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C

Per ottenere il occorrono i costi figurativi

e- t

Costi figurativi:

• Fitto figurativo su immobili qualora fossero ceduti a terzi: 60’000€

• Interessi figurativi annui previsti se il capitale fosse investito in titoli di Stato: 30’000€

• Stipendi figurativi per il lavoro proprio e dei 2 collaboratori familiari (totale 3 unità): 60’000€ *

3 = 180’000€

Elementi di costo figurativo

Fitto figurativo 60’000€

Interessi figurativi 30’000€

Stipendi figurativi 180’000€

Totale costi figurativi 270‘000€

Anche i costi figurativi vanno ripartiti secondo un criterio consono. Oltre al costo primo, al ricavo di

vendita, c’è quello basato sul costo complessivo. Noi usiamo quello quantitativo.

Ripartizione costi figurativi:

400 pacchetti SB; 600 pacchetti VV. Il totale è 1000 pacchetti. 270’000€ va suddiviso:

400 + 600 = 1000 semplificando si ottiene 2 + 3 = 5.

à

I pacchetti SB rappresentano 2/5 della produzione totale: (270'000/5) * 2 = 108’000€

I pacchetti VV rappresentano 3/5 della produzione totale: (270’000/5) * 3 = 162’000€

costo economico-tecnico

Possiamo finalmente ricavare il per ognuna delle due linee

produttive. Il costo e-t è da confrontare con i ricavi presunti di vendita, già calcolati all’inizio.

SB VV

Costo primo (somma costi diretti) 264’000€ + 642’000€ +

Costi indiretti 1’263’000€ 505’200€ = 757’800€ =

(ripartiti qt)

Costo complessivo 769’200€ 1’399’800€

Costo complessivo 769’200€ + 1’399’800€ +

Costi figurativi 270’000€ 108’000€ = 162’000€ =

(ripartiti qt)

Costo economico-tecnico 877’200€ 1’561’800€

Ricavi totali previsti di vendita 840’000€ - 1’620’000€ -

Costo economico-tecnico 877’200€ = 1’561’800€ =

Extra reddito -37’200€ +58’200€

Il profitto normale è garantito. La linea di produzione SB dà origine a un minor profitto, quella VV

bilancia: il netto extraprofitto è 21’000€. L’extraprofitto generato da VV è in grado di coprire l’extra

reddito negativo di SB. I costi sono comuni alle due linee di produzione: se eliminassimo la linea

produttiva che dà minor profitto, non potendo aumentare il volume di affari di VV, ci sarebbero

senz’altro perdite perché quei costi si ripercuoterebbero sulla linea di produzione VV.

Da queste analisi emerge quindi che conviene aprire l’azienda.

Esercizio n° 3 p 89

¬ Prezzo medio unitario dei pacchetti (ricavo unitario, di ogni pacchetto): 1’500€

¬ Costi fissi annui: 180’000€

¬ Costi variabili unitari, riferiti a un solo pacchetto: 600€

¬ Le indagini di marketing prevedono, in condizioni ottimali, una vendita pari a 500 pacchetti all’anno.

Dalle stesse indagini emerge che, se gli affari non andassero bene, quindi in condizioni minimali, non si

£ £

venderebbero comunque meno di 300 pacchetti (300 n° pacchetti 500)

E R = C

1° quesito: dove si trova il punto di equilibrio? t t

Il numero di pacchetti è la variabile x

R = ricavi unitari * n° pacchetti = 1’500x

t

C = costi fissi + costo variabile unitario * n° pacchetti = 180'000 + 600x

t

R = C

t t

1’500x = 180’000 + 600x

900x = 180'000

x = 200 Il numero di pacchetti da vendere per raggiungere l’equilibrio

economico è 200. Conviene quindi avviare l’attività, poiché le indagini prevedono, in condizioni

pessimistiche, la vendita di 300 pacchetti.

Rt a 200 pacchetti: 300’000€

Ct a 200 pacchetti: 300’000€ R = R – C

2° quesito: determinare il ricavo totale e la rendita con le condizioni minime t t

Se x = 300 pacchetti, qual è il ricavo totale?

R = 1’500*300 = 450’000€

t

C = 180'000 + (600*300) = 180'000 + 180'000 = 360’000€

t

R = 450'000 - 360'000 = 90'000 € R = R – C

3° quesito: determinare il ricavo totale e la rendita con le condizioni massime t t

Se x = 500 pacchetti, qual è il ricavo totale?

R = 1’500*500 = 750’000€

t

C = 180'000 + (600*500) = 180'000 + 300'000 = 480’000€

t

R = 750'000 - 480'000 = 270'000 € (migliaia)

ricavi

e

costi

=

y x = n° pacchetti 27/3

I preventivi di impianto stabiliscono quindi se è conveniente o no avviare l’impresa. Oltre ai 4

preventivi, ci sono il diagramma della redditività e il confronto tra ricavo totale e costo economico-

tecnico. Se comparando il ricavo totale e il costo economico-tecnico si nota che una linea produttiva

porta delle perdite, (purché il bilancio totale sia positivo) si può comunque avviare l’attività: i costi

indiretti riguardano entrambe le linee di produzione, quindi eliminare quella che porta perdite

potrebbe compromettere tutta la situazione.

Una volta deciso che è conveniente avviare l’impresa, si ha bisogno di tempo.

La vita economica/gestione ordinaria/funzionamento dell’impresa non inizia propriamente nel

momento in cui si costituisce, ma dopo che tutti i preparativi sono conclusi. Si devono portare a

termine le operazioni di costituzione: le tempistiche variano a seconda della grandezza dell’azienda.

Società di fatto e di diritto

Se l’impresa è individuale, l’atto scritto non è propriamente necessario, e tale tipo di costituzione

senza atti scritti è detta di fatto. Una cosa importante da fare è tenere separati i movimenti di

denaro del titolare dell’impresa per uso personale e i movimenti di denaro riguardanti l’impresa. È

quindi opportuno creare un secondo conto corrente (c/c) per separare i movimenti finanziari

personali da quelli di lavoro.

Le S.n.c. sono in genere società di fatto, ovvero costituite senza contratti tra i soci. Il contratto può

esserci, ma non è obbligatorio: se venisse stipulato, andrebbe fatto registrare, e in tal caso si

parlerebbe di società di diritto.

Costituzione di un’impresa:

Esempio di costituzione da parte di un imprenditore che ha deciso di creare un piccolo Tour

Operator, impresa individuale:

Oggi 27 marzo 2018 il sig. X costituisce un’impresa individuale destinata all’attività di Tour Operator. Nello

stesso giorno il sig. X apre un nuovo conto corrente presso la banca Y, versando 50’000€ in contanti.

Nei giorni successivi il sig. X compie le seguenti operazioni:

28/3: il sig. X si rivolge a un commercialista per svolgere le pratiche relative alla costituzione della

1) nuova impresa, anticipando con assegno bancario (a/b) 1000€.

29/3: il sig. X stipula i contratti per ottenere gli allacciamenti alla rete elettrica, idrica e telefonica,

2) pagando in tutto 500€ con a/b. (2)

30/3: il sig. X acquista mobili e attrezzature d’ufficio del valore di 30’000€, ottenendo di pagare tale

3) somma entro fine aprile 2018. (3)

31/3: il sig. X acquista un automezzo dal valore di 20’000€ rilasciando un assegno bancario di pari

4) importo.

