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Appunti glottologia e linguistica

Prima lezione: Introduzione al concetto di lingua e di linguaggio

Il corso si occupa dello studio del linguaggio e delle lingue > linguistica = disciplina scientifica (metodologia scientifica > ipotesi di lavoro verificabili e oggettive) che ha come oggetto di studio il linguaggio e tutte le lingue del mondo, dunque i sistemi linguistici considerati nel loro funzionamento. Una scienza empirica e descrittiva (obiettivo: descrizione di un sistema linguistico > il suo funzionamento, come si evolve, come muta / no prescrittiva perché non ci dice come parlare né normativa perché non dice cosa è corretto e cosa è sbagliato) mentre le sue applicazioni sono prescrittive > didattica.

Il campo della linguistica è molto vasto > sotto-ambiti disciplinari perché la nostra attività biologica del parlare è così complessa che può essere osservata da più angolazioni. No finalità unica:

  • Specificare la natura del linguaggio e le sue potenzialità
  • Identificare le regole, le strutture, le unità di cui si avvalgono i parlanti per produrre e decodificare un messaggio verbale
  • Descrivere come le lingue si evolvono nel tempo, nello spazio o rispetto ad altri parametri di variazione
  • Formulare ipotesi e verificarle

Aree disciplinari

  • Linguistica generale (teorica o descrittiva): come sono fatte le lingue e come funzionano
  • Linguistica storica o glottologia: evoluzione storica delle lingue
  • Sociolinguistica: rapporti tra lingua e società
  • Neurolinguistica: lingue e strutture neuronali, cognitive
  • Psicolinguistica: rapporti tra lingue e strutture psicologiche
  • Dialettologia: descrive i dialetti di una lingua
  • Linguistica acquisizionale: acquisizione del linguaggio come lingua materna e modalità con cui si possono acquisire le lingue seconde
  • Linguistica computazionale: modelli matematici e informatici applicati ai dati linguistici per l'elaborazione elettronica
  • Linguistica tipologica: ricerca tra le lingue del mondo i tipi più frequenti e gli universali
  • Linguistica antropologica o etnolinguistica: rapporti lingue-territori-culture
  • Glottodidattica: metodi per insegnamento, tecniche di traduzione

Cos'è il linguaggio, cosa sono le lingue e che rapporto c'è tra linguaggio e lingue?

C'è una correlazione tra le due? Linguaggio universale, unico / pluralità di lingue. Fin dall'antichità si è iniziato a riflettere sul linguaggio > riflessione linguistica antica e caratterizza tutte le culture > i primi a riflettere sulle strutture del linguaggio furono i filosofi greci (categorie di Aristotele, ipotesi di Platone che le parole siano una convenzione, teorie degli stoici) > solo intorno alla metà del 1800 la linguistica diventa una scienza autonoma.

Linguaggio = facoltà umana che predispone l’uomo a parlare > facoltà del linguaggio innata nell'uomo > ci sono delle aree celebrali (soprattutto nell’emisfero sinistro) che controllano e regolano il sistema linguistico > facoltà genetica e quindi universale, inscritta in tutti gli uomini a prescindere dalla lingua. È congenita, inapprendibile e incancellabile (tranne nei casi di disturbo linguistico es. traumi, ictus > l'uomo può perdere in parte o integralmente la facoltà di parlare) > fondamenti biologici del linguaggio > facoltà del linguaggio unica / le singole lingue invece possono essere apprese tramite l'acquisizione e pertanto anche cancellate > sono manifestazioni concrete (espressioni) della facoltà del linguaggio.

Data una facoltà mentale, da questa possiamo attualizzare una serie di espressioni linguistiche concrete (i sistemi linguistici). Le lingue sono sistemi storico-naturali che discendono dal linguaggio > nascono nel corso della storia in maniera spontanea, sono naturalmente presenti sul nostro pianeta e sono parlate in modo spontaneo (naturale) VS lingue artificiali (sistemi nati da altre esigenze e per altri scopi). Non è mai accaduto che una lingua artificiale diventasse naturale ma ci sono stati dei tentativi > es. l’Esperanto (“colui che spera” > lingua artificiale) è stata proposta negli anni '80 come lingua del parlamento europeo (lingua franca = una lingua che viene adottata in maniera sovraregionale per comodità).

