01/03/2021
ECONOMIA
Che cos’è l’economia?
La disciplina economica si occupa di due aspetti importanti:
- La produzione di beni e servizi: cioè quanto produce
un’economia nel suo complesso e in termini di singolo articolo. La
produzione è limitata dalla disponibilità di materie prime
- Il consumo di beni e servizi: cioè quanto spendono e quanto
risparmiano le persone e le quantità acquistate di un singolo bene. Il
consumo è virtualmente illimitato (L’essere umano desidera sempre
di più)
L’economia è una scienza sociale e si occupa di studiare i dati raccolti
dall’osservazione della realtà senza però poterli rielaborare. Questa scienza si
contrappone leggermente alle scienze sperimentali che riescono a costruire
esperimenti con dati primari.
Il problema della scarsità
In pratica, non è il denaro il fulcro principale, ma bensì la possibilità di
acquistare con il mezzo “denaro” beni e servizi. I desideri e i bisogni delle
persone sono virtualmente infiniti e risultano in eccesso rispetto a quanto può
essere prodotto. Da qui nasce il PROBLEMA ECONOMICO.
Il pianeta, quindi, dispone di una quantità limitata di risorse (fattori di
produzione) che si dividono in tre sottogruppi:
- Lavoro risorse umane
- Materie prime risorse naturali limitate (esempio prodotti
agricoli)
- Capitale comprende tutti i mezzi di produzione che sono stati a
loro volta prodotti (macchinari, stabilimenti ecc.). Questi mezzi di
produzione sono soggetti al miglioramento della tecnologia grazie
agli investimenti.
Distinzione tra microeconomia e macroeconomia
Macroeconomia si occupa dell’economia nel suo complesso e studia la
domanda e l’offerta AGGREGATE. La domanda aggregata comprende la spesa
totale nell’economia da parte di consumatori, stato e imprese, l’offerta
aggregata comprende l’intera produzione di beni e servizi in un intero
paese/stato/regione
Microeconomia studia gli agenti individuali che operano nel mercato (di un
singolo bene). Si occupa delle unità individuali del sistema economico
(esaminando la domanda e l’offerta di un singolo bene)
Equilibrio tra domanda aggregata e offerta aggregata
(Macroeconomia)
- Se domanda > offerta
I prezzi aumentano si ha un aumento del livello medio generale dei
prezzi (inflazione) misurato dall’ISTAT.
Le importazioni superano le esportazioni (per compensare la mancanza di
offerta)
- Se domanda < offerta
I prezzi calano e ci sono eccessi di produzione, aumenta la
disoccupazione perché legato all’occupazione esiste un costo del lavoro.
Si ha il fenomeno di recessione, periodo nel quale la produzione
nazionale si contrae ed è associata a un basso livello di spesa per
consumi. I negozi, infatti, si trovano con merce invenduta, quindi
acquisteranno meno dai produttori che si troveranno costretti a ridurre la
produzione.
- Se domanda = offerta
Per arrivare a questo equilibrio, a volte serve l’intervento dello stato.
Ecco una serie di politiche per equilibrare la domanda e l’offerta:
Politica della domanda : Mira a influenzare il livello della spesa
nell’economia. Un esempio è l’introduzione di bonus (natura
microeconomica su un singolo bene)
Politica dell’offerta: Mira a influenzare il livello della produzione
Abbattimento cuneo fiscale e utili reinvestiti
03/03/2021
Scelta razionale
Quando osserviamo gli agenti economici (produttori e consumatori) che fanno
le loro scelte, ipotizziamo che facciano scelte razionali che tendono a
massimizzare il proprio beneficio al minor costo possibile. Quindi abbiamo un
confronto tra i costi (marginali inclusi i costi-opportunità) e i benefici derivanti
da quella scelta. I costi-opportunità rappresenta il sacrificio rispetto alla
migliore alternativa (quando scegliamo una cosa rispetto l’altra).
Esempio (Frontiera delle possibilità produttive)
Produzione di cibo e vestiti siano date le combinazioni di quantità massima
di cibo e vestiario che un’economia è in grado di produrre in un determinato
periodo di tempo (un anno)
Ogni riga rappresenta una scelta produttiva utilizzo
di risorse per produrre o più cibo oppure più vestiti, quindi si opera una scelta.
