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Geografia del turismo

Premesse

Approccio multidisciplinare: Sul turismo converge lo studio di diverse discipline, tenendo conto delle interazioni che lo legano agli altri settori di attività economiche e non economiche e si includono nell’analisi turistica anche i settori indirettamente legati al turismo, come il sistema dei trasporti.

Scale di analisi

Il turismo può essere studiato e analizzato a diverse scale d’intervento: dalla scala locale a quella globale. La scelta della scala dipende dalle finalità di studio o dalle esigenze dell’analista o del soggetto e/o organismo che si occupa di organizzazione del territorio. Esistono 5 livelli di analisi:

  • Internazionale
  • Nazionale
  • Regionale
  • Provinciale
  • Comunale

Adottare una scala di analisi implica effettuare una scelta o trade off tra:

  • Una visione generale e l’approfondimento
  • La completezza delle informazioni e la completezza dei dati disponibili
  • La varietà delle fonti e la confrontabilità dei dati

Ogni scala risponde a specifiche esigenze di analisi e ogni livello di analisi è autonomo nel senso che può essere studiato separatamente dagli altri livelli però costituisce anche parte integrante di un livello più ampio di analisi al quale risulta interrelato.

Qual è l’oggetto di studio della geografia del turismo?

Prima di tutto facciamo una distinzione tra spazio e territorio. Lo spazio viene organizzato dall’uomo e comporta diversi fenomeni quali: il popolamento, l’organizzazione politica e amministrativa. La geografia e il turismo nascono come due discipline separate. Il termine geografia deriva dal greco e significa “io scrivo la terra”. La sua funzione iniziale era descrittiva, infatti voleva descrivere la superficie terrestre per rispondere alle esigenze descrittive dell’uomo. Dal 1200 entra in gioco anche la funzione esplicativa, necessaria per indagare le cause e le modalità con cui avvengono i mutamenti e le trasformazioni di determinate aree analizzandone le caratteristiche e le peculiarità. Questa scienza ha al suo interno tre diverse correnti di pensiero:

  • Determinismo: nasce nella seconda metà dell’800 in Germania. Esiste un rapporto unidirezionale tra l’ambiente e l’uomo. Secondo i geografi l’organizzazione di un territorio è direttamente collegata alle caratteristiche fisiche e naturali dello stesso. Inoltre l’ambiente circostante condiziona le scelte dell’uomo.
  • Possibilismo: nasce nella prima metà del 900. Tra l’ambiente e l’uomo esiste interdipendenza, ovvero lo sviluppo di un territorio dipende anche dall’uomo e non solo dalle caratteristiche fisiche e naturali del luogo.
  • Volontarismo: avviene con il progresso scientifico e tecnologico. Prevale la logica antropocentrica, ovvero sono l’uomo e la società a determinare lo sviluppo di un territorio.

Definizione di geografia

È la scienza che studia i rapporti tra l’uomo e l’ambiente. Si occupa dell’organizzazione di un territorio e analizza i processi e le modalità attraverso i quali una determinata porzione terrestre assume una specifica configurazione in funzione dei rapporti che vengono a instaurarsi nel tempo tra l’uomo e l’ambiente. Secondo Ruocco (1968), la geografia studia:

  • La diversa distribuzione e combinazione dei fenomeni che ne modificano la fisionomia e la vita dell’uomo.
  • I paesaggi e le regioni in cui viene ripartita.
  • Gli insiemi territoriali risultato dell’azione congiunta delle forze naturali e degli interventi umani.

Il turismo secondo la UNWTO (United Nations World Tourism Organization – 1994)

È l’attività di coloro che viaggiano e soggiornano in luoghi diversi dal proprio ambiente abituale per un periodo non superiore a un anno consecutivo; e lo fanno per svago e motivi diversi dall’esercizio di un’attività remunerativa all’interno dell’ambiente visitato. Esistono tre componenti principali del turismo:

  • La componente spaziale (lo spostamento)
  • La componente temporale (il periodo, la durata)
  • La componente motivazionale (per quale motivo?) che dà origine a due tipi di turismo:
    • Il turismo proprio: ci si sposta per relax, svago e vacanza
    • Il turismo improprio: ci si sposta per motivi sanitari, di lavoro e di studio.

Il turismo è considerato un fenomeno geografico perché:

  • Implica il movimento “spaziale” di persone, beni e denaro.
  • Genera dei cambiamenti territoriali economici, fisici, sociali, culturali, nei luoghi di origine e destinazione.
  • Produce effetti ridistribuiti tra aree di produzione della ricchezza e aree di consumo.

