CAP. 1 - IL MARKETING: COSTRUIRE UNA RELAZIONE PROFITTEVOLE
Marketing: Definizione Consiste nella gestione di relazioni profittevoli con il cliente;
processo sociale e manageriale mediante il quale una persona o un gruppo ottiene ciò
che costituisce oggetto dei propri bisogni e desideri creando, offrendo e scambiando
prodotti e valori con altri;
Scopo Marketing:
- Creare valore per il cliente e ottenere in cambio un valore da quest’ultimo
- Soddisfare i bisogni del cliente
Processo di marketing: creare una relazione con il
Si articola in 5 fasi: le prime 4 fasi servono a cliente mentre
ottenere valore dal cliente.
l’ultima fase serve per
1.Comprendere il mercato e i bisogni del consumatore . Questa prima fase consiste
nell’analizzare:
Bisogni: è la condizione in cui si percepisce uno stato di privazione ed inoltre serve
per soddisfare esigenze di natura superiore. Il bisogno, plasmato dalla personalità
individuale e dalla cultura, si trasforma in desiderio, ovvero in un bisogno più specifico.
Desideri: Bisogno plasmato dalla cultura e dalla personalità individuale.
Domanda di mercato: Insieme dei desideri supportati dal potere d’acquisto
disponibile per soddisfare quei determinati desideri. La domanda è fondamentale per
decidere come posizionarsi sul mercato ed è formata dalla capacità economica e dai
desideri. Inoltre bisogna determinare un livello di aspettative adeguato per il cliente, in
modo tale che esso sia soddisfatto. Quindi bisogna promettere qualcosa di migliore
rispetto ai concorrenti, tenendo conto del livello in cui si è in grado di soddisfare il
cliente. Un esempio è la pubblicità ingannevole riguardo per esempio il fatto di avere
una forma fisica migliore attraverso determinati prodotti, i quali però non sono in
grado di garantire tali risultati.
Offerte di mercato: I bisogni e i desideri dei consumatori possono essere soddisfatti
attraverso le offerte di mercato, cioè una combinazione di prodotti, servizi,
informazioni ed esperienze rivolte a un determinato mercato per soddisfare un bisogno
o un desiderio.
Def. Mercato: insieme degli acquirenti attuali e potenziali di un prodotto.
o
L’impresa svolge attività di marketing sia nei confronti degli intermediari sia nei
confronti dei consumatori
finali.
2. Definire una strategia di marketing orientata al cliente : riguarda la selezione dei
clienti da servire. A tale riguardo è necessario dividere il mercato in gruppi di soggetti
che siano simili in termini di bisogni ed il più possibile diversi tra loro. L’impresa inoltre
deve determinare quali sono i segmenti migliori (cioè quali che riesce a coprire
meglio), ricordando che per ogni segmento l’impresa ha un’offerta di marketing
precisa riguardante il processo di pianificazione e di realizzazione della concezione, del
pricing, della promozione e della distribuzione di idee, beni e servizi al fine di creare
scambi che consentano di conseguire gli obiettivi di individui e organizzazioni.
Marketing management: capacità di scegliere i mercati obiettivo con cui instaurare
relazioni vantaggiose;
Definizione di una value proposition chiara, rilevante, univoca: oltre alla selezione del
mercato e dei segmenti, bisogna stabilire quindi la strategia di marketing migliore, per
comunicare al meglio le esigenze che l’impresa riesce a soddisfare mediante i propri
prodotti.
Concetti che guidano il marketing management:
Concetto di PRODUZIONE: i consumatori prediligono i prodotti facilmente accessibili
e più economici. Il management deve quindi focalizzare i propri sforzi su una maggiore
efficienza delle attività di produzione e distribuzione.
