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Appunti glottologia e linguistica

Appunti generali, per liceo ed università di glottologia e linguistica basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Aiosa dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea magistrale in filologia e letteratura italiana. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Glottologia e linguistica docente Prof. S. Aiosa

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ESTRATTO DOCUMENTO

Estrazione in una frase scissa («è x [soggetto] che…») indica che il gruppo estratto è

un costituente maggiore della frase:

È la cassa rurale che aiuta le piccole aziende.

 Sono le piccole aziende che la cassa rurale aiuta.

 È prima di andare a letto che ha preso un sonnifero.

L’analisi delle frasi in costituenti fa emergere, in italiano come in molte altre lingue, i

seguenti tipi principali di sintagmi:

il sintagma nominale (SN), p.es. [la cassa rurale] , [Pietro]

– SN SN

il sintagma verbale (SV), p.es. [cammina] , [aiuta le piccole aziende]

– SV SV

il sintagma preposizionale (SP), p.es. [di notte] , [sul tavolo] , cioè

– SP SP

introdotto da una preposizione .

Altri tipi importanti di sintagmi, che di solito si trovano all’interno di SN, SV o SP, sono:

il sintagma aggettivale (SA), p.es. [avido] , [avido di fama]

– SA SA

il sintagma avverbiale (SAvv), p.es. [bene] , [decisamente bene] .

– SAvv SAvv

La struttura interna di un sintagma è costituita da dipendenze con all’interno un

 nucleo, cioè l’elemento centrale al sintagma, i nomi sopracitati in grassetto

indicano il nucleo del sintagma.

espanso modificatori determinanti.

Il nucleo inoltre può essere con e

Sintagma nominale

Nucleo: un nome (N)

• modificatori più frequenti: SA, SN, SP, frasi relative

• determinanti: articoli, aggettivi dimostrativi, quantificatori (il, un, questo,

• alcuni).

Semantica:

• La funzione principale del SN è di esprimere il riferimento a una entità. Di

– solito il nucleo è un nome comune che identifica una classe di entità

(persone, cose, luoghi, ecc. eventualmente eventi nominalizzati come

rivoluzione).

p.es.

La funzione principale dei determinanti è di quantificare i referenti e di

– dare indicazioni che permettono all‘ascoltatore di identificarli.

La funzione principale dei modificatori è di specificare ulteriormente

– l’entità in questione, restringendo l‘estensione dell’insieme denotato.

tort

a

nucle

o

la della

nonna

determinante modificatore

Il sintagma preposizionale

Nucleo: una preposizione; modificatori: soprattutto SN; determinanti: certi

• avverbi.

La funzione principale dei SP è di esprimere rapporti semantici e sintattici tra

• elementi della frase.

la torta [della nonna] :

 SP

“Di” la nonna

è l‘elemento più importante perché senza di esso il SN non può svolgere

la torta.

la sua funzione di modificatore di

Nelle lingue con un sistema di casi, le preposizioni spesso assegnano un caso ai

• super partes sine nomine

loro modificatori (cfr. lat. , ).

acc abl

Il sintagma verbale

Nucleo: un verbo coniugato. Il nucleo si combina con complementi di cui alcuni

• attanti)

(gli sono strettamente dipendenti dal nucleo verbale, mentre altri (i

circostanti) sono più autonomi rispetto al nucleo.

Attenzione: il soggetto, elemento obbligatoriamente presente in ogni frase, è un

• costituente immediato della frase (cfr. G&M 2010:102) e non un complemento

del verbo.

«La cassa rurale aiuta sempre le piccole aziende.»:

Così avremo, in aiuta nucleo

sempre le piccole

aziende

complement complemento

o (attante)

(circostante)

Esercizio slide:

“Tutti i cittadini dormono.” “Tutti i cittadini / dormono.”

A prova della divisione effettuata posso eseguire prove di commutazione:

bambini /

“Tutti i dormono.”

“Tutti” determinante quantificatore

“I cittadini” sintagma nominale

“dormono” verbo

“La volpe desidera l’uva” “La volpe / desidera l’uva.”