In relazione ai suddetti fatti amministrativi, si presentano:

Lo stato patrimoniale alla sera del 27/3/18

- Lo stato patrimoniale alla sera del 31/3/18

-

1) Il conto corrente diminuisce di 1’000€. Per le pratiche, se si tratta di un’impresa individuale, vale

il codice fiscale del sig. X. (Per una S.p.A. serve invece il codice fiscale della persona giuridica non

fisica.) L’impresa avrà comunque bisogno di una partita IVA, dell’iscrizione alla camera di

commercio, e dell’acquisto dei libri contabili.

2) Il c/c diminuisce di 500€. Questi sono soldi pagati a fondo perduto, che danno diritto illimitato

d’uso finché non si revoca il contratto. Si devono solo pagare le bollette.

3) Sorge un debito di 30’000€.

4) Il c/c diminuisce di 20’000€.

Mentre i preventivi sono solo previsioni che riguardano la vita futura dell’azienda, lo stato (o

situazione) patrimoniale è relativo al passato, riporta dati retrospettivi. Si utilizza un conto a sezioni

contrapposte per distinguere i valori di segno opposto.

Stato patrimoniale al 27/3/18 dell’impresa individuale X

(+) ATTIVO/ATTIVITÀ PASSIVO/PASSIVITÀ (-)

Banca c/c attivo 50’000 = (à no debiti)

NETTO

Capitale netto 50’000 (S)

Totale attivo 50’000 Totale a pareggio 50’000

In questo stato patrimoniale risulta solo un’attività sul c/c di 50’000€.

{Attivo = investimenti

Passivo = finanziamenti esterni o capitale di terzi

Netto = finanziamenti interni

(S) = saldo} Stato patrimoniale al 31/3/18 dell’impresa individuale X

(+) ATTIVO/ATTIVITÀ PASSIVO/PASSIVITÀ (-)

Spese di impianto 1’500 Debiti verso fornitori 30’000

Attrezzature d’ufficio 30’000

Automezzi 20’000 Totale passivo 30’000

-----------

Immobilizzazioni 51’500 NETTO

Banca c/c attivo 28’500 Capitale netto 50’000 (S)

-----------

Totale attivo 80’000 Totale a pareggio 80’000

I calcoli vanno fatti a parte: lo stato patrimoniale mostra i calcoli già fatti.

Il c/c era di 50’000€: vanno tolti 1’000€ di commercialista (acquisizione di un servizio e del diritto ad

avere partita iva e iscrizione alla camera di commercio), 500€ di allacciamenti (acquisizione del

diritto a tempo indeterminato delle forniture energetiche) e 20’000€ di automezzi. Sono tutti beni

durevoli, e questo insieme di spese per beni materiali e immateriali è detto immobilizzazione.

Nel caso di commercialista e allacciamenti, si tratta di spese d’impianto, necessarie e comunque

beni materiali durevoli.

Il totale rimanente sul conto è 28’500€.

L’articolazione del patrimonio è molto diversa in questo secondo caso: ci sono acquisti di diritti e di

beni, e il passivo è di 30’000€ per i mobili non ancora pagati. Il patrimonio è diversificato, e permette

di iniziare a produrre.

Se non si paga subito, c’è un debito verso il fornitore. Il conto in banca non si alleggerisce, ma i

30'000€ vanno messi nei passivi.

Esempio 2° di costituzione, con una piccola S.n.c. di piccola dimensione, formata da due soci:

Oggi 27 marzo 2018 i signori X & Y costituiscono una S.N.C. destinata all’attività di Tour Operator,

impegnandosi a versare su un nuovo c/c bancario 30’000€ ciascuno entro fine mese.

Presentare lo stato patrimoniale della nuova società alla sera del 27/3/18.

Stato patrimoniale al 27/3/18 della S.n.c. X & Y

(+) ATTIVO/ATTIVITÀ PASSIVO/PASSIVITÀ (-)

Credito verso socio X 30’000 =

Credito verso socio Y 30’000 NETTO

Capitale netto 60’000 (S)

Totale attivo 60’000 Totale a pareggio 60’000

Al momento della compilazione dello SP, i due soci ancora non hanno effettuato il versamento.

Dopo che i soci hanno versato la quota, i crediti non ci saranno più, e il conto corrente risulterà

attivo (“banca con c/c attivo 60’000€”, al posto dei due crediti).

Al 27/3, la società di fatto ha attività per 60’000€, vanta un credito di quella cifra da parte di X e Y.

28/3

Altro esempio:

Il 15 novembre 2017 i signori A & B hanno costituito un’impresa di Tour Operator nella forma giuridica di S.r.l.

con capitale sociale di 400’000€, suddivisi in parti uguali.

Tra il 15 novembre e il 31 dicembre i soci hanno effettuato le seguenti operazioni di costituzione:

1°: il socio A ha versato la sua quota sociale sul c/c intestato alla nuova società.

2°: il socio B ha apportato un fabbricato/ceduto la proprietà di un fabbricato del valore di 300’000€,

gravato di un mutuo di 100’000€, sul quale a decorrere dal 1° dicembre 2017 sono iniziati a maturare gli

interessi, al tasso annuo del 12%, da regolare, a mezzo banca, entro il 30 novembre 2018 (il mutuo

comincia il 1/12/17 e finisce il 30/11/18).

3°: si sono acquistati mobili e attrezzature d’ufficio del valore di 50’000€, regolati a mezzo banca.

4°: si sono pagati a mezzo banca 10’000€ per spese relative alla costituzione giuridica e amministrativa

della società.

5°: il 1° dicembre 2017 l’impresa ha acquistato materiale di consumo del valore di 2’000€ da regolare a

fine gennaio ’18.

Presentare: A) Lo stato patrimoniale di costituzione al 15/11/17; B) Lo stato patrimoniale di

costituzione al 31/12/17; C) Il conto economico relativo alle operazioni di costituzione comprese tra

16/11/17 e 31/12/17. Stato patrimoniale al 15/11/17 della S.r.l. A & B

(+) ATTIVO/ATTIVITÀ PASSIVO/PASSIVITÀ (-)

Credito verso socio A 200'000 =

Credito verso socio B 200'000 NETTO

Capitale sociale 400’000

Totale attivo 400’000 Totale a pareggio 400’000

Stato patrimoniale al 31/12/17 della S.r.l. A & B

(+) ATTIVO/ATTIVITÀ PASSIVO/PASSIVITÀ (-)

Fabbricato 300’000 Mutuo passivo fabbricato 100’000

Attrezzature 50’000 Rateo passivo (quota interesse) 1’000

Spese di amministrazione 10’000 Debiti verso fornitori 2’000

-------------- -------------------

Immobilizzazioni 360’000 103’000

Materiale di consumo 2’000

C/c bancario attivo 140'000 NETTO

Capitale sociale 400’000

Perdita di periodo 1’000

--------------------

399’000

Totale attivo 502’000 Totale a pareggio 502’000

Il conto corrente bancario, dopo il versamento del socio A, era di 200’000€.

Il fabbricato ceduto da B è gravato da un mutuo di 100'000: il fabbricato è un’attività, ma il mutuo

compare nel passivo. La prima rata del mutuo era a carico di B, le successive saranno a carico della

società. L’interesse è di 1’000€ al mese, quindi l’interesse annuo è di 12’000€. Al 31/12 è già

maturata una quota. Più maturano gli interessi, e meno reddito c’è.

Conto economico della S.r.l. relativo al periodo 16/11 – 31/12 (2017)

Componenti negative di reddito Componenti positive di reddito

Interessi passivi su mutuo 1’000 =

Perdita di periodo 1’000 (S)

Totale CNR 1’000 Totale a pareggio 1’000

Il conto economico dà conferma che nello stato patrimoniale c’è stata perdita. 9/4

Finanziamenti in denaro e in natura

Un’impresa senza risorse finanziare non può svolgere attività. Le risorse finanziarie possono essere

interne (quindi finanziamenti interni) o esterne (quindi finanziamenti esterni).