Concetto di PRODOTTO: i consumatori preferiscono i prodotti di migliore qualità,
caratterizzati da
prestazioni elevate e caratteristiche innovative; serve quindi un continuo
miglioramento del prodotto da parte dell’impresa. Cioè l’impresa abbandona la
prospettiva precedente di concetto di produzione e si concentra a vendere un prodotto
di qualità superiore e non più economico e facilmente accessibile. Per esempio se ho
già saturato il mercato con il prodotto base, devo proporre un prodotto migliore del
rischio della miopia,
precedente sul mercato. Si ha però il ovvero si rischia di perdere
di vista il mercato, ovvero possono nascere esigenze diverse sul mercato di
riferimento che i prodotti dell’impresa non soddisfano. È un errore commesso dai
produttori che si concentrano troppo sui prodotti anziché sui benefici e le esperienze
che questi possono offrire. Da qui nasce una nuova concezione:
Concetto di VENDITA: dove i consumatori non acquistano una quantità sufficiente di
prodotti a meno che l’impresa non intraprenda sforzi di promozione e vendita su larga
scala. Un esempio è la vendita di enciclopedia oppure di prodotto in generale non
ricercato dalla clientela. L’orientamento alle vendite è caratterizzata da una situazione
di eccessiva capacità produttiva (domanda < offerta). È un approccio non sostenibile
in quanto il mercato si è evoluto in termini di bisogni e quindi non è sufficiente una
promozione della vendita su larga scala, ma bisogna creare un prodotto che risponda
alle esigenze del cliente. Si passa quindi ad un concetto di marketing:
Concetto di MARKETING: il raggiungimento degli obiettivi aziendali dipende dalla
conoscenza dei bisogni e dei desideri dei mercati obiettivo e dalla capacità di
soddisfare il cliente meglio dei concorrenti: il prodotto deve quindi riguardare le
esigenze di quel target di riferimento. Senza questo approccio è difficile che
un’impresa operi con successo sul mercato.
Concetto di MARKETING SOCIALE: evoluzione del concetto di marketing e rappresenta
la strategia di marketing dell’impresa che dovrebbe fornire un valore capace di
conservare o migliorare sia la condizione del cliente, sia quella della collettività.
“Mettere le persone prima degli utili”.
cause related marketing,
Esempio di marketing sociale: cioè una causa spostata dal
marketing che non ha a che fare con l’attività principale dell’impresa. Si tratta di una
partnership tra un‘azienda e un’organizzazione non profit con lo scopo di trarre
vantaggi reciproci.
Concetto di marketing sostenibile: riguarda il consumo e lo sviluppo sostenibile.
3. Realizzare un programma di marketing in grado di offrire un valore superiore
rispetto ali altri
Si ha lo sviluppo di un programma di marketing integrato in grado di trasferire il valore
creato ai clienti obiettivo marketing mix
Marketing mix: insieme di strumenti adottati per l’applicazione della strategia di
marketing (4P). Programma di marketing integrato: combinazione di tutti gli strumenti
valore
per offrire il desiderato ai clienti selezionati. L’obiettivo finale è quello di riuscire
quindi ad offrire valore al cliente che sia superiore a quello dei concorrenti ed
adeguato alle esigenze dei concorrenti. Il marketing mix serve per creare valore in
maniera più efficace rispetto le altre imprese concorrenti mediante la combinazione
degli strumenti di marketing.
Strumenti del marketing mix: tipicamente riconosciuti come le “4 P”:
- PRODOTTO
- PREZZO
- PUNTO DI VENDITA
- PROMOZIONE
Instaurare relazioni profittevoli di lungo periodo con il cliente e garantire la massima
4.
soddisfazione
Customer Relationship Management: riguarda la gestione dei dati relativi alla
clientela, ossia l’organizzazione delle informazioni dettagliate sui singoli clienti e la
delicata gestione delle opportunità di contatto sensibili, finalizzata a massimizzare la
fedeltà all’impresa con il cliente. Indica l’intero processo di creazione e mantenimento
di relazioni profittevoli con i clienti mediante l’offerta di valore e soddisfazione
superiori. Ciò dipende dalle scelte di marketing mix: tanto è più alta la soddisfazione
dei clienti, tanto è più probabile che i clienti acquistino di nuovo i prodotti e quindi si
instaura una relazione. È necessario verificare:
1)Valore percepito: percezione del rapporto fra tutti i benefici e tutti i costi di una
singola offerta a confronto con quelli della concorrenzarapporto BENEFICI/COSTI.
L’impresa deve agire sui benefici percepiti ma far aumentare il proprio valore
percepito a parità di costi, ed inoltre devi cercare di abbattere i costi per il cliente.
2)Soddisfazione del cliente: rapporto fra le prestazioni percepite del prodotto e le
aspettative dell’acquirenterapporto PRESTAZIONI/ASPETTATIVE. Se l’impresa è in
grado di mantenere le aspettative (promesse fatte), il cliente sarà soddisfatto.
