Appunti di epigrafia latina ed antichità cristiane
Obiettivi e abilità nella prassi epigrafica
Prassi epigrafica cristiana: età II – VII secolo
II – III sec.: nascita delle prime comunità cristiane
Fine: VII secolo in seguito alle invasioni barbariche
VII secolo: evoluzione epigrafica – cesura (inizio di una nuova fase)
VIII – IX secolo: graffiti nelle chiese.
Struttura epigrafica
La struttura epigrafica è un "monumento scritto".
Le iscrizioni cristiane sono tutte quelle iscrizioni che si riferiscono a committenze di cristiani.
Studio delle epigrafi
Per studiare l’epigrafe occorre analizzare:
- Il procedimento tecnico-esecutivo
- Le tipologie grafiche (alfabeto e caratteri)
- L'apparato figurativo (testo/figura)
Documento epigrafico cristiano
Il documento epigrafico cristiano rivela:
- Un' aperta adesione alla dottrina di Cristo
- Il ricordo degli apostoli e dei martiri
- La presenza di nomi personali cristiani
- Sigle e simboli cristiani
Scoperte e criteri metodologici
1864: il prof. Carletti fu il primo scopritore delle catacombe con la connessione di documenti epigrafici.
Il criterio metodologico permette di comprendere l’epigrafia cristiana.
L’epigrafia cristiana comporta lo studio delle iscrizioni funerarie di commemorazione dei defunti.
L’epigrafia cristiana ha dei precedenti presso i pagani.
Testimonianze e iscrizioni
Nei secoli III – IV – V sono presenti testimonianze quasi esclusivamente funerarie.
Ci sono pervenuti 35.000 testi riferibili a iscrizioni cristiane di cui 3.500 sono in lingua greca.
Quelli in lingua latina sono raggruppati in 10 volumi: "Iscriptiones Christianae Urbis Romae Nova Series" (sigla: ICUR).
Il 94% sono iscrizioni cristiane funerarie; il 6% no.
Obiettivi dell'epigrafe
Gli obiettivi dell’epigrafe che rappresenta una forma di possesso da parte del defunto sono:
- Commemoratio del defunto
- Identificazione del monumento
- Fenomeno della violazione dell’iscrizione
Contesti monumentali
Nel I e II secolo non ci sono molti elementi archeologici relativi alle comunità cristiane.
La "Lettera di Paolo ai cristiani" è il primo documento che fa riferimento alla fede cristiana.
Svetonio fa riferimento al "decreto di espulsione da parte dei romani nei confronti degli ebrei" emesso da Claudio. Questo decreto attesta la copresenza di ebrei e romani e la loro conflittualità.
Tacito cita la prima persecuzione dei cristiani da parte di Nerone durante la quale furono martirizzati Pietro e Paolo.
Clemente Romano alla fine del I secolo parla della comunità di Roma come un collegio di presbiteri-vescovi che si ispira alla cultura giudaica.
Pastore di Erma nel 140 d.C. conferma il fatto che la comunità di Roma fosse retta da un governo collegiale a differenza dell’Oriente in cui era presente già una figura monarchica. La presenza di un governo collegiale ci fa comprendere che c’ erano delle differenze etniche e dottrinali.
Paolo manifesta una chiusura della comunità cristiana.
Pietro un’apertura ai pagani.
Giustino dichiara che le messe domenicali avvenivano nelle case di riunione comunitarie: le cosiddette "Domus ecclesiae".
Aree cimiteriali
Le aree cimiteriali conservano testimonianze monumentali.
Pseudo Ippolito, l’autore dei "Philosophumena" fa riferimento ad un cimitero gestito da una gerarchia ecclesiastica: papa Zefirino tra il II e il III secolo affida la gestione al diacono Callisto. Nel cimitero di Callisto sono sepolti i primi papi. Il "Cimitero di Callisto" è posto sulla via Appia. Cimitero dal greco: κοιμητήριον cioè dormitorio che nella cultura cristiana indica la fase di transizione tra la morte e la resurrezione.