Di queste due forme, la preferibile è quella dei finanziamenti interni perché non comportano alcun

pagamento di interessi. Altro vantaggio, non hanno scadenza perché sono a tempo indeterminato,

legati alla vita dell’azienda.

Non sempre però i finanziamenti interni sono sufficienti al conseguimento dei fini dell’impresa: in

tal caso, l’imprenditore deve ricorrere a quelli esterni, che hanno solitamente scadenza e

comportano il pagamento degli interessi, in quanto il finanziatore esterno è un creditore.

I finanziamenti esterni possono essere a breve termine (nell’ordine di settimane e mesi, ma entro

un anno) e vanno nelle passività sotto la voce “debiti verso fornitori”.

I finanziamenti a medio o lungo termine sono più complessi (come l’esempio del mutuo di 100’000€

sull’immobile da 300’000€ con ancora interessi da pagare). Il mutuo è un finanziamento a medio o

lungo termine a seconda della modalità.

Le S.p.A. hanno un’altra possibilità per farsi finanziare, mediante le obbligazioni. Le azioni sono

finanziamenti interni, e gli azionisti infatti sono soci. I prestiti obbligazionari sono uno strumento di

finanziamento esterno: la banca fa da intermediario e colloca le obbligazioni tra i suoi clienti.

produttore

(operativo)

Oltre ai finanziamenti in denaro esistono quelli in natura, utilzzatore

ovvero costituiti da beni economici durevoli come Leasing

automezzi, computer, etc… Se si ricorre a prestiti in natura, produttore

si parla di leasing, ovvero di una locazione. Un leasing è un finanziario ente finanziario

contratto di locazione, diffuso dagli anni ’70. |-banca

utilizzatore

In principio, il leasing era di tipo operativo: un leasing operativo è un contratto, un negozio giuridico

bilaterale, risultato dell’incontro tra l’impresa produttrice del bene e l’impresa utilizzatrice. Anziché

vendere, si cede il bene in locazione, e il possessore è chi utilizza il bene.

Oggi il leasing operativo non si manifesta più, nonostante sia quello originario. Era concesso

direttamente dal produttore.

Oggi è diffuso il leasing finanziario, una forma di leasing sempre in natura. Oltre ai due operatori

precedenti, ce n’è uno ulteriore, quello dell’ente finanziario. Queste sono società specializzate in

queste forme di finanziamento a medio/lungo termine. Il fruitore si rivolge tramite una banca a un

ente finanziario per ottenere il leasing. La banca in genere è socia di alcune società finanziarie e

funge da intermediaria, e ha un duplice vantaggio: il primo è quello di aumentare il volume di affari

dell’ente finanziario, quindi aumentare la sua redditività e guadagnarci con la propria quota di

partecipazione, il secondo quello di incassare le commissioni sui pagamenti all’ente finanziario da

parte dell’utilizzatore.

Mentre il leasing operativo dava luogo a un unico contratto bilaterale, il leasing finanziario invece

genera due contratti: il contratto di leasing tra ente finanziaria e utilizzatore del bene, in cui la banca

non firma nulla, e il contratto di compravendita, tra ente finanziario e produttore del bene.

Il contratto di leasing viene effettuato per avere i beni. L’ente finanziario si mette in contatto con il

produttore del bene e con lui stipula quello di compravendita.

L’ente finanziario è proprietario del bene, mentre l’utilizzatore è possessore/detentore.

Il contratto di leasing definisce i ruoli di locatore (ente finanziario) e locatario (utilizzatore del bene)

Il contratto di compravendita definisce i ruoli di venditore (produttore del bene) e compratore (ente

finanziario).

Il contratto di leasing può prevedere il riscatto del bene. Se è inserita la clausola di riscatto, trascorso

un certo periodo di tempo (alla scadenza del contratto di leasing, in genere proporzionale all’uso

economico del bene, ovvero finché è competitivo se confrontato con il resto del mercato) è possibile

appunto pagare una quota per ottenere la proprietà del bene.

Esempio concreto per vedere il contratto di leasing finanziario e delle ricadute su reddito e

patrimonio di un’impresa:

Il 1° marzo 2018 il Tour Operator X ha stipulato un contratto di leasing relativo ad attrezzature informatiche,

che prevede il pagamento di canoni semestrali anticipati di 1800€ a mezzo banca.

Presentare le ricadute di tale contratto sulla ricchezza reddituale a patrimoniale del Tour Operator X negli

esercizi amministrativi 2018, 2019, 2020, 2021, supponendo che i beni oggetto di contratto siano riscattati il

1° marzo 2021 al prezzo di 1’000€. Ci sarà da calcolare l’ammortamento al 20%.

Per misurare la ricchezza reddituale si usa il conto economico; per quella patrimoniale lo stato

patrimoniale. Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2018

D CNR CPR A

……. ……

Canoni leasing 3’600 Rettifica canone leasing 600

Il giorno 01/03/18 si pagano 1’800€ per godere dell’uso dei computer fino al giorno 01/09/18. Poi

di nuovo si dovranno pagare 1’800€. I 3’600€ riguardano però non solo il 2018, bensì anche una

piccola parte del 2019 (due mesi). Una parte va quindi rettificata, altrimenti si commette un errore

in eccesso, poiché si verificherebbero più costi di quelli che ci sono. Con la rettifica il reddito

migliora, e si spalma il costo anche nel 2019.

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/18

(D) ATTIVO PASSIVO (A)

…… ……

Banca c/c attivo (-3’600) <-> Banca c/c passivo (+3’600)

Risconto attivo 600

Le cifre vanno messe tra parentesi perché abbiamo solo questo dato, ma in realtà ci sono altri

movimenti, che non conosciamo, all’interno del conto corrente.

Se il c/c è attivo, c’è una diminuzione dell’attività. Invece, se il c/c fosse passivo (<-> indica “o uno o

l’altro”, quindi all’esame o si mette la voce nell’attivo, o si mette nel passivo), ci sarebbe un aumento

della passività.

Lasciare 3’600€ significa fare un errore di eccesso: ci sono anche i 2 mesi del 2019: la passività va

rettificata. La rettifica nel linguaggio del patrimonio, è detta risconto.

Se il c/c è attivo, c’è un prelievo di 3’600€ da parte della banca per il pagamento del leasing.

Se il c/c è passivo, il debito verso la banca aumenta di 3’600€.

Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2019 (uguale a quello del 2020)

D CNR CPR A

……. ……

Ripresa costo (gen e feb ’19 o 20) 600 Rettifica canone leasing 600

Canoni leasing 3’600

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/19 (uguale a quello del 2020)

(D) ATTIVO PASSIVO (A)

…… ……

Banca c/c attivo (-3'600) <-> Banca c/c passivo (+3’600)

Risconto attivo 600

Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2021

D CNR CPR A

……. ……

Ripresa costo (gen e feb ’21) 600

Ammortamento attrezz. informatica 200

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/21

(D) ATTIVO PASSIVO (A)

…… ……

Attrezzatura informatica (costo storico) 1’000 Fondo ammortamento attrezzatura 200

Banca c/c attivo (-1'000)

I beni sono durevoli, quindi vanno inseriti nell’attivo sotto la voce di attrezzatura informatica. Se alla

fine dell’anno il valore del bene si svaluta, va considerato: l’acquisto del bene avviene pagando

1000€ (costo storico). Se il costo storico coincide con il valore di mercato, l’acquisto è vantaggioso.