Esistono varie tipologie di relazioni, tra cui le 2 all’estremità sono:
Relazioni di base con il cliente
1) : riguarda quelle imprese con molti clienti e basso
margine di profitto.
Full partnership,
2) cioè una relazione più profonda e interattiva, ovvero dei soggetti
che si identificano in maniera assoluta con determinate marche, andando oltre la
performance del prodotto, le quali diventando parte del loro essere Brand
community. Questi consumatori sono disposti a diffondere l’utilizzo di quella marca
gratuitamente e sono disponibili ad aiutare la marca a sviluppare nuovi prodotti in
maniera gratuita.
In conclusione bisogna:
1) Conoscere i bisogni del cliente.
2) Fare ricerche sul target e gestire queste informazioni per determinare i bisogni e i
desideri su cui si fonda la domanda, legata al potere d’acquisto (segmentazione e
targetizzazione).
3) Progettazione strategia di marketing orientata verso il cliente:
Caratteristiche del prodotto che risponda alle esigenze di quel target
Leva prezzo, leva prodotto
Elementi inerenti la distribuzione
Comunicazione dell’offerta sul target di riferimento
4) Creare delle relazioni con il cliente
5. Ottenere valore dai clienti per generare profitti e qualità per il cliente
Creando un valore superiore per il consumatore l’impresa conquista un elevato livello
di soddisfazione della clientela, che rimane fedele e incrementa i propri acquisti.
Valore del ciclo di vita del cliente Con la perdita di un cliente viene meno non
solo una vendita, ma l’intero flusso di acquisti che il cliente avrebbe effettuato nel
corso della propria vita se fosse rimasto fedele all’impresa.
Valore della clientela (Customer Equity) ipotetico valore complessivo di tutti i
clienti attuali e potenziali dell’impresa per l’intero ciclo di vita del cliente, al netto dei
costi di acquisizione.
Classificazione dei clienti:
STRANGERS: bassi livelli sia di profittabilità che di fedeltà (scarsa corrispondenza
tra l’offerta dell’impresa e i bisogni del cliente). Meglio evitare qualsiasi
investimento in questa categoria.
BUTTERFLY: genera profitti ma è instabile (la corrispondenza fra l’offerta
dell’impresa e i bisogni del cliente è elevata, tuttavia sono i clienti che si fanno
vedere per brevi periodi). L’impresa deve organizzare una campagna promozionale
per trattenerli.
TRUE FRIENDS: clienti fedeli e profittevoli (elevata corrispondenza tra l’offerta di
un’impresa e i bisogni dei clienti). È bene investire nel mantenimento della
relazione con questo tipo di clientela.
BARNACLES: clienti molto fedeli ma che generano un profitto limitato
(corrispondenza bassa tra l’offerta dell’impresa e i bisogni dei clienti). Questa
categoria rappresenta un peso per l’azienda.
NB. Miopia di mercato:errore commesso dai produttori che si concentrano troppo sui
prodotti anziché sui benefici e le esperienze che questi possono offrire
CAP. 2 - L’IMPRESA E LA STRATEGIA DI MARKETING FINALIZZATA ALLA
RELAZIONE DI CLIENTELA
Pianificazione strategica d’impresa: si intende il processo di sviluppo e
mantenimento di un’aderenza strategica fra gli obiettivi e le capacità
dell’organizzazione e il cambiamento delle opportunità di mercato nell’ottica del lungo
periodo, indirizzando le varie scelte dell’impresa. Pone le basi per tutte le altre attività
di pianificazione all’interno dell’impresa.
Passaggi per elaborare la pianificazione strategica:
1) Missione aziendale: esprime lo scopo dell’organizzazione, gli obiettivi che si
intendono raggiungere nel piùvasto ambiente esterno; da essa derivano gli
obiettivi da perseguire a tutti i livelli manageriali.
2) Determinazione degli obiettivi d’impresa: derivano dalla mission. Gli obiettivi
devono essere integrati all’attività dell’impresa e possono essere di business
(costruire relazioni vantaggiose, investire nella ricerca, migliorare i profitti) oppure
di marketing (aumentare la quota di mercato, aumentare la promozione).
3) Scelte del Portafoglio di attività: combinazione di attività e di prodotti sui quali
si regge l’impresa che vengono offerti sul mercato con lo scopo di raggiungere gli
obiettivi d’impresa. L’analisi del portafoglio di attività permette ai dirigenti di
effettuare una valutazione dei prodotti e delle attività attuali dell’impresa.
