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QUASI UNA FANTASIA

 Parentesi isolata negli ossi di seppia in quanto non è mai stato così ottimista.

 Qui si ha sempre a che fare con la musica perché è una composizione libera ed è

Fantasia

anche il titolo della sonata n°12 di anche se la parentela con lui è solo nel titolo.

Beethoven,

 Racconta l'improvviso cambiamento del paesaggio urbano causato da una Perché

nevicata.

quando c'è la neve, la città si trasforma e ci sono più silenzi.

 Questo per Montale innesca il miracolo.

 teoria del tempo interiore. Secondo lui ci sono due tempi:

Bergsson: oggettivo, pagine del calendario, ore tutte uguali.

Meccanico:

o scandito dai singoli avvenimenti che per noi hanno un significato.

Interiore:

o

 Qui Montale accenna a due generi medioevali:

genere poetico caratterizzato da sensazioni piacevoli, cose

Plazer o Piacere:

o realmente esistenti e piacevoli.

augurio di cose piacevoli, più vicino a Quasi Una Fantasia, per il

Souhait o Desiderio:

o fatto che il miracolo sia possibile solo a livello del sogno e non della realtà.

 si trovava tra Corno Inglese e Falsetto, quindi dopo i paesaggi onirici di

Edizione del '28:

Corno Inglese, paesaggi di sogno creati dalle nuvole e prima della dichiarazione di Falsetto

della razza che rimane a terra, chi è escluso dal miracolo

a

1 STROFA:

 Si fa giorno, ci svegliamo senza renderci conto di che ore sono con la luce che filtra dalle

finestre.

 Quindi sorge il sole, ma non si sentono i soliti rumori della città.

a

2 STROFA:

 Ci si chiede il perché di tutto questo e da qui in poi inizia la fantasticheria.

 Prima era una constatazione oggettiva, non è ancora chiaro se abbia nevicato o meno, fa

tutto parte della fantasia.

 Speranza che il sia avvenuto per riscattare le giostre d'ore tutte uguali, teoria del

miracolo

tempo di Bergsson.

 implica un movimento circolare e insensatamente ripetitivo, che per lui è

Giostra:

assolutamente negativo.

 Dopodiché si affaccia alla finestra e trova di fronte a se un paesaggio cittadino più di

positivo

e un paesaggio tuttavia di sogno.

incontro i limoni,

a

3 STROFA:

 Immaginandosi la vede davanti a se un paese fatto di nevi intatte, che nessuno ha

nevicata,

ancora sporcato, dove nessuno ha ancora camminato sopra.

 È come se la neve fosse finta e raffigurata in un quadro.

 Il cielo sarà colmo di nuvole che portano neve e i raggi di luce daranno un'atmosfera tipica

del tramonto, anche se siamo di mattina e si potranno vedere foreste e colline, grazie alla

luce che le rischiara, come fossimo appunto in un sogno.

 La vista di questo paesaggio, trasformerà la città in una vista gradevole.

 Il tempo ripetitivo della condanna si trasformerà in un tempo che non è più ma

necessità

(in

libertà limine).

a

4 STROFA:

 Il paesaggio invernale è come un che gli permetterà di percepire il linguaggio della

alfabeto,

e ritrovare l'armonia con essa.

natura

 Non ci sarà più un passato, ne un prima, ne un dopo, il vento cesserà di scorrere, ci sarà un

profondo e nessuno potrà disturbare questa

silenzio gioia.

 La poesia si conclude con due immagini della natura: il nome ligure

galletto di marzo,

dell'upupa, che annuncia la primavera.

 Troveremo l'upupa anche nell'ultimo degli ossi brevi.

 La poesia si chiude quindi con l'immagine di un come in molte delle poesie di

animale,

Montale ed è un'apparizione sempre con valenza

emblematica, metaforica.

IN GENERALE:

 Poesia quasi tutta al futuro.

 In ossi di seppia ci sono pochi tempi al futuro e sono concentrati quasi tutti qui.

 richiama un'immagine bellissima, miracolosa, che è appunto una

Quasi Una Fantasia,

fantasia.

 Il miracolo è possibile immaginarlo solo al futuro, quindi è per questo che usa i tempi al

futuro. SARCOFAGHI

I Movimenti del ’25 si chiudevano con 4 poesie intitolate “Sarcofaghi”, dedicate a Francesco Messina.

 monumenti funebri.