Lingue storico-naturali = sistemi di comunicazione complessi (regole e funzioni), articolati (strutture semplici, complesse, lineari, ecc.) e strutturati (unità > tipi e funzioni). Lingue naturali numerose perché comunità di parlanti, dislocate nel tempo e nello spazio, hanno dato concretezza alla loro facoltà del linguaggio in modo diverso > nella loro diversità possiedono degli elementi in comune.

Distinzione lingue vive e lingue morte: una lingua è viva quando ha parlanti nativi / una lingua è morta quando non ha più parlanti nativi > per decadimento naturale oppure per cause extralinguistiche es. calamità naturali, migrazioni, guerre.

Distinzione lingue orali e lingue scritte > tutte le lingue del mondo sono parlate, ma non tutte sono anche scritte > dunque le lingue orali sono solo parlate mentre le scritte presentano anche una tradizione scritta. C’è anche la distinzione tra lingue e dialetti.

  • Lingue nel mondo > distribuzione geografica > diatopia
  • Lingue nel tempo > distribuzione cronologica > diacronia
  • Lingue nella società > distribuzione socio-culturale> diastratia
  • Lingue e stile > distribuzione per contesto> diafasia
  • Lingue e mezzo (recitate; trasmesse tramite il cinema, il teatro, i giornali; scritte; web > mezzo = voce, microfono..) > diamesia

Lingue naturali = circa 7105 (stima fatta nel 2016 dal Summer Institute of Linguistics of Dallas). Cosa hanno in comune questi sistemi per poter essere considerate lingue? E cos’hanno di diverso?

Le lingue sono simili perché assolvono tutte le stesse funzioni, sono diverse in superficie ma tutte (vive e morte) rispettano dei principi e delle strutture universali e hanno le stesse finalità > fenomeno unitario, differiscono profondamente solo in superficie. Tutto quello che esprimiamo in una lingua può essere espresso in un’altra; per comunicare tutte le lingue si avvalgono di unità minime > suoni si combinano per formare parole, sintagmi, frasi, testi, ecc. > il modo però in cui ogni lingua sceglie i propri suoni e le proprie parole è diverso.

Seconda lezione: Lingue e linguaggio: punti in comune e proprietà

- Tutte le lingue possiedono un’identità costitutiva > sono conformi a dei principi universali e proprio questa aderenza costituisce la loro essenza.

- Le lingue hanno una struttura che permette loro di poter funzionare > una rete di relazioni. Le lingue sono sistemi di sistemi (Desaussure), ovvero sistemi strutturali. All’interno di ognuna ricorrono meccanismi ricorrenti e invariati.

- Le lingue servono per comunicare > sistema di comunicazione utilizzato da un gruppo di individui > istituzione sociale che serve a trasmettere informazioni (tramite uno scambio di flussi sonori) tra un emittente (il parlante) e un ricevente (l’ascoltatore).

- Le lingue, da punto di vista semiotico, sono un insieme di segni, cioè codici. Questo sistema di comunicazione non è né omogeneo (comunità al suo interno non è mai omogenea e vi sono variabili, gruppi e sottogruppi anche in base alla varietà di usi della lingua) né statico (si modifica nel tempo e nello spazio). > componente variazionale della lingua.

Jackobson è uno strutturalista che, ne' Gli elementi della comunicazione, ha messo in evidenza con uno schema il dinamismo comunicativo:

Vi è un emittente e uno o più riceventi > dall’emittente parte un messaggio comunicativo che può essere prodotto e compreso perché l’emittente e il ricevente hanno in comune lo stesso codice (lingua). Il messaggio viene dato attraverso un mezzo di trasmissione, ovvero il canale (aria, carta, supporto digitale, ecc.). Infine il contesto è quella situazione condivisa in cui, almeno nella situazione prototipica, emittente e ricevente si trovano. Cambiando il canale anche il contesto presenta una variazione.

CONTESTO
EMITTENTE MESSAGGIO (attraverso il canale) RICEVENTE
(codice) (codice)

Proprietà comuni a tutte le lingue del mondo

  • Fine primario di una lingua = garantire uno scambio informazionale (base della comunicazione verbale).
  • Lingue = codici biologici innati.
  • Lingue dotate di unità minime, le quali si combinano tra di loro per formare unità gerarchicamente superiori > proprietà composizionale (COMPOSIZIONE = unità minime si uniscono per formare unità maggiori > alla base della grammatica) e scomposizionale
  • Struttura di due tipi: unità (es. parola) e processo (di ordine fonologico, morfologico, sintattico > es. accordo sintattico).

