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Malattie infettive

Per malattie infettive si intendono tutte quelle malattie che sono dovute alla presenza del ruolo di un microrganismo, che possono essere di diverso tipo. Ad esempio, basandosi sulla lunghezza, ci sono alcuni microrganismi di dimensioni inferiori a quelle di una cellula, quelli che hanno dimensioni di una singola cellula, e altri che sono pluricellulari.

Microrganismi unicellulari

Questi sono fondamentalmente batteri, ma anche funghi e protozoi, come quello che causa la malaria. Gli organismi unicellulari sono in grado di replicarsi da soli, spesso anche fuori dall’organismo ospite.

Microrganismi pluricellulari

Gli elminti, come la tenia, sono organismi in costante evoluzione, con un apparato riproduttivo e digerente, avvicinandosi agli esseri superiori.

Storia delle malattie infettive

Le malattie infettive sono una di quelle patologie che l’uomo conosce da sempre. Ad esempio, nella raffigurazione della testa di Ramses V ci sono dei "pallini", segno del vaiolo di cui è morto. I microrganismi sono tantissimi, anche se non tutti portano malattia all’uomo, e la storia delle malattie infettive è legata alla storia della lotta per le malattie infettive, cioè il modo in cui l’uomo ha cercato pian piano di capirle e combatterle.

Se pensiamo ad Aristotele, egli fu l’artefice della teoria della generazione spontanea, secondo cui i piccoli microrganismi che alteravano l’aceto, la muffa del formaggio o del pane, si generavano da soli. Col tempo si è iniziato a capire che dietro ci fosse un pensiero epidemiologico e la successione di tanti scienziati che hanno contribuito all’evoluzione.

Quando abbiamo realmente iniziato a combattere le malattie infettive?

Dal 2000 a.C. al 2000 d.C. Le prime armi vere per combattere le malattie infettive ci sono state nel 1798 con il vaccino di Jenner per combattere il vaiolo. Le malattie infettive erano la principale causa di morte; addirittura, l’Europa ha rischiato che nel tredicesimo secolo non ci fossero più abitanti, a causa della successione di molte epidemie che causavano la morte di intere popolazioni.

Diffusione malattie infettive

Quando parliamo di diffusione delle malattie infettive, bisogna far presente alcuni termini:

  • Epidemica - Malattie non generalmente presenti, ma che ad un tratto danno tantissimi casi in poco tempo e in poco spazio. Comparsa di un numero rilevante di casi concentrati nel tempo e nello spazio.
  • Pandemia - Epidemia con diffusione eccezionale, che si diffonde in più paesi.
  • Endemica - Malattia costantemente presente in una data popolazione o circoscritta ad un’area geografica specifica.
  • Sporadiche - Casi rari ed eccezionali, senza tendenza alla diffusione.
  • Ubiquitaria - Presenti ovunque.

L'era pre-antibiotica

Le malattie infettive erano la principale causa di morte dell’uomo, prima della comparsa degli antibiotici. Nel XIX secolo l’aspettativa media di vita era di 50 anni e la probabilità di morire per una malattia infettiva era del 40% (polmonite, meningite, tubercolosi). Ad esempio, spesso le donne morivano al momento del parto, a causa di infezioni che si propagavano nel corpo e non potevano essere contrastate da antibiotici data la loro inesistenza.

Nei primi anni del '900, al termine della prima guerra mondiale, una pandemia di influenza colpì l’Europa, la spagnola, in cui la gente non moriva di influenza ma per una polmonite da stafilococco sovrapposta all’influenza. Quindi l’influenza creò uno stato di debolezza a cui si aggiunsero le scarse condizioni igieniche, i postumi fisici della guerra, poco cibo, ecc. Le cifre girano attorno ai 50.000.000 di morti, più di quanti la prima guerra mondiale fece. Negli anni dai '50 ai '70, si è visto il boom delle prime vere armi per combattere le malattie infettive, e con l’introduzione degli antibiotici e delle campagne di vaccinazione di massa, si è assistito a un drastico calo di mortalità per le malattie infettive.

La conquista della tubercolosi

Selman Waksman, il primo a scoprire il primo farmaco contro la tubercolosi, ricevette il premio Nobel con la scoperta del vaccino contro la tubercolosi, e scrisse un libro "La conquista della tubercolosi" nel 1964, e scrisse questa bellissima frase in cui: "la tubercolosi sta per essere ridotta ad un problema irrilevante per l’uomo, il futuro è brillante e la completa rimozione di questa malattia è ormai all’orizzonte".

