Economia e gestione delle imprese
L’impresa è un istituto economico svolgente attività di produzione e vendita sul mercato di un prodotto (bene o servizio). Presupposto all’esistenza di essa è l’esistenza di un mercato (domanda e offerta). L’impresa acquisisce fattori (input) e li trasforma in prodotti (output) da collocare ai clienti. Il processo accresce il valore finale dell’output rispetto a quello dell’input impiegato.
Impresa vs azienda
L’azienda è lo strumento mediante il quale l’imprenditore può realizzare le finalità di un’attività d’impresa, intese come produzione e scambio di beni e servizi (art. 2555). L’impresa è l’attività economica stessa.
Tre approcci
- Organizzazione economica (soddisfa gli individui)
- Sistema sociale (distribuisce la ricchezza)
- Struttura patrimoniale (produce reddito)
Essi sono allo stesso tempo complementari e potenzialmente confliggenti. Nessuna impresa prospera se non soddisfa bisogni, genera ricchezza, remunera l’imprenditore, ma va deciso a cosa dare priorità (remunerazione capitali o lavoro, attenzione ai bisogni dei consumatori).
Classificazione per oggetto della produzione
- Primario: agricoltura, allevamento, imprese estrattive
- Secondario: imprese industriali, edili
- Terziario: imprese di servizi
Classificazione secondo la dimensione
| Dimensione | Addetti | Fatturato |
|---|---|---|
| Micro | <=9 | 2 milioni |
| Piccola | 10-49 | <10 milioni |
| Media | 50-249 | <50 milioni |
| Grande | >=250 | >50 milioni |
PMI = Piccola Media Impresa
SME = Small Medium Enterprise
Una media impresa con 200 addetti ha problematiche e opportunità simili alla Grande Impresa.
Classificazione secondo la natura del soggetto economico
- Private
- Pubbliche
- Miste
Il fenomeno delle privatizzazioni genera spesso commistioni di pubblico e privato (miste).
Classificazione secondo la forma giuridica
- Impresa individuale
- Società:
- Di persone:
- SS
- SNC
- SAS
- Di capitali:
- SRL
- SPA
- SAPA
- Cooperative
- Di persone:
L’impresa ha una finalità: meglio parlare di finalità dell’agire imprenditoriale perché sono le persone ad avere finalità ed è importante indagare le finalità del gruppo imprenditoriale ossia di chi governa l’impresa (imprenditore e manager).
L’impresa come fatto oggettivo è un insieme di risorse e potenzialità (ha funzioni da svolgere). L’impresa come fatto soggettivo è emanazione e strumento di una capacità imprenditoriale finalizzata al perseguimento di certi obiettivi (ha delle finalità).
Imprenditore e manager
Imprenditore: lega la sua attività all’impresa perché essa fa parte del suo patrimonio.
Manager: lavora nell’impresa.
La massimizzazione del profitto
- È il compenso che spetta all’imprenditore per l’organizzazione dei fattori produttivi.
- È il premio per il rischio che si assume chi apporta capitali.
- È il premio per chi promuove l’innovazione (Schumpeter).
- È la rendita per la posizione “monopolistica” (o quasi) che l’imprenditore consegue nel mercato.
Ma quale profitto si deve massimizzare?
L’imprenditore punta al profitto, il manager punta alla sopravvivenza per avere la sicurezza del posto di lavoro.
Per aumentare il profitto dell’impresa, l’imprenditore può avvalersi di diversi strumenti e comportarsi in maniera differente:
- Irrobustisce l’impresa tramite l’autofinanziamento: rifiuto iniziative troppo rischiose anche se potenzialmente molto redditizie.
- Accresce il valore economico: il valore va diffuso a tutti i soggetti che si relazionano con l’impresa.
- Sviluppo dimensionale: focus sul fatturato più che sul profitto.
- Organizzazione più robusta: sopravvivenza.
- Maggior forza sui concorrenti: redditività, sicurezza, aumento delle retribuzioni e del prestigio.
La massimizzazione condizionata del profitto
La dimensione del profitto non è liberamente determinabile dall’imprenditore, ma deriva dalla composizione di numerosi conflitti interni ed esterni. Per questo il fine del max profitto diventa il fine del max profitto condizionato.
L’impresa si relaziona con diversi gruppi di portatori di interesse nei suoi confronti (stakeholder) ai quali richiede contributi. Possono sorgere conflitti di interesse sia esterni (meno critici) che interni (più critici perché l’impresa quasi sempre non può rescindere il contratto).
