ENDOCRINOLOGIA
il diabete è una sindrome caratterizzata da iperglicemia secondaria difetto di secrezione o di attività
dell’insulina. L’iperglicemia a lungo termine provoca danni a vari organi : occhi, rene, sistema nervoso
periferico, apparato cardiovascolare. L’insulina ha un emivita di 3-5 minuti, degradazione a livello del
fegato rene placenta, concentrazione plasmatica media a digiuno di 10 microU/ml , concentrazione
plasmatica dopo i pasti di 50-100 microU/ml. L’insulina è un ormone proteico formato da due catene
polipeptidiche, A e B, di e aa, connesse tra loro da ponti disolfuro ; un terzo ponte è presente nella catena
A. Sintesi codificata da un solo gene posto sul braccio corto del cromosoma 11 .
Pre-pro insulina pro-insulinaInsulina+C-peptide
AZIONE DELL’INSULINA : a livello del fegato aumenta la sintesi di glicogeno , trigliceridi, colesterolo e VLDL;
diminuisce la glicogenolisi, gluconeogenesi ,chetogenesi. A livello dei muscoli aumenta la captazione aa,
sintesi proteica, captazione del glucosio, sintesi del glicogeno; diminuisce la protealisi. A livello del tessuto
adiposo aumenta : la lipoprotein-lipasi endoteliale, la captazione del glucosio e la sintesi di trigliceridi ;
diminuisce la lipasi.
CLASSIFICAZIONE ETIOLOGICA
I. Diabete tipo I
A. Immuno-mediato
B. Idiopatico
II. Diabete tipo II
III. Altri tipi di diabete
A. Difetti genetici della funzione β cellulare
B. Difetti genetici dell’azione insulinica
C. Malattie del pancreas esocrino
D. Endocrinopatie
E. Indotto da farmaci o composti chimici
F. Infezioni
G. Forme non comuni immuno-mediate
H. Altre sindromi genetiche
IV. Diabete gestazionale
STORIA NATURALE DEL DIABETE DI TIPO 1
Infiltrazione linfomonocitaria periinsulare (perinsulite) Fase di insulite asintomatica con progressiva
distruzione delle β cellule sintomatologia manifesta
Il rischio di sviluppare diabete di tipo 1 aumenta con il numero di anticorpi presenti nel siero , nei parenti di
I grado dei diabetici di tipo 1 la positività per un solo anticorpo conferisce un rischio < 10 % di sviluppare il
diabete entro 5 anni, ma se nel siero vengono identificati 2 o più anticorpi tale rischio aumenta
considerevolmente. Gli anticorpi compaiono in genere sequenzialmente prima contro insulina o GAD, più
tardi contro IA-2 e ZnT8.
La predisposizione genetica aplotipi HLA + i fattori ambientali, virus, sostanze tossiche portano a un
processo autoimmune e quindi alla distruzione delle cellule β- cellule con conseguente IPERGLICEMIA.
PATOGENESI DM tipo I
Predisposizione genetica 95% dei soggetti associazione con alleli DR3,DR4 dell’HLA ( cromosoma 6)
Fattori ambientali virus (coxackie,Cytomegalovirus), latte vaccino , sostanze tossiche:nistrosamine
Fattori immunitari presenza di anticorpi diretti contro antigeni insulari : anti-GAD.IAA.ICA.IA-2
Clinica, sintomi tipici : poliuria frequenti risvegli notturni e rapido dimagrimento , 2-5settimane tra
comparsa di sintomi e diagnosi di certezza, Glicemia maggiore di 200mg/dl accompagnata da glicosuria
franca e spesso acetonuria
Chetoacidosi a seguito di : peggioramento clinico progressivo, episodio infettivo intercorrente capace di
accelerare l’ espressione clinica della carenza insulinica
Rilievo occasionale di glicemia elevata : in soggetti appartenenti a categorie a rischio di sviluppare diabete
o con patologie che si associano a diabete tipo 1 ( tiroidite,m.di Basedow, Vitiligine, m. di addison)
Esordio infantile-adolescenziale
brusco, spesso dopo una malattia virale (chetoacidosi nel 90% dei casi), l’evento acuto a seguito da una fase
di remissione, raramente lento o attenuato.
CLINICA : polidipsia, poliuria, enuresi, parestesie, crampi muscolari, astenia, disturbi del virus, anoressia,
spesso preceduta da polifagia, nausea, vomito, dolori addominali, alito acetonemico, respiro di Kussmsul (
tachipnea con respiro profondo ), disidratazione ( secchezza cute e mucose, ipotensione, tachicardia)
,obnubilamento ( stato soporoso, come se pOsm> 350 m0sm/kg H2O ) , prurito ,arrossamento a carico dei
genitali esterni (infezioni batteriche e micotiche) , calo ponderale e7o deficit di accrescimento somatico ,
oligomenorrea o amenorrea.
15-30 % delle diagnosi di diabete avvengono per CHETOACIDOSI DIABETICA. Compare quando lo
scompenso metabolico e le alterazioni idroelettrolitiche durano da qualche settimana. Gli adolescenti
costituiscono una popolazione a rischio per chetoacidosi perché poco attenti alla terapia.
Esordio nell’età adulta raramente acuto, frequentemente lento e/o attenuato. Iperglicemia transitoria:
riscontro occasionale in individui a rischio per diabete di tipi I. Scompenso glicometabolico: poliuria,
polidipsia, polifagia, calo ponderale, astenia. Coesistenza di altre patologie autoimmuni endocrine e non
endocrino.
Remissione clinica fabbisogno insulinico < 0.1 U/Kg, HbAIc normale, residua funzione beta-cellulare (C
peptide a 1h dal pasto >0,4 ng/ml). DURATA <1 anno.
