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Mediazione francese

Antefatto: il conflitto mondiale

Il conflitto mondiale, la causa scatenante della guerra del 1939, trova le sue radici un anno prima, nel 1938, quando vengono firmati gli Accordi di Monaco. Inghilterra, Francia, Germania e Italia consentono alla Germania di annettere i Sudeti, una parte della Cecoslovacchia abitata da circa 1.000.000 di tedeschi, rappresentando un quinto della popolazione. La Germania poteva essere fermata in tempo, ma Francia e Gran Bretagna le diedero una possibilità. In alcuni frangenti persino la teologia accetta la guerra, e questo poteva essere il caso. Hitler, al di là del Mein Kampf, non era ampiamente conosciuto e si pensava che i Sudeti sarebbero bastati a placare la sua sete di territori. Inoltre, Francia e Gran Bretagna intendevano evitare un’altra guerra a tutti i costi.

La posizione della Francia

In Francia vi erano due scuole di pensiero:

  • La Francia doveva essere il "gendarme d’Europa": controllare l’espansionismo tedesco (sin dai tempi di Bismarck la Germania mira al potenziamento dell’esercito, si aggiungevano le teorie di Nietzsche sulla volontà di potenza e il fatto che attorno alla Germania vi erano diversi "germanofoni" che sarebbero serviti a mettere in atto le teorie di Hitler sullo spazio vitale).
  • La Francia doveva perseguire la coesistenza pacifica sotto la Società delle Nazioni al fine di evitare la guerra.

Nel 1925, gli Accordi di Locarno conciliarono queste due tendenze: alcune zone, come la Renania, vennero smilitarizzate, e fu abolita la leva obbligatoria; sembrava un’eccellente soluzione. Hitler tentava di realizzare le condizioni necessarie a violare i Trattati di Versailles, trattati di pace che posero ufficialmente fine alla Prima Guerra Mondiale, con due punti:

  • La conquista dello spazio vitale verso est;
  • L’eliminazione del nemico naturale: la Francia.

Come, in generale, si tende a svalorizzare ciò che è pericoloso, la Francia valorizzava solo il primo punto. Francia e Gran Bretagna contavano di giocarsi la carta dell’Italia, ovvero di stipulare, in futuro, un trattato con Mussolini (all’epoca nulla lasciava presagire un’alleanza Germania-Italia).

La politica interna francese e l'Europa

I partiti socialisti si avvicinavano a quello russo e si distaccavano dalla Seconda Internazionale; l’URSS era vista come un pericolo. Francia e Inghilterra erano rivali tra loro, dato che la Francia aveva le forze militari distratte dalla Germania, sarebbe stata meno attenta alle colonie, e l’Inghilterra pensava di trarne vantaggio.

Dopo l’ottenimento del potere, Hitler inizia a far saltare i lucchetti posti a Versailles contro l’espansionismo. Nel 1935-1936 viene stabilita la leva obbligatoria e viene rimilitarizzata la Renania, non più Stato cuscinetto con la Francia; la Renania era stata demilitarizzata per consentire alla Francia di prepararsi in tempo in caso di espansionismo/invasione tedesca (inoltre vi erano i trascorsi della guerra franco-prussiana con la sconfitta francese di Sedan del 1870 e della più recente Prima Guerra Mondiale).

Hitler dimostra che i progetti teorizzati nel Mein Kampf non erano puramente teorici: la Germania annette l’Austria (Anschluss) in quanto patria di locutori di tedesco; la reazione di Francia e Gran Bretagna è solo platonica. Chamberlain teorizza ancora delle speranze di pace "appeasement", la Germania ne è avvantaggiata e guadagna tempo per il riarmo: più territori aveva (sorta di terre irredente), più volontari otteneva.

Il popolo francese sosteneva una politica di pace a tutti i costi a causa dei danni provocati dalla Prima Guerra Mondiale, vi era un forte risentimento (si pensi, ad esempio, al fatto che sia stata una guerra di trincea e di logoramento).

Forze pacifiste e belliciste in Francia

C’erano forze belliciste per contrastare Hitler, ma vi erano più pacifisti:

  • Anarchici;
  • Chiesa;
  • Maggior parte del Partito Socialista;
  • Esponenti della borghesia benestante francese che temevano eventuali esiti simili a quelli della Rivoluzione Russa (si ricordi che la Francia era nata come Repubblica dalla rivoluzione del 1789, inoltre il governo rivoluzionario della Comune di Parigi del 1871 non era molto lontano, infine l’estrema destra, da ultranazionalista e antitedesca, inizia a tentennare a causa dell’antisemitismo e di un’ammirazione per i totalitarismi di Germania e Italia).

