Istituzioni di economia politica Origo 2016/2017
Istituzioni di economia politica
1. Principi e pratica dell'economia
L'economia studia anche l'allocazione di risorse scarse; queste ultime sono cose che gli individui vogliono quando la quantità desiderata è superiore alla quantità disponibile. La scarsità esiste perché le persone hanno bisogni illimitati in un mondo di risorse limitate. Il mondo non ha abbastanza risorse per dare a tutti tutto ciò che vogliono.
La teoria economica è lo studio dei modi in cui gli agenti scelgono di allocare risorse scarse e dell’influenza di tali risorse sulla società. Il mestiere dell’economista è quello di studiare perché alcuni (famiglie, imprese, paesi) diventano ricchi e altri, invece, rimangono poveri o addirittura si impoveriscono. Studiare l’economia serve ad acquisire gli strumenti per fare ragionamenti in profondità su questi e altri temi. Serve soprattutto per avere una visione d’insieme dei problemi, capire, almeno a grandi linee, le loro interazioni. (Cit. Tito Boeri, Perché studiare economia?)
Il campo dell'economia
La scelta – non il denaro – è l’elemento unificante di tutte le tematiche studiate dagli economisti; essi pensano quasi tutto il comportamento umano come l’esito di scelte. Un agente economico è un individuo o un gruppo che compie delle scelte. Non tutti gli agenti economici sono però degli individui. Un agente economico può essere anche un gruppo: uno Stato, un’impresa, un’università, un partito politico, un sindacato operaio, una squadra di calcio.
Comprendere le scelte degli individui ha un’utilità pratica per due ragioni fondamentali.
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L’analisi economica:
- Descrive ciò che la gente fa realmente, ovvero affermazioni oggettive sul mondo che possono essere controllate sulla base di dati (economia positiva o analisi economica positiva).
- Raccomanda che cosa la gente dovrebbe fare (economia normativa), ovvero consiglia individui e società sulle scelte da compiere, dipende quasi sempre da giudizi soggettivi che sono condizionati in parte da sentimenti, gusti o opinioni personali degli economisti; essi ritengono che tocchi alla persona consigliata determinare le preferenze da prendere in considerazione.
L’analisi normativa genera anche consigli per la società in generale; infatti quando una politica pubblica ha vincitori e perdenti, gli economisti, per effettuare l’analisi normativa, dovranno formulare dei giudizi etici.
Seppure oggi, anche a seguito della crisi economico-finanziaria, vada «di moda» parlare di economia, l’economia non è una scienza recente, anche se è relativamente giovane, se messa a confronto, ad esempio, con la Filosofia o altre scienze umane. Come disciplina scientifica dotata di una propria autonomia metodologica e teorica, l'Economia politica nasce, «ufficialmente» nel 1776, anno di pubblicazione de La Ricchezza delle Nazioni di Adam Smith o l’agire individuale (egoistico) porta al benessere collettivo o Centralità del mercato e della libera concorrenza (la «mano invisibile» del mercato) liberismo o divisione del lavoro, valore e ricchezza.
I tre principi della teoria economica
Gli economisti pongono l’accento su tre concetti fondamentali:
- Ottimizzazione: le persone decidono cosa fare soppesando i pro e i contro noti delle differenti opzioni a disposizione e cercano di selezionare la migliore opzione fattibile.
- Equilibrio: è una situazione in cui nessun agente otterrebbe un vantaggio personale cambiando il proprio comportamento. Il sistema economico è in equilibrio quando ogni agente sente che non può ottenere alcun miglioramento scegliendo un’altra opzione.
- Empirismo: gli economisti usano dati per controllare teorie e stabilire che cosa determina gli avvenimenti.
L'ottimizzazione
Ciascun agente economico cerca di scegliere la migliore opzione fattibile data l’informazione in proprio possesso. Le opzioni fattibili sono quelle che l’agente economico ha a disposizione e si può permettere. Il concetto di fattibilità va oltre il budget finanziario dell’agente. La definizione di ottimizzazione si riferisce anche all’informazione disponibile al tempo della scelta.
