Appunti di lezione di Raffaele Petitti
Economia e politica alimentare
Prof. Alessia Cavaliere e Prof. Alessandro Banterle
Introduzione
Il mercato alimentare è fortemente regolato dalle politiche alimentari. L'esame scritto ha una durata di 1 ora. La prima parte riguarda la microeconomia (domande a risposta multipla) e la seconda parte del corso comprende 3 domande a risposta aperta. Con le 3 domande aperte si può arrivare al 18. Le slide e gli appunti sono sufficienti ai fini dell’esame. (Le tasse sono un esempio di intervento pubblico)
Parte prima
L’analisi del mercato nella scienza economica
Oggetto dell’economia
L’economia è una scienza sociale che riguarda gli individui. La caratteristica fondamentale dell’economia è la scarsità (un problema diventa economico se c’è qualcosa legato alla scarsità). Ad esempio, l’aria pulita: finché c’è abbondanza di aria pulita, non c’è un problema economico. Ma nel momento in cui sono presenti inquinanti nell’aria (aria inquinata), e quindi c’è una domanda di aria pulita (problema di scarsità), allora in questo caso diventa un problema economico. Questa differenza la contraddistingue dalla psicologia (non esiste la scarsità). Se c’è abbondanza, non c’è problema economico. Le scelte individuali si basano su scelte economiche e psicologiche.
Il problema della scarsità: di fronte a un reddito scarso, devo trovare il sistema migliore per distribuire (alloccare) questo reddito tra i beni che devo acquistare. L’economia parla non solo di soldi ma anche di tempo e di informazione. Se tutti noi abbiamo la stessa informazione, non esiste un problema economico. Ma nel momento in cui l’informazione è scarsa e nel momento in cui alcuni hanno informazioni che altri non hanno, allora diventa un problema economico. Per fare delle scelte che massimizzano la mia utilità (soddisfazione), devo avere l’informazione giusta. Solo se ho un’informazione corretta, posso dire che quel bene ha un determinato valore economico. Per avere un’informazione corretta devo avere tempo (altra variabile economica). Solo se il tempo è scarso, diventa un problema economico.
Secondo Fischer e Dorbusch, la scienza economica si occupa del modo in cui la società umana affronta il problema della scarsità delle risorse (petrolio, reddito, tempo ecc.) e scelte efficienti in relazione alle scarse risorse di individui e società nel loro complesso. Mentre Samuelson nel 2002 diceva che l’economia è lo studio del modo in cui le società utilizzano le risorse scarse (terra, petrolio, lavoro ecc.) per produrre beni utili e di come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti.
Campi dell’economia
- Economia politica = descrive come è fatta la realtà. È una scienza positiva e descrive il comportamento dell’individuo, delle imprese o del sistema economico. A sua volta si divide in:
- Microeconomia (scelte individuali, sia dei consumatori che delle imprese) comprende la teoria della domanda (scelta dei consumatori); teoria dell’offerta (scelta delle imprese); teoria dei mercati (luogo dove si incontrano domanda e offerta).
- Macroeconomia (scelte della società, come inflazione, crescita, debito pubblico ecc.).
- Economia aziendale = riguarda solo l’impresa (bilancio, organizzazione e strategia marketing).
- Economia applicata = applicare i principi dell’economia a diversi settori (agraria, agro-alimentare, industriale, ambientale, regionale, del turismo, degli intermediari finanziari ecc.).
- Politica economica = partendo dalle analisi che si fanno con l’approccio microeconomico e dell’economia applicata, decido quali sono le politiche, ovvero gli interventi che devono essere fatti nella società per raggiungere il massimo benessere sociale. È una scienza normativa, che mi dice come devo intervenire in una società (da non confondere con l’economia politica).
Lezione 1 Parte integrativa: Teoria della domanda
Mercato = rappresenta il luogo virtuale (ideale, non si identifica con un luogo preciso) all’interno del quale la domanda e l’offerta si incontrano. Esempio del supermercato, il quale rappresenta il nostro mercato. In questo caso ci sono tre componenti che interagiscono tra di loro:
- Consumatore determina la domanda = ho un bisogno. La domanda analizza il mio comportamento.
- Beni o servizi che devo scambiare (es. scatola di biscotti).