Sarcofaghi:

 Dei 4 testi, quello più interessante è l’ultimo, mentre i primi 3 sono completamente diversi dal 4°, anche se

 ma in modo oggettivo.

descrivono tutti strutture tombali,

Tema neoclassico della poesia sepolcrale:

 scrive “I Sepolcri”, le tombe hanno un significato per il vivo, come corrispondenza d’amorosi

Foscolo:

o sensi. Montale lo cita all’inizio della prima poesia dei Per lui la tomba ha una funzione

Sarcofaghi.

Pascoli:

o civile perché custodisce l’identità di una nazione.

Svolge questo tema secondo la concezione che la vita una volta diventata arte si è cristallizzata.

o

Le prime 3 poesie si distinguono dall’ultima perché rappresentano la sepoltura di persone ricche e potenti.

 Anche l’ultima conteneva dei versi che rimandavano a persone importanti, poi vennero cancellati.

Ma Dove Cercare La Tomba:

Qui non viene descritta una tomba, è un a cercare le tombe che non si vedono, quelle delle

invito persone

 comuni.

Tombe dove si sono andati a rifugiare coloro che dentro di se racchiudono la proveniente

scintilla vitale

 dalla grande fiamma che li animava quando erano in vita.

infatti non è chiaro cosa siano “segno e il “simbolo

Montale usa termini molto di pace” che più

generici,

 turba”.

C’è comunque una dichiarazione di democraticità nella tomba, il fatto che la morte ci rende tutti uguali e che

 anche le tombe di persone semplici e umili hanno dei valori.

scrive una elegia sul cimitero di campagna. Melchiorre Cesarotti, nel fa una

1772

Thomas Gray (1751):

 traduzione che Montale recupera e da qui prende il concetto della brace dell’originale fiammata. Quindi è

una poesia ispirata all’elegia di Gray.

LA CROCE:

 Chi passa per il cimitero deve lasciar perdere le tombe dei ricchi, che possono pagarsi le sculture e

o cercare le tombe abbandonate da tutti che hanno inciso il ossia la

simbolo primordiale, croce.

che della di due sentimenti: e

È il simbolo sia della resurrezione, pianto riso.

morte

o e sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto e significano inizio/fine, nascita/morte.

Alfa omega

o L’artigiano la guarda ed è triste, in sé inizia a provare una sorta di volontà che non vede, un istinto

o che lo spinge a rimanere in vita.

vitale,

FREGIO PRIMORDIALE:

 Tra le tombe degli umili, bisogna cercare un fregio primordiale.

o È un’immagine elementare, che Montale non ha voluto specificare chiaramente cosa

essenziale,

o fosse.

Questo fregio è in grado di far fantasticare l’artigiano.

o Poi Montale fa due esempi:

o Può essere

 nulla;

Può essere un che si schiude in una danza di

 girasole conigli.

Montale quindi, come è solito fare, chiude la poesia con l’improvvisa apparizione di un con

animale

o un significato ben preciso. il coniglio, che di un il girasole.

In questo caso, abbiamo l’immagine sia di un vegetale,

animale,

o

Montale dedica uno degli ad un il che significa che le sue scelte non sono casuali, ma ha

Ossi Brevi girasole,

 un repertorio da cui attingere per fare le sue scelte ogni volta. il girasole che si schiude con attorno

Nel ’25 quindi la prima sezione terminava qui, con due scene di festa:

 una danza di conigli.

Nell’edizione seguente sono stati aggiunti altri versi: vento e bandiere, fuscello teso dal muro.

 OSSI DI SEPPIA – OSSI BREVI

generalmente tutte contenute in una pagina, che non hanno un titolo e

Sono 22 poesie brevi,

 formano una sezione più omogenea rispetto alla prima.

Le poesie sono quasi tutte divise in strofe, spesso quartine.

 dei movimenti è piuttosto libera, quella degli Ossi è piuttosto chiusa.

Se la metrica

 Montale non dice come sono disposti gli Ossi, ma l’ordine è tendenzialmente cronologico, infatti,

 tende a seguire quest’ordine ad eccezione dell’inizio e della fine.

Emilio Cecchi: a lui erano dedicati gli ossi nel ’25. È un critico letterario molto illustre a quell’epoca.

 Montale aveva recensito un suo libro positivamente, poi era nata una corrispondenza per lettera ed

era anche andato a trovarlo a Roma.

NON CHIEDERCI LA PAROLA CHE SQUADRI DA OGNI LATO:

È il compito del poeta e della poesia.

 Metrica: chiusa, regolare. 3 quartine con rime quasi perfette.

 Inizia con una dichiarazione piuttosto netta, che in passato era stata interpretata in senso politico,

 dato che fu pubblicata da Piero Gobetti.

L’interpretazione era di un rifiuto della retorica fascista, come un chiamarsi fuori.