Per avere più profitto:
- Agire sui ricavi (più prezzo o più quantità).
- Agire sui costi (meno dipendenti, meno stipendi, meno costo del denaro).
Per non danneggiare nessuno si possono ridimensionare i costi organizzativi, ricerca e sviluppo, promozione (toglie a se stessa, ma a nessuno in particolare).
Tre obiettivi distinti (3P)
- Profitto
- Potere sociale e di mercato
- Prestigio
Imprenditore visibile: successo sociale. Imprenditore meno visibile: max valore economico nel lungo periodo. Manager: mobilità.
L'impresa e le sue finalità
Gli obiettivi vanno condivisi con chi opera nell’impresa e anche all’esterno (clienti, stakeholder). Tale condivisione va fatta in maniera ufficiale e prende il nome di Statement.
Vision e mission
Vision: cosa l’impresa vuole fare; sogno dell’imprenditore, What we want to be, propositivo per il lungo periodo, ruolo che l’impresa ricopre nel mercato.
Mission: come vuole realizzare la vision; finalità fondamentali da perseguire per arrivare alla vision, Why we exist.
L'impresa come sistema
Viene così definita perché è formata da più parti le quali sono interrelate (interdipendenti rispetto ad un obiettivo comune). Tutte le parti devono remare nella stessa direzione (non è semplice ed immediato). Presenza di trade off.
Il Sistema Impresa è costituito da un insieme di risorse ed attori legati tra loro da relazioni orientate alla realizzazione di attività e collegato, attraverso altre relazioni, a vari soggetti esterni.
È un sistema:
- Aperto: dialoga con l’esterno.
- Dinamico: può crescere o ridursi, si può trasformare.
- Complesso e unitario: tanto più è grande tanto più è complesso, ma presenta unitarietà di valori, obiettivi, gestione;
- Sostenibile
Patrimonio Genetico: spinta imprenditoriale, risorse disponibili, relazioni.
Patrimonio Strategico: vision e mission, strategia competitiva, modello di sviluppo e utilizzazione delle risorse.
Stabilità e cambiamento convivono, non sono confliggenti. L’impresa si forma stabile e crea una routine la quale, però, non deve essere ostacolo al cambiamento. I mercati odierni sono dinamici (turbolenti), cambiano rapidamente ed in modo pregnante. Le imprese di maggiore spicco creano le innovazioni esse stesse, mentre le più piccole hanno atteggiamento adattivo.
First Mover: impresa attiva che provoca il cambiamento.
Sostenibilità
Triple Bottom Line: Profilo Economico Finanziario (1), Profilo Sociale (2), Profilo Ambientale (3) (escluso il primo parliamo di epoca recente).
- (1) Equilibrio tra costi e ricavi, tra entrate e uscite
- (2) Rapporto con le persone, condizioni di lavoro, sicurezza, fornitori con determinate caratteristiche
- (3) Meno emissioni, sprechi, meno impatto ambientale, riciclo
Studi: RSI (CSR): Responsabilità Sociale d’Impresa.
L’impresa produce esternalità:
- Positive: lavoro, ricchezza, innovazioni, sostiene cause ambientali;
- Negative: può inquinare ambiente, acqua, aria, produce rumori, fumi, congestionamento strutture stradali.
Obiettivi di sostenibilità legati ad obblighi di legge:
- Negativi: norme volte a limitare esternalità negative;
- Positivi: richiesta di impegni all’interno di progetti di interesse generale volti a migliorare gli impatti positivi.
Il grado di orientamento alla sostenibilità dipende da: attività svolta, contesto in cui opera l’impresa; evoluzione e valori d’impresa.
- Fase I: l’impresa migliora l’impatto sociale senza aver ancora strategia definita
- Fase II: diffonde i valori sociali all’interno dell’impresa e si delinea una strategia
- Fase III: l’impresa apre all’esterno e alle proposte dello stesso (stakeholder engagement)
- Fase IV: si ridefinisce il modello di business integrando gli obiettivi competitivi con quelli di benessere collettivo
Queste quattro fasi non sono obbligatorie
Nel medio-lungo periodo la risposta dal punto di vista economico è positiva attraverso maggiori ricavi o minori costi. Nel lungo la sostenibilità è pregnante dal punto di vista dell’efficienza.
