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Dispensa di economia degli intermediari finanziari

Saldo finanziario

Il saldo finanziario misura la differenza tra le risorse risparmiate e risorse investite. Risulta positivo se il risparmio supera le spese per investimenti, mentre è negativo quando il risparmio risulta inferiore agli investimenti. Può essere calcolato ricorrendo alla relazione che sussiste tra domanda ed offerta aggregata, espressa dalla formula Y = PIL. Nei singoli settori istituzionali si verificano situazioni di disequilibrio e diseguaglianza tra quanto risparmiato e quanto investito. Ogni scelta economica e gestionale dei settori si riflette sul risparmio e sull'investimento, sul suo saldo finanziario e sulla domanda ed offerta di risorse finanziarie. I settori in disavanzo necessitano di fondi, quelli in avanzo offrono fondi ed il sistema finanziario nel suo complesso si occupa di soddisfare questo bisogno di trasferimento di fondi.

Azioni, obbligazioni e strumenti ibridi

Sotto il profilo giuridico, gli strumenti finanziari vengono distinti in tre macroclassi: azioni, obbligazioni e strumenti ibridi. Un'azione è un titolo rappresentativo di una quota della proprietà di una società. Le società sono libere di determinare le caratteristiche ed il contenuto purché esse siano di eguale valore e conferiscano ai possessori eguali diritti.

  • Diritto al voto (pieno, limitato, senza voto)
  • Diritto amministrativo e patrimoniale
  • Regime di circolazione
  • Valore nominale

Ci sono poi azioni destinate ai prestatori di lavoro dipendenti della società (azioni di godimento) e azioni riscattabili. Le obbligazioni sono dei titoli di debito. Esse si distinguono in:

  • Obbligazioni correlate: la remunerazione avviene sotto forma di interessi con remunerazione periodica o rimborso del capitale legato all'andamento economico delle società.
  • Obbligazioni postergate: con eventuale postergazione del rimborso. Il rimborso può venir meno in conseguenza della mancanza di disponibilità finanziaria al momento della liquidazione.
  • Obbligazioni ordinarie

Recentemente sono stati introdotti gli asset-backed Securities, ovvero un'obbligazione negoziabile. Sono emesse da SPV. Le banche o le imprese pubbliche trasferiscono alle SPV crediti e altre attività poco liquide e la SPV emette obbligazioni collocabili sul mercato. I crediti ceduti sono costituiti a garanzia del pagamento delle obbligazioni emesse. Gli strumenti ibridi sono strumenti finanziari non classificabili né come azioni né come obbligazioni, ma presentano caratteristiche combinate di entrambe.

SICAV

Le SICAV, società di investimento a capitale variabile, sono Spa il cui oggetto sociale consiste nell’investimento del proprio patrimonio raccolto mediante la sottoscrizione di azioni proprie da parte di risparmiatori in strumenti finanziari. I sottoscrittori di azioni SICAV sono azionisti della società a tutti gli effetti e possono incidere sulle scelte gestionali dell’azienda. La SICAV può gestire autonomamente il proprio capitale oppure delegarne la gestione ad una SGR (società gestione del risparmio), ma a differenza di quest’ultima non può gestire patrimoni individuali né fondi pensione. Se gestisce più comparti di investimenti si parlerà di SICAV multi-comparto ma, in tal caso, ogni patrimonio resterà autonomo rispetto all’altro. Le azioni emesse da SICAV possono essere nominative o al portatore, non hanno valore nominale. Non c’è separazione tra patrimonio del fondo e quello della SGR che lo gestisce.

Fondi comuni di investimento e SICAV

I fondi comuni di investimento e le SICAV sono organismi di investimento collettivo del risparmio, implicano la raccolta da parte di più soggetti e l’investimento collettivo delle risorse in strumenti finanziari. Siccome il processo di investimento è un’attività problematica, agli investitori conviene ricorrere agli intermediari specializzati nella gestione del risparmio per conto terzi.

