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Appunti di Filologia Romanza

Appunti completi delle lezioni riguardanti l'aspetto filologico e linguistico affrontato con il docente Viel. Argomenti in particolare: epica e romanzo. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Viel. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Filologia romanza docente Prof. R. Viel

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con Bauden e tripartizione contenutistica in materia di Francia (epica), materia di Bretagna

(romanzo) e materia di Roma la Grande (romanzo storico)]. > 1813 Bedier, allievo di Paris,

smontò le tesi del suo maestro: leggende epiche nate a ridosso degli eventi che hanno avuto

sviluppo nei monasteri che sorgevano lungo le vie di pellegrinaggio per Santiago (canti dei

clerici vaganti+ collaborazione dei chierici dei monasteri per accrescere proprio prestigio >

sedimentazione in qualcosa di scritto con valore poetico-artistico) > spiegazione che non ha

nulla di romantico e che fu accolta dalla maggior parte fino alla metà del '900 (Vs

Menendez Pidal) ma non probabile e per di più non spiega del tutto la genesi > si torna a

idea della cronachistica medievale alla base e poi rielaborata in forma poetica dai chierici.

La teoria delle cantilene è stata ultimamente recuperata con la tesi di Gianluà e l'epica slava

(oralità fino al secolo scorso > fase vissuta anche dalle canzoni epiche franche) > forse due

teorie sono in realtà due concause.

Erich Kohler: metafora feudale della lirica e interpretazione della canzone di gesta tra la

prima e la seconda età feudale > Chanson de Roland fotografa momento di snodo dalla

struttura feudale molto rigida al rapporto quasi paritario tra vassallo e signore fino alle

ribellioni: Re Carlo è soggetto al voto del Consiglio dei baroni [assemblea dei vassalli:

Gano il traditore che tende a scongiurare le guerre, Oliviero vassallo saggio fedele al re e ad

Orlando che cerca di preservare la pace, Orlando vassallo fiero, guerriero, ardimentoso che

vuole la guerra e vuole liberare la Spagna ( figura del vassallo che prende sempre più potere

fino ad emergere sul re)] / **romanzo tristaniano: Re Carlo = Re Marco , Orlando=

Tristano. Carlo ha segni premonitori sul tradimento e sulla disfatta ma non può decidere

diversamente > sovranità si impallidisce mentre il vassallaggio ambisce a sostituirsi >

Orlando suscita le invidie degli altri > muore. Interpretazione sociologica per rappresentare

la crisi oppure si riveste di queste forme pur provenendo da una tradizione precedente.

Tempo carolingio riattualizato > contesto storico trasposto > riattualizzazione di tutti i testi

medievali > exemplum storico rivestito e reinterpretato > allegorizzazione.

Momento in cui il feudalesimo era legato alla dinastia cristiana (frattura nel basso

Medioevo) > vassallo deve fedeltà al signore come il cristiano a Dio > rito di vassallaggio

con simbolismi cristiani > architettura narrativa continua interpretazione in chiave cristiana.

Chanson 1070/ eventi del 778 > iato temporale

Trama:Da sette anni Carlo sta combattendo vittoriosamente contro i Mori in Spagna, ma non

è ancora riuscito a sottomettere Saragozza dove regna Marsilio. Questi, per prendere tempo,

invia al campo nemico ambasciatori per offrire pace e promesse di conversione alla fede

cristiana. Alcuni baroni cristiani, capeggiati da Gano, consigliano Carlo di accettare le

proposte ma sono osteggiati da Orlando che vuole continuare la guerra.

Prevale la tesi del negoziato e Orlando suggerisce di inviare il patrigno Gano come

ambasciatore, ritenendo che la missione sia un grande onore.

Gano, invece, convinto che Orlando abbia voluto deliberatamente coinvolgerlo in

un'impresa pericolosa, parte per la missione meditando vendetta.

Giunto a Saragozza, ordisce con Marsilio un piano per distruggere l'esercito dei franchi. Il re

saraceno fingerà la resa per poi attaccare a tradimento la retroguardia cristiana sulla via del

ritorno in patria.

Gano farà in modo che Orlando guidi la retroguardia.

Quando nella gola di Roncisvalle i saraceni attaccano con forze grandemente superiori, il

coraggioso paladino Orlando si rifiuta di suonare il corno per chiamare in aiuto Carlo.

Solo dopo una strenua resistenza, quando ormai tutti giacciono morti e Orlando stesso sta

per morire, questi dà fiato al corno. Il richiamo è udito da Carlo che, nonostante i tentativi di

Gano per dissuaderlo, accorre sul luogo dell'imboscata dove intanto Orlando è morto

eroicamente.

Vista la strage, Carlo attacca le truppe saracene e le sconfigge. Riconosciuto colpevole di

tradimento, Gano è condannato a morte.

-Simmetria eventi narrativi, prospetto ieratico

-12 paladini/ 12 baroni > 12 apostoli

-Inganno di Biancandrino approvato dal Consiglio > re Marsilio non ha potere decisionale

-Lassa 20: Gano (vassallo saggio che tende a proteggere solidità dell'impianto feudale) Vs

Orlando( vassallo guerriero) > faida nell'assemblea e evento scatenante di tutta la vicenda

Esistono due famiglie che tramandano la Chanson de Roland > qui si prende in

considerazione quella derivante dal manoscritto di Oxford che preserva la patina

anglonormanna e presenta meno errori.

*parodia

** trama:Tristano è rimasto orfano da bambino. È stato cresciuto dallo zio, re Marco di

Cornovaglia, il quale è sottoposto al pagamento di un gravoso tributo dal re d'Irlanda.

Diventato un giovane guerriero, Tristano decide di liberare la Cornovaglia da questa

sottomissione e parte per l'Irlanda, dove riesce a uccidere il gigante Moroldo, fratello del re.

Ferito da un colpo di spada avvelenata, viene poi curato dalla figlia del re, Isotta, che non sa

che egli ha ucciso suo zio. Tristano, una volta guarito, torna in Cornovaglia.

Pressato a sposarsi per garantire al trono una successione, re Marco decide di prendere in

moglie colei a cui appartiene un capello d'oro portato dal mare. Tristano, ricordandosi di

Isotta, parte per l'Irlanda, ma appena arrivato deve combattere un terribile drago. Lo uccide,

ma resta ferito e, ancora una volta, è curato da Isotta, la quale si accorge che egli è colui che

aveva ucciso Moroldo. Rinuncia tuttavia a vendicarsi e accoglie la richiesta di sposare re

Marco per sanare le rivalità tra i due regni. Si imbarca dunque con Tristano verso

la Bretagna. Intanto la regina d'Irlanda affida all'ancella Brangania un filtro magico, da far

bere ai due sposi la notte delle nozze. Durante la navigazione, però, Tristano beve per errore

il filtro, credendo che sia vino, e lo offre a Isotta. Un'altra versione della storia dice che una

pietra magica li fece innamorare. I due cadono così preda dell'amore. Isotta sposa comunque

Marco, facendosi sostituire da Brangania per la consumazione del matrimonio. Seguono

mesi di amori clandestini, di trucchi e menzogne, durante i quali i due innamorati rischiano

costantemente di essere scoperti dai baroni invidiosi. Un nano malvagio, buffone del re,

tenta di farli cogliere sul fatto durante un loro appuntamento notturno nel verziere, ma

Tristano si accorge della presenza del re nascosto tra le fronde di un pino e riesce ad

avvertire Isotta, che inscena un dialogo del tutto innocente. Scoperti e condannati a morte, i

due riescono a fuggire e si rifugiano nella foresta del Morrois. Scoperti da re Marco,

Tristano decide di restituire la donna al re, e parte. Si reca allora in Bretagna dove sposa

Isotta dalle Bianche Mani, con la quale tuttavia non consuma il matrimonio. Nel frattempo

l'innocenza della regina è continuamente messa in dubbio dai baroni malvagi, inducendola a

reclamare un'ordalia. Tristano si reca alla cerimonia travestito, e aiuta la regina. Più volte

ancora Tristano si reca segretamente in Cornovaglia travestito. Una volta l'accompagna il

cognato Caerdino, che offeso per l'ingiuria fatta da Tristano alla sorella (non aveva

consumato il matrimonio con Isotta dalle Bianche Mani) vuole vedere con i suoi occhi la

bellezza di Isotta la Bionda e l'intensità del suo amore. I due così fanno pace e Caerdino si

proclama amante dell'ancella della regina Isotta la bionda. Ferito gravemente durante una

spedizione, Tristano capisce che solo Isotta la Bionda può guarirlo e la manda a chiamare,

chiedendo che vengano messe vele bianche alla nave con cui verrà, se lei accetta di venire, e

vele nere se si rifiuta. Ella accetta, ma la sposa di Tristano, avendo scoperto il loro amore,

gli riferisce che le vele sono nere. Credendosi abbandonato da Isotta, Tristano si lascia

morire. La donna, arrivata troppo tardi presso di lui, muore di dolore a sua volta. Pentita per

le conseguenze tragiche della sua menzogna, Isotta dalle Bianche Mani rimanda i corpi in

Cornovaglia, facendoli seppellire insieme.

