Economia
L'economia è lo studio del modo in cui gli individui effettuano scelte in condizione di scarsità (metodi di persuasione sono frutto di scelte, di risorse, alternative). Infatti, uno dei principi fondamentali dell'economia è il principio di scarsità: poiché i nostri desideri sono illimitati, le risorse disponibili per soddisfarli sono limitate. Questo significa che, per avere in quantità maggiore il desiderio A, bisogna avere una quantità minore di qualcos'altro.
Il concetto di trade-off
Da qui deriva il concetto di trade-off: le scelte comportano un compromesso fra interessi alternativi. Il trade-off è una sorta di bilanciamento tra scelte alternative, in cui si rinuncia a una parte di qualcosa per avere una quantità maggiore di un'altra cosa (es. qualità, prezzo).
Il principio costi-benefici
Per risolvere il trade-off, gli economisti ricorrono al principio costi-benefici, secondo cui un individuo (un'impresa, una società) dovrebbe intraprendere un'azione se e solo se i benefici aggiuntivi sono almeno pari (o sicuramente maggiore) ai costi aggiuntivi. Il surplus economico è pari alla differenza tra il beneficio dato da un'azione e il costo sostenuto a tale scopo (beneficio - costo = surplus economico). Infatti, nel prendere decisioni, l'obiettivo è quello di seguire azioni che generano il massimo surplus economico possibile.
Il costo opportunità
Il costo opportunità è il valore di ciò che si deve rinunciare per avere quel bene. Quando non esistono valutazioni monetarie, si può fare uso dei prezzi di riserva: il prezzo riserva beneficio è da intendersi come il massimo disposto a pagare; il prezzo riserva costo è da intendersi come il minimo che endiamo disposti a ricevere.
Esempio di surplus economico
ESEMPIO pag. 64: Giorgio: 25 €
Milano costo: 15 €
0 minuti a piedi.
Benefici compreso già in B (= cento): 10
Costo monetario, spostamento in centro = 15 + 2 → 3 minuti a piedi
Surplus economico = 10 - 9 = 1 € → Surplus esistente in cento
Se fosse + 3 €
Beneficio totale Surplus economico = 10 + 1 - 1 = 0 € → costo lungo = est est est
Il costo dell'opportunità di 30 KM/h per spostarsi in costo può essere deluso se quel beneficio diventa - il costo della rinuncia = spese a ottenere.
Esempio: un'uscita rinunciata (30 minuti) per compiere l'azione (andare inactive) è elevato (costo d'opportunità).
ECONOMIA L'economia è lo studio del modo in cui gli individui effettuano scelte in condizione di scarsità (metodi di persuasione sono basati su sfruttare la risorsa attenzionale). Infatti, uno dei principi fondamentali dell'economia è il PRINCIPIO DI SCARSITÀ: benché i nostri desideri siano illimitati, le risorse disponibili per soddisfarli sono limitate. Ciò significa che, per avere una quantità maggiore di qualcosa, bisogna avere una quantità minore di qualcos'altro.
Il concetto di trade-off
Quindi deriva il concetto di TRADE-OFF: fare scelte comporta un compromesso fra interessi alternativi. Il trade-off è una sorta di bilanciamento tra vari obiettivi, che rinuncia a parte del guadagno per avere una quantità maggiore di un altro obiettivo (Es. qualità - prezzo).
Per risolvere i trade-off, gli economisti ricorrono al PRINCIPIO COSTI-BENEFICI: secondo cui un individuo (un'impresa, una società) delibera, intraprendendo un'azione se, e solo se, i BENEFICI AGGIUNTIVI sono almeno pari (o meglio superano) i COSTI AGGIUNTIVI.
Il surplus economico
Il SURPLUS ECONOMICO è pari alla differenza tra il beneficio dato da un'azione e il costo sostenuto a tale scopo (BENEFICIO - COSTO = SURPLUS ECONOMICO). Inoltre, nel prendere decisioni, l'obiettivo è quello di scegliere l'azione che genera il massimo surplus economico possibile.
Il costo opportunità
Il COSTO OPPORTUNITÀ è il valore di ciò che si deve rinunciare per avere quel bene. Quando non esistono utilizzazioni alternative, si può fare uso di prezzi di riserva: PREZZO RISERVA BENEFICIO denaro massimo disposto PREZZO RISERVA COSTO = denaro minimo che sono disposto a pagare.
Esempio di surplus economico
ESEMPIO pag. 64:
Giro(ca): 25 €
Milano costo: 15 €
0 minuti a piedi
Da cento 15 €(2 30 minuti a piedi)
Beneficio compiere giro = centro 10
Costo non costo spostamento in centro = 15
Surplus economico = 10 - 9 = 1 €
Surplus positivo centro Si fosse stato Beneficio totale Surplus economico = 10 - 14 += surplus negativo = 1 amato = cost.
Il costo d’opportunità di un tempo per spostarsi in punto e meglio di esso del tempo è quello del mezzo? Fosse esempio di costo posto a pacequere (comprare un altro sìolimimensione (30 minuti) per compiere (Retratoe, e valore d’opportunità (analque incentivo) e oporto).
