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Letteratura francese ― Ottocento secolo d’oro della letteratura francese

15.02.21

Presenza femminile nella letteratura francese dell’Ottocento. George Sand per scrivere

dovette adottare uno pseudonimo maschile. Condizione difficile della donna; Virginia

Woolf nota che negli scaffali delle biblioteche non ci sono scrittrici donne, perché

hanno sempre avuto un ruolo inferiore e marginale nella società, in cui erano relegate

alla sfera domestica e familiare. Se donne avessero una stanza per sé, quindi una loro

autonomia e momenti per sé stesse, e una rendita, allora ci sarebbero più scrittrici

donne.

Romanticismo, primi dell’800. Fase preparatoria nel secolo precedente.

700: attenzione su idee individuo. Poi preromanticismo, Rousseau, si va verso l’800:

attenzione su sentimenti individuo. Rousseau: Les reveries du promeneur solitaire (Le

fantasticherie del viandante solitario). Elementi che preannunciano il romanticismo.

Sentimento della natura… vaghezza… interiorità… solitudine vista come una

focalizzazione sull’individuo.

Nouvelle Eloise : focalizzazione su passione, sentimenti… Le confessioni di Rousseau.

Siècle des philosophes = secolo dei lumi. 1700.

Romanticismo nasce nei Paesi anglosassoni e in Germania. Poi saggio De l’Allemagne

di Madame de Stael, 1801, traduce per il pubblico francese le nuove tematiche.

Quadro di Friedrich, 1818, Il viandante sul mare di nebbia

― individualità dell’artista/poeta che si sente superiore rispetto alla società.

Superiorità pericolosa; dall’altro lato, separazione rispetto al mondo, solitudine.

Frattura che nelle opere si esplica con la folla di protagonisti suicidi nella lett dell’800.

Goethe e Werther… Foscolo e Ortis… Incomprensione dell’artista=sua espulsione da

società. Mal du siècle. Incapacità di trovare un senso alla vita, un senso alla società…

insofferenza, malinconia… malaise (disagio), spleen. Figura chiave: poeta genio e il

poète maudit (poeta maledetto).

16.02.21

Chateaubriand, 1768-1848. Ritratto eseguito da Girodet, cfr con ritratto di Friedrich.

Qui è mostrato il volto di Chateaubriand, sfuggente (è di tre quarti) e lo sguardo

sfugge all’osservatore, guarda altrove. La postura non è ieratica. Posa più sciolta,

quotidiana e intima. Cambiamento nella pittura romantica rispetto a quella classica.

Mano sul petto a indicare quasi un tormento interiore, personaggio sofferente

rappresentato su sfondo di rovine romane/antiche ricoperte da edera: misura di un

tempo lungo, del passato. Pittore fa riferimento a tema che sarà caro ai poeti

romantici: passare ineluttabile del tempo. Lo scenario quindi è naturale non es

all’interno di una casa.

Chateaubriand è di famiglia nobile, bretone, nato a Saint-Malo e morto a Parigi. Visse

presso le chateau e Combourg. Ambiente che influenzò l’immaginario del giovane

Francois. Vive la rivoluzione francese, all’inizio vi partecipa ma poi la rivoluzione

prende una direzione sanguinosa con Robespierre… riv francese spazza via la

situazione precedente con la decapitazione del re; da punto di vista simbolico, è la

“decapitazione” di un sistema politico sociale che esisteva in Europa sin dal Medioevo.

C va in esilio a Londra, vive di lezioni di francese… parte della sua famiglia che resta in

Francia o rimane vittima della rivoluzione, o imprigionata o morirà per gli stenti. Quindi

infanzia e giovinezza segnata di C, acuiscono il suo essere malinconico e tragico.

1791… 1793 C è dunque a Londra, senza soldi finché gli vien proposto di partire per

l’America che all’epoca era sostanzialmente poco conosciuta. Parte per l’America del

Nord; Boston, Philadelphia… condivide mesi di vita con le tribù nomadi amerindie.

Questo lo colpisce molto, lo scrive dei suoi taccuini (si dice anche che abbia conosciuto

George Washington, non si sa se sia un’invenzione di C). Esperienza in America che lo

segna indelebilmente e segna la sua opera.

Tornato in patria, scrive Atala (1801), e poi René (1802) collegato al primo racconto

per personaggi e storia. Grande successo, ripubblicati più volte perché incontrano il

gusto del pubblico stufo dei racconti filosofici degli illuministi e desideroso di esser

sorpreso, di condividere sentimenti forti con personaggi in cui riconoscersi.