Quattordicesima lezione.

La Chanson de Roland.

Gano viene inviato come messaggero e durante il tragitto da un campo all'altro parla con

Biancandrino ed emerge l'astio Vs Orlando (Lassa 28: “Fanno male quei paladini che

esortano Carlo Magno alla guerra” > Gano fa intendere che l'animosità di Carlo Vs i

Saraceni sia dovuta ad Orlando > obiettivo: colpire Orlando perché, dopo la sua morte,

Carlo Magno sarà più pacifico). Marsilio accoglie Gano come messaggero e Gano in un

primo momento difende Carlo Magno poi dimostra animosità Vs Orlando difronte ai 12

pari saraceni > in segreto predispongono l'inganno (scopo: uccidere Orlando e la truppa a lui

fedele) > tradimento di Gano. Gano Torna da Carlo Magno e gli espone i termini

dell'accordo (mente) > porta con sé 20 ostaggi e doni + il califfo farà atto di vassallaggio

dopo 1 mese dal suo rientro ad Aquisgrana > consiglio per decidere chi guiderà la

retroguardia e Gano propone Orlando (due lasse parallele: Orlando accetta di guidare la

retroguardia) > Carlo Magno accetta pur presentendo il destino di Orlando.

Due sogni premonitori di Carlo: Sul valico di Roncisvalle Gano afferra il suo bastone e lo

scaglia facendolo esplodere/ in cappella ad Aquisgrana vede un cinghiale che lo azzanna, un

leopardo(vassallo di Gano) che lo assalta e un veltro (Orlando) che lo aiuta (Divina

Commedia).

Carlo non può opporsi e quindi l'esercito franco si mette in marcia > Carlo Magno piange.

Nell'esercito saraceno si organizzano per tendere l'agguato > raggiungono la retroguardia e

Orlando e Oliviero li scorgono > Orlando ha un corno dal suono così potente da giungere

all'orecchio di Carlo Magno e Oliviero, cristiano saggio e prudente, lo incita a suonarlo per

ben 3 volte ma Orlando (orgoglioso e ardimentoso fino alla follia) non vuole biasimo e dice

che combatterà con Durendala > impresa impossibile lo rende ancora più bramoso di

battaglia.

Trovatore: “Orlando è prode ed Oliviero è saggio”.

I 5 assalti dei pagani occupano tutta la parte centrale del poema > quinto: decisivo > sono in

vita solo 60 cristiani.

Quindicesima lezione.

Le morti nel quinto assalto.

Lassa 127.

Cumpanaticum (lat) > Guglielmo Nono (1071-1126), Conte di Poiters e Duca d'Aquitania,

compose tre Vers ai Compagnòs (vassalli > lessico feudale), dei gap (vanti) di imprese

erotiche.

Gesir < iacere (palatalizzazione j in g)

Per Orlando sarebbe onta chiamare adesso i rinforzi / per Oliviero l'onta deriva dall'aver

reso spacciata la retroguardia > diversa visione del valore militare e dell'onta

Plegan= assicurare (radice germanica)

Aulita= onta (etimologia germanica)

-l = pronome enclitico

n'ert= futuro (serai)

Pensiero fisso di Orlando: Durendala non deve cadere in mano ai pagani

Lassa 129. Dist Oliver x2 > anafora o danno al manoscritto

Alde = promessa sposa di Orlando

Lassa 130. Senso della misura (amor cortese)

Lassa 133. Par mi la buche/ le grant orgoill Rollant = genitivo sassone

Noples = città immaginaria

Lassa 134. Escientre < sciens / expingere

Feindre < fingere / vadere

dementet < dementare (“uscire dal sé” tardo latino)

v.1792 lezione discorde > nota pagina 287

Lassa 135. v. 1799 etimologie germaniche

ait < aptus/aips (“abile”)

Lassa 136. Carlo ha radunato il suo esercito e sta tornando verso Roncisvalle.

Lasse non rimate ma assonanzate.

Esclargiz < esclarigire (lat)

adub < aduban (etimo germanico)

soleil < solicum (lati)

flambur < flambula

curucus < corruptus

plurt < plorare

pour < pavor (v si dilegua)

Anglonormanno molto antico confondeva <u> e <o> (Besgun e felon vv.1818-1819)

Ritorno alla bestialità > orso > gogna di Gano

Lassa 137.

Derere < de rerum

rechatent < captare (rechater = ripetere per 3 volte il suono del corno di caccia)

Stile formulare che richiama l'oralità > funzione mnemonica e di richiamo > inversione

dittologia sinonimica vv. 1813 e 1835

plurt < plorare (lat)

dement < dementare (lat)

“De co qui calt?” vv. 1805/1840

Lassa 141. Marsilio, dopo essere stato ferito alla mano, viene messo in fuga da Orlando.

Orlando torna in campo e colpisce come un buon vassallo > massacra 25 saraceni.

Parallelismo e metafora con la caccia (più nobile: falconeria > trattato di Federico II): cervo

(pagani) scappa davanti ai cani (Orlando). Turpino, arcivescovo che rappresenta unità

ancora solida tra ordinamento feudale e divino (non ancora scissione della seconda età

feudale), elogia la virtù di Orlando : “ è bene quel che fate! Così deve essere un bravo

paladino!”.

Franchi fieri come leoni.

Marsilio sul suo cavallo miete vittime > non vi è rappresentazione dei saraceni come

incapaci di combattere ma speculari ai cristiani > valorosi e fedeli al loro re (nell'ottima

medievale tutto ciò che era diverso veniva ricondotto a qualcosa di conosciuto) > nemico

valoroso = esaltazione virtù cristiana.

Orlando decapita figlio del re Marsilio ed egli “Macone, dei, vendicateci!” (in realtà erano

monoteisti ma vengono associati ai pagani politeisti) > Marsilio fugge con 100mila uomini

ma rimane il califfo in campo con i suoi uomini.

Immaginifica rappresentazione dei saraceni come neri e dalle orecchie enormi.

Per ogni morto cristiano ve ne sono 15 saraceni ma Orlando sa che non sopravvivranno >

valorosi per essere benedetti da Carlo Magno e per la Francia.

Oliviero uccide il califfo tagliandoli la testa a metà ma per le ferite si accascia e chiama

Orlando perchè lo aiuti > prima grande morte (Lassa 164-5) > si ricompone il rapporto tra i

due in punto di morte (vassallo saggio d'antico regime e quello individualista della nuova

età feudale) > Oliviero grida per l'ultima volta il grido cristiano (“Mon gioia!”).

Forza del dolore per la perdita di un fratello d'armi > Orlando capisce grave danno della

sconfitta di Roncisvalle > svenimento sul cavallo (Dante nella Divina Commedia).

Oliviero non riconosce Orlando > perde vista, udito, volge al cielo entrambe le mani e si

abbatte a terra > Orlando lo piange (planctus del compagno d'arme sul suo cadavere).

Morte del paladino predestinata ma non avviene sul colpo, i paladini muoiono per

svenimento e per le ferite riportate. La morte segue un rituale: il cavaliere scende da cavallo,

sceglie il luogo in cui giacere e si prepara alla morte (congiunge le mani, si volge verso Dio)

> Dio accoglie l'anima in paradiso e un altro paladino (meglio se di grado superiore) intona

un pianto* in cui elegia la virtù del paladino morto.

*Genere letterario: plagne, solitamente composto alla morte di un signore feudale.

Turpino viene colto dalla morte mentre cerca di aiutare Orlando svenuto [cerca di portargli

acqua (Lassa 164)] > congiunge le mani, recita mea culpa e chiede a Dio di aprirgli le porte

del paradiso > Orlando lo piange “come si usa nella sua terra” : esalta le virtù di Turpino e

piange. Orlando evoca anche un parallelismo tra i 12 cristiani e i 12 apostoli individuando in

Turpino quasi un anello di congiunzione tra i due mondi > martirio divino: Carlo Magno

(“re padre”) = Dio / Orlando= figura Cristi / Gano= Giuda. Orlando santo martire > voglia

di avvicinare la canzone di Orlando ai componimenti innografici (1060 Santa Fides) o alle

vite dei santi > commistione e recupero di questi generi.