Il vaiolo con la vaccinazione di massa è l’unica malattia che fino ad oggi è stata eradicata dal mondo, e ad oggi si spera che questo lo si possa fare anche con altre malattie. Il vaiolo uccideva moltissime persone ma con la vaccinazione nel 1979 è stato dichiarato eradicato. Dei ceppi di vaiolo sono stati conservati in America e Russia affinché sia possibile fare un vaccino.

Le malattie infettive nel XXI secolo

Le malattie infettive sono ancora all’inizio del ventunesimo secolo:

  • La seconda causa di morte nel mondo
  • Negli Stati Uniti la terza causa di morte
  • La prima causa di malattia più frequente al mondo

Tant’è che, se andiamo a vedere delle malattie storiche, i dati possono confermare queste statistiche come ad esempio l’HIV nell’Africa subsahariana, America Latina e sud-est asiatico; la tubercolosi; la malaria nella fascia tropicale; il colera ancora presente in forma epidemica, quindi piccole epidemie a carico prevalentemente dell’Africa subsahariana e del sud-est asiatico; la poliomielite che con la vaccinazione era stata quasi sconfitta, ad eccezione della presenza di alcuni paesi in cui la vaccinazione non è stata praticata su tutta la popolazione a causa di dittature, guerra e situazioni di grave disagio che hanno permesso ad alcune sacche di polio l’esistenza; la lebbra, malattia ancora vastamente estesa, anche se curabile con degli antibiotici semplicissimi dati gratuitamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Data la falsa informazione sociale, il soggetto colpito non dichiara la malattia, permettendo così l’infezione; la sifilide che sembrava ormai scomparsa, ma ancora presente in tutti i paesi del mondo.

Riassumendo:

Nell’era pre-Covid, nel mondo più o meno muoiono 57.000.000 di persone e circa il 26% di esse muoiono di malattie infettive.

XXI secolo, nuovi problemi

  • Malattie infettive emergenti e riemergenti, quindi nuove malattie che compaiono dal nulla o vecchie malattie che assumono caratteristiche peggiori.
  • Microrganismi come causa di patologie croniche.
  • Farmacoassistenza causata da una scarsa e giusta assistenza.

Si definisce emergente una malattia che non è mai stata identificata prima nell’uomo, per esempio HIV/AIDS, SARS, o la variante della malattia di Creutzfeldt, Covid-19. Le malattie riemergenti sono quelle già conosciute dall’uomo, ma o la loro frequenza aumenta, o cambiano le loro caratteristiche, o diventano farmaco-resistenti. Malattie intenzionali: sono quelle indotte liberamente dall’uomo, per motivi di terrorismo o pazzia.

Perché si verifica una malattia infettiva?

Tutto ciò fuori dalle malattie infettive è dovuto dall’equilibrio di un microrganismo e un microrganismo che è l’uomo, all’interno di un particolare ambiente. Quindi, se gli agenti infettivi cambiano, o cambia l’ambiente, l’uomo con dei comportamenti, può succedere che si crei una nicchia ecologica nuova che prima non esisteva, in cui i microrganismi possono svilupparsi. Ci sono una serie di fattori che provocano da soli o in combinazione, la comparsa di nuovi microrganismi:

