Che materia stai cercando?

Appunti di linguistica italiana

Appunti per l'esame della Prof. Giammarco
Argomenti trattati:
Le trasformazioni principali della lingua
Le distinzioni delle consonanti
Il cambiamento della struttura morfologica dal latino all’italiano
Storia della lingua italiana e dialetti

Scarica il file in PDF!

Esame di Linguistica italiana docente Prof. A. Giammarco

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Nella poesia ci si rende conto che il dialetto non è considerato un codice che crea rottura (anni

’60). Si comincia a parlare di due codici diversi: poesia italiana e poesia dialettale.

Nelle canzoni si utilizza il codice dialettale per segnare un arottura.

ELEMENTI DEI DIALETTI SETTENTRIONALI

Esiti diversi di alcuni fenomeni per influenza del sostrato gallo-celtico.

LUIGURE (?): perdita di vocale finale diversa da A solo nelle sillabe –NO –NE –NI, particolare

sviluppo palatalizzato dei nessi –BL, -PL, che esitano in –G e –C

Disomogeneità del passaggio da A tonica a è: Lavèr (emiliano); Lavè (piemontese); Lavà (ligure,

lombardo)

Nesso latino –CT: da T a C (Foctum diventa Fato (emiliano, veneto) o Fac’ (Lombardo)

Diverso trattamento di –CL: rispetto al toscano esiti in Ciama invece di chiama

Il friulano ha dato origine a una lingua a sé come il sardo (che non è un dialetto)

CENTRO E TOSCANA

Sono varietà regionali e non dialetti perché essi si sono toscanizzati da subito e le varie differenze

si sono attenaute.

- Fenomeni comuni con i dialetti meridionali: -nd>non è MB>MM

- Fenomeni rilevanti dialetti mediani: metafonesi. Conversazione distinzione latina in –O e –U

(Omo-munnu)

- Fenomeni rilevanti toscano (4 aree):

Assenza di metafonesi

Dittongamento di E e O con accento breve in sillaba libera (lieve-buono), riduzione di –r

e ?? (fornaio a Roma diventa Fornaro)

Gorgia (ch aspirata) in posizione iniziale

Pronuncia “strisciata” (‘G’ e ‘C’ in posizione intervocali), dall’etrusco

DIALETTI MERIDIONALI

-Dialetto alto-meridionali (Roma-Ancona)

Metafonesi e dittongamento metafonetico

Abolimento vocali finali in schwa o caduta

Spirantizzazione –B in –V anche in posizione iniziale

Assimilazioni progressive –ND>NN; MB e –NV>MM

Pronome soggetto 3° persona derivato da IPSUM (accusativo di IPSE)

- Dialetti Meridionali estremi (Calabria, Puglia, Sicilia)

Sistema vocalico (TONICO) a 5 vocali con esito I da I (lunga o breve) a E (breve) esito u da

O (lunga) e U (breve e lunga)

Conservazione vocali finali

Pronuncia cacuminale –dd da –ll (tipico della sicilia)

Pronuncia frigativa alveolare di –r, -str, -tr

Dovuti alla presenza di sostrati

Accanto ai dialetti ci sono il dialetto regionale, l’italiano regionale e l’italiano. Questi sono 4

gradi di uno stesso linguaggio: sono diversi livelli lingusitici.

L’italiano settentrionale è diviso in :

-linguaggio dialettale settentrionale/sostrato gallo-celtico (piemontese)

-sostrato veneto

-sostrato friulano

SILLABA LIBERA = la sillaba che termina per vocale

Gli elementi del parlato sono elementi extra linguistici, come ad esempio le facce che facciamo

mentre parliamo. Possiamo fare una faccia tale che facciamo intendere che quello che diciamo sia

opposto a quello che vogliamo dire.

Un altro elemento costitutivo del parlato è la diversa fruizione tra parlato e scritto: la

comunicazione del parlato è immediata (hic et nunc), lo scritto invece rimane

Il parlato è molto più libero dello scritto. Altri elementi diversi sono la coesione e la coerenza. Gli

elementi di coesione e di coerenza devono essere presenti anche nel parlato. La funzione

comunicativa nel parlato è salvaguardata anche se vengono commessi errori, anzi aiutano la

funzione comunicativa e per questo sono accettati. Ciò non avviene nello scritto.