Tecnica dell'amplificatio della morte che parte dal presentimento.

Orlando sarà l'ultimo a morire, quando ormai avrà messo in fuga tutto l'esercito saraceno >

scopo della retroguardia riuscito.

Introduzione alla morte di Orlando (lassa 167).

“La mort li est pres” = formula e ricomposizione anulare della lassa (v. 2259/ 2270)

reproce < repropriare

dittongo “ai” si pronunciava già “e”

tertre < terminus

pasmet < spasmus

Aspetto macabro degli scontri e martirio della carne

Lassa 168 parallela a 167. Saraceno cerca di attribuirsi merito della morte.

pui < podium

gist < iacere con palatalizzazione

saisit < sasjan (germanico)

apercut < percepire

Lassa 169.

tresturnet < tornare

culvert < collibertum (“servo”)

os < ausus (“osare”)

hume ha funzione pronominale per il verbo.

Saraceno rompe l'olifante.

Sedicesima lezione.

La morte di Orlando.

Lassa 170-173.

Raffinata costruzione di lasse parallele > amplificare momento in cui Orlando cerca di

distruggere Durendala (spada data da Dio a Carlo Magno affinchè la desse ad Orlando),

simbolo di regalità, fedeltà e sacralità > preferisce annientarla piuttosto che cederla.

Stesso lessico, stessa ritmica, stesse forme > tecnica dell'amplificatio > tempo variabile e

molto elastico (cambi di scena repentini e dilatazione morti).

Piramide sociale /clericale > omaggi vassallatici legati anche al rapporto tra Dio e il fedele

(Turpino, arcivescovo guerriero e vassallo più valoroso dopo Orlando tra i 12 pari).

Rancune < rancor

cruist < crocchiare (gallico)

freint < franget (lat)

briset < brisare

esgranie < granus

co < hoc

soleill < soliculum

reflambes < flamma

vv.2322- 2334 conquiste fatte con Durendala

Que Carles tient, ki ad la barbe blanche > emistichio formulare

Damne deus < domine dire

hunir < etimo franco

fruisset < frustiare (lat.)

vv. 2342-3 riprendono la lassa 171 (vv. 2314-5)

del sanc seint Basilie = genitivo sassone

dreiz < directum (lat)

baillisent < baiulus (giudice)

vv.2352-4 ripresa 2333

ber < baro (germanico, “uomo potente”)

2355 riprende 2259

tresprent > tres = intensivo dell'antico francese

culchet < collocare (lat)

cleimet < clamare (lat)

battersi il petto = segno di mea culpa

guant = simbolo legato al mondo feudale > servizio, omaggio feudale

Lassa 175.

Gestualità feudale: mani giunte del vassallo difronte al signore nell'atto dell'investitura/

lirica amorosa

Morte di Orlando corale > morte del perfetto vassallo di Cristo/ non morte di un uomo ma

dell'uomo cristiano > identità culturale e coralità nella sacralità dei suoi gesti

Morte annunciata e preparata in modo che il morente cristiano possa mettere in atto la

gestualità, possa trovare un posto (pietra= fondazione della Chiesa), possa decidere dove

rivolgere il volto (contro il nemico) e possa preservare i simboli > viene poggiato il guanto e

il cavaliere dichiara i suoi peccati (mea culpa) congiungendo le mani > la morte

sopraggiunge e l'anima viene salvata. /Morte improvvisa viene vista con sgomento poiché

non si ottiene la salvezza divina.

Jut < iacere (lat)

v. 2389 ripresa v. 2365

“Carlo, che l'ha nutrito” = elemento schiettamente feudale > protezione e nutrimento

ricevuto dalla corte

Tempo compresso: Carlo Magno arriva a Roncisvalle e cerca Orlando, Turpino ed Oliviero

(gerarchia) > Orlando = nervo della sua potenza/ Turpino= sacralità / Oliviero= vassallo di

antico regime.

Una volta morti, per la prima volta, abbiamo l'elenco dei 12 pari. I cavalieri piangono,

svengono e vi è un lamento generale.

Attenzione di Carlo Magno indirizzata alla vendetta > il duca Namo si comporta da prode e

gli consiglia di ricnorrere i saraceni lasciando a guardia dei cavalieri cristiani 4 capitani.

Carlo Magno al vespro prega perchè il Signore faccia fermare il sole > concessione

miracolo del giorno prolungato per raggiungere i saraceni (angelo interviene e la sera si

prolunga) > Carlo Magno raggiunge i pagani, annienta le truppe di Marsilio, uccide il califfo

e vendica Roncisvalle > torna a Roncisvalle per cercare il cadavere di Orlando

Lassa 202.

Scorge i colpi sui tre pietroni e poi vede il nipote > lamento di Carlo Magno su Orlando:

sviene e poi piange dolcemente

-dichiara indebolimento potere regale

-Orlando= giovin vassall

Processo al traditore Gano > giudizio divino per combattimento > Pinabello Vs Teodorico

d'Angiò in singolar tenzone > vittoria di Teodorico > equilibrio ripristinato > i parenti di

Gano vengono sterminati e Gano viene squartato vivo.

Lassa 267.

Carlo Magno ora deve dare la notizia alla promessa di Orlando.

Orlando nipote o figlio illegittimo di Carlo Magno? > critica > Orlando = Cristo e Carlo =

Dio.

Morte improvvisa di Alda e azioni successive di Carlo Magno che le offre la salvezza

dell'anima.

Diciassettesima lezione.

M. Roques, Ronsavals

Canzone di Orlando = monumento più antico dell'epica romanza > testo in provenzale di

materia rolandiana scoperto nell'Ottocento (ed. critica contenuta in alcuni articoli) di Mario

Roques, Ronsavals (tradotto in francese e non in italiano). Il testo è riportato in un unico

codice ms. tardo 1378 conservato ad Avignone nell'archivio di Valchiusa > testimonianza

unica > problemi di corruttela (impossibile trovare lezione più corretta) risolti dalla sola ope

ingenii del filologo.

Testo originale del 12' secolo. Studio di Cesare Sergre: il codice C della tradizione della

Canzone di Orlando si avvicina molto al provenzale (altro ramo della tradizione rolandiana

> ramo rimato e quindi più moderno). L'autore interviene molto sul testo > volgarizzamento,

rimaneggiamento e aggiornamento del testo (stretto rapporto testo-pubblico) > opera

trasposta in altro sistema linguistico e aggiornata (età feudale diversa del 12' secolo).

Invenzione lirica provenzale/ cultura cortese > analogie testo di Ronsavals e lirica

Intervento nel lessico: elementi lirico-cortesi al posto di quelli feudali, scelte di carattere

narrativo come la dilatazione o la compressione del testo (Sargre: processo per sistole e

diastole).

Tematica: intento moralizzatore teso alla lettura cristiano-didattica (morte di Orlando > Vs

rito feudal-religioso ).

Testo profondamente diverso.

Organizzazione per lasse ma si attenua stile formulare (tipico dell'epica giullaresca), si

attenua processo per lasse parallele > più lineare , lasse rimate (rime equivoche, parole

omografe e omofone ma di diverso ambito semantico, ma anche identiche).

Passaggio da assonanza a rima = affinamento.

Anche per l'onomastica Segre lo ritiene appartenente al ramo C della tradizione.

Lingua: antico provenzale.

Lassa 23. Si è deciso che rimarranno i 12 pari nella retroguardia e Carlo Magno sta facendo

ritorno in Francia.

v.912 caccia al cinghiale > passo parallelo della Canzone di Orlando (contrapposizione

serrata qui si perde poiché si perde la funzione sociale)

Oliviero ricorda ad Orlando Alda / minaccia di non darla più in sposa

arma = rotacismo laterale seguita da bilabiale

messennayre < messer

Auda = vocalizzazione laterale difronte a dentale

Lassa 24. Orlando presagisce sua morte + tratti lirici (rimembranza)

Precocissima circolazione in area pirenaica di cui “sa” è indizio (< ipsa = articolo catalano >

patinatura)

consira < considera (preoccupazione amorosa)

joy < gaudium [ parola chiave della lirica provenzale che dà joy con la vocalizzazione del

nesso d + j a settentrione mentre a meridione(provenzale) dà gaug o gauch cioè una velare

palatale]

entier = aggettivo lirico > “gioia intera” = perfetta > godimento amore coniugale

Descrizione effetti suono della tromba: gli uccelli sentendo il suono dell'olifante hanno il

cuore rotto (Canzone di Orlando vv. 1753-54/ 1761-1764/ 1785-1787) > immediato effetto

del corno (subito sentito da Re Carlo anche in questa versione)

bier < baro = barone

Orlando suona il corno nel momento in cui ripensa ad Alda (Canzone di Orlando: desiderio

che i corpi non vengano scempiati)