Tertulliano (inizi III secolo) a Cartagine ricorda l’esistenza di arae sepulcrarum nostrarum.
La tradizione apostolica (fine II secolo) sottolinea l’esistenza della possibilità di sepoltura estesa a tutti i fratres.
Giuliano (imperatore pagano 361-363) aveva individuato nella sepoltura la potenza dell’impero.
Motivazioni che spinsero alla creazione di comunità funerarie
- Crescita della comunità
- Consapevolezza di appartenenza ad una comunità
- Volontà di disporre di spazi
- Carità
- Maggiore disponibilità economica
- Passaggio da un governo collegiale ad un governo monarchico
Aree funerarie subdiali e ipogee
Pietro fu seppellito in una tomba a fossa.
Aree funerarie ad aperto cielo: Cristiani e pagani erano seppelliti insieme in questa maniera.
Aree recintate: Erano donazioni di terreni alla Chiesa da parte di famiglie benestanti.
I romani preferivano aree funerarie ipogee alle zone subdiali a causa dell’innalzamento dei costi di quest’ultime.
CATACUMBUS è un toponimo che rappresenta una depressione nel terreno.
CRIPTA: termine latino per definire la galleria sotterranea.
IPOGEI: aree di limitata estensione composte di vani per le famiglie. Erano diffusi tra la fine del I e l’inizio del II secolo.
AREE PRIVILEGIATE: tombe dedite alle famiglie più benestanti.
I FASE: fine II secolo – inizio III secolo
II FASE: II metà del II secolo – inizio III secolo, fase di espansione, realizzazione di nuove catacombe.
La comunità cristiana pone una condizione egualitaria.
Denominazione di alcune catacombe
- MAIUS: generico
- CATACUMBAS: toponimo
- AGNETIS, LAURENTI: martiri
Costantino e l'editto di Milano
COSTANTINO nel 313 d.C. emanò l’Editto di Milano in cui dichiarava il Cristianesimo "Religio licita", cioè che il Cristianesimo diventa religione dello stato a tutti gli effetti. Costantino potenzia il suburbio romano, sceglie di costruire in corrispondenza dei cimiteri martirali delle basiliche circiformi, cioè degli edifici cimiteriali coperti che permettevano un uso intensivo degli spazi pavimentali (costruisce le basiliche di San Pietro, San Paolo). Con Costantino si trasforma il paesaggio della città, dando maggiore spazio anche alla zona suburbana.
Coordinate temporali
- Nerone: 64 d.C. – persecuzione in cui muoiono Pietro e Paolo (cit. Tacito).
- Traiano: decreto di punire i cristiani senza però ricercarli.
- Severi: metà del III secolo – atteggiamento di tolleranza e vicinanza ai cristiani.
- Decio: 249-251 d.C. – persecuzione con un decreto di pochi martiri ma con una spinta ad abiurare la propria fede, ma che si rivela un fallimento da parte di Decio in quanto la gerarchia ecclesiastica sceglie di far rientrare i cristiani nella comunità.
- Valeriano (253-260 d.C.): nella persecuzione del 257-258 l’imperatore emana due editti che sanciscono la condanna a morte dei vescovi. Condannati a morte sono Sisto e Lorenzo.
- Galerio: restituisce i beni confiscati, si ha un ritorno allo status quo nella II metà del III secolo – inizio del IV secolo.
- Diocleziano: persecuzione del 303-304 più violenta. Emanò un editto contro i Manichei (fenomeno religioso): c’è una volontà da parte di Diocleziano di preservare un certo conservatorismo religioso dalle crisi militari che avevano interessato l’impero. Allo stesso tempo c’è un forte elogio divino dell’imperatore (fenomeno di sacralizzazione dell’impero graduale che inizia con la dinastia giulio-claudia).
