Economia e gestione delle imprese turistiche - Prof. Rocca – I & II modulo
Stefano Bricca 26/2
L’economia e gestione delle imprese turistiche è parte delle scienze economiche, ovvero delle discipline che hanno come argomento lo studio della ricchezza.
La ricchezza si manifesta in diversi modi: la produzione (P) è il primo modo, è la creazione della ricchezza. La produzione avviene per soddisfare i bisogni umani, che comportano il consumo (C). Se la produzione è maggiore del consumo (P > C → R), abbiamo una ricchezza risparmiata, quindi un risparmio (R). Tale ricchezza prodotta e non consumata può essere tesaurizzata (messa da parte e basta) oppure impiegata produttivamente per creare nuova ricchezza, attraverso gli investimenti (I). Un investimento è un impiego produttivo di ricchezza risparmiata.
Per agevolare la circolazione della ricchezza, si verifica il fenomeno del commercio. Per permettere che un prodotto venga consumato è necessario un intermediario che sposti la ricchezza dal luogo di produzione al luogo di consumo: tale circolazione di ricchezza prende il nome di commercio.
In termini fisici (materiali): trasformazione, produzione P, tempo, di ricchezza. In termini immateriali: consumo C, spazio, risparmio R, commercio.
Scienze economiche: studio della ricchezza.
Ci concentreremo sulla produzione e sulle aziende che producono ricchezza, ma anche sulla circolazione della ricchezza.
Produzione
Produzione: insieme di atti attraverso i quali la ricchezza viene trasformata, insieme di atti che comporta la trasformazione della ricchezza. La produzione implica una trasformazione della ricchezza. Tale trasformazione può avvenire in termini fisici (materiali) o in termini immateriali.
La costruzione di un’auto o la produzione di una tavoletta di cioccolata implicano trasformazioni fisiche. Questo tipo di trasformazione è tipico delle imprese industriali.
Ma la produzione si attua anche in maniera immateriale, perché non sempre la trasformazione avviene in termini fisici, ma può avvenire anche solo in termini di tempo e spazio. Un esempio è il trasporto di un bene nel tempo e nello spazio: le imprese di import-export giocano su questo per guadagnare.
Ad esempio, un’impresa di questo tipo acquista il caffè in Brasile appena dopo il tempo del raccolto poiché quel bene in quel periodo è molto consistente: l’offerta è alta e il prezzo è basso poiché c’è abbondanza in quel periodo. Tali commercianti guadagnano su questo aspetto: si accaparrano notevoli quantità nel momento in cui termina il raccolto, per poi rivendere altrove quando l’offerta sul mercato si riduce poiché ci si allontana dal tempo del raccolto. La domanda, essendo costante, permette guadagno facile su vendite a prezzi rialzati.
L’importatore di caffè agisce su tempo e spazio: trasferisce un bene da un luogo in un tempo a un altro luogo in un altro tempo.
Scienze ed economia
Scienze formali: scienze che individuano leggi secondo un metodo di tipo astratto basato sul ragionamento (tipo la matematica).
Scienze empiriche, tra cui le scienze economiche: non possono fare a meno dell’osservazione dei fatti, in questo caso economici (produzione, consumo, risparmio, commercio). È sempre necessario osservare come i fenomeni si manifestano.
Scienze economiche positive: analisi della ricchezza e delle loro manifestazioni, cioè ciò che è. Macroeconomia (economia del turismo) e microeconomia (economia e gestione delle imprese turistiche).
Le scienze economiche positive sono quelle che studiano il ciò che è, i fatti economici così come si manifestano e che nessuno può mettere in discussione.
Esempi: macro e microeconomia, che studiano i fenomeni a grande e piccola scala.
La macroeconomia studia il comportamento di tutti i produttori (insieme di tutta l’offerta); analisi di domanda e offerta turistica totale, dell’insieme di produttori e consumatori (economia del turismo).
La microeconomia studia il comportamento del singolo produttore (un elemento dell’offerta); analisi del singolo produttore o consumatore (economia e gestione delle imprese turistiche).
Le scienze normative studiano il ciò che deve essere. Le scienze normative tengono conto di ciò che viene messo in evidenza dalle scienze positive. Si prende atto di ciò che è e si analizza il motivo dello stato delle cose, e si fanno delle ipotesi o si studiano interventi e modalità per agire su o migliorare un fenomeno. Le scienze normative costituiscono la ricerca delle linee di condotta da seguire per raggiungere determinati obiettivi; sono lo studio del comportamento per aumentare domanda o offerta, e sono sempre divise in due: politica macroeconomica e politica microeconomica.