Lassa 25. Reazione di Carlo Magno ma manca modo in cui viene trattenuto Gano

Fuoco greco (utilizzato per gli assalti) = sogno in cui un fuoco greco incendia Parigi e il

viso di Carlo Magno > presentimento della fine

Ritorno verso Roncisvalle > narrazione imprese

vv.949-952 passo fedele vv. 1770 e seguenti

v.954 / v. 1788

Lassa 32 parallela attenuata

re< rem

Lassa 33-34. Mea culpa > diastole

Si entra nel merito della tripartizione (Dio uno e trino) : prega prima la Trinità, poi la

Madonna, poi gli angeli e infine i santi

Orlando si perde dei 5 sensi + pensiero

Chiede perdono e assoluzione dei peccati e chiede di essere giudicato per come ora si

presenta

caytieu < captivus (“prigioniero”)

Rimaneggiamento profondo episodio morte di Orlando > manca la preparazione e i simboli

di carattere feudale

Lassa 35-36. Un saraceno cerca di prendere Durendala e di uccidere Orlando ma un

saraceno buono la ritiene un'onta e si appella all'intervento divino > Falceron uccide Alimon

e dopo aver protetto il cadavere di Orlando si mette vicino a lui e lo piange (non tutti i

saraceni sono malvagi infatti qui uno benedice un cadavere cristiano)

Ultimo saraceno abbandona Roncisvalle.

Il miracolo del giorno prolungato dura 3 giorni > funzionale all'inseguimento ma non

specificato / preciso scopo narrativo nella Canzone di Orlando

La vendetta si protrae.

Lassa 49. Episodio della morte di Alda, sbrigativo nella Canzone di Orlando, diventa una

scusa per un inserto lirico ampio > recuperati topoi e lessico della lirica cortese- provenzale

Esordio stagionale: tempo primaverile > risorge l'amore e il poeta canta come gli uccelli

latin= linguaggio

vv.1700-1702 citazione da Guglielmo Nono

Dama in compagnia di altre dame attendendo che torni l'amato > corteo femminile cortese/

conciliabolo (entrarne a far parte è un sollazzo per l'amante)

liech < lectum (ct evolve in palatale nel sud/ nel Nord: lieit)

Visio dei: mistico usciva da sé per fondersi a Dio in un'unica unità > excessus menti (Dante,

Paradiso) > esperienza mistica di Alda

Olivieri e Orlando accolti in paradiso e lì si rincontreranno con Alda

Lassa 50. Dialogo tra Alda e il pellegrino venuto da Jaume de Compostela che deve portare

la cattiva notizia in Francia

ls < en els (“in quelli”)

aols < ablos (greco “cattivo”)

convinant < conventum (“patto”)

Patto: dissimulare dolore che hanno per non mostrarlo ad Alda > ironia della sorte poiché

sta parlando proprio con lei

chier (anziché car o char > palatalizzazione tratto francese settentrionale)

Stratificazione testo molto complessa: concepito in area catalana e poi giunto in area

pittavina o, più probabilmente, viceversa

Carlo Magno cerca di procrastinare momento della notizia

andamento sentenzioso ha chiaro intento didattico

Tensione verso la dama > affinamento amante > joya entier (“ gioia d'amore perfetta”)

Pronome atono mai in posizione iniziale (Legge di Mussafa) v.1776

sa= articolo “la”

“tota sa cara son frayre Olivier” = genitivo sassone

Alda muore abbracciando il corpo di Orlando.

Diciottesima lezione.

Ricezione italiana della Canzone di Orlando.

I codici furono tradotti in lingua per metà (soprattutto in area veneziana): francese con tratti

italiani > lingua organica, non francese italianizzato ma koinè linguistica: franco-italiano o

franco-veneto > ramo della tradizione manoscritta recepito precocemente (tra Duecento e

Trecento) in area settentrionale (indizi iconografici precedenti):

Antrè de Spàgn = poema in franco-veneto rimato e suddiviso in lasse > nuova entità testuale

(inserisce antefatti sulla campagna + appendice post factum in Prìse de Pampedùne) >

amplificazione e aggiunta continua di episodi

-Entrallacement: da nucleo narrativo centrale si diramano episodi paralleli che si intrecciano

Seconda metà del 300: riscritture in prosa: Fatti de Spagna =ms. unico del 15' secolo

attualmente conservato nella Biblioteca Universitaria di Pavia > conosce Antrè + utilizzo

altre fonti intermedie (storie, cronache...) dichiarato dallo stesso autore

-Abbassamento di tono (la materia si posta da poemi rimati, eleganti e raffinati adatti per le

corti ai cantari > poema epico sopravvive ma cantato da giullari nelle piazze)/ lingua

lombardo-veneta / in prosa / pubblico borghese, comunale di fine 300

-Perdita paradigmi socio-culturali: non più riconoscimento formule feudali e gesti simbolici

es. episodio del corno e del bisticcio svuotato di senso/ fortificazione metafora tra Orlando e

Cristo (esplicitata nella morte) / Orlando anni prima capisce che morirà a Roncisvalle (sogni

premonitori, angeli...) / ragione del tradimento di Gano (vassallo prudente il cui odio nasce

dall'essere messo in posizione scomoda da Orlando + timore nei confronti di un vassallo

così potente da essere un possibile erede di Carlo Magno / si innamora della figlia di

Marsilio > tradimento per amore nella società borghese) > Gano = cavaliere innamorato.

-Tendenza a scempiare le consonanti > ipercorrettismo

-Dibattito arcivescovo-diavolo > il diavolo inganna Turpino che, affaticato, muore

-Ricerca e disposizione dei corpi da parte di Orlando (Carlo nella Chanson)

-Rolando suona il corno quando ormai sono tutti morti perchè Carlo deve sapere la verità

-Scusa di Gano: Orlando suona a festa ( suona il corno per cacciare il cinghiale/ per cacciare

la lepre e vantarsi nelle altre due versioni)

-Il corno si rompa ma è esplicitato il motivo per cui non si rompe la spada ( no simbolo di

fedeltà feudale ma servirà a un altro cavaliere cristiano).

Diciannovesima lezione.

Il romanzo.

Il termine “romanzo” deriva dalla dicitura “romanice loqui” (“parlare in romanzo” Vs latine

loqui) e indicava qualsiasi componimento in volgare poiché nel Medioevo mancava la

consapevolezza di genere (12'-13' secolo con Gian Bodelle che codificò i generi in base alla

materia di Francia, di Bretagna e di Roma).

Cavalleresco (ciclo arturiano e tristaniano)

Romanzo storico (antichità romana rivestita dei panni della modernità medievale)

Prima nacquero in versi (octosillab o decasillab) > prosificazione

Caratteristiche del romanzo medievale:

-Ironia (allontanare l'osservatore dall'oggetto osservato > Pirandello VS epica: pathos, stile

ieratico e simbolico > visione corale) es. appuntamento spiato di Tristano e Isotta (re potente

appollaiato in cima a un pino che crede ad un inganno plateale) / Tristano torna dall'esilio

come giullare folle e dice al re di aver preso la lebbra da Isotta che l'aveva presa da lui

(Romanzo di Berhurl)

-Entralacement

Genere che fonda la letteratura europea > i più antichi:

Roman d'Alixàndre, De Pisansòn (franco-provenzale,1135 > restano 105 versi in ottosillab)

Apollònius De Tir (franciano, restano 52 versi)

Alixàndre (pittavino, risalente al 1160, scritto in decasillab e lasse > miscelamento epica)

Romàn de Brut, Wace > chierico colto presso la corte di Enrico II (anglonormanno,1155)

Historia si fonda su precedente cronaca mediolatina (1135) > illustrare e glorificare nascita

re di Bretagna (dinastia di Guglielmo il conquistatore)

Ventesima lezione.

La morte e le varie versioni del Tristano.

Il tema della morte viene affrontato in questi testi letterari come nel Medioevo. Non era un

fatto privato ma viene concepito come un fatto collettivo. La morte di Orlando nella

Chanson de Roland è una questione che attiene ad un’intera comunità cristiana. Lo stile

formulare crea un’immedesimazione del lettore con questo canto corale divenendo un canto

di un popolo. L’idea della fine della vita del paladino, è un’idea che preesiste all’evento

narrato. Non è una morte improvvisa, viene preparata > riti. La morte stessa non viene vista

come un termine dell’esistenza terrena, ma diventa l’attesa in ottica cristiana della

resurrezione che avverrà quando ci sarà il giudizio finale, quando Dio verrà per la seconda

volta in terra. Questo vuol dire che nell’epica, la morte del Cristiano (l’individuo nel

Medioevo può essere solo cristiano) è un mettersi in attesa del giudizio universale. Le

differenze che ci sono nella cultura medioevale (collettivizzazione morte) e post medievale

(400 > morte sempre più individuale > il rito è mantenuto per un certo periodo per poi

defluire). Da un punto di vista sostanziale non è che un’evoluzione di una stessa visione

filosofica: visone della realtà in netta contrapposizione di tutto ciò che è VS ciò che non è.