Ottimizzazione significa, in una decisione, considerare anche i potenziali rischi, nonché prevediamo perfettamente il futuro. Quando qualcuno sceglie l’opzione migliore fattibile data l’informazione disponibile, gli economisti dicono che il decisore è stato razionale (o azione razionale: valutazione logica dei costi, dei benefici e dei rischi associati a una decisione).
Per comprendere l’ottimizzazione bisogna però capire i trade-off: sorgono quando occorre rinunciare a qualche beneficio al fine di ottenerne degli altri. Es: se vado in discoteca, non vado al cinema. Gli economisti usano i vincoli di bilancio per descrivere i trade-off, i vincoli di bilancio sono l’insieme delle cose che si possono fare senza superare il proprio budget e permettono di quantificare i trade-off.
Gli economisti tendono a concentrarsi sull’attività che costituisce l’alternativa migliore (costo opportunità) a cui rinuncio per fare quanto scelgo di fare. Ogni volta che facciamo qualcosa, qualcos’altro viene escluso. Il costo opportunità rappresenta dunque il migliore uso alternativo di una risorsa. Ad esso si può attribuire un valore monetario per facilitare la sua analisi. L’analisi costi-benefici è un calcolo che somma i costi ed i benefici usando una comune unità di misura, al fine di identificare l’alternativa che ha il maggiore beneficio netto.
L'equilibrio
In equilibrio nessun agente economico percepisce che potrebbe ottenere un vantaggio cambiando il proprio comportamento. In equilibrio, tutti gli agenti economici stanno compiendo le loro migliori scelte fattibili tenendo conto di tutte le informazioni che possiedono, comprese le loro credenze sul comportamento degli altri.
L'empirismo
Gli economisti controllano le loro idee con i dati: chiamiamo empirismo questa analisi basata sull’evidenza. Essi usano dati per determinare se le teorie sul comportamento umano, come ottimizzazione ed equilibrio, corrispondono al comportamento umano reale. Ovviamente ci interessa sapere se le nostre teorie non sono in grado di spiegare ciò che sta accadendo nel mondo, perché in tal caso bisogna escogitare teorie migliori. Questo è il modo in cui la scienza economica progredisce. Ma sono altresì interessati a capire qual è la causa di ciò che accade nel mondo. I benefici si manifestano in forme differenti, ma quello più grande è la capacità di applicare il ragionamento economico nella vita di ogni giorno.
Pensare come un economista è utile in ogni ambiente in cui si stanno usando o scambiando risorse. Il modo più facile di familiarizzare con le idee economiche è tenersi aggiornati su ciò che accade nel mondo.
2. Metodologie e questioni economiche
Il metodo scientifico
Il metodo scientifico è il processo continuo che gli economisti ed altri scienziati usano per sviluppare modelli del mondo e per controllare quei modelli con dati, valutando la corrispondenza tra i modelli e i dati. Un modello è una descrizione, o rappresentazione, semplificata del mondo. Poiché sono semplificati, i modelli non sono repliche perfette della realtà. Talvolta gli economisti si riferiscono a un modello come a una teoria, questi termini sono spesso utilizzati, infatti, in modo intercambiabile.
Tutti i modelli scientifici fanno previsioni che possono essere controllate con dati, cioè fatti, misurazioni, statistiche che descrivono il mondo. Gli economisti usano dati per:
- Rispondere a domande sul mondo (fatti stilizzati/evidenza empirica).
- Controllare la bontà/affidabilità dei modelli teorici.
Tutti i modelli economici cominciano con delle assunzioni (ipotesi semplificatrici). Ad esempio: investire in un anno di istruzione in più aumenta il vostro futuro salario del 10%. Si può usare questa ipotesi in un modello che ponga in relazione il livello di istruzione di una persona con la sua retribuzione. Aumentare il salario del 10% equivale a moltiplicare il salario per 1+0,10=1,10. L’assunzione del rendimento dell’istruzione implica che le persone con un anno di istruzione in più guadagnano 1,10 volte quanto guadagnerebbero senza l’anno di istruzione extra. In linea di principio si può applicare questa analisi a qualsiasi numero di anni di istruzione. Siamo perciò in possesso di un modello generale che pone in relazione il livello di istruzione delle persone con il loro reddito.
