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Rivoluzione francese

Promessa di bonheur

I 12 mesi erano divisi in 4 stagioni: vendemmiaio, brumaio e frimaio per l'autunno; nevoso, piovoso e ventoso per l'inverno; germile, florile e pratile per la primavera; e messidoro, fruttidoro e termidoro (seconda metà di luglio e prima di agosto) per l'estate. Il 9 termidoro corrisponde al 28 luglio. Il nome dei mesi appartenenti alla stessa stagione è volutamente simile.

La Francia è stata la prima democrazia europea a dotarsi di un diritto scritto esaustivo. Al momento del giudizio, ogni cittadino poteva essere giudice. Tutti gli ambiti erano registrati in maniera scrupolosa all'interno del diritto scritto: è tutto letterale. In Inghilterra, invece, in assenza di diritto scritto, ci si richiama alla giurisprudenza, cioè agli avvenimenti passati. La storia della Francia passa attraverso il suo diritto: l'evoluzione del diritto francese riflette l'evoluzione della Francia stessa. In Francia, alla base della vita collettiva, c'è il contratto: una decisione unanime che fa da collante per la popolazione.

Principi della rivoluzione

1789: Grande Rivoluzione Francese. I principi sono: libertà, égalité, fraternité ou la mort: o la propria morte o la morte del nemico. Si tratta di una scelta non derogabile. La Francia, cioè la repubblica francese, esiste in virtù della libertà, égalité, fraternité e cessa di esistere quando queste non ci sono più. L'Europa era coalizzata contro la Francia in quanto rivoluzionaria. Durante la guerra, i tre termini hanno assunto significati diversi. Si passa dal sistema feudale, nel quale il feudatario può esercitare il suo arbitrio sui sottoposti, a un sistema in cui la legge è uguale per tutti. Per égalité si intende la democrazia partecipata. La transizione dal sistema feudale a quello borghese democratico non avviene in maniera pacifica ma militare. La rivoluzione avviene a tappe e ha delle fasi d'arresto. Ci sono le giornate popolari, il popolo interviene come protagonista, spesso armato, della vita politica. La parola "Sovrano" non cessa d'esistere ma sopravvive perdendo la S maiuscola: si tratta del popolo sovrano e non più del re. Ciò fa sì che fratellanza non sia un termine vago, non vuol dire "vogliamoci bene", bensì appartenere a una stessa comunità organizzata come Stato, la Repubblica francese, cioè indipendentemente da criteri religiosi, etnici, culturali, di classe, di censo, ecc. Appartenere alla stessa comunità significa partecipare a un sentimento condiviso di amor patrio. Concetto naturale, non totalmente astratto: la patria è il luogo dove si sta bene.

L'idea di felicità

Robespierre affermava che "l'idea nuova che la Rivoluzione francese ha esportato a tutta l'Europa è la felicità". Se il cittadino non è felice dove vive, non può esser un buon patriota perché non è riconoscente nei confronti dello Stato. Se lo Stato non dà, non può pretendere amor patrio. Il concetto stesso di patria in una nazione come la Francia a fine '700 nasce su dati concreti. Il contenuto e l'obiettivo stesso della Rivoluzione è la felicità che per S Juste riguarda la Francia, che va esportata in Europa e nel mondo. Non è un fatto strettamente francese. I rivoluzionari francesi non rivoluzionano solo per la Francia ma per tutta l'Europa. La testa di Luigi XVI mozzata è un simbolo.

Quando il 20 settembre 1792 (Valmy) per la prima volta gli eserciti rivoluzionari composti da sanculotti riusciranno a fermare l'avanzata dell'esercito prussiano, Goethe scrive "da questo luogo e da questo momento, una fase nuova della storia dell'umanità ha avuto inizio". A sottolineare quanto l'Europa e i suoi rappresentanti abbiano capito l'importanza della rivoluzione. Inizia con la presa della Bastiglia 1789 e si interrompe nel 1815 con Waterloo.

Conquista e filosofia

Quando l'armata di Napoleone conquista la Prussia, Hegel scrive la filosofia dello spirito, e dice "è lo spirito (sviluppo dell'umanità, evoluzione storica) in marcia". Ovvero, dove arriva la Grande Armée, la democrazia che con Napoleone diventa militare e non popolare, elimina i residui della feudalità. Basti pensare che il tricolore italiano è ispirato a quello francese.