I fondi comuni di investimento sono definiti come patrimonio autonomo, suddiviso in quote. Il patrimonio del fondo può essere raccolto mediante una o più emissioni di quote. Il fondo è aperto se i partecipanti possono richiedere il rimborso delle quote in qualsiasi momento secondo le modalità previste; chiuso, se il diritto al rimborso può essere esercitato solo a scadenze predeterminate.

SGR

Il fondo comune di investimento è istituito da una SGR, società di gestione del risparmio a cui viene affidato l’incarico di gestire fondi raccolti da più soggetti e dell’investimento in modo collettivo delle risorse in strumenti finanziari. Le SGR, a differenza delle SICAV, possono gestire patrimoni individuali, istituire e gestire fondi pensione. I sottoscrittori delegano alla SGR la gestione del fondo ed hanno solo la possibilità di selezionare il fondo e scegliere, all’inizio, le strategie di investimento a loro più adatte fra le diverse possibilità di investimento che il mercato offre.

Le obbligazioni societarie

Per raccogliere risorse finanziarie anche le società emettono titoli di debito. Le obbligazioni societarie si dividono in:

  • Obbligazioni ordinarie, che hanno una struttura semplice,
  • Obbligazioni strutturate, molto più complesse e composte da un’obbligazione principale e uno o più titoli accessori.

Si tratta di strumenti definiti anche ibridi ed i più comuni sono: obbligazioni convertibili, che offrono al possessore di convertire tutto o in parte il loro credito nei confronti della società emittente o di una terza società. Dopo la conversione il possessore non è più creditore ma diventa socio dell’impresa; obbligazioni con warrant, dotate di un buono d’acquisto che permettono al possessore entro un certo lasso di tempo di acquistare titoli azionari a condizioni prefissate.

Strumenti di partecipazione: titoli azionari

I titoli azionari sono strumenti finanziari che rappresentano le partecipazioni al capitale di una società, consentendo al possessore di dividere utili e rischi di un’impresa, divenendo così in misura proporzionale alla quantità di azioni possedute. Il valore nominale di un’azione corrisponde alla porzione di capitale, mentre il valore contabile esprime il rapporto tra il numero delle azioni in circolazione e il patrimonio netto della società. Il valore di mercato invece è dato dall’incontro tra domanda ed offerta del titolo e risente dello stato attuale dell’impresa.

Le azioni sono nominative quando riportano il nome del proprietario del titolo. Le azioni sono al portatore quando non riportano l’indicazione del proprietario, la loro circolazione avviene mediante consegna materiale del titolo, per i titoli quotati il trasferimento avviene mediante registrazione contabile. Il possessore dei titoli azionari ha diritti di natura patrimoniale e amministrativi. Le azioni, diversamente dai titoli di debito non prevedono una remunerazione periodica predefinita; i dividendi e gli utili infatti vengono distribuiti solo dopo aver soddisfatto prima gli interessi dei creditori e se non è prevista la destinazione degli stessi al reinvestimento. Ciò significa che i titoli azionari sono più rischiosi dei titoli obbligazionari.

Le società possono emettere: azioni con diritti patrimoniali e amministrativi limitati, come le azioni di risparmio emesse da società quotate in mercati regolamentati dell’UE o dell’Italia; azioni privilegiate, che garantiscono al possessore privilegi nella ripartizione degli utili e nella restituzione del capitale, ma presentano diritti amministrativi limitati. Le preferred shares presentano invece un dividendo prefissato obbligatoriamente corrisposto alla chiusura dell’esercizio.

Misure di rischio dei titoli azionari

Il rendimento di un titolo azionario è rappresentato dalla corresponsione di un dividendo periodico ed un eventuale capital gain, guadagno generato dalla differenza tra il prezzo di vendita e prezzo di acquisto del titolo. Il dividendo non è né costante né certo, varia a seconda dell’utile aziendale. L’analisi dei rischi si collega sia ai dividendi che al guadagno, ma anche alla perdita in conto capitale. L’andamento futuro dei prezzi delle azioni può essere previsto ricorrendo ad un’analisi fondamentale, analizzando il grado di indebitamento, tasso di crescita, solidità patrimoniale, capacità di produrre flussi di cassa futuri oppure ricorrendo ad un’analisi tecnica, studiando l’andamento dei prezzi azionari nel tempo. Se il prezzo dell’azione sul mercato supera il suo valore intrinseco l’azione è sopravvalutata, in caso contrario è sottovalutata.

