minori. L’azienda cura la distribuzione online, nei negozi monomarca e indipendenti.
La Nike inoltre abbina la sua immagine a quella dei suoi prodotti più sofisticati che vengono associati a dei
testimonia.
Idea giusta: creare un prodotto che non esisteva soddisfando i bisogno dei clienti come la voglia di
rinnovamento, lanciando il prodotto sui i media, applicando un prezzo relativamente basso.
Marketing Management:
È un gruppo di attività preprogrammate, organizzate e controllate che partono dallo studio del
consumatore e vengono applicate una volta raggiunti gli obiettivi aziendali per soddisfare il cliente. Sono
elementi costitutivi dell’ambiente prossimo.
È costituito dalla fase analitica, strategica e operativa.
La fase analitica studia l’ambiente, che si divide in circostante (comprende il cliente, l’azienda, i partner e la
concorrenza) e in macroambiente dove si formano le preferenze dei consumatori, quindi è estremamente
importante (ambiente culturale, sociale, demografico, ambiente tecnologico, economico, giuridico e
politico).
La parte strategica comprende la definizione degli obiettivi, in termini di quota di mercato, di fatturato,
numero di clienti ecc. comprende inoltre la definizione del target (segmento della domanda al quale
rivolgere il prodotto) e il posizionamento, ovvero come differenziare la propria offerta dalla concorrenza e
ottenere e un vantaggio competitivo.
Nella fase operativa si applica la strategia attraverso le 4 leve del marketing mix: prodotto, comunicazione,
prezzo e distribuzione.
Particolari aziende nella filiera agroalimentare che sono riusciti a differenziarsi dai competitors sono ad
esempio la Nespresso, con il brevetto delle capsule, riuscendo a creare un nuovo prodotto.
Altre azienda importante è la Ferrero, con la Nutella, che ha particolari aspetti edonistici (gusto,
consistenza) che la rendono diversa da un comune vasetto di nocciola. Inoltre, il brand Nutella ha una sua
reputazione in tutto il mondo, differenziandosi dai competitors proprio perché il consumatore associa un
valore aggiunto.
Nel settore del marketing questi sono due esempi vincenti. Differenziando il prodotto le aziende riescono a
non far entrare nel loro segmento target altre aziende (nel loro mercato).
MARKETING ANALITICO:
Raccoglie e analizza varie informazioni. Le informazioni sono riferite all’ambiente in cui opera l’azienda e,
quando si parla di ambiente, si parla di ambiente circostante (più vicino all’azienda, costituito da soggetti
strettamente connessi alle attività dell’azienda) e macroambiente (il contesto più ampio, non controllato
dall’azienda che può essere una minaccia o un vantaggio per l’azienda stessa).
Al centro dell’ambiente circostante c’è il cliente, ovvero il segmento target che viene influenzato dai
partner dell’azienda ma anche dalla concorrenza. Nel marketing analitico diventa essenziale raccogliere
informazioni circa tutti i componenti (clienti, azienda, competitors, partners).
L’azienda monitora il proprio segmento target, monitora le attività della concorrenza, collabora con i
partner e rileva l’evoluzione del macroambiente.
Con l’analisi dell’ambiente prossimo e del macroambiente individua le opportunità adattando la propria
offerta ai bisogni e alle preferenze dei consumatori, anticipando anche i trend talvolta (basti pensare ad
Amazon Alexa, che ha creato un desiderio di avere un device che potesse reagire agli ordini dell’utente).
Ambiente prossimo:
Il primo elemento è l’azienda. Il marketing è volto a rispondere ai bisogni/preferenze dei consumatori
valorizzando le risorse aziendali. Per creare nuovi prodotti/migliorarli è necessario valorizzare le risorse
aziendali, creando un vantaggio competitivo.
Il vantaggio competitivo deve essere mantenuto nel tempo, come è riuscita la Nutella, che nel tempo è
riuscita a non farsi intercettare dai competitors, grazie anche alla sua fortissima reputazione.
La Corning è un’altra azienda che ha trovato un vantaggio competitivo. Ha iniziato producendo lampadine,
in un mercato di concorrenza perfetta. Per distinguersi ha continuato a sviluppare prodotti in vetro sempre
più tecnologici, sottilissimi e resistentissimi, a tal punto da arrivare a produrre prodotti per telefonia.