Quindi la frontiera delle possibilità produttive è la curva che mostra tutte le
combinazioni di beni che è possibile produrre quando le risorse del paese sono
utilizzate in modo efficiente e completo
Scegliamo un punto X (4; 6) e immaginiamo di togliere alle risorse di cibo per
produrre più vestiario. Quindi passiamo dal punto X al punto Y (5; 5). Quindi,
per scegliere di aumentare di un milione la produzione di vestiario dobbiamo
rinunciare a un milione di produzione di cibo. Questo è il concetto di costo-
opportunità.
Invece se passassimo dal punto Y al punto Z (6; 3). Abbiamo un aumento di
un’unità di vestiario ma a discapito di due milioni di unità di cibo. Quindi il
costo-opportunità è dato alla rinuncia di due milioni di unità di cibo. A mano a
mano che spingiamo verso la produzione di milioni di unità di vestiario
dobbiamo rinunciare un numero crescente di milioni di unità di cibo.
La frontiera divide lo spazio delle possibili combinazioni di produzione in tre
sottospazi:
- I punti sulla frontiera (curva) sono le combinazioni produttive
efficienti e complete
- I punti all’interno della frontiera rappresentano le combinazioni
produttive poco efficienti dove le risorse non sono pienamente
utilizzate o lo sono in modo inefficiente (tecnologia scarsa)
- I punti all’esterno della frontiera rappresentano quelle combinazioni
che il paese non riesce a raggiungere perché non dispone di risorse
sufficienti per raggiungerli (terra, capitale e lavoro) e di tecnologia.
Quindi riassumendo: per produrre una quantità maggiore di un bene è
necessario sacrificare la produzione dell’altro bene. La frontiera è una curva
concava perché all’aumentare della produzione di un bene è necessario
sacrificare quantità sempre crescenti dell’altro bene (costo-opportunità
crescente). Perché succede questo? Perché aumentando la produzione di
vestiario vado a togliere le risorse (lavoratori, tecnologie, materie prime e
capitale) alla produzione di cibo che sono specializzati però in quel settore.
La frontiera nel lungo periodo
Nel lungo periodo possiamo passare da X a X’ per effetto del miglioramento
tecnologia. A parità di fattori produttivi aumenta la produzione oppure a parità
di produzione utilizziamo meno fattori produttivi (sostenibile).
Economia monetaria
Il processo di soddisfazione dei bisogni coinvolge produttori e consumatori che
si scambiano beni e fattori produttivi, utilizzando come mezzo la moneta.
Quindi possiamo parlare di mercato di beni:
IMPRESE (producono beni e servizi) famiglie (acquistano beni e servizi)
Le imprese necessitano del processo produttivo per produrre beni e servizi e ciò
viene attuato combinando i fattori produttivi (mercato dei fattori)
IMPRESE (acquistano fattori produttivi) FAMIGLIE (offrono fattori produttivi
alle imprese)
Le famiglie in cambio di fattori di produzione di varia natura ottengono la
remunerazione di redditi.
- Reddito per il lavoro viene definito “salario/stipendio”
- Reddito per l’utilizzo di terre e risorse naturali viene definito
“Rendita fondiaria”
- Reddito per il capitale prestato dai risparmi delle famiglie si chiama
“Interesse sul capitale prestato”
Flusso circolare del reddito e dei beni e servizi
Possiamo combinare in un unico schema il mercato dei beni e il mercato dei
fattori
08/03/2021
Organizzazione delle economie dei vari paesi
I diversi sistemi economici si distinguono in base al grado di intervento
pubblico in economia del paese.
- Economia di mercato: i produttori e i consumatori (gli agenti
economici) interagiscono tra di loro, senza interventi dello stato
- Economia totalmente pianificata: caratterizzava i paesi del
socialismo reale. Lo stato definiva e interveniva in maniera pesante
e completa sui meccanismi di produzione e consumo.
- Economia mista: è un’economia intermedia tra le due. Più
spostata verso quella di mercato ma “corretta”. Lo stato interviene
con sistemi di tassazione e sussidi
Economia di mercato
Si basa sulle libere decisioni di famiglie e imprese la domanda (rappresenta i
consumatori) e l’offerta (rappresenta le imprese) interagiscono tra loro
attraverso il meccanismo dei prezzi. I prezzi hanno una funzione fondamentale:
hanno la funzione di indicare la scarsità relativa e quindi il valore di beni e
servizi e di fattori produttivi scambiati in un’economia di mercato. Più scarso è
un bene, più ha un alto valore.
Determinazione del prezzo
Il prezzo è il mediatore tra domanda del bene e offerta del bene.