NOTA: il modello è un’approssimazione. Il modello non predice che chiunque abbia ottenuto un anno di istruzione extra incrementerà il suo futuro reddito esattamente del 10%. La relazione tra istruzione e retribuzione futura è infatti una relazione media. L’istruzione non determina in maniera esatta il salario, ci sono persone di grande istruzione che guadagnano molto poco (un esempio sono i ricercatori nel film «Smetto quando voglio») e ci sono persone con poca istruzione che guadagnano molto (pensiamo a Bill Gates o Mark Zuckerberg, entrambi hanno studiato ad Harvard senza tuttavia arrivare alla laurea). Tuttavia è un errore usare due casi eccezionali, o un qualsiasi piccolo campione di persone, per cercare di stabilire una relazione statistica.
Causazione e correlazione
Si confonde spesso la causazione con la correlazione. La causazione ha luogo quando una cosa influisce direttamente su un’altra cosa. Si può pensarla come un percorso dalla causa all’effetto (una variazione di X causa variazione di Y). La correlazione significa invece che esiste una relazione reciproca tra due cose: quando una cosa cambia, cambia anche l’altra (X cambia Y cambia ma non è detto che Y cambia per X).
NOTA: la correlazione NON implica necessariamente CAUSAZIONE! Due sono le ragioni per cui non dovremmo saltare alla conclusione che una correlazione tra due variabili implichi una particolare relazione causale:
- Variabili omesse: qualcosa che è stato trascurato da uno studio e che, se fosse incluso, potrebbe spiegare parte della relazione tra due variabili comprese nello studio (es: salari, istruzione e abilità).
- Casualità inversa: sorge dalla confusione delle direzioni di causa ed effetto (pensate alla relazione tra uovo e gallina...).
ESEMPIO: A novembre-dicembre il colore dominante nella pubblicità è il rosso. Nello stesso periodo, le imprese registrano un forte aumento delle vendite. Causa: pubblicità con prevalenza del rosso. Effetto: aumento delle vendite. Aumentare il rosso nelle pubblicità aumenta le vendite (es: effetto psicologico).
Come si determina una relazione causale?
Un metodo per determinare causa ed effetto è condurre un esperimento controllato, cioè un metodo controllato per indagare la relazione causale tra le variabili. Per condurre un esperimento, solitamente i ricercatori creano un gruppo di trattamento ed un gruppo di controllo (sono statisticamente simili). I partecipanti sono assegnati a caso o al gruppo di trattamento o al gruppo di controllo, seguendo un processo chiamato randomizzazione.
La randomizzazione è l’assegnazione casuale, piuttosto che per scelta, al gruppo di trattamento o a quello di controllo. Es: sperimentazione di un nuovo farmaco, esperimenti sociali. In medicina funziona, negli esperimenti sociali no – altre strade per costruire un metodo simile agli esperimenti controllati – l'economista osserva la realtà e associa causa-effetto.
Se non si ha il budget e il tempo per condurre un esperimento, causa ed effetto possono essere identificati anche tramite un esperimento naturale. Un evento (studio empirico) al di fuori del controllo dell’economista (cd evento «esogeno») assegna i soggetti al gruppo di controllo e di trattamento in modo causale o casuale.
Esempi di esperimenti naturali:
- Modifiche nell’obbligo scolastico: cambio dell’età dell’obbligo o pensione.
- Sorteggio per il servizio militare.
- Calamità naturali.
L’economista osserva la realtà e utilizza i dati disponibili per stimare relazioni di causa ed effetto.
Domande e risposte economiche
Gli economisti amano pensare alla propria ricerca come ad un processo in cui si pongono domande e si danno risposte. Le buone domande possono prendere forme molto differenti. Ma le questioni economiche più eccitanti condividono due proprietà:
- Le buone domande affrontano argomenti importanti per singoli agenti economici e/o per la società nel suo complesso. Gli economisti tendono a pensare la ricerca economica come a qualcosa che contribuisce al benessere della società. Cerchiamo di perseguire ricerche che abbiano implicazioni generali per il comportamento umano o per la performance economica.
- Le buone domande economiche hanno sempre una risposta; in altre discipline porre una domanda è già abbastanza.