Contro la Germania c’erano:

  • Poco meno di metà del Partito Socialista (parte minoritaria da cui verrà De Gaulle);
  • Partito Comunista che, nel 1935 (anno del fronte popolare) aveva cambiato slogan; da "classe contro classe" a "unione nel fronte popolare" (ovvero un partito minoritario che, con le sue politiche di denazionalizzazione delle industrie, incontrava il dissenso dei ceti più abbienti).

Il patto franco-sovietico e gli eventi di Monaco

Il patto franco-sovietico fu un trattato stipulato fra Francia e URSS, firmato dal Primo Ministro francese Laval e l'Ambasciatore sovietico a Parigi Potemkin il 2 maggio 1935. Esso prevedeva la collaborazione in caso di un'aggressione proveniente da un Paese europeo, collaborazione che poteva spaziare dalla consultazione all'intervento militare. Il patto fu ratificato dal Parlamento francese solo il 27 febbraio 1936 in quanto la destra radicale era contraria a negoziare con l’URSS. Ciò prepara gli eventi di Monaco, in Francia sono accolti con tripudio, come una "sconfitta vittoriosa" a vantaggio momentaneo del partito della pace.

Hitler intendeva annettere tutte le zone in cui più della metà della popolazione parlava il tedesco con la "scusa" dell’autodeterminazione dei popoli. Per fermare la Germania si poteva firmare un patto che sancisse l’intervento da est e ovest in caso di espansione tedesca. A firmare gli Accordi di Monaco del 1938 (una sorta di referendum per i Sudeti) c’erano quattro rappresentanti di: Francia, Germania, Inghilterra e Italia; si decideva della Cecoslovacchia e non c’erano suoi rappresentanti, ragion per cui i firmatari venne dato l’appellativo di "Club des Charcutiers", ovvero Club dei salumieri ("affettavano la Cecoslovacchia").

Hitler aveva capito che bastava alzare la voce per avere concessioni da francesi e inglesi. La Cecoslovacchia ne uscì sconfitta e l’URSS fu tenuta fuori dalle trattative e apprende una forte lezione di pragmatismo da Francia e Inghilterra: non sono affidabili. Viene così messa a repentaglio l’idea dell’unico fronte popolare. In Inghilterra, Chamberlain è seguito da Churchill nel 1940. Churchill regge l’Inghilterra nell’operazione Leone Marino (l'Alto Comando dell'esercito tedesco era convinto che dopo la resa della Francia, la Gran Bretagna avrebbe richiesto la pace; visto però che non veniva presa nessuna iniziativa in questo senso, Hitler ordinò di pianificare un'invasione tedesca via mare Unternehmen Seelöwe era il nome in codice tedesco) e pronunciò anni dopo un chiaro verdetto: "Francia e Inghilterra potevano scegliere tra guerra e disonore, hanno scelto il disonore e hanno avuto la guerra".

Chamberlain era un chiaro sostenitore della politica di pace ed era visto in Francia, almeno all’inizio, come un eroe. Anche Blum inizialmente accoglie gli Accordi di Monaco con sollievo. Solo il Partito Comunista non vede di buon occhio gli esiti di Monaco, ciò è paradossale in quanto nella prima guerra era pacifista; Lenin in particolare si era opposto al conflitto, l’URSS aveva ceduto parte dei possedimenti alla Germania per tirarsi fuori dal conflitto e proseguire la rivoluzione interna.

Politica interna francese e l'espansionismo tedesco

Daladier (primo ministro francese nel 1933, 1934, 1938-1940) incarna il processo che porta agli Accordi di Monaco, egli si era distinto per il suo coraggio fisico nella Prima Guerra Mondiale e seguiva una politica volta a "seppellire" il Fronte Popolare. La seconda guerra è una prosecuzione politica legata allo sviluppo economico nata come dissenso al Fronte Popolare. I borghesi non volevano il Fronte Popolare e sostenevano "Piuttosto Hitler che Blum" (Blum al potere come I ministro nel 1936, primo governo a maggioranza socialista della Terza Repubblica, cioè da dopo la sconfitta di Sedan). L’opposizione a Blum è una guerra di classe: i ricchi contro i poveri. Blum rispettava la religione ebraica della sua famiglia, si sentiva ebreo e francese perché pensava che uno non escludesse l'altro; l’opposizione dei rappresentanti in Parlamento verso Blum sosteneva "La mort aux Juifs".

Il dirigismo (dirigisme) è una politica economica in cui il governo esercita una forte influenza sui settori produttivi, attraverso un sistema di incentivi che indirizzano l'economia verso quello che viene riconosciuto come l'interesse pubblico o generale. Per tale ragione, si distingue dalle forme di economia pianificata, come i sistemi statali socialisti, a cui è stato spesso associato, in cui lo Stato controlla direttamente i processi produttivi e distributivi. Esso infatti indica un sistema essenzialmente capitalista in cui lo Stato partecipa in maniera attiva conservando un ruolo prettamente coordinativo. Si può definire in altre parole come una variante del Capitalismo di Stato.