Per C, i due racconti dovevano mostrare l’importanza della religione cristiana. Saggio

di C: Génie du christianisme (1802) in cui sottolinea i lati positivi, pacificatori del

cristianesimo. Lo scrive perché la rivoluzione francese aveva abolito la religione, culto

cristiano sostituito con quello della ragione.

Poi scrive Mémoires d’outre-tombe, pubblicato postumo (1848). Aveva fatto un patto

un l’editore: siccome lo scritto coinvolgeva vari personaggi ecc, prima di 50 questi

Mémoires non sarebbero stati pubblicati. Poi in realtà prima dei 50 anni vennero

pubblicati perché aveva bisogno di soldi. Testimonianza della sua biografia e della

storia della Francia dell’epoca.

Infine, Vie de Rancé (1844), un monaco/asceta.

Lettura di una parte di René (power point). René si trova in entrambi i racconti (questa

parte serve per vedere come il seguito di Atala si colleghi appunto al primo racconto).

Atala è un racconto più esotico, mentre René è un racconto autobiografico. Analogia

con ritratto di Girodet. Novità per l’epoca: scritto in prima persona del singolare,

focalizzazione sull’individuo che si esprime con la prima persona. Parla di una vita

diventata insopportabile; si mise a sondare il cuore, a interrogarsi cosa desiderasse:

non lo sapeva, ma credette che i boschi sarebbero stati per lui deliziosi. Vuole

terminare la carriera appena iniziata in un esilio campestre. Lo fa con ardore, partì e

andò in una capanna. Lo accusano di avere gusti mutevoli, di non godere a lungo della

stessa chimera, di essere in preda all’immaginazione che ha fretta di arrivare ai

piaceri. Ma lui cerca solo un bene sconosciuto; trova ovunque dei limiti, non è colpa

sua se tutto ciò che è finito per lui non ha valore. Tuttavia ama la monotonia dei

sentimenti della vita; se avesse ancora la follia di credere alla felicità la cercherebbe

nell’abitudine. La solitudine assoluta, lo spettacolo della natura lo immersero in uno

stato indescrivibile, senza parenti, amici, solo sulla terra, senza essere ancora stato

amato, oppresso da una sovrabbondanza di vita. La notte era tormentata dai sogni. Gli

mancava qualcosa per riempire l’abisso della sua esistenza. Lo sentiva nelle

montagne, nel fiume…

Quindi qui ci sono elementi nuovi. Prima persona, introspezione. Descrive una

situazione di malessere (vita “insupportable”). René prototipo uomo del mal du siècle,

sofferenza non data da un motivo particolare ma da un sentimento non ben

identificabile, che viene dall’interno, sensazione di insoddisfazione profonda che rende

tutto intollerabile. Protagonista non riesce ad accontentarsi di quanto lo circonda. Si

interroga sui suoi desideri e così si esilia nella natura. Prima, aveva tentato di calmare

la sua angoscia con dei viaggi (le tour du monde), altro tema romantico quello del

viaggio, della fuga che si collega al tema dell’esotismo. Perché gli eroi non trovano una

loro dimensione soddisfacente all’interno della loro società, e quindi fuggono nella

natura, nei viaggi esotici, o nelle droghe o con il fantastico (sedute di spiritismo,

credenze nei fantasmi).

René, non trovando pace neppure in questo esilio della natura che riflette la sua

interiorità inquieta (anche per l’amore impossibile e incestuoso per sua sorella), decide

di andare in America dove incontra l’eroe di Atala (Chactas).

22.02.21

Arte emarginata; primi decenni 800 accanto ai salotti ufficiali viene creato circuito

parallelo (esposizione degli artisti rifiutati, salon de refusés). Frattura artista-società.

1801, ‘Atala, ou les amours de deux sauvages dans le désert’. Titolo che funge da

prolessi e spiegazione della storia. Titolo rinvia a personaggio femminile esotico già a

partire dal nome proprio; poi sappiamo che si parla di due personaggi innamorati, due

amerindi (sauvages=come i missionari cattolici li chiamavano nel 600, coloro che non

avevano ancora conosciuto l’evangelizzazione).

1801 già quinta edizione di Atala = grande successo dell’opera (come poi René).

“Anno decimo 1801”: rinvia al calendario adottato a partire dalla rivoluzione francese.

Siamo in epoca napoleonica, e Napoleone continua con questo calendario. Momento di

transizione, gli ideali rivoluzionari persistono per alcuni aspetti, necessità di

Chateaubriand di restaurare la religione dei suoi padri, spazzata via da rivoluzione in

Genie du christianism (che inoltre ingloba i due racconti=volontà di convincere il

pubblico della necessità di tornare al cristianesimo).

