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Appunti di Epigrafia latina ed antichità cristiane

Appunti di Epigrafia latina ed antichità cristiane basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof.ssa De Santis dell’università degli Studi di Bari - Uniba, Facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze dei beni culturali. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Epigrafia e antichità cristiane docente Prof. P. De Santis

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ESTRATTO DOCUMENTO

Si potenziano i santuari suburbani. Papa Simmaco incomincia un processo di “urbanizzazione” dei

santuari che diventano il centro di congregazione della città. Scompare la divisione della città dei

vivi e quella dei morti.

Si diffondono opere di consolidamento.

Si costruiscono nuove basiliche.

Si costruiscono residenze destinate all’ assistenza caritativa dei poveri (abitacula pauperis).

Simmaco si rinchiude in San Pietro, la valorizza dal punto di vista monumentale:

- Costruisce tre oratori destinati al rito battesimale per confermare la sede battesimale di San

Pietro

- Abbellisce l’atrio di mosaici

- Costruisce i balnea

- Costruisce una fontana al centro dell’atrio

- Costruisce tre vie porticate che davano l’ingresso a San Pietro, San Paolo e San Lorenzo.

Nel VI secolo c’ è un declino che rispecchia il momento di incertezza di Roma.

Nel VI secolo intervengono i longobardi.

Segue una pestilenza.

In ambito suburbano c’ è un momento di dissesto dei santuari.

Si creano basiliche, si crea una messa liturgica ed eucaristica sulla tomba stessa e questo ne

consegue una trasformazione degli spazi: basiliche ipogee caratterizzate da spazi irregolari.

Nel VII secolo si diffonde il pellegrinaggio.

FONTI:

1) Fonti liturgico-martirali:

- Calendari: sinassi liturgiche in cui compare la data di depositio, nome, luogo del sepolcro e

sono posti nel cronografo romano filogaliano del 354.

- Martirologi: persecuzioni dei martiri

Il cronografo romano filogaliano del 354 contiene:

- DEPOSITIO EPISCOPORUM: 254-352

- DEPOSITIO MARTYRUM (deposizione dei martiri più venerati, dall’ inizio del III secolo alla II

metà del IV secolo)

- CATALOGO LIBERIANO (biografie papali: da Pietro a papa Liberio: dal 352 al 366, contiene il

nome del pontefice, notizie relative all’ attività edilizia)

- MARTIROLOGI: persecuzioni dei martiri

V secolo: la fonte più importante è MARTYROLOGIUM HIERONYMIANUM da San Girolamo e

raccoglie tutti i martiri cristiani in tutte le città di Italia.

2) Fonti archivistiche-archeologiche

- ITINERARIA DI VISITA: per facilitare le escursioni, compilati dagli stessi pellegrini, ciò ne può

giustificare gli errori in quanto potrebbero essere stati scritti anche da stranieri

- NOTITIA ECCLESIARUM ROMA (percorso di visita)

Datata 625-638: I metà del VII secolo papa Onorio.

Sono citate: basiliche cimiteriali e suburbi, basilica di San Giovanni e Paolo sul Cerio.

Parte dalla basilica di San Giovanni e poi procede verso le altre città dalla via Flaminia e indica

con precisione quando i santuari si trovano su terra (insurs) e sottoterra (desurs).

- DE LOCIS: metà del VII secolo. Si segue un senso antiorario. Si parte dalla via Cornelia fino a

San Pietro. Si elencano i santuari prendendo come riferimento la Porta urbana. Il De Locis è

più libero: fornisce anche notizie non proprio topografiche e si spinge anche oltre il terzo

miglio, verso Albano e Porto (in campagna).

- ITINERARIO DI MALMESBURY (inserito da Guglielmo di Malmesbury) /NOTITIA PORTARUM

Si riferisce alla II metà del VII secolo. Descrive le porte d’ accesso, attesta la topozizzazione

delle porte (nome delle vie) e attesta un processo di cristianizzazione (porta il nome dei

santi). Parte dalla via Santi Paetri e va oltre il terzo miglio.

- ITINERARIO DI EINJIEDELN (fine VIII-IX secolo)

Si descrive la città al suo interno e tutto ciò che si trova a destra e a sinistra della strada.

