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IGIENE

Esame orale, consegnare prima le due attività di laboratorio

L’igiene secondo l’enciclopedia Treccani prevede la salvaguardia dello stato di salute e il

miglioramento delle condizioni fisiche e psitiche tramite lo studio delle modalità di diffusione delle

malattie e il suggerimento di misure di protezione sanitaria dei singoli individui e delle popolazioni.

L’obbiettivo dell’igiene è sconfiggere le malattie e raggiunge il più alto grado di benessere. L’igiene

nasce come scienza nel momento in cui si iniziano ad acquisire conoscenze sui microrganismi,

grazie agli studi di Pasteur e Koch si è scoperta l’esistenza dei microrganismi e la possibilità di

inattivarli. Successivamente ha assunto importanza l’intervento sugli ambienti, tramite azioni di

bonifica, ad esempio, che ha permesso la scomparsa del plasmodio della malaria portata dalle

zanzare. L’ambito dell’igiene è poi stato esteso a fattori sia fisiologici che psitici, è una disciplina di

scienze biomediche, uno dei fattori favorenti la salute e l’allontanamento di fattori responsabili

delle malattie è la vaccinazione, l’obbiettivo dell’atto vaccinale è quello di mantenere lo stato di

salute. L’igiene si può anche pensare dal punto di vista degli alimenti, non devono contenere

patogeni, e poi c’è l’igiene dell’ambiente sia interno che esterno,

dove devono essere rispettati equilibri tra luce, ventilazione,

umidità, ecc.. con gli interventi di igiene generalmente ci si

rivolge all’ambito collettivo, la salute del singolo deriva da atti

fatti sulla collettività, la sanità pubblica è la branca della

medicina che opera interventi di igiene. Quando si parla di evento morboso per la salute questo

può essere affrontato in due modi: da una parte la prospettiva dell’igiene che mira ad evitare la

manifestazione di problemi di salute e quindi gli stessi fenomeni morbosi, per far questo è

necessario capire la cause delle malattie e

promuovere i determinanti positivi andando a

diminuire gli agenti di malattia e i fattori di rischio;

l’altra prospettiva è guardare la malattia dopo che

si è istaurato il fenomeno morboso, si interviene

in modo terapeutico e non più preventivo. Le

scienze cliniche hanno l’obbiettivo di curare la

malattia, conoscere in toto la manifestazione di

un evento morboso per poi contrastarlo.

Per mantenere uno stato di salute, anche del singolo individuo, si devono creare condizioni a

livello collettivo, l’igiene agisce a livello di popolazione mentre le scienze cliniche agiscono

sull’individuo stesso. in particolare, l’igiene previene le malattie, lo studi della salute ci permette di 1

valutare e identificare i fattori che la minacciano quindi permette di contrastare i determinanti

negativi. Nell’efficacia di un intervento si va a misurare quanti casi di malattia ho evitato,

l’efficienza è quando ottengo con il minor

intervento il massimo dei risultati. Gli studi

condotti sulla popolazione vanno ad

approfondire il livello di conoscenza, avremo

un’epidemiologia di tipo descrittivo, ci darà

informazioni sugli individui coinvolti, il luogo e

in quanto tempo si sono verificati determinati

casi. Se osservo che una patologia si

manifesta maggiormente in una popolazione

anziana posso formulare ipotesi e in seguito

testare l’ipotesi con un’epidemiologia di tipo

costruttivo, in questo caso si valuta anche se

la popolazione è esposta ad un fattore di

rischio che ritengo elevato in quella popolazione,

questo mi permette di capire se quel fattore di

rischio è associato o meno alla malattia. Tramite

indicatori sanitari si può misurare lo stato di

salute della popolazione.

Il concetto di salute si è evoluto nel corso del

tempo, inizialmente individuava la sola assenza

di malattia, oggettivamente rilevabile, oppure

valutando la letalità della malattia. Dal 1948 si

considera la salute come un completo benessere fisico, mentale e sociale. La salute può essere

valutata oggettivamente oppure soggettivamente, da una parte si ha un approccio funzionale e

biologico dall’altro un approccio adattativo e percettivo. L’obbiettivo dell’OMS è raggiungere il

massimo livello di salute per tutta la popolazione mondiale, gli interventi di prevenzione mirano ad

evitare forme di contagio, zoonosi (trasmissione di un microrganismo dall’animale all’uomo).