“La volpe” sintagma nominale

“desidera l’uva” sintagma verbale

----- >> “desidera / l’uva”

“desidera” verbo

“l’uva” sintagma nominale

“Il formaggio del corvo” La volpe mangia “il formaggio / del corvo”

“il formaggio del corvo” sintagma nominale

“il” determinante

“formaggio” nome

“del” sintagma preposizionale

“corvo” sintagma preposizionale

“il cane dorme nella cuccia” “il cane / dorme nella cuccia”

“il cane” sintagma nominale

“il” determinante

“Cane” nome

“Dorme” verbo

“nella cuccia” sintagma preposizionale

“nella” preposizione

“in” determinante

“la” determinante

“cuccia” nome

“Nonostante il vento la giornata è calda” “Nonostante il vento / la giornata è

calda”

“nonostante il vento” sintagma preposizionale

“nonostante” preposizione

“il” determinante

“vento” nome

“la giornata è calda” frase

“la” determinante

“giornata” nome

“è” verbo

“calda” nome

“il giovane principe combatte il drago” “il giovane principe / combatte il

drago”

“il giovane principe” sintagma nominale

“il” determinante

“giovane” aggettivo

“principe” nome

“combatte il drago” sintagma verbale

“combatte” verbo

“il” determinante

“drago” nome

“Il campionato è vinto dall’Inter” 

“è vinto dall’Inter” sintagma verbale

“è” verbo

“vinto dall’Inter” sintagma aggettivale

“Pierina osserva il ragazzo / con il cannocchiale”

“Pierina osserva il ragazzo” sintagma verbale

“Pierina” nome

“con il cannocchiale” sintagma preposizionale

Le dipendenze

Le dipendenze sono connessioni fra elementi.

Esse possono essere di tre tipi:

bilaterale: vi è dipendenza reciproca fra due costituenti nel senso che uno

• richiede la presenza dell’altro.

esempio: il legame tra preposizione e il SN che regge (p.es. nei SP [del corvo]

 SP

o [super partes] ).

SP

esempio: il legame tra sintagma verbale e il soggetto;

 unilaterale: il rapporto fra un nucleo e un modificatore opzionale: il

• modificatore richiede il nucleo ma non vice versa. un gatto nero;

esempi: il legame tra il nucleo nominale e l‘aggettivo in il legame

 tra il verbo e un complemento opzionale.

dipendenza coordinativa: „vi è un rapporto fra due nuclei e nessuno dei due

• ha bisogno dell‘altro per comparire nella struttura sintagmatica.“

libri e quaderni, legge e scrive, belli e brutti.

esempi:

In italiano in molti enunciati non si trova un costituente con ruolo di soggetto:

Ho trovato un pezzo di pizza in cucina. Era freddo.

 In quei casi si postula un «soggetto zero»:

• [] [[era] [freddo] ]

 SN V A SV

Argomenti a favore:

• Economia: tutte le frasi possono essere analizzate nello stesso modo

– secondo un‘unica regola F = SN + SV.

Economia: la scelta del morfema che esprime genere + numero

– dell‘aggettivo può essere descritta come un caso di concordanza (con il

soggetto) in analogia con altri casi in cui il soggetto è espresso.

Le principali modalità di manifestazione dei nessi sintattici (delle dipendenze) sono tre:

concordanza: „Si ha concordanza quando un elemento trasferisce i propri

• morfemi flessionali a un altro“. (cfr. l‘accordo fra soggetto e verbo)

reggenza: „Si ha reggenza quando i morfemi che compaiono in un sintagma

• sono determinati da un altro sintagma.“ (p. 106) (cfr. il verbo latino che assegna

il caso nominativo al soggetto).

giustapposizione (pp. 107-108): La dipendenza tra due elementi si manifesta

• nel fatto che uno deve occupare una determinata posizione rispetto all‘altro (cfr.

p.es. il modo in cui ingl./fr. codificano la funzione di soggetto).

Contribuisce a manifestare i nessi sintattici inoltre la prosodia (intonazione e accenti

di frase).

Es. 14 – le dipendenze

1) [me lo porrei…] sintagma verbale – nucleo: “porrei” – dipendenza bilaterale di

concordanza.