La presenza dell'interlocutore: non deve essere fisicamente presente, ma ci deve essere. Nello

scritto riprende le caratteristiche di diversa fruibilità. L'interlocutore può essere da un'altra parte e

vivere in un altro tempo. Esempio dei cartelloni pubblicitari: il testo c'è ma chi ha scritto non è più

presente. Il parlato presuppone un minore controllo. Le frasi possono essere anche slegate.

Due caratteristiche fondamentali assenti nello scritto: la presupposizione e la deissi. La

presupposizione si lega al contesto linguistico; il mio interlocutore conosce il mio contesto

linguistico, si presuppongono molte cose. La deissi riguarda il contesto nel momento dell'atto

comunicativo.

Una cosa possibile nello scritto ma non nel parlato è muoversi liberamente nel testo scritto ,

andare avanti e indietro. Nel parlato di può andare solo avanti o riprendere ciò che si è detto.

L'interazione dell'interlocutore, le risposte, sono presenti solo nel parlato.

Altri errori ammissibili nel parlato sono quelli ??

Nella comunicazione intervengono: emittente, ricevente, il messaggio, il mezzo (l'aria nel parlato, il

foglio se scrivo) attraverso cui trasmettere il messaggio, il codice (più formale o meno formale).

Funzioni della lingua

Funzione emotiva: il linguaggio trasmette emozioni

Funzione conativa: l'indirizzo linguistico è rivolto al ricevente, allo scopo di agire su chi lo riceve.

Per esempio, un messaggio pubblicitario.

Funzione poetica: il messaggio è concentrato su sé stesso.

Funzione fàtica: si concentra sul canale comunicativa.

Funzione metalinguistica: lingua che parla di sè (la grammatica). I dizionari parlano della lingua.

Funzione referenziale: di tipo descrittivo; è la lingua quando descrive realtà. Esempio sono i libri o i

quotidiani.

Gesti ostensivi rientrano nella deissi. Ad esempio "Prendi" si capisce dal gesto.

La grammatica del parlato che non è la grammatica della lingua (usata nello scritto) invece è

costituita da segnali discorsivo, elementi he si muovono all'interno della conversazione, possono

mettere in risalto ciò di cui si parla, possono essere formule di controllo.

Segnali di demarcazione delimitano un discorso (aprono e chiudono discorso)

qualità quantità relazione e modo sono regole che, se violate, non impediscono al discorso di

proseguire

L'implicatura conversazionale permettono al discorso di essere compreso anche se questi

elementi vengono violati, attraverso la volontà di comprendere chi parla. Ogni norma per essere

violata deve essere nota.

La grammatica del parlato

Deissi: forte legame con il contesto extralinguistico che può rimanere implicito

Presupposizione: conoscenze date per condivise

Focus: dato d'interesse della frase messo in risalto dall'intonazione o dalla sintassi

Segnali discorsivi: formule di attenzione, esitazione, esemplificazione, riformulazione, controllo

ricezione e/o comprensione, demarcativi.

Atto linguistico o comunicativo (quando si parla)

Tema o topic: ciò di cui si parla

Rema (o comment) ciò che si dice riguardo al tema

Gli atti linguistici possono essere suddivisi in

Atti locutivi: ai riferisce a ciò che si dice

Atti illocutivi: intenzione comunicativa

Atti perlocutivi: effetto dell'atto linguistico

-verbi performativi

-enunciati performativi (es: giuramenti, devono essere compresi per avere valore)

La conversazione

Massime conversazionali

Implicatura conversazionale

PRT: punto di rilevanza transazionale (rilevo che ci può essere una transizione della parola da una

persona all'altra. Si capisce dal tono della parola o può essere direttamente)

Sequenze complementari (sequenze che vanno sempre in coppia, presuppongono o dei rituali o

delle formule di cortesia fisse che aprono e chiudono il discorso, detti demarcatori) (es: come stai,

bene)

I REGISTRI DEL PARLATO

Il parlato si muove su alcuni parametri fondamentali: diastratia, diafasia, diatopia.

La differenza di registro diastratico era molto forte, la maggior parte parlava il dialetto. Il registro

formale è quello che si ha quando si cerca di avere un modo di parlare corretto. Il registro

informale fa più capolino rispetto a quello formale: è quello in cui si inseriscono più facilmente gli

elementi connotativi del dialetto.