Questo grafico rappresenta la quantità del bene (Q) in funzione del prezzo del
bene (P). La curva della domanda è discendente (funzione di domanda D) è la
domanda di quel determinato bene sul mercato. Rappresenta le combinazioni
di prezzo e quantità che un consumatore è disposto ad acquistare a un
determinato prezzo. La curva dell’offerta è crescente viene indicata con la
lettera S (funzione di offerta) indica le quantità di bene che le imprese sono
disposte a produrre per ogni livello di prezzo.
Scegliamo un prezzo arbitrario p1 e osserviamo dove intercetta le curve. Il
prezzo intercetta prima la curva di domanda (nel punto QD1) e poi la curva di
offerta (nel punto QS1) quindi notiamo che il punto QS1 ha ascissa maggiore
rispetto a QD1 e quindi la quantità di offerta del bene è maggiore rispetto alla
quantità di bene domandata, quindi notiamo che esiste un eccesso di offerta e
quindi il prezzo si abbassa.
Scegliamo, quindi un prezzo arbitrario p2, in questo caso il prezzo (p2)
intercetta prima la funzione di offerta (nel punto QS2) e poi la curva di
domanda (nel punto QD2) quindi notiamo che il punto QD2 ha ascissa
maggiore rispetto QS2 e quindi la quantità di bene domandata è maggiore
rispetto alla quantità di bene offerta. Notiamo che esiste un eccesso di
domanda. Per trovare l’equilibrio (punto pe) dobbiamo trovare il punto di
incontro tra l’offerta e la domanda.
L’ equilibrio
In equilibrio non c’è né eccesso di domanda né eccesso di offerta. È una
situazione in cui non vi è alcun incentivo a cambiare posizione (né a produrre di
più, né a consumare di più).
Se variano:
- La curva di domanda
- La curva di offerta
Si determina un nuovo equilibrio (p e q).
Operiamo un confronto tra due situazioni di equilibrio che rappresenta una
“analisi di statica comparata”. Facciamoci delle domande
1) L’evento induce spostamenti della curva di domanda o di offerta?
2) In quale direzione si sposta la curva?
3) Come si modifica il nuovo equilibrio?
Caso 1: Variazione della domanda a partire da una situazione di
equilibrio
Se la domanda aumenta, aumenta la scarsità relativa del bene e quindi
aumenta il prezzo. Se il prezzo sale, questo ha un effetto su imprese e
consumatori. Le imprese sono incentivate a produrre di più (l’ offerta aumenta),
i consumatori, invece, consumano di meno e la domanda diminuisce
Se la domanda diminuisce, si crea un eccesso di quel bene e quindi porta a una
diminuzione del prezzo di quel bene. Se il prezzo diminuisce troppo, le imprese
diminuiscono la produzione per un fattore di costo di produzione. I consumatori
tendono ad acquistare di più e quindi la domanda aumenta.
Adesso proviamo a rappresentare su un grafico questi concetti:
Il punto A rappresenta il punto di equilibrio iniziale del mercato. Aumentiamo
la domanda (si può capire che la domanda aumenta perché al prezzo pe1 la
quantità domandata è maggiore). La distanza tra il punto A e il punto h
rappresenta un eccesso di domanda rispetto l’offerta. Quando vi è un eccesso
di domanda, il prezzo aumenta e i produttori cercano di produrre sempre di più
e ciò porta uno slittamento sulla funzione S (aumenta l’offerta), invece, i
consumatori, vedendo che i prezzi salgono, acquistano meno e quindi la
domanda diminuisce. Il nuovo punto di equilibrio è rappresentato dal punto I.
Nel punto I abbiamo un aumento della quantità di equilibrio e un aumento del
prezzo di equilibrio rispetto a quello iniziale. Un aumento della domanda, a
parità di offerta, porta a un aumento dei prezzi.
In generale, lo spostamento è causato da fattori esogeni che influenzano la
quantità domandata. Il prezzo non è un fattore esogeno ma è endogeno. I
fattori esogeni possono dipendere da campagne promozionali efficaci, il reddito
dei consumatori.
Caso 2: Variazione dell’ offerta a partire da una situazione di equilibrio
Se l’ offerta aumenta si determina un eccesso di offerta (surplus del bene sul
mercato), il prezzo tende a diminuire. Questo ha un effetto “positivo” sui
consumatori perché sono incentivati a comprare, quindi aumenta la domanda.
Invece, chi produce tende a diminuire l’offerta perché non conviene produrre se
il prezzo di mercato è basso.