Scienze economiche normative: ciò che deve essere. Politica macroeconomica e politica microeconomica (politica delle imprese turistiche).
L’economia del turismo è una branca dell’economia politica. L’economia e gestione delle imprese turistiche rientra sia nelle scienze positive, sia nelle normative, poiché hanno contenuto positivo (economia delle imprese turistiche) e normativo (gestione delle imprese turistiche).
Sistema economico
Il sistema economico si suddivide in tanti sottoinsiemi, come ad esempio il sistema turistico. Per comprendere il sistema turistico occorre vedere prima quello economico. Comprendere il lessico è importante, perché permette di avere chiari i concetti e cominciare a comprenderli prima delle spiegazioni.
Sistema: insieme di elementi in relazione tra loro (ad esempio, produttore, consumatore, intermediario… che hanno tutti delle relazioni).
Sistema economico: gli elementi che interagiscono in questo sistema sono quelli che hanno a che fare con le quattro manifestazioni della ricchezza. Nel sistema economico ci sono degli operatori economici, e i principali sono famiglia e impresa (e pubblica amministrazione).
Per prime si sono formate le famiglie, e solo in epoca moderna si sono create le imprese. Il primo operatore è la famiglia, che nei primi stadi della civiltà doveva sopravvivere e procacciarsi la ricchezza autonomamente. Solo in momenti più evoluti c’è stato il tentativo di trasformare la ricchezza in qualcos’altro, con l’artigianato. Questo avveniva sempre nella famiglia. La distinzione tra ruolo di consumo e ruolo di produzione si è creata solo recentemente, con la rivoluzione industriale, che ha appunto diviso le due fasi di produzione e consumo. Prima produzione e consumo avvenivano interamente in famiglia, oggi non più: alla famiglia spetta il consumo, e alle imprese la produzione.
L’impresa è un operatore esterno, a cui la famiglia cede denaro (in caso di prestiti o quote societarie), beni materiali (in caso di strutture affittate), o forza lavoro. Lo scopo dell’impresa è trasformare i fattori produttivi in prodotto che poi viene rivenduto nuovamente alle famiglie.
Denaro e beni materiali costituiscono il capitale.
Il movimento/flusso di denaro che va dalle famiglie alle imprese per l’acquisto di beni, servizi e prodotti non viene tutto trattenuto dalle imprese, ma viene ridistribuito in parte alle famiglie che contribuiscono a produrre, che sia per pagare i salari, gli affitti, o gli interessi. Chi ha offerto lavoro ha diritto al salario, chi ha dato denaro ha diritto a interessi, e chi cede gli immobili ha diritto all’affitto.
Questo è il primo esempio di sistema economico: nei sistemi più evoluti ci sono altri elementi. Uno di questi è l’aggregato della pubblica amministrazione (PA), ovvero l’insieme degli enti pubblici (Stato, regione, comune, camera di commercio…). La PA è necessaria poiché offre servizi pubblici, certi beni e servizi per la società come difesa, giustizia, sanità…
Redditi, affitti e interessi percepiti dalle famiglie sono tassati, quindi parte di questi finiscono alla PA sotto forma di tasse o imposte. Lo stesso avviene per le imprese: l’utile/il guadagno/il profitto è tassato. Questi pagamenti coattivi/coercitivi (obbligatori per legge) vengono prelevati dallo Stato in cambio di servizi pubblici.
Imposta: finanzia un carattere generale. Le imposte si versano indistintamente, anche se non è detto che si usufruisca di ciò per cui si versa l’imposta (manutenzione marciapiedi, magistrati…).
Tassa: finanzia un carattere particolare. Chi versa una tassa paga un servizio di cui usufruisce, specifico, individuale (tassa scolastica, universitaria, di registro…).
Famiglia e impresa sono sottoinsiemi del sistema economico. Se si considera anche la PA, il sistema economico è più vicino alla società. Questi operatori sono legati da relazioni biunivoche, ed è questo che rende il rapporto tra le parti un sistema.
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Operatori economici e azienda
Operatori economici: tre grandi aggregati, che sono famiglie (che prevalentemente consumano), imprese (che prevalentemente producono), due operatori privati, e la pubblica amministrazione, pubblica (che produce e consuma).
