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Gestione per processi

Il management può essere articolato in Management by Activities, focalizzato sul tempo di realizzazione delle attività e sugli sforzi sostenuti, e Management by Objectives (MBO), focalizzato sugli obiettivi da raggiungere e i relativi passi da seguire. Si possono individuare quattro tipologie di obiettivi direzionali: innovazione, risoluzione problemi, compimento di attività già definite, sviluppo delle risorse umane.

La gestione per processi vuole estendere l’approccio del MBO dalla Direzione a tutta l’azienda, ossia estendere la concezione dell’operare per obiettivi. La gestione per processi:

  • Coniuga l’economicità della produzione su vasta scala con le pressanti richieste dei clienti
  • Ha come obiettivo finale la soddisfazione del cliente piuttosto che l’efficienza di una singola funzione
  • Tutta l’organizzazione è mirata agli obiettivi-risultati
  • Alle singole mansioni sono affidati sub-obiettivi, che devono integrarsi e comporsi per soddisfare il cliente

Si possono ravvisare diverse funzioni aziendali e diversi processi:

  • Processi direzionali e di supporto (pianificazione strategica, gestione risorse umane, controllo di gestione, ICT)
  • Processi di cambiamento/innovazione (marketing, rapporti con i fornitori, tecnologia, sviluppo prodotti)
  • Processi di routine (acquisti, produzione, logistica, vendita, service)

L’integrazione tra la struttura organizzativa funzionale e per processi rende necessario un coordinamento delle attività a seguito della divisione del lavoro.

La metodologia per la gestione dei processi si articola in 8 fasi:

  1. Identificazione del processo
  2. Definizione dei confini (fornitori, clienti)
  3. Formalizzazione degli input e output
  4. Formalizzazione delle attività del processo
  5. Analisi degli eventi scatenanti le attività
  6. Valutazione delle prestazioni di risultato
  7. Definizione delle responsabilità
  8. Allocazione delle risorse di processo

Fondamenti di organizzazione aziendale

Principali teorie organizzative

Introduzione

Impresa: istituto economico e sociale che realizza attività di produzione di beni e/o servizi attraverso lo scambio con il mercato e l’impiego di fattori che vengono poi remunerati attraverso l’attività stessa. L’impresa è:

  • Un sistema complesso per la presenza di un elevato insieme di compiti che devono essere coordinati
  • Un sistema aperto, perché interagisce con la realtà esterna scontrandosi con molti fattori quali concorrenti, clienti, fornitori, istituzioni,…

Opera in ambito limitato, si ha:

  • Specializzazione orizzontale (solo alcuni beni o servizi - settore)
  • Specializzazione verticale (solo su parte del ciclo produttivo)

Il sistema impresa ha dei fini/obiettivi, una struttura (relazioni tra sottoinsiemi, più o meno formalizzata, può evolvere in modo incrementale o per salti), delle funzioni (insieme di attività per raggiungere gli scopi).

L’attività economica viene svolta da aziende di produzione o imprese, ma è comunque caratterizzata da:

  • Organizzazione duratura (struttura per coordinare)
  • Risorse
  • Persone
  • Operazioni per il fine dell’azienda
  • Fine, ossia creazione di valore per remunerare chi ha investito capitale

Teorie organizzative: tipi di sistemi

Ci sono tre:

  • Razionale: un’organizzazione è un insieme di individui orientati al raggiungimento di obiettivi specifici e che mostrano una struttura formalizzata
  • Naturale: un’organizzazione è un insieme di individui che condividono un interesse comune circa la sopravvivenza del sistema e che si impegnano in attività collettive; struttura informalmente
  • Aperto: un’organizzazione è un sistema di attività mutualmente indipendenti che fanno coalizioni di persone che hanno radici nell’ambiente in cui operano e che dipendono da esso

Teorie di impresa classiche

Organizzazione scientifica (Taylorismo 1911)

Concetti:

  • Le organizzazioni sono mezzi intenzionali creati per raggiungere uno scopo
  • Le organizzazioni lavorano in modo razionale ed efficiente
  • Le organizzazioni potrebbero essere implementate e progettate sistematicamente
  • Gli aspetti formali hanno priorità assoluta
  • Esistono soluzioni universali
  • La scienza migliora il management

Si basa su un approccio scientifico che supera i tradizionali sistemi di management, cercando una rivoluzione mentale per cambiare tali sistemi, e cerca un incontro di interessi tra datori di lavoro e dipendenti. I suoi principi:

  1. Sviluppo di una vera scienza: dato numero di metodi di lavoro, divisione del lavoro in attività elementari, studio di ognuna con un cronometro (TEMPI E METODI), selezione della best practice, eliminazione degli errori o sprechi di movimento, standardizzazione (ONE BEST WAY);
  2. Selezione, educazione e sviluppo scientifico del lavoratore: si analizzano i lavoratori (personalità, attitudini, abilità, performance), si comprendono i loro limiti, si selezionano per i diversi compiti i migliori lavoratori, si sviluppano le loro capacità per quel compito (processo continuo);
  3. Unire la scienza e il lavoratore selezionato scientificamente;
  4. Cooperazione tra il management e i lavoratori: c’è collaborazione tra manager e lavoratore per suggerimenti di miglioramento.