Alcuni strumenti per l'analisi dei dati: l'analisi grafica
Una variabile è un fattore che tende a cambiare o variare, ossia ad assumere valori differenti in situazioni differenti (nel tempo e/o nello spazio). Es: tasso di disoccupazione, matrimoni/divorzi, accessi a Facebook, download da Spotify...
L’analisi grafica è uno strumento che consente di studiare le caratteristiche di una o più variabili, inclusa la loro correlazione. Alcuni tra i grafici più utilizzati nell’analisi economica:
- Grafici a linee (o delle serie storiche): presenta i dati in differenti punti del tempo. Visione di come si muove una variabile nel tempo.
- Grafici a barre (istogrammi): usa delle barre di altezza o lunghezza diversa per indicare le proprietà di gruppi differenti. La variabile indipendente è quella che lo sperimentatore sceglie, mentre quella dipendente è potenzialmente influenzata dal trattamento sperimentale. Visione di come cambia nel tempo un insieme.
- Grafici a torta: è un diagramma circolare diviso in settori che mostra le percentuali delle parti in relazione all’intero. Se i dati formano un’unità che può essere divisa a fette.
- Grafici a dispersione: mostrano la relazione tra due variabili riportando singoli punti dati. Correlazione alla causalità – relazione in diversi istanti del tempo di due variabili (Media).
Alcuni strumenti per l'analisi dei dati: l'analisi statistica
Spesso siamo interessati ad analizzare come una variabile evolve/cambia nel tempo. Per analizzare l’evoluzione di una variabile nel tempo, è possibile utilizzare:
- La variazione percentuale
- I numeri indice
Misurare il cambiamento
La variazione percentuale relativa è il rapporto tra la variazione assoluta ed il valore iniziale (della serie), moltiplicato per 100. Prezzo dell’alluminio e del rame sono valori assoluti; se guardo i numeri indice evidenziano comunque l’aumento e diminuzione rispetto all’anno base. Fatto 100 il prezzo dell’alluminio nel 2004, nel 2007 sarà +50 e +27 nel 2010.
Un’utile distinzione nell'analisi economica: variabili reali e nominali
Molte variabili economiche sono misurate in termini monetari (es: in Euro, $, ...). Es: Prodotto Interno Lordo (PIL), valore delle esportazioni, consumi, investimenti... Per capire l’andamento della produzione, non sono interessato al PIL nominale ma Reale. Queste variabili possono cambiare nel tempo per puro effetto della crescita dei prezzi.
Nell’analisi economica è utile distinguere tra:
- Variabili nominali→misurate a prezzi correnti
- Variabili reali→misurate a prezzi costanti (corrette in base alla variazione dei prezzi avvenuta rispetto ad un anno base)
3. Ottimizzazione
Due tipi di ottimizzazione: una questione di messa a fuoco
Gli economisti ritengono che l’ottimizzazione descriva il modo in cui sono compiute le scelte di persone, famiglie, imprese, governi. NOTA: questo non significa presumere che tutti ottimizzino sempre con successo, ma che gli agenti economici cerchino di ottimizzare, date le informazioni a loro disposizione. Il comportamento delle persone è approssimato all’ottimizzazione. Gli esseri umani non sono ottimizzatori perfetti perché l’ottimizzazione non è facile, anzi spesso è molto complessa.
Un campo dell’economia – l’economia comportamentale – identifica situazioni specifiche in cui le persone NON riescono ad ottimizzare. Combinazione di teorie economiche e psicologiche che spiegano il comportamento umano. Es: situazioni di stress, procrastinazione, dipendenza; Es: novità di un compito/scelta.
L’ottimizzazione può essere implementata usando due tecniche di analisi costi-benefici:
- L’ottimizzazione nei livelli calcola il beneficio netto totale di differenti alternative, e poi sceglie l’alternativa migliore.
- L’ottimizzazione nelle differenze calcola la variazione dei benefici netti quando una persona passa da un’alternativa all’altra e poi usa questi confronti marginali per scegliere l’alternativa migliore.
Un’applicazione a un caso concreto
Siete alla ricerca di un appartamento e avete ristretto la scelta ad una rosa di quattro candidati principali. Spostandovi vi ...
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