La prima manifestazione tra l’essere e il non essere è nella Grecia di Parmenide ( le cose

sono e poi non sono più) > questa divisione teorica tra l’essere e il non essere, cade con

l’idea di molteplicità > individuazione enti e divisione terorica tra l'essere e il non essere è

in contraddizione con il divenire e la molteplicità > Aristotele s’inventa il fatto che esiste un

tempo in cui le cose non sono e un tempo in cui le cose sono. Le cose nascono dunque,

vivono e muoiono e questo accade nel tempo del diveniente. Poi c’è un altro tempo che è

quello delle idee, degli archetipi. Gli archetipi sono eterni. Rimangono fissi e immobili e la

vera realtà è quella > tempo degli archetipi trascende la realtà. Questa idea si coniuga con la

religione cristiana, con l’idea di un Dio eterno, che non è creato e che non può morire e che

dà senso al divenire > divenire è solo temporaneo, s’interrompe dopo la morte e diventa un

eterno. Questa visione entra in contatto con quella parmenidea. Dal punto di vista filosofico:

dal 400 in poi non c'è più tale trascendenza > il divenire, la morte non è più attesa ma

diviene conclusione > la morte non ha più senso collettivo. Visione dell'epica: Orlando

attende la morte (gesti) e poi la rinascita/ la stessa preoccupazione che Carlo giunga per

recuperare i cadaveri, la spada (simbolismo che ha un’importanza collettiva).

La morte in altri generi letterari: Nel romanzo il discorso è diverso > la morte diventa

indissolubilmente legata all’amore (anche qui preparata). Nel Tristano in prosa si narra la

nascita di Tristano. Mediabus va a caccia e incontra una damigella che lo porta in un

castello e grazie a un incantesimo dimentica la sua vita e sua moglie, Isabella. La stessa

Isabella si mette alla ricerca del consorte. Incontra intanto Merlino che le dice che non

incontrerà più il marito (consapevolezza deriva dalla sua conoscenza). La nostra Isabella

sente ormai di essere prossima al parto, si ferma in una foresta e partorisce Tristano (sa che

morirà partorendo) dicendo prima di morire “Tu nasci nella tristezza, ti darò il nome

Tristano” > nella stessa nascita abbiamo già il destino di morte di Tristano (Nel Tristano e

Isotta: rapporto tra amore e dolore, tra morte e destino dei due amanti, diventa stretto. Non è

una vicenda collettiva e ci presenta la morte come elemento indissolubile all’amore che

nella poesia cortese diventerà il fin amor.

Nasce anche la materia di Roma la grande che vede la nascita di alcuni romanzi storici

(anche se non sono dei veri romanzi storici) in cui la cronaca viene attualizzata per questo

principio della collettività > il lettore si deve immedesimare (no concetto di veridicità

storica). Nel 1155 abbiamo sempre nell’ambiente plantageneto il Roman de Tebe, dieci anni

dopo ci saranno il Roman de Enea e il Roman de Trois. Sostanzialmente le fonti di questi

romanzi sono la Tebaide di Stazio, l’Eneide di Virgilio e quello che si conosceva di Omero,

( il greco non era conosciuto > riassunti e rifacimenti mediolatini). Questa è la triade

classica della materia di Roma e questo prepara al periodo aureo della letteratura

romanzesca che va dal 1165 al 1180. Della materia tristaniana le origini e le fonti sono

dibattute: non si tratta solo di storia di Bretagna > origini antiche: leggende celtiche >

triangolo amoroso: amore tra Diarmaide, nipote del re, e Graine, sposa del re Fin.

Scena in cui Graine e Diarmaide si allontanano e consumano nella foresta > scoperti dal re

Fin separati da un oggetto (castità) > perdonati/ Tristano e Isotta vengono trovati nella

foresta addormentati e vestiti un accanto all’altra, ma divisi dalla spada simbolo di fedeltà,

che lasciano pensare a Marco che in realtà i due siano fedeli.

Graine colpita da acqua sulle cosce prima di concedersi/ Un altro episodio di Tristano e

Isotta quando vengono scoperti e a un certo punto lui viene bandito dal regno e gli viene

impedito di vedere Isotta. Dopo una serie di alternative, costruisce in una grotta delle statue

con cui trattiene delle conversazioni. Attua poi un’altra cosa. Conosce il fratello di una

regina chiamata Isotta dalle bianche mani > tema del doppio > il nome identico suggerisce a

Tristano di spostare Isotta dalle bianche mani, sarà come sposare Isotta la Bionda. Non

riesce ad amarla né col cuore né col corpo. È un matrimonio che non verrà consumato mai.

Qui avviene l’episodio dell’acqua ardita sulle cosce.

Anche i nomi di Tristano in tradizione celtica era accertato da tanto tempo > toponomastica

antica.

Come si sedimenta la materia? Abbiamo ben poco.

-Il Tristano di Berul (1160) > tramandato da un solo manoscritto privo di inizio e di fine e

però ha fatto presumere a molti critici che Berul avesse raccontato tutta la storia. In realtà il

romanzo di Berul inizia con l’episodio dell’appuntamento spiato. Tristano e Isotta già si

amano e Re Marco non lo sa ma i baroni hanno intuito qualcosa e informano re Marco dei

loro sospetti ma lui è un credulone e ha poca capacità decisionale > figura molto debole.

“Marco” deriva da “asino” celtico. Nasce elemento dell’ironia nel romanzo che dura fino al

Novecento e non è presente nella lirica o nell'epica : Re Marco saputo il luogo dove si

sarebbero incontrati Tristano e Isotta si nasconde su un pino > gli amanti si accorgono del re

> inscenano un teatrino e re Marco crede a ciò che ha visto. Si vuole rappresentare un re

stolto, ridicolo, un’Isotta astuta capace di grande furbizia e un Tristano valoroso e perfetto

cavaliere in senso fisico. C’è un altro episodio in cui i baroni continuano a far nascere

sospetto >episodio della farina: re Marco fa cospargere il letto nuziale della farina bianca

per vedere se ci fossero la mattina dopo delle orme di piedi maschili. Tristano fa un balzo

atletico ma si ferisce e di sangue svela il misfatto. Questo lo collega da un altro romanzo Il

Percival di Cretien de Troie (solo per il rapporto cromatico: rosso su bianco). Isotta e

Tristano vengono condannati al rogo >il rogo viene preparato, ma Isotta che chiede pietà

riesce a scampare il rogo mentre Tristano va in chiesa salta dalla finestra e scappa. Isotta

viene imprigionata da lebbrosa ma poi scapperà. L’ultimo episodio in cui Isotta riesce a

ingannare re Marco: i due vengono riammessi a corte allora re Marco decide di fare un

processo per ordalia, ovvero giudizio di Dio > l'imputato faceva un giuramento di innocenza

davanti a Dio e poi veniva sottoposto a una prova fisica. Isotta deve giurare che mai nessuno

a parte re Marco era stato tra le sue cosce poi deve attraversare un piccolo gualdo fangoso,

Tristano travestito da pellegrino le fa attraversare sulle spalle. In questo modo supera

l’ordalia.

Si è sostenuto spesso che questo sia un frammento di un romanzo più grande. Ma in realtà è

un romanzo che nasce e finisce dell’astuzia di Isotta e della stoltezza di re Marco. Questo è

un romanzo di usurpazione e di debolezza feudale. La gioventù del regno che sta prendendo

le redini del potere e risponde a un certo gusto.