LABORATORIO
Glicemia >250mg/dl (di solito <600mg/dl)
Chetonuria
pH arterioso <7.35 e bicarbonati <15 mlq/l
pO2 normale con pCO2 ridotta (<25 mmHg)
pOsm > della norma
nastriemia e Kaliemia variabili
C-peptide basso o indosabile
DIABETE DI TIPO 1 NELL’ADULTO
LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults ) o NIRAD (Non Insulin Requiring Autoimmune Diabetes ). Pz
diabetici con anticorpi positivi, che non richiedono inizialmente trattamento con insulina, ma che
progrediscono frequentemente verso l’insulino-dipendenza). Età di esordio >35aa BMI<25 kg/mq.
La positività per anticorpi anti-GAD, alla diagnosi di diabete, rappresenta un indice predittivo di insulino-
dipendenza, i soggetti con LADA, dal punto di vista patogenico sembrano appartenere al tipo I piuttosto che
al tipo II.
FATTORI DI RISCHIO NEL DIABETE DI TIPO II
Razza/etnicità
Anamnesi familiare positiva
Età>45 aa
Ipertensione arteriosa
Precedente alterata glicemia a digiuno (IFG) o riddotta tolleranza al glucosio (IGT)
Pregressa diagnosi di GDM o parto macrosomico
HDL<35 mg/dl e/o trigliceridi >250mg/dl +
Sovrappeso o obesità franca
Vita sedentaria
INSULINO-RESISTENZA DIFETTO β-cellullare
IGT
OBESITA’ DIABETE
Fase iniziale
DIABETE fase tardiva
(manca IMG_9695.JPG)
DIAGNOSI DI DIABETE
In assenza dai sintomi tipici della malattia (poliuria,polidipsia e calo ponderale ), la diagnosi di diabete deve
essere posta con il riscontro , confermato in almeno due diverse occasioni di :
Glicemia a digiuno >o = 126 mg/dl ( con dosaggio su prelievo eseguito al mattino, alle ore 8 circa ,
dopo almeno 8 ore di digiuno )
Oppure
Glicemia >o = 200 mg/dl 2 ore dopo carico orale di glucosio
Oppure
HbA1c >o = 6.5 % ( solo con dosaggio standardizzato in presenza di sintomi tipici della malattia la
diagnosi di diabete deve essere posto con il risconto anche in una sola occasione di glicemia casuale
> o = 200 mg/dl (indipendentemente dall’assunzione di cibo )
Screening e diagnosi di diabete mellito gestazionale (GDM)
1° prima visita in gravidanza richiede glicemia plasmatica a digiuno.
DM presistente a digiuno > 126 mg/dl ; glicemia plasmatica random >200mg/dl; HbA1c>6.5% .
Glicemia
in un secondo prelievo.
confermare
16-18 SETTIMANA DI GESTAZIONE
OGTT (75g) se : GDM in gravidanza precedente , BMI pre gravidico >30 Kg/m2, IFG (riscontro
precedentemente o all’inizio della gravidanza di valori di glicemia plasmatica 100-125 mg/dl) . Può essere
GDM e ripetere testalla 28esima settimana di gestazione.
24-28 SETTIMANA DI GESTAZIONE
OGTT (75g) se : Età > 35aa,Anamnesi familiarità di DM (parente I grado DM2), BMI pre gravida > 25 Kg/m2,
GDM gravidanza precedente, macrosomia fetale pregressa, Appartenenza ed etnia ad alto rischio
DIAGNOSI : L’OGTT dovrà essere effettuato con 75 grammi di glucosio prelievi venosi a 0,60,120 minuti per
la determinazione glicemia, Verrà posta diagnosi di GDM quando uno o piu valori risultano uguali o superori
a quelli soglia.
Nel diabete gestazionale l’autocontrollo è indispensabile per decidere quando iniziare la terapia insulinica.
TARGET GLICEMICI IN GRAVIDANZA
DIGIUNO <95MG7DL
1h dopo il pasto< 140 mg/dl
2h dopo pasto 120mg/dl
CARATTERISTICHE DIFFERENZIALI DEL DIABETE TIPO 1 E TIPO 2
Tipo I
Prevalenza circa 0.3%
Sintomatologia sempre presente, spesso eclatante a inizio brusco
Tendenza a chetosi presente
Peso normale
generalmente
Età di esordio più comunemente <20anni
Comparsa di
(non si vede bene IMG_9706)
SOGGETTI AD ALTO RISCHIO DI DIABETE
Criteri per lo screening del diabete mellito tipo 2 nell’adulto
BMI<25kg/mg (>23kg/m2 negli asiatici americani ) e una o più tra le seguenti condizioni :
Inattività fisica
Familiarità di primo grado
Per diabete di tipo 2 (genitori,fratelli)
Appartenenza a gruppo etnico a alto rischio
Iperrtensione arteriosa (>140/90 mgHg) o terapia antipertensiva in atto
Bassi livelli di colesterolo di HDL(> 35 mg/dl) e/o elevati valori trigliceridi (>250 mg/dl)
Steatosi epatica non alcolica
Nelle donne parto di un neonato di peso >4 Kg o pregresso diabete gestazionale
Sindrome dell’ovaio policistico o altre condizioni di insulino resistenza con l’acanthasisnignca
Evidenza clinica di malattia cardiovascolari
HbA13 >39 mmol/mol (5,7%) IGT o IFG in un precedente test di screening
Criteri per lo screening del diabte mellito di tipo 2 nell’età dell’evoluzione
Sovrappeso (BMI>65) percentuale per età sesso peso per altezza >85 percentuale, o peso>120 % del peso
ideale per l’altezza più almeno due dei seguenti fattori di rischio
Storia familiare di diabete di tipo 2 in parent