Economia e gestione imprese
Introduzione con un po' di storia
L’economia e gestione delle imprese ha a che fare con la capacità manageriale e con il prendere decisioni. Deve esserci la capacità dell’imprenditore di selezionare gli elementi dei quali farsi carico prima di prendere una decisione. I modelli e le teorie non si applicano meccanicamente, ma sono riferiti ad un momento storico.
- 1760 - 1860 = Rivoluzione industriale: in cui si ha l’utilizzo del vapore e quindi le macchine. Questo amplia la scala produttiva e si introduce un concetto di capitale e di uso del denaro per investire per ottenere altro denaro.
- 1911 = Taylor con il “Scientific management” o ”organizzazione scientifica” e Schumpeter e The Theory of Economic Development: chi lavora e chi produce può essere anche il consumatore del prodotto. In questo caso, l’oggetto della produzione diventa qualcosa che può essere comprato anche dal lavoratore.
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1913/14 = produzione di massa ideata da Henry Ford in cui i valori essenziali erano:
- Time and motion system: sistema che ottimizzi tempo e monotona (divisione del lavoro di Taylor)
- American system: concetto di standardizzazione dei processi.
- Standardized and synchronized system (sistemi standardizzati e sincronizzati) -> catena di montaggio
- JIG system: dima -> tramite le macchine e gli strumenti, tutti possono fare le mansioni (minori costi)
- 1960 = boom economico e innovazione tecnologica hardware
- →1973 = modello just in time con la crisi energetica, non si ha un declino ma un ulteriore metodo di produzione ideato con Toyota, dove il prodotto veniva costruito solo nel momento in cui veniva richiesto/ordinato. Così facendo vi è l’eliminazione del magazzino (meno costi e più spazi disponibili).
- →1984 = specializzazione flessibile di Piore e Sabel un sistema di piccole imprese che, suddividendosi il lavoro, realizza una produzione di beni non standardizzati dimostrando elevata capacità di adattamento reattivo alle mutevoli esigenze del mercato.
- →1986 = utilizzo di strumenti di tipo statistico all’interno delle imprese (W.E. Deming) avere un approccio scientifico anche negli approcci manageriali -> studiare le idee, vedere se sono fattibili, provarle, verificare i risultati.
- XXI secolo (adesso) = evoluzione e accelerazione tecnologica senza precedenti che ha cambiato il modo in cui le imprese si pongono con il mercato.
L'impresa
L’impresa è:
- Un sistema, in quanto è costruita da più parti interconnesse e da una struttura che le tiene assieme (che → potrebbe essere l’organizzazione organizzazione economica);
- È un sistema aperto, in quanto scambia elementi materiali e immateriali, comprese le informazioni con l’ambiente, ed è quindi capace di cambiare la sua forma. Per sopravvivere, deve intrattenere continue relazioni di scambio con altre entità o sistemi esterni. Queste relazioni possono presentarsi sotto forma di input, cioè approvvigionamento di risorse necessarie per l’alimentazione del sistema; e output, cioè cessione a terzi del prodotto ottenuto con il funzionamento del sistema;
- È un sistema socio-tecnico che realizza processi di creazione di valore utilizzando risorse materiali e immateriali. Quindi, possiamo dire che l’impresa è un sistema sociale in quanto all’interno di essa operano risorse umane e tecniche (mezzi di produzione) scarse (disp. limitata), organizzate e finalizzate al profitto;
- Sono aziende di produzione di beni e/o servizi che perseguono in modo esplicito o implicito il profitto, cioè una remunerazione sia del capitale investito sia dell’attività imprenditoriale.
Quindi, rappresentiamo l’impresa come un sistema:
- Complesso: è fatto di parti, da elementi indipendenti, ciascuno deputato a svolgere una precisa funzione nell’ambito di un comune obiettivo finale;
- Gerarchico: non in senso negativo, ma nel senso che le parti devono essere collegate tra di loro e finalizzate ad un bene superiore;
- Parzialmente aperto: oggi con la comunicazione e la trasparenza che i social media hanno reso possibile si conosce tutto dei brand. Un esempio della produzione di Gucci è il turbante messo in vendita dalla maison, interpretato come una mancanza di rispetto per il fatto che il turbante stesso ha un significato religioso. In generale, possiamo dire che l’impresa è un sistema aperto perché, per sopravvivere, deve intrattenere continue relazioni di scambio con altre entità o sistemi esterni:
- Input: approvvigionamento di risorse necessarie per l’alimentazione del sistema;
- Output: cessione a terzi del prodotto ottenuto con il funzionamento del sistema.