Il turismo è un fenomeno geografico sia che lo si esamini come fenomeno in movimento (precursore della globalizzazione) che come fenomeno stanziale (fenomeno delle seconde case). Secondo Toschi (1957) i processi secondo i quali il turismo modifica l’organizzazione territoriale di una determinata area sono:

  • La localizzazione e la qualità delle attrattive dei servizi offerti
  • La circolazione dai luoghi di turismo attivo alle mete
  • I tipi di turista

Bencardino e Prezioso (2007) non studiano solo gli aspetti qualitativi del turismo ma anche:

  • Gli attori
  • Le politiche
  • Gli strumenti di sviluppo

La geografia del turismo quindi studia le relazioni tra l’ambiente geografico e il fenomeno turistico.

Evoluzione e sviluppo della geografia del turismo in Italia

Parte dagli anni 30 e 40 con studi morfologici su specifici centri turistici che si concentrano sul “particolare”. Esempio di questi studi sono: la monografia di Toschi su Taormina (1936) e la monografia di Mori su Cattolica (1942). In questo periodo la geografia del turismo non esiste ancora, e lo studio si basa su un metodo ideografico che va dallo studio del particolare al generale. Si basa su studi quantitativi, sulle statistiche e sui numeri.

Negli anni 50 e 60 avvengono le prime ricerche geografiche sul turismo volte a elaborare schemi interpretativi generali anche se si tratta ancora di studi frammentari. Con Toschi, nel 1957, avviene l’ingresso ufficiale della geografia del turismo nell’ambito degli studi geografici. Con Ferro nel 1961, avviene la pianificazione paesistica delle regioni turistiche. Nice, nel 1965, teorizza gli aspetti economici del turismo e Merlini nel 1968 studia il trasferimento di denaro tra regioni. Prevale quindi un approccio settoriale.

Negli anni 70 e 80 l’interesse accademico verso il turismo e le ricerche geografiche sul turismo utilizzano un approccio sistemico di tipo esplicativo. Muscarà nel 1983 studia la domanda e l’offerta dei servizi turistici e la difesa del paesaggio dal turismo. Invece Valussi, nel 1986, studia lo sviluppo economico regionale generato dal turismo. Negli anni 90 le ricerche geografiche diventano sempre più diffuse, sistematiche e abbracciano aspetti nuovi del turismo. Schmidt di Friedgerg studia il turismo sostenibile, invece Corna Pellegrini dà un’immagine turistica della società post-industriale, spazio turistico quale “spazio effimero”.

Diversificazione degli studi per le nuove esigenze e trasformazioni dei turisti

Legami tra studio del turismo e geografia:

  • Geografia economica umana
  • Geografia ambientale percettiva

Lo studio della geografia del turismo nel mondo

In Italia gli studi della geografia del turismo iniziano con ritardo rispetto ad altri paesi europei ed extraeuropei e si evolvono in maniera più lenta sia con riferimento alle elaborazioni teoriche che con riferimento agli studi applicativi. A livello europeo sono Gran Bretagna, Francia, Germania e Austria a occuparsi di turismo, infatti sono i Paesi con una più forte tradizione turistica. A livello extraeuropeo si distinguono gli USA e il Canada.

La geografia cerca di comprendere come le società umane cercano di adattare il territorio alle proprie esigenze. Studia anche due tipi di relazioni:

  • Orizzontali: studia le relazioni tra diverse parti della superficie terrestre o diverse scale (scala regionale, mondiale, locale). Un esempio sono: i flussi commerciali, migratori e turistici.
  • Verticali: studia come le società umane sfruttano le risorse del territorio, un esempio è l’agricoltura.

Geografia del turismo moderna e post-moderna

Si può suddividere in 3 tipologie:

  • Geografia tradizionale: che ha come base la Regione Turistica
  • Geografia moderna: si occupa dei Luoghi
  • Geografia post-moderna: si occupa dei non luoghi

Il turismo fino agli anni 50 ancora non è un fenomeno di massa quindi gli studiosi se ne occupano poco, è dagli anni 60 che diventa fenomeno di massa. Si fa risalire la nascita del turismo a Toschi che fa una distinzione tra: regione di origine (il turismo è attivo); regione di transito (i viaggiatori ritornano) e regione di destinazione (turismo passivo).

