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Cos'è la geografia?

Che senza la geografia fisica non si può capire quella umana. Ad esempio, non possiamo capire come si sia distribuita la popolazione in Calabria, i motivi che hanno portato alcuni centri a divenire più popolosi di altri, considerare l'altitudine, il clima, senza la distanza dalle coste. Finalità della geografia è cambiare il rapporto uomo-ambiente. Si parte osservando tutti i motivi che hanno disegnato le regioni, si osservano i loro lati positivi e quelli negativi: il cervello deve guidare lo sguardo e lo sguardo deve stimolare il cervello nell'osservazione e nell'interpretazione dei fenomeni.

L'ambiente, quando viene organizzato dall'uomo, diventa territorio. La prima cosa è dare un nome al luogo, tracciare il disegno della terra, ovvero fare il censimento dei luoghi naturali e antropici. È questa la prima funzione della geografia; nel momento in cui nasce, potremmo definirla ancora cartografia, ovvero la conoscenza e la rappresentazione dello spazio terrestre. Col tempo diventerà uno dei primi ambiti, delle prime discipline, a far uso della tecnologia e di nuovi strumenti. La fase più importante della storia della cartografia è stata il Cinquecento, quando le esplorazioni geografiche ricevettero un grande impulso e, contemporaneamente, grandi maestri cartografi e stampatori pubblicarono carte via via sempre più precise ed espressive.

Approcci metodologici della geografia

La geografia ha più volte mutato i propri approcci metodologici:

  • Muta, amplia e approfondisce il suo campo di studio;
  • Segue percorsi teorici sempre in evoluzione;
  • Acquisisce nuovi strumenti di lavoro e nuovi approcci metodologici.

Il passo con il divenire dell'oggetto di studio, il sistema terra, ha visto subentrare all'approccio descrittivo con cui l'immagine della realtà resta staticamente fissata al luogo, complessi approcci analitici che indagano attraverso la fitta rete di relazioni di cui la realtà stessa è il prodotto. "Spazio" in geografia significa anche ambiente.

La geografia come scienza corologica

La geografia come scienza corologica della terra, dove corologia è una branca della bio-geografia che studia la distribuzione delle specie di organismi viventi sulla superficie terrestre e ne definisce l'areale, ovvero l'area geografica entro la quale è distribuita una specie. La geografia come scienza degli spazi e dei luoghi terrestri nei termini delle loro differenziazioni e relazioni spaziali, conoscenza e interpretazione critica della realtà spaziale. Si tratta di una disciplina molto vasta, che studia un complesso oggetto di studio, suddivisibile in diverse aree di competenza, ognuna con un ruolo preciso. Esistono varie branche della geografia, innanzitutto fisica e politica.

Branche della geografia

La geografia umana studia le espressioni antropiche nella natura, i contesti culturali, le diversità sociali e si appoggia alle scienze umane, studia il contesto culturale di una determinata area geografica:

  • Linguistica
  • Antropologia
  • Storia
  • Turismo
  • Psicologia
  • Religione
  • Urbanistica
  • Demografia
  • Politologia
  • Economia
  • Medicina e sanità

La geografia fisica si appoggia alle scienze naturali, per studiare le diversità dei luoghi e i contesti fisici:

  • Geologia
  • Mineralogia
  • Botanica
  • Zoologia
  • Topografia
  • Climatologia
  • Geomorfologia
  • Fisica terrestre
  • Meteorologia

Tutto è comunque collegato perché la geografia studia anche le relazioni tra questi due ambiti di interesse. La geografia come scienza degli effetti combinati; serve a scoprire i singoli fattori per capire le leggi generali che governano la formazione delle strutture e infrastrutture territoriali.

La geografia moderna

Da disciplina nozionistica e descrittiva, la geografia diviene interpretativa. La geografia moderna nasce e si afferma proprio come aspirazione a superare il locale, a descrivere gli spazi che stanno oltre l'orizzonte, a costruire un'immagine totale, completa, della Terra. "La geografia è la scienza sintetica che descrive e studia i rapporti di connessione dei fatti e dei fenomeni distribuiti sulla superficie terrestre, coordinati in unità spaziali o geografiche (regioni) ed aventi particolari aspetti collettivi (paesaggi)." - Vallega, 1989.

