Contabilità nazionale
Prende in riferimento dei modelli semplici e soprattutto semplificati di cicli economici. Si tratta di quella branca dell’economia che cerca di misurare statisticamente (quindi in forma non esatta al 100%) o quantificare le grandezze e i processi economici.
Operatori economici da prendere in considerazione
- Famiglie
- Imprese: ogni unità economica che produce beni e servizi destinati alla vendita
- Settore pubblico
- Settore estero
Tipologie di beni e servizi prodotti dalle imprese
In contabilità nazionale, le aziende devono possedere alcuni requisiti di produzione fondamentali:
- Lavoro: attività umana (manuale e intellettuale) impiegata per ottenere beni e servizi
- Capitale: mezzi utilizzati per la produzione (cfr. Capitale di Marx)
- Terra: tutte le risorse naturali che possono essere riproducibili o meno
In questa parte si cercherà di definire la forza lavoro di un paese. Principalmente si prendono in considerazione:
- Popolazione in età lavorativa: i dati giungono tramite il censimento periodico della popolazione
P(t+h)=P(t) + [N(h) - M(h)] + [I(h) - E(h)]
Dove N sono i nati nell’anno h, M sono i morti, I gli immigrati e E gli emigrati. - Popolazione in età lavorativa (secondo convenzione va dai 15 ai 65/65 anni)
Per definire questo metodo vanno introdotti i concetti di Indice di Vecchiaia (IV) e Indice di Dipendenza (ID).
IV = [(Popolazione > 65 anni)÷(Popolazione < 14 anni)] ×100
ID = [(Popolazione > 65 anni)+(Popolazione < 14 anni)] ÷ [Popolazione in età lavorativa]
Dunque se ne può dedurre che non tutta la popolazione in età lavorativa è effettivamente impiegata:
Disoccupati e tasso di disoccupazione
Per disoccupati l’ISTAT intende tutti coloro che hanno intrapreso senza successo un’azione attiva di ricerca del lavoro nei 30 giorni precedenti all’intervista e si rendano disponibili a lavorare nelle due settimane successive. Per essere occupati, invece, basta aver svolto anche solo un’ora retribuita nella settimana di riferimento.
Il tasso di disoccupazione (TD) fa parte dei principali indicatori statistici che riguardano il mercato del lavoro. L’obiettivo primario è misurare una tensione sul mercato del lavoro dovuto ad un eccesso di offerta di lavoro da parte dei lavoratori rispetto alla domanda di lavoro da parte delle aziende. Misura in maniera percentuale la forza lavoro che non riesce a trovare impiego.
TD = (N° disoccupati ÷ Forza Lavoro) × 100
dove la Forza Lavoro comprende sia gli occupati (O) sia i disoccupati (D).
Per comprendere appieno le condizioni del mercato del lavoro si prende in considerazione il tasso di partecipazione (TP). Tendenzialmente può essere interpretato come un indice di spreco del lavoro (se è basso).
TP = (Forza Lavoro) ÷ (Popolazione in età lavorativa)
Tutti questi indici, ovviamente, vanno interpretati in base al grado di sviluppo di ogni paese preso in considerazione, dunque anche i tassi possono essere di diverso genere a seconda della tipologia.
Tasso di occupazione
Il tasso di occupazione (TO) è un indicatore statistico del mercato del lavoro che quantifica l'incidenza della popolazione che ha un'occupazione sul totale della popolazione e si calcola come rapporto percentuale tra il numero di persone occupate e la popolazione. TO = (Occupati) ÷ (Popolazione in età lavorativa)
Indica il peso di chi genera reddito. Come ogni altro mercato, anche quello del lavoro segue i normali flussi.
Flusso del mercato del lavoro
I cassaintegrati vengono considerati come OCCUPATI.
Il capitale
In finanza e in ragioneria, il capitale si riferisce generalmente alla ricchezza finanziaria, con particolare riferimento a quella utilizzata per avviare o sostenere un'impresa. Inizialmente, si assume che altri tipi di capitale (ad esempio il capitale fisico), possano essere acquistati con il denaro o il capitale finanziario, in modo che non vi sia bisogno di un'ulteriore analisi per quest'ultimo.
