APPUNTI DI INFERMIERISTICA CLINICA IN CHIRURGIA
Bibliografia
Trattato delle Cure Infermieristiche (Volume 1-2), l’analisi delle situazioni di cura presuppone
tutte le conoscenze acquisite di Clinica 1-2 acquisite durante il primo anno. Verranno messi su
Kiro circa due articoli in lingua inglese per ogni bisogno di Virginia Henderson. Alcuni articoli
saranno di circa 200 pagine e bisogna verificare ciò che è stato fatto in aula e riassumere le
informazioni salienti.
Per il superamento dell’esame viene richiesta anche una buona conoscenza delle nozioni
apprese durante le lezioni di Infermieristica Generale – Teorie del Nursing e Fondamenti
Educativi relazionali spiegate durante primo anno.
Introduzione (Ripasso Infermieristica Generale)
V. Henderson sosteneva che la malattia modificasse l’autonomia della persona e le sue
capacità vitali: al centro non si mette la malattia ma la persona (circondata dai famigliari-
caregiver), sostenendo che bisognasse vivere appieno nonostante la malattia.
Rifacendosi alla teoria di Maslow che gerarchizzava i bisogni, elaborò la teoria dei bisogni
fondamentali.
Maslow sosteneva che i bisogni non sono isolati tra loro. I bisogni vitali delle persone sono
modificabili in modo fisiologico dall’età, dal sesso, dal lavoro, dai cambiamenti climatici, lo
stato emotivo, il livello di istruzione ecc.
Le tre cause che modificano i bisogni sono la mancanza di forza fisica (tutto ciò che non fa
funzionare il nostro organismo in modo organico), di volontà/motivazione e di conoscenza che
non consentono di soddisfare alla persona i bisogni in modo autonomo. Quando si ha una
compromissione del bisogno (rischio o potenziale) si prestano le cure di mantenimento della
vita: mangiare, bere, dormire, muoversi, urinare, defecare ecc; le cure di riparazione sono cure
di diretta prescrizione medica. Le cure infermieristiche sono la risposta ai bisogni della persona
che non ne riesce a rispondere in maniera autonoma.
Winnicott: “La madre sufficientemente buona”, è colui che sosteneva che il bambino non
esisteva nel momento in cui veniva meno le cure materne (genitoriali/parentali). Per far
esistere suo figlio deve prestare attenzione, contenimento, rispetto, ascolto (holding), cura,
accudimento, introduzione al mondo, promozione della capacità ecc.
I problemi prioritari di salute: (alcuni)
- Invecchiamento della popolazione, Aumento delle persone fragili, Malattie
cardiovascolari e respiratorie, Tumori e cure palliative, Diabete, Disturbi mentali,
Malattie infettive ecc. INTERVENTO CHIRURGICO
La definizione di intervento chirurgico: procedura invasiva che determina una alterazione
fisica (ferita) eseguita a scopo diagnostico/terapeutico.
Il chirurgo dopo una accurata valutazione nostra di competenza eseguirà un intervento
chirurgico che andrà a dire se è diagnostico o terapeutico.
Non possiamo usare l’area collaborativa se non conosco. Il paziente che entra nel nostro
reparto lo dobbiamo conoscere, è fondamentale. Più cose sappiamo del nostro paziente e più lo
aiutiamo a sedare l’ANSIA.
Dobbiamo collaborare con le nostre competenze e con gli altri colleghi conoscendo tutto quello
che ci circonda. Col paziente bisogna essere esaustivi ma con un linguaggio adeguato nei suoi
confronti a seconda dell’età, sesso ecc.
Il paziente arriva e non ha una modificazione della sua fisicità e sta solo male ovviamente non
sa perché in alcuni casi.
Tipologie di ricovero:
Day hospital: modalità organizzativa di assistenza ospedaliera nella quale il paziente
rimane nella struttura solo il tempo necessario per accertamenti esami o terapie, poi
ritorna al domicilio senza occupare il posto letto.
Day surgery o chirurgia ambulatoriale: definisce la possibilità di effettuare
interventi o altre procedure diagnostiche o terapeutiche su pazienti che vengono
dimessi nella stessa giornata di ammissione
One day surgery: con un pernottamento
Ricovero programmato: richiesto MDG, specialista quando il cittadino necessita di un
percorso di diagnosi, cura, terapia e riabilitazione che non presenta carattere di
urgenza, quindi programmata.
Ricovero urgente: disposto dal medico di PS quando giudica che le condizioni del
paziente richiedono immediata assistenza in regime di ricovero.