Religione ruolo quindi importante in questo racconto.

Alla base di Atala: C percorse nel 1791 per un anno le foreste dell’America del Nord,

vivendo con gli autoctoni tra Canada e Stati Uniti, e abbozzando via via il poema

dedicato ai Natchez [Nacèz con s sonora] (pubblicato solo nel 1826). In questi

paesaggi trovava il suo sentimento d’esilio e solitudine. Linguaggio evocativo e quasi

magico con cui C traspone questa natura sulla pagina. Descrizioni che incantano.

Primo decennio 800 in Francia gli émigré, emigrati, erano i nobili sfuggiti alla

rivoluzione.

C influenzato moltissimo da letture di Rousseau, creatore della figura del bon sauvage,

buon selvaggio. Ipotizzato stato di natura anteriore alla civiltà in cui uomo era buono.

Profonda comunione con la natura.

Natchez tribù amerindia nomade, in Louisiana presso il Mississippi. Verso il 1730, dopo

molte guerre contro i francesi, furono vinti e dispersi. La maggior parte dei

sopravvissuti furono ridotti alla schiavitù o si rifugiarono presso altre tribù (es

Chickasaw, Creeks, Cherokees). Oggi i discendenti si trovano in Oklahoma.

Viaggio di C influenzerà Atala, René e Les Natchez. Les Natchez era poema che non

concluse ispirato all’idea del buon selvaggio. Con il ciclo dei Natchez C voleva

dipingere la triste storia di questa tribù dispersa e distrutta, immaginario della forza e

gloria effimere e destinate a scomparire dalla terra ―> malinconia, senso della natura

effimera dell’uomo.

[Delacroix, Les Natchez, dipinto del 1835]

C si rispecchiava nella condizione di esilio dei Natchez.

Importanza di Atala, C stesso nei Memoires dice che Atala costituisce la sua fama nella

società. Il vecchio secolo la respinse, il nuovo l’accolse. Atala quindi ha inaugurato la

nuova era romantica. Nuovi valori rispetto letteratura precedente. Uno dei testi

fondatori della poetica romantica moderna.

Storia di un amore tragico, va verso la morte. Vita dell’uomo è tragica.

Riassunto: siamo sulle rive del Mississippi (Meschacebé detto da C), il vecchio Chactas

racconta a René le avventure della sua gioventù, passione con Atala, convertita al

cristianesimo.

Letture prime pagine, ricche descrizioni ―> soddisfatto desiderio del pubblico

dell’epoca di viaggiare in un luogo esotico. Descrizioni particolareggiate anche per

colpire il lettore.

Immagine delle colonne (elemento conosciuto) affiancata a foreste (elemento ignoto)

per avvicinare appunto l’ignoto al noto. Inoltre C vuole presentare un creato

armonioso, paradisiaco. Rappresentazione di uno stato naturale di armonia naturale,

contesto idilliaco.

Primi paragrafi servono per porre le coordinate spazio-temporali. Tempo della

colonizzazione francese (fine 600, ci manda indietro nel tempo), poi descrive i fiumi;

procedimento di una cinepresa. America―>Louisiana―>Mississippi. Poi questa

telecamera segue il corso del fiume. Poi il fiume diventa personificato:

antropomorfizzazione natura stessa, fiume è animato.

Tutta la natura appare ricca, i fiumi rendono fertile il terreno… paradiso dove non è

presente alcun segno umano.

Usando termini stranieri ed esotici crea effetto di straniamento per il lettore es non

Mississippi ma Meschacebé ecc. o i nomi dei fiori…

23.02.21

Struttura di Atala.

― titolo; nome femminile esotico, sorta di biglietto da visita del testo, molto

importante. Non è “Chactas”, perché con il nome femminile siamo subito portati a

pensare alle vicende amorose. Inoltre, durante periodo romantico (C è preromantico) si

pone accento su individualità personaggio, molti romanzi con nome del/della

protagonista. Es Indiana.

― divisione del racconto abbastanza classica.

•prologo

•i cacciatori

•i coltivatori

•il dramma

•i funerali

•epilogo

― individuazione personaggi

― cornice spazio-temporale

Qui ancora “selvaggi” no accezione negativa, ma persone che non avevano conosciuto

la religione.

Figura di Chactas prende una caratteristica ieratica; figura di personaggio

straordinario, infatti C fa parallelo con Edipo e Ossian (Macpherson, inizio

preromanticismo in Inghilterra).

Man mano che avanza il racconto abbiamo informazioni storiche e geografiche che

situano la storia in un momento e luogo precisi. Data precisa 1725 (René arriva in

Louisiana). Circa 50 prima avviene la storia che racconta a René (?).

