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Appunti di finanza aziendale A.A. 2020/21

Informazioni generali

Professore: Piatti

Codice CFU: 870206

Argomenti trattati

  • Analisi della dinamica finanziaria
  • La valutazione degli investimenti: caratteristiche dei flussi di cassa e criteri di scelta
  • Il rischio degli investimenti
  • La teoria di selezione del portafoglio
  • Capital Asset Pricing Model
  • La struttura finanziaria dell’impresa
  • Interazione investimenti/finanziamenti

Testi di riferimento

  • Ross, Hillier, Westerfield. Jordan, Jaffe, Corso di finanza aziendale, McGraw-Hill, Milano, 2015 - ISBN 978-13-089-9283-9 (solo per l'Università di Bergamo, piattaforma Create)
  • Lucidi usati a lezione

L’eserciziario è nel libro di testo consigliato. Sono previsti tutorati.

Prove facoltative

Sono previste 4 prove facoltative che consentiranno di totalizzare da 1 a 5 punti. Questi punti si aggiungeranno alla votazione finale dell’esame.

Ogni prova si compone di:

  • 3 esercizi da 3 punti ciascuno
  • 3 esercizi veloci o da multiple choice di 1 punto ciascuno

Punteggio totale per ciascuna prova: 12 punti.

Ogni prova verterà sul programma svolto dalla lezione 1 alla terz’ultima lezione prima della prova, escludendo quindi gli argomenti delle ultime due lezioni prima della prova facoltativa.

Le prove si svolgeranno utilizzando la piattaforma Moodle e le modalità operative verranno comunicate successivamente. È opportuno che si facciano tutte e 4 le prove.

Struttura dei punteggi finali

  • Da 33-36 = 1 punto
  • Da 37-39 = 2 punti
  • Da 40-42 = 3 punti
  • Da 43-46 = 4 punti
  • Da 47-48 = 5 punti

Date delle prove previste

  • Prova 1: 20/3/2021 dalle ore 12:30 alle ore 13:00
  • Prova 2: 10/4/2021 dalle ore 12:30 alle ore 13:00
  • Prova 3: 30/4/2021 dalle ore 12:30 alle ore 13:00
  • Prova 4: 1/6/2021 dalle ore 12:30 alle ore 13:00

Ogni prova durerà 20 minuti e una volta fatto un esercizio non è possibile tornare indietro.

Chi può usufruire dei punteggi sopra previsti?

Coloro che fanno la prova nella sessione di giugno o luglio 2021. Il punteggio sarà aggiunto a partire da una votazione d’esame minima di 15/30. Pertanto, chi nell’esame prende meno di 15/30 sarà comunque insufficiente anche se ha totalizzato 5 punti nelle prove facoltative. Inoltre, il punteggio in più sarà garantito agli studenti che svolgeranno la prova a giugno o a luglio una sola volta. In altri termini, se a giugno nell’esame prendete 22 e avete diritto a 3 punti (guadagnati nelle prove facoltative), prenderete come voto finale 25, ma se rifiutate il 25, dovrete rifare l’esame e a quel punto non aggiungeremo più i 3 punti. Se a giugno non si supera l’esame, il bonus viene tenuto per luglio.

Il 30 e lode viene garantito, sempre, a chi svolge l’esame e lo finisce 15 minuti prima del tempo previsto (ovviamente deve essere tutto corretto) oppure a chi prende almeno 27 ma con i punti delle prove facoltative raggiunge il 31.

Esame finale

L’esame finale sarà così strutturato:

  • 8 esercizi da 3 punti ciascuno
  • 6 esercizi o V/F da 1 punto ciascuno

Durata 75 minuti. Poiché gli esami non saranno in presenza, le modalità specifiche saranno comunicate successivamente.

NB: Durante l’esame potete usare solo la calcolatrice e i fogli bianchi per gli esercizi. Scriverete in Moodle solo i risultati finali. Non sono pertanto accettati errori di calcolo.

Obiettivi aziendali e compiti della finanza

Si occupa di flussi monetari e non di flussi di reddito. Si concentra sul futuro, il passato è importante solo a fini previsivi (stime).

Elementi fondamentali dell'analisi finanziaria (AF)

Riclassificazione di bilancio

Il bilancio civilistico non è sufficiente, è necessaria una riclassificazione.

Il primo dei passi da compiere è costituito dalla riclassificazione dei dati contabili.

A che cosa serve?

  • Sintetizza le voci di bilancio – numerose ed eterogenee – in alcuni raggruppamenti per classi
  • Consente di calcolare indicatori espressivi di risultati parziali
  • Coglie le relazioni tra gli indicatori

Riclassificazione del conto economico (C/E) a valore aggiunto

A cosa serve?