Ma se sul mercato quel bene valesse meno, si verifica una è verificata svalutazione, e bisogna

tenerne conto poiché il reddito diminuisce di 200€. Allora si inserisce la diciture “fondo

ammortamento attrezzatura” nel passivo per far risultare questa perdita.

Il bene ha un costo pluriennale: nel conto economico si mette solo la perdita di valore, e non il costo

storico perché se il bene è durevole, è un’immobilizzazione e quindi rientra nell’attivo.

Altro esempio:

Il Tour Operator X in data 1° dicembre 2017 ha incassato a mezzo banca 300€ per aver concesso una dilazione

(un ritardo/differimento) di 3 mesi su un credito di 10’000€ verso l’agenzia di viaggi Y.

Presentare le ricadute del suddetto fatto amministrativo sulla ricchezza reddituale (conto

economico del ‘17) e sulla ricchezza patrimoniale (saldo patrimoniale al 31/12/17).

Questo problema mostra che X ha un credito nei confronti di Y, e quindi che Y deve dei soldi a X (per

la vendita di pacchetti prodotti dal TO, ma venduti dall’agenzia). Questa dilazione, richiesta

dall’agenzia Y perché a corto di liquidità, permette all’agenzia di tardare il pagamento dei 10’000€

di tre mesi: la cifra di 300€ è un interesse anticipato, e con questa dilazione l’agenzia si impegna a

saldare il debito entro il 1° marzo 2017.

Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2017

CNR CPR

……. ……

Rettifica interesse attivo 200 Interesse attivo verso agenzia Y 300

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/17

(D) ATTIVO PASSIVO (A)

…… ……

Banca c/c attivo (+300) Risconto passivo 200

Conto economico:

X incassa 300€ per la dilazione, quindi è più ricco perché prende degli interessi, concedendo il

ritardo. X finanzia Y, e X incasserà i 10’000€ dovuti il 1° marzo ’18. I 300€ sono quindi una

componente positiva di reddito.

Non è giusto però attribuire quei 300€ tutti al 2017, poiché riguardano anche due mesi del 2018:

100€ riguardano il ’17, 200€ riguardano il ’18. Occorre quindi rettificare, nella voce CNR del conto

economico, quei 200€ per far risultare il giusto e non fare errori in eccesso.

Stato patrimoniale:

Supponendo un c/c attivo, l’incasso di 300€ si riferisce a un servizio di X fornito a Y (l’autorizzazione

al ritardo nel pagamento di 10’000€). Ma quei 300€ riguardano anche il ’18: è previsto quindi un

risconto passivo di 200€ per non risultare in errori. 10/4

Compito per casa

Il 1° giugno 2017 il Tour Operator X ha stipulato un contratto di leasing relativo a un automezzo,

impegnandosi a pagare canoni annui anticipati di 12’000€ a mezzo banca.

Presentare le ricadute di tale contratto sulla ricchezza reddituale e patrimoniale del Tour Operator

X negli esercizi amministrativi 2017 e 2018.

Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2017

CNR CPR

……. ……

Canone leasing 12’000 Rettifica canone leasing 5’000

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/17

ATTIVO PASSIVO

…… ……

Risconto attivo 5’000 Banca c/c passivo (+12’000)

Per quanto riguarda il 2017:

Nel conto economico, Il pagamento annuo va nelle componenti negative di reddito. I 12'000€ non

ricadono tutti nel ’17, ma anche in 5 mesi del ’18: 7'000€ sono del ’17, 5’000€ del ’18. Il costo si è

originato nel ’17, ma serve la rettifica: così migliora il reddito, e quindi quei 5’000€ vanno nelle

componenti positive di reddito.

Nello stato patrimoniale, in questo caso, ipotizziamo il c/c passivo: se il c/c è passivo, i 12’000€

aumentano la passività. Il canone leasing viene pagato nel ’17, ma se ne usufruisce anche per 5 mesi

nel ’18. Quindi in parte devono ricadere sull’anno successivo: bisogna inserire un risconto attivo di

5’000€. Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2018

CNR CPR

Ripresa quota canone leasing 5’000 ……

Canone leasing 12’000 Rettifica canone leasing 5’000

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/18

ATTIVO PASSIVO

Banca c/c attivo (-12'000)

Risconto attivo 5’000

Per quanto riguarda il 2018:

La rettifica del ’17 l’abbiamo fatta perché quel costo ricadeva anche nel ’18. Se riguardano quindi

anche il ’18, vanno inscritti nel conto economico di quell’anno sotto la voce “ripresa quota canone

leasing”. C’è di nuovo il canone annuo, stavolta pagato il 1/6/18, e vanno rettificati gli altri 5 mesi

del ’19 (rettifica canone leasing per 5’000€).

Nello stato patrimoniale, per il ’18 supponiamo un c/c attivo. Il leasing graverà quindi di 12’000€ sul

c/c, ma come l’anno precedente quel servizio viene pagato nel ’18 ma verrà utilizzato anche nel ’19,

quindi occorre il risconto attivo di 5’000€.

Se un bene è durevole, il costo è pluriennale: non è un costo di esercizio e quindi non va tra le

componenti negative di reddito. I beni patrimoniali vanno inseriti solo nello stato patrimoniale. Se

a fine anno avanzassero delle risme di carta o altri beni di consumo, si metterebbero nello stato

patrimoniale sotto la voce delle attività.

La svalutazione di un bene patrimoniale-pluriennale va sì a finire nel conto economico, sotto la voce

“quota ammortamento”.

Obbligazioni

Emettendo obbligazioni si riescono a ottenere finanziamenti esterni a tassi inferiori rispetto a quelli

dei mutui, in genere tra 8 e 9% annuo. Un prestito obbligazionario dura in media tra 4 e 10 anni, con

interessi annui intorno al 6%. Le obbligazioni sono più facili da collocare sul mercato perché, se la

società è solida, hanno una redditività maggiore rispetto ai titoli di stato. Per essere piazzati, devono

quindi trovarsi a metà strada tra titoli di stato e mutui.

Se una società emette obbligazioni, lo fa per ottenere finanziamenti, e ha quindi dei debiti che

figurano nello stato patrimoniale sotto la voce dei debiti a medio/lungo termine.

Il valore nominale è indicato su ogni certificato obbligazionario e indica il debito che la società ha

nei confronti dell’obbligazionista.

Mentre le azioni possono essere emesse solo alla pari (vendute allo stesso

prezzo di quello nominale) o sopra alla pari (vendute a un prezzo maggiore di alla pari

quello nominale), le obbligazioni possono essere emesse anche sotto alla pari. Azioni

Le azioni non possono mai essere emesse sotto alla pari perché se lo fossero sopra alla pari

si darebbe luogo a un annacquamento di capitale. Le azioni sono quote di

capitale proprio: se gli azionisti versassero importi minori, si verificherebbe

appunto l’annacquamento di capitale.

Anche le obbligazioni possono essere alla pari: l’importo pagato è quello alla pari

indicato sull’obbligazione. Le società non emettono mai obbligazioni

sopra alla pari. Obbligazioni (sopra alla pari)

Gli obbligazionisti non sono comproprietari, bensì terzi ceditori,

finanziatori esterni. Allora quasi sempre, specialmente se difficile sotto alla pari

collocarle, le obbligazioni vengono emesse a un prezzo inferiore del

valore nominale per incentivarle.

Esercizio pag. 87

il giorno 1/6/2016 un’impresa svolgente l’attività di Tour Operator costituitasi S.p.A. effettua:

Un leasing con canoni semestrali di 6’000€ via assegno bancario.

1) Un prestito triennale obbligazionario al 6% vendendo 30’000 obbligazioni a 980€ l’una

2)

Calcola le ricadute su reddito e patrimonio dell’impresa.

Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2016

CNR CPR

Canoni leasing 12’000 Rettifica canone leasing 5’000

Quota interesse passivo su obblig. 1’050’000

Nel 2016 il canone del leasing viene pagato due volte: la prima volta a giugno, la seconda a dicembre.

In tutto il costo è di 12’000€, e visto che il secondo canone viene pagato a dicembre, vanno rettificati

5 mesi, quindi 5’000€, poiché sono una spesa che ricade nel ’17.

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/16

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Debiti a medio/lungo termine

Perdita di emissione 600’000 Prestito obbligazionario 30’000’000

Disponibilità Debiti a breve termine

Risconti attivi 5’000 Banca c/c passivo (+12’000)

Rateo passivo 1’050’000

In questo caso supponiamo un c/c passivo. Il conto corrente passivo rientra tra i debiti a breve

termine. La liquidità finanziaria, se attiva, risulta invece tra le disponibilità.

Il passivo invece va corretto, quindi va nella disponibilità, sotto la voce “risconti attivi”.

Stando al problema, la società emette 30’000 obbligazioni dal valore nominale di 1’000€ ciascuna,

vendendole però a 980€ l’una. Il totale quindi del prestito obbligazionario è di 30’000’000€, e gli

interessi, pari al 6%, si calcolano sul valore nominale (quindi su 30’000’000€).

Inoltre, la società perde su ogni obbligazione 20€, poiché ne incassa 980€ ma si impegna a

rimborsarle a 1000€.

Bisogna quindi calcolare la perdita di emissione per la società, che è un costo da inserire nello stato

patrimoniale poiché è un costo che la società sostiene per ottenere finanziamento esterno per più

anni. Non è un costo di esercizio, bensì pluriennale, equiparabile a un diritto immateriale, e che

quindi va inserito sotto le immobilizzazioni.

Se la società perde 20€ ogni obbligazione, il totale della perdita è 600’000€ (20€*30’000)

L’obbligazionista, oltre agli interessi del 6%, riceverà questi 600’000€ poiché ha investito in

obbligazioni sotto alla pari.

Emesse il 1° giugno, le cedole sono annue. Gli interessi sono annui, del 6%: il 6% di 1’000€ è 60. Dal

problema risulta che nessuna obbligazione è stata rimborsata il primo anno, quindi gli interessi sono

già maturati.

L’emissione e il collocamento delle obbligazioni è avvenuto il giorno 1/6/16, e il pagamento del

primo interesse deve avvenire il giorno 1/6/17.

Noi dobbiamo compilare lo stato patrimoniale al 31/12/16, e a quel giorno non sono maturati tutti

i 60€ su ogni obbligazione, bensì solo una parte, ovvero 7 mesi, da giugno a dicembre 2016.

60€/12 mesi= 5€ al mese per ogni obbligazione: per i 7 mesi del ’16 si devono quindi 35€ per

obbligazione (5€*7 mesi); per i 5 mesi del ’17 si devono i restanti 25€.

Gli interessi già maturati sono un costo, anche se non viene pagato è comunque maturato, e va fatto

ricadere sullo SP del 2016. Abbiamo quindi una quota di interesse passivo sulle obbligazioni pari a

1’050’000€ (35€*30'000 obbligazioni).

L’interesse passivo ha ricaduta sul patrimonio: prima o poi dovrà essere pagato. Una quota di debito

dà origine a un rateo passivo, e quindi nei debiti a breve periodo c’è un rateo passivo di 1’050’000€.

Altro esercizio: Un Tour Operator nell’anno 2017 ha venduto pacchetti turistici per un ammontare di

20’000’000€ (volume d’affari/fatturato annuo di vendita), di cui 19’000’000€ incassati a mezzo banca e

1’000’000€ ancora da incassare. Nello stesso anno, ha ricevuto fatture da imprese alberghiere e di trasporto

per 15’000’000€, di cui 14’000’000€ pagati a mezzo banca e 1'000'000€ ancora da pagare. Al 31/12/17 si

ipotizza un conto corrente bancario attivo.

Rappresentare nel conto economico del ’17 e nello stato patrimoniale al 31/12/17 le ricadute dei

suddetti fatti. Conto economico del TO relativo all’esercizio amministrativo 2017

CNR CPR

Costi per alberghi e trasporti 15’000’000 Ricavi per pacchetti venduti 20’000’000

TOT CNR 15’000’000 TOT CPR 20’000’000

Utile d’esercizio 5’000'000 (S)

Totale a pareggio 20’000’000

Stato patrimoniale del TO al 31/12/17

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Debiti a medio/lungo termine Calcoli sul c/c:

Disponibilità Debiti a breve termine …………..…….

Crediti verso agenzie 1’000’000 Debiti verso fornitori 1’000’000 +19'000’000

Banca c/c attivo (+5’000’000) Tot passivo 1’000’000 -14'000’000

__________

Tot attivo 6’000’000 +5'000’000

Netto

Utile 5’000’000

Totale a pareggio 6'000’000

I ricavi sarebbero 20’000’000€; il TO ne ha incassati già 19’000’000 e quindi ha un credito di

1’000’000€. Dei 15’000’000€ da pagare, ne ha pagati 14’000’000€ e quindi ha un debito di

1’000’000€ nei confronti dei fornitori. Sul conto corrente, oltre agli altri movimenti, avanzano

5’000’000€. 11/4

Riserve

L’eccedenza di profitto normale è detta extraprofitto: può essere utilizzato per remunerare

l’imprenditore del rischio corso, ma gli extraprofitti dovrebbero anche essere reinvestiti

nell’azienda: se si accantonano, si dà luogo a una riserva, pronta a essere utilizzata in caso di crisi o

di diminuzione dell’utile.

Nelle S.p.A. ci sono tre tipi di riserve: quella legale/ordinaria, quella statutaria, quella straordinaria.

La riserva legale/ordinaria è obbligatoria per legge, e consiste nella conservazione del 5% dell’utile.

Se lo statuto della società lo prevede, si può avere un’ulteriore riserva, detta riserva statutaria, che

è decisa all’interno della S.p.A. e che non deve essere in contrasto con il codice civile. Infine, se gli

utili sono stati molto alti, si può decidere di creare una riserva straordinaria.

Le riserve sono aumenti diretti del capitale netto. Il capitale netto però deve essere trasparente e

articolato nelle sue parti. Capitale sociale, riserve e utili non ancora distribuiti sono detti ideali del

netto, poiché non si possono concepire se non idealmente.

(Il capitale netto è la differenza tra attivo e passivo. Nelle S.p.A., riserve e utili sono voci di bilancio

quindi ideali e create in sede di bilancio.

Esercizio 2

Il TO in questione è una S.r.l. con capitale sociale di 5’000’000€, con riserve pari a 1’000’000€.

La riserva in questo caso, non trattandosi di una S.p.A. o di una S.a.p.A., è volontaria. Nelle società

di persone o capitali, la voce è solo risorse e sono stabilite dai soci.

Conto economico del TO S.r.l. relativo all’esercizio amministrativo 2016

CNR CPR

Costi servizi alberghieri 100’000 Rettifica interessi passivi 2’000

Interessi passivi verso fornitori 3’000 Vendita beni riscattati 10’000

Ripresa quota costo leasing 11’000

Riscatto beni leasing 8’000

………………

2016

Utile d’esercizio 600’000

Stato patrimoniale del TO S.r.l. al 31/12/16

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Debiti a medio/lungo termine

Disponibilità Debiti a breve termine

Risconto attivo 2’000 Debiti verso fornitori 103’000

Netto

Capitale sociale 5'000’000

Riserve (volontarie) 1'000’000

Utile d’esercizio 600’000

Il TO riceve fatture per un totale di 100’000€ per servizi di pernottamento, ma questi 100’000€ sono

aumentati da un interesse di 12% annuo. Il 1° dicembre 2016 l’impresa ha ricevuto le fatture per

100’000€ ma ha chiesto una dilazione di tre mesi, con scadenza al 1° marzo 2017.