Coppia singolare Chactas―René: diversi per età (vecchio e giovane, selvaggio e

francese), entrambi hanno conosciuto la civiltà dell’altro. C era stato in Francia e

l’aveva apprezzata; René idem con il mondo dei selvaggi.

Usa termini amerindi; quando crede che non sia comprensibile, usa le note a piè di

pagina.

[letto fino a “il racconto”].

Personaggi: selvaggi (Chactas e Atala) // civilizzati (Lopez [Lopès], René, Père Aubry).

Ogni categoria è contaminata con il rapporto con l’altro. La purezza sembra non

esistere se non nella figura di Padre Aubry.

Narrazione complessa, diversi piani temporali e diversi tipi di narratore:

―nel Prologo, altro narratore, anonimo, onnisciente, 3 persona singolare

―4 capitoli con racconto di Chactas, prima persona (Il racconto)

―l’epilogo, narrazione prima persona singolare da un “io” (un viaggiatore europeo)

Prologo ed epilogo: 1770

Chactas racconta a René: dal 1725

Vicende raccontate: 1660/70.

Lingua di Chactas molto diversa da quella dei narratori del Prologo e dell’Epilogo

Inizio lettura il Racconto:

― I cacciatori. Chactas inizia il suo racconto (ha 73 anni: 73 nevi); e ai tempi della

vicenda narrata aveca 17 anni (17 cadute di foglie): modo dei selvaggi di contare il

tempo.

1.03.21

Quadro di Atala e Chactas; lui colori più scuri, lei bianca, colore verginale e vestita in

maniera grecheggiante. Forte valenza simbolica (a discapito un po’ del realismo).

Nella Prefazione, C scrive che Atala ha tre personaggi (come il Filottete).

Chactas è a metà tra un’identità selvaggia e una europea; si esprime in un registro

misto: sia lingua madre, sia lingua della cultura occidentale. Questo fatto ha dato

all’autore grandi vantaggi: lingua selvaggia quando descrive i costumi (es 17 cadute di

foglie…), europea quando parla della narrazione. Altrimenti avrebbe rinunciato

all’opera; se avesse sempre dovuto utilizzare lo stile indiano, Atala sarebbe stato

incomprensibile per un lettore. Quando deve spiegare qualcosa: note a piè di pagina.

narratore ulteriore,

Chactas è il conoscenza delle cose più approfondita dovuta a età e

riflessione rispetto al protagonista (lui stesso da giovane, ingenuo). Quindi sotto il

nome di Chactas abbiamo due personaggi molto diversi, il giovane e l’anziano che

giudica anche le sue azioni in gioventù.

Atala; descritta della Prefazione da C: carattere nuovo: mostrati gli ostacoli del cuore

umano. Aspetti misteriosi che ancora non sono stati indagati.

Passo in cui appare Atala accanto a Chactas prigioniero. Prima di vederla, sente un

fruscio di una veste e gli appare poi la donna, immagine eterea, fattezze volto non

percepibili perché mezza velata. Poi vede che sta piangendo e che scintilla un piccolo

crocifisso d’oro su di lei. Ma più che la bellezza, lo colpisce la forza morale, la

superiorità che emana dallo sguardo. Percepisce la virtù e la passione. Si innamora

all’istante. Chactas coglie anche sensibilità, malinconia e il sorriso celeste.

Due sfere semantiche che comprendono due registri: semivelata/elevazione/celeste =

figura eterea, superiore, apparizione quasi non umana, figura che sfugge a una

determinazione fisica. Sappiamo solo che è “regolarmente bella”, ma non i dettagli

fisici nel particolare, nel concreto. Ci appare nella sua forza morale e si vede che

qualcosa la angustia (malinconia profonda). Anche in seguito non sapremo molto né

sul suo aspetto, né su quello che realmente pensa. Si parla soprattutto dello stato

d’animo di Chactas. Non sappiamo: segreto di lei, che si ritrae e piange ogni volta che

i due stanno per cedere alla passione (che pure pare ricambiata da lei). Quindi

personaggio con grandissima carica simbolica e alto grado di mistero che lo avvolge.

Innamorata e sofferente.

Dialogo usato da autore quando si vuole focalizzare attenzione lettore su una

particolare scena; es dichiarazione di Chactas e poi discorso che le fa con esclamazioni

e interrogative retoriche per convincerla ad andare con lui. Grande enfasi.

Caratteristica dello stile romantico; anche esagerazione… amplificazione…

ridondanza… gusto fatico del linguaggio.

Atala lo vede come un invito ingannevole; parla in modo più semplice, conciso, non si

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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