Letteratura italiana medievale/umanistica
Docente: Drusi Riccardo
Le 3 opere della narrativa in ottave
- Furioso dell'Ariosto;
- Innamoramento di Orlando;
- Morgante.
Orlando Furioso
L'Orlando Furioso ebbe 3 edizioni: 1516, 21, 32, dopo di che si dice che l'ultimo stampatore doveva fornire l'ultima edizione secondo la volontà dell'autore.
L'innamoramento di Orlando
L'innamoramento di Orlando ebbe 3 edizioni e furono stampate a Ferrara. Esso venne composto nel corso degli anni '70, pubblicato nel 1483, ma della princeps non ci resta alcun esemplare. Quest'opera è uscita in 2 libri che erano destinati ad avere una continuazione, e questi due libri ci sono stati tramandati da una stampa del 1487. Nel corso degli anni '80, il Boiardo cominciò a elaborare un terzo libro che tuttavia rimase incompiuto a causa della sua morte e venne stampata l'opera nel suo complesso con il terzo incompiuto nel 1495. L'innamoramento rappresenta la cultura e la società aristocratica ferrarese nel suo culmine, rispetto al quale l'epoca successiva rappresenterà una discesa. L'Ariosto è quindi letto come espressione della crisi, in particolare della corte ferrarese.
Il Morgante
Il nome è legato a un gigante che incontra il paladino Orlando, che viene convertito dal paganesimo al cristianesimo e alla fine il gigante morirà. Con Luigi Pulci siamo nella Firenze laurenziana, in cui la letteratura in volgare diventa elemento di propaganda politica. In questo disegno di propaganda il Morgante non trova spazio, nasce come opera tardiva rispetto a questo panorama. Le maggiori fortune del poema furono nelle regioni del nord Italia, quelle dove la letteratura in ottave vi era interesse. Siamo negli anni '60, probabilmente. Il Pulci aveva avuto l'incarico di comporre un poema celebrativo di Carlo Magno da parte della madre di Lorenza de' Medici e di Clarice Orsini, ovvero la moglie di Lorenzo. Due livelli di cultura a Firenze: quella dei de' Medici e del Poliziano di letteratura in volgare ma di stampo umanistico, invece una corrente di stampo tradizionalista legata agli ambienti femminili.
Fino a un certo periodo del '500 l'espressione letteraria in volgare in Italia è differenziata secondo i luoghi dove essa si manifesta. E all'interno di uno stesso ambiente si dà una differenza di carattere cronologico. Tempi di composizione e stampa: edizione nel 1478 che non si è conservata, successive edizioni del 1481 e 1482 in cui il Morgante si articola in 23 cantari. Il Pulci aggiungerà 5 cantari e quindi in tutto 28 cantari. Ci aggiunge "la morte di Orlando a Roncisvalle" (non è presente né nell'Ariosto né nel Boiardo).
Orlando Furioso
Edizione curata da Santorre di Benedetti. Secondo l'impostazione di Croce per questa collana i testi non dovevano essere commentati. Il Furioso ebbe una grande fortuna e fu soggetto a molte interpretazioni. Fortuna in epoca moderna per le sue caratteristiche intrinseche o narratologiche, il fatto cioè di non condurre una sola azione ma di intrecciare fra loro in un meccanismo di prendi e lascia le vicende di una serie di personaggi.
Ci sono molti elementi narrativi (follia di Orlando, guerra con i saraceni e questione di Bradamante) iniziati, lasciati perdere e poi ripresi. Inoltre vi sono altri personaggi come il Mago Atlante. Questo meccanismo ha fatto sì che in epoca moderna il Furioso fosse oggetto di esame soprattutto dalle correnti critiche come lo strutturalismo di ascendenza francese e che il Furioso abbia riscosso attenzioni da Italo Calvino che sul modello del Furioso ha costruito anche suoi romanzi. Interesse che matura negli anni '60, orientandosi verso il movimento L'Oulipo, acronimo di laboratorio di letteratura potenziale.
Alcune opere di Calvino contengono espliciti riferimenti al Furioso ("il castello dei destini incrociati"). 1979: "se una notte d'inverno un viaggiatore": in cui si immagina che ci sia un lettore che acquista un romanzo di Calvino, ma il romanzo non finisce, mancano delle pagine. Quindi viene raccontata la faticosa ricerca delle pagine mancanti che non si concluderà mai. L'intreccio qui prevale sulla vicenda, come sull'Orlando furioso. Calvino dedicò anche pronunciamenti critici sul Furioso (saggi). Calvino è colui che è capace di sintetizzarne il senso in poche righe (del Furioso).