Il linguaggio umano gode di una serie di proprietà specifiche e specializzate. Unità minima (che non si può scomporre ulteriormente) = suono > numero limitato che varia di lingua in lingua (es. in italiano ci sono 30 fonemi di cui 7 vocali e 23 consonanti / lingue africane più di 50 fonemi / hawaiano 11 fonemi / inglese 34 / spagnolo 24 / tedesco 38 / l'arabo ha solo 3 vocali). Le regole di combinazione sono un filtro che riduce la potenzialità combinatoria > limitato numero di parole che si possono formare (le frasi invece possono essere virtualmente infinite) > produttività.

Linguaggio umano = codice discreto (discretezza) > le unità hanno dei confini ben riconoscibili > montaggio e smontaggio delle unità. Tutte le parole della lingua sono formate grazie al proprio inventario fonologico.

Economicità: tutte le lingue del mondo sono sistemi economici perché sfruttano un numero limitato di entrate. Le unità sono di numero limitato ma ricorrente. Il numero delle unità fonologiche è più ristretto rispetto a quello della morfologia.

Ricorsività (proprietà esclusiva): uno stesso procedimento può essere applicato più volte > gli elementi possono ricorrere più volte, creando messaggi potenzialmente infiniti (es. suffissazione può ricorrere più volte nella stessa parola). La ricorsività è da riferirsi a tutta la struttura > incastramento.

Creatività: lingue = sistemi creativi > possibilità di creare espressioni sempre nuove > neologismi.

Astrazione: le parole possono fare riferimenti a distanza (qualcosa non fisicamente presente) oppure ad astrazioni.

Arbitrarietà: un evento linguistico è intenzionale e arbitrario (relazione forma-sostanza casuale).

Onnipotenza semantica: si può parlare di tutto ed esprimere tutto (plurifunzionalità) > la lingua può parlare anche di sé (riflessiva).

Dipendenza = capacità delle parole di entrare in relazione con altre parole creando coreferenze > es. accordo genere-numero o coreferenza pronominale. Importante è anche la dipendenza dalla struttura > la forma di alcune parole è determinata da quella di altre parole più distanti (es. la donnA che mangia è polaccA).

Terza lezione: De Saussure e la lingua secondo lo strutturalismo

Tra le proprietà fondamentali delle lingue umane c’è la discretezza (proprietà di molte scienze e propria anche del linguaggio informatico ma che non riguarda altri sistemi di comunicazione animale > mai discreti ma continui es. danza delle api) > possibilità di riconoscere e isolare unità singolarmente definibili e delimitate da confini ben precisi. L'opposizione discreto/continuo (fenomeno non isolabile dal resto) permette di distinguere il modo in cui una comunicazione è trasmessa, codificata e decodificata. Lingue = codici discreti / molti linguaggi di comunicazione animale sono invece continui.

La discretezza si apprezza in primo luogo a livello fonico > es. le vocali in una lingua sono diverse le une dalle altre e sostituendole abbiamo parole differenti > distinzione identità strutturale della /a/ e quella della /e/. Possiamo, data una stessa sequenza di suoni, giocare con le sostituzioni > es. da tela possiamo sostituire e ottenere bela o pela e ciò non sarebbe possibile se queste identità non fossero discrete.

Un fenomeno continuo non ha confini netti > scalarità e gradualità come i colori (es. sostanza fonetica come il flusso parlato). I codici di comunicazione continui e discreti sono argomento di studio non della linguistica ma in primo luogo della sociologia > in questo ambito si parla usando altri termini, ovvero analogico e digitale, facendo riferimento all'orologio con movimento delle lancette analogico (le lancette coprono il quadrante nella sua interezza) e a quello con movimenti digitali (discreto, tempo sembra fermarsi).

Le lingue hanno due anime: il significante (forma, livello astratto, digitale) è discreto, ma la sostanza fonica (livello concreto, sostanza fonetica e semantica) è continua. Quando parliamo emettiamo suoni e essi rappresentano un flusso continuo, fra una parola e l’altra non ci sono spazi o silenzi/ separazione parole quando scriviamo.

Le lingue sono discrete e la discretezza proviene dall’arbitrarietà > rapporto convenzionale tra significante e significato. Se le lingue non fossero discrete non potremmo creare nuove parole e deformare i significanti per cambiare i significati > la discretezza garantisce flessibilità ed efficacia comunicativa.