La promozione della salute è il processo che permette alle persone di esercitare maggiore

controllo sulla propria salute e migliorarla. C’è necessità di un clima di pace nel contesto

socioeconomico e politico per poter accedere alle cure. 2

l’habitat dell’uomo si è sovrapposto

con quello di altre specie, alcuni tipi di

virus hanno avuto l’occasione di

incontrare l’uomo, a causa

dell’urbanizzazione sempre più ai

confini con gli habitat di altri specie ha

fatto in modo che i microrganismi di

quest’ultime abbiano fatto lo spillover

con l’uomo. Nel caso della SARS la

stretta vicinanza tra animali vivi e

l’uomo ha permesso i contagi e quindi

il salto di specie.

Dobbiamo considerare le interconnessioni tra uomo, animali ed ambiente, con ONE HEALT è

rappresentata l’idea che la salute delle persone è connessa con quella di animali e dell’ambiente

che viene condiviso. Si pensa quindi alle malattie zoonofile, ma anche l’antibiotico resistenza, per

curare le malattie batteriche abbiamo a disposizione gli antibiotici. i microrganismi hanno grande

capacità di comunicare tra loro, ad esempio nei biofilm, quando si sviluppa una resistenza ad un

antibiotico e questa viene trasmessa ad altri microrganismi allora non abbiamo più armi per

contrastare queste patologie batteriche. Il mantenimento della sanità pubblica ha come obbiettivo

la prevenzione di malattie e stili di vita sani, abbiamo poi la global healt e poi one healt quindi

mettere in connessione settori diversi che condividono lo stesso ecosistema, infine, abbiamo la

planetary healt quindi

protezione del nostro pianeta.

Abbiamo oggi un nuovo

scenario planetario, è diminuita

la mortalità infantile, la povertà,

ed è aumentata l’aspettativa di

vita. L’aumento di popolazione 3

umana è arrivato ad un paradosso economico, l’uomo consuma energie del pianeta e si

incrementa il numero di malattie.

(il resto è tutto scritto sulle slide)

I DETERMINANTI DELLA SALUTE

Possiamo includere quei fattori che influenzano lo stato di salute di un individuo o di una comunità:

ci sono i comportamenti personali e gli stili di vita, ad esempio certe abitudini al consumo di alcol,

fumo, abitudini sessuali che espongono a rischio di malattie sessualmente trasmissibili; ci sono poi

fattori sociali, condizioni di vita e di lavoro, accesso ai servizi sanitari (talvolta legato ad enti

assicurativi come in America), condizioni socio-economiche, culturali e ambientali e non ultimi i

fattori di tipo genetico. Tra questi fattori si possono distinguere due macrocategorie, i fattori

comunitari e i fattori individuali.

tra i modelli concettuali per fare

una categorizzazione sono

proposti:

- Il modello CDC / USA,

- modello nord-europeo,

- Modello OMS.

In base al modello si abbinano

diverse strategie di prevenzione. Modello CDC, ci sono diversi

compartimenti con diversi

pesi, lo stato di salute delle

persone viene condizionato

per almeno il 50% dallo stile

di vita individuale, per il 20%

da fattori genetici, 20% fattori

ambientali e per il 10%

dall’accesso all’assistenza

sanitaria. 4

Nel modello nord-europeo viene distinto invece un gruppo

centrale con i fattori non modificabili, poi un cerchio più

grande con lo stile di vita individuale, in seguito condizioni

sociali e di comunità nel luogo in cui si vive e poi altri fattori

quali istruzione, tipo di lavoro, accesso al servizio sanitario

e tipo di abitazione. Tutto ciò è incluso in un cerchio che

indica le condizioni socio-economiche e ambientali generali.

In questo modello la responsabilità maggiore riguardo lo

stato della salute è rappresentato dai determinanti generali,

si ha una visione multisettoriale che non fa cadere tutta la

responsabilità sulle scelte di vita generali, il sistema

sanitario che ne consegue è basato su un servizio

nazionale che poi si differenzia in servizi regionali. Il modello OMS inquadra diversi