- Romanzo di Thomas d’Angleterre, giuntoci frammentario (ci sono una dozzina di

manoscritti e ognuno di essi ci dà un frammento di un romanzo più esteso dalla nascita alla

morte di Tristano). Il romanzo di Thomas datato dopo il 1155, prende molto da ciò che

troviamo nel Berul ma conosce anche le Historie Britannie (forse ha preso spunto da qui e

non direttamente da Berul). Lo stesso Thomas nella sua narrazione dice che questa storia si

presenta in forme molto diverse e lui ha scelto è unito tra queste storie che narrava bene un

certo Brerì (giullare attivo attorno 1125 nella corta aquitana di Guglielmo decimo). Quindi

c’erano diverse versioni del Tristano già nel 1120-25 (prima di Berul e Thomas) e i giullari

portavano le loro storie nelle diverse corti d’Europa. Questa materia Tristaniana circolava

per episodi > attestazioni: Folie Tristan, piccoli componimenti che narrano delle follie di

Tristano che diventa pazzo per la lontananza da Isotta. Ci sono altri genere letterari: i Lai

(narrazioni brevi di carattere para-lirico, un genere che viene recuperato da Maria di

Francia. C’è il Lai del caprifoglio dove si racconta un incontro di Tristano e Isotta). Forse

anche Berul ha raccontato episodi con un intento preciso > raccolta di episodi > romanzo.

Il romanzo di Thomas è il primo che mette insieme tutti questi episodi e ne costituisce un

romanzo vero e proprio che è genealogico (nascita-morte di Tristano). Questa operazione

ebbe un successo immediato che viene addirittura tradotto nel 1170 in area germanica dove

viene compiuta una prima versione in lingua tedesca. Senza contare della fortuna in area

francese. Il romanzo viene prosificato, non più in area anglonormanna, ma in area

continentale alla corte francese >Tristan en prose (anonimo) viene prodotto ed è di

dimensioni enormi poiché vengono moltiplicate le avventure di Tristano > Tristano diventa

un cavaliere della corte di Artù e si ha l'intreccio tra Ciclo tristaniano e ciclo arturiano.

(Gioco dei doppi tra Tristano e Lancillotto che diventano ottimi amici e ottimi cavalieri).

Il romanzo di Thomas (in antico francese) fortunatamente non è privo della fine ma è

acefalo.

Trama: Tristano è rimasto orfano da bambino. È stato cresciuto dallo zio, re Marco di

Cornovaglia, il quale è sottoposto al pagamento di un gravoso tributo dal re d'Irlanda (dare

sacrifici umani al gigante Moroldo). Diventato un giovane guerriero, Tristano decide di

liberare la Cornovaglia da questa sottomissione e parte per l'Irlanda, dove riesce a uccidere

il gigante Moroldo, fratello del re. Ferito da un colpo di spada avvelenata, viene poi curato

dalla figlia del re, Isotta, che non sa che egli ha ucciso suo zio. Tristano, una volta guarito,

torna in Cornovaglia. Pressato a sposarsi per garantire al trono una successione e

consolidare la pace tra i due regni, re Marco decide di prendere in moglie Isotta. Tristano

parte per l'Irlanda ma appena arrivato deve combattere un terribile drago. Lo uccide, ma

resta ferito e, ancora una volta, è curato da Isotta, la quale si accorge che egli è colui che

aveva ucciso Moroldo. Rinuncia tuttavia a vendicarsi e accoglie la richiesta di sposare re

Marco per sanare le rivalità tra i due regni. Si imbarca dunque con Tristano verso la

Britannia. Intanto la regina d'Irlanda affida all'ancella Brangania un filtro magico, da far

bere ai due sposi la notte delle nozze. Durante la navigazione, però, Tristano beve per errore

il filtro, credendo che sia vino, e lo offre a Isotta. I due cadono così preda dell'amore. Isotta

sposa comunque Marco, facendosi sostituire da Brangania per la consumazione del

matrimonio.

Seguono mesi di amori clandestini, di trucchi e menzogne, durante i quali i due innamorati

rischiano costantemente di essere scoperti dai baroni invidiosi.

Un nano malvagio, buffone del re, tenta di farli cogliere sul fatto durante un loro

appuntamento notturno nel verziere, ma Tristano si accorge della presenza del re nascosto

tra le fronde di un pino e riesce ad avvertire Isotta, che inscena un dialogo del tutto

innocente. Scoperti e condannati a morte, i due riescono a fuggire e si rifugiano nella foresta

del Morrois. Scoperti da re Marco, Tristano decide di restituire la donna al re, e parte. Si

reca allora in Bretagna dove sposa Isotta dalle Bianche Mani, con la quale tuttavia non

consuma il matrimonio. Nel frattempo l'innocenza della regina è continuamente messa in

dubbio dai baroni malvagi, inducendola a reclamare un'ordalia. Tristano si reca alla

cerimonia travestito, e aiuta la regina. Più volte ancora Tristano si reca segretamente in

Cornovaglia travestito. Una volta l'accompagna il cognato Caerdino, che offeso per

l'ingiuria fatta da Tristano alla sorella (non aveva consumato il matrimonio con Isotta dalle

Bianche Mani) vuole vedere con i suoi occhi la bellezza di Isotta la Bionda e l'intensità del

suo amore. I due così fanno pace e Caerdino si proclama amante dell'ancella della regina

Isotta la Bionda. Ferito gravemente durante una spedizione, Tristano capisce che solo Isotta

la Bionda può guarirlo e la manda a chiamare, chiedendo che vengano messe vele bianche

alla nave con cui verrà, se lei accetta di venire, e vele nere se si rifiuta. Ella accetta, ma la

sposa di Tristano, avendo scoperto il loro amore, gli riferisce che le vele sono nere.

Credendosi abbandonato da Isotta, Tristano si lascia morire. La donna, arrivata troppo tardi

presso di lui, muore di dolore a sua volta. Pentita per le conseguenze tragiche della sua

menzogna, Isotta dalle Bianche Mani rimanda i corpi in Cornovaglia, facendoli seppellire

insieme.

Primi versi molto danneggiati (p.34) > taglio per rimpiego materiale pergamenaceo. Il

frammento racconta del primo episodio: l’innamoramento di Tristano e Isotta.

v. 5 “ad en la mer” > elemento chiave è il mare. I luoghi sono importati alcuni sono quelli

della società, la corte ma anche luoghi sospesi dove regna l’avventura, dove il

comportamento civile non è detto che esista [il mare (luogo magico e sospeso), le foreste

(luoghi selvaggi non addomesticati dalla civilizzazione) e le lande desertiche.] Tutto il

motivo del romanzo cavalleresco si smuove tra questi luoghi e il cavaliere parte

all’avventura perchè questa dimostra il suo valore ed eleva le capacità cavalleresche e

morali.

Il mare è uno spazio magico in cui l’avventura è centrale perché dà il via al meccanismo più

importante del romanzo ovvero l’amore tra Tristano e Isotta.

La rima tra mort e confort (vv 12-13) è centrale > la morte è consolazione del dolore degli

amanti > dolur con amour (vv14-15): legame indissolubile tra dolore e amore. Questa rima

verrà ripresa spesso in Thomas.

In chiave cristologica (no in Berul), in Tristano si vede una figura Cristi. Un amante (amava

l’umanità) che espia con il dolore e tramite ciò arriva alla morte. Dall’altro lato c’è Isotta

che è l’unica possibile fonte d’amore per Tristano,anche fonte di ogni aiuto e salvezza. Lei è

la salvezza dell’uomo peccatore >quindi è una figura dei.

Vv32-33-34-35: rime cuere mer amer. (cuore-mare-amare-amaro) > un altro gioco

etimologico e linguistico immediatamente percepito da Isotta e su cui si fonda il suo

dialogo.

v.38“Come ben credeste voi, amico, se voi non ci foste io non sarei né avrei saputo

dell’amaro (o dell’amare) e non avei saputo nulla di quest’amore. […] che nel mare

avvenga un malvagio amare o un male amaro e che l’angoscia sia così amara. Se mai una

volta ne fossi fuori io non vi entrerò. Questo credo.” . Tristano è disorientato da questo

discorso e dal gioco di parole “Tristano ha notato ciascuna parola ma lei lo ha così sviato

per via di quella “amer” che ha così tanto declinato, che non sa se quel dolore, quel

malessere derivi dal mare o dall'amore stesso, non sa se per mare o amore diceva amaro”

[…]

(v53) “Per la dottanza (il dubbio,il timore) che egli sente, domanda se l'abbia presa l’amore

o se già vi cedeva o vi resista (vi si astenga)”.

Dottanza < dotance <dubitare lat. [caduta <i> (vocale intertonica) da cui doter (francese) e

dotter (provenzale)]

Ventunesima lezione.

Il Tristano e Isotta di Thomas.

(p.36)

Si ha un prestito linguistico (adattato o meno) quando una parola di un'altra lingua viene

adottata > quando le parole hanno significato tecnico (dottare = avere timore dell'amante nei

confronti della donna) o per necessità poiché manca il concetto nella lingua.