L’obiettivo finale è destinare risorse consistenti alle attività più redditizie e
ridimensionare o tagliare le attività più deboli SBU
4) Pianificazione strategica per ogni singola attività d’impresa: permette di
individuare le varie Strategic Business Units (SBU) e valutarne le potenzialità.
I primi 3 passaggi riguardano scelte a livello aziendale, mentre nell’ultimo passaggio
bisogna tenere conto di ogni singola attività.
Strategics Business Units (SBU)È un’unità d’impresa con una missione specifica e
obiettivi specifici con sufficiente autonomia decisionale.
Passaggi:
- Individuare i principali rami di attività (individuazione arre strategiche di affari)
- Valutare l’attrattività delle varie SBU delle aree strategiche d’affari
- Decidere quanto merita sostegno ogni SBU
la quota di mercato relativa il tasso di crescita del mercato
Bisogna valutare e di ogni
business unit per valutare il portafoglio attività. In base alla quota di mercato e il tasso
di crescita, le business unit si suddividono in:
STAR: attività o prodotti con quote di mercato e ritmi di crescita elevati, che per la
rapidità del loro sviluppo spesso richiedono ingenti investimenti. Non generano
risorse nel momento attuale, ma spesso richiedono ingenti risorse per poter in
futuro generare a loro volta risorse.
CASH COW: attività o prodotti con un basso tasso di crescita e un’elevata quota di
mercato: sono SBU affermate che richiedono investimenti limitati.
QUESTION MARK: SBU dei mercati in forte crescita, che però presentano una
bassa quota di mercato. Queste aree strategiche di affari richiedono ingenti
investimenti per il mantenimento e ancora di più per l’incremento della crescita
futura.
DOG: attività o prodotti con quote di mercato e ritmi di crescita contenuti, i profitti
possono essere appena sufficienti a coprire i relativi costi di mantenimento senza
però promettere altre fonti di liquidità e guadagno (non sono in grado di generare
risorse e tendono a domandare risorse anche se non si evolveranno positivamente
in futuro).
È necessario evitare aree caratterizzate da mercati saturi e bassa quota relativa di
mercato: non ha senso allocare risorse dell’impresa in queste aree strategiche, e
quindi bisogna mettere in atto una strategia che permetta di abbandonare tali aree.
Le attività ideali per l’impresa sono quelle che partono come question mark, diventano
star ed in seguito diventano cash cow.
Un portafoglio equilibrato è quello caratterizzato da attività mature e attività ad alto
tasso di crescita, che in futuro genereranno risorse.
Pianificazione strategica: modalità con cui si cercando di individuare opportunità di
crescita. Essa prevede che l’impresa possa individuare strategia per entrare in nuovi
mercati e/o collocare nuovi prodotti matrice prodotto/mercato. La pianificazione
strategica viene utilizzata con l’obiettivo di rendere il portafoglio in equilibrio.
Matrice di Ansoff (matrice prodotto/mercato): strumento utile per l’individuazione
delle opportunità di crescita dell’impresa attraverso le STRATEGIE di:
PENETRAZIONE DEL MERCATO: resto sul mercato attuali con i prodotti originari,
o cercando di agire sui clienti esistenti. L’impresa compie questa decisione quando le
aree sono in equilibrio.
SVILUPPO DEL MERCATO: si ha l’individuazione di nuovi mercati per i prodotti già
o esistenti.
SVILUPPO DEL PRODOTTO: si ha la modifica dei prodotti esistenti per servire il
o mercato esistente: viene quindi inserita una nuova area strategica per servire
meglio il mercato di riferimento.
DIVERSIFICAZIONE: si ha l’apertura o acquisizione di attività incentrate su
o rapporti e mercati diversi da quelli esistenti. Quindi si hanno attività nuove per
l’impresa e mercati nuovi. Questa strategia viene attuata quando l’impresa vuole
rendere in equilibrio il portafoglio di mercato.
Partner Relationship Management: collaborazione con le altre funzioni per creare
una catena del valore efficace al servizio del cliente.
Catena del valore: insieme delle funzioni dell’impresa che, nel progettare ,
produrre, commercializzare distribuire e sostenere i prodotti, svolgono attività che
generano valore per il cliente.
Rete valore-servizio: catena costituita dall’impresa, dai fornitori, ai distributori e dai
clienti stessi, che interagiscono come partner per il miglioramento dell’efficienza
de
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