  • Rende più approfondita la comprensione delle logiche di formazione del risultato d’esercizio (approccio “scalare”)
  • Consente di svolgere 3 diverse analisi riguardanti: l’attività produttiva, l’attività caratteristica, le attività aziendali diverse da quella caratteristica
  • Permette di riaggregare i componenti di reddito secondo la loro pertinenza gestionale, evidenziando i risultati intermedi

Aree gestionali

In fase di riclassificazione individuiamo la gestione aziendale in aree più specifiche:

  • Ricavi operativi (vendite) - Costi operativi (acquisti, personale, servizi, ammortamenti ecc) = Reddito operativo, reddito della porzione di impresa che si occupa della gestione tipica
  • (+/-) Risultato gestione finanziaria (RGF, interessi attivi – interessi passivi o oneri finanziari)
  • (+/-) Risultato gestione accessoria (RGA, ricavi gestione accessoria – costi gestione accessoria) = Risultato gestione ordinaria
  • (+/-) Risultato gestione straordinaria = Reddito al lordo imposte - Imposte = Reddito esercizio

Il reddito operativo è ciò che ci interessa maggiormente.

Riclassificazione a valore aggiunto

Nella riclassificazione a valore aggiunto cambia la prima parte (reddito operativo): spacchettiamo i ricavi e i costi operativi in modo diverso.

Bilancio riclassificato a valore aggiunto

Mettiamo insieme vendite e variazione magazzino e otteniamo il valore della produzione. Togliamo i costi esterni, ossia quelli volti all’acquisizione di fattori come materie prime, merci e servizi. Troviamo così il valore aggiunto, che esprime quanto il nostro processo produttivo interno dà valore a ciò che acquistiamo all’esterno. Togliamo poi il costo del personale ed otteniamo il MOL (EBITDA), poi gli ammortamenti e abbiamo il reddito operativo.

Riclassificazione dello stato patrimoniale (SP)

Lo stato patrimoniale civilistico rappresenta una riclassificazione imperfetta e, pertanto, ai fini dell’analisi non è sufficiente. Dobbiamo ricorrere ad altre riclassificazioni.

Esistono diversi schemi che si riferiscono a logiche diverse:

  • Criterio di liquidità/esigibilità (rinvio)
  • Criterio della pertinenza gestionale. In questo corso seguiremo solo il criterio gestionale.

Aree della gestione

Il criterio della pertinenza gestionale presuppone la distinzione della gestione nelle seguenti aree:

  • Stato patrimoniale gestionale: assume importanza la distinzione tra attività e passività dell’area operativa e di quella non operativa.
  • Area operativa: riguarda il core business dell’azienda. Si divide in attivo/passivo corrente e non.
  • Area non operativa: riguarda l’area finanziaria, accessoria, straordinaria.

SP riclassificato con il criterio della pertinenza gestionale

Nello SP gestionale, il criterio che ci permette di distinguere tra attivo/passivo corrente e attivo/passivo non corrente è se rientra nel processo produttivo tipico dell’azienda. Se non rientra nel core business, è non corrente.

Crediti v/clienti con scadenza a 2 anni è comunque operativo perché rientra nell’attività produttiva. TFR rientra nel passivo operativo corrente perché ciò che definisce la parte corrente è il fatto che faccia parte del processo di produzione-acquisto-vendita.

Gestione caratteristica corrente

(Attivo corrente e passivo corrente).

Le poste correnti di bilancio sono quelle che riguardano il ciclo di acquisto, trasformazione e vendita della gestione caratteristica.

  • Acquisto di materie e merci:
    • Rimanenze di materie e merci
    • Debiti verso fornitori
    • Crediti IVA
  • Trasformazione:
    • Rimanenze di semilavorati
    • Debiti verso il personale (Fondo TFR)
  • Vendita:
    • Crediti verso clienti
    • Rimanenze di prodotti finiti
    • Debiti IVA

CCNO: capitale circolante netto operativo, è la differenza tra attivo corrente e passivo corrente.

  • Se CCNO > 0 = rappresenta la quota di impieghi in attività correnti che non trova copertura nelle risorse fornite dalle passività correnti. Esprime un fabbisogno finanziario della gestione corrente da minimizzare.
  • Se CCNO < 0 = segnala la quota di risorse provenienti dalle passività correnti eccedenti gli impieghi in attività correnti. Genera la formazione di liquidità della gestione corrente da massimizzare.

Tutte le attività risultano finanziate, quindi non c’è fabbisogno finanziario, ma c’è un eccesso di liquidità: bisogna quindi capire come investirla.