[per le mie faccende] sintagma preposizionale – nucleo: “le mie faccende” –

dipendenza giustapposizione.

2) [la più parte de’ viaggiatori] sintagma nominale – nucleo: “viaggiatori” –

dipendenza unilaterale di reggenza.

[lo preferiscono…] sintagma verbale – nucleo: “preferiscono” - dipendenza

unilaterale di concordanza.

3) [piene di genti, …] sintagma aggettivale – nucleo: “piene di genti” – dipendenza

bilaterale di reggenza.

[persone chiamate…] sintagma nominale – nucleo “persone” – dipendenza

unilaterale di concordanza.

[è quasi impossibile] sintagma verbale – nucleo: “impossibile” – dipendenza

unilaterale di reggenza.

b)

1) concordanza 2) bilaterale 3) reggenza 4) reggenza

5) unilaterale giustapposizione 6) 7) reggenza 8) unilaterale

Ruolo del verbo

Valenza

Una proprietà lessicale fondamentale a questo riguardo è la valenza dei

• lessemi, innanzitutto dei verbi. La valenza di un verbo specifica il numero e la

forma degli attanti che il verbo richiede perché risulti una frase completa.

«La valenza è come una bomba a orologeria: è depositata nel lessico e deflagra

• nella sintassi.». Nella frase, gli attanti (proprietà del lessema) sono realizzati

sotto forma di sintagmi a funzione di complementi. Il legame che si crea tra i

complementi e il verbo è una dipendenza bilaterale. Essa si manifesta tramite la

concordanza nel caso del costituente soggetto e tramite la reggenza nel caso

degli altri complementi. verbo bivalente transitivo (con complemento

d‘oggetto diretto):

[Pierina] vede [il ragazzo]

veder SN(1) SN(2)

[Io] vedo [problemi] .

 SN(1) NP(2)

eV [] Vediamo [che la crisi non è ancora

 SN(1)

finita] .

F(2)

attante 1: attante 2:

<SN> <SN, INF, F>

Attanti e circostanti

Nel sintagma verbale, accanto ai complementi che sono richiesti dal verbo (e

• che corrispondono dunque agli attanti) possono essere presenti anche

costituenti non richiesti dal verbo (in alcuni approcci sintattici si chiamano

circostanti).

mangiare:

 [I bambini] mangiano [i cereali] [tutti i giorni] .

1 2 SN circostante

[I bambini] mangiano [in cucina] .

1 SP circostante

fidarsi:

 [] mi fido [sempre] [di te] .

1 Avv circostante 2

Il legame che si crea, nella frase, tra circostante e verbo è una dipendenza

• unilaterale: il circostante richiede la presenza del verbo, ma non vice versa. Si

manifesta tramite la giustapposizione, non la reggenza o la concordanza come

nel caso dei complementi attanti.

Poiché i verbi possono avere più valenze, la distinzione tra attanti e circostanti

• non è sempre facile da trarre (cfr. “i cereali“ sopra).

Attanti e ruoli sintattici nella frase

Nelle frasi attive, il primo attante del verbo è realizzato come soggetto, cioè

• come quel costituente che si combina con un predicato per formare la frase:

[Tutti] [[deridono] [Pierina] ] .

SN(1) V SN(2) SV

[Io] [[mi fido] [di te] ]

SN(1) V SP(2) SV

Nelle costruzioni passive, un altro attante è «promosso», nella struttura

• sintattica, così da occupare la posizione di soggetto, mentre il primo attante

occupa un altro ruolo nella frase o rimane inespresso.

In italiano, ciò è possibile con i verbi transitivi (bivalenti, il cui secondo attante è

• realizzato come SN, cioè compl. d’ogg. diretto):

[Pierina] [[è derisa] [da tutti] ] .

SN(2) V SP(1) SV

In altre lingue come l’inglese, la trasformazione passiva è possibile anche

• promuovendo il terzo attante.

Il significato della frase come rappresentazione di un evento

Il significato di una frase può spesso essere descritto come la

• rappresentazione di un evento, di solito con uno o più partecipanti

all’evento.