- Massenzio: è tollerante nei confronti dei cristiani: nel 311 d.C. restituisce i beni confiscati.
- Costantino: Prima dell’Editto di Milano, Costantino si scontra con Massenzio. Eusebio di Cesarea, il biografo di Costantino nell’ "Historia ecclesiastica" racconta che l’imperatore, la notte prima della battaglia fa un sogno che gli dice: "In questo sogno vincerai" – "In hoc signo vinces".
Editto del 313 d.C.
Nell’Editto del 313 d.C. si ribadiscono le misure dell’editto di Galerio nei confronti della Chiesa e dell’impero. Segna l’inizio di un processo in cui le due entità si rintracceranno. A Costantino interessava che si istituisse una Chiesa unica a lui sottomessa su cui l’imperatore ne fosse il capo anche di diritto. Egli solo ha il potere di convocare il Concilio Ecumenico (il più importante: Concilio di Micea). Quasi sostituisce il ruolo del papato. Questa visione sarà rivista da Ambrogio e Agostino che rivedono il rapporto così stretto tra l’Impero e la Chiesa.
Cristianizzazione di Costantino
Cristianizzazione di Costantino: si fa battezzare in punto di morte. Restituisce i beni e le proprietà ecclesiastiche ai cristiani. Fonda la cattedrale di Roma.
Segno di ambiguità: a Costantinopoli non c’è una forte volontà di costruire delle numerose chiese.
330-336 d.C. – Editti pagani: confisca dei beni ai pagani.
Costantino è colui che enfatizza la divinizzazione della sua persona: SOLIS VICTUS – DIO SOLE (simbologia pagana sovrapposta a quella cristiana). Per la sepoltura si fa costruire un mausoleo al centro di dodici nicchie dove erano sepolti gli apostoli (simbologia di intermediario di Cristo).
337 d.C.: Muore Costantino.
Da qui in poi due entità non possono essere viste slegate: concetto del primato della Chiesa. La Chiesa si suddivide tra: Chiesa d’Oriente e d’Occidente che durerà per tutto l’impero. Questione su chi dovesse prendere le decisioni della Chiesa: problemi politici e ideologici.
Problemi e concilio di Micea
- Eresia ariana: problema della Trinità: Cristo e Padre – Cristo è un’entità sostanziale oppure il padre è superiore?
- 325 d.C. Concilio di Micea: viene promulgato il principio in cui Cristo e Dio sono della stessa sostanza. Tuttavia alcune Chiese non accettano la soluzione del suddetto concilio.
Problema della successione del pontificato
Problema della successione del pontificato alla II metà del IV secolo: 364-366 d.C. papa Damaso/Cursino (l’antipapa). Scontro tra l’aristocrazia e il clero. Si riuniscono i sostenitori di Cursino nelle chiese, si susseguono battaglie sanguinose fino alla battaglia finale sulla via Nomentana in cui vince Damaso (366 d.C.). I cimiteri assumono molto potere sulla gestione degli spazi. Damaso matura l’idea del primato giurisdizionale sulla Chiesa Romana: SEDES APOSTOLICA, Roma diventa la Chiesa di tutte le Chiese perché custode delle reliquie degli apostoli. In questo, Damaso si rifà al Vangelo di Matteo in cui Cristo dà le chiavi della Chiesa a Pietro che fonderà su una pietra. Damaso per parificare Pietro e Paolo costruisce una chiesa sulla tomba di Paolo. Con Damaso nasce l’iconografia di Pietro e Paolo che si abbracciano.
Regni barbarici
Regni Barbarici (fine V secolo) Teodorico instaura un impero goto (i goti erano ariani). In Oriente si ha una continuità del potere politico. In Occidente le invasioni barbariche alleggeriscono il potere politico sulla Chiesa.
Testi monumentali da papa Damaso fino al VI-VII secolo
Da Costantino a Damaso non ci sono pervenuti molti monumenti. Il fenomeno del periodo successivo è l’accrescimento degli spazi monumentali e della funzione aristocratica. Il cimitero di Callisto è quello preferito dagli ecclesiastici. Il periodo della sua morte è attestato dal papato secondo l’epitaffio di una defunta.
