Estratto del documento

Igiene

Lez 1: Generalità

L'igiene è una scienza molto antica, il cui nome deriva da Igea, la dea della salute, figlia di Zeus. L'igiene è la scienza della salute che ha il fine di tutelare e potenziare la salute degli esseri viventi, sia del singolo che della collettività, dove per salute si intende il "completo benessere fisico, psichico e sociale" (definizione dell'OMS).

L'Art. 32 della Costituzione dice: "tutela della salute come diritto fondamentale del cittadino ed interesse della collettività nel rispetto della dignità e libertà della persona".

Nelle antiche società le norme igieniche erano legate a precetti religiosi, come i digiuni periodici, il divieto di mangiare carni di alcune specie animali, i rituali di purificazione, la cremazione, l'imbalsamazione, la circoncisione, ecc.

Lo studio dell'igiene nei tempi moderni è iniziata a fine '800 grazie alle scoperte in ambito microbiologico di Pasteur, Kock e Ramon, che permisero di difendersi contro le malattie infettive. La prima legge sanitaria in Italia è stata emessa nel 1888, e affidava la difesa della salute pubblica al Ministero degli Interni, quindi ai prefetti e quindi ai sindaci, solo nel 1958 venne istituito il Ministero della Sanità, che comprende il Consiglio Sanitario Nazionale, quindi l'Istituto Superiore di Sanità e quindi l'ASL.

Campi d'interesse dell'igiene:

  • Epidemiologia
  • Demografia e statistica sanitaria
  • Organizzazione sanitaria
  • Prevenzione delle malattie infettive e cronico-degenerative
  • Igiene dell'ambiente fisico (aria, acqua, suolo, ecc.)
  • Sicurezza degli alimenti e dell'alimentazione
  • Educazione sanitaria
  • Farmacovigilanza, efficacia vaccinale, effetti collaterali

Modello: uomo-ambiente-società

  1. Fattori genetici
  2. Fattori ambientali:
    • I tipi di ambiente possono essere:
      • Fisico: è l'ambiente della vita e del lavoro e può essere interno o esterno
      • Sociale
    • I fattori psico-relazionali sono:
      • Incompatibilità socio-ambientale
      • Mobbing
    • Gli agenti possono essere:
      • Fisici: radiazioni, rumore, clima
      • Chimici: sostanze tossiche, cancerogene, allergizzanti
      • Infettivi: batteri, virus, miceti, parassiti
  3. Fattori comportamentali

Sanità pubblica e igiene

Nel XX secolo sono aumentate le attenzioni verso l'igiene grazie ad alcuni provvedimenti:

  • Miglioramento delle attività igieniche
  • Miglioramento del trattamento degli alimenti
  • Miglioramento del trattamento di acqua e reflui
  • Diffusione delle vaccinazioni

Queste migliorie hanno portato, tra le altre cose, anche ad alzare di molto la durata media della vita. L'Italia oggi è il 5° paese al mondo per l'aspettativa di vita. Fino al 1900 si moriva soprattutto di malattie infettive, ai giorni nostri si muore molto meno per le malattie infettive grazie allo sviluppo dell'igiene, ma si muore maggiormente per altre cause come incidenti, tumori, ecc.

Nell' '800 sono stati scoperti la maggior parte dei microorganismi che causano le patologie, e l'ultimo batterio patogeno è stato scoperto 10 anni fa, mentre cresce sempre di più il numero dei virus, che causano più vittime dei batteri. Nel XVIII sec le malattie più comuni e che causavano la maggior parte dei decessi erano: peste, vaiolo, colera, malaria e tubercolosi, oggi sono: patologie cardiache/polmonari, cancro, incidenti stradali, AIDS.

C'erano patologie considerate eradicate che sono tornate a infettare l'uomo, questo può capitare per concause come per esempio la mancanza di igiene causa il colera.

Lez 2: Epidemiologia

L'epidemiologia è una scienza medica che ha per oggetto lo studio dello stato di salute e di malattia e la sua finalità è quella di individuare il tipo, le modalità di distribuzione, la frequenza di comparsa ed il ruolo dei fattori causali delle malattie, e lo fa studiando gruppi di soggetti. Il metodo epidemiologico serve a capire le cause di una malattia e le branche sono tre:

  • Studi epidemiologici descrittivi: studio della disposizione spaziale e temporale di una malattia e formulazione delle prime ipotesi su uno o più possibili fattori causali.
  • Studi epidemiologici analitici: verifica se i fattori causali supposti sono associati alla malattia in studio (associazione statisticamente significativa)
  • Studi epidemiologici sperimentali: consentono di verificare se l'associazione è di tipo causale o casuale.