Strumenti assicurativi e del risparmio gestito

I contratti assicurativi si utilizzano per gestire i rischi puri, ovvero il rischio che si verifichi un evento negativo con basse probabilità ma con effetti economici dannosi, e l’evento positivo con alte probabilità ma con effetti economici irrilevanti. Gli strumenti assicurativi affidano il rischio e le sue conseguenze economiche ad un soggetto esterno, la compagnia assicurativa, la quale indennizza l’assicurato nel caso si manifesti l’evento dannoso ricevendo in cambio il pagamento di un premio periodico. Nel contratto di assicurazione intervengono più soggetti: le compagnie, i contraenti, assicurati e beneficiari. L’assicurato è il soggetto che può essere leso dal verificarsi dell’evento dannoso, mentre il beneficiario è il soggetto che riceverà il risarcimento del danno. Generalmente assicurato e beneficiario coincidono nella stessa persona. Il premio assicurativo è di importo variabile in quanto dipende da vari fattori, tra cui la possibilità che l’evento si verifichi, dai costi operativi e di distribuzione delle polizze, dal margine di profitto richiesto dalla compagnia di assicurazione. I contratti assicurativi si dividono in ramo vita e ramo danni.

Gli strumenti derivati

I derivati sono strumenti finanziari complessi. I derivati non sono titoli muniti di un proprio valore intrinseco bensì derivano il loro valore da altri prodotti finanziari ovvero da beni reali alla cui variazione di prezzo essi sono agganciati: il titolo o il bene la cui quotazione imprime il valore al derivato assume il nome di sottostante. In linea astratta, i derivati possono assolvere tanto ad una funzione protettiva (ossia di copertura) da uno specifico rischio di mercato quanto ad una finalità meramente speculativa. Ogni derivato ha ad oggetto una previsione sull’andamento futuro di un particolare indice di prezzo, come ad esempio: quotazione di titoli, tassi di interesse, tassi di cambio ecc.

I contratti forward

Sono contratti a termine in cui le controparti si accordano per scambiarsi una certa quantità di bene, ad una scadenza e ad un prezzo stabilito a pronti. I due contraenti si obbligano reciprocamente ad effettuare la transazione ad un prezzo contrattuale, definito a pronti ma riferito ad una data futura, ovvero quella in cui verrà perfezionata la transazione. Colui che acquista a scadenza è detto in posizione lunga mentre chi vende in scadenza è detto in posizione corta. Il rischio/rendimento dipende dall’andamento del prezzo del bene sottostante sul mercato di riferimento alla scadenza. Dal momento che una parte guadagna esattamente ciò che l’altra perde, il contratto definisce simmetrico.

Financial futures

Sono contratti a termine standardizzati, trattati su mercati regolamentati, con i quali acquirente e venditore si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di strumenti finanziari ad un prezzo prefissato con liquidazione differita ad una data prestabilita. L’acquirente è detentore di una long position, il venditore di una short position. L’operazione in futures è analoga a quella dei forward, si differenziano in quanto i primi sono negoziati su mercati regolamentati in cui interviene un’autorità garante. La negoziazione dei futures avviene mediante il marking to market, ovvero al termine di ogni giornata di negoziazione le controparti, sulla base della quotazione di fine giornata, si vedono accreditare o addebitare somme guadagnate o perse sui propri conti di deposito.

Le opzioni

L’opzione è quel particolare contratto che conferisce al possessore il diritto ma non l’obbligo di acquistare o vendere il titolo sul quale l’opzione stessa è stata iscritta, chiamata sottostante, ad un determinato prezzo prestabilito entro una determinata data. Si distinguono in opzioni call, che conferiscono al buyer la facoltà di acquistare ad un prezzo prefissato; opzioni put, che conferiscono al buyer la facoltà di vendere ad un prezzo prefissato. In base alla tipologia contrattuale si distinguono in:

  • Opzioni europee, in cui la facoltà di acquisto o vendita può essere esercitata solo in determinati periodi di tempo
  • Opzioni americane, in cui l’esercizio del diritto può essere compiuto in qualsiasi momento fino alla scadenza delle stesse.