CATALOGHI TOPOGRAFICI

FONTI:

- PAPIRI DI MONZA: 590-604 papa Gregorio Magno portò gli oli dei martiri alla regina

Teodolinda in ampolline allegandone una fascetta, ovvero una didascalia e un elenco che

raggruppava tutti i santi martiri da cui prelevò i nomi dei martiri

- CATALOGO DEI CIMITERI: fine VI-VII secolo. Diciassette cimiteri di cui viene indicato il nome

antico: indicazione topografica.

CATALOGHI DEI PONTEFICI E DEI VESCOVI (da Pietro a Martino V-1431)

Prima redazione risale alla metà del VI secolo. Contengono il nome del papa, i genitori del papa

(famiglie), durata del pontificato, eventuali disposizioni in materia liturgica, fondazione di chiese,

eventuali ordinazioni del clero, indicazione del luogo e data di sepoltura.

FASI DEL GENERE EPIGRAFICO:

1) MATERIALE DELSUPPORTO

2) MINUTA: (brutta copia). Il testo dell’iscrizione è tracciato su un supporto di breve durata. La

grafia cambia a seconda delle epoche, si poteva utilizzare tipi di scrittura diversi.

 TECNICA DI SCRITTURA: possono essere collocati in vari parametri:

- MODO DI SCRIVERE: posato: scrittura lenta / corsivo: scrittura veloce)

- FORMA DELLE LETTERE: maiuscolo/minuscolo

- AMBITO DI PRODUZIONE

- TECNICA SCRITTORICA: strumenti

 FATTORI CHE CONDIZIONAVANO LA SCRITTURA:

- STRUMENTO

- ABILITÁ MANUALE

- STRUTTURA FISICA DEL SUPPORTO (duro/morbido) – COMPATINBILITÁ CON LO STRUMENTO

- INFLUSSO DELLE BOTTEGHE ARTIGIANALI SULLA MODA E IL GUSTO DELLA SCRITTURA

- TEMPO DI SCRITTURA

- POSIZIONE DELLO SCRIVENTE

SCRITTURA CAPITALE:

- MONUMENTALE

- QUADRANGOLARE

- ARTUARIA

SCRITTURA EPIGRAFICA

MODELLO ASTRATTO

MODELLO USUALE: insieme dei modelli della singola istituzione

3) IMPAGINAZIONE: disegno preventivo (graffito-tracciato) su materiale non durevole

4) INCISIONE: trascrizione sul supporto

FONTI EPIGRAFICHE SU QUESTE FASI:

1) Quella di un liberto:

- CIL, III, 633

- CIL VI

- CIL, VI, 9556

2) PAPA DAMASO usò il verbo scribere

3) JEAN MALLON: paleografo che ha ideato una teoria. Parla dell’esistenza della fase della

MINUTA e poi dell’ORDINATIO (impaginazione) e chi la compie: l’ORDONATOR. Basa questa

teoria su una fonte: CIL X 7296 “Qui si ordinano (ORDINANTUR) e si scolpiscono tituli su edifici

sacri ed opere pubbliche”.

CRITICHE/PROBLEMATIZZAZIONI:

1) Non esiste nessun altro termine latino col significato di ORDINARE.

2) L’ unico esempio precedente è quello di Filocaro, il quale usa il termine SCRIBERE.

3) Perché utilizzare in un’insegna di bottega il riferimento ad un’operazione intermedia

Dal III secolo in poi:

- Rarefazione dell’uso dell’epigrafia nell’uso pubblico

- Si perdono i canoni normativi dal punto di vista tecnico

- Perdita di canoni fissi

Dalla seconda metà del IV secolo:

- Molteplicità delle tecniche esecutive: non più supporti lapidari ma ci sono anche dipinti,

iscrizioni musive, opus-settile, graffite tracciate a carbonio o con il gesso, a nastro, iscrizioni

sulla malta ancora fresca.

ASPETTI GRAFICI

ONCIALI (maiuscole – minuscole – onciali: tipici della produzione libraria)

PROCEDURE ESECUTIVE-TECNICHE:

- Rapporto tra testo e apparato figurativo: dalla metà del IV secolo questi due elementi si

mischiano

- Riti di scrittura: presenza sulla lastra di apparati figurativi (elemento standard)

- Tipo di incisione: perdita dell’incisione triangolare e presenza di quella più marcata

- Problema dell’errore: provocato da volgarismi

STRUMENTI BIBLIOGRAFICI:

 RACCOLTE: raccolte di più numeri possibili di testi epigrafici

- CIL: opere in 17 volumi suddivisi in fascicoli e tomi

STRUMENTI DI AGGIORNAMENTO:

- SUPPLEMENTA ITALICA: iscrizioni non inserite nel CIL, organizzate per regioni.

