Filologia e linguistica romanza
Introduzione ai concetti di filologia, linguistica e romanza
Filologia
Filologia = disciplina umanistica con vocazione scientifica > scienza umana. Oggetto: prodotto dell'uomo > "dedizione al logos" [logos = parola, "ratio che governa il mondo e ne dà espressione" (Eraclito), "linguaggio che determina e descrive gli enti" (Filosofia aristotelica)] > studio di tutto ciò che esprime il pensiero > testo scritto o orale, di parole o musicale (musicologi), dipinto che si presta ad interpretazione.
Metodo: scientifico di tipo induttivo (da come i dati appaiono si fanno ipotesi sull'origine > ipotesi "più economica", più semplice) > raccolta dati > interpretazione > ipotesi di lavoro (può sempre essere messa in discussione > lavoro infinito). Metodo importante nella filologia poiché il testo non è un'entità fissa ma varia da un'edizione all'altra > testo molteplice che si modifica nel tempo in base al pubblico > autorialità inesistente nel Medioevo quindi ci si rifà ad una tradizione precedente o ad un testo preesistente all'autore.
Tradizione di un testo
Tradizione di un testo: storia di un testo > quasi di nessun autore abbiamo originale (no autografo di Dante, Emilton 90 di Boccaccio pieno di errori...) ma copie di amanuensi e copisti (600 manoscritti per la Divina Commedia) che introducono diverse inflessioni linguistiche e lezioni (Boccaccio intervenne sul testo dantesco creando la Vulgata poi letta da Ariosto).
Scopo della filologia: ricostruire testo più vicino all'autore > tornare all'archetipo ma avendo considerazione della tradizione (filologo a sua volta è pubblico e quindi si inserisce nella tradizione di quel testo) > l'edizione critica ricostruisce scientificamente il testo (in movimento diacronico) dell'autore.
Pensiero rinascimentale: nasce con la filologia umanistica.
Esempi storici e metodi
Dante aveva una conoscenza completa > retorica, musica (De Vulgari Eloquentia), astronomia, geologia (trattato) > cultura del Medioevo globale > distinzione tra arti umane e scienze in epoca tarda.
Gianfranco Contini era un critico militante che scriveva su delle riviste, partecipava a caffè letterari ed era amico di Gadda, Montale e Roberto Longhi (insegnava storia dell'arte e aveva ideato un sistema di attribuzione delle opere per cui i pittori anonimi venivano ricondotti ad uno stile o ad un autore attraverso un metodo oggettivo: il confronto dei tratti caratteristici > "maestro della scuola di...") > Contini adotta metodologia analoga a quella di Longhi applicata ai testi letterari > Il fiore e Il detto d'amore attribuiti a Dante attraverso il confronto dei tratti caratteristici (echi) risalenti alla memoria interna dell'autore > Paolo Canettieri ha ideato un programma informatico di compressione che confronta i testi per l'analisi dei testi anonimi (Il fiore attribuito a Latini).
Tristano e Isotta di Beroul > Thomas (introduce elementi cortesi) > Tristan en prose = testo molteplice non opera di un individuo autore.
Linguistica
Linguistica > conoscere la lingua e la sua evoluzione (aspetto diacronico). Lingua fatta da parlante e non da strutture. Canone letterario italiano (Tre Corone fiorentine) VS evoluzione più forte e libera della Francia.
Romanza
Romanza = lingue che derivano dal latino > letteratura europea e suo momento incipitario.
Storia della filologia e progressivo crearsi di un metodo
I materiali influenzano le caratteristiche di scrittura e la tradizione testuale: rotoli di papiro (aperti fusti di questa pianta di cui poi venivano intrecciate le fibre) e rotoli di pergamena (pelle, cuoio raschiato e reso liscio > più diffuso nel Medioevo). Il papiro era più resistente della carta attuale e si otteneva a basso costo VS la pergamena era ancora più resistente (così come anche la scrittura resiste anche se ne svanisce l'inchiostro > solco) ma più costosa e quindi rara. Più il supposto era costoso, meno copie si avevano di quell'opera e inferiore era la sua diffusione.
Tipologia del supporto aveva ricaduta sulla filologia: la scrittura era su colonne > rotolo srotolato man mano e poi riarrotolato > usura supporto e copia complessa > maggior numero di errori (es. salto colonne).