- Morfogenetico: definisce la sua stessa forma;
- Cognitivo: l’impresa, definita come sistema cognitivo, ci porta a spostare l’attenzione delle risorse materiali a quelle immateriali, come know-how, capacità innovativa, reputazione. Si tratta del fatto che la vera ricchezza dell’impresa non è tanto costituita dal suo patrimonio materiale o tangibile (impianti, macchinari, attrezzature, fabbricati…) ma dalle sue risorse immateriali o intangibili, connesse con l’immagine positiva nei confronti dell’ambiente, dall’avviamento di mercato e dalla capacità di produrre innovazione.
La conoscenza presente nell'impresa
La conoscenza presente all’interno dell’impresa deriva:
- Direttamente -> conoscenze accumulate nelle routine organizzative, ovvero il fatto che l’impresa svolge delle attività da tempo e queste conoscenze vengono trasmette a coloro che fanno parte dell’organizzazione sulla base della logica del learning by doing (sapere incorporato).
- Indirettamente -> dalla professionalità di coloro che operano all’interno dell’organizzazione (sapere degli individui che per essa lavorano).
Impresa o azienda?
L’impresa è l’attività economica stessa, organizzata dall’imprenditore per la produzione e lo scambio di beni e servizi. L’azienda è invece lo strumento mediante il quale un imprenditore può realizzare le finalità di un’attività d’impresa intese come produzione o scambio di beni e servizi.
I termini impresa e azienda vengono spesso utilizzati come sinonimi ma anche la legge ne definisce le differenze: secondo l’art 2082 cc, infatti, l’impresa è un’attività che si definisce indirettamente in base alla nozione di imprenditore. Imprenditore è poi colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi.
Finalità dell'impresa
- L’impresa deve integrare volontariamente le preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate non solo per soddisfare pienamente gli obblighi giuridici applicabili, ma andando al di là, per investire di più nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le parti interessate;
- La sola ed unica responsabilità del business è usare le risorse e impegnarsi in attività per aumentare il più possibile i profitti nel rispetto delle regole del gioco che sono quelle della aperta e libera competizione;
- Utilizzare il denaro degli azionisti per risolvere problemi sociali, significa fare della beneficienza con i soldi degli altri, senza averne il permesso e tassarli senza dare un corrispondente servizio.
- Scopo dell’impresa non è semplicemente la produzione di profitto, bensì l’esistenza stessa dell’impresa come comunità di uomini che, in diverso modo, perseguono il soddisfacimento dei loro fondamentali bisogni e costituiscono un gruppo al servizio dell’intera società.
Quindi, il fine dell’impresa è il profitto del lungo periodo (perseguire una finalità di impresa solo legata al profitto nel breve periodo può far sì che l’impresa decada nel giro di poco tempo) e il valore.
In base alle sue funzioni istituzionali
In base alle sue funzioni istituzionali, quindi, l’azienda può definirsi come:
- Organizzazione economica, in quanto il suo scopo è il soddisfacimento dei bisogni umani, mediante l’utilizzo di risorse non disponibili in natura in misura illimitata;
- Sistema sociale, in quanto si deve agli sforzi dei gruppi sociali operanti al suo interno se essa crea e distribuisce ricchezza, rappresentando così uno strumento per il soddisfacimento delle necessità di chi vi → opera concetto della forza lavoro;
- Struttura patrimoniale: l’impresa è una struttura patrimoniale che aggrega un insieme di beni organizzato → e orientato allo svolgimento di processi produttivi concetto della creazione di reddito.