- L’ ANNÉE EPIGRAPHIQUE: periodico che intende raccogliere tutte le iscrizioni

ritrovate in tutte le parti del mondo

- ISCRIZIONI CLASSICHE

- ISCRIZIONI PAGANE

- ISCRIZIONI GRECHE (CIG)

- ISCRIZIONI GRECHE A ROMA (IGUR)

- ISCRIZIONI CRISTIANE (ILCV): raccolte antecedenti il VII secolo dal papa De Rossi

- ISCRIZIONI EXTRA ROMANE

- INSCRIPTIONES CHRISTAIANAE ITALIOTE (ICI)

- ISCRIZIONI IN VERSI (CLE)

- CONCORDANZE DEI CARMINA LATINA EPIGRAPHICA

- EPIGRAMMATA DAMASIANA: raccolta di epigrammi composti da Papa Damaso

 SILLOGI: sono raccolte di iscrizioni, monumenti da parte dei pellegrini

- CLASSICHE:

- Inscriptiones latinae selectae, dessau (ILS)

- CRISTIANE:

- Inscriptiones Latinae Christianae Veteres, Diehl (ILCV)

- Supplementum Marrou

- ISCRIZIONI GRECHE:

- Inscriptiones grecae Christianae veteres Occidentis (IGCV)

- Enrico Felli, Bari 1987

INSCRIPTIONES CHRISTIANAE URBIS ROMAE (ICUR):

Nova series: dal III volume in poi

L’ ICUR nacque perché De Rossi (1822-1894) si rese conto che non tutte le iscrizioni cristiane erano

contenute all’ interno del CIL.

De Rossi si occupa di tutto, anche dell’archeologia cristiana, in particolare studia gli itinerari dei

pellegrini. Sostiene che il monumento deve essere studiato in tutto quello che concerne dal punto

di vista epigrafico. Ritiene che le iscrizioni cristiane debbano avere un’edizione. La prima è del 1850.

Ne emerge un problema: a quale periodo attribuire l’ICUR? Egli lo attribuisce al III secolo sotto il

pontificato di Gregorio Magno.

Sceglie un:

- CRITERIO CRONOLOGICO

- CRITERIO TEMATICO

- 1888: raccolta di tutte le sillogi e le antologie relative a edifici urbani, epitaffi di pontefici,

elogi dei martiri

- De Rossi è il primo che pubblica queste raccolte

- Giuseppe Gatti è incaricato di continuare il compito di De Rossi

- Angelo Silvanni sceglie una suddivisione geografica topografica. Poi segue il percorso del DE

LOCIS e raccoglie in ogni volume tutti i cimiteri di ogni via consolare in senso antiorario.

Queste raccolte vengono effettuate grazie a sopralluoghi.

NUOVA SERIES: Ricomincia nel 1922, incertae origines. Questo volume contiene gli INDICI: elenchi

finali di tutte le iscrizioni che contengono nozioni su dati personali dei personaggi come il cursus

honorum ecc.

INDICI NEL I VOLUME / ISCRIZIONI CONSOLARI

Nuova Series – INITIA CARMINA

II VOLUME: scansione dei cimiteri

All’ interno di ogni volume sono effettuate:

- Scansioni in situ

- Iscrizioni viste in un determinato luogo

- Iscrizioni che sono andate perdute ma che si possono riferire ad un determinato luogo

LIMITE: i volumi sono sprovvisti di tavole topografiche.

I numeri finora editi sono 27.678 a cui corrispondono 45.000 testi

- CRITERIO A BASE TEMATICO:

- Iscrizioni storiche:

- Iscrizioni datate

- Iscrizioni martirologiche

- Iscrizioni dei pontefici

- Iscrizioni dei defunti in sequenza alfabetica

- Iscrizioni latine: iscrizioni integre

- Iscrizioni greche: iscrizioni frammentarie

- Iscrizioni senza nome e cognome:

- Gerarchia ecclesiastica

- Mestiere

- Persone della famiglia

- Espressioni di depositio

- Iscrizioni con clausole finali

- Iscrizioni che non hanno riferimenti caratteristici

- Carmina

- Cimiteri di cui rimane solo l’apparato figurativo con soggetti animati e con soggetti inanimati

(oggetti)

STUDIO DELLE PRASSI CRISTIANE (III SECOLO): DALL’ ETÁ CLASSICA FINO ALL’ EPIGRAFIA DEI

CRISTIANI

Un’epigrafe si dice cristiana solo se fa riferimento ad una committenza cristiana.