  • I cambiamenti ambientali e lo sviluppo dell’agricoltura (i cui l’uomo può venire a contatto con dei microrganismi o addirittura con i vettori dei microrganismi).
  • I cambiamenti legati all’acqua. Come ad esempio una diga del Nilo venne costruita per evitare le inondazioni; prima però il grande flusso d’acqua non contenuto trascinava via ed uccideva molti molluschi e organismi vari, e da quando il flusso è più regolare questi piccoli animaletti riescono a navigare nel Nilo e raggiungere il delta del Nilo che sta in Egitto. Questi animaletti portano una malattia che si chiama schistosomiasi.
  • I cambiamenti demografici e comportamentali: impoverimento, crescita demografica, migrazione, guerre, carestie, comportamenti sessuali, uso di droghe, diete non corrette, esposizione a microrganismi.
  • I viaggi: viaggi internazionali, commercio, come nel XIV con la scoperta della via della seta, dall’Asia venivano portate malattie come la peste, a causa dei topi infettati di peste all’interno delle navi che una volta sbarcati nell’occidente diffondevano la peste nella città portuale. Nel 1800/1900 dall’Africa venne portata la febbre gialla, malattia importata insieme agli schiavi. Sempre nello stesso periodo ci fu un grande evento migratorio dall’Europa verso il nuovo mondo dell’America e oceanico, e in questo momento vennero portate malattie come il vaiolo, morbillo e varicella. Sempre nel secolo scorso si diffuse l’AIDS; ad esempio nel pellegrinaggio alla Mecca ci sono persone da tutto il mondo che recandosi sul posto, vivono in condizioni igieniche precarie ed a qui lo sviluppo di numerose malattie come colera e meningite.
  • La tecnologia legata alla produzione di cibo: convenzionalmente le tecnologie hanno favorito la produzione industriale di cibo, però siccome la produzione tecnologica è enormemente amplificata, ogni minimo errore seppur raro, provoca danni enormi dalla diffusione rapida. Ad esempio, negli anni '90, ci fu una produzione di hamburger con Escherichia coli in America che uccise tantissimi bambini a causa della dissenteria e altri fattori; o il fenomeno della mucca pazza, ovvero mucche che erano state nutrite con gli scarti degli uomini morti; un’altra è la contaminazione dei germogli.
  • La tecnologia legata all’assistenza sanitaria: le apparecchiature nuove, i trapianti, i farmaci immunosoppressori, gli antibiotici ecc., possono dare luogo a malattie, anche perché spesso le persone che usufruiscono di questi sistemi, hanno un sistema immunitario debole e quindi suscettibile all’infezione di eventuali malattie infettive; ad esempio con il trapianto di organi e tessuti possono trasmettersi virus (come il Citomegalovirus). D’altronde queste nuove apparecchiature hanno permesso di curare molti problemi, dai più grandi ai più semplici, come potrebbe essere un’ulcera pelvica la cui causa principale sembra essere un batterio, quindi curare un batterio significa eliminare la malattia.
  • Fondamentalmente i batteri cambiano, man mano che si moltiplicano possono andare incontro a dei cambiamenti, e ciò può influire sulla loro capacità di infettare le persone, sulla loro capacità di produrre delle sostanze e sulla loro capacità di produrre delle malattie croniche. Il 16% dei tumori conosciuti sono dovuti a dei microrganismi: il tumore dello stomaco dovuto al batterio Helicobacter pylori che prima provoca un’ulcera che poi si aggrava in tumore; il tumore della cervice uterina con il Papilloma Virus; il cancro del fegato con il virus dell’epatite; i linfomi con il virus Epstein-Barr della mononucleosi, ecc.
  • Farmacoassistenza: spesso all’interno della sanità pubblica ci sono infrastrutture che sono adatte o meno a proteggerci dalle infezioni; molto spesso le politiche sanitarie sono volte più verso la terapia che verso la prevenzione, anche se dovrebbe essere il contrario. Ad esempio, negli anni '50/'60 quando ormai si pensava che la tubercolosi stesse scomparendo, sono state tolte tutte le strutture adibite per i malati di tubercolosi, perché al contrario di quanto si necessitasse, si pensava non servissero più.
  • Farmacoresistenza: un batterio che prima era sensibile ad un certo antibiotico, con la conseguente morte, adesso invece riesce a resistere, perché magari ha sviluppato una resistenza genetica o altro. Questo è un problema causato prevalentemente dai medici, poiché spesso non sono attenti ai dosaggi degli antibiotici, ed è altrettanto pericoloso usare poco antibiotico quanto usarne troppo, dato che in entrambe le situazioni si può andare incontro ad una resistenza da parte di microrganismi. Un’altra percentuale di causa di tale fenomeno, la si associa al paziente dal momento in cui c’è noncuranza nel rispettare la corretta prescrizione. Un altro problema è rappresentato dalla contraffazione dei farmaci. Inoltre, sappiamo che gli antibiotici vengono spesso utilizzati sia con gli animali, sia nelle culture di piante neutrali, e tutto ciò fa sì che gli effetti degli antibiotici a lungo andare arrivino a noi.

In Indonesia si è pensato di ridurre l’epidemia di colera, utilizzando un antibiotico in forma preventiva, cioè tutti gli indonesiani prendevano questo farmaco. Siccome questa tecnica non elimina del tutto il microrganismo, in Indonesia ormai il 50% dei ceppi del microrganismo del colera sono resistenti alla penicillina.