Strumenti chiave della geografia

  • Cartografia: le carte sono strumenti semplici ma potenti, schematizzano fenomeni anche molto complessi, rendendoli di immediata lettura.
  • Dati statistici, forniscono informazioni quantitative importanti, l'istituto più importante è l'ISTAT.

L'occhio deve essere educato a stimolare il cervello avviando il processo di deduzione. La geografia è una vera e propria educazione allo sguardo. Chi osserva è il soggetto, prima percezione e poi interpretazione, dalla lettura sensibile a quella interpretativa. Una lettura attenta serve a scomporre le varie componenti per cogliere la sistematicità degli aspetti del territorio, riproponendoli nella forma sintetica e immediata che è il paesaggio.

Cartogramma e indicatori socio-demografici

Cartogramma indica una rappresentazione grafica su base cartografica, ma rimane diverso dalla cartografia. Es: osservo un grafico con la distribuzione degli abitanti per fasce di latitudine. Posso spiegarmi certe concentrazioni solo aiutandomi con la lettura di una cartina fisica, osservando quali siano le zone costiere, montane o pianeggianti.

Gli indicatori socio-demografici forniscono informazioni sullo stato sociale di una popolazione, ne fanno parte il tasso di alfabetizzazione, la diffusione delle malattie, livelli di istruzione ed educazione, aspettativa di vita, tasso di mortalità infantile. Tutti convergono verso il concetto di sviluppo. Molti esperti sostengono che gli indicatori da soli non siano sufficienti per valutare reali cambiamenti, di conseguenza si tende a combinare una serie di indicatori economici, socio-demografici e ambientali per creare degli indici che favoriscano una valutazione più ampia e inclusiva dello sviluppo di un paese.

  • Indice di Sviluppo Umano (ISU): include informazioni sul benessere, la salute e l'istruzione della popolazione di un paese, in un'unica misurazione statistica.
  • Indice di Sviluppo di Genere (ISG): per rendere conto delle ampie disuguaglianze nella situazione di uomini e donne. Es: osservando la situazione del Sudafrica vediamo come il PIL risulti alla pari dei paesi sviluppati, un reddito pro capite molto alto. Ma è un valore che va contestualizzato, solo considerando altri fattori e intersecandoli possiamo tracciare un quadro della situazione reale. Il nord economico è diverso dal nord geografico del mondo.

Fitogeografia e concetti geografici

La fitogeografia è una branca della biogeografia (detta anche geobotanica) che studia i tipi e la distribuzione dei raggruppamenti vegetali sulla Terra e le cause della diversificazione delle maggiori comunità vegetali. Autoctono si dice di una specie di una data regione che si è originata ed evoluta nel territorio in cui si trova, all'opposto si trova la specie alloctona, che non è originaria della zona in cui è presente, ma è stata immessa dall'uomo.

La società umana si confronta con la natura:

  • Costruendo territori
  • Offrendo allo sguardo paesaggi

Paesaggio, ambiente e territorio non corrispondono a un oggetto differente. Si tratta bensì di concetti, metodi conoscitivi, ossia di modi diversi di leggere, di progettare e di governare luoghi e regioni in cui vivono le diverse comunità, che interagiscono con l'ambiente, disegnando il paesaggio e organizzando il territorio. Esprimono tre aspetti diversi dei rapporti tra le azioni dell'uomo e i contesti fisici e culturali nei quali esse si producono. Infatti, la ricerca geografica contemporanea va nella direzione di una interpretazione sistemica del rapporto uomo-ambiente, sulla base di questi tre concetti (o logiche, o principi, o metodi). In funzione del punto di vista da cui mi muovo, del principio metodologico che voglio usare, considero componenti diverse dello stesso oggetto di studio (il rapporto fra natura e cultura).

Tutti e tre sono delle proiezioni del rapporto tra natura e cultura: la natura mette a disposizione una serie di elementi, sia abiotici (litosfera, atmosfera, idrosfera) che biotici (esseri viventi, l'uomo); l'uomo agisce sulla natura (o sull'ambiente), modificandolo, attraverso la sua cultura (conoscenze scientifiche, trasmissioni storiche).

