Lezione 1
Strategia
La strategia è tesa a raggiungere un obbiettivo, cioè creare un utile, cioè le modalità attraverso cui l’impresa crea un utile per i propri clienti. L’impresa segue due strategie:
- Leadership di costo: Ossia l’azienda ottiene il miglior rapporto costo/qualità con i loro competitor. L’azienda vince sul prezzo (IKEA, Ryanair).
- Differenziazione: L’azienda diversifica i propri prodotti, avendo costi più alti riuscendo a vendere i propri prodotti a prezzi più alti. Le imprese che puntano a questa strategia, puntano a rendere riconoscibili i propri prodotti grazie alla loro maggiore qualità (premium price).
Catena del valore
Tutto ciò attraverso cui posso creare valore.
- Ricerca & sviluppo
- Progettazione prodotto e processi
- Produzione
- Marketing
- Distribuzione
- Servizio al cliente
Per esempio McDonald’s agisce sulla progettazione dei processi. Una società farmaceutica investe fortemente sulla ricerca e sviluppo. La produzione e la distribuzione fanno parte della cosiddetta supply chain.
Fattori di successo da misurare
Costi, efficienza, qualità, tempo, innovazione e sostenibilità (capacità di generare valore nel tempo, cosa che è mancata all’ILVA).
How accounting aids planning and control
Le key management accounting guidelines sono:
- Analisi costi – benefici
- Considerazioni di natura tecnica e comportamentali
- Differenti costi e differenti proposte
Line management
Tutto ciò che attiene alla catena del valore.
Staff management
Management di supporto alla funzione core dell’impresa.
Chief Executive Officer
Chief Financial Officer
Corporate Controller, Tax, Treasury, Risk Management, Investor Relations, Strategy Planning, Controllo di gestione
Lezione 2
Sistemi di controllo di gestione
Obiettivi per cui un sistema di controllo si implementa e variabili progettuali.
Sistema
Un'organizzazione ed al suo interno ci sono interazioni che ne definiscono gli obiettivi. Il nostro corpo è un sistema cioè un insieme coordinato di parti, quello che succede non è influente agli altri componenti del sistema. Nell'impresa intesa come sistema ogni azione comporta una conseguenza essendo un insieme correlato di parti. Idea di sistema: miglior forma per idea di impresa (esempio marketing & Operations).
→ Approccio di sistema schema di controllo di gestione.
Controllo
Il sistema è finalizzato al controllo di una gestione di impresa. Il fine è saper progettare un sistema per il controllo di gestione di impresa.
La direzione d'impresa deve
- Decidere
- Valutare la qualità
- Implementare le decisioni (l'organizzazione nasce per compimento di un obiettivo che da solo non posso raggiungere).
- Conformità delle azioni degli altri con le mie cioè leadership.
Agire
Attività di direzione, saper fare agire, decidere.
Managerialmente il controllo gestionale consiste nel chiedere un feedback informativo su un’attività, punto è un’idea strettamente legata alla implementazione. Saper fare agire ma ho necessità di saper far agire gli altri cioè necessità di avere un feedback informativo.
Controllo = feedback informativo
La regola fondamentale è che non posso prescindere dal feedback informativo.
(scelta obiettivo) Attività di decisione, attività di comando (direttiva), esecuzione, attività di controllo.
Il controllo mi dà un pezzo informativo fondamentale per poter andare avanti con la decisione. Controllo gestionale = raccolta di informazioni fondamentali per la gestione. Feedback: sistema di controllo di gestione. L'oggetto del controllo è un'organizzazione che è un sistema in cui le decisioni possono essere prese solo con un controllo di questa tipologia.
Dirigere = decidere, agire e controllare (saper fare agire).
Ciclo di programmazione
Pianificazione, programmazione, azione, controllo.
Pianificazione
Definizione degli obiettivi strategici e delle azioni per conseguirli.
Programmazione
Definizione degli obiettivi della gestione e delle azioni per conseguirli.
Impresa: insieme delle risorse tangibili e non per profitto.
Azienda: insieme dei beni per impresa = profitti.
Obiettivo
Qualcosa a cui tendere definito temporalmente (Orizzonte temporale limitato).
Obiettivo strategico
Obiettivo raggiungibile nel tempo medio lungo caratterizza un periodo temporale sulla vita di un'azienda. L'obiettivo strategico implica dei piani quindi comincio a programmare la quotidianità con azioni coerenti con l'obiettivo strategico. La programmazione è legata agli obiettivi sulla gestione. Definisco annualmente i miei piani e ho bisogno di un programma.
Obiettivo operativo
Lavoriamo!
Programma
Cosa fare per lavorare.
In un'impresa ogni tre anni effettuiamo un passo industriale che ne definisce la qualità la vita dell'azienda. Grazie a questo c'è un incremento o decremento delle azioni.
Obiettivi risorse/azioni (budgeting)
Oggetto del controllo misura dei risultati, impresa, introduzione di azioni correttive, analisi degli scostamenti (reporting).