Nel 1977 Vittoria Langella parla della formazione della Regione Turistica e del fattore di omogeneità che contraddistingue un’area geografica. Nel 1968 Giacomo Corna Pellegrini già aveva dato la definizione di Regione Turistica: una regione turistica (passiva) è un lembo di territorio capace, per le sue caratteristiche naturali o umane, di attrarre flussi costanti o periodici e tendenzialmente cosmopoliti di persone che vi trascorrono parte del loro tempo libero; sicché l’entità e la tipologia dei consumi nonché l’organizzazione dei servizi risultano qualitativamente diversi e quantitativamente superiori a quanto richiederebbe la popolazione locale.

Nel 1976 Ruocco afferma che la geografia considera il turismo come espressione e misura della capacità degli uomini di organizzare lo spazio per metterlo al suo servizio rispettando la natura degli spazi essenziali; lo considera come fattore di sviluppo regionale e esamina i nodi e le regioni turistiche per valutare il grado di maturità e le loro prospettive. Fino a questo punto quindi si ha una dimensione della geografia oggettiva, ovvero si fa riferimento alla regione turistica. Con lo studio dei Luoghi si passa però a una dimensione soggettiva.

Bagnoli (2010) dà una definizione di Luoghi Turistici: è un concetto non oggettivamente univoco come la regione turistica; è la categoria interpretativa dello spazio; è la costruzione mentale di chi entra in contatto o no con il territorio e interagisce con esso. Si passa alla concezione soggettiva perché dei geografi francesi studiano lo spazio vissuto, ovvero l’empatia che si crea tra un territorio e i soggetti che lo abitano.

Con la geografia post-moderna si studiano i non – luoghi. Si ha quasi un’implosione dello spazio turistico dato che quest’ultimo si concentra all’interno di ambienti chiusi o semi chiusi (aeroporti, centri commerciali). In questi non luoghi si esaudisce il desiderio di evadere dalla realtà quotidiana. Nei centri commerciali avviene la cosiddetta socialità urbana, ovvero vengono ricreate piazze, e strade in uno spazio chiuso. Bagnoli afferma che invece di esaminare le regioni turistiche di origine e di destinazione bisogna concentrarsi sulle reti che si instaurano fra le diverse parti del mondo senza dimenticare gli aspetti territoriali e considerando il turista come soggetto.

Immagine turistica e immagine di marca (1973)

L’Immagine Turistica nasce legata alla Normandia ovvero è un etichetta che viene creata per rendere immediatamente riconoscibile da tutti la Normandia. Miossec, nel 1977, afferma che lo spazio turistico è soprattutto immagine; immagine che si fanno i turisti e che danno gli organizzatori di vacanze. Lozato Giotart fa distinzione tra 3 tipi di immagine:

  • Immagine globale: è più o meno soggettiva, è una visione d’insieme che il turista si fa di un paese, una regione ecc …
  • Immagine culturale: si può imporre come dominante
  • La nuova immagine: si aggiunge alle precedenti. Viene veicolata dai mezzi di comunicazione e utilizzata per ampliare il bacino di domanda.

In questo momento quindi si ha un processo di esplosione verso luoghi diversi.

Evoluzione della geografia del turismo

La geografia del turismo viene considerata come un’organizzazione degli spazi turistici che però non si esaurisce negli aspetti materiali visibili, ma si esprime soprattutto nell’insieme delle idee, delle tecnologie, delle istituzioni, delle tradizioni, delle innovazioni, delle informazioni che sono in sé immateriali ma che impattano sull’ambiente.

Quando nasce il turismo?

C’è una differenza tra Viaggio e Turismo? Sì, il viaggio ha origini antiche, il turismo nasce invece nel 18° secolo con la rivoluzione industriale.