La PA è un insieme di enti pubblici che offre servizi generali alla popolazione, famiglie o imprese che siano. Consuma ricchezza per produrre servizi pubblici.
Sia la famiglia, sia l’impresa, sia gli enti pubblici, sono tutte aziende. In economia, azienda fa riferimento a un operatore economico. Un’azienda è un insieme coordinato, organizzato, di beni e di persone per il conseguimento di un fine economico.
Il fine economico consiste o nella produzione di ricchezza, o nel suo consumo, o in entrambi gli scopi. Le aziende miste sono quelle che hanno come fine consumo e produzione, e un esempio si trova nelle imprese a conduzione familiare. L’impresa è un operatore che produce ricchezza, ma in questo tipo di impresa buona parte di quello che si produce viene consumato per soddisfare le esigenze della famiglia. Erogare è sinonimo di consumare.
Azienda di consumo/di erogazione. Quando si parla di imprese, si fa riferimento alla categoria di azienda di produzione (imprese) che come fine ha la produzione di ricchezza, quindi che fanno trasformazioni fisiche o immateriali (o entrambe).
Azienda mista (imprese familiari): sono imprese nelle quali il fattore lavoro viene offerto principalmente dai membri della famiglia. Se ci sono operatori esterni è perché il lavoro da parte della famiglia non è sufficiente.
Ci sono alcuni elementi costitutivi, essenziali, dell’azienda: beni economici, persone, organizzazione, fine economico, operazioni. Se manca anche solo uno di questi 5 elementi, non si può parlare di azienda. Sono condizioni necessarie e costituenti dell’azienda.
- Beni economici (capitale): denaro di investimento, beni materiali, beni immobili, beni di consumo, beni immateriali, beni mobili (→ servizi).
- Persone.
- Organizzazione.
- Fine (scopo) economico.
- Operazioni (→ fatti di gestione).
Beni economici
Beni economici, o capitale: non tutti i beni sono economici, solo una parte è detta tale. Solo i beni utili all’uomo per conseguire ricchezza, che quindi sono usati sostenendo un sacrificio, sono detti economici. L’aria non è un bene economico.
Quindi un bene economico comporta un sacrificio da parte dell’uomo, e sono beni limitati nello spazio, quindi non disponibili per tutti. Per disporne, serve un sacrificio, quindi serve dare in cambio qualcos’altro o pagare un prezzo.
I beni economici possono essere materiali (come il denaro, i beni immobili, i beni mobili) o immateriali (che non hanno consistenza fisica, quindi sinonimo di servizi).
I beni materiali possono essere anche distinti in beni di investimento e di consumo: quelli di investimento sono usati per accrescere la capacità produttiva dell’impresa (acquisto di immobile, affitto di un nuovo stabilimento), quelli di consumo sono usati per necessità dall’impresa (toner per stampante, cancelleria).
Persone e organizzazione
Persone: anche questo elemento è essenziale, poiché anche una microimpresa o microfamiglia è composta da almeno un solo membro. Una persona serve sempre. Un esempio è il vu cumprà che si occupa autonomamente di ottenere merce da vendere e va a venderla.
Meno persone ci sono e meno organizzazione è necessaria, ma c’è sempre organizzazione. L’organizzazione è la combinazione ideale di beni e persone. Se non c’è buona combinazione, c’è disorganizzazione.
Un’impresa di viaggi dettagliante prenota aerei, alberghi e fornisce pacchetti: occorre tenere conto dell’ampiezza dei locali in cui si tiene l’attività, ma anche considerare la prospettiva del volume di affari nel futuro. All’inizio si avrà un solo dipendente, ma un ufficio di medie dimensioni, sperando che il volume di affari aumenti e che quando serviranno più dipendenti e più mobilio, ci sarà abbastanza spazio per la coda dei clienti all’interno del negozio. Serve quindi conciliare il numero di persone e la grandezza dei beni immobili e l’adeguatezza dei beni mobili, calcolando che il bene immobile non si può ampliare se non con grandi costi. Se dall’inizio di un’attività si assumono 5 persone e non c’è abbastanza lavoro, si è mancati di organizzazione e si hanno perdite.