Le teorie sulle finalità imprenditoriali
Teoria della massimizzazione del profitto
Con la teoria della massimizzazione del profitto, i comportamenti imprenditoriali sono sempre orientati alla massimizzazione del profitto, ottenibile dall’attività aziendale in base alle finalità di utilità individualistica. L’imprenditore, però, intende ottenere risultati positivi della propria attività in un’ottica di lungo periodo; quindi, potrebbe accadere che l’obiettivo di massimizzazione del profitto potrebbe essere accantonato nel breve periodo per consentire, ad esempio, attraverso una vendita a costi ribassati, di far conoscere il proprio prodotto ad un maggior numero di clienti. Tuttavia, la misura del profitto e la sua destinazione sono orientati in maniera diversa nell’impresa privata o pubblica, profit o non profit, in un’economia aperta o chiusa.
Teoria sulla sopravvivenza dell’impresa
La teoria sulla sopravvivenza dell’impresa ha come elemento principale quello di distinguere il ruolo tra proprietà e governo di impresa. La proprietà è finalizzata all’ottenimento del profitto, mentre il governo di impresa, quindi il management, è volenteroso di mantenere la sopravvivenza dell’impresa. Quindi, secondo questa teoria, il management agirebbe in modo tale da far proseguire il più a lungo possibile la sopravvivenza dell’impresa. In questo caso, il profitto è interpretato come un mezzo per rafforzare la struttura patrimoniale dell’impresa e quelle attività che potrebbero risultare pericolose per la vita dell’organizzazione, pur massimizzando potenzialmente il livello del profitto, vengono eliminate. L’altra figura, ovvero quella dei proprietari, che prediligono la massimizzazione del profitto, potrebbero mettere in discussione le decisioni del management.
Teoria della creazione e diffusione del valore economico
Per la teoria della creazione e diffusione del valore economico, la finalità non è la redditività di breve periodo, bensì quella di far crescere il valore economico dell’impresa. Questo fine risponde agli obiettivi di tutti i partecipanti all’impresa e non soltanto a quelli della proprietà o del management = risponde agli obiettivi degli stakeholder come clienti, lavoratori, società che sono portatori di interesse...
Teoria dello sviluppo dimensionale dell’impresa
Seconda la teoria dello sviluppo dimensionale dell’impresa, l’espansione dell’impresa può acquisire maggiore stabilità o prestigio o, se ci concentriamo su un fattore materiale, può esserci un miglioramento economico. Inoltre, lo sviluppo dimensionale può tradursi in un irrobustimento della struttura organizzativa, nell’assunzione di maggiore forza concorrenziale o, ancora, dare esito ad un aumento delle retribuzioni. L’obiettivo qui è quello della crescita del fatturato. Ad esempio, Grom è stata fondata nel 2003 e venduta nel 2015 a Unilever. Il fatturato, nel 2012, era 22 M (break-even), nel 2013 fatturato di 23,5 M (perdita di 1 milione), e nel 2014 di 27 M (perdita di 2 milioni): il loro obiettivo non era il profitto, ma era quello di raggiungere un fatturato più elevato, quindi una maggiore quota di mercato, perché così si rendevano più appetibili a potenziali acquirenti come Unilever, che non avrebbe mai comprato delle imprese troppo piccole. Quindi, la crescita di fatturato di 5 milioni nel giro di due anni è stata ottenuta con nuove aperture, investimenti, nuovi prodotti, prezzi più bassi, cioè una serie di leve che fanno sì che, nel breve periodo di due anni, il fatturato è incrementato in maniera rilevante.
Quindi, l’espansione dell’impresa (teoria dell’agenzia) può essere osservata da molteplici punti di vista: può essere finalizzata a determinare maggiore stabilità o prestigio, o può essere un miglioramento economico.
Teoria della massimizzazione “sociale” del profitto
La teoria della massimizzazione “sociale” del profitto pone in rilievo l’aspetto conflittuale e collaborativo dell’organizzazione sociale. La massimizzazione del profitto incontra, infatti, due serie di vincoli:
- Vincoli sociali (di natura interna ed esterna);
- Vincoli di conoscenza.