Liceo di Aristotele (335 a.C.) > prima biblioteca pubblica di Alessandria (200mila/400mila rotoli) fondata da Eratostene (295 a.C.). Grande raccolta di testi ma non diffusione massiva delle opere. Gli studiosi (scribi e bibliotecari alessandrini) dovevano raccogliere tutte le copie dei testi più importanti [con differenze testuali importanti come le interpolazioni (aggiunte)] e trarne una sola copia. Testi scelti si sono preservati. I testi erano di varie epoche (scrittura differente) > testi traslitterati > errori. Il copista vuol dare un testo leggibile e completo > intervenire nei punti corrotti:
- Versi spuri (non d'autore) ma introdotti dal copista (specialmente se i copisti erano letterati) per spiegare meglio il passo
- Si rischiava di inglobare nel testo note marginali
Soluzione: eliminare versi spuri > ma vi era grande rispetto delle informazioni tramandate dai codici > Alessandrini tendono a non alterare il testo > avvertono il lettore con simboli (segni diacritici):
- Obelos
- Diple
- Asteriskos
- Antisigma (inversione ordine di trascrizione)
Aristarco: riconoscimento sezione aggiunta dell'autore o meno (interpolazione autoriale o meno) in base all'usus scribendi (stile dell'autore) > richiedeva una conoscenza approfondita dei testi dell'autore. Contraltare: apax legomenon (parola che ricorre una volta sola) > parola rara non attribuibile a un'interpolazione del copista **Dante, "intuare" = "fondersi".
La Biblioteca di Alessandria fu incendiata > Biblioteca di Pergamo (Secondo secolo a.C.).
Antica Roma: Nel primo secolo a.C. si incomincia a ragionare sui più antichi scrittori latini come Plauto > Stilone si occupò della filologia plautina utilizzando i segni diacritici alessandrini > Varrone (suo allievo) teorizza un altro strumento del filologo: l'emendatio ("correzione degli errori di scrittura o di dizione" > lettura collettiva o solitaria ma sempre ad alta voce > autodettatura a voce nel copiare).
In epoca augustea nascono le prime biblioteche pubbliche: Biblioteca augustea nel tempio di Apollo / Biblioteca Ulpia (sotto Tiberio). Prime scuole di grammatici > prime antologie a scopo didattico/ incremento produzione libraria > scelta e formazione del canone della letteratura latina.
80 d.C. Nascita di un nuovo supporto scrittorio: il codice:
- Più maneggevole e più duraturo (si usura meno) > terzo/quarto secolo diffusione codice pergamenaceo
- Più facile da copiare
- Nota a margine facile da individuare
- Occupa meno spazio
I rotoli furono copiati in codice > cambio grafia, punteggiatura... > errori e interpolazioni/scelta del canone.
Impero d'Oriente: filologia orientale si esercita più sui testi sacri > Origene si occupò della trascrizione del Vecchio Testamento e dei suoi problemi filologici (lingue diverse e tempi diversi) > utilizzo segni diacritici alessandrini + edizione sinottica (ebraico, greco e versione dei 70) > edizione critica antelitteram.
Tra il quarto e il quinto secolo l'impero romano si sfalda > regni barbarici > cultura affidata ai monaci > i centri propulsivi di cultura si isolano e si ha una lenta decadenza culturale, politica e della produzione libraria > perdita materiali di età postimperiale.
Diffusione monachesimo > fondazione biblioteche (recupero testi e selezione + reinterpretazione in chiave cristiana). Scrittura della tarda latinità: da Onciale a Capitale > scritture ampie e molto nitide > gli errori si compiono meno facilmente ma si occupa molto spazio > codici molto costosi in un periodo di crisi culturale (produzione inferiore per la mancanza di scuole) e di penuria di materiali > si pensa ad una scrittura più piccola e più comoda per ottimizzare gli spazi nel Medioevo.
Vecchi codici già scritti venivano raschiati ricreando una pagina bianca su cui riscrivevano > palinsesto [es. si perde il De Republica di Cicerone ma ne rimane il solco > leggibile (Vat. Lat. 5757)].