Questa sinergia con iPhone ha contribuito a collocare questa azienda in un mercato non concorrenziale.
E’ necessario specificare che le aziende sviluppano relazioni con altre aziende, creando un ambiente
corporativo (i produttori di auto collaborano con i metalmeccanici, gli pneumatici e compagnie di
trasporto). L’ambiente corporativo è rilevante per la stessa azienda, perché permette di collaborare con
altre aziende sviluppando prodotti diversi dagli altri ed eventualmente anche sostenibile dal punto di vista
aziendale.
Nell’ambiente circostante c’è anche la concorrenza, che deve essere monitorata costantemente. La
concorrenza infatti ha chiaramente una sua strategia di marketing e compie delle azioni, con strategia
proattiva (che parte da un’iniziativa). Un esempio sono i rasoi Schick Hydro e Gillette Fusion, concorrenti sul
mercato. Le aziende in competizione si controllano a vicenda per acquisire un vantaggio rispetto a dei
segmenti target.
Macroambiente:
Gli operatori del marketing devono monitorare, studiare, analizzare il macroambiente per poter rispondere
prontamente ed efficacemente ai cambiamenti che avvengono nel contesto in cui opera l’azienda, ma
anche nel quale si formano le preferenze/gusti/bisogni dei consumatori e che l’azienda non controlla.
L’azienda, malgrado questo, può individuare delle opportunità e delle minacce. Il macroambiente può
essere schematizzato nella dimensione ambientale, culturale e sociodemografica, tecnologica,
politico/giuridica ed economica.
Dimensione culturale e sociodemografica:
Per quanto riguarda la dimensione culturale e sociodemografica del macroambiente definiamo la cultura
come l’insieme di credenze, tradizione, norme sociali e conoscenze pratiche che caratterizzano un gruppo
sociale. La cultura è un’eredità storica, un sistema che si tramanda nel tempo e si diffonde attraverso la
letteratura, le istituzioni (famiglia, scuola), sistemi di comunicazione. La cultura è dinamica, cioè nel tempo
è soggetta a modifiche e definisce i rapporti sia all’interno del gruppo sociale che presenta la stessa matrice
culturale, sia all’esterno. E’ un elemento fondamentale per il marketing analitico perché influenza come,
cosa e quando acquistare e rappresenta un’opportunità nel momento in cui l’azienda è capace di
intercettare e individuare un prodotto che è rilevante per un determinato contesto culturale.
Il marketing può tener conto dell’ambiente culturale a livello nazione (lingua, abitudini alimentari, simboli,
celebrazioni, modi di vestire). Le differenze culturali sono importanti a livello nazionale, ma anche a livello
regionale (per esempio l’alimentazione). Le aziende tendono ad adattare la loro offerta ai diversi contesti
culturali. Starbucks cambia i prodotti a seconda del paese in cui vende, adattandosi alla cultura. All’interno
dei diversi negozi sviluppa quindi prodotti diversi e questo è un esempio di come anche un’azienda
multinazionale per riuscire ad affermarsi sui diversi mercati tiene conto della cultura.
Non è sempre facile individuare e utilizzare gli aspetti culturali specifici di un paese e quindi abbiamo un
esempio di un’azienda che ha preferito sviluppare un prodotto uguale ovunque, come la Disney.
Quest’azienda ha la stessa tipologia di negozio in termini di ambiente e prodotti.
A fianco della cultura troviamo le caratteristiche sociodemografiche della popolazione. Queste
caratteristiche includono età, sesso, reddito, composizione del nucleo familiare e gruppo etnico e questi
gruppi esprimono bisogni e preferenze diverse. Età, reddito e nazionalità sono rilevanti, come anche
l’invecchiamento della popolazione che è determinate per indirizzare le aziende verso determinati
segmenti target (telefoni Brondi, vacanze per anziani, etc.). Anche in campo alimentare ci sono prodotti
specifici per anziani o indirizzati a determinati target (diabetici, inappetenti, nutrienti).
Anche il reddito è fondamentale per il potere d’acquisto dei consumatori, la nazionalità (aumento della
popolazione immigrata) è un fattore che può essere una spinta per un nuovo tipo di offerta.