Stadi evolutivi del turismo

  • Proto-turismo: Va dalle origini fino alla rivoluzione industriale. In questa fase il turismo non si è ancora affermato. I flussi turistici sono ridotti perché chi viaggia appartiene solo alla classe elitaria. I motivi per i quali ci si sposta sono: religiosi, politici e culturali e mancano anche delle strutture alberghiere specializzate. In epoca romana il turismo è legato alle terme che vengono sviluppate per scopi curativi e benefici; nel Medioevo invece c’è un abbandono degli spostamenti a causa dei numerosi rischi che si corrono viaggiando. Un motivo per cui ci si sposta è però il pellegrinaggio o anche lo sport. Nel 1600 avviene il fenomeno del Grand Tour ovvero i figli che appartengono a una famiglia agiata viaggiano per motivi di studio. Anche se comunque durante il proto-turismo i flussi turistici sono ridotti si riescono a raccogliere le prime informazioni su quali siano i rischi che si corrono e le località verso cui ci si dirige maggiormente.
  • Turismo moderno: Va dalla rivoluzione industriale fino al 1930-40. I flussi turistici sono più ampi che nella fase precedente, ma sono comunque ridotti. Il primo stabilimento balneare viene costruito in questa fase e nello specifico a Rimini nel 1843. Rispetto alla fase precedente il turismo per le terme non ha solo scopo benefico per la salute, ma anche di svago. Nascono le prime forme di turismo studentesco e nel periodo fascista nasce il turismo sociale, un esempio sono le colonie. Nel 1919 nasce l’ENIT in Italia. I fattori che in questa fase hanno favorito lo sviluppo del turismo sono: lo sviluppo dei trasporti, l’avvento dei sindacati e delle ferie pagate. In questa fase il turismo ha un impatto economico e sull’urbanistica del territorio.
  • Turismo di massa: Va dal secondo Dopoguerra a inizio anni ’90. I fattori che influenzano il turismo in questo periodo sono:
    • Il boom economico, che produce un aumento dei redditi
    • Lo sviluppo delle linee aeree e dell’automobile
    • L’acquisto delle seconde case
    • Viaggiano i turisti di ogni classe sociale.
    • C’è una differenziazione delle strutture alberghiere
    • Nasce il turismo congressuale e si sviluppa quello sportivo.
  • Turismo globale: Va dagli anni ’90 in poi. Ogni località ha la possibilità di diventare una destinazione turistica. Il turista diventa sempre più informato e esigente e la domanda segmentata. I fattori che influenzano questo periodo sono:
    • Lo sviluppo delle risorse informatiche
    • La concorrenza pubblicitaria
    • I voli low cost
    • I cambiamenti del mercato del lavoro
    • La terziarizzazione dell’economia
    • L’ingresso delle donne nel mondo del lavoro
    • La de materializzazione dell’economia
    • Dalle 3 S (Sun, Sea, Sand) si passa alle 3 L (Landscape, Leisure, Learning)
    • C’è una differenziazione di target: c’è un mercato rivolto agli anziani, ai giovani, alle coppie ecc …
    • C’è un abbattimento delle barriere e dei confini.

E con riferimento a ogni fase è bene definire:

  • Il periodo storico
  • La tipologia di turisti
  • I segmenti turistici
  • Le caratteristiche dell’offerta
  • I fattori che influenzano il turismo.

Turismo e distanza

La distanza può essere intesa in termini:

  • Geografici: come distanza lineare tra due punti della superficie terrestre.
  • Spazio/Tempo: il tempo impiegato per spostarti
  • Spazio/Costo: funzione del prezzo che si deve pagare per lo spostamento

Oggi si preferisce parlare di accessibilità invece che di distanza. L’accessibilità non include solo la distanza del viaggio e il suo costo, ma anche altri fattori: il disagio del viaggio, la sua sicurezza, la distanza/vicinanza culturale del turista a quella del luogo di destinazione. L’accessibilità viene distinta in:

  • Accessibilità spaziale
  • Accessibilità economica
  • Accessibilità temporale

Elementi della capacità attrattiva del territorio

Sono:

  • L’accessibilità
  • Le risorse turistiche
  • L’ospitalità

Il turismo e i turisti

Prime definizioni di turismo

Noval (1937): Un movimento generato da coloro che entrano in un paese straniero, permanendovi almeno 24h e trasferendovi denaro altrove introitato.

Hunziker e Kraft (1942): un insieme di rapporti di fenomeni che risultano dal viaggio e dal soggiorno di persone non residenti, purché il loro trasferimento non dia luogo a insediamento e non sia legato ad alcuna attività lucrativa principale.

Queste due definizioni evidenziano la componente spaziale, temporale e economica. In questo caso le condizioni necessarie sono il pernottamento e la spesa turistica; quello che manca è la componente motivazionale.

Bertolino (1961): uno spostamento dal luogo abituale di residenza in uno o più luoghi di temporaneo soggiorno, al fine di soddisfare determinati bisogni di diporto, con conseguente trasferimento dei redditi a puro scopo di consumo.

Nice (1965): un fenomeno di circolazione a scopo di diporto di uomini e redditi diversi e su distanze più o meno grandi, con carattere spaziale e capacità di imprimersi nello spazio.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fede.S di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Ciciriello Linda.
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