Gli strumenti dell'epidemiologia

Le fonti dei dati epidemiologici correnti sono raggruppati a seconda di:

  1. Finalità: esclusivamente sanitarie
  2. Livello nel quale operano: nazionale, regionale, locale
  3. Modalità e frequenza delle rilevazioni: universali e continue, universali e sporadiche, a campione e continue, a campione e sporadiche.

I dati possono essere reperiti tramite:

  • Censimento: riporta informazioni riguardanti la numerosità e la distribuzione dei soggetti, il loro sesso, l'età e delle informazioni di carattere socio-economico come attività lavorative, livello di istruzione, ecc.
  • Piramide dell'età: consente la conoscenza della struttura della popolazione per sesso ed età
  • Certificato di morte: permette di sapere la causa iniziale e finale di morte
  • Certificato di nascita: sono riportate anche eventuali problematiche durante il parto
  • Notifica delle malattie infettive: le malattie infettive sono 47, suddivise in 5 classi in base alla rilevanza epidemiologica e sociale, la gravità, la frequenza, la possibilità di intervento, l'interesse nazionale ed internazionale, i tempi e i modi di segnalazione differenti per le diverse classi.

Le classi delle malattie infettive sono:

  • Classe I: vengono segnalate anche quando sono solo sospette su un paziente perché sono gravi e di facile diffusione
  • Classe II: sono molto frequenti e si può controllarne la diffusione
  • Classe III: esiste sia il vaccino che la terapia oppure solo la terapia
  • Classe IV: deve essere segnalata all'ASL da parte del medico solo in caso di focolai epidemici.

Condizioni necessarie (ma singolarmente non sufficienti) all'insorgenza di una malattia infettiva:

  • Presenza di un microorganismo vivo
  • Presenza di un microorganismo vivo e patogeno
  • Penetrazione del microorganismo nell'ospite
  • Moltiplicazione del microorganismo nell'ospite
  • Suscettibilità dell'ospite

Indici statistici

Servono ad identificare varie definizioni:

  • Quoziente di mortalità: n° di morti per anno/popolazione x 100.000
  • Quoziente di mortalità specifica: n° morti per una certa causa/ popolazione x 100.000
  • Quoziente di letalità: n° di morti per una malattia/n° degli ammalati x 100
  • Quoziente di morbosità (incidenza): n° ammalati per una causa/popolazione esposta x 1000. La popolazione esposta può anche essere la popolazione totale. L'incidenza sarebbe il n° dei nuovi casi di una malattia in un arco di tempo
  • Quoziente di contagiosità (prevalenza): n° ammalati/ n° persone esposte x 1000. Indica il numero di casi in un determinato momento
  • Quoziente di morbilità: in epidemiologia è uguale alla morbosità, mentre in medicina del lavoro è: n° giorni di malattia/ n° giorni lavorativi x 100.

I tassi (o quozienti) possono essere: grezzi, specifici e standardizzati. Il tasso è: N/P x K, dove N= n° di casi, P= popolazione K= costante: 100, 1000, 10.000, ecc.

Andamento di una malattia infettiva (si considera il tempo e lo spazio)

  1. Sporadico: limitato nel tempo e nello spazio
  2. Endemico: distribuito nel tempo ma limitato nello spazio
  3. Epidemico: concentrato nel tempo e nello spazio
  4. Pandemico: concentrato nel tempo, illimitato nello spazio.

Epidemiologia delle malattie infettive

Definizione di malattia infettiva: stato morboso causato da un microorganismo patogeno e virulente in un ospite suscettibile.

Le sue caratteristiche sono:

  1. Contagiosità: capacità di un microorganismo di trasmettersi da un ospite all'altro
  2. Infettività: capacità di un microorganismo di penetrare e di moltiplicarsi nell'ospite
  3. Virulenza: capacità patogena di un microorganismo di causare una malattia in un ospite definito. Essa è espressa in termini farmacologici: LD, LD50, LD90, LD100 (lethal dose 50%, 90%, 100% ovvero quantità di microorganismo in grado di uccidere il 50%, il 90% o il 100% degli infetti), ID, ID50, ID90, ID100 (infectious dose 50, 90, 100) ovvero capacità di un microorganismo di infettare il 50%, 90% o 100% dei soggetti.
  4. Patogenicità: capacità di un microorganismo di causare la malattia nell'ospite naturale.

Serbatoio: portatore del microorganismo che costituisce l'habitat ideale alla sua vita. Può essere sia umano che animale. Un microorganismo può essere altamente contagioso ma poco infettivo (per esempio), inoltre molti virus subiscono ad ogni passaggio delle mutazioni (es. il virus influenzale) che rende difficile la prevenzione delle malattie da loro causate.