Nell’età classica l’elemento fondamentale che designava le aree funerarie è la VISIBILITÁ, che

favorisce la partecipazione della memoria. Da qui nasce la volontà di esplicare di appartenere ad

una professione di fede. CONTENUTO DELLE ISCRIZIONI DI ETÁ CLASSICA

- Riferimento agli Dei Mani: D.M. ribadisce il diritto inviolabile di essere possessore di una

tomba.

- Presenza del nome del defunto. In tempi antichi il nome compare al nominativo, poi al

genitivo e poi al dativo.

- Nome del dedicante. Sia defunto che dedicante possono essere enfatizzati con un elogio

fatto di epiteti che ne esaltano le virtù.

- Corsus honorum: elenco degli incarichi nella vita municipale, nella repubblica, nella

professione di artigiano, ecc.

- Il testo poteva essere scritto in metrica: CARMINA EPIGRAFICA.

- Il tempo era accompagnato dalla genealogia.

- Si designava per quanto tempo il defunto era vissuto, la vita con la consorte o la vita militare.

- Possono essere indicati i nomi degli eredi.

- TESTAMENTO FIERI IUSSIT: esprime la volontà da vivo di volere una tomba.

- Caratteristiche del sepolcro. TIPOLOGIA ONOMASTICA

Il nome della persona era completo quando conteneva:

1) Il PRAENOMEN (all’origine era l’unico nome seguito dal patronimico del padre)

2) GENTILITIO/NOMEN: dapprima un aggettivo in –ius del padre per definire il clan della gens.

Di solito era attribuito agli schiavi che poi diventavano liberti.

3) PATRONIMICO: indicazione del padre

4) INDICAZIONE DELLA TRIBÚ – TRIBUS: riferimento della persona rispetto alla res publica,

infatti attraverso la tribù si poteva esprimere il voto.

5) COGNOMEN: nome che comprendeva una caratteristica fisica o una qualità (es. fortis).

Da Silla è più frequente l’uso del COGNOMEN. Dal II secolo si verifica una digressione, non ha più

senso indicare le TRIBÚ e decade l’uso del PATRONIMICO, si attenua la necessità di usare il

GENTILITIO tranne che nelle province. Nel IV secolo si torna ad un unico elemento nominale:

l’AGNOMEN (soprannome) che può essere introdotto da espressioni come: idem – qui – quae. Il

soprannome può essere il primo elemento dell’iscrizione.

SISTEMA CON CUI SI PUÓ INDICARE LA DATA: distinzione dei mesi designati con aggettivi.

TRE DATE FISSE:

1) Calendae: I giorno del mese

2) Nonae: il giorno 5

3) Idi: il giorno 13

Nel Marmaluot, nei mesi di marzo, maggio, luglio, ottobre, le nonae e le idi cadevano 2 giorni dopo:

il 7 e il 15.

Nel Nonis annuaris, i mesi erano espressi al nominativo, i giorni in numeri cardinali.

PRASSI EPIGRAFICA DEI CRISTIANI

STORIA DEGLI STUDI: Quali dovevano essere considerati cristiani e quali no.

- Volontà di rendere esplicita l’appartenenza alla professione di fede cristiana.

PROBLEMI CONNESSI ALLA STORIOGRAFIA PIÚ RECENTE PER PORRE DEI PARAMETRI PER

DISTINGUERE LE ORIGINI:

- CRITERI PRESUNTIVI (Storiografia più antica)

- ELEMENTI DISTINTIVI:

- Data della morte nella tomba introdotta da verbi come: decessit = depositus o depositio:

ĸατάσεσις. Esprimono la deposizione del cadavere, è correlata all’ idea del deporre nell’

attesa dell’al di là. εἰς ζεός (in Siria e anche in iscrizioni pagane)

- Apparato figurativo: la presenza di due elementi che esprimono la filantropia pietas (ancora,

pesci, pastori, orante sono elementi figurativi rappresentanti il paganesimo).

Per la prassi metodologica non era solo Roma la sede principale delle iscrizioni cristiane ma c’era

anche l’Africa.