Inoltre le opzioni possono avere come sottostante sia attività reali (merci, materie), sia attività finanziarie (tassi di cambio, interesse, titoli azionari). A seconda del valore di mercato della sottostante alla scadenza si dividono in opzioni in the money, in cui il prezzo di mercato del sottostante a scadenza è maggiore del prezzo di esercizio, oppure inferiore nelle opzioni put. Il valore di un contratto di opzione è dato dal valore intrinseco, che il detentore attribuirebbe all’opzione se dovesse esercitarla oggi, più il valore temporale dato dalla differenza tra il prezzo dell’opzione e valore intrinseco, che misura l’impatto del tempo sul valore dell’opzione.

Swap

Sono strumenti derivati con cui due controparti si accordano per scambiarsi a scadenza predefinite flussi di pagamento calcolati sullo stesso capitale nozionale. Sono altamente specializzati, pertanto più rischiosi perché non garantiti da organismi di compensazione. La contrattazione avviene mediante intermediario e quest’ultimo, ad attività compiuta, guadagna una commissione. Le tipologie più diffuse di swap sono gli IRS, interest rate swap, ovvero tipologie che hanno come sottostante tassi di interesse, in cui le controparti si scambiano un flusso di interessi calcolato applicando ad uno stesso capitale nozionale due tassi diversi, quindi i contraenti si scambiano, alle scadenze prestabilite, il differenziale tra il tasso fisso e quello variabile; i CS (currency swap), che prevedono lo scambio di flussi monetari corrisposti sempre sottoforma di interessi, ma calcolato a partire dallo stesso capitale espresso in due variabili diverse. Nel CS il capitale viene effettivamente scambiato fra le parti all’inizio e alla fine di ogni contratto.

Strumenti finanziari: Liquidità

Misura la capacità di uno strumento finanziario di produrre flussi monetari. Per gli strumenti finanziari, la maggiore o la minore liquidità dipende dall’attitudine di ciascuno di essi a trasformarsi in denaro contante il più rapidamente e al minor costo possibile. Uno strumento finanziario può generare flussi monetari per effetto:

  • Di liquidità naturale, che dipende dai termini contrattuali;
  • Di liquidità artificiale, che si riferisce alle azioni che i possessori pongono in essere per trasformare gli strumenti in denaro contante prima delle scadenze contrattuali. In pratica, più uno strumento finanziario è negoziabile, maggiore è la sua liquidità artificiale.

Pricing

La formazione dei prezzi delle attività finanziarie può essere definita in base a due approcci. Secondo un primo approccio il prezzo deriva dalla contrattazione della domanda e dell’offerta. Secondo l’altro approccio, il prezzo di uno strumento finanziario è dato dalla somma dei flussi di pagamento futuri da esso generati. La correttezza di questo sistema di valutazione è pregiudicata dal fatto di essere riferita ad archi temporali troppo ampi e di presupporre quasi sempre la stabilità dei tassi di interesse. Inoltre, è difficile determinare i flussi di pagamento derivati dalla detenzione di strumenti finanziari caratterizzati da un grado elevato di incertezza.

Rating e rischi

Le agenzie di rating sono organismi che permettono di ridurre gli effetti negativi. Il rating è il frutto di un processo di analisi approfondito e costantemente verificato del rischio di insolvenza del soggetto emittente, connesso al singolo investimento finanziario. Attraverso indagini e valutazioni, le agenzie forniscono una classificazione o punteggio che riflette il grado di rischio associato ad un particolare emittente o strumento finanziario. Questo rating è uno strumento utile per investitori e analisti al fine di prendere decisioni informate.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anve dispense di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli Intermediari Finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Sampagnaro Gabriele.
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