Relazioni tra paesaggio e territorio

Paesaggio: percezioni, emozioni, rappresentazioni. Natura: litosfera, atmosfera, idrosfera, biosfera. Cultura: cognizioni scientifiche, trasmissioni storiche. Territorio: simbolizzazione, compartimentalizzazione, reificazione (organizzazione e gestione). I luoghi nei quali vivono le diverse comunità, che interagiscono con il substrato disegnando il paesaggio.

Il rapporto fra queste tre componenti è il seguente: l'ambiente è generatore di substrati. Le comunità operano sul substrato (natura, la quale offre sia vincoli che opportunità) e produce paesaggi, che si interfacciano con i territori. L'ambiente produce territorio, è strettamente legato al territorio (organizzazione) ed è in modo meno evidente legato al concetto di totalità di questo processo di territorializzazione, che produce paesaggi.

Paesaggio e territorio: sono proiezioni del rapporto fra natura e cultura. Proiezione di quello che noi definiamo ambiente geografico. Relazioni tra paesaggio e territorio. Sono le proiezioni del rapporto tra natura e cultura, quindi dell'ambiente geografico. Percezione, emozione e sintesi visibile dello spazio organizzato dall'uomo. Sistema economico-sociale.

Ambiente: definizioni e concetti

Ambiente: un concetto ambiguo. Il concetto di ambiente presenta non pochi caratteri di ambiguità dovuti, soprattutto, ai numerosi e differenziati contesti in cui tale termine è utilizzato. Più spesso l'ambiente richiede di essere aggettivato: ambiente fisico, ambiente economico, ambiente socio-culturale. Lo schema più semplificato è quello che prevede la scomposizione dell'ambiente in due grandi comparti:

  • L'ambiente abiotico, il mondo inanimato: aria, acqua, suolo.
  • L'ambiente biotico, il mondo vivente.

L'ambiente abiotico si suddivide, a seconda del suo stato fisico, in:

  • Litosfera, che corrisponde alla parte solida, ovvero le rocce.
  • Idrosfera, composta da uno strato discontinuo di sostanze liquide che circonda la litosfera, formate dalle acque sopra il suolo e del sottosuolo.
  • Atmosfera, che è la componente gassosa.

Biosfera è una componente biotica ed è quella parte del pianeta dove si riscontra la presenza di vita, quindi tutta la superficie terrestre, la profondità dei mari e degli oceani, quegli strati bassi dell'atmosfera dove è possibile la vita animale e vegetale. Tuttavia è utile cogliere la profonda unitarietà del concetto di ambiente, un insieme di relazioni funzionali dirette e indirette tra esseri viventi e mondo inorganico, componenti biotiche, abiotiche e fattori sociali; si tratta di un sistema in continua evoluzione. Anche la tradizionale differenziazione tra ambiente naturale e ambiente antropico è un'esigenza degli studiosi di classificazione di ambienti. Identifica stadi da un più diffuso stato di naturalità a uno di più elevata antropizzazione. È indubbio, infatti, che non esistano più luoghi allo stato di natura. L'uomo modifica l'ambiente e la sua impronta si chiama cultura.

Malcevschi, ecologo, fa un interessante tentativo (1991) di riassumere i vari significati in una prospettiva transdisciplinare: ambiente vissuto, ecosistema, paesaggio, habitat, territorio, natura. Ogni elemento costituisce una rappresentazione differente delle relazioni tra società e ambiente, e un modello diverso di analisi di tali relazioni. Quando parliamo di paesaggio, ambiente e territorio, quello che cambia è la relazione tra le parti. Secondo Malcevschi, l'ambiente si configura come un sistema di sistemi, ciascuno definito con un'ottica specifica in relazione all'ambito disciplinare. Le ambiguità e le sovrapposizioni dei vari significati non devono disorientare, si tratta di concetti che derivano da costruzioni sociali e come tali sono aperti all'evoluzione nel tempo, al mutare delle condizioni di contesto. Es: un fiume cessa di esser semplicemente dell'acqua che si sposta e diventa risorsa irrigua, minaccia d'inondazione, punto d'abbeverata, segno della benevolenza divina: in base alla specificità culturale di una società.

L'ambiente è l'insieme di tutti gli elementi naturali: aria, acqua, vento, bioma e anche dell'uomo che vi opera. La direzione della ricerca geografica contemporanea è quella dell'interpretazione sistemica, l'analisi bimodale delle relazioni dell'uomo e della comunità umana con l'ambiente. Questo rapporto produce quelli che sono tre effetti, tre concetti: ambiente, paesaggio e territorio.