 La lettura politica è avvallata da piccoli dettagli:

 Montale usa il “noi”, quindi secondo questa interpretazione parla a nome di una comunità.

o Usa un avverbio finale, “codesto” come dire che oggi possiamo dirti che non abbiamo la

o libertà, non possiamo parlare.

Tuttavia, Montale usa il noi anche in falsetto e in caffè a Rapallo.

o Negli anni ’20 e ’30, l’interpretazione politica non regge, anche se si era formata

o l’immagine di un Montale antifascista.

Montale si è autointerpretato in “A vent’anni sapevo soltanto ciò che non volevo”:

 Non parla di impegno politico o sociale, ma solo di letteratura, è un manifesto poetico, così

o come i limoni.

In realtà non tutti i conti tornano, perché ha scritto la poesia quando aveva 20-21 anni,

o quindi nel 1917-18, notizia inattendibile dato che sarebbe una delle prime poesie.

Poi però parla di 1920-21, quindi o ha sbagliato oppure cerca di depistare il lettore, perché

o nel 17-18, c’era ancora la guerra e Montale era al fronte, nel 21-22 invece Mussolini era al

potere e la guerra era già finita.

La più antica redazione nota della poesia fu nel 1923.

o In ogni caso, in qualunque periodo l’abbia scritta, è una presa di distanza dai poeti laureati,

o un impegno poetico.

a

1 STROFA:

 Il TU è rivolto al lettore, così come nei limoni.

o Il non chiederci la parola è sottinteso che non posso più dirtela, perché un tempo i poeti

o avevano la risposta pronta, adesso no, quindi non devono chiedergliela. del poeta vate.

La parola del poeta non può più fare quello che faceva ai tempi di Carducci,

o Adesso è paragonata ad un fiore in mezzo ad un prato polveroso.

La poesia non nasce dalla pienezza dei sentimenti, ma dall’aridità del cuore.

o Leopardi, nella Ginestra, dice che la poesia è un fiore nel deserto.

o

a

2 STROFA:

 a a

Sembra non essere legata alla prima, come invece sono legate la 1 e la 3 .

o L’unica corrispondenza che ha con la strofa precedente è tra prato polveroso e muro

o scalcinato.

L’uomo qui cammina senza pensieri, noncurante dell’ombra che proietta su questo muro,

o quindi nella strofa precedente c’è lo squallido contesto in cui nasce il fiore, mentre qui

quello dell’ombra che viene proiettata.

Gli uomini sono tranquilli, non badano al contesto, a dove l’ombra viene proiettata, il mare

o che sta nel mondo.

Tutto questo si ricollega al finale di falsetto, ma qui non ci sarà solo un’invidia, bensì

o commiserazione. e che camminano senza guardarsi indietro, la

L’immagine degli uomini che non si voltano

o troveremo anche in un altro degli ossi brevi, così come quella dell’uomo che attraversa la

vita senza alcun problema, come bersi un bicchiere d’acqua.

a

3 STROFA:

 Non devi chiederci risposte, perché quello che possiamo darti sono solo parole scarne, di

o una poesia che nasce in un contesto arido, non dalla pienezza del cuore.

Non possiamo darti risposte, nulla di positivo, al massimo possiamo dirti ciò che non siamo

o e che non vogliamo. che si sviluppano in parallelo ai movimenti.

È un’introduzione perfetta agli ossi brevi,

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO:

È la poesia più antica dell’intera raccolta, che risale al 1916, anche se il finale è stato rivisto in

 seguito.

Vi sono una serie di frasi che descrivono gli elementi del paesaggio, lasciandoli staccati l’uno

 dall’altro, come dei quadretti a se stanti.

L’ultima strofa presenza una consonanza, ossia quando ad essere uguali sono le consonanti e non

 le vocali, in questo caso, i versi sono accomunati dalla consonanza “gl”.

Le frasi all’infinito descrivono il paesaggio ligure, ma non direttamente, infatti parla di percezioni

 indirette che rimandano ai suoni, rumori e fruscii, percezione che nasce da quello che si sente e

non da quello che si vede.

Esempio: si vedono le “scaglie di mare” da lontano.

 a

1 STROFA:

 Meriggiare: si trova di nuovo e lo troveremo spesso negli ossi brevi, infatti ce ne sarà uno

o dedicato interamente al tema.

È un meriggio che provoca lo stordimento dei sensi.

o Troviamo due parole già presenti in “In Limine”:

o luogo in cui si trova la vita.

Orto:

 Muro: ostacolo insormontabile. Nell’ultima strofa diventa una muraglia.

