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Epidemiologia clinica

La clinica deriva da Panacea, figlia di Esculapio, ed è fondata sulla conoscenza degli effetti delle malattie, sui segni e sui sintomi che producono nell’organismo (semeiotica) per giungere all’identificazione (diagnosi) della specifica malattia che li ha prodotti e per poter attuare interventi curativi più appropriati (terapia). La scala su cui vengono condotti gli interventi e le ricerche è quella dell’individualità e dell’unicità biologica.

Igiene

L'igiene, derivante da Igea, figlia di Esculapio, è fondata sulla ricerca per la conoscenza delle cause dei fenomeni, sulla promozione dei determinanti della salute e sulla lotta ai fattori di rischio o di malattia. Si occupa della prevenzione e dello studio della salute. La scala su cui vengono condotti gli interventi e le ricerche è quella collettiva, di popolazione. Si occupa della conoscenza e della ricerca sulla salute delle collettività, sia come semplice descrizione dei fenomeni connessi alla salute/malattia (epidemiologia descrittiva), sia come identificazione delle loro correlazioni nel determinare le aggressioni alla salute (ruolo eziologico - epidemiologia costruttiva) per poter intervenire adeguatamente e contrastarli (prevenzione). Obiettivo dell’igiene moderna: assicurare le condizioni per cui lo stato di salute sia lo stato normale di vita di ogni individuo.

Epidemiologia

L'epidemiologia, dal greco "studio sulle popolazioni", si occupa dello studio della distribuzione e dei determinanti delle malattie e degli incidenti nelle popolazioni umane. Lo scopo è costituire la base di conoscenza per la prevenzione.

Cenni storici

  • Ippocrate associa la malattia con il luogo geografico.
  • Koch (fine ‘800) stabilisce i postulati che un agente infettivo causa una particolare malattia.
  • Jenner (‘700-‘800) previene il vaiolo inoculando materiale presente in pustola di vaiolo vaccino.
  • Panum (‘800) studi sul morbillo.
  • Snow (‘800), padre dell’epidemiologia sul campo, conduce studi su epidemie di colera utilizzando mappe per studiare la distribuzione della malattia.

Classificazione della disciplina

L'epidemiologia si classifica in tre categorie: descrittiva, analitica e sperimentale. Tre fasi nel metodo di lavoro:

  1. Fase descrittiva
  2. Fase legata alla formulazione e alla verifica di ipotesi su possibili relazioni causa-effetto
  3. Fase di verifica dell’efficacia di interventi sanitari

Interventi di prevenzione

Gli interventi di prevenzione attualmente hanno assunto caratteristiche di interventi di promozione della salute, interventi attivi di sviluppo e di sostegno verso i determinanti positivi della salute. Il modello operativo comune a tali interventi è quello della sanità pubblica.

Sanità pubblica

La sanità pubblica è l'arte di prevenire la malattia, promuovere la salute fisica e mentale attraverso uno sforzo organizzativo della collettività per:

  • Risanare l’ambiente
  • Controllare le infezioni
  • Educare il cittadino nell’igiene personale
  • Organizzare un sistema sanitario fondato sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce
  • Sviluppare la struttura sociale in modo che assicuri a ognuno uno standard di vita ottimale per il mantenimento della salute

Definizione di salute

Inizialmente definita come assenza di malattia, la salute secondo l'OMS è "stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto assenza di malattia". Dipende da fattori ambientali (ambiente fisico, sociale, biologico) e fattori individuali (modificabili e immodificabili).

Promozione della salute

La promozione della salute è il processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla.

Indicatori

Gli indicatori sono uno degli strumenti operativi dell'epidemiologia. Sono elementi numerici che, quantificando il livello di una variabile coinvolta nel determinismo di un fenomeno, forniscono una conoscenza delle caratteristiche del fenomeno, sufficienti a prendere decisioni operative in merito. L’uso degli indicatori è utile in sanità dove bisogna misurare e quantificare i fenomeni, definendo quali tra queste variabili rappresentano con maggior fedeltà il fenomeno e quindi applicare gli indicatori più idonei.

Indicatori dello stato di salute di una popolazione

  • Indicatori di sopravvivenza (es. speranza di vita, mortalità infantile, tasso di mortalità)
  • Indicatori dello stile di vita (es. consumo di alcool pro-capite)
  • Indicatori di qualità di vita (es. tassi di criminalità)
  • Indicatori socio-economici (es. distribuzione dei redditi, PIL)

[Tasso di natalità: utilizzato per verificare lo stato di sviluppo di una popolazione. È il rapporto tra il numero di nascite e la quantità della popolazione media nello stesso periodo.]

Indicatori di assistenza sanitaria

  • Tasso di ospedalizzazione
  • Durata media degenza
  • Tasso di occupazione di posti letto e altri indicatori che danno un’idea della funzionalità ospedaliera

Demografia

Demografia studia le popolazioni descrivendone alcune caratteristiche come la numerosità, la densità abitativa, la distribuzione in età e sesso, la frequenza di nascite, morti ecc. al fine di chiarire gli effetti che tali fattori possono avere sulle condizioni economiche, sociali e culturali della popolazione. Lo studio della demografia rappresenta la base di partenza per valutare lo stato di salute della popolazione.