Ragiono in termini di obiettivi, a livello operativo avremo dei task concreti da svolgere raggiungibili tramite risorse o azioni (valutazione ex ante tra obiettivi e risorse tra cui ci deve essere coerenza).
Dopo che la decisione va a compimento voglio misurare i risultati (KPI = key performance indicator). Se quest'ultima non è positiva, miglioro o cambio la gestione operativa essa consiste in un'analisi degli scostamenti, 1) quantifico lo scostamento, 2) capisco la variabile se è endogena o esogena. Qual è la causa dello spostamento? Ed agisco per migliorare o cambiare le cose rimuovendo le imprecisioni con azioni correttive.
Lezione 3
I costi
Abbiamo costi fissi e variabili. Il driver di costo è un fattore che genera un determinato costo. Abbiamo imprese manufatturiere in cui abbiamo costi di materiali, costi di lavoro e i costi indiretti. I costi di produzione in questo tipo di impresa sono inventariali. Qualora vi fosse dell’invenduto, il costo inventariale rappresenterebbe il costo della rimanenza in magazzino.
I costi di periodo sono tutti quei costi che l’impresa non usa per la produzione: es. ricerca e sviluppo. Questi costi sono costi di competenza economica del periodo di esercizio a diff dei costi di produzione.
Questi ultimi servono a convertire degli input in degli output.
Materiali diretti, materiali indiretti, lavoro diretto
Direct materials purchased: 460000
Sandpaper: 2000
Direct manufacturing labor: 300000
Direct materials inventory: 40000
Materials handling costs: 70000
Lubricants and coolants: 5000
Miscellaneous indirect manufacturing labor: 40000
Plant leasing costs: 54000
Depreciation plant equipment: 36000
Totale: 550000
Totale: 207000
Totale: 300000
Ricavi: 1360000
MD + MI + LD = 1057000
Initial finished goods inventory: 100000
MD + MI + LD + ΔWIP = 960000
Production costs: 960000
Final finished goods inventory: -150000
Unità prodotte: 900000
Nuove unità: 1MLN
Marketing promotions: -60000
Marketing salaries: -100000
Distribution costs: -70000
Customer service costs: -100000
Profitto lordo: 450000
Profitto lordo - costo di periodo: 120000
Costo/unità: 0,5
Costo leasing/unità: 0,06
Nuovo costo/unità
Differenti significati di costi di prodotto
- Pricing and product-mix decisions
- Reimbursment under governments contracts
- Preparing financial statements for external reporting under GAAP
Analisi costi-volume-profitti
È un'analisi che le aziende usano spessissimo per verificare quelle che possono essere le ripercussioni che un cambio di policy o strategia potrebbe avere sul prodotto. L’analisi dei costi, volumi e profitti serve per studiare la relazione che intercorre tra questi elementi quando si manifestano cambiamenti a livello di:
- Numero di unità vendute
- Prezzo di vendita
- La rapporto costo/unità
- Costi fissi di un prodotto
Esempio
Un venditore può acquistare un pacchetto (libro e software) dallo sviluppatore per 120$ a pacchetto, con il privilegio di restituire tutti i pacchetti invenduti e ricevere indietro un rimborso di 120$ per pacchetto invenduto. Il venditore deve pagare 2000$ per noleggiare un banco ad una fiera. Non incorrerà in altri costi. Stima che può vendere ogni pacchetto a 200$. Gli conviene noleggiare la bancarella?
A prima vista vediamo che il numero di unità vendute che garantisce il pareggio tra ricavi è costi è 25 (infatti 200x25 = 5000 e 2000+(25x120) = 5000).
Introduciamo ora il margine di contribuzione, definito come la differenza tra ricavi totali e totale dei costi variabili.
Margine di contribuzione = ricavi totali – totale costi variabili
Margine di contribuzione unitario = prezzo di vendita – costo variabile per unità
Margine di contribuzione = margine di contribuzione per unità x numero di unità vendute
Lezione 4
Costo
Il costo è qualcosa di diverso del prezzo: mentre il prezzo attiene alla relazione di un prodotto con il mercato di vendita, Il costo è il sacrificio sostenuto per produrre qualcosa, l’onere che un'impresa sostiene per garantirsi la disponibilità di un bene o servizio.
Il costo è un aspetto principale della gestione ed è misurato dall'uscita di denaro un'uscita monetaria. Qual è la relazione tra un costo è un'uscita? È una relazione di misura: il costo è una dimensione mentre l'uscita è una misura di quella dimensione. Es: materie prime. L'informazione completa di atti gestionali è data dalla scrittura in partita doppia economico-numeraria.
Il ricavo è il beneficio che l'impresa ottiene a fronte di una cessione di beni o servizi a terzi ed è misurato da un’entrata. Il prezzo è ciò che ottengo dalla vendita sul mercato di un bene o servizio. Il costo effettivo è un costo già maturato: storico (già rilevato dalle scritture contabili per garantirsi).
Costi di produzione
Da cosa dipende il costo di produzione di un prodotto per un'azienda? Dipende dal consumo di alcune risorse, cioè un’impresa manifatturiera per produrre un bene deve garantirsi la disponibilità di alcuni fattori della produzione, quindi di: materiali diretti, manodopera diretta, costi indiretti di produzione. Queste sono le tre macro-determinanti dei costi di produzione.