// legge "la struttura dell'Orlando", saggio di Calvino //: è un poema che si rifiuta di cominciare e di finire. (Tutta la letteratura cavalleresca in ottave, è telescopica, cioè ciò che precede viene integrato in ciò che segue e non solo per la volontà stessa degli autori, ma anche per la persistenza e la costanza dei personaggi che non appartengono nemmeno a una vicenda puramente letteraria ma sono personaggi pertinenti a una cultura più ampia, che sono una via di mezzo tra la storia e la finzione.) Calvino afferma che si presenta come prosecuzione di un altro poema (non smette di cominciare) e anche perché l'Ariosto non smette mai di lavorarci (non smette di finire).
Canto primo (Orlando Furioso)
Questa prima ottava è quella che gli specialisti di metrica chiamano ottava monoperiodale: ottava in cui è contenuto un unico periodo. Ottava: unità narrativa autonoma o tende ad esserlo. È una strofa in cui la sintassi tende a modellarsi secondo la struttura metrica, strofa in cui la metrica tende a prevalere sul contenuto e articolazione sintattica del contenuto, del significato. L'ottava toscana è formata da una serie triplice di rime alternate (6 versi), con una chiusura data da un distico rimato. (a rima baciata). Questo distico è una sorta di "cucitura", una chiusura (narrativa autonoma), imposta la narrazione su singole unità.
Con le altre ottave che seguono ci troviamo di fronte a una protasi di tipo classicistico (protasi: l'esordio in cui il poeta interviene in prima persona per dire quelli che saranno i temi trattati nel poema stesso). La protasi viene articolata in una proposizione, in una invocazione e in una dedica. La proposizione è l'argomento che verrà trattato e viene enunciato ma non completamente nella prima ottava.
"le donne... canto": esordio del poema virgiliano dell'Eneide, (proposizione dell'argomento esposto). Ariosto diluisce l'argomento: i primi 3 versi nell'Eneide contengono già il contenuto del poema. Ma l'Ariosto il richiamo all'Eneide serve a sottolineare le differenze: il mito della fondazione presente nell'Orlando è quello della casata d'Este originata da Ruggero e Bradamante, essi li troviamo nell'ultima ottava della protasi. ("il ceppo vecchio").
Già da queste prime ottave l'Ariosto sottolinea come il suo poema sia un poema a inganno, in cui non ci si deve mai aspettare che da una causa derivi la sua logica conseguenza. Canterà delle donne: tema non cavalleresco, della figura femminile. Dei cavalieri e poi vi è il chiasmo tra donne (amori) e cavalieri (armi), cortesie e audaci imprese (donne e cavalieri, ambiente di corte (cortesie) e audaci imprese (bradamante e ruggero, audaci imprese sia delle donne e dei cavalieri).
"Al tempo... romano": tempo definito attraverso le vicende, un re Saraceno Agramante, il cui padre è stato ucciso da un cristiano e che decide di vendicarne la morte (si dà vanto) sconfiggendo i cristiani nella loro patria (Parigi). Accumulazione di elementi. Ritmo dei versi: moto di risacca, ottenuto ricorrendo all'inarcatura (sintassi della frase che supera il limite del verso) (enjabement). Questo movimento di andata e ritorno era apparso significativo a Ugo Foscolo, che propagandò le fortune del Furioso in Inghilterra, nel ritratto di Chierico che Foscolo elabora troviamo una frase in cui Ariosto gli appariva un autore problematico, che necessitava di un esame più approfondito, un esame in cui Ugo Foscolo non riusciva a capire dove stesse l'enigma dell'Ariosto. "così vien poetando l'Ariosto": apparenza fonica che le ottave di Ariosto spesso danno, ma è soprattutto un poetare in rapporto ai contenuti, l'accelerare il ritmo della narrazione e poi abbandonare la narrazione come un onda che si infrange, ma poi la vicenda cambia, simili alle onde.
"donne cavalieri": allude a Dante. 14 canto del purgatorio, Guido del Duca, invidiosi, rievoca l'età felice delle corti italiane, e anche Guido del Duca questo rimpianto lo esprime con una formula simile. Allusione voluta dall'Ariosto. Ha ripescato un Dante nel bel mezzo di un discorso che qualcuno sta facendo nel purgatorio (cantica di attenzione minore rispetto all'inferno). Gioco delle rime: amori e mori (rima inclusiva: rispetto alla vocale tonica i due rimanti condividono anche un altro fonema, la m). "Troiano e Romano": alludono all'epopea di Enea, Troia e Roma, i due poli estremi esaminati nella narrazione dell'Eneide.