Framework normativo
- Global Compact Nazioni Unite
- Libro Verde Unione Europea
- ILO, OCSE ecc. (linee guida organismi internazionali)
- Certificazioni ambientali, di sicurezza, di qualità
- Normative nazionali
L’implementazione delle strategie di sostenibilità si manifesta all’interno dei processi e delle funzioni aziendali (operations, gestione finanziaria, dell’innovazione, delle risorse umane, marketing).
L'impresa e l'ambiente
Il primo step è l’ambiente esteso o generale o macro-ambiente. Gli attori di tale ambiente sono investitori, attività pubbliche, forze sociali e organismi rilevanti. Essi possono determinare condizioni e impatti sull’impresa la quale svolge un ruolo passivo.
Le condizioni:
- Politica
- Economica
- Socio-culturale (come è fatta la società nella quale l’impresa opera)
- Tecnologica (stato della tecnologia in un dato luogo in un dato momento)
L’analisi dell’ambiente esterno viene detta PEST Analysis in quanto tratta delle condizioni Politiche, Economiche, Socio-culturali e Tecnologiche.
L’impresa, analizzando le condizioni dell’ambiente esteso, deve:
- Monitorare le forze e le tendenze presenti in ciascun ambito
- Selezionare le variabili strategicamente più rilevanti per la condotta dell’impresa
- Individuare i probabili scenari futuri relativi a tali fenomeni
- Prevedere il loro impatto sulla sua condotta strategica e sulla posizione competitiva
Slide valutazione congiunta di impatto e probabilità
L’impresa migliore è quella che riesce ad allocare meglio le proprie risorse individuando quali eventi possono essere più rilevanti e quali meno e la loro probabilità di verificarsi.
Esempio del mercato delle crociere
(Da capire il concetto per poterlo applicare a qualunque argomento)
- Politica: normative internazionali sulla sicurezza e sulla protezione dell’ambiente, guerre, terrorismo, pirateria
- Economia: PIL, tasso d’interesse, andamento dell’economia mondiale, prezzo dei carburanti, evoluzione del reddito pro capite e della sua distribuzione, reddito disponibile, dinamica dei tassi di cambio
- Società e cultura: ecologismo, salutismo, edonismo (benessere interiore), omogeneizzazione dei consumi, Middle class emergente nei PVS, turismo sostenibile, familiare, d’affari, di gruppo, multi-generazionale, aumento dell’età media, giovani coppie, single, turismo tematico, ricerca di destinazioni autentiche
- Tecnologia: nuovi design per le navi, nuove tecnologie rispettose per l’ambiente, internet, telefonia mobile (e-booking, social media)
Esempio del settore farmaceutico
(Matrice a quattro quadranti)
Restringiamo il campo ad una configurazione di ambiente più ristretto dove operano attori che hanno impatto diretto sul risultato dell’impresa. È l’impresa che sceglie dove andare ad operare.
Ambiente o ambito competitivo
Settore: identità economica non manageriale. Termine che in economia ha un certo significato però può essere delineato dal lato dell’offerta (imprese simili tra loro per prodotto, definizione debole) oppure dal lato della domanda (in termini di elasticità incrociata, più alta è l’elasticità più sono sostituibili uno con l’altro).
Mercato: “luogo” nel quale avvengono gli scambi.
Area strategica d’affari (business): unità tridimensionale (clienti, bisogni e tecnologie). Soddisfare gli stessi clienti, con lo stesso prodotto, utilizzando la stessa tecnologia.
Le decisioni dell’impresa devono essere prese ASA per ASA.
Come funziona tale analisi? L’impresa ha un ruolo attivo perché si sceglie i business nei quali operare e assume delle decisioni e attua azioni che hanno impatti su soggetti i quali reagiranno. Le relazioni che si vanno ad instaurare nell’ambito competitivo non sono solo di competizione, ma anche di tipo collaborativo. L’effetto delle forze che agiscono sull’ambiente competitivo determina il livello di concorrenza, la redditività e l’attrattività.
Il modello delle 5 forze di Porter
Le forze che hanno un peso sulla definizione delle due misure sopra indicate si sono allargate ad altre figure. Ai concorrenti attuali vanno aggiunti quelli potenziali (minaccia di nuovi entranti) ed i prodotti sostitutivi. Questo sul piano orizzontale. Sul piano verticale sono presenti le forze dei fornitori a monte e quelle dei clienti a valle, filiera tecnico produttiva.
Ipotizza che sul livello della lotta competitiva non influisca solo il numero di concorrenti esistenti.