Lacuna […]

“Per tanto che ella invero lo metta in chiaro perchè due mali vi si possono sentire , l'uno per

l'amore e l'altro per la nausea”

Puir < putire (far puzza,nausea)

Dubbio che il male dipenda dall'atto d'amore o per l'azione del mare che genera nausea

“Dice Isotta: il male che io sento è amaro ma non mi dà la nausea, tiene il mio cuore in

angoscia e pesa e questo tale amaro viene dall'amare, mi ha preso non appena venni qui”

Intus (lat.) > entrus > entray

“ Penso le stesse cose , il mio male proviene dal vostro (reciprocità del dolore): l'angoscia il

mio cuore fa amaro così non sento il male amaro, ma non viene dal mare ma dall'amare ho

questo dolore e nel mare mi ha colto l'amore”.

Raffinato gioco che deriva dalla derivazione paraetimologica di “amer” e “mer” > perfetta

identità fonetica con differenze semantiche.

“Assai mi ha detto un saggio, uno che sa comprendere” >leitmotiv della lirica

trobadorica:chi è saggio sa criptare il messaggio dietro le liriche amorose > scuola del trobar

clus gioca sul fatto di esprimere

con continuo gioco di rime equivoche un significato ulteriore, un doppio intendimento che

solo coloro che sono saggi comprendono.

“Quando Isotta intese il suo cuore fu molto lieta di questa “aventur” (sorte, avventura)”

Coratum > corage =cuore

“Tra di loro vi sono molte tenerezze perchè ambedue sono nella speranza”

emveisure = scambi amorosi < vitium

“Dicono tra di loro cose buone e i loro desideri, si baciano e si scambiano tenerezze. Parlano

dell'amore a Brangania parlano dell'amore , tanto le dicono che si legano per fiducia e lei

acconsente al loro volere. Tutte le loro buone cose fanno celatamente con gioia e diletto

quando vogliono giorno e notte” > consumano amore

“è molto delizioso il piacere amoroso se vi si trova conforto al dolore,infatti è costume

dell'amore avere della gioia dopo il dolore”

deport = piacere amoroso

“dopo essersi dichiarati, chi più si trattiene dall'amore più ci perde. Se ne vanno con gioia

gli amanti nel mare alto a piene vele, veleggiando verso l'Inghilterra.”

Siglant < segle (antico nordico)

“La terra hanno veduto quelli della nave, ne sono tutti lieti e gioiosi eccetto Tristano

l'amoroso (lo determinerà per tutto il romanzo) perchè se andasse per il suo volere per

grande tempo non avrebbe voluto vederla, meglio avrebbe amato Isotta in mare e protrarre a

lungo a lungo il loro piacere amoroso”

Tristano avrebbe voluto amare Isotta nel mare (in cui tutto è possibile) > no leggi cortesi

“Verso la terra vanno pur tuttavia, alla vista della gente la nave di Tristano è conosciuta.

Prima che la nave sia giunta a terra è venuto un garzone verso il re sopra un cavallo

snello,veloce. Nel bosco trova il re e gli dice che la nave di Tristano vede arrivare, quando il

re lo sentì ne fu contento, del damigello ne fa cavaliere per il fatto che egli gli diede la

novella di Tristano e la pulzella; gli viene incontro fino alla riva, poi gli comanda la corte e

Isotta va a condurre davanti a tutti e le fa tutti gli onori, l'ha sposata con grande baldanza e si

divertirono tutto il giorno”.

Nozze trattate in pochi versi

“Isotta era di grande sapere (saggia) e nella camera giunse verso sera e Tristano la conduce

per la mano. Chiamano a consiglio Brangania, molto teneramente (leitmotiv ) Isotta piange

e prega che quella notte le faccia aiuto nei confronti del re come regina perchè egli la

sapeva una fanciulla ma ella non era più una pulzella”

“Tanto incantano la damigella e fanno sermoni che alla richiesta loro acconsente. Brangania

si prepara e si adora come se fosse la regina e per la sua signora si mise a letto mentre la

regina vestì il suo abito”

Scambio vestiti.

“Tristano spense le candele, così il re prende e si stringe Brangania e le toglie la verginità”.

Così ingannano per la prima volta re Marco. Tutto ciò nella versione in prosa di Thomas è

molto amplificato > piano escogitato dalle ancelle e anche l'inganno è diverso in prosa (si

calca sulla colpa di Governal e Brangania poiché dovevano custodire il filtro > Brangania si

rende conto che la colpa è loro ) > Tristan en prose sposterà la colpa del tradimento di

Marco su Brangania e Isotta

Quì Marco non ha animosità nei confronti di Tristano /in prosa Marco odia e teme Tristano

perchè ha paura che possa mettere in discussione il suo potere > non gli interessa Isotta ma

mantenere Tristano in pericolo (come Gano con Orlando, Marco cerca un modo per uccidere

Tristano) > tolta colpevolezza tradimento.

Accadono diverse vicende > Tristano viene bandito e vive nella foresta, Isotta lo raggiunge

per un certo periodo > scoperti da Re Marco ma grazie alla spada nel mezzo li perdona e li

riaccoglie > Tristano vuole sposare Isotta dalle grandi mani perchè ha conosciuto il fratello

> connubio non consumato

Doppio: Isotta la bionda è tenera, guaritrice, il suo corpo è di re Marco, il suo cuore di

Tristano ( che ha cuore e corpo)/ Isotta grandi mani è buona,rancorosa, Tristano non si

concede.

Caerdino (fratello) chiede a Tristano le ragioni dell'episodio dell'acqua ardita e Tristano dice

di essere innamorato di Isotta la Bionda > dopo averla vista lo comprende.

I due si trovano (p.136) insieme nella landa bianca (luogo magico).

“In Britania sono riparati Tristano e Caerdino lieti e si divertono lietamente con i loro amici

e con la gente e vanno spesso a cacciare nel bosco e a far tornei. Essi avevano le lodi e il

pregio (valore) sopra tutti quelli del paese per cavalleria e per onore”

Pretium latino > pris

Scena descritta in una decina di pagine nel Tristan en prose > ciclo arturiano > giochi con i

cavalieri della Tavola Rotonda,

“E quando erano a soggiorno allora se ne andavano nel bosco per vedere le belle immagini e

si dilettavano per le immagini”

Statue parlanti, magiche nella grotta magica che rappresentavano i doppi dei personaggi.

Conversazione cortese con le immagini che suppliscono la mancanza fisica delle donne

amate.

“Il giorno si consolavano dalla tristezza delle loro notti. Un giorno andati a caccia fino a

quando stavano per rientrare , avanti c'erano i compagni di caccia e non c'erano che loro due

soli”

“Attraversarono la bianca landa e guardavano a destra verso il mare e videro venire un

cavaliere a galoppo su un destriero screziato. Molto era armato, aveva uno scudo d'oro con

bande screziate dello stesso colore la lancia e il suo stemma”

“Veniva a galoppo da un sentiero ed era chiuso da uno scudo. Era alto, grande e muscoloso ,

ben armato, un bel cavaliere. Intanto Tristano e Caerdino attendono un incontro lungo il

cammino. Non sanno chi sia. Viene verso di loro e li vide, li saluta molto dolcemente e

Tristano ricambia, chiese dove andasse e quale fretta avesse.”

“Sire” dice dunque il cavaliere, “mi sapete dire il castello di Tristano l'amoroso?” Tristano

chiede “Che volete da lui? Chi siete? Come vi chiamate? Vi porteremo alla sua dimora e se

a Tristano volete parlare non andate oltre perchè io sono Tristano, ditemi cosa volete”

“Egli risposte: Questa è una bella notizia! Mi chiamo Tristano il Nano e sono della riva

destra del mare di Spagna”

Ultimo doppio > a causa sua Tristano troverà la morte

“Avevo un castello e un'amica e la amo come amo la mia vita, ma per un grande peccato l'ho

perduta, avantieri notte mi fu rapita. Estut me l'ha rapita , la tiene nel suo castello e ne fa

qualunque cosa. Io ne ho al cuore un grande dolore e per poco non muoio per la tristezza ,

per lo sconforto e l'angoscia. Non so cosa si possa fare né posso senza di lei aver conforto.

Da quando ho perduto la mia gioia e diletto della mia vita è poco”.

Doppio anche per situazione > come a Tristano è stata tolta la sua donna e sperimenta

dolori dell'amore > in cerca di Tristano per una mano (ha sperimentato stessi dolori) >

moriranno entrambi.

Ventiduesima lezione.

“Sire Tristano questo ho udito dire, chi perde ciò che desidera quel surplus gli interessa

poco. Mai un così grande dolore ho sentito e per questo sono giunto a voi: siete temuto e

molto temuto e siete il migliore di tutti i cavalieri, il più franco, il più giusto e quello che più

ha amato di tutti coloro che hanno vissuto”.

