MODELLO RISCHIO-RENDIMENTO
Utilità attesa della ricchezza
Assiomi dell'utilità cardinale
● Comparabilità
● Transitività
● Indipendenza forte
● Misurabilità
● Ordinamento
Utilità della Ricchezza
Livello di ricchezza è noto con certezza (ipotesi), di conseguenza è possibile individuare il grado di utilità. In
realtà le scelte sono soggette all'incertezza.
Se sono in grado di associare una probabilità agli scenari, posso calcolare una media di quella che sarà la
mia ricchezza finale per ciascuna probabilità.
L'obiettivo è massimizzare l'utilità, ma essendo in condizioni di incertezza io ho diversi gradi di utilità
associati a diverse situazioni, quindi questo obiettivo è inutile. Posso solo assegnare una stima. Posso
calcolare invece l'utilità attesa: calcolo l utilità in ciascun scenario e lo pondero con la probabilità che gli
scenari si verificano.
Ora l'obiettivo è quello di massimizzare l'utilità attesa della ricchezza. L'obiettivo è quello di scegliere
l'ipotesi che mi garantisce una utilità maggiore, in media:
1. Trovo la ricchezza attesa: probabilità x ricchezza
2. Ipotesi: l'individuo massimizza l'utilità associata alla ricchezza attesa. Quindi devo calcolare
l'utilità attesa della ricchezza.
Il CAPM si basa su questa assunzione: l'investitore massimizza l'utilità attesa della ricchezza E[U(w)].
Non è detto che una ricchezza maggiore dia una utilità maggiore: dipende dalla funzione di utilità. L’utilità
della ricchezza U(W) permette di attribuire una e una sola misura di utilità a ciascun livello di ricchezza.
Assunzioni:
● Il comportamento degli individui è dettato dall’obiettivo di massimizzare l’utilità derivante dalla
loro ricchezza
●
Assioma di non sazietà: la funzione è sempre crescente (derivata prima positiva () > 0)
● L'utilità marginale è decrescente: gli incrementi di utilità al crescere della ricchezza sono
decrescenti. La derivata seconda è negativa.
Si potrebbe pensare che l’individuo massimizzi la media delle misure di ricchezza di fine periodo, ovvero il
valore atteso della variabile casuale ricchezza (RICCHEZZA ATTESA):
In realtà, in condizioni di incertezza, l’individuo non massimizzerà il valore atteso della ricchezza, ma l’utilità
attesa associata ad un dato livello di ricchezza (UTILITÀ ATTESA DELLA RICCHEZZA):
Utilità della ricchezza attesa : è l'equivalente certo. Utilità che io ottengo se mi viene consegnata la somma
pari alla ricchezza attesa subito e con certezza . Questa misura è sempre superiore all'utilità attesa della
ricchezza (in caso di avversione al rischio). Significa che l'individuo non vuole rischiare, è avverso al rischio,
la sua funzione di utilità è concava. Preferisce avere una vincita certa, piuttosto che partecipare alla lotteria
che gli permette di vincere di più, ma anche di meno. L'individuo avverso al rischio preferisce l'equivalente
certo, non vuole perdere ed è disposto a rinunciare alla possibilità di avere un guadagno maggiore.
Perché il metodo della ricchezza attesa e quello dell'utilità attesa della ricchezza danno risultati
contrastanti?
● Funzione concava: avversi al rischio (utilità marginale decrescente)
● Funzione convessa: propensione al rischio (utilità marginale crescente)
● Funzione lineare: indifferenza al rischio.
Il CAPM ha l'assunzione che gli individui siano avversi al rischio, quindi hanno le funzioni concave. Gli
individui preferiscono sempre l'equivalente certo rispetto a partecipare alla lotteria.
Come distinguere le varie funzioni:
1. Se l'utilità attesa della ricchezza è superiore alla utilità della ricchezza attesa, allora l'individuo è
propenso al rischio. In caso contrario è avverso al rischio
2. Calcolo la derivata prima e la derivata seconda:
a. Derivata prima maggiore: la funzione di utilità ha senso
b. Derivata seconda minore: l'individuo è avverso al rischio
3.
FUNZIONE DI UTILITÀ:
● Strettamente crescente (non sazietà)
● Concava
● I possibili risultati di Delta sono più "dispersi" rispetto a quelli di gamma
Definizioni
Principio media-varianza
CAPM si fonda sulla validità del principio media-varianza. Questo principio, a sua volta si fonda su tre
assunzioni:
1. Investitori avversi al rischio: concave, preferenza dell'equivalente certo
2. I rendimenti dei titoli si distribuiscono secondo una variabile casuale normale
3. L'investitore agisce massimizzando la propria utilità attesa della ricchezza.
Se queste condizioni sono soddisfatte, allora è valido il principio della media varianza: l'investitore
effettuerà le proprie scelte basandosi su due variabili:
1. Media : il rendimento atteso di un investimento
Varianza
2. dei rendimenti
Egli massimizza l'utilità attesa scegliendo l'alternativa di investimento che:
● A parità di rendimento atteso, è caratterizzato da varianza minima
● A parità di varianza, è caratterizzato da rendimento massimo.