compartimenti, abbiamo i determinanti sociali

della salute e i determinanti delle

disuguaglianze nella salute. Se vediamo i

determinanti strutturali includiamo il contesto

politico e socio-economico e la posizione

sociale. I determinanti intermedi sono quelli più

stretti all’insorgenza di una malattia, quindi alle

condizioni materiali: disponibilità di cibo,

accesso all’acqua potabile, ecc. ma anche

condizioni di stress acuto o cronico che può

influire sulla comparsa di alcune malattia oltre

che la posizione sociale ed i comportamenti

individuali. Se una persona ha una difficoltà di

accesso a misure di mantenimento della

salute ci sarà una maggiore probabilità di

sviluppo di una malattia. Quando si vanno

a capire le cause di mantenimento dello

stato di salute si devono capire le cause

più vicine all’evento ma anche le cause

superiori. Ad esempio, nel caso della

tubercolosi, malattia che era abbondante

in Italia, dovuta alle abitudini di vita e la

possibilità di contagio in un ambiente non

idoneo. Oggi la tubercolosi sta colpendo

nuovamente individui con

immunodeficienza, anche se oggi giorno

sono disponibili terapie che mantengono

bassa la replicazione virale e quindi

evitano lo sviluppo di infezioni

opportunistiche. 5

Un evento morboso è dovuto da una serie di concause, i determinanti prossimali hanno un

collegamento immediato con lo stato di salute. La suddivisione nell’eziologia tra malattia infettiva e

cronico-degenerativa ha una commistione talvolta quindi sono collegate.

Le diseguaglianze nella salute talvolta sono inevitabili come nel caso del patrimonio genetico ma

in altri casi sono evitabili tramite modifiche

nell’assetto socio-economico e politico. La povertà estrema è

estremamente disuguale nel

mondo, nei paesi dove la

maggioranza delle persone vive

in questa condizione si

concentrano i più alti tassi di

mortalità infantile.

si parla anche di povertà

relativa, in Inghilterra si associa

le cause di morte con il tipo di

classe lavorativa del soggetto,

questo permette di avere una

relazione tra tasso di mortalità e

tipo di professione.

Non esiste una soglia oltre la quale il reddito

non influenza lo stato di salute, il rischio di

mortalità cresce in maniera inversa alle risorse

sociali di cui un individuo dispone, si sviluppa

un gradiente sociale. Il livello di gradiente di

salute è determinato da quello che una

persona percepisce di poter fare con quel

reddito, quindi autonomia sule proprie azioni o

possibilità di poter partecipare ad attività

sociali. Questo può portare a stress cronico e

meccanismi neuroendocrini che sarebbero le

responsabili delle disuguaglianze sociali dal

punto di vista della salute. 6

Avere poca differenza tra le varie classi sociali aumenta l’aspettativa di vita e lo stato di salute, la

salute di persone di minoranze etniche, inoltre, in generale è minore rispetto alla media, i tassi di

morbosità o di mortalità mostrano che ci sono differenze di circa 6 anni in più di aspettativa di vita

per chi nasce negli stati uniti ed è bianco. Se andiamo a vedere le statistiche legate alla probabilità

di morire delle donne in fase di gravidanza suddivise tra donne

bianche, donne americane native di Alaska e india e donne nere,

questa aumenta progressivamente.

Un’alfabetizzazione sanitaria elevata permette ad un individuo di

orientarsi sulla possibilità di usufruire di certi servizi.

Se andiamo a vedere l’ambito geografico, lo stato di salute di un paese misurato come anni di vita

dalla nascita, l’OMS

utilizza degli indicatori

come il tasso di

mortalità infantile. Nel

grafico si vede la

speranza di vita

rispetto alla ricchezza

di un paese, ciascun

cerchio rappresenta

una nazione specifica,

la dimensione del

cerchio indica la

demografia. Nella parte

più a sinistra vediamo

che a seconda del PI

pro-capite l’aspettativa

di vita varia molto,

mentre nei paesi ad

elevato reddito

l’aspettativa rimane

piuttosto costante. 7

STORIA NATURALE DI UNA MALATTIA

La malattia può essere clinica quindi dipendere

dalla dimensione biologica, abbiamo poi la

malattia mentale, intesa come soggettiva e dove

si considera mal funzionamenti di relazioni

nell’ambiente personale e nella dimensione

sociale. Il termine malattia è usato per indicare un

quadro ben definito, si possono distinguere

malattie infettive e cronico-degenerative. Si hanno diverse fasi di sviluppo di

una malattia infettiva: esposizione;