Pragmatismo rivoluzionario

La Rivoluzione Francese ha una buona dose di pragmatismo. Bisogna abolire i privilegi feudali, ostacolo allo sviluppo dell'economia borghese e alla felicità umana. È un dato che i rivoluzionari avranno sempre presente. L'opposizione dell'aristocrazia dura fino a dopo la sconfitta di Napoleone. Tuttavia, le difficoltà che hanno i rivoluzionari francesi a piegare la resistenza dell'aristocrazia, la rivoluzione che è nata per sostituire un contenuto borghese e uno capitale, porta con sé dei contenuti che vanno molto oltre il mero conseguimento della libertà borghese dei commerci. Vengono introdotte delle misure decisamente anti capitalistiche: il pane va venduto allo stesso prezzo, ad esempio, per assecondare le necessità di derrate del popolo. Vengono nazionalizzate diverse industrie, tra cui quelle d'armi.

Vengono anticipati dei contenuti netti, chiari e definiti di quelle che saranno ulteriori richieste popolari: il socialismo è anticipato dalla Rivoluzione francese. C'è un filo rosso che collega la rivoluzione ad altre rivoluzioni come quella russa, la resistenza francese gaullista e comunista durante la II Guerra Mondiale viene innervata dalla rivoluzione francese e il '68, è esso stesso nelle forme spontanee di rivolta all'autorità costituita che la presa della Bastiglia aveva incarnato durante la Rivoluzione Francese. Prima dell'89 i cittadini si chiamano sujets, poi citoyens.

Finché l'onda della Rivoluzione è stata più o meno intensa, la Francia ha avuto un'influenza mondiale. L'ossessione di de Gaulle era ripristinare il prestigio della Francia perché potesse tornare a sedersi al tavolo dei potenti dopo l'occupazione tedesca. La Francia non è più annoverata tra le principali potenze mondiali oggi (USA, Russia, Cina).

Lo Stato centrale che è la base del sentimento identitario dei valori della repubblica ha cessato di esistere in larga parte della popolazione non solo francese ma anche europea ha cessato di esistere. Nell'89, contemporaneamente alla caduta del muro di Berlino, in Francia c'è il processo alla Rivoluzione, si propone l'allontanamento della Marsigliese perché ci sono dei contenuti violenti. La polemica verte, richiamandosi a una fazione specifica dei rivoluzionari francesi, i girondini, su "libertà": libertà di commercio, di far circolare uomini e merci, libertà in virtù della quale è costituita l'UE. Si mira all'accrescimento delle fonti di profitto. Eguaglianza: di diritto o di condizione? "La legge è uguale per tutti" è un'affermazione astratta.

Il limite dell'uguaglianza di fronte alla legge era già stato superato dalla Francia quando si diceva che i miserabili, i poveri, sono l'unico interlocutore dello Stato circa gli interessi dei miserabili stessi, ad esempio la richiesta del prezzo calmierato del pane (sotto al costo di produzione) per raggiungere bonheur. Fraternità: la Rivoluzione considera cittadino chi obbedisce alle leggi dello Stato votate in nome del popolo sovrano indipendentemente da origine, etnia, ecc. Il modello della rivoluzione è tale da assorbire tutte le preesistenti differenze. Sono dichiarati stranieri i nemici della Rivoluzione. Il sentimento di fratellanza dipende dalla condivisione di valori. In tempi recenti si è sostituito un concetto di fratellanza identitario ed esclusivo.

Blocco sociale e politico

Il blocco sociale e politico che è l'Ancien Régime è necessario per capire la necessità della Rivoluzione Francese. È importante considerare che al centro della Francia c'è la Repubblica francese e perciò si parla di Civilisation e non di Culture. Il diritto romano è stato recuperato e adattato in tempi moderni nel contesto rivoluzionario. Tutti i diritti civili europei sono ispirati al Code Napoléon, esito degli eventi rivoluzionari. A livello di diritto, l'idea che abbiamo del vivere civile risulta dalla Rivoluzione francese. I principi orali sono stati trasformati in legge, ciò è importante perché ogni cittadino è tenuto ad attenersi a questi.

La Rivoluzione portava in sé i germi di sviluppi futuri. I rivoluzionari, fasce più elevate del terzo stato, hanno dovuto per forza di cose far appello al popolo, maggioranza per molti secoli silenziosa, che ha fatto la differenza. Emerse anche il concetto di bonheur come felicità-soddisfazione, ad esempio il pane a prezzi accessibili per tutti. Una delle ragioni della crisi della potenza francese è stato il lento, progressivo abbandono dei principi giacobini. Transizione dal cittadino (economico) a individuo. La Francia rivoluzionaria era andata così oltre che vari settori dell'economia erano stati nazionalizzati per essere sottoposti al godimento della popolazione.