Fine economico
Il fine economico riguarda la ricchezza in termini di consumo e produzione. Il fine è detto economico perché ha a che fare con la produzione, o con il consumo, di ricchezza. Il fine è economico perché c’è produzione di un reddito. Se non c’è trasferimento materiale, si specula sulla differenza di prezzo (rivendita a prezzo maggiorato di certi pacchetti o trasporti, come fanno le agenzie). Il fine economico consiste o nella produzione di ricchezza, o nel suo consumo, o in entrambi gli scopi.
Operazioni e gestione
Operazioni: costituite dalle decisioni prese nel corso della vita in termini soggettivi dell’azienda, dalle quali scaturiscono i fatti di gestione. Quando si parla di gestione, si può intendere in termini soggettivi e in termini oggettivi.
Gestione in termini soggettivi e gestione in termini oggettivi.
La gestione in termini soggettivi è l’insieme delle decisioni prese dai responsabili dell’azienda (chi assumere, dove ubicare l’azienda, come suddividere i locali a seconda delle funzioni).
Le decisioni soggettive causano fatti di gestione, oggettivi: i fatti di gestione in termini oggettivi sono successivi a quelli in termini soggettivi, ne dipendono.
Gestione: insieme di tutte le decisioni prese dai responsabili nel corso dell’intera vita dell’impresa. Non tutte le decisioni fanno parte della gestione: solo quelle che hanno ricadute sulla ricchezza le sono. Ad esempio decisioni che comportano aumento o diminuzione del reddito, decisioni su assumere o meno un dipendente in più che deve essere pagato, e quindi che deve essere assunto solo se si ha la certezza di poterlo pagare, e avere un utile da quell’assunzione. Queste decisioni, parte della gestione in termini oggettivi, comportano obblighi e modifiche alla ricchezza.
La gestione ha un riferimento temporale: si riferisce a tutta la vita dell’azienda, ovvero dal momento successivo alla costituzione.
Se un’azienda è molto longeva, la gestione va monitorata nel tempo. Un’azienda è come un essere vivente, è un organismo vitale perché produce ricchezza e necessita di controllo. La gestione va monitorata nel corso del tempo ed è necessaria suddividerla in sottoinsiemi.
Gestione (ed esercizi amministrativi): fase pre-costitutiva, fase costitutiva, fase di funzionamento, fase di cessazione. -1, 0, +1, n. Costituzione.
Fasi della gestione
Fase pre-costitutiva: varia, può essere lunga o corta, dipende dall’azienda. Occorre stabilire la forma giuridica (impresa individuale, società…). Si fanno indagini preliminari, studi di fattibilità, progetti per vedere se conviene o no. Più è grande l’azienda, più tempo serve. (-1 > 0)
Costituzione e fase costitutiva: anche la costituzione può durare vario tempo, a seconda del tipo di attività. (0 > +1)
Fase di funzionamento: legata alla vita dell’impresa. Se ha breve vita è breve e porterà alla cessazione; se è longeva può anche non chiudere.
Fase di cessazione dell’impresa: i casi sono molteplici, può essere venduta con una cessione in blocco, vantaggiosa perché chi la acquisisce ha già un’impresa avviata e oliata, o può essere smembrata, liquidata a pezzi. Quando termina la fase di cessazione, termina la gestione.
La gestione comprende tutti i fatti che avvengono nel lasso di tempo da costituzione a cessazione. In caso di cessione, la fase pre-costitutiva non si ripete, se non per faccende burocratiche (può avvenire un cambio di tipo di società: si ricostituisce giuridicamente, ma non a livello pratico).
La gestione non comprende la fase pre-costitutiva perché i fatti non si sono ancora realizzati: nella fase pre-costitutiva c’è uno studio sulla carta, non c’è nulla di concreto: i fatti concreti cominciano al punto 0.
La gestione può essere molto lunga, e quindi può avere bisogno di monitoraggio per controllare se è in buona salute, se è precaria o se è in peggioramento continuo. L’andamento della gestione va monitorato sottoponendola a diversi controlli.
La gestione è un insieme di fatti amministrativi che hanno conseguenze sulla ricchezza.
Il sottoinsieme della gestione è detto esercizio amministrativo. È un sottoinsieme perché è intervallato, in base alla salute dell’azienda si decidono gli intervalli in cui suddividere la gestione. Se la condizione è buona, i controlli/gli esercizi amministrativi possono essere fatti a tempi distanti. Se la salute dell’azienda è cattiva, servono controlli costanti.
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