Ferdinand de Saussure, un linguista strutturalista ginevrino che apparteneva al circolo di Praga e che ha studiato la struttura linguistica. 1916 pubblicazione postuma del Corso di linguistica generale, un insieme delle lezioni universitarie > il ’16 è l’anno in cui si riconosce la nascita della linguistica moderna. De Saussure riconobbe delle dicotomie, opposizioni tra due termini, che riguardano il linguaggio e che sono state a lungo studiate e contestualizzate, ma mai invalidate:

  • Diacronia/sincronia: due punti di vista per studiare la lingua non sempre opposti, talvolta complementari > prospettiva diacronica = studio della lingua nel corso della sua evoluzione storica/ prospettiva sincronica = analisi della lingua in un preciso momento storico. Lo studioso riconosceva che spesso era difficile mantenere separate queste due facce.
  • Asse associativo (o sintagmatico)/paradigmatico: il primo asse è quel legame tra un’unità linguistica e tutto ciò che la precede e la segue, ovvero con tutte le unità presenti sull’asse lineare (relazione in praesentia). Questa dimensione costituisce l’asse delle scelte ed è possibile grazie allo sviluppo lineare del linguaggio > i fiori sbocciano. Fiori = marca dei suoi determinanti > fiori è in rapporto sintagmatico con i e ano di sbocciano. Il flusso continuo si scompone in unità discrete segmentate che si combinano tra di loro > rapporto di coreferenza dato dalla stessa desinenza. L'asse sintagmatico riguarda la struttura sintattica > no semplice successione lineare ma anche gerarchica /asse paradigmatico = la relazione che un’unità linguistica stabilisce con ciò che non c’è ma che potrebbe apparire in quel contesto (relazione in absentia) > fa riferimento ad un paradigma.

Asse paradigmatico Asse sintagmatico

  • IL BAMBINO MANGIA UNA MELA
  • UN RAGAZZO MORDE UN PERA
  • QUESTO STUDENTE GUSTA LA BANANA
  • QUELL’ UOMO COMPRA DELLA FRUTTA

Gli elementi di ciascuna colonna appartengono alla stessa categoria > la relazione paradigmatica avviene con elementi dello stesso tipo es. nella posizione del sostantivo possiamo avere altri sostantivi. Duplice scelta > ogni unità lessicale seleziona un referente.

Strada/e > strada è in opposizione paradigmatica con strade > quando realizziamo un elemento escludiamo tutti gli altri.

Langue/parole: langue = sistema astratto (lingua intesa nella sua struttura astratta). Due parlanti di una stessa lingua si comprendono perché hanno lo stesso sistema (langue) / parole = lingua nella sua concretezza, sono gli atti linguistici individuali, concreti. Le due dimensioni sono collegate. Secondo Saussure la langue è un sistema astratto, sociale e stabile; mentre la parole è un sistema concreto, individuale e mutevole.

La lingua secondo lo strutturalismo è un sistema di sistemi con livelli, dimensioni e componenti.

  • Componente fonetica e fonologica (inventario fonico) > sostanza fisica della lingua
  • Morfologia > struttura interna delle parole (morfema)
  • Sintassi > struttura interna della frasi (parola)
  • Lessico e semantica > componenti esterni che analizzano le strutture dal punti di vista del significato

Tutte le lingue del mondo sono così strutturate ma gli elementi all’interno di ciascuna componente cambia da lingua a lingua. Queste componenti devono essere così elencate perché hanno un ordine gerarchico (dal più piccolo al più grande). Le unità minime di un livello sono il punto di partenza del livello successivo > organizzazione strutturata, gerarchica e dipendente.

LIVELLO UNITÀ MINIMA UNITÀ FINALE
Fonetica Fono Sillaba/morfema/parole
Fonologia Fonema Sillaba/morfema/parole
Morfologia Morfema Parole
Sintassi Parola Frase
Semantica Lessema Parole/Frasi

Quarta lezione: I livelli di articolazione e gli assi di variazione linguistica

Organizzazione gerarchica = prova dell’economia del sistema linguistico e ne garantisce l’efficienza. Il linguaggio umano è doppiamente articolato così come la lingua, e per questo ha un sistema strutturale più complesso rispetto ad altri sistemi di comunicazione. É possibile intravedere almeno due livelli: un primo livello è dotato di segni linguistici che possiedono un significante e un significato e un secondo livello le cui unità non hanno una portata semanticamente diretta.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiarebecca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Sorianello Patrizia.
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