Pre-ricovero: presa in carico dell’utente (studio caso clinico). Qua arriva il paziente
programmato, dove ci operano diversi professionisti, che ognuno programmano il
percorso di questo paziente. Agli infermieri spetta l’accoglienza di questa persona e ad
attenuare l’ansia. Dopo che ho raccolto i dati e personalizzo i dati del paziente sulla
cartella infermieristica che può essere considerata la fonte secondaria che può essere
utilizzato dai colleghi del reparto. Tutta la nostra attività parte dal pre-ricovero: più dati
acquisisco e più sono a metà strada col percorso assistenziale.
Biopsia: andare a rilevare e prelevare una parte di un organo per poi essere esaminato da
specialista.
Il percorso del paziente chirurgico si compone di 4 momenti:
La visita chirurgica in occasione della quale il chirurgo formula la diagnosi e propone
l’intervento chirurgico.
Il primo accesso durante il quale il paziente nello stesso giorno, riceve la visita
anestesiologica e tutti gli esami necessari in base all’età, alle patologie preesistenti al
tipo di intervento chirurgico secondo le linee guida.
Il secondo accesso per l’effettuazione di eventuali accertamenti diagnostici/specialistici
qualora dal primo accesso emerga la necessitò di approfondimenti rilevanti ai fini del
rischio operatorio.
Il termine del pre-ricovero, in cui la cartella contenente tutta la documentazione raccolta
nel corso del pre-ricovero, viene fatta pervenire alla struttura che effettuerà l’intervento
chirurgico.
Tipologie di intervento: dopo che viene esaminato con le sue cartelle mediche e
infermieristiche:
Elezione: U.O. chirurgica > Sala Operatoria
Urgenza: P.S. > UO chirurgica > Sala Operatoria
Emergenza: P.S. > Sala Operatoria
Tecnica di intervento: a seconda del tipo di intervento chirurgico devo sapere che tipo di
assistenza do al paziente:
Laparoscopia: viene preferito analizzando il paziente rispetto alla sua patologia di
base. Questo intervento reca pochissime problematiche al paziente e reca pochi fori.
L’addome della persona è pulito, non ha punti di sutura in genere. Il paziente si sente
molto gonfia perché si ha l’insufflazione per fare questo intervento.
Laparotomia: viene lesa la cute, con una incisione chirurgica e crea molto dolore
anche se il paziente non si sente gonfio.
Complicanze:
- Emorragia
- Infezioni broncopolmonari
- Trombosi
- Infezioni locali e sistemiche
Rischio operativo
Ogni intervento, anche se di piccole entità, ha insito il rischio di complicanze generiche e di
complicanze strettamente legate al tipo specifico di intervento chirurgico
Fattori generici di rischio operatorio:
- Tipo, difficoltà e durata dell’intervento
- Malattia da trattare
- Possibilità di preparazione all’intervento
- Condizioni generali dell’ammalato: età, obesità o stato nutrizionale alterato, uso di
stupefacenti, alcool o farmaci, malattie concomitanti e pregresse
- Stato dei singoli organi o apparati
- Malattia da trattare: una neoplasia o una lesione estesa espongono il paziente a rischio
maggiore di un piccolo intervento in paziente sano
- Situazioni ambientali: se l’intervento viene eseguito in situazione non ottimali aumenta
il rischio
Tipo, difficoltà e durata dell’intervento:
Tipo: diagnostico, riparativo, ricostruttivo, palliativo ecc.
Difficoltà: piccolo, medi o grandi interventi ecc.
Durata: espressa in ore
Condizionali generali del paziente:
- Età: bambini molto piccoli e persone anziane sono le più esposte al rischio infettivo e a
rischio di squilibrio omeostatico a causa di una immaturità di molti apparati nel primo
caso e di una ridotta capacità di adattamento nonché della presenza di comorbilità nel
secondo
- Obesità: concomitanti patologie o sovraffaticamento cardiovascolare, difficoltà
respiratoria, difficoltà alla cicatrizzazione del tessuto adiposo, difficoltà di mobilizzazione
- Stato nutrizionale alterato: l’eccesiva magrezza porta a difficoltà di cicatrizzazione e
aumento del rischio infettivo per carenza proteica.
- Uso di stupefacenti, alcool e fumo: espongono ad aumentato rischio di ritardata
cicatrizzazione e aumento rischio infettivo.
- Uso di farmaci con differenti proprietà: anticoagulante ecc.