- Refrigerio, refrigerare = banchetto funebre che si svolgeva sui propri morti. Era sicuramente

una pratica esistente già in età pagana con l’aggiunta di nuovi contenuti. Alla base c’era la

richiesta da parte del defunto di avere cibo e bevande. Anche qui ci sono riferimenti al

refrigerio ritrovati in iscrizioni cristiane.

TESTIMONIANZE DEGLI INIZI DELL’ ETÁ CRISTIANA (PREISTORIA)

La prassi cristiana è frutto di “simbiosi e metabolismo” rispetto alla prassi epigrafica preesistente,

elaborando dei modelli nuovi rispetto a questi. Nascono i primi cimiteri comunitari. Coesistono aree

funerarie del sopratterra:

- Epitaffio Agrillius Philadelphus (lastra marmorea subdiale)

In basso c’ è la presenza di una ruota con raggi, un’ancora (sostegno) e un pesce

(acqua/inferi), questo ci rende perplessi nell’ attribuire la lastra all’ appartenenza al

cristianesimo. C’ è un significato magico: quello di protezione della tomba. È un’iscrizione

problematica in un periodo di convivenza. Poi c’ è il pane da riferirsi alla professione del

defunto.

M.S. = memoria sacra / menses sex: indicazione degli anni vissuti.

Dal prof. Carletti è stato dimostrato che queste espressioni non sono prettamente cristiane

ma anche pagane. Questo significa che per quanto riguarda la prassi cristiana è necessario

che non sia isolata ma inserita nell’ambito dell’età tardoantica in generale. Soprattutto se si

fa riferimento alle origini.

- Epitaffio di Marcus. Il defunto doveva essere vissuto sotto l’impero di Settimo Severo e

Caracalla. Doveva essere un addetto al vestiario. Prega l’unico Dio e si riferisce ai “fratres

boni” = fratelli nella fede. Alla fine l’iscrizione parla così: che nessuno danneggi questa tomba

(“titulus”). È contro le molestie alla tomba.

- Epitaffio di Protos. Stele in greco. C’ è una novità: compare il defunto. Volontà di esprimere

l’appartenenza al cristianesimo (nello spirito santo).

- Epitaffio di Protenes. Epitaffio inciso su un sarcofago nel 217. C’ è lo stampo classico. All’

inizio c’ è il riferimento al corsus honorum. È un liberto affrancato. Elenco delle cose che

svolse in vita. I liberti per lui decorarono il sarcofago.

Datazione consolare. Indicazione del dedicante della data in cui fecero la lastra. I due

imperatori furono Marco Aurelio e Commodo. Alla fine della sua carriera diventò

sovrintendente di servitù. All’ epitaffio venne aggiunta in seguito la parte prettamente

cristiana. Questo elemento fa pensare al fatto che o Protenes al ritorno da Caracalla avesse

affidato l’epitaffio ad un altro liberto oppure che il testo dell’epitaffio fosse stato scritto su

una minuta e poi trascritta da un liberto al suo ritorno dalla spedizione di Caracalla. La

cristianità è sicura solo per la seconda parte, comunque rimane problematica.

- Epitaffio di Aurelia Precope. L’ elemento cristiano è la locuzione finale: “pax tecum” tipico

saluto.

- Piazzola sotto la basilica Apostolorum (S. Sebastiano) via Appia. È una piazzola di

catacombe, è uno spazio per le costruzioni di tre mausolei. Tra la fine del II sec. E l’inizio del

III sec. questi mausolei nascono come pagani e poi vengono cristianizzati. Sulla facciata di

questi mausolei è stato rinvenuto un graffito: acrostico ιχθυς = pesce: Ι(εσούς) Χ(ριστός)

Θ(εοῦ) Υ(ῖος) Σ(ωτήρ) Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore.

Il pesce tra l’altro è il simbolo di salvezza.

Le tombe sono scavate sul piano pavimentale su cui si notano due nuclei familiari che

commissionavano le tombe sia in latino che in greco.

Evidente omogeneità nella grafia e nel formulario usato. Simbologia dell’ancora e del pesce.

Poi c’ è l’assenza permanente della sigla D.M.

In una lastra c’ è la presenza di D.M. e poi cancellata forse per una lastra preparata con tale

sigla e poi cancellata e sostituita con una fogliolina, comunque c’ è la volontà di cristianizzare

la lastra.