Se pagasse subito quei 100’000€, sarebbero 100’000€. Ma con il ritardo di 3 mesi paga l’1% in più

per ogni mese di ritardo, quindi 3’000€ in più. La fattura da pagare sarà quindi di 103’000€. Il servizio

alberghiero è sempre 100’000€, ed è un servizio di cui il TO ha usufruito interamente nel ’16, ma i

3'000€ riguardano per un mese il ’16 (1’000€), e per due mesi il ‘17 (2’000€). Occorre quindi segnare

una “rettifica interessi passivi” di 2’000€

Inoltre, il TO aveva stipulato il giorno 1/12/13 un contratto di leasing della durata di 3 anni con

canoni annui di 12’000€. Ha quindi pagato nel ’13, nel ’14 e nel ’15. Ma il pagamento di 12’000€ nel

dicembre ’15 riguardava anche in buona parte il ’16, e quindi occorre la ripresa del costo della quota

del canone leasing di 11’000€ (11 mesi del ’16).

Infine, nel contratto di leasing era stabilito il riscatto del bene al prezzo di 8’000€, ma questi beni

vengono immediatamente ceduti a terzi a 10’000€. Non figurano quindi nello stato patrimoniale

perché vengono ceduti, e c’è solamente un aumento del reddito poiché è stata compiuta una

speculazione di mercato.

Ancora, al 31/12 si conclude con un utile (CPR > CNR) e il saldo (utile d’esercizio) è di 600’000€.

16/4

Economia di scala, gestione, e cessazione

Economia di scala: riduzioni di costo unitario di ciascun bene prodotto perché, aumentando le

dimensioni dell’azienda, i costi fissi si ripartiscono meglio e incidono meno.

I costi fissi rimangono fissi anche se non si produce. Più si produce, e più questo costo viene ripartito,

incidendo meno. Le imprese di piccola dimensione sono poco competitive sul mercato poiché

appunto troppo piccole, e occorrerebbe aumentare la loro dimensione e il loro volume di

produzione. Se un imprenditore individuale non ha i mezzi per ampliare le dimensioni dell’azienda

e quindi far fronte alla concorrenza, può mettersi in società con altre persone, dando luogo a una

nuova azienda più grande (magari sotto forma di S.n.c.), in cui i costi fissi incidono meno.

La gestione aziendale può esser analizzata dal punto di vista soggettivo e da quello oggettivo.

La gestione soggettiva è l’insieme delle decisioni, prese nel corso della vita dell’impresa dal soggetto

economico, con ricadute sulla ricchezza patrimoniale e reddituale

La gestione oggettiva è l’insieme dei fatti amministrativi conseguenti a quelli soggettivi, sempre con

ricadute sulla ricchezza patrimoniale e reddituale.

Per monitorare l’andamento della gestione, occorre suddividere in sottoinsiemi la gestione.

Solitamente, se la salute dell’impresa è buona, la gestione è suddivisa in esercizi amministrativi

annuali.

Il conto economico misura la ricchezza reddituale, e contiene dati di flusso, ovvero le componenti

negative e positive di reddito, quindi la somma di tutti i costi e di tutti i ricavi dell’esercizio

Lo stato patrimoniale misura la ricchezza patrimoniale, e contiene dati di stato, ovvero una

“fotografia” del patrimonio alla fine dell’anno.

La fase pre-costitutiva è la fase gestionale

che precede la gestione costitutiva, ed è in senso stretto

fatta di indagini di fattibilità.

La fase costituiva è la fase gestionale che cessione

segue le indagini, se queste hanno avuto per apporto

riscontro positivo. trasformazione

relativa (solo tra società)

La fase di gestione ordinaria segue la in senso stretto

costituzione. Se le cose vanno male fusione

(solo tra soc.)

questa fase è breve, in caso contrario può Cessazione per incorporazione

essere molto lunga. La vita dell’impresa liquidazione

però non è illimitata e prima o poi la volontaria

gestione ordinaria termina: segue la assoluta liquidazione

gestione straordinaria (di cessazione), fallimentare

che caratterizza l’ultima fase della vita

dell’impresa. La gestione straordinaria

conclude la vita dell’azienda.

La cessazione può essere relativa o assoluta.

Cessazione relativa

La cessazione relativa si ha quando l’impresa cessa di esistere soltanto sotto il profilo giuridico, in

quanto mutano soggetto giuridico e/o economico, e quindi cambia anche la sua forma giuridica.

L’impresa però sotto altre vesti giuridiche e/o economiche continua a esistere.

Cessione : la cessione può essere in senso stretto o per apporto.

• La cessione in senso stretto prevede la valutazione di tutte le proprietà (immobili, scorte, crediti,

debiti, etc). Se il valore algebrico dell’impresa fosse 210’000€, significherebbe che ci sono utili.

Se ci sono utili, significa che l’attività è ben avviata e funzionate, e in tal caso si può cedere con

avviamento, ovvero con il riconoscimento di un valore aggiunto dell’azienda, che può esser

quindi pagata più di quel che vale, appunto perché ben avviata. L’azienda viene quindi ceduta in

blocco (e si cede anche la clientela). Cambia il soggetto giuridico ed economico, e l’impresa

continua la sua vita.

• La cessione per apporto si sceglie se un’impresa produce utili ma negli ultimi anni vede gli utili

diminuire sempre di più, non a causa dell’impresa stessa, bensì a causa della concorrenza di

imprese di grandi dimensioni. Le dimensioni dell’azienda sono importanti, perché permettono

di godere di economie di scala: entro certi limiti, più le dimensioni aumentano, più l’azienda

produce a costi unitari minori poiché appunto gode dell’economia di scala.

La cessione per apporto prevede quindi un’integrazione, con del capitale, per fronteggiare le

difficoltà incontrate nella gestione. Con il capitale aggiuntivo, aumenta la grandezza dell’azienda

e si comincia a beneficiare dell’economia di scala (dimensioni maggiori, maggior produzione,

meno costi, benefici dell’economia di scala). L’impresa che ricorre a questo tipo di cessione è

quella individuale: scompare solamente a livello giuridico, non a livello economico. La cessione

per apporto punta a ridurre l’incidenza dei costi fissi.

Trasformazione

La trasformazione non può avvenire con imprese individuale, bensì solo con imprese societarie (di

persone o di capitali). È la trasformazione da società di persone a un’altra società di persone, o da

società di persone a società di capitali, o viceversa, e in genere si fa per motivi di responsabilità.

Un esempio è un piccolo Tour Operator sotto forma di S.n.c. con due soci di capitale lavoro. Uno dei due

diventa anziano e non può più lavorare fisicamente, ma non ha nulla in contrario a lasciare il capitale investito

nell’azienda. Allora si può trasformare la S.n.c. in S.a.s.: così si ridefiniscono i ruoli dei due soci e cambia la

ridistribuzione degli utili.

Un altro esempio è un’impresa sotto forma di S.n.c. in cui i soci non vogliono più rischiare il patrimonio

personale, e quindi la trasformano in S.r.l.

Fusione

La fusione avviene tra due o più società per aumentare le dimensioni.

Quando la gestione sta diventando critica per motivi di economia di scala, si dà luogo a una fusione

in senso stretto o a una fusione per incorporazione/assorbimento.