Directum< dreiturers

“Così vi chiedo signore pietà, vi richiedo la vostra franchezza e pregio che a questo bisogno:

venite a me e la mia amica mi procacciate”

“Vi farò omaggio e lealtà se mi aiuterete nella faccenda”

Humage < homo /homaticum lat. > essere uomo di qualcuno, diventare vassallo di un

signore > omaggio vassallatico.

“Dunque dice Tristano: a mio potere vi aiuterò amico,davvero. Ma ora all'ostello, alla

dimora andiamo. Domani noi ci prepareremo e svolgeremo molto bene la faccenda.”

“Quando egli sentì che prolungava il giorno (in cui l'avrebbe aiutato) per cruccio disse: Per

fede amico non siete colui che ha tanto valore”

Cur-ruptium = cuore rotto (antico francese: coruz > cruccio > gallicismo)

Pris < pritium

“Io so bene che se foste Tristano capireste il dolore che sto provando perchè Tristano ha

amato così tanto che sa bene quale male hanno gli amanti, se Tristano udisse il mio dolore

mi aiuterebbe con questo amore,una tale pena una tale affanno non prolungherebbe.

Chiunque voi siate, caro amico,mai non amaste, mi sembra. Se sapeste cosa fa l'amicizia

amorosa del mio dolore avreste pietà , che chi mai non seppe che cosa fu amore non può

sapere che cosa fu dolore”

Solo chi ha provato l'amore può capirne il dolore > lo dice anche Thomas > l'autore non è

coinvolto nel fatto che narra > è solo un compilatore (la tradizione a cui si rifà dà autorità al

testo)fuori dalla vicenda > cesura comincia a perdersi nella lirica > canto amoroso nasce dal

poeta e il canto lirico nasce dal cuore.

Se per Dante il canto è necessario anche se Beatrice è ritrosa perchè non scrive affinchè

giunga a lei ma in lode di lei, per Bernard se l'amore non ha riscontro viene meno il motivo

del canto > passo successivo: espressione di un io lirico nell'atto creativo di poesia al di là di

un tu cui rivolgersi.

“E voi amico che nulla amate non potete capire il mio dolore. Se poteste sentire il mio

dolore, sareste pronto ad accompagnarmi. Addio! Io me ne andrò a cercare Tristano che

troverò , mai avrò conforto se non presso di lui. Mai fui così sperduto . Ah Dio perchè non

posso morire quando ho perduto quello che desidero?”

Vita = nulla senza oggetto del desiderio

“meglio vorrei la mia morte perchè non avrei nessun conforto, felicità o gioia, quando ho

perduto con questo rapimento la cosa al mondo che più amo” così si lamentava Tristano il

nano, voleva prendere congedo ma l'altro Tristano ne ha pietà e dice: “Restate! Con grandi

argomenti mi avete convinto che devo venire con voi in quanto sono Tristano l'amoroso e

volentieri verrò! Permettete che chieda le mie armi” Manda a prendere le sue armi, si

prepara e se ne va con Tristano il nano. Partirono alla ricerca per uccidere Estoult

l'Orgoglioso di Castel Fiero. Tanto hanno errato che lo trovano su un forte castello. Sul

limite della boscaglia discendono e in quel luogo attendono avventure”.

“Estout l'Orgoglioso era feroce, aveva 6 fratelli come cavalieri, arditi vassalli e molto prodi

ma di valore li vinceva tutti. Due di essi tornavano da un torneo, per il bosco li trovarono e

tesero loro un agguato e li sfidarono rapidamente”

“Sopra di loro ferirono duramente e i primi due fratelli furono fatti fuori; si diffonde quindi

la voce che 2 Tristani stiano attaccando i fratelli; il signore udì tutto questo appello e i due

Tristani assalirono e acremente li attaccarono e pochi e pochi furono dei buoni cavalieri nel

portare le armi, si difendono contro tutti come cavalieri arditi e prodi fino a quando li

uccisero tutti e quattro. Tristano il Nano fu ferito a morte e l'altro Tristano fu ferito

all'inguine con una spada che con veleno era stata intinta e in quel furore si vendiò perchè

uccise colui che l'aveva ferito”

“Ora sono tutti i 7 fratelli uccisi, un Tristano era morto e l'altro malmesso”

Cors < corpo (indeclinabile) VS cors,cor = cuore (caso obliquo senza <s>) > la <s>

segnacaso ci fa capire che è corpo.

“A grande pena è tornato indietro per l'angoscia che lo imprigiona, che lo tiene. Tanto si

sforza che giunse all'ostello, fece medicare le sue piaghe, chiama un medico per aiutarlo.

Assai ne fanno a lui venire, nessuno lo può guarire dal veleno perchè ha capito fosse veleno,

tutti pertanto hanno fallito il loro compito. Non sapevano fare impiastri che potessero

espellere o far fuori il veleno, assai triturano radici, colgono erbe ma non possono in nulla

aiutarlo; Tristano non poté che peggiorare. Il veleno si espanse per tutto il corpo, lo fa

gonfiare di dentro e di fuori, divenire nero e tinto, perde le sue forze , le ossa sono già ben

evidenti. Ora intende che perde la vita se non trova aiuto e vede che nulla lo può guarire

quindi gli tocca morire”

“Nessuno conosce una medicina di questo male, tuttavia se Isotta la regina avesse saputo di

questo forte male con lui fosse stata davvero lo avrebbe guarito”

Isotta è l'unica che può guarirlo come era già accaduto.

Tale ferita dolorosa gli è stata inflitta da colui che aveva rapito la donna dell'altro Tristano >

ferita d'amore ( non l'avrebbe aiutato se non avesse amato).

“Ma egli non può andare da lei né sopportare il travaglio del mare e teme il paese perchè lì

vi ha molti nemici né Isotta può a lui venire: non sa come possa guarire”

Redute < dubitare lat.

“Nel cuore ne ha molto dolore perchè molto preme il languore, il male, la puzza della piaga.

Si lamenta, piange, se ne inquieta fortemente perchè molto lo angoscia il veleno e in privato

manda a chiamare Caerdino, gli vuole confidare il dolore ; verso di lui aveva un leale amore

e Caerdino riponeva in lui amore. La camera dove giaceva fa liberare, non vuole sopportare

che nella casa rimanesse questo concilio se non loro due. Nel suo cuore Isotta si domandava

che cosa potesse essere che egli volesse fare, se voleva lasciare il secolo (mondo terreno),

diventare monaco o canonico. Molto appariva questa in grande inquietudine.”

“Subito vicino al suo letto, contro la parete fuori dalla camera vuole stare, voleva ascoltare

cosa dicevano”

Isotta dalle bianche mani si mette fuori dalla camera, accanto alla parete della camera di

Tristano per capire che cosa voglia fare.

“Ha un fidato a guardia fin tanto che stava sotto la parete e Tristano si è tanto sforzato che si

è appoggiato alla parete (del letto), Caerdino siede accanto a lui, pietosamente piangono

l'amore e l'amicizia. Al cuore hanno dolore e pietà, piangono, mostrano un grande dolore

nella maniera in cui deve finire il loro amore che molto è stato pieno e leale. Tristano

chiama Caerdino e gli disse: Sentite bell'amico non ho amici né parenti eccetto voi

solamente , qui non ebbi mai piacere e diletto eccetto solo il vostro conforto. Ben credo che

se fossi nel mio paese o la mia terra io potrei guarire, ma per questo che io non ho avuto

perciò ora per la mia vita. Senza aiuto mi tocca morire perchè nessuno uomo mi può guarire

eccetto solo la regina Isotta, ben lo può fare, se lo vuole, ha i rimedi, la capacità e, se solo

sapesse, il volere. Ma, bel compagno, non so che fare, per quale ingegno ella lo sappia

perchè so bene che se ella sapesse di questo male potrebbe aiutarmi, guarire la mia piaga,

ma come può ella venire? Se sapessi chi vi andrebbe e porterebbe il mio messaggio , mi

farebbe qualche buon aiuto fornito dopo aver ascoltato il mio messaggero. Così tanto credo

in lei che io so bene che lei non lascerebbe per nessuna cosa non aiutarmi in questo dolore:

verso di me era un così fermo amore! Io non mi so consigliare e perciò vi chiedo compagno

per franchezza e amicizia di adempiere per me questo servizio. Questo messaggio fate per

me, per il giuramento che faceste della vostra mano quando Isotta vi diede Brangania. Io vi

affido la mia parola: se prenderete la via, io diventerò vostro ligio e sopra tutte le cose vi

amerò”.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Lettere moderne
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiarebecca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia romanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof Viel Riccardo.

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