Con Carlo Magno si ha una rinascita culturale (oltre ad un'unità politica e alla riforma del clero): chiama Alcuino di York che fonda la Biblioteca Palatina (790) > vengono raccolti molti testi unificandone la grafia > utilizzo e nascita della Minuscola Carolina (si prestava a possibili confusioni tra la e la
Lupo (805-862), allievo di Rabano Mauro, si pose il problema delle lacune [dovute a macchie o a cadute di materiale (es. pagina)] > lascia uno spazio bianco (non interviene a colmarle arbitrariamente > rinascita metodo filologico). Gli errori evidenti vengono segnalati e non corretti. Cerca altri testi quando incontra una lacuna o una corruttela (collazione di più manoscritti) > varianti (più testimoni si hanno e più informazioni si possono ottenere sull'originale) di cui non ne sceglie una ma le annota tutte poiché non sa quale possa essere la lezione migliore.
Basso Medioevo: Università (Bologna, Salerno, Toledo, Parigi...) > glossatori a scopo didattico > produzione testi universitari: negli scriptoria il capo toglieva la legatura dei testi, ne smembrava i fascicoli e affidava ad ognuno la copia di un fascicolo per poi riassemblarli alla fine (pecia) > problemi di tradizione riguardanti l'ordine dei fascicoli o la cucitura di due fascicoli identici, ad esempio.
Gli scriptoria e la diffusione del sapere
Gli scriptoria (cenobi, monasteri, per iniziativa privata di corti feudali) copiavano i testi religiosi > non grande sovrabbondanza di produzione libraria ma conservazione. Nelle corti vi era la poesia religiosa cantata (gli inni) / Guglielmo Nono (conte di Poitiers educa d'Aquitania) fu il primo trovatore da noi conosciuto e il primo poeta che compose poesie profane in lingua volgare. Le corti del midì della Francia fanno a gara per avere i migliori trovatori, i quali si appuntavano il testo che poi avrebbero recitato > circolazione libretti > ricezione di canzonieri alla fine del Medioevo.
Con le università cambia tutto ma specialmente cambia il pubblico che non è più cortese e lo stesso testo non è più d'intrattenimento > Romans de la rose (romanzo allegorico che da essere una produzione per diletto diviene produzione enciclopedica) / Tresor di Latini = enciclopedia medievale.
Due principali figure del preumanesimo: Petrarca (uno dei primi a riscoprire i classici e a riprendere la scrittura profana latina nei Trionfi/ ebbe un ruolo chiave nella circolazione libraria > nei primi settant'anni del 300 vi fu la Cattività Avignonese ed egli fu il tramite tra i testi francesi e l'Italia / fu anche copista) e Boccaccio* [formazione a Napoli presso la corte Angioina nella prima metà del 300 dove si parlava antico francese > Canzoniere M (provenzale) fu portato a Napoli > lingua+ circolazione testi francesi = modello nel Filocolo + ne fu copista].
Con l'Umanesimo si ha la riscoperta dei classici latini (Catullo a Verona).
Umanesimo pieno: Lorenzo Valla (fu uno dei primi umanisti > primi del 400) > esempio di applicazione reale del metodo filologico nella Donazione di Costantino. Egli affronta questioni retoriche, storiche ma l'analisi filologica si sofferma su indizi intertestuali (connessioni tra testi): il termine "privilegium" non si poteva riferire al 300 d.C. > si ritrova in una leggenda apocrifa su papa Silvestro I e Costantino (esercizio di retorica poi utilizzato probabilmente a scopi politici) / inesattezze grammaticali, confusioni dei tempi verbali (VS rigida consecutio temporum latina) e indizi lessicali [indagine di frequenza lessicale + "primato del vescovo sui quattro patriarchi" (Costantinopoli ai tempi di Costantino era ancora pagana)] > indagine filologica quasi scientifica.
Angelo Poliziano (seconda metà del 400) utilizza testi paralleli (collazione testi e tutte le varianti poste in apparato) ma nella collazione elimina codici più recenti ritenendo che i più antichi siano anche i più vicini al manoscritto d'autore (VS "Recentiores non deteriores" di Lachmann).* Circolazione Commedia > pubbliche letture di Dante in Santa Croce / se ne fece copista tre volte (3 codici) > essendo dotto, intervenne senza utilizzare segni diacritici.
Con l'invenzione della stampa, i manoscritti dovevano essere trascritti a stampa e quindi gli umanisti cercarono di fissarne il testo > 600-700 ristampe > non si cercano più testi sui manoscritti finché non si riscopre l'importanza di tornare ai manoscritti con la filologia classica e biblica > punto di arrivo: metodo di Lachmann.