• La fusione in senso stretto avviene quando due o più società rinunciano alla loro configurazione

giuridica per assumerne una nuova. Di fatto le due società continuano a vivere, ma sostituiscono

la loro forma giuridica con una nuova.

Se la società A e la società B si fondono, i soci delle precedenti imprese diventeranno tutti

dell’unica società, estinguendo le precedenti configurazioni giuridiche, e la nuova società si

chiamerà “A & B” o prenderà un nome diverso (“C”).

• La fusione per incorporazione accade quando tra due o più società una risulta essere di

dimensioni notevolmente maggiori. Quindi le società di dimensioni più piccole cessano la loro

esistenza giuridica, in quanto i soci diventano soci della società di dimensioni più grandi. Se due

società, la prima A di dimensioni piccole e con problemi di (dis)economia di scala, la seconda B

di dimensioni maggiori e senza problemi, si fondono, i soci di A chiedono a quelli di B se sono

disposti a incorporare A in B. Giuridicamente, A sparisce e i soci di A aumentano il capitale sociale

di B. Il piccolo stabilimento A continua a vivere ma i soci di A sono ora soci di B.

Cessazione assoluta

La cessazione assoluta avviene quando l’impresa cessa di esistere sotto qualunque aspetto. Questa

dà luogo alla liquidazione, che può essere volontaria o fallimentare.

Liquidazione volontaria

La liquidazione è volontaria se l’azienda cessa di vivere per volontà dei soci, magari perché non è

stato possibile accedere ad altre operazioni per mantenere in vita l’impresa.

Liquidazione fallimentare/coatta amministrativa

La liquidazione fallimentare è un tipo di liquidazione causata/voluta non dal soggetto economico,

ma dai terzi creditori, che possono essere gli stessi dipendenti dell’azienda che non ricevono

stipendio, le banche o gli enti finanziari che non ricevono le quote dovute, o lo Stato che non riscuote

imposte e tasse. I creditori o i fornitori fanno quindi dichiarare il fallimento perché l’impresa non è

in grado di pagare i propri debiti e di far fronte agli impegni finanziari.

Dopo la dichiarazione di fallimento, il giudice nomina un curatore fallimentare, poiché gli

imprenditori sono dichiarati interdetti, ovvero non in grado di rappresentare l’impresa di cui erano

titolari. Il curatore si occupa di sostituire imprenditore, soci o amministratore e di mettere in

liquidazione l’impresa: vende l’attività o la smembra, e con il ricavato soddisfa i terzi creditori,

seguendo il codice civile. Il primo a esser pagato è lo Stato, e poi seguono i dipendenti, anch’essi

privilegiati come lo stato. Infine, si cerca di soddisfare i creditori ipotecari (garantiti da ipoteche su

beni immobili) e pignoratizi (garantiti da pignoramenti su beni mobili).

Per ultimi vengono pagati i creditori chirografari, ovvero coloro che sono riconosciuti dalla

documentazione firmata dal giudice (chirografi) come creditori. I fornitori sono infatti anche detti

creditori documentati. 17/4

Il turismo d’affari non è un turismo di piacere. È effettuato dalle imprese, che mandano i dipendenti

a partecipare a eventi di aggiornamento, congressi o fiere, per aggiornare la cultura dell’impresa.

Nel turismo d’affari il lavoro è associato al turismo e i pacchetti turistici vengono creati ad hoc per

garantire lavoro e svago. Il rapporto non è tra famiglie e TO, bensì tra imprese e TO.

Esercizio

Parte 1

Parte 2

Esercizio Parte 1

: Stato patrimoniale dell’impresa X al 30/11/17

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Debiti a medio/lungo termine

Fabbricati 250’000 Mutuo passivo 100’000

Mobili e arredi 15’000

c/c banca: Spese d’impianto 500 Debiti a breve termine

+235’000 ------------ Debiti vs fornitori mobilio e arredi 15’000

-150’000 265’000 ----------

-500 Disponibilità Totale passivo 115’000

84’500 Banca c/c attivo 84’500

----------- Netto

Totale attivo 350’000 Capitale netto 235’000 (S)

---------------

Totale a pareggio 350’000

Immobilizzazioni:

- Fabbricati: il valore è 250’000€ e si inserisce nell’attivo; i 150'000€ pagati gravano sul c/c; il

rimanente è stato pagato con un mutuo di 100'000€ (che compare tra i debiti a medio-lungo

termine. Il mutuo comincia il 1° dicembre ’17, ma gli interessi si inizieranno a pagare a novembre

’18. Lo SP è al 30/11/17, quindi gli interessi non si devono ancora conteggiare).

- Attrezzature e mobilio: compare nell’attivo perché sono investimenti su beni materiali; saranno

pagati a fine gennaio ’18, quindi è un debito a breve termine. Al momento non gravano sul c/c.

- Spese di costituzione o di impianto: permettono l’acquisizione di diritti, ovvero beni

immateriali, e quindi vanno tra le immobilizzazioni perché l’impresa ne godrà fino alla

cessazione. Queste spese ricadono sul c/c, il quale è però rimane attivo (84’500€).

Il totale attivo (350’000€) è la somma del totale delle immobilizzazioni e del totale della

disponibilità. Il totale passivo (115'000€) è la somma dei debiti.

Il capitale netto (235’000€) è la cifra investita dall’imprenditore (e rappresenta il saldo).

Il totale a pareggio (somma di totale passivo e capitale netto) coincide con il totale attivo.

QUI FINISCE LA FASE COSTITUTIVA, E INIZIA LA GESTIONE ORDINARIA.

Parte 2

Per la seconda parte dell’esercizio occorre fare il conto economico del mese di dicembre ’17, e

compilare lo stato patrimoniale al 31 dicembre ’17.

Le operazioni di dicembre ‘17 sono:

Il leasing per le apparecchiature elettroniche: il canone semestrale di 1’200€ è pagato il 1°

1) dicembre ’17

Vendita di pacchetti turistici per 150’000€ emettendo fatture

2) Incasso delle fatture dei pacchetti venduti per 120’000€

3) Ricevimento di fatture da imprese alberghiere e aeree per 130’000€

4) Pagamento delle fatture per alberghi e aerei di 80’000€

5) Spese per il personale di 10’000€

6) Spese generali di 15’000€

7)

CNR: il leasing, le fatture ricevute da alberghi e aerei, le spese per personale e le spese generali

sono CNR. Tra i CNR compare anche la quota dell’interesse del mutuo: a fine dicembre è maturato

un mese. L’interesse è del 6% annuo: su 100'000, il 6% è 6’000€. Questo significa che ogni mese si

pagherebbero 500€, e visto che il conto economico è del dicembre ’17, occorre inserire questa cifra.

Il totale dei CNR è di 156’700€.

CPR: la vendita dei pacchetti è un CPR. Tra i CPR compare anche la rettifica del leasing. Solo 200€

riguardano il 2017, i rimanenti 1’000€ riguardano il 2018. Il totale dei CPR è 151'000.

Conto economico dell’impresa X del dicembre ‘17

CNR CPR

Canone leasing (1/12 – 1/6) 1’200 Rettifica canone leasing 1’000

Costo servizi alberghieri e trasporti 130’000 Ricavo vendita pacchetti turistici 150’000

Costo personale 10’000 ------------

Costi generali 15’000 Totale CPR 151’000

Quota interesse passivo mutuo 500

------------ Perdita mese dicembre 5'700 (S)

Totale CNR 156’700 ------------

Totale a pareggio 156’700

Nello SP al 31/12/17 si mantengono le immobilizzazioni e i debiti a medio/lungo e breve termine già

calcolati nel precedente (al 30/11/17). Tra i debiti a breve termine, ora c’è anche il debito di

50’000€, ovvero la rimanenza dopo aver pagato 80’000€ dei 130’000€ alle imprese alberghiere e

aeree. Inoltre, c’è da inserire anche il rateo passivo per il mutuo di 500€.