Il culto dei martiri sotto Damaso
Damaso si serve del culto dei martiri per sviluppare il suo culto. Elabora un nuovo calendario. Ufficializza il culto dei martiri come un elemento di coesione per la comunità. Introduce l’inventio per cercare i martiri e selezionare chi dovesse essere venerato.
Elementi: - epigrafia monumentale dell’apparato: le epigrafi erano esposte nei luoghi pubblici con una grafia visibile e che ne denunciava la committenza. Elogia in versi. Inventa la nuova grafia delle estremità delle lettere; l’eleganza. Le epigrafi erano applicate alle pareti dei sepolcri: pseudocibori (colonnine che reggono i timpani). Il martirio in questo modo era documentato.
Moduli formulari e pellegrinaggio
Damaso elabora dei moduli formulari. Intuisce che nella ripetitività era più semplice comunicare il proprio messaggio.
Il fenomeno del pellegrinaggio ci ha fatto pervenire le sillogi del VII secolo che ci permettono di leggere i testi di cui non si conservano le lastre.
Fruizione dei sepolcri sotto Damaso
Damaso si è occupato anche della fruizione dei sepolcri: iter ad sanctos, gallerie intonacate, le rinforza e fa scavare dei lucernari. Sepolturae ad sanctos, si creano delle espansioni delle gallerie sui piani di calpestio. Si vuole segnalare la vicinanza al corpo santo.
Funzione caritativa e architettura cristiana
Si diffonde il fenomeno di evergetismo laico per il sostentamento del clero, già introdotto da Costantino. Si diffonde la funzione caritativa.
Gli edifici di culto erano destinati alle riunioni plenarie (Santa Maria Maggiore, Santo Stefano Rotondo). Si afferma la volontà della Chiesa cristiana di stabilirsi all’interno della città mentre con Costantino era all’esterno. Si potenziano i santuari suburbani. Papa Simmaco incomincia un processo di "urbanizzazione" dei santuari che diventano il centro di congregazione della città. Scompare la divisione della città dei vivi e quella dei morti.
Consolidamento e nuove basiliche
Si diffondono opere di consolidamento. Si costruiscono nuove basiliche. Si costruiscono residenze destinate all’assistenza caritativa dei poveri (abitacula pauperis).
Sviluppo architettonico sotto papa Simmaco
Simmaco si rinchiude in San Pietro, la valorizza dal punto di vista monumentale:
- Costruisce tre oratori destinati al rito battesimale per confermare la sede battesimale di San Pietro
- Abbellisce l’atrio di mosaici
- Costruisce i balnea
- Costruisce una fontana al centro dell’atrio
- Costruisce tre vie porticate che davano l’ingresso a San Pietro, San Paolo e San Lorenzo
Declino nel VI secolo
Nel VI secolo c’è un declino che rispecchia il momento di incertezza di Roma. Nel VI secolo intervengono i longobardi. Segue una pestilenza. In ambito suburbano c’è un momento di dissesto dei santuari. Si creano basiliche, si crea una messa liturgica ed eucaristica sulla tomba stessa e questo ne consegue una trasformazione degli spazi: basiliche ipogee caratterizzate da spazi irregolari.
Pellegrinaggio nel VII secolo
Nel VII secolo si diffonde il pellegrinaggio.
Fonti
Fonti liturgico-martirali
- Calendari: sinassi liturgiche in cui compare la data di depositio, nome, luogo del sepolcro e sono posti nel cronografo romano filogaliano del 354.
- Martirologi: persecuzioni dei martiri
Il cronografo romano filogaliano del 354 contiene:
- DEPOSITIO EPISCOPORUM: 254-352
- DEPOSITIO MARTYRUM (deposizione dei martiri più venerati)
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