L'edizione che fa scuola per i classici è il De Rerum Natura di Lucrezio (1852) / per i moderni saranno le edizioni di Bedier e di Paris). Nell'introduzione Lachmann parla del preciso numero di righe e pagine dell'originale > risultato di un processo logico-induttivo (dopo essersi basato sulle copie) > i manoscritti venivano rigati e, dopo un raffronto delle copie rimaste, ne dedusse la mise en page. Dopo l'introduzione ne svela il metodo.
Metodo di Lachmann
Tipologia di errori: d'autore (non possono essere corretti > annotazioni) e di copia. Gli errori di copia possono essere visivi (nella lettura > banalizzazione > errori paleografici), mnemonici (memorizzazione > scambi sinonimici in base ai tic linguistici del copista), psicologici [autodettatura > lapsus di distrazione o errore polare (memorizzi una cosa e nel dettare scrivi il contrario)] o meccanici (esecuzione manuale). Vi sono anche errori che attengono alla patina linguistica.
Aplografia = semplificazione dei nessi consonantici delle parole (sperperaste > speraste) / dittografia = duplicazione sillaba o nesso grafico. Metatesi = inversione ordine di alcune lettere. Risonanze di parole precedenti > crasi nella memoria del copista. Omoteleuto o saute du meme au meme = quando ci sono due parole identiche a breve distanza. Ripetizione/anticipo per somiglianza fonetica o grafica. Anticipazioni passi o ritardi > incroci mnemonici.
Errori volontari: tagli (quando cambia il pubblico > Il milione di Marco Polo), interpolazioni (aggiunte), adattamenti (a esigenze del committente) e congetture.
Altre tipologie di errori di copia:
- Guasti meccanici: es. buco dove doveva trovarsi capolettera istoriato > 700-800 miniature tagliate e vendute > lacuna nel testo/ macchie di inchiostro (lacuna non volontaria) > prima si tramanda la lacuna nelle copie, ora invece si utilizza la lampada di Wood.
- Non è detto che la lacuna sia evidente, ad esempio se vien tolto il capolettera nell'antigrafo (codice da cui si copia) e il copista decide di non copiare la strofe corrotta e di farla cominciare dalla seconda strofe, il filologo non può capire che vi sia lacuna se si perde l'antigrafo e funziona logicamente il testo. Lacuna individuabile in via diretta tramite confronto.
Origiale: testo vergato dalla mano dell'autore.
Autografo: copia dell'originale vergata dall'autore > va trattato comunque come copia.
Idiografo: copia per conto di altri.
Apografo: copia tratta direttamente dall'originale > più vicino all'originale tra i testimoni [qualsiasi tipo di supporto scrittoreo che ci reca notizia del testo > i testimoni possono essere diretti (tramandato testo / copia volontaria del testo) o indiretti (citazione testo senza volerlo tramandare > es. commenti antichi della Commedia, tra cui quello di Boccaccio)].
Tipologie di edizione:
- Meccanica > prevede filtro da parte di un meccanismo (fotostatica) / pubblico specialista (filologi o codicologi).
- Diplomatica > usata per fare l'edizione dei diplomi (documenti medievali ufficiali studiati dagli storici) > traslitterazione in grafia moderna a stampa preservando con simboli anche la mise en page [nessun intervento sulla punteggiatura, non separa scriptio continua (articolo + sostantivo = unità di scrittura)...].
- Interpretativa > pubblico più vasto > soluzione di abbreviazioni (errori perché non vi erano delle norme), separazione dell'unità di scrittura e inserimento della punteggiatura > interpretazione semantica del testo.
- Critica > pubblico ancora più vasto (studiosi anche di altri campi) > dà interpretazione semantica e scientifica con il fine di avvicinare il pubblico all'oggetto ma anche di mantenere la visione diacronica del testo > le lacune sono reintegrate con simboli e poi nelle note in apparato se ne ha la spiegazione e le varianti.
Il metodo di Carl Lachmann è un metodo ricostruttivo. Innovazione = tutto ciò che viene introdotto nella tradizione (apografo = archetipo da ricostruire) del testo (copisti /autore, errori/adattamenti). Tutto ciò che non è archetipo è innovazione.
Varianti rispetto al testo dell'autore: innovazioni. Ma la variante non coincide per forza con innovazione. Le varianti possono essere erronee (evidenti) o adiafore (indifferenti) e il filologo deve definire quale tra le varianti adiafore è corretta e quale erronea (innovazione) > gli alessandrini le riportavano tutte/ i medievali ne sceglievano una/ gli umanisti.
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