Normalmente quasi tutte le aziende hanno un CCNO > 0 quindi richiede sempre di essere finanziato. Tuttavia, le imprese della GDO e quelle assicurative hanno un CCNO < 0 (pago i premi in anticipo).

Il CCNO è immaginabile come una “spugna”: se la imbeviamo, questa assorbe. Quindi quando il CCNO si dilata, assorbiamo liquidità, quindi abbiamo bisogno di finanziarci; se strizziamo la spugna (CCNO si riduce) stiamo liberando liquidità, che abbiamo necessità di investire.

SP sintetico riclassificato secondo pertinenza gestionale

Prende lo SP analitico e fa una commistione di valori. Anziché mettere attivo e passivo corrente mette direttamente solo il CCNO, cioè la differenza tra AC – PC. Se CCNO > 0 è un investimento e va in dare, al contrario va in avere.

L’attivo fisso prende attivo operativo non corrente e va a togliere il pax operativo non corrente. PFN = debiti finanziari – attivo non operativo. PN si può chiamare anche “mezzi propri”.

Esempio:

AC – PC = 900 – 800 = 100

AFN = 800 – 20 = 780

PFN = 530 – 50 – 100 = 380

Esercitazione 1

Riclassificare la seguente situazione patrimoniale secondo il criterio della pertinenza gestionale.

  • Fondo TFR 2.100
  • Magazzino 17.000
  • Deb.comm b. 18.000
  • Cred. Com. 20.000
  • Deb.trib. 300
  • Altri cred. 1.000
  • Deb. Diversi 100

TOT 20500 38.000 300

Deb.com. m/l

Immob. tec. Deb.fin. m/l 15.800 30.000 – 15.000

Part. operative 6.000 Deb.fin. breve 2800 18.600 21.000

Imm. civili 5.000 – 2.000 Cs + riserve + utile 23.800 Part. non op. 1.000 Liquidità (cassa + banca) 200 TOT 4.200

CCNO = AC – PC = 38000-20500

AONC = 21 – 300

PFN = 18600 - 4200 CINO = 38.200

Esercitazione 2

Inserire le seguenti voci nello S.P. riclassificato secondo il criterio della pertinenza gestionale:

  • Magazzino attivo op corr→
  • Mutuo passivo debiti fin→
  • Immobili civili attivo non op→
  • Fondo TFR pax operativo corrente→
  • Debiti v/ fornitori per immobilizzazioni pax operativo non corrente→
  • Ratei passivi per OF debiti finanziari→
  • Banca c/c passivo debiti finanziari→
  • c/c postale attivo non op→
  • utile d’esercizio PN→
  • Denaro in cassa attivo non op→
  • Riserva sovrap.az., PN→
  • Attrezzature attivo op non corr→
  • Fondo ammortamento attrezzature attivo op non corr con segno meno→
  • Partecipazioni NON operative attivo non operativo→
  • Debiti tributari, passivo operativo corrente (deb a breve)→
  • Risconti attivi per costi operativi. attivo corrente→
  • Risconti attivi per leasing attivo non operativo→

Esercitazione 3

Data la seguente situazione patrimoniale, determinare:

  • CCNO
  • Capitale invest. oper. netto = K
  • Posizione finanziaria netta

Sp analitico:

  • AC 40 + 25 = 65
  • ANC 100 L.imm + titoli 5 + 10 = 15
  • PC 30 + 20 + 5 = 55
  • PNC x DF 45 MP 80

Sp sintetico:

  • CCNO = AC 65 – PC 55 = 10
  • AF = 100 - 0
  • CINO = 10 + 100 = 110
  • MP = 80 PFN = 45 – 15 = 30

Esercitazione 4

Data il seguente SP presentare lo SP gestionale analitico e sintetico.

CCNO = 8374

Esercizi da fare

Esercizi da 1 a 3 pag 319-322 del testo.

Dalla visione economica a quella finanziaria (RF)

L’analisi della dinamica finanziaria

Lo studio della dinamica finanziaria riguarda i movimenti di liquidità di un’impresa. Può essere fatto:

  • Ex ante: parliamo di preventivi finanziari
  • Ex post: parliamo di rendiconti finanziari

Si deve passare dal principio della competenza a quello dei flussi di cassa.

Reddito d’esercizio RE/Risultato finanziario RF

RE (principio di competenza) RF (principio di cassa) ≠

Ragioniamo in termini di entrate e di uscite, non ci preoccupiamo della competenza. Il RF è la liquidità = cassa + banca attiva.