Se l’ offerta di quel bene diminuisce, il prezzo sul mercato aumenta, perché la
domanda è sempre uguale e perché si verifica la scarsità relativa di quel bene.
Se il prezzo aumenta, la domanda diminuisce, perché i prezzi sono alti. Dal lato
del produttore, è incentivato a produrre di più (offerta sale)
Adesso proviamo a rappresentare questo concetto su un grafico:
Abbiamo uno spostamento di offerta da S1 a S2. L’offerta diminuisce, se slitta
verso sinistra, perché a parità di prezzo pe1 la quantità offerta in S2 è minore
rispetto alla quantità offerta in S1. La diminuzione di offerta (eccesso di
domanda) è rappresentata dalla distanza tra il punto A e il punto J. Quando vi è
un eccesso di domanda, il prezzo aumenta e quindi i consumatori sono disposti
ad acquistare meno, i produttori invece sono incentivati a produrre più.
Domanda e offerta tendono a convergere nel nuovo punto di equilibrio K.
Quindi il nuovo equilibrio determina un aumento del prezzo di equilibrio e una
diminuzione della quantità di equilibrio.
Interdipendenza tra mercato dei beni e mercato dei fattori
Come si riflettono questi ragionamenti sul mercato dei fattori produttivi?
Mercato dei beni:
Se la domanda del bene aumenta, vi è un eccesso di domanda e la domanda si
contrappone all’offerta. Il prezzo del bene aumenta e questo causa una
produzione maggiore e una diminuzione della domanda (consumatori
acquistano di meno).
Mercato dei fattori produttivi:
Se l’offerta del bene aumenta, ciò causerà un aumento della domanda del
fattore produttivo di quel bene. Se aumenta la domanda del fattore produttivo,
in un mercato in situazione iniziale di equilibrio, (eccesso di domanda rispetto
all’offerta) ciò porterà a un aumento di prezzo di quel determinato fattore
produttivo. Chi produce il fattore produttivo è incentivato a produrre di più e,
invece chi lo acquista, lo acquista di meno perché il prezzo è alto.
L’interdipendenza è bidirezionale:
- Variazioni di equilibrio sul mercato dei beni influenzano il mercato
dei fattori (esempio precedente)
- Variazioni di equilibrio sul mercato dei fattori influenzano il mercato
dei beni di consumo ( esempio shock petrolifero benzina)
Vantaggi e svantaggi dell’economia di mercato
Vantaggi:
- Aggiustamenti automatici
- Efficienza nell’allocazione delle risorse e fattori produttivi il principio
della mano invisibile (aumento di prezzo induce un aumento di
offerta e così via).
Svantaggi (fallimenti):
- Poche grandi imprese possono godere di un notevole potere di
mercato.
- Alcuni beni socialmente desiderabili possono non essere prodotti in
quantità sufficiente e viceversa per i beni non socialmente
desiderabili (per esempio all’inquinamento che sfugge in una logica
di economia di mercato, non viene tassato, invece con le tasse
sull’inquinamento si arginerebbe questo problema).
- Instabilità macroeconomiche (crisi)
- Affermazione di valori materialistici (i consumatori sono incentivati a
consumare di più)
Economia totalmente pianificata
Nel mondo moderno non esiste quasi più. Fino a qualche tempo fa, l’economia
pianificata era caratteristica di Cina e Cuba. Negli anni ’80 era caratteristica di
quei paesi del patto di Varsavia, l’ URSS e il blocco dei paesi comunisti.
Lo stato pianifica l’allocazione delle risorse su tre livelli.
COSA PRODURRE? Lo stato socialista pianifica l’allocazione delle risorse tra
consumo e investimento. Lo stato decide quali risorse dovessero andare per la
produzione di un determinato bene o di un altro.
COME PRODURRE? Lo stato pianifica l’ output (i prodotti), la tecnologia e gli
input utilizzati per il mercato di ogni prodotto. Decideva in che misura
combinare i fattori produttivi (lavoro, capitale e materie prime) e quali usare,
sulle varie filiere.
PER CHI PRODURRE? Lo stato pianifica la distribuzione dell’ output tra i
consumatori.
I salari erogati ai lavoratori seguono dei valori salariali prefissati dalla Stato.
Vantaggi e svantaggi dell’ economia totalmente pianificata
Vantaggi:
- Bassi livelli di disoccupazione (produzioni che impiegassero molto
lavoro)
- Distribuzione più equa de
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