Feudalesimo e organizzazione sociale

Per capire la Rivoluzione, una delle varie tappe dello sviluppo storico mondiale, bisogna capire perché altrove questo passaggio si è svolto pacificamente o quasi e perché in Francia si è dovuti giungere alla violenza politica (decapitazione di Capeto). In Francia il feudalesimo era perfetto ed esemplare, non era mai stato realizzato così bene. Esso dura fino alla notte del 4 agosto 1789, quando i privilegi feudali e gli ordini vengono aboliti. Il feudalesimo ha una forma e una sostanza: il contenitore è una società organizzata in maniera gerarchica fissa e con una disseminazione di poteri. Ci sono zone in cui c'è un signore che comanda verticalmente sui suoi sottoposti: sujets e non citoyens come sarà dopo la Rivoluzione francese.

Questo signore vive di rendita: le terre sono lavorate gratuitamente dai sudditi alle sue dipendenze. Il signore dà loro in cambio la protezione dai nemici esterni. La società è divisa, fino alla riunione degli stati generali, in tre ordini all'interno dei quali non è facilissimo muoversi. Teoricamente, oggi, si può cambiare classe sociale. All'epoca, un contadino nasce e muore tale. Vi erano i bellatores, i signori feudali cioè, che detengono l'uso esclusivo delle armi da taglio e da fuoco quando verranno introdotte, gli oratores, il clero, deputato a pregare e amministrare la religione, parte importante della realtà quotidiana, e i laboratores: quelli che devono lavorare per campare. I laboratores sono lo stato che lavora per gli altri due che, in cambio, combattono e pregano: garantiscono la salvezza sulla terra e la salvezza eterna.

Questo sistema, che ha un'ideologia molto forte, è alla base delle Chansons de gestes. Orlando, prima di morire, pensa al suo signore e alla spada, alla sua consorte neanche pensa in punto di morte. Prima di morire spezza la spada per non darla a nessun altro. Questo sistema si organizza in Francia, in modo particolarmente complicato e con una disseminazione dei poteri. Quando l'impero romano regredisce, l'organizzazione del feudalesimo è un potere disseminato. Nulla predestinava Parigi all'indomani dell'anno 1000 a diventare capitale di Francia.

Economia feudale

L'economia feudale si basa sullo sfruttamento del lavoro altrui e sulla guerra di rapina: il signore fa razzie nei feudi degli altri. Il nemico è ovunque. Tutto ciò che supera l'orizzonte del proprio sguardo è reputato minaccioso e potenzialmente mortale. Lo straniero, o meglio l'estraneo, è sempre considerato in termini negativi perché potenzialmente pericoloso. L'economia, perciò, si svolge in un circuito chiuso, non si svolge con lo scambio. Poiché nel Medioevo i commerci a lungo non esistono o interessano solo le derrate dei ceti più alti della società, l'economia si svolge in un circuito chiuso secondo un ideale carolingio di autoconsumo: tutto quello che si può fare in casa senza spendere soldi è da preferire, non c'è consumo di moneta, la moneta è tutta ferrosa perché vale per quanto pesa.

Il sistema si riproduce identico a se stesso, senza evoluzioni. Il nuovo si crea dagli sfregamenti tra strutture ma per endogenesi la novità difficilmente si crea, non essendoci contatti con l'esterno, questo sistema è come un "vaso chiuso". Di comune, o quasi, per tutti i francesi e gli europei c'è la religione. L'Europa si riconosce come entità sovra feudale in nome della religione: eredità permanente ricevuta dall'Impero romano in ritirata. Quest'ultimo ha dato non solo l'organizzazione in Stato ma anche e soprattutto la religione. Il cattolicesimo si richiama alla Chiesa di Roma che si sta organizzando in Italia come entità Stato. L'unica autorità riconosciuta che unisce tutti, però, è all'esterno, ovvero a Roma. È come se l'unica entità di potere fosse posta a un esterno del feudo distante centinaia e migliaia di chilometri.

Le prime definizioni di ateismo vengono definite nel XVII secolo. La Francia era quasi tutta cattolica perché questo aveva ereditato dal Medioevo.