L’approccio del Taylorismo è quindi: studio del processo produttivo, parcellizzazione del lavoro, procedere formali e gerarchia, controllo, efficienza, soddisfazione economica. Sviluppo BOTTOM-UP: compito dipendente caporeparto manager. Studia i livelli più bassi dell’organizzazione per cercare l’efficienza dei processi, usando l’approccio scientifico per individuare una ‘one best way’.

Le ipotesi su cui si fonda: attenzione agli aspetti formali, mansione prioritaria sull’uomo, organizzazione come sistema chiuso, obiettivo: max efficienza. Le variabili: divisione del lavoro, coordinamento, incentivo economico. Errori del Taylorismo: voler sviluppare una best practice cercando di studiare scientificamente l’uomo e la sua capacità di svolgere un ruolo, senza tener conto della sua natura umana; puntare tutto sulla creazione di ricchezza.

Scienza dell’amministrazione (Fayol 1931)

I suoi principi:

  1. Divisione del lavoro
  2. Autorità e responsabilità (autorità = diritto di comandare e potere di farsi obbedire, fondata sia sulla posizione occupata sia sulle qualità personali; la responsabilità deriva dall’autorità)
  3. Disciplina: obbedienza, assiduità, lavoro richiesti dai contratti tra impresa e dipendenti
  4. Unità del comando: dipendente riceve ordini da un solo capo
  5. Unità di direzione: per un insieme di operazioni ci deve essere un solo capo e un solo scopo
  6. Subordinazione degli interessi particolari all’interesse generale
  7. Retribuzione del personale: prezzo del servizio prestato dai dipendenti equo e soddisfacente per entrambe le parti
  8. Accentramento: individuare il grado che dà i migliori risultati
  9. Gerarchia: dà successione di livelli dal vertice a quello inferiore
  10. Ordine: ordine materiale e sociale
  11. Equità: benevolenze e giustizia nei rapporti
  12. Stabilità del personale: limitare mobilità interna ed esterna per favorire apprendimento e specializzazioni
  13. Iniziativa
  14. Unione del personale: armonia tra i dipendenti

Il contributo di Fayol sta nell’aver introdotto la funzione amministrativa, asserendo che il tempo dedicato alle operazioni amministrative e alle operazioni tecniche varia inversamente a seconda del livello che la funzione ricopre nella piramide (più saliamo più è importante l’amministrazione che le operazioni). Ha uno sviluppo TOP-DOWN: manager caporeparto dipendente compito. Studia i livelli più alti dell’organizzazione per cercare l’efficienza nei processi manageriali e nelle attività, usando l’approccio scientifico per studiare le funzioni manageriali e identificare i principi guida generali. Punta alla specializzazione su obiettivi, processi, clienti serviti, mercati serviti.

I compiti della funzione amministrativa sono prevedere e pianificare, organizzare, comandare e direzionare, coordinare, controllare.

Burocrazia

Gerarchia = modalità di coordinamento di aggregazione di risorse basata sul principio dell’autorità. Autorità = potere + legittimazione (carismatica, tradizionale, legale). I concetti della burocrazia sono:

  1. Gerarchia delle autorità (subordinati devono obbedire ai superiori)
  2. Divisione del lavoro e specializzazione tecnica (obiettivi assegnati secondo criteri razionali; ogni operatore è intercambiabile per ‘impersonalità del lavoro’)
  3. Sistema di regole
  4. Forte separazione tra proprietà e diritti personali e proprietà e diritti lavorativi (diritti e doveri definiti chiaramente)
  5. Salari fissi e carriere professionali

Teorie di impresa moderne: Scuola delle relazioni umane

  • Mayo (1930): ruolo dei fattori informali sulla produttività del lavoro (hanno più effetto sulla produzione le condizioni di lavoro che il numero di giorni lavorativi, le condizioni non direttamente correlate al compito incidono la produttività, il metodo del supervisore è il più importante fattore informale, gli incentivi monetari non stimolano la produttività se le altre condizioni lavorative sono sbagliate)
  • Barnard (1938): l’organizzazione come sistema cooperativo (mix di fattori formali e informali, distinzione tra obiettivi individuali e dell’organizzazione)
  • Maslow (1943): la gerarchia dei bisogni umani
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RayGiulls di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Gestione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Nonino Fabio.
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