«Evento» è da intendersi, in questo senso tecnico, come iperonimo di diversi tipi

• di eventi o situazioni: azioni, stati, processi ecc.

Luigi è partito per Salerno rappresenta un evento con due «partecipanti», una

 persona (Luigi) e un luogo (Salerno); l’esistenza di una terza entità non

specificata, cioè il luogo da dove Luigi parte, è sottintesa. L’evento è un’azione:

Luigi parte intenzionalmente e con uno scopo preciso (arrivare a Salerno).

Luigi aiuta Maria

In sono coinvolte due persone, di cui una presta un servizio

 (non specificato ulteriormente) all‘altra per risolvere un problema (non

specificato ulteriormente).

Il ruolo del verbo nella rappresentazione di un evento

Il verbo è l’elemento più importante («il vertice», G&M:101) della frase a livello

• non solo sintattico, ma anche semantico. Infatti, il significato e le proprietà

sintattiche del verbo sembrano tagliati su misura per rappresentare

eventi.

La morfologia dei verbi esprime tempi e modi, che aiutano a collocare gli eventi

• nel tempo e nel mondo reale ovvero in vari mondi possibili.

Il significato di ciascun singolo lessema verbale

• specifica il tipo di evento (azioni, stati, processi ecc.).

• come predicato semantico definisce i tipi di entità che partecipano all’evento

• (=argomenti) e specifica quale ruolo semantico tali

partecipanti principali hanno nell‘evento.

• La valenza del verbo dà uno statuto di obbligatorietà a certi argomenti e

• specifica le loro proprietà formali.

La struttura argomentale: esempi

dare

Il significato del verbo tipicamente mette in relazione tre argomenti: un

 agente, un paziente (ciò / colui che “patisce” l’azione, in questo caso ciò che

viene dato) e un beneficiario.

dare (x ; y ; z )

agente paziente beneficiario

Un altro esempio: aiutare (x ; y ; z )

 agente/forza beneficiario azione (y)

Non tutti gli argomenti che fanno parte del significato del verbo sono sempre

• esplicitati. aiutare

Quali degli argomenti di indicati sopra sono esplicitati negli enunciati

 seguenti?

Luigi aiuta Maria.

La struttura argomentale fa parte del significato del verbo.

• La valenza fa parte delle proprietà sintattiche del verbo.

• Le due componenti sono però legate:

• La valenza specifica infatti, in modo preferenziale,

alcuni

tratti formali degli argomenti: il grado di obbligatorietà,

i tipi

di sintagmi (SN, SP, SA, F...), eventuali morfemi in questi

(p.es. preposizioni o affissi).

dare

Esempio: come predicato d’azione

In quali dei seguenti casi il soggetto della frase denota un referente con

dare (x ; y ; z )

azione agente paziente beneficiario

ruolo d‘agente?

struttura argomentale

a) Il gatto dorme. no

b) Il cacciatore spara. si

c) Il prete ha battezzato il bambino. si

d) Cade la neve. no, la neve non compie azioni

e) Laudato sii. no

f) Il giocatore è stato deriso da un tifoso. si, ma non il soggetto bensì il tifoso

g) Dov’è Luigi? È corso a casa. si

Es. 15

Agente (colui che fa un’azione); paziente (colui/la cosa che subisce un’azione

o un processo o si trova in uno stato); beneficiario (colui a cui un’azione è

destinata e che ne trae beneficio); strumento (sempre nelle azioni);

esperiente (colui che ha una percezione o prova un’emozione); forza/causa

(qualcosa che causa un cambiamento in modo non intenzionale); origine e

meta nel caso dei predicati che denotano un movimento.

a) E proprio sui salari il presidente dell'USS Saverio Lurati ha evidenziato la "necessità

urgente di introdurre un salario minimo obbligatorio di 4 mila franchi". (CdT, 2 maggio

2013)

b) Proprio nei giorni scorsi, il capo di questa cellula, Mostapha el Korchi, ex imam della

Moschea di Ponte Felcino, è stato condannato a sei anni di reclusione [...] (La Stampa,