Unificazione e centralizzazione

Piano piano la monarchia francese (capetigia) il cui ultimo esponente è Luigi XVI riesce a distinguersi sulle altre, attribuendosi una sovranità meramente nominale: primo tra pari Primus inter pares. Il re di Francia non comanda a nessuno perché 1 gli mancano le truppe 2 gli manca una lingua per dare ordini: in Francia il francese, langue d’oïl, è parlata solo da 1/8 della popolazione, gli altri parlano il piccardo, il basco, il normanno, il bretone, il franco veneto e genovese, zone che parlano lingue germaniche, ecc.

Il progetto di unificazione della Francia si compie per necessità, ci sono delle esigenze che vengono da fuori: la necessità e l’urgenza di costituire uno stato nazionale francese vengono da un fatto: nelle guerre di conquista alcuni servi sfuggono al controllo dei loro signori e si aggregano in alcune zone che fortificano e trasformano in città. La loro esigenza è difensiva: si organizzano militarmente, si danno una struttura per difendersi dai signori che vogliono riportarli sotto il loro potere. Il più abile/ricco è il signore della città. Queste città, circondate dai feudi dei signori feudali, devono guardare fuori e al nuovo ovvero far venire la ricchezza da fuori. Le città mercantili costituiscono la loro fortuna con l’introduzione del nuovo e non guardando al feudalesimo (vecchio).

Per sopravvivere, le città devono vivere in una situazione di movimento, che è l’opposto del feudalesimo. L’introduzione dei commerci in Francia fa sì che le merci debbano entrare nel territorio francese. I commerci sono il motore su cui si basa lo sviluppo umano, l’economia di mercato esige l’unificazione nazionale, cioè vuole un mercato nazionale unico, strade sempre più sicure, soggette a un’unica legge e a un’unica tassazione, senza questo l’economia non si sviluppa. È anti economico commerciare senza queste garanzie. Questa è la ragion d’essere dell’UE. Le grandi costruzioni politiche sono sempre frutto di esigenze economiche. È necessaria una forza Stato che governi ugualmente dappertutto.

Accanto a questo, a un’autorità riconosciuta in tutto il territorio francese e che governi allo stesso modo, serve una mentalità nuova, il pensiero libero che è in grado di scardinare quella mentalità che produce l’identico, mentalità per cui ogni sera conclude ogni giorno identico al precedente e al successivo perché le sue giornate sono nelle mani del signore terrestre (più vicino) e di quello celeste (più in là). Occorre che ci si impossessi delle leggi del cambiamento. Gli umanisti recuperano l’eredità, le fonti dei classici e scoprono che il mondo non è tutto uguale: che prima era diverso da oggi, che fuori è diverso da qui e che domani può esser diverso da qui e oggi.

Quando si scopre che Virgilio, Seneca, ecc. non erano cristiani, ci si inizia a interrogare sull’universalità della religione cattolica. A ciò si aggiunge la scienza tecnica che acquisisce importanza: matematica, fisica, geometria, mentre nel cursus universitario medievale, le facoltà umanistiche erano considerate primarie. L’avanzamento dei saperi ha fatto compiere dei balzi da gigante alla civiltà europea.

Processo di unificazione

Il processo di unificazione nazionale in Francia avviene lentamente. La monarchia parigina non è predestinata, poteva essere qualcun altro a diventare il catalizzatore delle necessità: unificazione amministrativa, sulla base della quale esiste lo Stato. Stato: confini riconosciuti. Bisogna costituire dei confini e stabilizzarli. Non si entra in un feudo per fare razzie e tornare a casa, bensì si conquista per rimanere, lasciare guarnigioni militari e far entrare ciò che era di altri nel patrimonio della corona (domain de la couronne). Lentamente, la monarchia francese si organizza come Stato istituendo una sua burocrazia (impiegati, rappresentanti in delega del potere ufficiale). La costituzione della burocrazia è essenziale per fondare lo Stato, diversamente il sovrano dovrebbe spostarsi da un luogo all'altro per esercitare il suo potere, così invece può delegare altri a farlo. Si creano, quindi, dei funzionari nazionali che rappresentano in delega il potere del re. Viene istituito un tesoro nazionale, qualcosa di simile all’agenzia delle entrate, qualcuno che si occupi della ricchezza, che effettui il prelievo fiscale di una parte delle ricchezze per il sovrano. Pian piano si crea omogeneità territorial.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cate2909 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione alla mediazione francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cordiner Valerio.
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