Si prenda in considerazione un periodo di un anno, in particolare l’inizio e la fine del ciclo produttivo.
- A) Si osserva il residuo di tutte le attività produttive precedenti, ovvero:
- Beni di produzione ad uso singolo e ad uso durevole
- Beni di consumo ad uso singolo e ad uso durevole, dei quali una percentuale fa parte delle scorte d’impresa e l’altra fa parte dei beni destinati alle famiglie.
Capitale d’impresa = Beni capitali fissi + Scorte d’Impresa
- B) Attrezzatura produttiva finale che comprende i beni di produzione già presente ad inizio anno e non consumati nel processo di produzione e “invecchiati” di un anno e la nuova attrezzatura produttiva nella forma di nuove scorte e nuovi beni capitali.
Tramite B-A si può capire l’ammontare degli investimenti operati nel corso dell’anno.
Investimenti e ammortamenti
È necessario distinguere gli investimenti al lordo o al netto degli ammortamenti. Per mantenere invariato lo stock di capitale va effettuato un investimento a lordo degli ammortamenti. Gli ammortamenti non sono altro che delle trattenute dai ricavi che vengono operate ogni anno. Essi serviranno a rimpiazzare i macchinari o altri beni usurati dal tempo che hanno concluso la loro vita economica.
PIL: prodotto interno di un paese al lordo degli ammortamenti
Capitale di una nazione= AN persone + AN società + AN Stato
In questo anno ci sarà una produzione di beni e servizi, che vanno misurati e quantificati esattamente. Tendenzialmente per la produzione e la circolazione di beni e servizi avvengono scambi di merci e scambi di moneta in direzione opposta.
Schema dei flussi in economia chiusa
In questo caso vengono presi in considerazione solo i beni di consumo perché è il flusso principale tra imprese e famiglie.
Tavole delle interdipendenze settoriali
Dette anche tavole di Leontief o tavole input-output servono a quantificare le produzioni e i rapporti tra imprese e produzione. Determina l’impatto sulle industrie fornitrici rispetto a cambiamenti della produzione in una singola industria. Queste tecniche possono essere usate per misurare l’impatto del cambiamento della domanda in qualunque industria sull'intera economia.
Il sistema input-output considera un'economia di scambio (a livello nazionale o regionale) suddivisa in un certo numero di settori produttivi (detti anche branche di attività economiche o industrie) individuati generalmente per tipo omogeneo di prodotto realizzato. Ciascun settore, nel suo insieme, si pone sul mercato con un duplice ruolo: come acquirente dei beni e dei servizi degli altri settori e di fattori che impiega nel processo produttivo, da un lato; come venditore della merce che produce dall’altro.
Nel modello chiuso, introdotto da Leontief nel 1941, si descrivono i flussi di beni e servizi tra tutti i settori di un'economia in un dato arco di tempo. Non vi è distinzione tra settori di produzione e settori di consumo: così come i settori della produzione si scambiano beni e servizi (ad esempio, l'agricoltura fornisce materie prime all'industria, ovvero l'industria «consuma» prodotti agricoli: i cosiddetti consumi intermedi), i consumatori forniscono risorse ai settori produttivi (che «consumano» lavoro) e spendono i redditi ricevuti come contropartita nel consumo dei beni e servizi prodotti (cosiddetti consumi finali).
| Settore A | Settore B | Domanda Prodotto finale complessivo |
|---|---|---|
| Aa | Ab | Ca + Ia |
| Ba | Bb | Cb + Ib |
| Lavoro | La | Lb |
| Ammortamenti | Ka | Kb |
| Produzione complessiva | A | B |
Per merci diverse si cerca un metro unico di grandezze, quindi va introdotto il concetto di prezzo, che rende confrontabili beni e servizi di natura differente.