- Catacomba di Priscilla. È una galleria di tufo poi utilizzata dai cristiani con una tipologia

tombale abbastanza sistematica.

Le iscrizioni presentano una caratteristica: l’unica presenza nominale. Si sceglie di fare

riferimento al defunto con il solo nome: “laconismo arcaico” = omissione degli elementi

biometrici (tutti gli elementi che fanno riferimento alla vita del defunto).

Ben il 62% degli epitaffi è costituito dal nomen singulus.

 Iscrizioni dipinte su tegole. Nome accompagnato da un elemento figurativo o pax.

Potrebbero esserci delle botteghe che fornivano edifici epigrafici.

PRASSI DEL III SECOLO:

- CIMITERO DI CALLISTO (CRIPTA DEI PAPI)

Il primo papa fu Ponziano ad essere seppellito nella cripta il cui epitaffio fu con il semplix

nomen + ἐπίσκοπος Cornelio. Altri papi pontefici che qui vennero seppelliti furono: Antero,

Fabiano, Lucio, Eutichiano.

I nomi sono seguiti dal termine pax oppure dal corrispettivo ἑιρένη o invocazioni come

“vivas in Deo”.

- DOMITILLA: famiglia dei Flavi-Aurelii di età precostantiniana.

- NOVAZIANO

- CALEPODIO

- SANT’ AGNESE

- MAIUS

Accanto al nome del defunto ci sono anche riferimenti a formulari più specifici: es. richiesta

da parte dei superstiti “ROGAS PRO OMNES”, “Ζέσης ἐν ἐιρένη”

Valenza escatologica del rinfresco: refrigerium / refrigerare

A Sant’ Agnese ritroviamo soprattutto formulari grafici. Iscrizioni ostriane (De Rossi)

caratterizzate da un’omogeneità testuale-grafica. Sono perfettamente impaginate su

supporto marmoreo e con caratteri di modulo chiaro. Sono anche rubicate, cioè colorate di

rosso. Un’ altra caratteristica è la presenza della figura di un’ancora.

- SANT’ ERMETE sulla via Salaria Vetus. Qui è stata rinvenuta l’ultima sepoltura di un martire,

ostruita da una frana che la salvò dalle razzie. Fu rinvenuta nell’ 800 da padre Marsi che

rinvenì a sua volta il martire Giacinto.

APPARATO FIGURATIVO:

Mentre nella prassi pagana, l’apparato figurativo occupava spazi geometrici ben definiti, in quella

cristiana ci sono immagini che invadono lo spazio epigrafico ma non interferiscono di molto

l’elemento testuale. Tuttavia, nel III-IV secolo ci sarà uno squilibrio in questo senso.

SIMBOLI:

- Pesce – ancora. Non sono elementi simbolici prettamente cristiani ma erano usati anche in

ambito pagano.

Problema: capire se i cristiani utilizzavano questa simbologia pagana per una sorta di

continuità col mondo pagano o vi attribuivano un valore escatologico.

Tra il III e il IV secolo: il pesce viene impiegato solo saltuariamente in relazione al mestiere,

mentre l’ancora ebbe più ampia fortuna forse perché si attribuiva all’ associazione della

croce, quindi legata a Gesù.

- Colomba – ramo di ulivo – palma: simboli bucolici = paradiso.

ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA PRASSI EPIGRAFICA PRECOSTANTINIANA:

- Continuità di alcuni elementi: apparato figurativo, limitate espressioni. Si può parlare quindi

del fenomeno si simbiosi e metabolismo

- Laconismo arcaico

C’ è una consapevolezza cristiana di una vera e propria sintesi con i pagani.

Quindi si può dedurre che tutto questo avviene nel passaggio da una gerarchia presbiteriale

ad una gerarchia monarchica che trasforma anche il concetto di gerarchia ecclesiastica.

Con papa Callisto si ha una svolta con la gerarchia monarchica ma anche nella chiesa, con la

carità, un’apertura alla comunità e un’istanza comunitaria ed egualitaria. L’ egualitarismo

comunitario è anche alla base ideologica del cristianesimo: come si manifesta l’egualitarismo

nelle sepolture si ripercuote anche nell’ ideologia che tutti gli uomini sono uguali dinanzi a

Dio. PRASSI EPIGRAFICA OMOGENEA CARATTERIZZATA DA:

- Testo neutro: 62%

- Termini come pax - ἑιρἑνη: 20%

- Testi in lingua greca: 32%. Questo fattore sottolinea la superiorità e la scelta di una lingua

ufficiale qual è la lingua latina.