7 nov. 2009)

c) Quest'apertura al mercato della manodopera comunitaria in Ticino esercita su più di

un datore di lavoro la tentazione di assumere personale frontaliero a più basso costo a

scapito dei domiciliati.

d) Solo due decenni fa molti americani (esperiente) temevano il sorpasso dopo che il

reddito pro capite giapponese aveva superato quello degli Stati Uniti.

e) Jp Morgan, Nomura, Citigroup (esperienti) vedono nella difficile formazione di una

maggioranza solida il principale pericolo sulla governabilità del Paese.

f) [...] un governo stabile (forza) con una maggioranza solida farebbe bene al Paese.

g) La banca (agente) d'affari americana definisce "machiavelliche" le elezioni tricolori.

h) “(io)(beneficiario) Ho ricevuto molte accuse politiche nel girare il film.”

i) La mostra (agente-strumento) presenta il sunto dell’opera di Erwitt, fotografo

cresciuto sulle orme dei grandi Henri Cartier Bresson e Robert Capa [...]. (recensione

su mostreinmostra.it)

j) Molte opere (paziente) esposte sono ritratti, umani e animali. (ibid.)

k) Le foto (paziente), per la maggior parte istantanee in bianco e nero, vengono

esposte nei tre piani del palazzo suddivise per tematiche (dai ritratti di vario genere ai

paesaggi) attraverso un allestimento sobrio [...] (ibid.)

l) Da subito (noi - esperiente) cogliamo infatti il genio artistico di Elliott Erwitt, capace

di farci vedere momenti di vita quotidiana o luoghi anonimi in maniera nuova, del tutto

originale e per questo straordinariamente toccante. (ibid.)

m) La sua personale visione (causa/forza) della vita sotto diversi punti di vista ci attrae

e ci appassiona fin dalle prime immagini [...]. (ibid.)

n) L’artista (agente) perciò produsse su commissione numerosi busti del Duce e dei

martiri del fascismo. (recensione su mostreinmostra.it)

o) Le opere (paziente)d di Wildt sono messe in relazione a quelle dalle quali prende

ispirazione, e con quelle dei suoi celebri allievi.

Es. 30 ipotassi

1) finito

F2,3,5,6,7,8,10,11,12,13,14,15 

indefinito

F1,4,9,16 

2)

Sottintesi F1 (io), 3 (monologo), 4 (dicotomia), 5 (impostore), 6 (il libro), 7

(Camorra), 8 (osso…), 9 (i rituali), 13 (fenomeno), 14 (la trasmissione), 15

(associazione), 16 (associazione)

Espresso F2, 10, 11, 12,

3)

F1 soggettiva, 2 oggettiva, 3 circostanziale causale, 4 modificatore di un nome, 5

relativa, 6 relativa, 7 relativa, 8 modificatore di nome, 9 oggettiva, 10 soggettiva, 11

soggettiva, 12 soggettiva, 13 relativa, 14 oggettiva, 15 …, 16 circostanziale

Slide frasi relative

Avram Noam Chomsky (*1928) innate specifiche,

Secondo lui i bambini nascono con competenze linguistiche già e

fondamentale il rapporto lingua e mente. Questo distingue gli umani dalle altre specie.

Centrale per lui è la facoltà del linguaggio condivisa dagli uomini:

uno strumento in primo luogo del pensiero e solo secondariamente

• della comunicazione (mentalismo) opposto a Saussure.

una competenza che diventa osservabile nell‘esecuzione, ma

• soprattutto grazie ai giudizi di grammaticalità dei parlanti

con un nucleo innato, specifico del genere umano e autonomo – anche

• se connesso tramite delle “interfacce“ rispetto alle altre facoltà

mentali, percettive e motorie

grammatica universale

una “ “ che è “organo mentale“.

 le cui caratteristiche specificamente umane sono la discretezza, la

ricorsività e la creazione di strutture gerarchiche.

predisposizione biologica all‘acquisizione del linguaggio

una sulla cui

• il bambino, insieme all‘esperienza di “stimoli” in lingue

base

specifiche, sviluppa competenze linguistiche in lingue specifiche

un „salto di qualità nell‘evoluzione biologica.