Nel mondo le principali cause di morte sono innanzitutto le infezioni a carico delle vie respiratorie, causate prevalentemente dal batterio pneumococco che è sensibile alla penicillina e a tutti i farmaci derivanti da esso, ma che ormai la resistenza a questo farmaco sta aumentando fino a raggiungere in alcuni paesi il 55%. Per quanto riguarda l’AIDS, ci sono moltissimi farmaci quante altrettante persone diventate resistenti alla maggior parte di essi, diminuendo così il numero di farmaci possibili da utilizzare. Le diarree infettive sono una causa di morte nei bambini dei paesi in via di sviluppo, per cui esistevano molti farmaci di basso costo rispetto ai quali, però, il 90% delle salmonelle (batteri che provocano le diarree infettive più comunemente) sono ormai resistenti ad essi. La tubercolosi è diventata resistente a molti farmaci così come la malaria.

Ogni paziente che si infetta con un batterio resistente ai comuni antibiotici è un paziente a rischio di un ricovero prolungato oltre che di morte se non si riesce a trovare una cura adatta. È anche un costo per la società, dato che ricoveri più lunghi portano a costi maggiori anche per i tipi di farmaci richiesti.

Descrizione di malattia

Quando si parla di una qualunque malattia, la si descrive pronunciando una serie di caratteristiche:

  • Caratteristiche del microrganismo
  • Patogenesi: come si sviluppa la malattia con i fattori di rischio.
  • Epidemiologia: dove è possibile trovare un tipo di malattia. Per le malattie infettive, il microrganismo molto spesso ha una sede, e conoscere quest’ultima è importante per capire se tenere in considerazione una data malattia o meno. L’epidemiologia comprende anche alcuni dati statistici che ci permettono di comprenderne anche la frequenza.
  • Clinica: si intende la descrizione della malattia, come si presenta. È l’insieme dei sintomi e dei segni:
    • I sintomi sono ciò che il paziente sente e descrive (tosse, bruciore nella minzione).
    • I segni sono la diagnosi obiettiva dopo un esame obiettivo (pelle gialla, rumore dai polmoni).
  • Dopo aver guardato il quadro clinico classico, andiamo ad evidenziare le complicanze cliniche, cioè situazioni che si verificano sporadicamente, ma che possono complicare la malattia portando spesso anche alla morte.
  • Diagnosi: non è una nostra competenza, ma conoscere diagnosi e terapia ci fa comprendere meglio la situazione del paziente. Dopo aver compreso la malattia, come si sviluppa e si manifesta, bisogna fare una diagnosi che comprende il quadro clinico (già parte della diagnosi) ed esami di vario tipo:
    • Esami ematochimici (del sangue, delle urine).
    • Esami strumentali (ecografie, radiografie, endoscopie).
    • Solo per le malattie infettive gli esami microbiologici e sierologici (cioè quelli che misurano la risposta immunitaria alla presenza di un microrganismo).
    • Esami differenziali.

Fatta la diagnosi, quindi essendo certi della malattia, si deciderà la terapia, tenendo presenti due aspetti:

  1. Tutti gli aspetti preventivi: tutto ciò che si fa per prevenire la malattia, quindi misure igieniche, profilassi, vaccini; vale sia per prevenire il contagio sia per insegnare ad altri la prevenzione.
  2. Tutto ciò che si fa per assistere il malato: tutte le problematiche assistenziali sul paziente già affetto da malattia.

Le malattie infettive

Le malattie infettive sono il frutto della rottura di equilibrio tra il microrganismo e la persona, che però prima di diventare malattia infettiva, passa attraverso vari passaggi:

  1. La contaminazione: in cui il microrganismo per caso arriva a contatto con l’essere umano, di solito sulla cute.
  2. Colonizzazione: non è più una presenza transitoria del microrganismo ma una presenza fissa, in cui esso si moltiplica senza favorire danni all’organismo umano. La malattia infettiva è quando quel danno si manifesta, con un cambiamento di tipo fisiopatologico, chimico.

A volte, i microrganismi che si colonizzano all’interno del nostro organismo, sono un beneficio, e questi si chiamano "saprofiti" e sono microrganismi sempre presenti in alcune zone del nostro corpo quali: vie aeree superiori, la cute, l’intestino e l’apparato urogenitale. Questi microrganismi sono importanti perché ad esempio sintetizzano alcune proteine, o ci difendono dall’arrivo di altri microrganismi dal momento in cui ci sono già loro ad occupare materialmente un tessuto e non ci sarebbe spazio per un microrganismo dannoso.

  • I microrganismi che provocano malattia si chiamano "patogeni".
  • I microrganismi "opportunisti" sono microrganismi che solitamente non sono in grado di dare malattia, quindi non sono.
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Scienze mediche MED/17 Malattie infettive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ottina23_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Massetti Anna Paola.
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