Vie di penetrazione

Vie tramite le quali il microorganismo può entrare nel corpo e successivamente nelle cellule:

  • Cutanea: attraverso ferite, ustioni, lacerazioni
  • Mucosale: tramite le vie respiratorie, l'apparato digerente, urogenitale, la congiuntiva ecc.
  • Transplacentare: dalla madre al feto (prevalentemente per i virus)

I virus se entrano nell'organismo e rimangono nel torrente circolatorio senza entrare nelle cellule non sono infettivi e quindi non danno la malattia. Questo perché il virus non produce tossine, quindi non fa alcun danno se non entra nelle cellule. I batteri invece possono produrre tossine quindi causano la malattia anche se rimangono sulla superficie corporea e non penetrano nelle cellule. Solitamente i virus necessitano del sistema proteo sintetico della cellula per riprodursi causando la lisi della stessa. Altri virus invece non uccidono la cellula ma rimangono in essa per sempre tramite il processo di cronicizzazione dell'infezione. Altri virus sono intermedi tra i due e quindi si replicano poco. Nella via cutanea, la flora microbica residente compete con quella patogena che vorrebbe instaurarsi. La via mucosale è quella prevalente per contrarre le malattie.

Vie di eliminazione

Vie tramite le quali il microorganismo può uscire dal corpo

  • Spesso coincidono con quelle di penetrazione: cutanea, mucosale, transplacentare
  • Sangue e derivati: tramite trasfusioni, insetti ematofagi
  • Altri liquidi corporei: latte, secrezioni salivari e urogenitali, urina, ecc
  • Prodotti o organi di origine animale: trapianti d'organo, GH, nel caso di ipofisi infetta data a bambini con deficienza di GH.

Trasmissione aerogena

Trasmissione interumana di agenti infettivi per inalazione di goccioline (aerosol) o di particelle di polvere contaminate. Goccioline di saliva emesse con tosse, starnuto, espirazione, parlare: diametro di circa 10µm, velocità di circa 100 m/s, contengono 1-2 batteri a gocciolina e i batteri totali emessi con uno starnuto variano da 10.000 a 100.000, la carica microbica è diversa per le patologie virali o batteriche.

Più andiamo in profondità nell'apparato respiratorio, e più sono sottili le zone che possono essere infettane ed è meno veloce l'aria. La misura delle particelle che si approfondano nell'apparato respiratorio diminuisce, è più facile avere infezioni in profondità da parte dei virus (nel caso di infezione iniziale).

Infezione virale

I virus hanno preferenza per alcune mucose perché lì sono presenti i recettori, come le:

  • Mucose dell'apparato respiratorio: poxvirus, VZV, rosolia, rinovirus, orto mixovirus, paramixovirus, coronavirus. Alcuni come i poxvirus possono entrare anche da altre vie
  • Mucose uro-genitali: HIV, HSV (herpes simplex virus), HPV (human papilloma virus), herpes di tipo II, HBV, epatite
  • Tratto alimentare: picornavirus (poliovirus, epatite A). Sono patologie enteriche. La poliomielite è una patologia neuromuscolare che inizia con un'infezione intestinale. I vaccini per la poliomielite sono 2: uno è composto dal virus ucciso, quindi ci sono solo proteine, mentre l'altro è costituito dal virus vivo attenuato. Esso viene somministrato tramite bocca e mima il vero meccanismo dell'infezione ed è molto efficace (sviluppa gli anticorpi). Il virus ucciso viene somministrato tramite un'iniezione intramuscolare e dato che il virus è morto, rimangono solo le proteine quindi è difficile che diano una risposta immunitaria efficace. Il vaccino con virus morto quindi è meno efficace ma più sicuro, mentre quello con il virus vivo è più efficace ma meno sicuro.
  • Congiuntiva: adenovirus, HSV, picornavirus
  • Cute: poxvirus, HSV, HCV, EBV, CMV, rabbia
  • Capillare: arbovirus.

Zoonosi

Patologia trasmessa dagli animali all'uomo, ed es. BSEV (encefalite spongiforme bovina). In molti casi c'è un insetto che punge un animale e poi l'uomo trasmettendo la malattia. È trasmessa dagli uccelli (SARS) o da insetti che entrano in contatto con feci infette e poi con il cibo che ingeriamo (mosche).