- Venditori stabiliscono l’offerta (prezzo? Valore di quel bene).
Il prezzo è il luogo di incontro tra domanda e offerta, ovvero la quantità di moneta che i consumatori cedono ai produttori per ricevere la merce, ossia il valore della merce stessa. Si parla di fallimento del mercato quando non c’è un incontro tra domanda e offerta e si interviene con interventi sul mercato per riportarlo a una condizione di equilibrio. Esempio, quando ho un’etichetta che contiene poche informazioni, non ho disponibilità a pagare per quel prodotto perché manca l’informazione e non riesco a stabilire un valore a quel bene.
Il concetto di domanda
La quantità domandata è la quantità di un bene che i compratori vogliono e possono acquistare. Quali sono i fattori che influenzano la quantità domandata? 4 sono le variabili che influiscono la quantità domandata:
- Quantità domandata del bene i (yi).
- Prezzo del bene (pi).
- Prezzo di beni sostituti (pj, tutto ciò che posso definire sostituto rispetto a quello che sto acquistando).
- Reddito del consumatore R.
- Preferenze qualitative del consumatore pr.
Relazione che esiste tra quantità domandata e prezzo del prodotto: esiste una relazione tale per cui queste due grandezze sono inversamente proporzionali. Questa retta non si muove, per cui la variazione del prezzo sulla quantità domandata determina uno spostamento lungo la curva. Questa è l’unica variabile che determina uno spostamento lungo la curva. (DOMANDA D’ESAME)
Esiste una relazione tra il prezzo e la quantità domandata? Sì, esiste, e la relazione tra prezzo e quantità domandata è inversamente proporzionale, per cui all’aumentare del prezzo del prodotto, abbiamo una quantità domandata che si riduce.
Perché varia la quantità domandata?
Per due ragioni:
- Movimenti lungo la curva di domanda = causati da una variazione del prezzo di mercato del bene.
- Spostamenti della curva di domanda = causati da altre variazioni di altre determinanti della domanda (reddito, prezzo altri beni, preferenze).
Se il reddito del consumatore cambia, come cambia la quantità domandata? Se il mio reddito passa da 1000 a 1500, aumenta la quantità domandata (direttamente proporzionale). Nella legge di Engel, per i prodotti di prima necessità si raggiunge una saturazione (plateau), esempio del pane, anche se il reddito continua ad aumentare, la quantità di pane rimane più o meno sempre la stessa. Questa differenza di reddito si vede con i beni di lusso. Tutte le altre variabili determinano uno spostamento della curva.
Concettualmente una diminuzione del reddito mi determina uno spostamento da A e B (tenendo fermo il prezzo), contrariamente, se aumenta il reddito si avrà uno spostamento da D2 a D1 (tenendo fermo il prezzo).
Terza variabile legata ai prezzi dei beni sostituti. Qual è la reazione dei consumatori riguardo al prezzo delle mele rispetto al cambiamento del prezzo di un bene sostituto che può essere aumentato o diminuito? Quindi, anche in questo caso, si ha uno spostamento della curva.
Equilibrio di domanda e offerta
Domanda e offerta si equivalgono in quel determinato punto = c’è un accordo tra disponibilità del consumatore a pagare che incontra la disponibilità a vendere dell’impresa.
Bene normale
In generale, quello che sappiamo tra la relazione diretta tra bene e reddito (senza considerare beni di prima necessità, beni di lusso ecc.). Se il reddito aumenta, la domanda di un bene normale aumenta.
Elasticità
Di quanto varia la quantità domandata ad una variazione del prezzo? Se ho un prezzo che aumenta del 100% (es. arance da 2 a 4 euro al kilo), posso avere delle reazioni diverse in funzione del bene di cui stiamo parlando:
- Se noi aumentiamo del 30% il prezzo dei mandarini, avrò una domanda che si riduce del 70%.
- Se si ha un incremento del 50% della benzina può far diminuire la domanda del 10%.
Quindi, nel primo caso si dice che la domanda è elastica, nel secondo caso che è rigida. Questa differenza è legata alla presenza o meno di un bene sostituto, ovvero che nel secondo caso non ho una alternativa alla benzina, mentre nel primo caso ho tanti sostituti dei mandarini.