Piramide dell’età

La piramide dell’età è una rappresentazione grafica della distribuzione della popolazione per sesso ed età. In ordinata ci sono le classi di età e in ascissa il numero assoluto di individui di ciascun sesso per una determinata età. Configurazioni tipiche della piramide:

  • Accento circonflesso (forma triangolare con base larga): caratteristico delle popolazioni naturali con forte natalità e forte mortalità a tutte le età
  • Campana (contorni arrotondati e base media): caratteristico dei paesi maturi, mortalità diminuita a tutte le età e tasso di natalità ha una flessione (popolazione stazionaria)
  • A bulbo (base più stretta): caratteristica dei paesi senili in cui il numero delle nascite decresce e la sostituzione di generazione non è assicurata (popolazione in fase di regresso demografico)
  • A salvadanaio: caratteristica dei paesi con ripresa di natalità in un paese che in precedenza ha conosciuto decadenza demografica (popolazione in via di ringiovanimento demografico)

Storia naturale della malattia

La storia naturale del decorso della malattia si sviluppa nel tempo senza l’influenza di interventi esterni (preventivi o terapeutici). La malattia costituisce la linea discriminante tra attività cliniche e preventive. Le attività della clinica svolgono un ruolo fondamentale dalla diagnosi precoce fino alle cure riabilitative e di assistenza terminale. Tutte le attività di prevenzione si attuano prima dell’insorgenza della malattia.

Fattori che favoriscono il passaggio dallo stato di salute allo stato di malattia

  • Fattori causali: nelle malattie infettive c’è un rapporto univoco tra microrganismo e malattia.
  • Fattori di rischio: nelle malattie cronico-degenerative concorrono vari fattori di rischio la cui presenza non comporta automaticamente l’avvento della malattia (es. fumo di sigaretta, obesità, scarsa attività fisica, sesso ed età).

L’agente eziologico è il fattore che deve essere presente perché la malattia si verifichi; tuttavia, esso è la causa necessaria ma non sufficiente. Il verificarsi è condizionato da molteplici fattori: fattori legati all’ospite (intrinseci), all’ambiente (estrinseci) o al microrganismo. Le malattie infettive sono caratterizzate da: esposizione all’agente patogeno, periodo di incubazione (da poche ore a diversi mesi), fase prodromica (comparsa di sintomi aspecifici), malattia conclamata (clinica) e infine morte, guarigione o cronicizzazione. È possibile effettuare una prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Le malattie cronico-degenerative sono caratterizzate da: fase di latenza (fase in cui i fattori di rischio esplicano la loro azione, può durare diversi anni ed è la fase in cui si può applicare la prevenzione più efficace), fase preclinica (malattia in atto ma il soggetto non avverte sintomi o segni, importante la medicina preventiva), fase conclamata (approccio terapeutico non modifica decorso cronico della malattia). È possibile effettuare una prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

Prevenzione

Tutte le misure che interrompono o rallentano la progressione della malattia.

Prevenzione primaria

Ottenuta alterando la suscettibilità o riducendo l’esposizione ai fattori di rischio nei soggetti suscettibili (applicata in stadio di suscettibilità: stadio in cui la malattia non si è ancora sviluppata ma sono state poste le premesse per la presenza di fattori che ne favoriscono il verificarsi). Le misure di p. primaria ricadono in due categorie:

  • Promozione generale della salute (condizioni abitative, lavorative, scolastiche che favoriscano una vita sana, educazione sanitaria come ad esempio le norme di igiene e l’educazione sessuale)
  • Misure protettive specifiche (vaccinazioni, sanificazione ambientale, protezione contro gli incidenti). Per le malattie infettive: inattivare le sorgenti di infezione, interrompere le catene di contagio, aumentare la resistenza alle infezioni.

Profilassi

Provvedimenti atti a prevenire la diffusione delle malattie.

  • Prevenzione: misure volte a impedire che una malattia entri nella popolazione sana, si attua attraverso la quarantena (per impedire l’ingresso dell’agente), l’immunizzazione di massa e il controllo ambientale.
  • Controllo: misure volte a diminuire la frequenza di una malattia presente nella popolazione.
  • Eradicazione: misure volte ad eliminare completamente un agente patogeno. Esempi di prevenzione primaria: vaccinazioni (malattie infettive), educazione alimentare (malattie croniche), limiti di velocità (incidenti).

Prevenzione secondaria

Corrisponde alla diagnosi precoce e al trattamento della malattia (applicata in stadi pre-clinici e clinici). Il trattamento precoce di una persona colpita da una malattia infettiva può proteggere altri dal contagio (prevenzione secondaria per soggetto infetto e prevenzione primaria per soggetto sano). Importante per il controllo delle malattie croniche che non si possono prevenire (es. diagnosi precoce di diabete). Responsabilità sia del clinico che del medico di sanità pubblica (come per la p. primaria). Esempio di prevenzione secondaria: indagini di screening (pap test).

Prevenzione terziaria

Consiste nella limitazione della disabilità e riabilitazione (restaurare un individuo affetto da malattia in un ruolo utile e soddisfacente nella società) quando la malattia si è già verificata e ha lasciato un danno (stadio di malattia avanzata). Scopo: utilizzo delle capacità rimanenti. Per attuarla è necessario un gruppo di lavoro composto da diversi professionisti.

Nei paesi sviluppati si riscontrano maggiormente malattie di tipo cronico-degenerative; mentre nei paesi meno sviluppati si riscontrano maggiormente malattie di tipo infettivo.

Epidemiologia nella pratica

Una delle attività principali in epidemiologia è quantificare le malattie e i fenomeni ad esse correlate. Le misure di frequenza delle malattie devono essere indipendenti dalle dimensioni della popolazione. Per ottenere dati interpretabili si devono esprimere i risultati sotto forma di rapporti, proporzioni e tassi.

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher videlbra91@yahoo.it di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bechini Angela.
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