Meccanismi di trasmissione

  • Diretta: passaggio diretto del microorganismo dall'ammalato o dal portatore sano, al soggetto sano. Es. rapporto sessuale, bacio, allattamento, tosse, starnuto
  • Indiretta: c'è un agente intermedio che può essere animato o inanimato e che viene detto vettore.
    • Vettori inanimati: aria, alimenti e bevande, oggetti d'uso comune, feci (infettano il suolo, poi l'acqua, poi gli alimenti che si cucinano con essa e infine l'uomo che li ingerisce)
    • Vettori animati:
      • Mosche: varie malattie oro-fecali
      • Zanzare: malaria, febbre gialla, dengue
      • Vampiri: rabbia
      • Cani e volpi: rabbia
      • Gatti: toxoplasmosi, micosi, parassiti vari
      • Pulci: peste
      • Pidocchi: varie dermatosi
      • Acari: scabbia
      • Zecche: tigna, malattie virali emorragiche
  • Iatrogena: pratiche mediche ed infermieristiche connesse alla cura del paziente (infezioni nosocomiali dovute all'uso di strumenti non sterili, presenza di batteri resistenti agli antibiotici, virus, pulizia e norme igieniche carenti). Queste malattie sono solitamente a causa dei batteri perché il largo uso di antibiotici negli ospedali li rende resistenti e multiresistenti. Sono anche a causa dei virus perché esistono pochi antivirali.
  • Transplacentare: avviene durante tutta la gravidanza i microorganismi possono essere passati al feto tramite la placenta. Tali malattie sono: sifilide, rosolia, epatiti virali B e C, AIDS, ecc.

Lez 3: Studi epidemiologici

I risultati degli studi epidemiologici vengono illustrati tramite tabelle e grafici e vengono elaborati statisticamente. Le principali misure di frequenza degli eventi sono:

  • Numero degli eventi (o frequenza assoluta)
  • Rapporto: esprime la relazione tra due eventi indipendenti tra loro
  • Proporzione: esprime la relazione tra il numero di eventi rispetto alla popolazione alla quale appartengono (es. quanti casi di bambini con la poliomielite sulla popolazione suscettibile).
  • Tasso: esprime una proporzione in rapporto al tempo dove:
    • E(t) = numero di eventi che si verificano nel tempo t
    • P = popolazione media esposta al rischio nel tempo t. Può corrispondere al totale della popolazione
    • K = fattore moltiplicativo multiplo di 10
  • Tasso di incidenza: La popolazione a rischio può anche rappresentare la totalità della popolazione
  • Tasso di prevalenza puntuale (contagiosità): non include i casi di incubazione
  • Tasso di prevalenza periodale:
  • Tassi grezzi: numero degli eventi riferiti alla popolazione totale (tasso di mortalità, tasso di natalità). Va bene per gli eventi certi
  • Tassi specifici: fanno riferimento a specifiche variabili della popolazione (es. tasso specifico di mortalità per sesso, per causa di morte, per età, ecc.)
  • Prevalenza: indica il numero di soggetti positivi a qualcosa che si cerca sul totale dei soggetti a cui è stato effettuato il test, i soggetti devono essere accomunati da alcune caratteristiche, come la tossicodipendenza.
  • Incidenza: numero di soggetti della stessa popolazione della prevalenza che si sono ammalati in un periodo di tempo.

Prevalenza = incidenza x D. D = durata stimata della malattia.

HIV / AIDS Epidemic / pandemic

È un insieme di informazioni sulle statistiche mondiali di infezioni da HIV e di malati di AIDS. La prevalenza di HIV è la percentuale della popolazione che vive con l'HIV. In un'epidemia generalizzata la prevalenza di HIV è l'1% o più la malattia è considerata pandemica. In un'epidemia concentrata la prevalenza di HIV è minore dell'1% nella popolazione, ma è maggiore del 5% nella popolazione a rischio. La prevalenza di HIV indica le persone che vivono con esso, l'incidenza di HIV indica il numero delle nuove infezioni e la letalità dell'HIV indica il numero di persone che sono morte per esso.

Gli studi epidemiologici possono essere:

  1. Descrittivi: si basano molto spesso sull'utilizzo delle statistiche correnti quindi sono facili da effettuare e hanno bassi costi. Studiano la frequenza e la distribuzione delle malattie in relazione allo spazio, al tempo e alle caratteristiche personali.
    • Variazioni spaziali: la frequenza delle diverse malattie può variare da un paese all'altro e nell'ambito dello stesso paese, da una regione all'altra. Si possono osservare delle differenze territoriali per alcune malattie infettive in rapporto alla residenza urbana o rurale delle popolazioni. Nel corso di eventi epidemici si può scoprire l'origine di una mala...
Anteprima
Vedrai una selezione di 22 pagine su 102
Appunti di Igiene Pag. 1 Appunti di Igiene Pag. 2
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 6
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 11
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 16
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 21
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 26
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 31
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 36
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 41
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 46
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 51
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 56
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 61
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 66
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 71
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 76
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 81
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 86
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 91
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 96
Anteprima di 22 pagg. su 102.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Igiene Pag. 101
1 su 102
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paolina28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof De Giuli Morghen Carlo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community