Seconda Ottava: "Dirò d'Orlando....promesso": il personaggio Orlando compare il seconda posizione, né dia in un medesmo tratto. Orlando si compare già nei primi canti ma come furens, matto, inizia a metà del poema. E questa dislocazione è studiata. In un medesmo tratto: preannunzio dell'intreccio delle vicende che Ariosto può dire che contemporaneamente parlerà di Orlando mentre parla di altro. Parla di qualcosa che non verrà mai raccontato prima, la sua follia di amore, già presente nell'innamoramento di Orlando. Usare matto come aggettivo in poesia significava infrangere un numero di regole: matto non è un termine aulico, ma di registro comune, realistico, comico, il principale argomento del poema o quello che il titolo vuol farci credere essere il principale argomento del poema viene proposte nelle forme più dimesse sia per esaltarlo sia ad avvisarci che questo poema parla si di cose serie (epopea, genere tragico) ma anche con concessioni di registro comico sia per vari personaggi (es. Astolfo), ma lo stesso Orlando si troverà in situazioni comiche.
Seconda metà dell'ottava: richiamo autobiografico, amori con Alessandra Benucci (aristocratica ferrarese), sarà in grado di scrivere il poema se non diventerà matto come Orlando verso la donna che l'autore ama (Alessandra). Richiamo allusivo a Lucrezio, Ariosto sapeva sulla base di un notizia che San Girolamo nel suo de vir illustribus, sapeva che Lucrezio a causa di un filtro d'amore aveva perso il bene dell'intelletto e che per questo motivo il de rerum natura, era stato scritto per intervalli insane, nei momenti in cui riemergeva l'intelletto. Il suo scopo era far capire che un altro tema che verrà trattato sarà l'Amore che era trattato tradizionalista nella poesia lirica petrarchesca.
Terza ottava: "piaccia...dono": topica della riconoscenza verso Ippolito d'Este, gli dedica l'Orlando Furioso. Questa dedica si spiega pensando alla struttura politica ella corte estense, ricerca di una protezione. Ippolito: se pensiamo alla mitologia classica, è il figlio di Teseo concupito dalla matrigna che poi lo accusa di stupro perché non cede alla offerte della matrigna, è colui che si dedica alla caccia e non all'amore. Argomento che finisce dedicato che rinnova le gesta antierotiche. (poema che parla di Orlando innamorato e pazzo per amore dedicato a un personaggio che dell'amore in teorie non aveva nulla a che fare. (Ippolito mitologico).
Ariosto non utilizza una perifrasi, lo chiama per nome, proprio per far venire al nome del cardinale Ippolito d'Este e al nome mitologico. Ma in realtà vi è anche una perifrasi: "erculea prole": genitore Ercole I d'Este, dedicatario all'innamoramento di Orlando. Ariosto si chiama furioso, richiamo alla tragedia di Seneca, riscoperta del teatro classico romano, tra le sue tragedie vi è l'hercules furens, l'ercole impazzito, (ammazza i figli). Orlando Furioso, Ercole furens, e viene dedicato a Ippolito in quanto prole di Ercole d'Este: allusione alla sorte che era toccata ai figli di ercole mitologico, opera che già nel suo esordio richiede un estrema attenzione da parte del lettore che è chiamato a riconoscere la valentia letteraria dell'Ariosto.
Dall'ottava 5: finita la protasi, comincia a enunciare i contenuti specifici del poema. Fra l'ottava 6 e 7 c'è un passaggio sintattico, la sintassi non si piega alla metrica, ma le ottave vengono piegate alle esigenza del poeta. In mezzo verso viene riassunto ciò che aveva detto prima. Liti: aggettivo latino, termini aulici. 30/0346 canti: versione definitiva.
Ruggiero: ama Bradamante, i due si inseguono per tutto il poema. Ruggiero alla fine si convertirà al cristianesimo per sposare Bradamante (islam prima).
41 Canto
Ruggiero si è messo per mare, si sposta dalla Spagna al Marocco per raggiungere il re Agramante che aveva tentato di conquistare il regno di Francia e spodestare Carlo Magno e poi costretto in ritirata in Africa. Ruggiero ha appena sconfitto Dudone della mazza (paladino) e ruggiero lo libera. Si è imbarcato con un nocchiero. Tempesta e naufragio.