Il
Distribuzioni asimmetriche e sintomi di curtosi
Variabili con queste caratteristiche non si presentano come una normale.
Il principio della media-varianza è posto in discussione e quindi il modello del CAPM non vale.
Le differenze rispetto alla distribuzione normale si possono verificare in termini di:
Asimmetria:
● si verifica quando scostamenti dalla media di pari entità ma di segno opposto
hanno probabilità diverse
● Curtosi: la distribuzione di probabilità dei valori attorno alla media è diversa rispetto alla
normale («spessore delle code»)
Rendimenti e rendimenti logaritmici
A cosa serve:
● Se il sottoperiodo è sufficientemente breve, il rendimento semplice e quello logaritmico
tendono ad equivalersi.
● Il rendimento di un periodo in forma logaritimica si può esprimere come somma dei rendimenti
dei singoli sottoperiodi. Questo è importante per il teorema del limite centrale: la distribuzione
di una variabile casuale che è generata dalla somma di altre variabili casuale
(indipendentemente dalla loro distribuzione), tende a essere distribuita come una normale.
● Se la distribuzione dei rendimenti dei sottoperiodi brevi è stazionaria, la distribuzione dei
rendimenti di periodo ln (1+rT ) tenderà alla normale
L'assunzione del principio di media-varianza è soddisfatto in quanto dalla somma dei rendimenti si ottiene
una normale. Quindi i rendimenti logaritmici sono distribuiti secondo una normale.
È importante che i rendimenti dei sottoperiodi siano stazionari.
I rendimenti semplici tendono a distribuirsi come una log-normale . È una approssimazione della normale,
quindi si possono trattare anche i rendimenti semplici come se fossero distribuiti normalmente.
Nella realtà i rendimenti dei titoli si distribuiscono normalmente?
NO. Verifiche empiriche mostrano che la distribuzione dei rendimenti presentano asimmetria e curtosi
● Curtosi: la distribuzione del rendimento di un titolo tende a non essere stazionaria. La media e
la varianza non sono per sempre pressoché uguali, media e varianza cambiano nel tempo.
Questo genera sintomi di leptocurtosi. Rendimenti vicini alla media sono più probabili rispetto
alla distribuzione normale
● Asimmetria: media, mediana e moda non corrispondono. Non esiste una rendimento inferiore
a - 100%, però non ci sono limiti superiori.
L'osservazione empirica non conferma la normalità della distribuzione dei rendimenti, quindi non si può
applicare il principio media-varianza.
Conseguenze dell'asimmetria sul principio media-varianza
● In presenza di normalità, ad ogni scostamento dalla media corrisponde uno scostamento di pari
entità e segno opposto avente uguale probabilità
● Ma a parità di scostamento dalla media: il «guadagno» di utilità non compensa la «perdita» di
utilità (avversione al rischio)
● A parità di rendimento atteso, l’investimento con rendimenti meno dispersi ha maggiore utilità
attesa
Se la distribuzione dei rendimenti è normale, l'investitore avverso al rischio preferirà, a parità di
rendimento, l'opportunità di investimento con minore varianza, e avrà necessità di conoscere solo due
parametri riguardanti la distribuzione dei rendimenti degli investimenti tra cui può esercitare la sua scelta,
cioè la media e la varianza.
Il fatto che una distribuzione di investimento è non normale, rende invalido il principio di media-varianza.
In presenza di asimmetria gli investimenti non possono più essere confrontati solo sulla base della media e
della varianza: non è più vero che scostamenti sopra e sotto la media di medesima entità hanno il
medesimo grado di probabilità.
In caso di asimmetria destra, il guadagno di utilità (per un investitore avverso al rischio), più che compensa
la perdita di utilità. Questo significa che gli investitori dimostrano preferenza per l'asimmetria positiva (o
destra), e di conseguenza gli investimenti verranno scelti sulla base della media, della varianza, e della
asimmetria.
Diversificazione di portafoglio
Composizione di un portafoglio
Il peso di un titolo all'interno di un portafoglio può essere negativo o positivo:
● Positivo: posizione lunga. Comportano un esborso perché li devo acquistare
● Negativo: posizione corta. Comporta un entrata di denaro perché li vendo
○ Vendita allo scoperto: l'investitore prende a prestito tale titolo da chi lo
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