Fondamenti di organizzazione aziendale
Teorie organizzative
Le teorie organizzative hanno come obiettivo di cercare modelli interpretativi in modo da sviluppare, capire e progettare modi per coordinare diverse attività e risorse dentro le organizzazioni per raggiungere meglio i loro obiettivi. Molte sono le teorie organizzative che nel corso degli anni hanno proposto modelli e sottolineato aspetti, più o meno ricorrenti, nella progettazione e nel comportamento organizzativo, aiutando in tal modo a concepire, vedere e analizzare le organizzazioni in modo più accurato e più approfondito di quanto si potrebbe fare altrimenti.
Le due teorie organizzative principali sono le seguenti:
- Teorie classiche;
- Teorie moderne.
Teorie classiche
È alla fine del diciannovesimo secolo che l'emergere del sistema di fabbrica pone problemi che fino a quell'epoca le organizzazioni non avevano mai incontrato: lo svolgimento del lavoro su scala più ampia e il maggior numero di lavoratori richiesto portano, infatti, al centro delle questioni di progettazione organizzativa concetti quasi sconosciuti quali la produttività e l'efficienza. Delle teorie classiche fanno parte:
- Organizzazione scientifica del lavoro (Scientific Management);
- Direzione amministrativa;
- Burocrazia.
I concetti comuni delle teorie classiche sono che: (1) le organizzazioni sono mezzi intenzionali creati per raggiungere uno specifico obiettivo, (2) le organizzazioni lavorano in modo razionale ed efficiente, (3) le organizzazioni potrebbero essere progettate ed implementate sistematicamente, (4) gli aspetti formali hanno priorità assoluta, (5) è possibile creare soluzioni universali e (6) la scienza è la base per migliorare il management.
Si può vedere come nelle teorie classiche risiede il concetto che le organizzazioni sono simili a macchine, tutte con stessi bisogni e problemi e per ciò programmabili nella maniera più efficiente possibile con un unico modello da individuare, ritenuto il migliore in assoluto (One Best Way).
Organizzazione scientifica del lavoro
Lo scientific management, il cui pioniere è stato l'americano Taylor, postula che le decisioni riguardo alle organizzazioni e l'organizzazione del lavoro debbano essere basate su studi precisi e scientifici delle singole situazioni. I principi base dell'organizzazione scientifica del lavoro sono:
- Lo sviluppo di una vera scienza tramite una parcellizzazione del lavoro e uno studio di ogni attività elementare (per individuare il best practice e da questo eliminare gli errori o sprechi, standardizzando il processo, One Best Way);
- La selezione, educazione e sviluppo scientifico del lavoratore;
- Unire la scienza e il lavoratore selezionato scientificamente;
- Cooperazione tra il management e il lavoratore.
Taylor dà per primo importanza al lavoratore, puntualizzando che è necessario investire su questo per avere un miglioramento della produzione: tramite la comprensione delle potenzialità e dei limiti del lavoratore è possibile selezionare quello più idoneo per determinati compiti e, sviluppando le capacità e conoscenze dello stesso, si produce un lavoratore idoneo a un lavoro di maggior impegno. Innovativo è inoltre l'idea che il lavoratore formato può e deve suggerire dei miglioramenti.
Direzione amministrativa
Il pioniere della direzione amministrativa è stato Fayol, il quale ha rivisionato la teoria tayloriana, capovolgendo la piramide di importanza all'interno dell'organizzazione. Infatti, per Fayol l'approccio scientifico doveva partire dal ruolo del manager, passando dal caporeparto ed arrivare al dipendente, sottointendendo che dal dipendente era legato il compito che doveva svolgere (visione top-down, mentre per Taylor c'era la visione bottom-up). Quindi, per Fayol l'uso dell'approccio scientifico ha lo scopo di studiare le funzioni manageriali ed identificare i principi guida generali.
Fayol individuò le varie funzioni di un'organizzazione e ha particolare importanza quella amministrativa, riguardo la quale afferma che più si sale di livello gerarchico nelle attività, più è preponderante tale funzione su tutte le altre (come quella tecnica, di sicurezza, ...). Gli elementi della funzione amministrativa di Fayol sono:
- Prevedere e pianificare;
- Organizzare;
- Comandare e direzionare;
- Coordinare;
- Controllare.
Con la proposta di diversi principi di management, aventi validità universali, contribuì a porre le basi della progettazione organizzativa moderna, affermando fra tutte, l'importanza di due attività quali il coordinamento e la specializzazione ed individuando per ciascuna tipologia di attività specifici principi. Per il coordinamento valgono i seguenti principi:
- Il principio dell'unità di comando, secondo il quale ogni subordinato riceve ordini da un solo supervisore;
- Il principio dell'ampiezza di controllo, per cui nessun supervisore deve avere più subordinati di quanto non ne possa sovraintendere con efficacia;
- Il principio dell'eccezione, il quale stabilisce che spetta ai subordinati la gestione dei compiti di routine;
- Il principio scalare che suggerisce di legare tutti i partecipanti in un'unica struttura piramidale.
Per la specializzazione vengono indicati:
- Il principio della dipartimentalizzazione, per cui le attività devono essere raggruppate in modo da riunire attività omogenee all'interno della stessa unità organizzativa;
- Il principio di linea-staff, che stabilisce che le funzioni di linea riguardano le attività direttamente connesse alla produzione e le funzioni di staff supportano le funzioni di linea.
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