• „Generazione“, „trasformazioni“, „derivazioni“: la grammatica genera

• delle strutture sintattiche in più tappe, a diversi „livelli“ o – nel

programma minimalista – in diverse „fasi“: la struttura lineare finale è

il risultato di un „processo“ complesso di derivazione.

Secondo il programma minimalista, le operazioni fondamentali che

• permettono di generare strutture linguistiche sono

Componi (ingl. Merge), verificando la compatibilità (ingl. Agree) degli

• elementi composti

Sposta (ingl. Move): sposta degli elementi dalla loro posizione originale

• all‘interno di un sintagma in un‘altra posizione della frase secondo

determinate regole.

Le dipendenze sintattiche corrispondono a rapporti fra posizioni nella

• struttura.

Tutti i sintagmi hanno una struttura simile, che consiste in una „testa“

• dei complementi e uno specificatore.

Vi sono sintagmi con testa lessicale (p.es. SN, SP) e sintagmi con testa

• non lessicale (p.es. una „frase temporale“, la cui testa è la morfologia

flessionale del verbo).

Nello schema (Graffi 2008, p. 112) il termine “che libro”, agrammaticale, viene

spostato in prima posizione per rendere la frase corretta e grammaticale.

La variazione linguistica

La lingua non è un «codice» unitario, ma un repertorio di codici. All’interno di una

comunità linguistica – «un insieme di parlanti che si riconoscono nell’uso di un

medesimo codice, o, visto dall’esterno, un insieme di parlanti che usano la stessa

varia

lingua», la lingua secondo 5 dimensioni:

il tempo (variazione diacronica)

• lo spazio (variazione diatopica)

• il mezzo/canale di comunicazione (variazione diamesica) – la lingua varia tra

• scritto e parlato

gli ambienti sociali in cui la lingua è usata e l’estrazione sociale del parlante

• (variazione diastratica)

la situazione (variazione diafasica)

• varietà linguistiche

I sottosistemi di una lingua si chiamano .

Variazione diastratica

socioletto

Un è una varietà linguistica caratteristica di un gruppo, all’interno di

• una comunità linguistica, i cui membri condividono un insieme di pratiche

comunicative specifiche.

Alcuni fattori pertinenti:

• tipo e livello di formazione (le scuole frequentate)

– gruppi di parlanti della stessa età

– ambienti urbani vs. rurali

– i settori professionali (non si parla allora di socioletti, ma di «lingue

– settoriali», p.es. la lingua dell’informatica, dell’economia ecc.)

«Quando una lingua speciale si pone come obiettivo primario non quello di

• facilitare la comunicazione, bensì quello di creare un vincolo di solidarietà più

stretto, o di complicità, fra un gruppo di persone, o addirittura di non

permettere la comprensione al di fuori della cerchia di persone che la parla,

gergo (socioletto specifico, fine di creare

passa dalla lingua speciale al

identità di gruppo con relative esclusioni) .».

valutazione

I socioletti sono oggetti di da parte dei membri della comunità

• linguistica. Fra queste, è particolarmente importante l’attribuzione di maggiore

prestigio

o minore a una varietà linguistica.

Il prestigio di cui gode una varietà linguistica è legato all’immagine che una

• comunità si fa del gruppo sociale che tipicamente usa la varietà in questione,

rapporti di potere

che riflette anche i fra i gruppi.

Il sociologo francese Pierre Bourdieu (1930-2002) paragona gli scambi linguistici

• mercato

a un . Secondo lo studioso, la capacità di usare una varietà di alto

capitale culturale

prestigio può essere vista come un « », che gli individui

«accumulano» nel corso della biografia e che può essere «investito» (con

profitto) nella comunicazione per raggiungere certi scopi (p.es. accedere a un

settore professionale o una sfera sociale).

“riunione sull’assicurazione…”

Nel testo presenti anglicismi, termini tecnici,

mancanza di articoli, …


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in filologia e letteratura italiana
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DavideLettere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Glottologia e linguistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Aiosa Sergio.

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