Trasformazione e gestione del territorio

I diversi ambienti sono trasformati in territori e paesaggi in funzione di due macro-processi:

  • Lo sviluppo economico
  • Il miglioramento della qualità della vita

Per comprendere la complessità delle relazioni tra società e ambiente è necessario considerarle nella loro dinamica temporale, e quindi la storia passata, presente e futura. E nella loro organizzazione spaziale, vale a dire come queste relazioni mettono in connessione territori tra loro collegati, considerati a scale diverse. I concetti di reversibilità e irreversibilità, rinnovabilità e non rinnovabilità devono essere riferiti alle scale temporali per poter essere adeguatamente definiti. All'origine di molti problemi ambientali risiede la non considerazione o la sottovalutazione dell'importanza delle scale temporali: ci sono tempi geologici, biologici, storici, sociali, economici di varie e diverse durate. Micro-decisioni di origine umana possono produrre effetti con conseguenze nel lungo periodo, come un incidente industriale che può inquinare e rendere non abitabile una determinata porzione di territorio per molti anni. Nella costruzione delle politiche ambientali e nella valutazione dei loro effetti sono importanti le scale spaziali, determinati problemi non sono coglibili in scala locale, ma solo in una scala sovralocale.

Il concetto di territorio

Il territorio è inteso in termini di presenza umana, di intervento dell'uomo sulla superficie terrestre e conseguenti trasformazioni della natura. Molto spesso si usano spazio e territorio come sinonimi, in realtà lo spazio è molto più astratto ed è in posizione di anteriorità rispetto al territorio. In effetti l'uomo non abita lo spazio o l'ambiente, ma abita un territorio, cioè un ambiente profondamente e incessantemente trasformato dall'azione umana. Il territorio non esiste in natura, è un esito dinamico e stratificato di successivi cicli di civilizzazione. È un organismo vivente ad alta complessità, un insieme di relazioni che chiama in gioco componenti sociali ed economiche, ambientali, culturali.

Ecumene: è la parte del pianeta abitata dall'uomo, aree dove troviamo la presenza antropica. La terra diventa mondo quando iniziamo a vederla come realtà controllata dalla cultura, divisa in continenti e varie realtà. Mentre la terra è controllata dalla natura, il mondo è controllato e modellato dalla cultura. Il processo di territorializzazione si dispiega lungo tre assi che corrispondono a tre tipi di controllo:

Tre tipi di controllo del territorio

  • Controllo intellettuale: simbolizzazione - La simbolizzazione è legata alla denominazione di un luogo, al modo di costruire, se sono presenti chiese, banche, elementi della rappresentazione mitica. Dare un nome è atto designativo linguistico e riduce la complessità del paesaggio. La toponomastica è affidata all'Istituto Geografico Militare.
  • Controllo materiale: reificazione - Implica la trasformazione del suolo, modo di usare le risorse: sistema di raccolta delle acque, tipi di coltivazione. È l'atto materiale della costruzione di cose, sottraendo spazio all'ambiente naturale per organizzare il proprio territorio. Il secondo asse (reificazione) riguarda la sfera materiale: l'attore sociale interviene sulla materialità, istituendo un controllo pratico sulla superficie terrestre, nel tentativo di dominare e modificare i processi naturali attraverso dei processi materiali. Occupazione del suolo, uso delle risorse e trasformazione dei luoghi.
  • Controllo strutturale: compartimentalizzazione - Consiste nell'organizzazione di istituzioni e confini, creazione di norme e spazi operativi. La strutturazione è atto politico-sociale e dipende dalle politiche di ogni territorio. Il terzo asse (strutturazione) attiene alla sfera sensitiva e si esplicita attraverso una partizione della superficie terrestre in sistemi di partizioni o di ambiti, i quali vengono identificati perché sono particolarmente funzionali alla realizzazione di un determinato progetto politico, amministrativo, economico, culturale, religioso.

Parliamo di deficit di territorializzazione quando il territorio non risponde in modo adeguato alle esigenze della società e ai bisogni; di eccesso di territorializzazione nel caso in cui si impieghino risorse per creare artefatti che non vengono adeguatamente sfruttati e utilizzati dalla società.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisag1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Ronconi Maria Luisa.
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