Varietà regionale e italiano regionale vanno tenuti distanti:il secondo si riconosce da gli elementi

panitaliani (comune a tutta Italia), I primi li tengono distinti dall'italiano.

L'italiano regionale è quello più informale e un po' scorretto.

La diatopia g confronto tra italiano contemporaneo tra 1987 e 2010.

1987 al centro convergono nei 3 punti l'italiano parlato colloquiale/aulico-standard (1950)/

1987

Registri linguistici bassi:

Italiano colloquiale

italiano regionale

Italiano informale trascurato

Italiano gergale

Registri linguistici alti:

Italiano burocratico

Italiano tecnico scientifico

Italiano aulico-formale

Nel 2010:

Litsliano informale si fa sentire anche nell'Italiano formale. Si fa emergere in situazioni formali la

propria tendenza.

Si è innalzato l'italiano standard che è diventato scolastico, non è più l'italiano letterario.

L'italiano neostandard è quello giornalistico

L'italiano aulico è parlato da più persone

L'italiano burocratico è stato sostituito dall'italiano aziendale.

L'italiano popolare è quello più basso parlato da chi ha studiato poco.

Nuovi linguaggi: italiano digitato.

Dovremmo parlare un Fiorentino colto, senza localismi. La corretta pronuncia delle parole Italiane

(ortoepia) riguarda chi fa scuola di dizione. C'è stata una tendenza a eliminare il romano. Molte

pronunce provengono da area romana.

La sintassi ha caratteristiche che accomunano i diversi parlati delle lingue Italiane. Particolarità:

uso della congiunzione che polivalente, uso del imperfetto al posto del congiuntivo.

Costrutti di messa in rilievo di ciò che voglio enfatizzare nella frase: molto spesso l'ordine delle

frasi viene modificato per dare enfasi a un concetto, mettendo in rilievo un elemento da

considerare.

Costrutti di messa in rilievo (modifica dell'ordine non marcato delle frasi per poter dare risalto al

tema) : topicalizzazione contastrativa, tema libero, dislocazione a sinistra, dislocazione a destra,

frase scissa (essere + che).

Vocaboli generici comportano impoverimento della lingua (una cosa, un tizio, un sacco di,

ultramegaipersuper), aggettivi che hanno sia accezione positiva che negativa (pazzesco, assurdo).

Espressioni colorite, per arrivare poi al turpiloquio (televisione) che si usa anche tra gruppi ristretti.

Per studiare l'italiano del passato ci possiamo avvalere di documenti scritti: per studiare il parlato

dobbiamo avvalerci di testi con un registro molto vicino a quello del parlato (riproduce suoni che

ascolta). Uso poco attento della lingua. Anche nell'epistolografia.

Uso letterario del parlato, in cui interviene l'artificio letterario.

4 NOVEMBRE

Lingue settoriali

Ponte di collegamento tra scritto e parlato

Si distinguono dalla lingua comune per in vocabolario altamente specializzato

Si distanziano in grado

Termini usati nel linguaggio specifico

Linguaggi settoriali come quelli del turismo o dello sport

Hanno delle specificità sintattiche

Monosemia

Linguaggio univoco dei linguaggi settoriali

Polisemia del linguaggio comune

Parole di tipo tecnico

Tecnicismi specifici sono termini utilizzati in maniera specifica per quel linguaggio

Tecnicismi collaterali sono presi da altri linguaggi settoriali (transfer delle parole) e acquisiscono un

significato specifico alla lingua di riferimento

Tra i linguaggi settoriali esistono alcune caratteristiche

Potenziamento del nome rispetto al verbo (caratteristiche specifiche)

Deagentivizzazione : verbo in forma passiva senza complemento di agente

Linguaggio medico, informatico, economico

Linguaggio burocratico deriva dall'ipotassi boccacciana (sintassi composta da un susseguirsi di

subordinate), in cui sono presenti latinismi

alto grado di Monosemia

Transfert: dal settoriale al comune

Tecnicizzazione : da lingua comune a lingua settoriale

Suffissi e prefissi ("-ite") nel linguaggio medico

Adattamento fonetica come la "scannerizzazione" (ma esisteva già scansione)

Linguaggi della comunicazione: una sorta di ibridismi, vicini alla lingua scritta, assommano tra di

loro tutta una serie di Tecnicismi ( linguaggio della politica, del giornalismo, delle canzoni,

cinematografico). Sono linguaggi moderni.