- Materiali diretti: I materiali diretti sono materiali che diventano parte integrante del prodotto e sono facilmente identificabili e individuabili. Ad esempio per un'automobile i pneumatici sono materiali diretti cioè sono fattori della produzione che l'azienda acquisisce e il cui costo è attribuibile direttamente all'automobile. Quindi i materiali diretti sono quei fattori che concorrono alla determinazione del costo di un prodotto e che sono identificabili e direttamente attribuibili al bene.
- Manodopera diretta: La manodopera diretta è relativa a quei costi di manodopera che possono essere ricondotti facilmente alle singole unità di prodotto cioè alle unità prodotte. Per esempio il salario di un operaio che lavora in un reparto produttivo configura un costo di manodopera diretta. Infatti noi conosciamo dalla contabilità generale o dalla contrattazione collettiva, il costo orario di quell’operaio. Se, conoscendo il processo produttivo, so che quell'operaio lavora sul singolo prodotto 4 ore, il costo di manodopera diretta di quel bene diventa il costo orario per le ore di lavoro su quel prodotto.
- Costi indiretti di produzione: I costi indiretti di produzione sono i costi che non possono essere ricondotti direttamente alle specifiche unità prodotte. Esempio di manodopera indiretta e materiali indiretti sono i dipendenti che non sono direttamente coinvolti nella produzione come i supervisori di impianto, custodi o addetti alla manutenzione. Questi sono costi che l'azienda sostiene ma non in maniera diretta per produrre un prodotto e sono costi indiretti, cioè che io posso relazionare alla produzione di un bene solo in maniera indiretta. Come esempi di materiali indiretti possiamo portare i costi di lubrificanti e prodotti per la pulizia dell'impianto. Questi ultimi sono materiali non attribuibile al singolo prodotto ma sono funzionali alla produzione in modo indiretto.
Classificazione dei costi di produzione
La somma dei costi di manodopera diretta e materiali diretti ci danno una configurazione di costo che chiamiamo costo primo o anche costo primo variabile. Questa configurazione di costo è molto importante perché sarà la base di un insieme di indicatori e di approcci di analisi economico-gestionale.
Questo costo è quello che l'impresa sostiene per garantirsi la disponibilità delle materie prime, il lavoro diretto. Esso è il costo che l'impresa sostiene per garantirsi la disponibilità delle risorse che sono direttamente associabili alla produzione di un bene o all'erogazione di un servizio. La somma di costi di manodopera diretta e dei costi indiretti di produzione definisce il costo di conversione ossia il costo di trasformazione di input diretti cioè materiali diretti in output. Costo che l'impresa sostiene dati gli input per generare i prodotti finiti.
Costi di non produzione
I costi di non produzione sono i costi per garantirsi la disponibilità delle risorse non necessarie alla produzione. Questi sono i costi di marketing e di vendita. Sono i costi necessari per ottenere un ordine per consegnare il prodotto. Altri costi di non produzione sono i costi amministrativi ossia i costi di segreteria, di Management, i costi organizzativi e così via. Questi infatti non sono costi indiretti di produzione poiché anche se indiretti sono comunque funzionali al processo produttivo.
Costi di periodo e di prodotto
Sono utilizzati per la redazione del bilancio di esercizio:
- I costi di periodo non sono inventariabili e sono contabilizzati quindi solo del conto economico. I costi di periodo sono i costi di competenza economica dell'esercizio in cui si generano per esempio la progettazione dei processi, il marketing, la distribuzione, il servizio clienti, l'amministrazione.
- I costi di prodotto sono inventariabili e qualora i beni non vengono venduti costituiscono un asset che inserisco nell'attivo dello stato patrimoniale. Quindi nello stato patrimoniale i costi inventariabili sono quelli di materiali diretti di lavoro diretto di overhead di produzione, se non vengono venduti prodotti finiti, questi si riportano all'attivo, li considero come una rimanenza.
Costi variabili e fissi
Questi costi permettono l'analisi del comportamento dei costi in risposta a cambiamenti del livello di attività.
- Costo variabile: Varia al variare della quantità prodotta. I variabili sono costi che variano al variare del livello di attività o del livello di produzione. Questa classificazione è fondamentale per capire come reagirà un costo a delle variazioni del livello di attività. Possiamo dire che un costo è variabile se individuiamo una variazione del costo al variare del livello di attività. Le determinanti potrebbero essere il numero di attività prodotte, le ore di manodopera, le ore macchina.
- Costi fissi: Non variano al variare della quantità prodotta per esempio l'affitto.
Immaginiamo ora di avere un sistema di assi dove sulle ascisse abbiamo il livello di produzione e in ordinata il costo totale variabile o unitario variabile. Il costo variabile unitario è fisso al variare della quantità mentre il costo variabile totale aumenta.
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Parte 2: Appunti di Gestione aziendale
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Organizzazione Aziendale - Appunti parte 2
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Economia aziendale - Appunti
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Appunti Gestione aziendale