Calcolo del PIL
Per calcolare il PIL seguendo le tavole Input-Output esistono tre metodi:
- Metodo della spesa
PIL= PaYa + PbYb = Pa(Ca+Ia) + Pb(Cb+Ib) = C + I
Il PIL coincide con il valore dei beni di consumo e dei beni di investimento finali prodotti in un paese. - Metodo del valore aggiunto
Si prendono in considerazione i valori aggiunti all’interno del sistema economico
PIL= VAa + VAb= W(La + Lb) + i(Ka + Kb) + D(a + b) + P(a + b) - Somma dei beni di consumo venduti alle famiglie + valore degli investimenti + variazione delle scorte = costi per salari, stipendi, interessi + utile lordo (profitti a lordo degli ammortamenti)
Si prende in considerazione la variazione delle scorte in maniera tale da evitare che si presenti l’errore del doppio computo, ovvero calcolare più di una volta nella produzione finale il costo dei beni intermedi.
Identità fondamentali
- Economia chiusa senza intervento della pubblica amministrazione
PIL = C + I = Wl + iK + D + P
C + Il = C + Sl
I = S - Economia chiusa con intervento della pubblica amministrazione
Accanto al settore privato (famiglie e imprese) opera anche il settore pubblico.
Probleme come valutare il prezzo di beni e servizi pubblici perché in teoria non sono destinabili alla vendita, dunque non hanno un prezzo determinato dal mercato. Il valore viene computato indirettamente come somma dei redditi corrisposti ai fattori della produzione (salari e stipendi dei lavoratori pubblici) non destinati alla vendita.
Il valore della produzione lorda vendibile (PLV) è la somma dei valori aggiunti e gli acquisti intermedi.
G, definita come spesa pubblica, non comprende solamente solamente i consumi pubblici, ma anche gli investimenti pubblici (per opere pubbliche, strade e altro) e erogazioni di sussidi.
Bilancio statale
Il bilancio dello Stato, nella contabilità di Stato, è un documento contabile di previsione previsto dall'art. 81 della Costituzione da approvare con scadenza annuale, indicante le entrate (imposizione fiscale) e le uscite dell'amministrazione statale (spesa pubblica) relative ad un determinato periodo di tempo ovvero i cosiddetti conti pubblici.
La somma della spesa pubblica e dei trasferimenti al netto della tassazione può effettivamente definire lo stato del bilancio statale. Se le entrate superano le uscite allora ci sarà un avanzo, mentre se le uscite saranno maggiori delle entrate ci sarà un disavanzo.
I trasferimenti dello Stato (TR) non aggiungono nulla al PIL perché si tratta di trasferimenti di reddito che avvengono grazie ad altri trasferimenti di reddito (tasse T).
Inoltre, con l’intervento dello Stato va anche introdotto il concetto di reddito disponibile dalle famiglie, differente dal reddito totale. Esso infatti rappresenta quello che le famiglie possono risparmiare o consumare al netto delle tasse che vanno percepite alla pubblica amministrazione.
PIL al prezzo di mercato e PIL al costo dei fattori
Il PIL al costo dei fattori è la somma dei redditi dei fattori che hanno partecipato alla produzione comprensivi delle imposte dirette e dei contributi sociali più gli utili non distribuiti alle famiglie. Il PIL al prezzo di mercato è invece il PIL al costo dei fattori più la differenza delle imposte indirette e i contributi alla produzione dati dallo Stato alle imprese più le imposte indirette nette.
Economia aperta
Un’economia aperta comprende anche le importazioni e le esportazioni.
In particolare:
- a) Redditi: estero di residenti nazionali nazionali da residenti all’estero
PIL ≠ RNL
Perché non sarà più vero che la somma dei redditi guadagnati dai fattori produttivi nazionali sia uguale al valore complessivo dei beni prodotti all’interno della nazione. - b) Parte della produzione destinata all’esportazione e parte del denaro da investire in importazioni di beni e servizi.
Valore dei beni e servizi finali prodotti nella nazione a lordo degli ammortamenti, delle imposte e dei contributi sociali più i redditi netti da lavoro estero più i redditi netti da capitale guadagnati all’estero generano la somma dei redditi guadagnati dai fattori produttivi della nazione. - c) Ci sono acquisto di beni e servizi dall’estero detti importazioni (Z) e vendita di beni e servizi all’estero detti esportazioni (X).