La destra radicale non intendeva fare concessioni: bisognava prendersi una rivincita contro le eccessive istanze degli operai a cui era stato dato anche troppo ascolto (40 ore lavorative, ad esempio). Bisognava trovare un espediente per reprimere l’opposizione sociale. Nell’estate del 1940 Daladier fece sgomberare le fabbriche occupate, bisognava mettere la Francia al lavoro; furono emanate leggi per estendere i settori, ad esempio quello chimico-metallurgico e per abolire le 40 ore lavorative. La maggioranza passa alla destra che chiede di far finire gli scioperi.

Il 30 novembre ci fu uno sciopero di massa, Daladier intervenne con la polizia, fece licenziare i lavoratori più sindacati e i militari furono messi alla guida degli autobus. In questa data "suona la campana a morto" per il fronte popolare: vi fu lo scollamento tra ceto medio e classi operaie. I ceti medi erano pronti ad accogliere qualsiasi politica penalizzasse quelli bassi, perciò Pétain avrà successo i primi anni, anche attuando una politica di disonore per la Francia.

Nel partito socialista prevalgono i moderati e agiscono nei sindacati, boicottano lo sciopero del 30 novembre e rifiutano la lotta di classe sostenendo una politica corporativa (l’operaio deve collaborare col datore di lavoro, dalla ricchezza del datore dipende la sua); è interesse di tutti i lavoratori unirsi per rivendicare la loro posizione. I socialisti sono emarginati, Blum tentenna, i comunisti sono rispediti nel "ghetto" da cui erano usciti nel periodo dei fronti popolari.

In Parlamento vi era un gruppo che sosteneva Daladier e una parte della società non si riconosceva più nel governo in carica, sarà proprio questa formare gran parte della Resistenza. All’arrivo di Daladier (centrodestra) il partito della guerra è messo da parte. Di fronte agli atti ostili di Hitler nei Paesi dell’Est, ovvero le varie vassallizzazioni di territori con asportazione di ricchezze per la Germania, nel dicembre 1938 viene firmato un patto di non belligeranza tra Francia e Germania: la Francia si dichiarava non interessata alla politica di Hitler verso Est.

L'occupazione tedesca e le conseguenze geopolitiche

Hitler asseconda le rivendicazioni indipendentiste degli Slovacchi e, non accontentandosi dei Sudeti, invade Boemia e Moravia, molto avanzate nella produzione metalmeccanica. Francia e Inghilterra temporeggiano ancora e si "cullano" sull’idea della mediazione italiana. Per allontanare la guerra dovevano allearsi con l’URSS; Stalin disse che l’URSS non avrebbe "tolto le castagne dal fuoco per gli altri" poiché aveva capito che le due potenze volevano indirizzare l’espansionismo hitleriano verso est.

A Leningrado arrivarono in nave i rappresentanti di Francia e Inghilterra, le trattative furono molto rallentate; la Polonia non intendeva farsi attraversare dai Sovietici (a causa di guerre precedenti tra russi e polacchi). La trattativa fallisce, Francia e Inghilterra capiscono che la guerra è imminente.

Il patto Molotov-Ribbentrop

La Germania e l’URSS firmano un patto di non belligeranza, il patto Molotov-Ribbentrop, Hitler ha così una garanzia a est: la non belligeranza con l’URSS. Le conseguenze immediate più importanti del trattato furono la divisione del territorio polacco (a cui Lenin aveva rinunciato a seguito della Prima Guerra Mondiale) tra sovietici e tedeschi e l'occupazione delle repubbliche baltiche da parte dell'Armata Rossa. Fino ad allora l’URSS era stato l’unico Paese a seguire una coerente linea politica antifascista. Gli storici interpretano il comportamento dell’URSS in vari modi, molto probabilmente il patto consente all’URSS di avere un lasso di tempo di due anni in cui prepararsi al conflitto. Quando la Germania, con l’Operazione Barbarossa (Unternehmen Barbarossa, 1941), invaderà l’URSS, quest’ultima sarà inizialmente sconfitta ma poi preparata e vincente. Questi due anni fanno sì che la liberazione del 1942-1943 possa verificarsi.