- Performance: condizione preesistenti di disabilità o difficoltà fisiche o psichiche
espongono a rischi maggiori (alterata capacità di mobilizzazione o di comprensione)
Classificazione degli interventi chirurgici:
Diagnostici (es. biopsia o laparotomia esplorativa)
Curativi (es. asportazione di una massa tumorale o di un’appendice infiammata)
Riparativi (es. sutura di ferite multiple)
Ricostruttivi o estetici (plastica al seno)
Palliativi (es. sonda gastrostomica): pazienti con stenosi o tumori dove per motivi non
particolari vengono posizionate sonde con particolari presidi per la nutrizione artificiale.
Classificazione degli interventi chirurgici basati sull’urgenza
Grado Indicazioni all’intervento Esempi
Emergenza Necessita di attenzione Grave emorragia
immediata Pericolo di vita Frattura del cranio
Urgenza Necessita di sollecita Infezione acuta della
attenzione entro 24-48 ore cistifellea
Necessario Necessita di essere operato Disfunzione della tiroide
entro qualche settimana o
mese
In elezione La mancanza di intervento Ernia semplice
non ha gravi conseguenze
Facoltativo La decisione spetta alla Chirurgia estetica
persona
Jhon Collins Warren è stato medico statunitense. Egli è divenuto famoso per aver praticato il
primo intervento in anestesia a Parigi.
Classificazione del rischio operatorio in anestesia (ASA) (american society of
anestesiologists) in base ad alterazioni funzionali o organiche dell’organismo.
Classe Esempio
Descrizione
I. Nessuna alterazione organica, Ernia inguinale in persona senza alcuna
biochimica e psichiatrica malattia
II. Malattia sistemica lieve Bronchite cronica: obesità moderata, diabete
correlata o no alla ragione controllato, infarto del miocardio di vecchia
dell’intervento chirurgico data, ipertensione arteriosa moderata.
III. Malattia sistemica Cardiopatia ischemica con angor; diabete
severa ma non invalidante o no insulino dipendete; obesità patologica,
alla ragione dell’intervento insufficienza respiratoria moderata.
chirurgico
IV. Malattia sistemica grave con Insufficienza cardiaca severa, angina e
prognosi severa che pregiudica la instabile; aritmie refrattarie al trattamento:
sopravvivenza indipendentemente insufficienza respiratoria, renale, empatica
dall'intervento chirurgico ed endocrina avanzata.
V. Paziente moribondo che non Rottura aneurisma aorta grave stato di
sopravviverà nelle 24 ore shock.
successive, che viene sottoposto
all' intervento chirurgico come
ultima possibilità.
ASA E ogni intervento chirurgico non dilazionabile e che non consente una completa
valutazione del paziente e la correzione di ogni anomalia: la lettera E viene aggiunta alla
corrispettiva classe ASA.
CLASSIFICAZIONE INTERVENTI CHIRURGICI
Il rischio di infezioni della ferita è correlato al tipo di intervento chirurgico, secondo le linee
guida elaborate del CDC di Atlanta (2002) gli interventi chirurgici sono classificati in:
Pulito
Pulito-contaminato
Contaminato
Sporco
INTERVENTO PULITO
NON interessante l’apparato:
1. Respiratorio
2. Gastroenterico
3. Genitourinario
NON conseguente a trauma:
In assenza di processi infiammatori
Senza difetti della tecnica chirurgica
Chiusi in prima istanza
INTERVENTO PULITO-CONTAMINATO
Interessanti l’apparato respiratorio, gastroenterico, genitourinario
In assenza di infezione o significativa contaminazione
INTERVENTO CONTAMINATO
Secondario a ferita aperta o trauma recente
Interessante il tratto gastrointestinale in presenza di spandimento del contenuto
intestinale
Interessante il tratto biliare o genitourinario in presenza di urina infetta
Con grave difetto della tecnica chirurgica
Con incisione chirurgica in sede di processo infiammatorio acuto non purulento
In caso di interruzione delle tecniche di asepsi
INTERVENTO SPORCO O INFETTO
Secondario a trauma in presenza di tessuto necrotico, corpi estranei, contaminazioni
fetali, presenza di feci, ferita sporca o di vecchia data
Con perforazioni di visceri
Con incisione chirurgica in regione sede di processo infiammatorio acuto purulento
Noi dobbiamo sapere tutto del paziente nel momento pre-operatorio e quello che succede nel
post operazione. Ci sono problemi che si possono verificare dopo l’intervento chirurgico e
questo lo vediamo quando entra e quando torna. Quello che succede in sala operatoria noi
infermieri di reparto noi non lo vediamo ma dobbiamo anche sapere cosa dire a quei colleghi
così loro possono prevedere i problemi. Noi dobbiamo fare questo ragionamento di immediato.