Descrizione della tempesta di mare e schema costruttivo delle vicende. "tutta la notte...": comincia la tempesta. Il vento che pareva dovesse estinguersi all'inizio della giornata invece riprende. Augumento: forma toscana letteraria. Vorrebbero evitare lo scoglio ma non riescono a farlo. Argomento: non hanno strumento. Tutto quello che serve a governare la nave a causa del vento è andato distrutto. Il nocchiero è impallidito dalla tempesta, interviene sul timone ma con poche vele serve a poche. 3 volte e 4: ci riporta al folle volo di Ulisse (26 canto), "3 volte" la nave che gira nel vortice prima di affondare. Il timone si rompe per la furia delle onde.
Navi che servivano per affrontare la navigazione oceanica, larghe, da trasporto mercantile. Doveva avere lo scafo e il ponte largo per ospitare la scialuppa di salvataggio che si trova più avanti nel canto. Have: l'equipaggio cerca riparo per sé. Palischermo: scialuppa di salvataggio. Vi sono quindi citazioni dantesche e anche termini tecnici, impoetici. Proprio perché tutti si danno alla fuga precipitosa e ciascuno pensa per sé, il palischermo affonda, non riesce a sorreggerli.
Comite e padrone: comite: colui che studiava le carte e fissava la rotta, il padrone invece è l'armatore della nave. Ruggiero vede che tutti come topi abbandonano lo scafo e quindi decide di buttarsi nel palischermo. 2 termine: il legno: sineddoche per indicare la nave. Si trovò in giubbone: in maniche di camicia, si indossava per stare in libertà, era una specie di camicia. Locuzione non letteraria, in minimo indispensabile. Vi è quindi sia il registro letterario, poetico e espressioni desunti da abitudini del tempo, registro più basso.
Caso di ejabement: "a fondo....". Richiuso: Ulisse dantesco, il chiudersi del mare. La nave continuerà a navigare senza nessuno a bordo portando con sé le armi di ruggero: le aspettative deluse è un tema tra i più diffusi nel furioso: amori che non si realizzano (Orlando per Angelica), matrimoni in procinto di celebrarsi ma poi impediti dal caso (Ruggiero e Bradamante) ecc. tema ricorrente al quale si lega la riflessione morale di Ariosto: intervento dell'autore all'interno del testo.
Ottava 21: "sbalza": c'è chi scende nei gorghi, c'è invece chi tenta invano di nuotare e salta sopra le onde ecc., teste, braccia, membra di quelli che sono in balia del mare e destinati ad affondare (tranne Ruggiero) scalza: aggettivo non letterario. Ruggiero riesce a risalire e vede da lontano che c'è uno scoglio, l'unica salvezza. (Montagna del purgatorio di Ulisse: scoglio). Soffiando: sbuffa per lo sforzo. Legno voto: nave, senza alberatura e timone che pareva prossima al naufragio, ma è naufragata la scialuppa: c'erano delle prospettive che si sono ribaltate su se stesse: la nave continua ad andare avanti, e le persone sono affogate.
Autore interviene: o fallace...: (Altro canto: Orlando che ritorna dall'Oriente si vede sottratta Angelica da Carlo Magno (ottava 7 canto..... "ecco in giuzio umano come spesso erra": intervento, esclamazione dell'autore: delusione delle aspettative). Nel momento in cui viene liberata dalla presenza umana, la nave se ne va via tranquilla (se le persone non fossero state egoiste si sarebbero salvati). Ruggiero qui non si è ancora convertito al cristianesimo: dopo che ha dimostrato di non temere la tempesta, una sua riflessione lo porterà a temere Dio. Si convince che ha tardato troppo: sapeva che per sposare Bradamante doveva convertirsi, ma ha tardato troppo e ritiene che il naufragio sia una punizione divina.
Cambio di inquadratura: il campo è stato tenuto da Ruggiero e i naufragi, ora l'attenzione si sposta sulla nave che raggiunge una costa su cui c'è..... "e dove col nocchier": il momento in cui non ebbe più il pilota arrivò verso l'Egitto. Orlando ritorna protagonista della vicenda: era stato abbandonato per parlare di Ruggiero: in Africa Orlando sta organizzando il torneo risolutore di tutta la vicenda: 3 campioni vs 3 campioni. (Vedi internet i nomi). Si svolgerà nell'attuale Lampedusa (limpidusa), 3 campioni cristiani vs pagani.
Orlando, il cugino Ulivieri e Brandimarte, vs Agramante, Gradasso (islamico, che aveva varcato il mare) e soprimo (islam). Vinceranno i cristiani. La nave che raggiunge Orlando aveva l'armatura di Ruggiero: Orlando "desioso se fusse la nave sola...": sotto coverta: termine tecnico. Ritrovò il cavallo e le armi di Ruggiero.
Ottava 26: la spada di Ruggiero e l'attenzione.
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