Definizione di elasticità
È il rapporto tra la variazione percentuale della quantità domandata e la variazione percentuale del prezzo. Le diverse reazioni definiscono domande rigide o elastiche:
- Una domanda rigida = variazione del prezzo non riesce a far muovere in maniera proporzionale la quantità domandata quando ci sono pochi sostituti (come la benzina).
- Al contrario una domanda tende ad essere elastica quando il bene ha molti sostituti (come i mandarini).
N.B. In generale, la domanda dei prodotti alimentari è rigida. Sono prodotti di prima necessità (se considerati nel loro insieme, per cui hanno una domanda rigida) qualcosa che non può essere sostituito. L’industria agro-alimentare è un settore anticiclico, a seconda di quella che è la regressione economia, è un settore che resiste bene a tutti i periodi (esempio di questo periodo della pandemia, in generale ha avuto un arresto molto limitato rispetto agli altri settori). Al contrario, se ci sarà un boom economico, il settore alimentare, non subirà mai un boom.
Lezione 2
Domanda elastica e rigida
La risposta della domanda può essere classificata in due grandi categorie: elastica e rigida. È possibile calcolare l’elasticità attraverso il coefficiente di elasticità che è la misura numerica della risposta relativa della quantità al cambiamento del prezzo.
Il coefficiente di elasticità = all’interno dei prodotti alimentari, posso considerare beni di lusso e beni di prima necessità (è possibile fare delle distinzioni). Ma se considero i beni alimentari in generale, la domanda è rigida. Per i prodotti alimentari generalmente l’elasticità è bassa (<1, domanda rigida): alla diminuzione del prezzo la quantità aumenta in modo meno che proporzionale.
N.B. La domanda è più rigida per i prodotti prossimi al livello della saturazione.
Elasticità della domanda rispetto al prezzo perfettamente anelastica
Ed = 0. Anelastica vuol dire che il prezzo può fare quello che vuole, perché ad una variazione del prezzo non corrisponde una quantità domandata (non ho nessuna reazione della domanda). Per cambiare un comportamento (in termini economici), dobbiamo mettere in atto qualcosa che veramente sposti la mia volontà a comprare quel prodotto (esempio sugar tax = tassa poco saliente).
Se la tassa è poco saliente, non arriverà mai a cambiare il mio comportamento. Di fronte ad una dipendenza, per poter cambiare un comportamento, è necessario una tassa più restrittiva. Una misura coercitiva ha effetto ma non è applicabile per i prodotti alimentari (ma è stata applicata al consumo di fumo).
Elasticità della domanda rispetto al prezzo
Elastica Ed > 1 (domanda fortemente elastica). Qualcosa di necessario come il cellulare. Quando si ha una domanda elastica, per una piccola variazione del prezzo (22%), si ha una grande variazione (67%) della quantità domandata.
Anelastica Ed < 1. Quando ho una domanda anelastica < 1, per una piccola variazione del prezzo, ho una piccola variazione della quantità domandata (domanda rigida). Il vero biologico ha dei prezzi altissimi, perché abbiamo dei costi di produzione, maggiori rese ecc. Anelastico è più forte della domanda rigida. Quando parliamo di rigidità, ho comunque una reazione della domanda (anche minima), cosa contraria, quando parliamo di anelastica, non abbiamo nessuna reazione.
Domanda individuale
Qual è la reazione del singolo individuo ad una variazione del reddito, prezzo, beni sostituti ecc.?
Yi = f (pi, pj, R, pr)
Elasticità rispetto al reddito yi = f (R). A prescindere delle variazioni di reddito all’interno delle popolazioni, noi abbiamo una variazione della domanda che è piuttosto stabile. Del nostro reddito, la popolazione, il 20% lo destina ai prodotti alimentari. Negli anni ’40 il reddito era molto più basso rispetto ad oggi, per cui la % era del 60% destinata ai prodotti alimentari. Anche in questo caso si parla di rigidità. Con lo sviluppo economico si riduce negli anni il peso percentuale dei consumi alimentari, ma cresce il valore assoluto (ma non significa che si mangia meno, ma solo perché è aumentato il reddito). All’aumento del reddito cresce la domanda di beni non alimentari.