Differenza tra RE e liquidità (o RF)

La differenza tra RE e liquidità è dovuta a:

  • Sfasamento tra ciclo economico (costi/ricavi) e ciclo monetario (uscite/entrate) con nascita di debiti/crediti
  • Costi/ricavi in parte di competenza di più esercizi: ad esempio ratei e risconti, che creano uno squilibrio tra il RE e la liquidità
  • Entrate/uscite che non originano ricavi/costi d’esercizio, ad esempio gli impianti
  • Presenza di valori stimati (es. rimanenze, accantonamenti…)

Il rendiconto finanziario

  • Rappresenta un’efficace sintesi di CE e SP con l’attenzione focalizzata sulla liquidità
  • Verifica la capacità dell’impresa di generare/distruggere liquidità attraverso le varie aree aziendali

In pratica ci si domanda:

  • Quante risorse monetarie sono state complessivamente movimentate in un certo periodo?
  • Qual è la provenienza e la destinazione di tali risorse?

Dinamica finanziaria

Flussi di cassa ed aree gestionali

Andiamo ad esaminare la variazione della liquidità immediata o situazione monetaria. Quali sono le cause che possono generare tale variazione? Ce ne sono 4:

  • Gestione operativa/caratteristica/tipica
  • Investimenti/disinvestimenti: + investimenti + uscita di cassa; - investimenti – uscite

1 + 2 riguardano la gestione operativa, corrente e non corrente.

3) Gestione finanziaria (finanziamenti/rimborsi): entrate derivanti da nuovi prestiti, uscite derivanti da rimborsi di finanziamenti passati. I finanziatori sono anche i soci (quindi i mezzi propri: aumenti e riduzioni di capitale);

4) Remunerazioni finanziarie, cioè costi/ricavi legati alla gestione fin, tipicamente oneri finanziari (remunerazione debito) e dividendi (remunerazione capitale proprio). Altre aree gestionali: gestione accessoria e finanziaria, non è detto che siano presenti in tutte le imprese, se i loro costi/ricavi sono esigui e vengono messi nelle remunerazioni finanziarie; se invece sono importanti, introduciamo una quinta causa di variazione che chiamiamo gestione accessoria/straordinaria.

Entrate/uscite vs costi/ricavi monetari

In sostanza, è monetario se c’è stata o ci sarà manifestazione monetaria. Al contrario, è non monetario.

Differenza tra ricavi monetari ed entrate

Un costo/ricavo monetario non necessariamente genera un’uscita/entrata, pertanto i due concetti sono diversi.

Se ad esempio ho venduto merci per 10.000, riscossi 9.000: quant’è stato il ricavo operativo monetario? 10.000, tuttavia l’entrata è 9.000.

Supponiamo che io compro merci per 5.000, inoltre nello SP ho al t0 debiti v/fornitori per 1000 e a fine anno 1500 (variazione di 500): il costo operativo monetario è stato pari a 5000; l’aumento del debito non significa che ho pagato; la mia uscita è pari a 5000-500=4500.

Precisazioni

Per fare un’analisi per flussi ho bisogno di due SP, uno iniziale ed uno finale, e un CE che li colleghi. Sopra abbiamo SP classificato secondo il criterio gestionale (dare = avere).

Variazione AF, AC e Li = variazione PC, DF, CS, RIS, RUT, RE. Scompongo e metto la variazione di liquidità a sinistra dell’uguale. La variazione dell’AC più la variazione del Pc ci dà la variazione del CCNO, perché = Ac – Pc.

Flussi contabili vs flussi finanziari

Le variazioni grezze (singoli delta) dello SP non sono necessariamente variazioni finanziarie necessarie ai fini della liquidità: quelle che ci interessano devono comportare una variazione dell’equazione nel lato destro e in quello sinistro.

  1. Immaginiamo di avere un aumento del capitale a pagamento: aumento CS di 100 e aumento di riserva sovrapprezzo azioni di 50. Ho avuto un incremento di PN di 150 sottoscritto dai soci in contanti. In termini di relazione succede questo:

Questa è un’operazione che ha generato flussi monetari.

  1. Immaginiamo ora un aumento di 100 di CS virtuale (capitalizzo riserve a CS), CS aumenta ma si riducono le riserve.
  2. Supponiamo ora di aumentare il CS di 100 insieme ad una riserva di 50. Il PN aumenta di 150, ma l’ho liberato attraverso un fabbricato (variazione AF).

È un’operazione finanziariamente rilevante? No, non genera un aumento di liquidità.

  1. Supponiamo di avere questa situazione: Variazione RUT si elidono quindi non le trovo nella formula finale.

Noi siamo interessati a flussi di liquidità. Non tutte le variazioni g

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher letiziaarmanni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Piatti Domenico.
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