Il Corridoio di Danzica divenne una delle principali rivendicazioni tedesche prima dell'inizio del secondo conflitto mondiale: Hitler desiderava collegare la Prussia Orientale al resto della Germania mediante un'autostrada ed una ferrovia, in modo da consentire la libera circolazione di merci e persone tra i due territori (senza subire controlli doganali o dazi); e da ricongiungere di tutte le popolazioni di lingua tedesca. Tali rivendicazioni, inoltre, risultavano in consonanza con il principio di autodeterminazione incluso espressamente nel Trattato di Versailles del 1919. Non essendo la Polonia disposta a soddisfare tali richieste, Hitler si mise d'accordo con l'Unione Sovietica per effettuare un'incursione combinata: con l'invasione della Polonia, nel settembre 1939, la Germania riconquistò quel territorio.

Dopo il patto Molotov-Ribbentrop, Francia e Inghilterra si affrettano a siglare dei trattati secondo cui sarebbero intervenute in caso di invasione della Polonia. Nonostante la Francia riconosca la Germania come nemico oggettivo, quando Daladier inizierà ad adottare una politica bellicistica, il Paese non lo supporterà.

L'inizio della guerra

Il 1 settembre scoppia la guerra, passano tre giorni prima che Francia e Inghilterra decidano come dichiarare guerra e lo faranno in maniera confusionaria, a orari differenti. Casus belli (pretesto): Hitler prende dei detenuti dalle prigioni tedesche, li veste da polacchi e li mette al confine come ad attaccare la Germania che si mostrerà pronta a invadere la Polonia e anche la Francia.

Secondo Francia e Inghilterra non deve ripetersi ciò che è successo nel primo conflitto mondiale, quindi pongono un embargo verso la Germania; l’Italia si sottrae. In Francia si pensava che il conflitto sarebbe potuto essere la prosecuzione del primo, quindi fu costruita la linea fortificata Maginot sul criterio dei proiettili della Prima Guerra Mondiale con "buchi" da cui passarono i più moderni e veloci carri armati tedeschi. I tedeschi, che avevano nuovi ufficiali, sapevano che la guerra sarebbe stata diversa dalla prima. Secondo i francesi, i tedeschi li avrebbero attaccati da nord, dal Belgio neutrale, e si erano preparati perfettamente a quest’ipotesi. I tedeschi arrivarono da sud e invasero Parigi, lasciata sguarnita dai soldati francesi. Alcuni piccoli scontri sul confine Francia-Germania lasciarono pensare ai francesi di poter vincere facilmente. L’URSS conquista parte di Polonia e Finlandia che servirà come cuscinetto per fermare l’avanzata tedesca in futuro.

La guerra venne ritardata ad aprile (in primavera, l'inverno era eccessivamente rigido). Invece di fermare l’avanzata hitleriana, la Francia pensa di portare la guerra nel Caucaso e in Finlandia per distrarre il potenziale militare dell’URSS, ovvero di combattere una guerra periferica. Prima delle spedizioni a Baku e in Finlandia, la Germania conquista la Norvegia. (De Gaulle troverà i primi seguaci nei soldati inviati in Norvegia)

In Francia vi fu una guerra interna contro il Partito Comunista, considerato da distruggere, furono vietate le associazioni, i giornali e arrestati i suoi parlamentari. Alcuni componenti del Partito Comunista furono accusati di essersi alleati con Mosca. I partiti di destra erano inizialmente bellicisti, poi si allearono col III Reich, costituendo l’Anti-Francia o "France allemande".

Il partito comunista viene sfoltito e subisce una repressione poliziesca notevole; è costretto a lavorare in clandestinità, la repressione dello Stato borghese fa sì che i seguaci rimangano tali: si sentono tutti vittime dei borghesi. Grazie all’organizzazione clandestina, il partito si rafforza, comincia a raccogliere armi per l’autodifesa. Il giorno in cui dall’URSS arriverà l’ordine di scatenare la rivolta armata, i comunisti saranno pronti ad agire.

Da settembre a luglio la Francia si impiglia nel drôle de guerre (= guerra bizzarra); in questi mesi l’esercito aspetta nei suoi accampamenti dietro la linea Maginot. L’esercito, formato principalmente da contadini sul fronte, si logora e si risente perché è arrivata la stagione del raccolto e non c’è stato il tempo né il modo di seminare. La guerra è di logoramento e non combattuta, quindi ci si comincia a chiedere se ne valga la pena.

Nel frattempo, il Partito Comunista è tornato alle teorie "classe contro classe". Si diffondono il malcontento e la demoralizzazione. Daladier non è stato né il Clémenceau (si oppose a qualsiasi ipotesi di mediazione diplomatica nella Prima Guerra Mondiale) né il Churchill (contrario alla politica di appeasement), credeva che si stessero facendo troppe concessioni alla Germania.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/04 Lingua e traduzione - lingua francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cate2909 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla mediazione francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cordiner Valerio.
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