Teoria del conseguimento del successo sociale
La teoria del conseguimento del successo sociale ci porta ad un concetto di finalità di impresa vicino alla Business ethics e al corporate social responsibility. In questo caso, l’obiettivo dell’imprenditore è il conseguimento del success, che consiste nei risultati conseguiti e nel ruolo sociale che tale affermazione produce nella comunità di riferimento. Il successo sociale è riconducibile a 3 motivazioni principali, ordinate in scala crescente:
- Reddito
- Posizione sociale
- Potere
Mission e vision
La mission è quello che l’impresa vorrebbe essere; la vision è quello che devo fare, nel breve periodo, rispetto ad una visione di lungo periodo, per raggiungere l’obiettivo di lungo periodo. Vision = quello che l’azienda vuole essere; mission = come ci arriva.
Forme istituzionali di impresa
- Impresa capitalistica: caratterizzata dalla presenza dell’imprenditore-capitalista, proprietario dei mezzi di produzione e gestore diretto dell’attività produttiva;
- Impresa manageriale: caratterizzata dalla scissione tra la proprietà e il governo d’impresa stessa a causa dell’eccessivo frazionamento della prima e dell’affidamento del secondo a manager professionisti. Quindi, capitale e gestione sono distinte: la proprietà è imprenditoriale, mentre il governo d’impresa è affidato al management;
- Impresa post manageriale: caratterizzata dalla cogestione delle risorse e dalla diretta partecipazione di datori di lavoro e lavoratori ai risultati aziendali;
- Impresa cooperativa: conseguimento di uno scopo mutualistico. Inoltre, ha una logica di finalità distributiva, dell’utile o delle utilità legate alla finalità cooperativa. È caratterizzata dalla comunanza di scopi tra coloro che vi partecipano, vi è un rapporto diretto tra la formazione del capitale e la platea di soci. Quindi, i soci apportano il capitale ed hanno anche dei benefici;
- Organizzazione non profit: è caratterizzata dall’amministrazione fiduciaria di capitali forniti da contribuzioni volontarie di privati, e dallo Stato, al fine di raggiungere finalità sociali. In essa vige il vincolo della non distribuzione degli utili: sebbene esista un soggetto amministratore, egli non ha il diritto di appropriarsi del profitto generato dalla gestione dell’impresa.
In cosa sono diverse queste 5 imprese:
- ENI
- Barilla
- Apple
- Esselunga
- Luxottica
Oltre a queste differenziazioni si possono far per:
- Quotazione in borsa
- Industria di appartenenza
- Capitalizzazione di mercato
L'assetto proprietario
L’assetto proprietario è definito in base a:
- Natura del soggetto imprenditoriale:
- Imprenditore individuale: ha il limite dell’assenza di delega, quindi l’imprenditore deve essere bravo a → → far tutto accentramento decisionale vincolo di crescita e di dimensione.
- Imprenditore familiare: uno o più soggetti appartenenti alla stessa famiglia che hanno il controllo. Nell’impresa familiare un tema delicato è la successione. →
- Imprenditore delegato, più frequentemente definito manager: cerco manager bravi e capaci professionalità della conoscenza, tema di eticità e visioni contrastanti: chi ha il ruolo di management ha un ruolo decisionale, ma non è detto che la visione del futuro dell’impresa può coincidere con le aspettative del manager stesso.
- Imprenditore di gruppo: in alcune situazioni, la partecipazione al gruppo è una entità che controlla le imprese appartenenti al gruppo.
- Grado di controllo della proprietà:
- Controllo assoluto: chi ha il controllo totale o di maggioranza del capitale. In questo caso, vi è solo un individuo, l’imprenditore, che prende le decisioni importanti per la vita societaria: la maggioranza assoluta è detenuta da una persona fisica o da una società controllata da una persona fisica.
- Controllo familiare: quando la famiglia è presente ed esercita e detiene delle forme di controllo sui diritti di proprietà dell’impresa. Possiamo dire che un’impresa familiare è un’attività imprenditoriale, in cui i portatori di capitale di rischio appartengono ad una o più famiglie, collegate tra loro da un vincolo di parentela o affinità, i cui membri esercitano altresì poteri di governo.
- Controllo di coalizione: quando ci sono più azionisti che, con d
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