Domanda individuale e reddito
Curva di Engel: come cambia la domanda di mercato di un bene in funzione delle variazioni del reddito. A prescindere dal fatto che il reddito continui ad aumentare, la curva raggiunge una saturazione. Dal punto B la curva inizierà ad aumentare ma in modo dritto (effetto saturazione). All’aumentare del reddito, aumenta la domanda ma si raggiunge una saturazione.
Retta di bilancio
Esempio: all’interno di un portafoglio ho 10 euro (rappresenta il vincolo di bilancio). La retta di bilancio ci dice che all’interno di un’area (vedi grafico), devo comprare esempio 2 beni. Con 10 euro devo comprare la combinazione (tutte quelle possibili) per comprare i due beni.
Nello specifico, il vincolo di bilancio è l’insieme delle possibilità di scelta del consumatore limitato sulla base della quantità di moneta a sua disposizione o del suo reddito. L’area al di sotto della retta del vincolo di bilancio viene detta insieme delle possibilità di consumo. Lungo l’asse A-B, ho tutte le combinazioni possibili per l’acquisto dei due beni ma entro il vincolo di 10 euro. La retta di bilancio mi identifica le diverse combinazioni di beni che io posso acquistare dato un determinato reddito. Se cambia il mio vincolo di bilancio (variazione del reddito), si ha uno spostamento della curva (della retta di bilancio) verso destra o verso sinistra, a seconda che si tratti di un aumento o di una riduzione del reddito.
Lezione 3 Evoluzione della teoria della domanda
Teoria NEOCLASSICA
È una teoria in cui il mercato rappresenta quella forza in grado di dominare la domanda e l’offerta, per cui non avremo mai una situazione in cui il mercato fallisce. Per il mercato alimentare non si può utilizzare questa teoria.
I 4 principi fondamentali della teoria NEOCLASSICA sono:
- Razionalità di consumatore in grado di massimizzare la sua utilità. Prevede che il reddito rappresenta l’unico vincolo all’attività di consumo. Il consumatore in base al reddito a disposizione sceglie il bene che gli fornisce la massima utilità. Le preferenze, davanti ad un prodotto biologico, massimizziamo la nostra utilità. Noi abbiamo un consumatore che massimizza la sua utilità in base alla sua preferenza.
- Trasparenza del mercato: il mercato è trasparente, significa che quando andiamo ad acquistare un prodotto, conosciamo tutti gli attributi del prodotto, e questo comporta da parte del consumatore di trasferire un valore a quel prodotto (conoscendo tutte le possibili alternative di scelte). Per cui non esistono dei comportamenti al danno del consumatore. Ci sarà sempre un incontro tra la mia disponibilità a pagare e la disponibilità a vendere da parte del venditore.
- Principio dell’utilità marginale decrescente: nel consumo di una utilità in più del prodotto, aumenta l’utilità totale. L’utilità marginale decresce con il primo, secondo ecc. (all’aumentare del consumo). Questo succede quando abbiamo fame. Per cui possiamo dire che all’aumentare della quantità aumenta l’utilità totale e diminuisce l’utilità marginale.
- Omogeneità dei prodotti: tutti i prodotti sono uguali tra loro, ma questo implica che i consumatori sono uguali tra loro (stessi gusti). Per cui non ci sono differenze di qualità tra i prodotti.
Il settore dell’industria alimentare rispetto ad altri settori è quello che innova meno. Questo approccio è valido per il consumatore di prodotti alimentari?
- Il consumatore è poco razionale: non necessariamente egli massimizza il suo budget iniziale acquistando il prodotto che gli conferisce la massima utilità. Ci sono tante caratteristiche che permettono al consumatore di massimizzare la propria utilità. Molte volte non viene acquistato il prodotto per lui più conveniente, ma la scelta può essere influenzata da altri fattori (gusto, aspetto nutrizionale, convenienza).
- Il mercato non è trasparente: contiene una moltitudine di servizi (proprietà/caratteristiche) e il consumatore non ha la piena conoscenza di tutte le alternative possibili. Il mercato trasparente è quando tu sai per certo delle caratteristiche di quel bene o servizio in cui noi possiamo attribuire un reale valore. Ma questa trasparenza non esiste in nessun campo.
N.B. Il fallimento del mercato prevede il fatto che io non ho gli strumenti per conferire un determinato valore ad un bene.
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Appunti, domande ed esempio riclassificazione di economia e marketing delle imprese alimentari 2
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