Quattro errori comuni nel processo decisionale
Il principio costi-benefici afferma che una decisione razionale è basata sulla valutazione dei COSTI e dei BENEFICI e di conseguenza dei RICAVI. Ma le conseguenze di una scelta non si limitano solo nell'analisi di costi e ricavi, ma anche di altre risorse come il TEMPO.
Utilizzando il principio costi-benefici per compiere una scelta, si può anche incorrere in 4 errori comuni:
-
Misurare costi e benefici con proporzioni anziché in termini monetari assoluti
CASO 1: B costo 10 € e 10 per cento (30 minuti di strada)
A costo 5 € (20 minuti di strada)CASO 2: D costo 200 € e 5 cento (55 minuti di strada)
C costo 190 € e solo casa) (50 minuti di strada)Risparmio 10 € — Risparmio 10 €
I conseguenti, dato che l'importo è lo stesso sono due: uno basso e in uno caso vedere la casa, in caso 1 è D, nel caso di 2 beneficia di tempo anche se è meno (risparmio tempo) per un acquistoNON pensare troppo alle %; risparmio 10% prezzo originale bene sei l'IMPORTO MONETARIO ASSOLUTO che viene risparmiato. -
Ignore i costi-opportunità
Si verificano quando vengono ignorati costi che invece andrebbero sempre tenuti in considerazione. Spesso vengono ignorati costi opportunità di ciò a cui ci rinunciamo.
ESEMPIO: Scegliere se usare un biglietto viaggio per.
- VIAGGIO A PARIGI
- 500 € = vebo
- 400 € = vitto e alloggio
- 1000 = beneficio
- 1350 = prezzo-dispositivo e pagamento
Se usi un biglietto per viaggio e potrai ridurre un SURPLUS di 350 € (vedete poi perdere) 1350-1000 + biglietto + vebo (1000 degli gli mangi 350), che hai considerato il viaggio obbligatorio da esse preievea ➡ BIGLIETTO PARIGI ha in caso OPPORTUNITÀ di 400 €
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Non ignorare i costi non recuperabili
Si verifica quando ci si lascia influenzare da costi che andrebbero trascurati. I costi che dobbiamo considerare per decidere se compiere o meno un’azione sono quelli che si possono evitare NON facendo quella azione. Spesso invece ci si lascia influenzare dai: COSTI NON RECUPERABILI (SUNK COST), cioè i costi che si devono comunque affrontare nel momento in cui si prende una decisione.
Es. Ristorante a buffet prezzo fisso
Gruppo 1: 20 €
Gruppo 2: gratis
20 € = costo non recuperabile per entrambi i gruppi prendere una seconda porzione non ha un costo aggiuntivo pari a zero
Se il gruppo 1 + 2 totale si mangiano di più
Gruppo 2 - 1 tot meno -
Non distinguere tra valori medi e valori marginali
Quando ci poniamo ragionamenti con il comprare o non un’unità, noi fino a che punto porti [...] benefit derivanti da un’attività aggiuntiva ovvero (NON I COSTI ED I BENEFICI MEDI) IL COSTO MARGINALE [...] cioè la variazione del costo totale causata dello svolgimento di un’unità in più di attività. Il beneficio marginale, cioè la variazione del beneficio totale causato dallo svolgimento di un’unità in più di attività [...] In particolare, il PRINCIPIO COSTI BENEFICI suggerisce di portare avanti un’attività fino che il beneficio marginale è maggiore del costo marginale
Espandi azione se beneficio marginale > costo marginale
Riduci azione se beneficio marginale
Azione adeguata se beneficio marginale = costo marginaleEsempio: [...] ma i benefit [...]
Esempio: [...] per il consumo possiamo dir, 4,5 5 pari a una differenza di 5 beni medi di 2,5 meno
Costo tot
Costo med.
Costo marginale
00--122224,252,1252,2536,752,252,549,52,652,75512,553
B (BENEFICIO) COSTO
2 < 2,253 < 2,54 > 2,75
BENEFICIO < COSTO (5)
Grafici, rette, pendenze (2 variabili)
Un grafico rappresenta una relazione y=f(x) in cui y è la variabile indipendente e x è la variabile dipendente. Una retta è un grafico che ha pendenza costante in ogni suo punto. La pendenza è misurata dal rapporto incrementale q = Δy/Δx
q = ordinata del punto di intersezione con l'asse y
y = mx+q
m = Δy/Δx = q = inclinazione della retta
se b>0
se b=0
se b<0
Pendenza di un retto
Pendenza = Δy/Δx
Es. punti A e C Δy = 8−5=3
Punti B e C Δy = 8−5=3
Δx = 3
Pendenza di un curvo
Pendenza curvo: la pendenza effettiva diversa di un punto è uguale alla pendenza della retta tangente in quel punto.
Pendenza tangente punto B = Δy/Δx
Δy = 19−13=6
Δx = 6−3=3
Funzioni di più variabili
y = F(x,z) Mantendo una delle due combari dipendenti costante (z), la nuova funzione può essere rappresentata nel piano cartesiano. Al variar di z, la curva sposta su sua posizione nel piano cartesiano. Se z aumenta e y aumenta → curva si sposta verso l'alto ↑. Se z aumenta → curva si sposta verso il basso ↓ y diminuisce.
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