I titoli a reddito variabile
Chi acquista titoli obbligazionari, titoli di stato o obbligazioni di un impresa diventa creditore dell'impresa, in pratica sta finanziando l'emittente. Invece di decide di investire in azioni si pone non come creditore ma come partecipe al capitale sociale dell'azienda. In questo caso non è possibile stabilire a priori il rendimento certo.
Le società per azioni si collocano in borsa.L'azione rappresenta le quote di partecipazione al capitale sociale della società per azioni, in accomandite per azioni o cooperative. Ciascuna azione rappresenta una uguale frazione del capitale sociale, questo significa che tutte le azioni hanno uguale valore nominale.
Il rendimento che offrono le azioni trae origine da:
- guadagno in conto capitale (CAPITAL GAIN = prezzo di vendita dell'azione - prezzo di acquisto dell'azione)
- pagamento periodico dei dividendi agli azionisti (quote dell'utile)
Se da un lato le obbligazioni offrono come rendimento la cedola, dal lato delle azioni il rendimento viene corrisposto tramite dividendo, cioè una quota dell'utile.
La remunerazione derivante dal dividendo è variabile perché dipende sia dell'andamento economico delle società e sia delle decisioni relative alla distribuzione o reinnvestimento in imprese dell'utile (quindi se l'impresa decide di trattenere l'utile e di non distribuirlo ai soci si ha un Payout nullo); infatti il PAYOUT (cioè il rapporto di distribuzione dell'utile) viene deciso in assoluta libertà della società.
In un azienda di giovane costituzione gli utili vengono utilizzati come forme di autofinanziamento, nelle imprese più consolidate è possibile che si decide di attuare una politica di distribuzione degli utili con un PAYOUT più elevato.
19/11/13
I titoli a reddito variabile
Chi acquista titoli obbligazionari, titoli di stato o obbligazioni di un'impresa diventa creditore dell'impresa privata che finanziando l'emittente. Invece di decide di investire in azioni si pone come azionista ma come partecipa il capitale sociale dell'azienda. In questo caso non è possibile stabilire a priori il rendimento certo.
Le società per azioni si collocano in Borsa.
L'azione rappresenta le quote di partecipazione al capitale sociale della società per azioni, in accomandite per azioni o cooperative. Ciascuna azione rappresenta una uguale frazione del capitale sociale, questo significa che tutte le azioni hanno uguale valore nominale.
Il rendimento che offrono le azioni trae origine da:
- Guadagno in conto capitale (CAPITAL GAIN = prezzo di vendita/prezzo di acquisto)
- Pagamento periodico dei dividendi agli azionisti (quote dell'utile).
Se da un lato le obbligazioni offrono come rendimento la cedola, dall'altro delle azioni il rendimento viene composto tramite dividendo, cioè una quota dell'utile.
La remunerazione derivante dal dividendo è variabile perché dipende sia dell'andamento economico delle società e sia delle decisioni relative alla distribuzione o reinvestimento in imprese dell'utile (quindi se l'impresa decide di trattenere l'utile e di non distribuirlo ai soci si ha un Payout nullo); infatti il PAYOUT (cioè il rapporto di distribuzione dell'utile) viene deciso in assoluta libertà delle società.
In un'azienda di giovane costruzione gli utili vengono utilizzati come forme di autofinanziamento, nelle imprese più consolidate è possibile decide di attuare una politica di distribuzione degli utili con un PAYOUT però più elevato.
MODELLI DI VALUTAZIONE DEI TITOLI AZIONARI
Il modello del dividendo fornisce una stima del valore attuale del dividendo atteso.
- P0 = prezzo attuale
- D1 = dividendo dell'epoca 1
- P1 = prezzo dell'epoca 1
1 + r = fattore di sconto
Prezzo attuale è poi il valore attuale delle serie dei dividendi futuri, aggiustati per il rischio:
Generalizzando per n periodi, si può scrivere il prezzo di un'azione come valore attuale dei dividendi incerti dal periodo 1 al periodo n e del prezzo di vendita finale.
Il modello non è preciso perché richiede una stima di tutti i dividendi dell'utile, e non è possibile prevedere con certezza come l’utile da un'azienda consegnerà. Si può modificare il modello ipotizzando una crescita costante dei dividendi; questo principio viene assunto come base del modello di gordon. Secondo tale modello:
- Il flusso dei dividendi pagato è perfetto
- I dividendi crescono costantemente a un tasso g
- Il tasso di sconto r è maggiore di g
se l'ultimo dividendo è stato D0=2 e il tasso di crescita è g=0.03
si avrà
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