Per poter sviluppare nuovi prodotti al passo con l’evoluzione sociodemografica queste sono tutte
considerazioni da fare.
L’azienda può associare le scelte di consumo alle caratteristiche demografiche attraverso informazioni per i
consumatori durante l’acquisto (carta fedeltà, app, prenotazione prodotti), durante il consumo (basta
pensare a Netflix) o dopo l’acquisto (recensioni). Questo permette non solo di adattare i prodotti alle
preferenze, ma anche di produrre nuovi prodotti. In questo modo si monitora anche l’evoluzione delle
preferenze.
Sempre nell’ambito della dimensione sociodemografica ci sono le coorti che meritano un piccolo
approfondimento e sono classi/gruppi costituiti da individui della stessa generazione, con una certa
omogeneità di preferenze. Si parla di individui che hanno condiviso le stesse esperienze e si trovano nella
stessa fase di vita. Questo è molto importante perché permette di comunicare e valorizzare il proprio
prodotto. Negli anni ’50 il concetto di famiglia era con madre+padre+figlio e la madre ai fornelli, mentre
adesso il concetto si è evoluto ad un “famiglia è chi ti fa sentire a casa”, quindi queste coorti, questi gruppi
di individui cambiano nel tempo e, di conseguenza, cambiano i prodotti e le preferenze.
Coorti attuali:
->Dativi digitali, 11-25 anni (generazione Z): la prima generazione che ha utilizzato internet fino dalla prima
infanzia (noi). I social media incidono per una parte importante nel processo di socializzazione e questo
segmento influenzerà maggiormente il digital marketing delle prossime generazioni.
->Maturisti, +76 anni: è ancorata a valori tradizionali di famiglia, matrimonio, lavoro.
->Boomers, 61-76 anni: hanno meno familiarità con internet e tecnologia digitale. Hanno vissuto il boom
demografico e ripresa demografica (da qui il nome boomers). Sono orientati al lavoro, carriera, ambiziosa e
redditi elevati.
->Generazione X, 60-41 anni: Ha una certa apertura mentale verso le differenze di genere, culturale, non
troppo familiare con le tecnologie informatiche ma che ha dato vita a questo mondo informatico.
->Generazione Y, 26-40 anni: Progressivo maggior utilizzo delle tecnologie digitali. E’ una generazione
precaria.
Nella società contemporanea si manifestano varie tendenze che influenzano la preferenza dei consumatori.
Alcune di queste hanno un impatto rilevante sul settore agroalimentare:
-Attenzione verso uno stile di vita salutare.
-Attenzione verso la sostenibilità ambientale.
-La ricerca di prodotti che consentano di risparmiare tempo, sforzo fisico e mentale nell’acquisto e nel
consumo (convenience pools, prodotti di quarta gamma).
Negli USA nei supermercati sono stati assunti dei dietisti che consigliano gratuitamente a clienti che hanno
problemi alimentari i prodotti più corrispondenti alle loro esigenze.
Sempre in ambito agroalimentare ci sono continuamente nuovi prodotti che intercettano il trend salutistico
e di sostenibilità. Il trend salutistico viene cavalcato con i prodotti nutraceutici (olio d’oliva e altri prodotti
salutistici, come yogurt, latte con omega 3, succhi di frutta). Si parla inoltre di sostenibilità ambientale e di
fair-trade, rispettoso dei diritti dei lavoratori. Uno degli elementi del fair-trade è quello di vietare il lavoro
minorile.
I convenience food sono i prodotti di terza e quarta gamma, che sono acquistati, consumati e mangiati
senza grande fatica. L’attributo convenience può essere associato anche all’ambito salutistico (bio, vegan,
etc.). Il biologico è associato sì all’aspetto ecosostenibile, ma il consumatore lo associa anche ad aspetti
salutistici (a causa dell’assenza di prodotti fitofarmaci).
L’olio evoo ha un health claim che permette di indicare che questa tipologia di prodotto permette la
prevenzione
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Appunti di marketing dei prodotti agroalimentari
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Marketing e Gestione dei prodotti agroalimentari - Appunti
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Marketing - Appunti
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Economia e marketing delle imprese agroindustriali