ISCRIZIONI ESTEMPORANEE (GRAFFITI):

- Graffiti sotto la Basilica Apostolorum nella piazzola si San Sebastiano. Si abbattono i vecchi

spazi cimiteriali e si rialza un muro di 3 m. dal suolo. Sopra viene costruita la basilica da

Costantino. Le pareti affrescate nel rosso erano state riempite di graffiti (più di 300) tracciati

da persone che celebravano refrigeri ai due martiri Pietro e Paolo.

I graffiti sono costituiti da locuzioni ripetibili come:

“Ricordatevi di…” - “in mente habete”

“Proteggete il tale – συντηρησατε”

“Pregate per il tale – Rogate / petite / orate”

“Aiutate il tale – sunvenite / adiuvate”

In alcuni casi, alcuni visitatori pregano gli apostoli che facciano vincere i loro gladiatori. Ci

sono visitatori che provenivano dall’ area romana, c’ è una sola testimonianza di un tale che

veniva da Benevento.

Non tutti sono autografi. Si trovano graffiti tracciati dallo stesso uomo, quindi si pensa a veri

e propri ὐπογραφεὶς = chi scrive per altri, dediti alla scrittura.

Sono stati rinvenuti dei graffiti tardoantichi con visitatori che frequentavano questi luoghi.

Fondamentali sono: l’elemento cultuale e quello grafico.

- Siricus: c’ è la presenza di un uomo manibus expansibus = con le mani oranti

METÀ III SEC. – FINE IV SEC.

FORMULARIO DI TRANSIZIONE:

- Ampliamento delle regioni comunitarie

- Aumento delle espressioni del cristiano

- Riduzione delle testimonianze in lingua greca

- Comparsa di iscrizioni didascaliche: iscrizioni dipinte con scene di banchetto, col rito del

refrigerio.

 CIMITERO DI MARCELLINO E PIETRO

Sono presenti oggetti tipici del banchetto: botti, tovaglie e un’inserviente. La didascalia ha

un’influenza dalla lettura dei codex.

 CIMITERO DI VIA ANAPO (III SEC. – ETÀ COSTANTINIANA)

- Nome singulum

- Ricorrenza del termine benedictus

- Esigua presenza di testi in greco con uno in latino

- Tria nomina

- Ricorrenza della depositio

- Assenza di testi cristologici e di iscrizioni in versi.

La ricorrenza del termine benedictus non fa pensare ad un cimitero collocato in un ente

organizzativo ma forse doveva essere un cimitero privatizzato e non comunitario.

ESIGENZA DELLA COMMEMORAZIONE DELLA MORTE

La data è introdotta da:

- Mortuus

- Decessit

- Recessit / τελεῦθεν

- Depono / καθατίθημι

- “La sepoltura del tale”

- Menzione dei consoli eponimi IV sec. (34%)

- Formulazione della data del giorno della morte

TESTIMONIANZE PIÙ ANTICHE

 Martire Giacinto

 Epitaffio di papa Gaio

EPIGRAFIA CRISTIANA NELL’ ETÀ DI COSTANTINO: (TERZO-QUARTO DECENNIO DEL IV SECOLO)

Ci sono conversioni di massa e aumento numerico della comunità stessa. Ruolo significativo nella

comunità della chiesa. PROBLEMA DELLA GENESI STORICA:

C’ è un maggiore sviluppo della comunità cristiana. Diffusione del codex, i testi sono utilizzati anche

nella prassi epigrafica.

- Prevalenza di gruppi laici e committenti ecclesiastici

CARATTERISTICHE TESTUALI E STRUTTURA DEL TESTO:

- Riappropriazioni delle strutture epigrafiche:

- Espressioni della cura e manutenzione del sepolcro

La struttura è costruita sui lati geometrici

- Elogio del defunto

- Acclamazione in pace

- Locuzioni più articolate di in pace / pax

- Scomparsa di una prassi formalmente omogenea

- Aumenta l’elogio dei benemerenti: elogio dei meriti acquisiti in vita del defunto

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:
Università: Bari - Uniba
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Antonellabeniculturali di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Epigrafia e antichità cristiane e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bari - Uniba o del prof De Santis Paola.

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