NX = N - Z sono le esportazioni nette.
Conto economico delle risorse e degli impieghi
Il conto economico delle risorse e degli impieghi racchiude in sé tutte le componenti che determinano l’evolversi degli eventi in una data nazione in uno specifico periodo di tempo, senza però offrire elementi per formulare un giudizio sul funzionamento del sistema economico.
Le risorse sono costituite da tutti i beni che sono stati prodotti nella nazione (Y) o che sono stati importati dall’estero (Z). Mentre gli impieghi sono la precisazione del modo in cui i beni sono stati impiegati denominandoli secondo l’uso che ne è stato fatto. Essi dunque rappresentano i consumi (C), gli investimenti (I), l’ammontare della spesa pubblica (G) e l’ammontare delle esportazioni (X).
Nel momento in cui ci sono movimenti con l’estero può esserci un afflusso o un deflusso di capitale da un paese all’altro. Quindi questi movimenti vanno contabilizzati nella bilancia dei pagamenti. Può accadere che, importando più di quanto si esporti, venga a crearsi un debito verso l’estero che può essere estinto o bilanciato con l’afflusso di capitali dall’estero da parte di cittadini o da coloro che scambiano azioni nazionali in cambio di valuta internazionale.
Tasso di cambio
Esistono mercati in cui si scambiano le valute come se fossero beni e in cui si fissano i prezzi di ciascuna valuta. Pf Z = VD dove Pf è il prezzo della valuta estera e VD la domanda di valuta estera per le merci importate. (P/e)X = Vs dove Vs è l’offerta di valuta estera per acquistare merci nazionali e “e” è il tasso di cambio, ovvero determina il prezzo della moneta nazionale in termini di valuta estera.
A seconda dell’apprezzarsi o del deprezzarsi del tasso di cambio una valuta può valere di più o di meno rispetto ad un’altra.
Apprezzamento: EXPORT>IMPORT
Perché la valuta estera è più forte, dunque compra a meno, mentre la valuta nazionale compra a più.
Deprezzamento: IMPORT>EXPORT
Tasso di cambio nominale: indica la quantità di moneta estera acquistabile con un’unità di moneta nazionale.
Tasso di cambio reale: prezzo relativo al valore delle merci estere rispetto al valore delle merci nazionali. R=ePf/P Se R aumenta, Pf aumenta, dunque il tasso di cambio si sta deprezzando a sfavore della moneta nazionale.
Regimi di cambio
- Fissi: in cui i tassi di cambio si mantengono fissi grazie all’intervento delle Banche Centrali
- Flessibili: non sono totalmente liberi perché le Banche Centrali intervengono comunque. Fluttuazione sporca dei tassi di interesse, perché sono le banche a tenere stabile il tasso.
Benessere di una nazione
Si può definire attraverso il PIL pro capite, tuttavia prendere in considerazione solamente un indice per quanto importante sia può portare a degli errori.
Problemi
- Si può misurare solo ciò che passa per il mercato, quindi ciò che non passa per il mercato non viene preso in considerazione. Infatti non tutti i rapporti tra le persone hanno a che fare con il PIL di una nazione.
- Diseconomie esterne: l’industria chimica, che inquina, produce un aumento del PIL; in questo caso l’inquinamento è una diseconomia esterna perché è esterna all’industria. Crea un disagio che riduce il benessere della popolazione pur non attaccando direttamente il PIL. Si cerca di controbilanciare la diseconomia imponendo una forte tassazione a coloro che inquinano, in modo da far passare per il mercato la diseconomia.
- “Mali” e servizi: si potrebbe produrre una merce che nel mercato non è considerato positivamente ma negativamente. Un esempio è la criminalità organizzata.
- Qualità dei beni prodotti: per quanto la produzione sia abbondante se la merce non rispetta i principi di qualità, dunque va ad incidere sugli indicatori di benessere di un Paese.
Si ha un occhio di riguardo anche per la distribuzione della ricchezza in quanto in alcuni paesi il divario fra ricchi e poveri è molto ampio.
Teorie macroeconomiche (periodo neoclassico)
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