Estratto del documento

Estetica e semiotica

La grande esposizione di Londra

Il 1 maggio 1851 viene inaugurata a Londra la Grande Esposizione delle opere dell’Industria di tutte le nazioni. Essa fu ospitata in un grandioso edificio in ghisa e vetro costruito appositamente per questa esposizione, il Crystal Palace, eretto in soli nove mesi a Hyde Park. Si presentava come un'enorme casa di vetro costruita su una struttura di travi di acciaio. Smontato e ricostruito nel 1852 in un’altra zona di Londra, fu completamente distrutto nel 1936 a causa di un incendio.

Edificato come un’immensa serra di ferro e vetro, il Crystal Palace rappresenta da solo, proprio per i materiali prettamente industriali con cui è costruito, la celebrazione della produzione industriale. Esso celebra i simboli dell’industrializzazione: il vapore, il carbone e l’elettricità. Negli stand sono esposti una quantità di modellini di treni, piroscafi, fari, chiuse, canali, grandi macchine per l’estrazione mineraria. A tutto ciò si affiancano quadri, sculture, stampe, disegni gioielli, tra cui il diamante più grande al mondo (vedi testimonianza di Charlotte Brontë).

L'evoluzione estetica e la modernità

La Grande Esibizione del Crystal Palace fu la fiera in cui la modernità espose la sua nuova identità:

  • Non solo economica e produttiva (fondata non più sulla produzione artigianale ma su quella industriale).
  • Ma anche estetica: l’epicentro esclusivo dell’elaborazione del gusto non è più l’arte, l’oggetto unico e irripetibile, bensì l’oggetto prodotto in serie trasformandosi in una immagine tra le immagini. L’arte diventa sempre meno bella tra le bellezze possibili e percorribili. È in questo cambiamento epocale che si afferma il problema del design, cioè la progettazione estetica dell’arte applicata.

La Grande Esposizione si colloca in quel quadro di mutazione genetica dell’estetico che Hegel aveva indicato nella formula “passato dell’arte” o “morte dell’arte”. L’arte abdica al suo ruolo esclusivo di produrre l’estetico, al suo ruolo di esclusiva produttrice di bellezza. La tesi hegeliana della morte dell’arte, seppur in una prospettiva diversa pensata a quella di Hegel, diventa un fatto storico. Il bello non è più individuabile in quell’oggetto univo e irripetibile che è l’opera d’arte ma è alla ricerca di nuove forme. Hegel, senza essere consapevole, esprime una diagnosi: che l’arte abdica al suo ruolo di produrre l’estetico. Si sente che il bello sta cercando nuove vie.

Questo ri-orientamento del gusto comporta una ridefinizione stessa delle categorie con cui valutare esteticamente i prodotti umani. I tradizionali criteri di unicità, irripetibilità, esemplarità, irriproducibilità in cui la riflessione estetica nel corso del Settecento aveva riconosciuto l’identità del bello artistico e la distanza dell’arte dalla tecnica, non sono più attuati. Nell’affrontare i nodi teorici in cui tra Otto e Novecento si condensano le prime teorie sul design (il rapporto tra forma e la funzione, tra ornamento e prodotto industriale), si registra paradossalmente una chiara ripresa di categorie premoderne.

L'arte nell'epoca premoderna

Nell’epoca premoderna, il problema estetico dell’oggetto prodotto dall’uomo era una questione essenzialmente tecnico-funzionale. Un oggetto è bello nella misura in cui risulta adeguato a realizzare il fine a cui è preposto. La necessità di stabilire che cosa è la bellezza si accompagna alla constatazione che esistono molte cose belle e che esse non sono uguali tra loro:

  • Un bel dardo non è uguale a un bello scudo, così come il bel corpo di un lottatore non è uguale al bel corpo di un corridore.
  • Inoltre, queste stesse cose possono essere ora belle ora brutte. Il bel corpo di un lottatore può risultare brutto quando corre, apparendo goffo e pesante.

Bellezza e funzione in Socrate

Socrate afferma che una cosa è bella quando è conforme alla funzione o finalità che le è propria, criterio che permette:

  • Di stabilire effettivamente che cosa è bello.
  • Di spiegare perché una cosa che appare bella in un caso, è invece brutta in un altro. Il corpo di un lottatore non risulterà bello quando corre perché non è adatto alla corsa.

Il bello coincide con la virtù della cosa di cui si predica e, nel caso degli oggetti prodotti dall’uomo, coincide con la nozione di utilità. Da questo paradigma non si discostano, seppur secondo prospettive diverse, né... latroia ha le slide sfalsate.

Platone e la realtà delle idee

Per Platone esistono due ordini di realtà:

  • La vera realtà, realtà delle idee: in greco si traduce “eidos”, che significa forma. Di tutto ciò che abbiamo esperienza sensibile esiste una forma o idea eterna, immutabile, trascendente che costituisce l’unica cosa veramente reale in quanto non è soggetta ad alterazione. Queste forme esistono al di là della nostra mente, sono delle realtà. Quando vediamo un albero, noi non vediamo l’albero nella realtà, ma vediamo l’idea di albero. Queste idee sono perfette, e se sono perfette non muoiono, perciò sono perfette. Sono immutabili.
  • Tutti gli alberi di cui abbiamo esperienza sensibile non sono altro che esemplificazioni individuali e imperfette dell’unica forma perfetta e immutabile che è l’idea in sé dell’albero. Rispetto a questo albero in sé o idea dell’albero, gli alberi di cui abbiamo esperienza sensibile costituiscono un livello inferiore di realtà.

Il rapporto tra la forma in sé dell’albero e gli alberi di cui abbiamo esperienza sensibile è paragonabile al rapporto che sussiste tra un albero sensibile e la sua ombra o il suo riflesso speculare in uno stagno. La realtà imperfetta.

L’arte del pittore è paragonata alla capacità di uno specchio di riflettere in immagine ogni cosa che noi crediamo essere reale: il sole, il cielo e i suoi astri, la terra e i suoi prodotti, tutti gli esseri viventi (compreso il pittore stesso), qualsiasi oggetto artificiale e infine, il mondo degli dei olimpici e quello sotterraneo nell’Ade. Nella Repubblica, Platone bandisce l’arte della pittura in quanto sono produttori di opere che ingannano. Il pittore è un volgare imitatore, perché è incapace di andare al di là della mera manifestazione sensibile della realtà.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Appunti di Estetica e Design Pag. 1 Appunti di Estetica e Design Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Estetica e Design Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/04 Estetica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GeorgePatru di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Estetica e semiotica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Cantelli Chiara.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community