quindi, contato tra individuo e agente

eziologico della malattia, in seguito si

ha un periodo di incubazione, che

indica il tempo tra il contatto con

l’agente e la manifestazione dei

sintomi, ci possono essere malattie con

tempi di incubazioni molto diversi. I

segni prodromici caratterizzano lo stato

iniziale di una malattia, non per tutte le

malattie sono determinanti, ad esempio

nel morbillo caratterizzato da un

esantema che sviluppa pustole sulla

pelle, prima di questa manifestazione

cutanea si ha una manifestazione nella mucosa interna alla bocca nella regione dei denti molari, in

questo caso si può già fare la diagnosi del virus del morbillo accertata in seguito da analisi. A volte

gli eventi prodromici possono esser aspecifici, quindi mal di testa, stanchezza, come ad esempio

nel caso di meningite di meningococco o pneumococco. Abbiamo poi la fase della malattia

conclamata, la malattia viene riconosciuta per i sintomi della fase acuta, l’esito finale può essere la

guarigione, decesso o cronicizzazione, in quest’ultimo caso il soggetto diviene portatore cronico di

quel determinato agente infettivo. Nel caso dell’epatite B se acquisita in età infantile, perché

trasmessa verticalmente dalla madre al momento del parto, si ha una massima probabilità di

andare incontro ad una cronicizzazione. Le misure di prevenzione sono quelle di somministrare

alla nascita le immunoglobuline oltre che una dose di vaccino. La cronicizzazione del virus

dell’epatite B oltre a creare dei danni per diffusione si hanno danni all’individuo stesso, l’infezione

può portare a cirrosi epatica o tumore primario al fegato. In Italia si ha un programma di

vaccinazione per cui i nuovi nati dal 1991 sono vaccinati contro l’epatite B.

Il tetano è un clostridio se acquisisco una spora tetanica che in ambiente anaerobio matura si avrà

produzione della tossina tetanica che ha effetto di blocco della contrazione della muscolatura sia

liscia che striata. L’immunità si può avere solo tramite vaccino da ripetere ogni 10 anni per la

grande letalità della tossina tetanica. 8

Per evitare la malattia posso fare una prevenzione

primaria e secondaria, quest’ultima tramite la

profilassi post-esposizione, posso utilizzare il

vaccino o le immunoglobuline per avere

un’immunità nell’ospite per prevenire i sintomi. La

chemio profilassi sempre appartenente alla

prevenzione secondaria si esegue con i farmaci. A differenza di prima si ha

una fase di latenza che può

durare diversi anni, inoltre si

identifica una fase pre-clinica

dove la malattia ha già

iniziato ad apportare danni al

tessuto ma il paziente non

accusa alcun sintomo. L’esito

finale in questo caso è la

cronicizzazione che può

portare poi al decesso.

IGIENE DEGLI ALIMENTI

Il world health day si tiene il 7 aprile, nel 2015 la giornata

è stata dedicata alla sicurezza alimentare, questo tema è

fondamentale per la sanità pubblica in quanto le malattie

alimentari sono più di 200. Alimentarsi è un’esigenza

primaria ed è un determinante della salute; quindi,

influenza lo stato di salute di un individuo e di una

popolazione. La sicurezza alimentare include l’igiene degli

alimenti, quindi la qualità igienico-sanitaria, l’igiene della

nutrizione, il corretto apporto di fabbisogno calorico, ad esempio, e infine la sufficienza quantitativa

e qualitativa di alimenti. 9

Un alimento non sicuro può creare danni a breve

termine o a lungo termine, in quest’ultimo caso

patologie croniche. Per avere un prodotto sicuro si

deve avere un controllo continuo in tutte le tappe della

filiera, per igiene degli alimenti si intendono le

precauzioni e misure sanitarie adottate durante lo

sviluppo dell’alimento.

Quando non sono soddisfatte queste tre caratteristiche si ha perdita di qualità dell’alimento. Le

modificazioni che fanno perdere la qualità all’alimento sono:

Alcuni meccanismi che possono alterare gli alimenti sono:

- Maturazione e senescenza, gli alimenti vegetali hanno un loro sviluppo biologico, questi

sono raccolti quando ancora non sono maturi in modo che arrivino al consumatore nella

condizione di maturazione, in seguito si ha la putrefazione dei tessuti, perdita di sapore,

odore, colore, in questa fase si ha una situazione favorevole allo sviluppo microbico.

- Attività enzimatiche, possiamo trovare enzimi endogeni o esogeni, l’attività enzimatica

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro_giramondi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bechini Angela.
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