È un linguaggio estremamente diversificato perché si abbracciano più argomenti, come ad

esempio nei giornali. Sono speciali, accessibili, o testi misti. C'è la redenzione di più linguaggi da

più settori.

Nel linguaggio della politica avviene una cesura intorno agli anni 90. Prima si parlava il politichese

(priva di significato ma piena di parole). Convergenze parallele.

Convincimento del pubblico non solo con l'oratoria, ma anche grazie alla funzione emotiva per

sedurre il pubblico per convincerlo.

Linguaggio della radio, della televisione

Secondo Umberto eco, Linguaggio paleotelevisivo e neotelevisivo. Cesura intorno agli anni 70 (tv

private). Prima doveva insegnare nuova lingua con funzione di unificazione, di coesione sociale.

Neotelevisione: tv come funzione di intrattenimento; il linguaggio rispecchia il pubblico, con un

linguaggio vicino a quello parlato. Possiamo distinguere il linguaggio della televisione:

1) parlato serio ma semplice (documentari)

2) parlato sciolto ma colloquiale (quiz)

3) parlato trascurato (fino al turpiloquio) (talk show)

4) parlato simulato (fiction o soap opera)

11 NOVEMBRE

le parole del nostro italiano circolano già dal cinquecento, mentre le altre lingue sono cambiate a

livello grafico e strutturale oltre che lessicale.

Nell'Italiano, il lessico di base (gamma di parole necessarie per creare i dizionari) viene registrato

tramite la loro frequenza di utilizzo.

Arcaismo

Modismi: parole usate in un determinato periodo, che spariscono nell'uso.

Quando una parola non viene più usata diventa vecchia e non più usata, arcaica.

Nel nostro linguaggio sono presenti Arcaismi di recupero, parole riutilizzate (es la mattina di

ferragosto, altezzoso) dal settecento o dell'Ottocento: usate per un certo periodo, diventate

arcaiche e poi riprese.

Italiano caratterizzato da una grande conservatività. Un particolare molto evidente è la tendenza

arcaizzante. Nella lingua italiana c'è la tendenza ad usare parole desuete, auliche. Un ritorno molto

forte dell'uso degli Arcaismi lo vediamo nel novecento soprattutto con d'annunzio.

Nella nostra lingua si assiste a questa persistenza di parole e si formule risalenti al trecento.

Quando compare una parola nuova si parla di neologismi: anche i prestiti sarebbero dei

neologismi. Si parla di neologismi quando si parla di parole nuove in riferimento propria lingua.

Dipende dalla percezione dello status di novità di queste parole: neologismo. Quando questa

percezione cessa, la parola diventa di uso comune.

Neologismo può essere anche il passaggio dall'arcaismo ad una parola nuova. Parcondicio tornata

in uso: neologismo di recupero.

Neologismo semantico si ha quando una parola utilizzata usata per alcuni settori, viene usata per

indicare qualcosa di completamente nuovo (es macchina).

Processi derativi fondamentali

Affissazione

Aggiunta di un elemento prima o dopo una parola già esistente

Prefissazione

Aggiunta di un elemento prima di una parola già esistente

Suffissazione

Aggiunta di un elemento dopo una parola già esistente

Teoricamente di potrebbero creare parole nuove all'infinito.

Situazioni informali dialettali tra anni quaranta e cinquanta ha portato alla scolarizzazione.

Turpiloquio: basso livello linguistico.


PAGINE

15

PESO

50.04 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e comunicazione interculturale
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manuzzo24 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Giammarco Anna Maria Elena.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Linguistica italiana

Lezioni: Appunti di Linguistica italiana
Appunto
Riassunto esame Letteratura Italiana, docente D'Antuono, libri consigliati "Lettere" e il "Discorso" di Antonio Genovesi
Appunto
Traduzione testi e frasi, Lettorato di lingua inglese
Esercitazione
Riassunto esame Letteratura inglese, docente P. Partenza, libro consigliato Dynamics Of Desacralization, P. Partenza
Appunto