Esempio del paziente che è morto a casa dopo un intervento che si sentiva male senza dolori
alla ferita. Noi non lo sapremo mai solo dopo la denuncia che vi diranno se non fossimo a
conoscenza che il signore fosse in pericolo da un punto di vista respiratorio. Noi siamo
responsabili del nostro lavoro e del nostro agire. Noi dobbiamo agire al meglio e fare tutti gli
accertamenti che ci spettano così anche se succede qualcosa la responsabilità non nostra. Cioè
se succede qualcosa al paziente la causa non è di certo a livello infermieristico. Bisogna
scrivere qualsiasi cosa che viene osservato o rilevato al paziente a maggior ragione se gli viene
somministrato.
L’intervento chirurgico come evento complesso e come condizione che modifica in modo
significativo e specifico l’autonomia e le capacità vitali della persona.
STRESS CHIRURGICO
Implicazioni per l’assistenza infermieristica. Stress per motivi di tipo organico e non centra con
lo stress psicologico.
Il professor Kehlet è padre del progetto Eras o FAST TRACK SURGERY: cioè quel modello di
percorso chirurgico estremamente poco invasivo che ha lo scopo di favorire il recupero
postoperatorio del paziente in tempi rapidi. Esempio: Policisti ricovero solo di 3 giorni. Fino alla
metà degli anni 90 ha basato suo progetto sulla reazione dell’organismo all’insulto chirurgico
che determinava le degenze pre e postoperatorie estremamente lunghe.
Insieme di risposte fisiologiche (riparative) che l’organismo mette in atto in seguito
all’intervento chirurgico (aggressione chirurgica e anestesia).
Impatto dell’intervento chirurgico rappresentato dall’anestesia e aggressione sull’organismo:
Aumento della liberazione degli ormoni catabolici
Aumento della risposta infiammatoria e secrezione di citochine a livello locale
Immunosoppressione
Aumento del lavoro cardiaco
Aumento della coagulazione: il sangue si fa più viscoso
Riduzione della funzionalità polmonare
Ileo paralitico; nausea e vomito arresto della peristalsi: discomfort gastro intestinale
che portano nausea e vomito.
L’organismo reagisce in questo modo perché si difende processi riparativi: MA
SE INTENSI E/O PROLUNGATI NEL TEMPO:
Diminuzione del patrimonio cellulare e della massa muscolare
o Insufficienza d’organo
o Diminuzione delle capacità vitali = MORBILITA’ postoperatoria
o
Complicanze: esempi:
Trombosi
Polmoniti
Cardiache tromboembolismo (aumento della coagulabilità del sangue)
Delirio postoperatorio: tipico per gli anziani.
Infezioni di sito chirurgico
Nausea e vomito
Fatigue
Riduzione delle capacità funzionali
La chirurgia provoca:
Dolore
Stress/disfunzione di organo
Nausea e vomito
Ipossiemia
Disturbi del sonno
Fatica
Immobilizzazione
Drenaggi
Sondino naso-gastrico
Catetere vescicale
Ritardi del recupero sono provocati da questi
Rischio postoperatorio = risposta allo stress chirurgico disfunzione d’organo
Di conseguenza, dovrebbe essere ribadito che il meccanismo di base del rischio postoperatorio
è la risposta allo stress chirurgico e la successiva disfunzione d’organo.
FAST TRACK SURGERY o ERAS (Enhanced Recovery After Surgery)
Combinazione di vari interventi usati per la cura della persona sottoposto ad un intervento
chirurgico in elezione.
Include:
Anestesia epidurale o regionale
Tecniche chirurgiche mini invasive
Ottimo controllo del dolore postoperatorio
Riabilitazione postoperatoria intensiva (rialimentazione precoce per via orale e
deambulazione precoce)
ridurre la risposta fisiologica all’intervento chirurgico (stress chirurgico)
Per implementare un percorso di questo genere è necessario che tutta l’organizzazione sia
convinta della bontà di questo percorso. Questo percorso prevede un passaggio fondamentale
che è l’accertamento (infermieristico, valutazione chirurgica o analisi dei rischi valuto le
condizioni cliniche della persona prima dell’accertamento chirurgico).
SALA OPERATORIA
Coordinatore infermieristico:
Attribuire compiti e collocazioni a strumenti, assistenziali di sala, assistenti di sala,
assistenti di anestesia e studenti.
Vigila sul rispetto delle norme, delle tecniche e delle pro
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