L’intensità della concorrenza dei concorrenti già presenti dipende da:
- Grado di concentrazione (massimo in monopolio e minimo in concorrenza perfetta): Assoluta o Relativa. Quando la concentrazione è alta, l’intensità della concorrenza è bassa e viceversa
- Equilibrio domanda offerta
- Struttura di costo delle imprese
- Grado di differenziazione o standardizzazione del prodotto
- Equilibrio D/O
In termini assoluti l’eccesso di offerta alimenta la concorrenza.
Rispetto ai tassi di crescita una domanda stagnante alimenta la concorrenza.
Presenza di barriere all’uscita: ostacoli di natura strutturale che rallentano o impediscono l’uscita dal settore da parte delle imprese del settore che vorrebbero uscire aumentando la concorrenza (investimenti idiosincratici, interrelazione produttiva, commerciale o strategica con altre attività, intervento di attori istituzionali, forze interne all’impresa).
Struttura di costo delle imprese:
- Alta Leva Operativa (elevata quota costi fissi): porta ad operare sul prezzo pur di restare sopra il punto di pareggio e salvaguardare i volumi. Aumenta la concorrenza per salvare la propria quota
- Bassa Leva Operativa (elevata quota costi variabili): consente di tollerare meglio riduzioni di quota. Atteggiamento meno aggressivo
Prevalenza di costi fissi: attività rigida
Prevalenza di costi variabili: attività flessibile, elastica
Grado di differenziazione del prodotto:
Il consumatore percepisce i prodotti dei concorrenti come “uguali”? Se sì c’è più concorrenza poiché sono “sostituti (quasi) perfetti”
Come si manifesta l’intensità competitiva?
- Frequente azione sul prezzo
- Ripetuto lancio di nuovi prodotti
- Uso intenso di strumenti di comunicazione e promozione
Minaccia di nuovi entranti
Può essere:
- Potenziale: spinge le imprese a reagire, ad esempio abbassando i prezzi o acquisendo i concorrenti deboli
- Effettiva: si può concretizzare con la creazione di una nuova unità produttiva (aumento immediato della concorrenza) oppure con l’acquisizione da parte dell’entrante di un’impresa già attiva nel settore (effetto di sostituzione, aumento della concorrenza più diluito nel tempo)
La principale determinante della minaccia di nuovi entranti è rappresentata dalla presenza e dall’entità di “barriere all’entrata” ovvero fattori che determinano uno svantaggio per il potenziale entrante rispetto a chi già opera nel settore (incumbent) e vanno valutate nell’ottica dell’entrante. Si possono generalmente aggirare con un’acquisizione. Sono dei differenziali di costo che i nuovi entranti devono sostenere rispetto agli incumbent.
Barriere istituzionali
Sono determinate dalla legge: necessità di autorizzazioni, concessioni, settori a monopolio pubblico.
Barriere strutturali
- Economia di scala
- Economie di esperienza
- Economie di estensione (o scopo)
- Livello di investimenti richiesti
- Vantaggi di costo assoluti: relazioni con fornitori o distributori, ottimizzazione impianti, procedure efficienti, sussidi
- Accesso privilegiato a input o canali distributivi
- Differenziazione del prodotto
Barriere strategiche
(La loro efficacia dipende da credibilità e percezione di essa)
- Sono comportamenti che gli incumbent potrebbero attuare per difendersi dall’entrante
- Fissazione del prezzo al di sotto del costo medio o marginale del potenziale entrante
- Fissazione dei prezzi predatori
- Effettuazione di differenziazione intensa
- Realizzazione di forti investimenti idiosincratici
- Occupazione degli spazi fisici e strategici nel mercato
- Incremento dei costi di gestione nel settore
- Incremento degli investimenti necessari
- Mantenimento capacità produttiva in eccesso
- Sviluppo di una reputazione aggressiva
Mercati contendibili
Un mercato (o meglio, un’ASA) si definisce contendibile quando non ha barriere né all’entrata né all’uscita. Vi è elevata concorrenza poiché buone potenzialità di reddito attraggono nuovi entranti.
- Pochi ostacoli all’entrata
- Pochi rischi di rimanere bloccato nel mercato
Le barriere all’entrata rendono il settore attraente? Sì.
I prodotti sostitutivi
Prodotti che non hanno le stesse caratteristiche tecniche, ma che in qualche modo sono atti a soddisfare lo stesso bisogno. All’aumentare anche di poco del prezzo del bene x, la domanda si sposta sul bene y. È un prodotto diverso, che appartiene ad un ASA diversa.
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