 Sono entrambi elementi del paesaggio ligure.

a

2 STROFA:

 C’è un elemento paesaggistico, ossia quello delle formiche rosse che sono in fila in un

o terreno che è secco sia per la stagione estiva che per l’ora meridiana.

a

3 STROFA:

 è qualcosa di lontano, inaccessibile.

Il mare

o Vediamo da lontano le scaglie di mare, il mare fatto a pezzi, mentre sentiamo il rumore

o delle cicale che proviene dagli alberi calvi, senza alberatura.

a

4 STROFA:

 Le prime 3 strofe sono una minima descrizione dei fatti banali, mentre qui vengono tirate le

o fila.

Se le prime 3 strofe hanno una funzione meramente descrittiva, qui abbiamo la presa

o d’atto di una impossibilità della conoscenza autentica.

che è una muraglia, un ostacolo

La vita si riduce nel camminare lungo un muro,

o insormontabile.

Forse, in limine c’è la possibilità di trovare il fantasma che ci salva oltre il muro, ma è

o impossibile da raggiungere.

La muraglia oltre ad essere alta e insormontabile ha anche un altro ostacolo, ossia i cocci

o aguzzi di bottiglia.

NON RIFUGIARTI NELL’OMBRA:

Ha una metrica vaga e irregolare per fare parte degli ossi brevi, infatti:

 quasi rima.

Ombra/Strapiomba:

o Addorma/Forme: quasi rima.

o Pulviscolo/Invischia: è sia una quasi rima che una consonanza che ha in se anche l’idea

o della rima ipermetra.

In realtà anche tutta l’interpretazione della poesia è vaga, sembra sempre evitare di voler toccare il

 punto, ma suggerire immagini. ma non è chiarita.

Sembra indirizzata ad una interlocutrice,

 Cencetti: secondo lui si rivolge alla poesia stessa. Sarebbe una sorta di invito a non rimanere fissa

 alle solite cose, ai soliti elementi, ma essere audace come il falchetto.

Il Montale degli Ossi è comunque sempre un po’ generico.

 L’ora è quella topica degli Ossi, il meriggio, con le sue minacce di accecamento, precarietà e aridità,

 che qui vengono definite con la parola disagio.

La natura è popolata da animali: il falchetto, da vegetali: dalla verzura al canneto, di paesaggi

 calcinati: dal mare allo sfondo roccioso.

a

1 STROFA:

 Dice all’interlocutrice di non rifugiarsi nell’ombra delle piante, verzura (cespugli o alberi)

o come fa il falchetto che dall’alto cala sulla preda nell’afa estiva.

Il falchetto rimanda all’immagine finale di “spesso il male di vivere ho incontrato”.

o

a

2 STROFA:

 Il canneto è un tipico luogo montaliano, che va messo insieme all’orto e al muro ed è un

o luogo che rispecchia la geografia delle 5 terre.

Per Montale, questi luoghi sono emblematici, luoghi della memoria.

o luogo chiuso, riparato, dell’infanzia.

Canneto:

o Qui c’è una esortazione che l’io lirico fa al tu, ma in realtà sembra rivolgersi anche a se

o stesso e fare una sorta di auto-invito a lasciare il luogo riparato dell’infanzia ed uscire

all’aria aperta.

Una serie di immagini ci suggeriscono il torpore ed il calore dell’ora meridiana.

o Vediamo forme di vita sgretolarsi, immagine che abbiamo già visto in limine parlando del

o crogiolo, perché le forme cambiano e perdono l’aspetto di prima per acquisirne un altro.

C’è ed esiste un cambiamento. Non possiamo rimanere fermi e guardare il passato.

o

a

3 STROFA:

 comporta fatica.

Uscire dal canneto, dal luogo protetto, è faticoso, perché cambiare

o Ci muoviamo in un bagliore accecante che ci impedisce di guardare e ci stanca, ci crea

o difficoltà.

a STROFA:

4

 Nonostante le difficoltà viste nella strofa precedente, quelle di crescita e di cambiamento.

o Il gioco delle aride onde (meriggio) è visto come un senso di ripetizione continua e

o insensata dei soliti fatti, il mare assume un significato non salvifico, come altre poesie

dell’opera.

Non dobbiamo buttare in un gorgo senza fondo, una dispersione senza meta o scopo, le

o nostre vite prive di identità e certezze.

a a

5 e 6 STROFA:

 Le due strofe sono occupate da una similitudine.

o Le montagne, ricoperte dalla neve, sembrano essere una ragnatela di nubi, come quelle

o montagne che sembrano erompere dal c

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher roberta.voleri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Pacca Vinicio.
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