Tra le disponibilità figurano il risconto attivo del canone leasing di 1’000€ e il credito verso i clienti

di 30’000€ (150'000€ di ricavo dei pacchetti - 120'000€ già incassati). Il c/c ha visto molti movimenti:

il pagamento del canone leasing per 1’200€; l’accredito di 120’000€ per i pacchetti; il pagamento di

80’000€ alle imprese alberghiere e aeree; il pagamento del personale (10’000€) e delle spese

generali (15'000€): il c/c risulta sempre attivo, pari a 98’300€.

Il totale delle immobilizzazioni (260’000€) sommato al totale delle disponibilità (129’300€) dà

394’800€ di totale attivo. Stato patrimoniale dell’impresa X al 31/12/17

ATTIVO PASSIVO

Immobilizzazioni Debiti a medio/lungo termine

Fabbricati 250’000 Mutuo passivo 100’000

Mobili e arredi 15’000

Spese d’impianto 500 Debiti a breve termine

------------ Debiti vs fornitori mobilio e arredi 15’000

c/c banca: 265’000 Debiti vs fornitori alberghi e aerei 50’000

+84’500 Disponibilità Rateo passivo 500

-1’200 Risconto attivo 1’000 -----------

+120’000 Crediti verso clienti 30’000 Totale passivo 165’500

-80’000

-10’000 Banca c/c attivo 98’300

-15’000 ----------- Netto

129’300 Capitale netto 229'300 (S)

+98’300 ---------------

Totale attivo 394’800 Totale a pareggio 394’800

Il mese di dicembre chiude con una perdita, ma non è una perdita preoccupante.

Il totale dei CNR è 156’700€; il totale dei CPR è 151’000€; la perdita è di 5’700€. I costi della

pubblicità sono forse i “colpevoli” della perdita, ma è necessario per avviare l’attività, farsi

conoscere, e soprattutto vendere.

A fine novembre il capitale netto era di 235’000€: con la perdita, il capitale netto scene a 229’300€.

Se ci fosse stato utile, il capitale netto sarebbe aumentato.

Il totale a pareggio (somma di totale passivo e capitale netto) coincide con il totale attivo.

Reddito e patrimonio sono due elementi interdipendenti: la perdita si riflette sul capitale. 18/4

Altro esercizio :

Al 30/11/17 il TO X disponeva di un patrimonio in cui, tra gli altri, figuravano i seguenti elementi

attivi e passivi:

Crediti verso agenzie per 60’000€;

- Conto corrente bancario attivo 40’000€;

- Debiti verso imprese alberghiere per 70’000€;

- Debiti verso compagnie aeree per 80’000€.

-

Il 01/12/17 il TO compie, tra le altre, le seguenti operazioni:

1) Riscuote crediti verso agenzie pari a 30’000€ a mezzo banca;

2) Concede una proroga su un credito verso l’agenzia Y di 10’000€ per 3 mesi, incassando a

mezzo banca un interesse calcolato al 6% annuo;

3) Paga un debito verso l’impresa alberghiera Z per 20’000€;

4) Anticipa il pagamento di un debito verso l’impresa alberghiera S di 15’000€, ottenendo un

abbuono del 2%;

5) Paga un debito verso la compagnia aerea A per 18’000€ a mezzo banca;

6) Ottiene una proroga di 4 mesi su un debito verso la compagnia aerea B, pagando a mezzo

banca un interesse di 240€.

Presentare le ricadute dei suddetti fatti sul conto economico relativo all’esercizio amministrativo

del 2017 e sullo stato patrimoniale riferito al 31/12/17.

Occorre tener conto di tutti i movimenti tra crediti, c/c e debiti, in modo distinto e ordinato, poiché

prima di inserirli nelle tabelle occorre fare tutti i calcoli del caso.

Crediti vs agenzie Banca c/c attivo Debiti vs impr. alb. Debiti vs comp. aeree

+60’000 +40’000 -70’000 -80’000

-30’000 +30’000 +20’000 +18’000

+150 +15’000

+30’000 -62’000

-20’000 -35’000

-14’700

-18’000

-240

+17’210

1) Questo è un fatto permutativo, non arricchisce né diminuisce il patrimonio netto: aumenta il

conto corrente di 30’000€ e diminuisce il debito di 30’000€.

2) La proroga sul credito permette al TO di incassare subito, come beneficio di ritardare il

pagamento, il 6%, calcolato annualmente, di 10’000€. La proroga è di 3 mesi, e questi interessi

riguardano per 1 mese il ’17 e per 2 mesi il ’18. Il 6% di 10’000€ è 600€, quindi gli interessi

sarebbero 50€ al mese (600/12 mesi). Ma sono solo 3 i mesi su cui si calcola l’interesse: per il

mese del ’17 si considerano 50€, per i 2 mesi del ’18 si considerano 100€. Il TO incassa quindi

150€ di interessi attivi (che vanno nei CPR), ma occorre rettificarli nei CNR. Sul c/c compaiono

quindi 150€.

La rettifica degli interessi attivi sullo SP compare nel passivo sotto la dicitura “risconto passivo”.

3) Il pagamento del debito con gli alberghi viene effettuato tramite il c/c, quindi il debito migliora

di 20’000€ e il c/c peggiora.

4) Anticipare il pagamento del debito ottenendo un abbuono del 2% comporta un guadagno: il

debito diminuisce di 15'000, ma il c/c diminuisce di 14’700€. (il 2% di 15'000 è 300). Questo

guadagno risulta tra i CPR.

5) I pagamento del debito alle compagnie aeree per 18’000€ è ancora una volta un fatto

permutativo, migliora il debito, peggiora il c/c.

6) La proroga di 4 mesi su un debito ha il costo di 240€. L’interesse è già calcolato, quindi basta

solo distribuire i 240€ correttamente nei diversi mesi: 1 mese riguarda il ’17, 3 mesi riguardano

il ’18. Di conseguenza, 60€ riguardano il ’17, i restanti 180€ riguardano il ’18. Gli interessi passivi

verso il fornitore sono un costo, quindi un CNR, ma la rettifica va nei CPR. Il risconto di un

interesse passivo va nell’attivo dello SP. Il c/c diminuisce di 240€.

A questo punto, avendo esaurito le operazioni, possiamo inserire i dati di debiti, crediti e conto

corrente nello stato patrimoniale.

Conto economico del TO X relativo all’esercizio amministrativo 2017

CNR CPR

Rettifica interessi attivi 100 Interessi attivi vs clienti 150

Interesse passivo vs fornitore 240 Abbuono attivi 300

Rettifica interesse passivo vs fornitore 180

Stato patrimoniale del TO X al 31/12/17

ATTIVO PASSIVO

Risconto attivo 180 Risconto passivo 100

Crediti vs agenzie 30’000 Debiti vs imprese alberghiere 35’000

Banca c/c attivo 17’210 Debiti vs compagnie aeree 62’000


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DESCRIZIONE APPUNTO

Questo documento riguarda il primo e il secondo modulo dell'esame di "Economia e gestione delle imprese turistiche" (EGIT) del professore Rocca, di UniGe. Gli appunti sono quindi adatti allo studio per l'esame da 6 CFU: contengono tutti gli esercizi svolti in classe e a casa con le soluzioni e le spiegazioni; gli argomenti spiegati e approfonditi dal prof in aula; ogni schema disegnato alla lavagna


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher steeeegtfo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese turistiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Rocca Giuseppe.

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